Si tratta della piattaforma #441 -- che vuol dire che ce ne sono altre 440! -- del campo detto Narimanovneft e dove un pezzo della struttura di ferro e' caduta su una tubatura che ha causato le fiamme. C'erano 41 persone sulla piattaforma, 37 si sono salvate, tre sono finite in mare ed un altro e' disperso.
E' stata la Reuters, agenzia di stampa britannica, a rendere il tutto noto, mica l'AGI - quella e' l'agenzia di stampa del 100% dell'ENI a cui non gliene importa niente di far sapere queste cose.
In Pennsylvania, Ohio, West Virginia, Texas ci sono stati centinaia e centinaia di casi di inquinamento delle falde acquifere dovute a trivellazioni da petrolio e gas, con e senza fracking.
Il report dell'AP conferma che tutte le rassicurazioni dell'industria del petrolio -- abbiamo le cementificazioni perfette, trivelliamo piu' in profondita' degli strati di acqua sotterranei e dunque non li intacchiamo -- non sono poi cosi attendibili.
In Pennsylvania ci sono stati 398 segnalazioni di inquinamento di falda nel 2013, e 499 in 2012.
Di questi almeno cento sono stati confermati dalle autorita' negli scorsi anni. Fra le famiglie interessate i McMickens che hanno ricevuto, assieme a due famiglie confinanti, $1.6 milioni di dollari dall'industria del petrolio per i danni subiti.
Non e' stato facile per l'AP ottenere i dati. Gia' dal 2011 il Pennsylvania Department of Environmental
Protection cerco' di impedire alla stampa e alle associazioni di cittadini di accedere ai file relativi alle segnalazioni di inquinamento di falda. In tribunale hanno detto di non tenere il conto e di non sapere dove vengano messe tutte le lettere arrivate dal pubblico. Sono stati piu' trasparenti invece in Texas. Ad ogni modo, grazie alla persistenza dei giornalisti dell'AP si e' appurato che
Su 5,000 pozzi in Pennsylvania
sono stati confermati almeno 106 casi di inquinamento di pozzi artesiani. Su altri pozzi si sta ancora lavorando.
In Ohio ci sono state 37 segnalazioni nel 2010, 54 nel 2011, 59 nel 2012 e 40 nei primi undici mesi del 2013. Di questi casi, sei sono stati confermati dalle autorita' e altre quattordici sono ancora in via di esame.
In West
Virginia ci sono state 122 segnalazioni di inquinamento negli scorsi quattro anni. Di questi casi, 4 sono stati considerati gravi.
In Texas ci sono state 2,000 segnalazioni di irregolarita' delle operazioni petrolifere fra cui 62 di inquinamento di pozzi artesiani.Negli scorsi 10 anni nessuna di queste violazioni e' stata confermata dalle autorita' texane.
La notizia e' poi rimbalzata su tutte le maggiori testate USA.
Il suo motto era: Se pensiamo all'energia pensiamo al paese.
Peccato che lui pensava alla monnezza che abbiamo sottoterra e non al sole che splende sulle nostre teste.
E ovviamente se la prendeva con la gente normale - i cattivissimi ambientalisti che non hanno niente di meglio da fare che cercare di volere salvare il paese dai folli progetti di Assomineraria e compagni. Diceva - come riportato, guarda caso dall'AGI, di 100% di proprieta' dell'ENI e riferendosi al governo Monti: E’
stato proprio questo Governo ad aver ceduto alle pressioni degli
ambientalisti quando ha ritirato i provvedimenti che avrebbero ridotto
le restrizioni per le prospezioni minerarie e la produzione in Italia.
Avrebbe
potuto raddoppiare la produzione di petrolio e di gas in Italia sia
onshore che offshore e avrebbe creato oltre 30.000 posti di lavoro: le
restrizioni introdotte con il codice ambiente nel 2010 sono le piu’
rigorose imposte nell’Europa ed hanno bloccato molte aziende che avevano
gia’ fatto investimenti
"Nella nuova legislatura auspico vi sia una particolare attenzione alle
politiche energetiche e industriali. Del resto ho sempre detto che siamo
tutti utili ma nessuno è indispensabile. Mi convince l'idea di proposta
politica orientata all’ambientalismo ragionevole, capace di coniugare
salute, produzione, lavoro e ambiente”.
L'ambientalismo ragionevole? Cos'e' l'ambientalismo irragionevole? E' volere vivere "contamination free" come dicono quelli di Mora County? O e' il volere vedere l'orizzonte limpido dalle trivelle? O e' vedere le trivelle nei giardini altrui e non nei propri?
Inzia l'attacco di tale Corrado Passera, l'uomo amico delle banche, ministro per caso, contro i cittadini d'Italia che vogliono *solo* difendere i loro territori, la loro vita, i loro polmoni.
