
Come riferito negli scorsi giorni dai giornali nazionali, a Crotone, in Calabria, sorgono scuole, asili, parcheggi, strade, case e opere pubbliche costruite con materiali di scarto industriale, fra cui rifiuti altamente tossici e scorie cancerogene e radioattive. In due zone di Crotone, ad alta densita' mafiosa, sono state sequestrati ben diciotto siti inquinati ed e' venuto fuori che nei cortili delle scuole ci fossero la bellezza di 350,000 tonnellate di materiali tossici: arsenico, piombo, indio, zinco, germanio, mercurio. Sette persone sono state arrestate con accusa di associazione a delinquere e per disastro ambientale. Fra questi, addirittura dirigenti delle ASL locali.
Per dieci anni i bambini delle elementari e della ragioneria della citta' hanno fatto lezione, ginnastica e merenda fra gli scarti industriali. Dieci anni di veleni quando il corpo e' in via di formazione. Non e' giusto.
Crotone, durante gli anni sessanta era soprannominata la Milano del sud Italia. C'erano li la Montedison, Cellulosa Calabra e Pertusola sud, ditte che producevano metalli, carta, sostanze chimiche. Disoccupazione non ce n'era, ma con il tempo queste ditte hanno contribuito a dare a Crotone uno dei piu' alti tassi di tumore di Italia. Queste ditte mai si preoccuparono di rinnovarsi, di migliorarsi, diventarono obsolete e nel 1995 erano tutte state quasi totalmente chiuse. Crotone e' oggi la piu' povera provincia della Calabria.
Delle tre ditte, quella responsabile della bomba ecologica e' la Pertusola sud il cui capo di cio' che e' rimasto e' stato arrestato pure lui. E a chi fa capo la Pertusola sud? Guarda caso proprio all'ENI, la nostra amica che fa disastri
in tutta Italia. Naturalmente non e' solo colpa loro. Hanno trovato attorno a loro condizioni politiche favorevoli, informazione scarsa, gente omertosa e ndrangheta pronta a fare affari. Ma alla fine dei conti, se l'ENI fosse stata onesta non si sarebbe arrivati qui. Che mandi tuo figlio all'asilo e invece gli dai per quattro o cinque ore al giorno aria tossica da respirare. Intanto, ecco cosa dice il presidente della provincia di Crotone il 25 settembre del 2008:
"
La notizia conferma, se pure ce n'era bisogno, la gravità eccezionale della situazione ambientale su larga parte del territorio provinciale e, in particolare, la responsabilità che, nel determinarsi di questa situazione, hanno avuto le politiche di aggressione al territorio e di rapina delle risorse per lunghi anni attuate dall'Eni attraverso le società controllate e le attività condotte nella provincia di Crotone"
"Questo è il risultato della logica del profitto a tutti i costi, che ha trovato sul posto classi dirigenti cieche ed insensibili. Persino settori dell'informazione, sull'altare di meschini interessi economici, hanno chiuso gli occhi davanti a realtà inquietanti, che oggi si manifestano in tutta la loro esplosiva negatività. Incalcolabili danni sono stati causati alla salute dei cittadini, all'ambiente, al sistema produttivo"
In realta' di questo gia' si sapeva dal 2003, quando vennero commissionati degli studi ambientali per verificare la presenza di sostanze radioattive fra i rifiuti industriali. Quella commissione studio' tutta la zona di Crotone e il Prefetto della citta' dell'epoca disse:
“
la Pertusola ha causato un elevato inquinamento a tutta la zona che, uno studio commissionato ad istituzioni universitarie dall’Alto Commissariato per i Rifiuti, ha definito altissimo. Per fortuna la notizia non si è propagata, perché in caso contrario si sarebbe determinata, a mio avviso, una situazione pericolosa per l’ordine pubblico”.
Cio' meglio farla morire la gente piuttosto che informarla. Intanto come riferisce il giornale online
L'opinione:
"..
si e' continuato a coltivare le colline, a pescare ed immettere nella catena alimentare pesce all’arsenico, a bere e utilizzare acqua allo zinco senza che nessuno prendesse dei provvedimenti per l’unica cosa ovvia e sensata da fare: la tutela della salute pubblica. Si è permesso invece di impastare rifiuti tossici con il cemento con il quale hanno poi costruito scuole elementari. Hanno lasciato che con quel materiale si costruisse il porto, ponti e viadotti, piazzali attrezzati, caserme e piste ciclabili, le strade ed i palazzi dove la gente è morta e continua a morire di tumore, ad ammalarsi di leucemia, a subire alterazioni geniche e del metabolismo e malformazioni di vario genere. Ci troviamo dinnanzi ad un disastro ambientale di proporzioni immani, una situazione che in molti conoscevano ma hanno preferito tacere e chi doveva agire per assicurare i responsabili alla giustizia nonché impedire che il reato venisse portato ad ulteriori conseguenze, ha taciuto e non ha agito così facendo si è reso complice della catastrofe."
Di fronte a tutto cio' il
primo Ottobre, l'ENI avanza la magnanime proposta: quella di
forse bonificare gratis i diciotto siti inquinati di Crotone. Nulla di certo, ci devono pensare poverini, ma forse lo faranno, come se fossero santi. Allo stesso tempo pero' l'ENI ci tiene a precisare che "
il conglomerato idraulico catalizzato se isolato e rullato con l'asfalto non è pericoloso".
Cioe' negano anche qui! Certo, nulla e' pericoloso, come non lo sono i fumi tossici delle raffinerie, i pozzi nella laguna veneta, il DDT nel lago maggiore, gli incendi e tutte le schifezze che vanno facendo quotidianamente. In un altra parte del mondo, di fronte ad uno scandalo simile sarebbero saltati tutti i vertici ENI, ci sarebbe stata indignazione popolare totale, se ne sarebbe parlato per giorni e giorni, e oltre a condanne di bonifica obbligata ci sarebbe stato il riscarcimento alla citta' di multe salatissime. Spero che i processi siano veloci e che l'ENI e gli altri personaggi coinvolti paghino per cio' che hanno fatto perche' tutto questo e' criminale.
L'ENI a Crotone non solo gli ha regalato scuole al mercurio, ma gli ha anche rubato il mare e la pesca. A pochi chilometri dalla costa di Crotone infatti sorgono dei pozzi petroliferi e per il metano. Il risultato? Mare sporco, problemi di subsidenza, pesca drasticamente ridotta, mare privo di vita per colpa delle onde sonore e brutture visive in una citta' che ora spera nel turismo...
Fonti:
Indymedia Calabria ,
Corriere della Sera