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Sunday, October 22, 2017

HiQuake: il database della sismicita' indotta dall'uomo e dalle trivelle



















Come sempre, i "giornalisti" italiani che copiano sono pregati di citare.

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E' stato pubblicato qualche giorno fa un report con tutti i terremoti noti generati dall'uomo. Lo studio appare su Seismological Research Letters,  e contiene circa 730 terremoti.

Queste scosse fanno parte di un database soprannomiato HiQuake che sta per Human-Induced Earthquake Database,  il piu' grande finora mai compliato.

Tutto nasce nel 2016, in Olanda. Qui, da decenni opera la NAM (Nederlandse Aardolie Maatschappij), un consorzio Shell-Exxon che ha a lungo trivellato il campo di Groningen causando sismicita' indotta (e danni!). Anzi, in molti ricordano la storia del pagamento di 5 miliardi di euro proprio a causa della sismicita' indotta ai proprietari di case attorno a Groningen.

Questa NAM nel 2016 appunto promosse un incontro per discutere la sismicita' indotta prorio a Groningen. Fra i partecipanti, Miles Wilson, dell'Universita' di Durham, geofisico. Gli venne chiesto appunto di creare questo database con tutti i dati.

Ed e' cosi nato HiQuake.

Ci sono dentro non solo i terremoti da trivelle, ma anche da altre attivita' come le miniere, le esplosioni di materiale militare e/o nucleare, il pompaggio di acqua. L'intensita' media e' di 3-4Richter, anche se ci sono episodi piu' gravi come il pompaggio di acqua dalla Cina nel 2008.

Secondo Wilson, in questi casi la sismicita' e' stata indotta da stress antropogenico, ma la terra era pronta a rilasciare energia per conto suo. Cioe' la sismicita' e' stata accellerata dall'uomo.

I dati arrivano da pubblicazioni scientifiche che coprono circa un secolo. Secondo gli autori pero' il numero e' sottostimato, perche' per ogni terremoto che finisce in una pubblicazione scientifica, altre vengono ignorate, specie se di intensita' minore. E cosi stimano che circa il 30% degli eventi di magnitudo 4 non viene riportato, percentuale che sale al 60% per le scosse di magnitudo 3 e addirittura del 90% per i terremoti di magnitudo 2.

Secondo HiQuake ci sono stati 271 terremoti dovuti all'attivita' mineraria; 167 terremoti dovuti alla costruzione di dighe e altra infrastruttura per modificare i percorsi d'acqua; 107 dovuti alle trivelle convenzionali; 57 terremoti indotti dal geotermico; 29 terremoti indotti dal fracking in modo diretto; 36 dove invece la sismicita' e' avvenuta in seguito alla reiniezione da fracking e 12 dove invece le scosse sono dovute alla reiniezione generica da trivelle convenzionali. 
 
Ovviamente ci sono casi di clustering, terremoti in aree limitate e in grande quantita', ad esempio in alcune zone dell'Oklahoma, attorno alla citta' di Youngstown. 

NAM, cioe' Shell ed Exxon, hanno promesso di continuare a dare fondi per il progetto per altri due anni almeno e di rendere la pagina visibile a tutti.

Per l'Italia abbiamo:

Geotermico:
Monte Amiata, 1983
Larderello, 1982
Torre Alfina, 1977
Latera, 1984
Cesano, 1978

Attivita' Mineraria:
Gran Sasso, 1980

Petrolio:
Cavone, 2012
Caviaga, 1951

Reiniezione:
Val D'Agri, 2006

Dighe:
Pieve da Cadore, 1960
Piastra, 1966
Ridracoli,  1981
Vajont, 1960
Pertusillo, 2006

Come sempre, siamo un paese sismico, con un territorio ballerino e una architettura fragile.
Quelli che la natura ci da, ce li teniamo. L'acqua da bere e' per tutti.

Ma petrolio, pozzi geotermici e reinizione in zone delicate, sono solo per speculatori e per i loro amici, e, io credo, ne possiamo fare a meno.





Tuesday, April 7, 2009

Il terremoto vissuto da lontano



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Questo lo scrissi all'indomani del terremoto aquilano del 6 Aprile 

Non e' un post di trivelle, quanto di un sentimento
di esilio che non se ne va.
C'e' sempre una meta' di me che e' straniera,
ovunque vada.

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*****


Come iniziare a scrivere quel che provo? Ero fuori citta', lontana da un computer, quando ho sentito della notizia del terremoto in Abruzzo, domenica sera. Mi sono sentita sola. Mi sono sentita lontana da casa. Mi sono sentita impotente e inutile per tutti quei morti, tutte quelle chiese crollate, tutte quelle persone anziane con lo sguardo perso.

