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Tuesday, January 1, 2019

India: in quattro anni il solare aumenta del 700%



Voglio iniziare il 2019 con una storia di speranza.

Dal 2014 al 2018 in India la produzione di energia elettrica da solare e' aumentata di piu' del 700%: da 2.6 gigawatt a 20 gigawatt.

Questo e' l'equivalente di 23 reattori nucleari!

L'obiettivo e' di arrivare a 100 gigawatt entro il 2022 per un investimento totale di 100 miliardi di dollari.

Nel solo 2015,  sono state installate un milione di lampade solari e 1.4 milioni di fornelli solari.

Ovviamente l'India e' un paese enorme, dalla popolazione in crescita e per un miliardo di
persone che qui vivono, questi numeri non sono poi cosi' enormi. E c'e' ovviamente spazio per ancora maggior crescita.

Il fotovoltaico contava solo lo 0.4% della produzione elettrica nazionale nel 2015; ma il potenziale e' enrome, visto che qui il sole splende in media per 300 giorni l'anno. L'obiettivo e' per il sole di alimentare elettricita' in casa, ma anche strumenti per l'agricoltura, aria condizionata, e per generare acqua calda.

Una cella fotovoltaica rende dalle 20 alle 40 volte l'energia usata per crearla. Se tutto va bene, entro il 2020 l'energia da solare potrebbe superare quella da carbone. Anzi, il governo ha gia' chiuso 14 centrali a carbone perche' rese obsolete dal sole; le tasse sul carbone sono aumentate e ci sono incentivi per chiudere quelle piu' vecchie di 25 anni.

Dei 100 gigawatt di solare, 40 saranno dai tetti e 60 da impianti medio-grandi. Ci sono anche 56 progetti di ‘solar city’ e altri 27 di campi solari in 21 stati.

Entro il 2022 ci saranno 20 milioni di lampade alimentate dal sole grazie anche agli incentivi statali che coprono il 30% dei costi. Le banche sono state istruite di agevolare i finanziamenti per chi vuole passare o installare il solare.  Si prevede che anche le pompe agricole saranno presto alimentate dal sole, gia' adesso ci sono fiumiciattoli e canali per l'agricoltura coperti da pannelli fotovoltaici per prevenire l'evaporazione.

Ecco, questo e' quello che programma l'India, un paese dai mille problemi, di poverta' ed ignoranza che pur lo vuole e ci prova. E se possono farlo loro, lo possiamo fare tutti.

Non ci sono scusanti.









Wednesday, May 30, 2018

Australia: solare da record per il 2017, 2018, 2019...










Gli australiani installano solare sui tetti a ritmi senza precedenti, e tutti i record precedenti sono stati spazzati via. 

Il numero di fotovoltaico sui tetti e' quasi tripilcato nel 2017 rispetto al 2016.

Dal sole e dai tetti sono arrivati piu' di 1.3 gigawatt di energia nuova, con piu' di 20,000 installazioni.
Nel 2016 erano 6,700.

Nel 2018 si calcola che ci saranno 4 gigawatt in piu' dal solare, un altro record. 

Cosa c'e' dietro questa esplosione dei pannelli fotovoltaici? I costi per l'installazione che si sono abbassati notevolmente, e il sole che picchia quasi tutto l'anno.

In due parole: risparmi.  E non ci sono solo pannelli fotovoltaici ma anche per la generazione di acqua calda, anche questi sempre piu' diffusi.

Si calcola che i prezzi saranno destinati a calare ancora, con annate ancora piu record per il 2019, e con piu' sole e vento nella nazione, e con sempre migliori tecnologie di stoccaggio.

Nel 2017 l'allora premier dell'Australia del Sud (una regione dell'Australia), Jay Weatherill, fece un accordo con Elon Musk della Tesla per mettere su la piu' grande batteria del mondo al litio, il Hornsdale Power Reserve e questa mega batteria e' stata utile, perche' ha permesso di stoccare energia dal sole, portando a risparmi di 35 milioni di dollari in soli 4 mesi.

E cosi, lo stesso stato prevede di aumentare lo stoccaggio ancora, con l'installazione di 50,000 batterie e sistemi solari nelle case, gratuitamente.

Ovviamente il mondo del business non sta a guardare, e anche loro si rendono conto che il sole sui tetti e' piu' affidabile di petrolio che arriva chissa' da dove e soggetto ai capricci di leader e despoti dall'altro lato del pianeta.

E cosi, il 46%, si circa la meta' di tutti i business d'Australia, stanno attivando la propria transizione verso le rinnovabili.

Stimano di recuperare i costi in cinque anni.

E questo vale per il manifatturiero, per l'agricoltura, pure per le raffinerie di zinco, le birrerie. Sono in partnership con campi solari che forniscono loro energia per un certo numero di anni, secondo contratto, oppure se le gestiscono da sole.

Arrivano a fare investimenti qui dagli USA, dal Giappone,

Ci siamo quasi allora. Non si deve andare troppo indietro per ricordarsi dei tempi in cui ci veniva detto che sole e vento erano troppo costose, inaffidabili, che il 100% rinnovabili era una chimera.

Beh, non lo e' piu'.

Anche se i petrolieri continuano a voler trivellare, anche se le loro tasche sono profonde (ma per quanto ancora?) e' la semplice economia di scala delle rinnovabili che le rende vincenti.

Nessuno di questi industriali d'Australia (o del resto del mondo) parla di ambiente come primo motivo nelle loro scelte, ma i conti se se li sono fatti, e a vincere non sono state le trivelle.

E non importa se il vile denaro sta dalla parte dell'ambiente in questo caso, quello che importa e' il che tramonto dell'era delle fonti fossili arrivi presto, fonti fossili che da idea rivoluzionaria cento anni fa si e' trasformata in avvelenamento dell'ambiente, da ogni cannuccia finita in mare, fino alle mega raffinerie di morte.