Tale Passera afferma - naturalmente su intervista dell'AGI - l'azienda giornalistica italiana di proprieta' del 100% dell'ENI e parlando della sconosciuta associazione "Italiadecide" che:
Forse, ma tutti sanno che l'Italia e' il paese del sole e che siamo molto indietro rispetto, per esempio, alla Germania che produce circa il doppio dell'energia fotovoltaica rispetto all'Italia, sebbene abbiano molto meno sole di noi.
Forse, ma tutti quelli con un po di sale in zucca - non e' il caso di Passera che avra' nella zucca solo il soldi delle sue banche - si renderanno conto che l'Italia *non e' l'Arabia Saudita*. Dove vuole trivellare Passera? Ovunque ti giri in Italia c'e' un paese, un parco, una spiaggia, un campo, un vigneto. C'e' la vita. Non abbiamo deserti, non abbiamo lande desolate.
Siamo un paese sismico, siamo un paese in cui, in generale, il petrolio e il gas sono di qualita' scadente e portano solo guai - subsidenza, perdite, inquinanmento, puzza.
Vuole trivellare caro Passera? Bene, dia l'esempio. Ci dica dove vive, e lo facciamo nei campi attaccati alle sue case un nuovo centro oli, dei bei pozzi luccicanti e visto che ci siamo anche un po di oleodotti.
C'e' mai stato lei Passera in Basilicata? Sa che vuol dire trivellare?
Ah, si dimenticavo, la Basilicata e' lontana dalle sue luccicanti banche, per cui piu' facile fare propaganda sui giornali dell'ENI, i principali responsabili di questo disastro che lei appoggia.
Si vergogni signor ministro.
Aggiunge il nostro eroe:
Muoversi decisamente in questa direzione - ha proseguito il ministro - potrebbe consentire di attivare 15 miliardi di euro di investimenti e 25.000 posti di lavoro stabili e addizionali; ridurre la nostra bolletta energetica di importazione di oltre 6 miliardi l'anno, aumentando quindi il Pil di quasi mezzo punto percentuale; ricavare 2,5 miliardi di euro di entrate fiscali, sia nazionali che locali.
Ma dove li pigliano questi numeri? Caro Passera, forse ENI e le sue banche non le hanno detto che nonostante tutte queste balle che lei propaganda, la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia, parola di Istat! E allora tutto questo lavoro, tutti questi soldi, se pure esistono, non sono certo per i residenti locali.
A quelli solo poverta', inquinamento, disperazione.
Come sempre, chi ci guadagna dal petrolio italiano sono solo gli speculatori - parenti stretti delle banche. Ecco che allora AGI-ENI-Passera sono tutti amici. C'e' n'e' un po per tutti.
Conclude Passera:
Per fare tutto questo dobbiamo adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione, che oggi richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed e' per molti aspetti molto piu' restrittiva di quanto previsto dalle normative europee.
E si, certo, va bene. Come detto, iniziamo dal suo paese di residenza, caro Passera.
Accanto al suo ospedale, accanto ai campi da dove viene il cibo che lei mangia, nel mare dove lei va a farsi il bagno. Se la beva lei l'acqua inquinata, se li mangi lei le carpe avvelenate. Mandi lei i suoi figli a respirare l'aria pura al sapore di zolfo.
Ci dia l'esempio, e si porti con lei quella macchina di propaganda che e' l'AGI e l'ENI.
Vuole fare come l'Europa? Bene le dico io cosa fare:
Non si e' mai visto in un paese *civile* che una ditta petrolifera sia proprietaria del giornalismo nazionale. Vietiamo all'ENI di fare giornalismo. Non si e' mai visto in un paese *civile* che la Mafia sia la prima industria nazionale. Combatta quella. Non si e' mai visto in un paese *civile* che ci siano rappresentanti politici con la fedina penale sporca. Si accanisca contro di loro.
Occorre essere piu' intelligenti di questa gentaglia che se ne sta seduta nei lussi dei palazzi governativi italiani - e vi assicuro che non si fanno mancare niente - incuranti della gente normale, dei nostri diritti, della nostra volonta'.
Passera, lasci in pace l'Italia. Lei e le sue banche avete gia' fatto troppi guai. Basta.
Ah, un ultima cosa: e invece di inventarvi fanotmatiche associazioni "Italiadecide", andate a parlare con la gente vera, di Basilicata, d'Abruzzo, di Sicilia, i Puglia, e poi vediamo cosa decidono gli Italiani veri.
Inzia l'attacco di tale Corrado Passera, l'uomo amico delle banche, ministro per caso, contro i cittadini d'Italia che vogliono *solo* difendere i loro territori, la loro vita, i loro polmoni.