Per un po' la TV americana ha mostrato foto ed immagini di stradine piene di macerie, sotto il Gran Sasso innevato. Non sapevano pronunciare l'Aquila. Il cielo dell'alba abruzzese era limpido, le cupole rosa e giallino con le crepe, e semi-distrutte, erano ancora belle in qualche modo. Fra le lacrime silenziose che chi stava con me non poteva capire, mi veniva da vedere la bellezza dell'Abruzzo anche qui.

Avrei voluto che tutta questa attenzione per la mia terra fosse venuta per parlare delle cose belle dell'Abruzzo, di Celestino V, degli eremi, del Vinitaly, del torrone delle sorelle Nunzia, delle pecore di Anversa che si possono adottare e ti danno in cambio le calzette di lana.

Sono uscita per vedere il mare, per pensare. Attorno a me gli americani non soffrivano: per loro era un altro tsunami, un altro terremoto, un altra tragedia lontana, che anche se ti colpisce perche' facciamo tutti parte del genere umano non ti spezza il cuore in cento parti diverse perche' non hai investimenti emotivi in quelle terre lontane.

E' questo il dramma dell'emigrante, il non soffire e il non gioire come collettivita' per degli eventi che per te hanno un significato, ma per la societa' attorno a te no.

Fa tutto parte della stessa cosa. Perche' mi sono presa a cuore questa faccenda del petrolio cosi tanto?

Perche' e' giusto cosi, perche' dovunque siamo dobbiamo voler bene alla nostra terra, alla nostra gente, dobbiamo volerne la crescita, il miglioramento come persone, sia come individui che come collettivita'. Perche' sono lontana e raccontare e studiare e rompere le scatole e' l'unica cosa che posso dare.

E tutto questo si fa con amore e con intelligenza. Si fa con la passione e con il cervello. Come puo' essere che una nazione sismica ancora adesso continua ad avere un terremoto devastante ogni dieci anni senza che nessuno fa niente se non piangere DOPO che i morti sono successi? Da quando sono piccola un susseguirsi di tragedie: Gemona, Irpinia, Umbria, Molise, Abruzzo.

Il terremoto non si puo' fermare ma TUTTE le misure di prevenzione e di cautela possono e devono essere prese. Non si puo' sempre e solo adagiarsi sull'eroicita' degli uomini del soccorso alpino, della protezione civile, o dei volontari.

Perche' le strutture moderne (ospedali, case dello studente, hotel) devono crollare? Dove sono i controlli? Dove sono le norme costruttive anti-sismiche? Dove sono le esercitazioni anti-terremoto? Qui ne abbiamo fatta una in novembre, in tutta la citta'. In Giappone li fanno con ancora piu' rigore. Ogni volta che c'e' un terremoto in qualsiasi parte del mondo al telegiornale ti dicono con la solita praticita' anglosassone "Are you prepared for disaster?" e ti mandano a un sito web dove ti spiegano cosa fare e cosa non fare.

La citta' di Santa Monica ogni tanto mi manda degli opuscoli per imparare come reagire ai "disastri".

Serve, non serve? Non lo so, ma tutte queste cose messe insieme sono sempre meglio che non fare nulla.

Dopo il terremoto di Northridge nel 1994, con epicentro vicino alla mia universtia' (di grado 6.7 Richter, circa 15 volte piu' forte di quello abruzzese), moltissimi edifici anche se non danneggiati, sono stati tirati giu' e ricostruiti per meglio soddisfare le norme antiterremoto. «Un terremo­to così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto». Le pronuncia Franco Barberi, presidente della Commissione grandi ri­schi sul Corriere della Sera.

Il geologo Giampaolo Giuliani aveva dato degli avvertimenti per-terremoto e per questo e' stato denunciato da Guido Bertolaso, capo della protezione civile Italiana, per procurato allarme. Non so cosa dire. I terremoti non si possono prevedere. Forse Giuliani era veramente un ciarlatano. Ma se questo tizio da delle indicazioni e se la terra tremicchia da mesi, possibile che nessuno possa prendersi la briga di dire qualche cosa alla gente se non altro per informazione?

Non capisco, davvero. Perche' si sono messi a dare dell'imbecille a Giuliani, a perdere tempo con le denuncie invece che mettere in moto un qualche sistema di allarme, di informazione, di indagine, di precauzione?

La terra tremava da mesi.

Possiamo permetterci di costruire ora centrali nucleari, rigassificatori, raffinerie ed oleodotti in tutta la regione? Possiamo permetterci ora di bucare meta' dell'Abruzzo per cinque o dieci chilometri sottoterra, stravolgendo ancora di piu equilibri e dinamiche sotterranee?

Io non penso.

Per una volta, e per tutti gli altri motivi di cui parliamo su questo blog da mesi, cerchiamo di essere preventivi. I danni del petrolio sono tutti scritti, documentati, successi. Non ci servono altre tragedie.

Vorrei essere fra la mia gente.

Fonti: US Geological Survey, Corriere della Sera