Tale Passera afferma - naturalmente su intervista dell'AGI - l'azienda giornalistica italiana di proprieta' del 100% dell'ENI e parlando della sconosciuta associazione "Italiadecide" che:
Forse, ma tutti sanno che l'Italia e' il paese del sole e che siamo molto indietro rispetto, per esempio, alla Germania che produce circa il doppio dell'energia fotovoltaica rispetto all'Italia, sebbene abbiano molto meno sole di noi.
Forse, ma tutti quelli con un po di sale in zucca - non e' il caso di Passera che avra' nella zucca solo il soldi delle sue banche - si renderanno conto che l'Italia *non e' l'Arabia Saudita*. Dove vuole trivellare Passera? Ovunque ti giri in Italia c'e' un paese, un parco, una spiaggia, un campo, un vigneto. C'e' la vita. Non abbiamo deserti, non abbiamo lande desolate.
Siamo un paese sismico, siamo un paese in cui, in generale, il petrolio e il gas sono di qualita' scadente e portano solo guai - subsidenza, perdite, inquinanmento, puzza.
Vuole trivellare caro Passera? Bene, dia l'esempio. Ci dica dove vive, e lo facciamo nei campi attaccati alle sue case un nuovo centro oli, dei bei pozzi luccicanti e visto che ci siamo anche un po di oleodotti.
C'e' mai stato lei Passera in Basilicata? Sa che vuol dire trivellare?
Ah, si dimenticavo, la Basilicata e' lontana dalle sue luccicanti banche, per cui piu' facile fare propaganda sui giornali dell'ENI, i principali responsabili di questo disastro che lei appoggia.
Si vergogni signor ministro.
Aggiunge il nostro eroe:
Muoversi decisamente in questa direzione - ha proseguito il ministro - potrebbe consentire di attivare 15 miliardi di euro di investimenti e 25.000 posti di lavoro stabili e addizionali; ridurre la nostra bolletta energetica di importazione di oltre 6 miliardi l'anno, aumentando quindi il Pil di quasi mezzo punto percentuale; ricavare 2,5 miliardi di euro di entrate fiscali, sia nazionali che locali.
Ma dove li pigliano questi numeri? Caro Passera, forse ENI e le sue banche non le hanno detto che nonostante tutte queste balle che lei propaganda, la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia, parola di Istat! E allora tutto questo lavoro, tutti questi soldi, se pure esistono, non sono certo per i residenti locali.
A quelli solo poverta', inquinamento, disperazione.
Come sempre, chi ci guadagna dal petrolio italiano sono solo gli speculatori - parenti stretti delle banche. Ecco che allora AGI-ENI-Passera sono tutti amici. C'e' n'e' un po per tutti.
Conclude Passera:
Per fare tutto questo dobbiamo adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione, che oggi richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed e' per molti aspetti molto piu' restrittiva di quanto previsto dalle normative europee.
E si, certo, va bene. Come detto, iniziamo dal suo paese di residenza, caro Passera.
Accanto al suo ospedale, accanto ai campi da dove viene il cibo che lei mangia, nel mare dove lei va a farsi il bagno. Se la beva lei l'acqua inquinata, se li mangi lei le carpe avvelenate. Mandi lei i suoi figli a respirare l'aria pura al sapore di zolfo.
Ci dia l'esempio, e si porti con lei quella macchina di propaganda che e' l'AGI e l'ENI.
Vuole fare come l'Europa? Bene le dico io cosa fare:
Non si e' mai visto in un paese *civile* che una ditta petrolifera sia proprietaria del giornalismo nazionale. Vietiamo all'ENI di fare giornalismo. Non si e' mai visto in un paese *civile* che la Mafia sia la prima industria nazionale. Combatta quella. Non si e' mai visto in un paese *civile* che ci siano rappresentanti politici con la fedina penale sporca. Si accanisca contro di loro.
Occorre essere piu' intelligenti di questa gentaglia che se ne sta seduta nei lussi dei palazzi governativi italiani - e vi assicuro che non si fanno mancare niente - incuranti della gente normale, dei nostri diritti, della nostra volonta'.
Passera, lasci in pace l'Italia. Lei e le sue banche avete gia' fatto troppi guai. Basta.
Ah, un ultima cosa: e invece di inventarvi fanotmatiche associazioni "Italiadecide", andate a parlare con la gente vera, di Basilicata, d'Abruzzo, di Sicilia, i Puglia, e poi vediamo cosa decidono gli Italiani veri.
Ovviamente nessun articolo di stampa italiano ha riportato le critiche che il resto del mondo rivolge all'ENI in questi giorni, svelandone le solite bugie ed i soliti inganni.
Cosa possiamo aspettarci dal sistema di informazione italiano in cui l'Agenzia Giornalistica Italia e' di proprieta' al 100% dell'ENI e in cui Ferruccio De Bortoli, il direttore del piu' grande giornale italiano fa parte della fondazione Enrico Mattei?
Non resta che leggere comunicati e notizie dall'estero.
Si apprende cosi' che il nostro cane a sei zampe vuole andare a tirare fuori "petrolio" in Congo, a Brazzaville, capitale del Congo Brazzaville, ricca di foreste tropicali e di fiumi.
Dico petrolio fra virgolette perche' in realta' l'ENI vuole sfruttare le sabbie bituminiche del Congo, il peggio del peggio in quanto ad impurita' , inquinamento e necessita' di infastrutture ad alto impatto ambientale per la lavorazione.
L'unico paese al mondo che estrae sabbie bituniche e' il Canada, nella provincia dell'Alberta, dove 15 anni di "tar sands" hanno creato disastri ambientali su larga scala, fiumi inquinati, forste decimate, veri e propri laghi di liquami tossici, malattie e tumori rari alla popolazione.
Il Canada per colpa del suo "petrolio" non e' riuscito a soddisfare i parametri di Kyoto e addirittura contempla di costruire centrali nucleari con il solo scopo di usarne l'energia per raffinare ed estrarre petrolio da queste sabbie a bassissimo rendimento.
Ne parlai qualche tempo fa in questo post. Le sabbie bituminiche sono ancora piu' sporche del petrolio Abruzzese - una vera schifezza che ha portato con se anche enormi cambiamenti dannosi agli equilibri sociali.
Gli attivisti congolesi, tedeschi e britannici hanno denunciato tutto cio' dicendo che la tecnologia che l'ENI usera' sara' ad alto impatto ambientale, e deviante rispetto al bisogno di contrastare i cambiamenti climatici.
Intanto la furba ENI in tutti i suoi comunicati ufficiali continuava a dire che avrebbe trivellato e costruito infrastrutture, pozzi, oleodotti e quant'altro in inutili zone di savana erbosa. Non avrebbero danneggiato le foreste tropicali con interventi petroliferi a larga scala.
Il Congo e' coperto per il 60% da foreste tropicali. L'ENI, allora sarebbe stata una santa ed avrebbe evitato di trivellarle.
Ma se questi sono andati a trivellare pure dentro i parchi nazionali Italiani, in Basilicata, vi pare che useranno i guanti bianchi in un paese remoto come il Congo????
Il Wall Street Journal allora - mica il Corriere - fa delle indagini, analizza i documenti interni ENI raccolti dalle associazioni ambientaliste e scopre le bugie dell'ENI. Infatti, nella riservatezza delle proprie carte interne si dice candidamente che in realta' la zona petrolifera del Congo e' costituita "principalmente da foresta e da altre zone altamente bio-sensibili e delicate". Mentono sapendo di mentire.
Queste foreste tropicali indisturbate dall'uomo fungono da perfetto assorbitore di emissioni di anidride carbonica e distruggerle significa scavare ancora un pochino il baratro ambientale del global warming verso il quale l'umanita' si sta dirigendo.
Al resto del mondo l'ENI dice di stare facendo indagini sismiche, esplorazioni preventive, studi sociali e ambientali. Dicono che non si distruggera' la foresta, i campi, e che le persone non saranno mandate via.
Fra di loro invece si dice che FINO AL SETTANTA PER CENTO dei loro progetti riguarda ecosistemi fragili e foreste delicate di alto valore ecologico.
Gia' adesso l'ENI rilascia fumi tossici in Congo, dove alcune operazioni di estrazione del gas gia' esistono. Come in Nigeria, tutte le impurita' vengono bruciate allegramente senza filtri, senza ostacoli e secondo la pratica del gas flaring.
In estate sono stata ad Iglesias ed ho conosciuto i principali attivisti in questione, inglesi, nigeriani, congolesi con i quali ho parlato lungamente di tutte le nefandezze che l'ENI fa in giro per l'Italia. Questo incontro era alla riunione parallela al G8 dedicato ai temi dell'estrazione di petrolio. Si e' parlato anche di Abruzzo.
La cosa che mi fece piu' tristezza riguardo gli attivisti del Congo li presenti, e' che, increduli, mi dicevano che avevano cercato di contattare i responsabili della stampa italiana in Congo per denunciare la follia di trivellare zone sensibili e perche' speravano che l'opinione pubblica italiana si sarebbe scandalizzata.
Alla fine, il 30% dell'ENI e' roba nostra. E questo vuole dire che se i progetti dell'ENI in Congo andranno avanti, NOI ITALIANI saremo in parte responsabili della distruzione della foresta tropicale congolese.
Il povero attivista trovo' un solo giornalista italiano prsente in tutto il Congo.
E chi era?
Era uno dell'Agenzia Giornalistica Italia! Uno stipendiato al 100% dall'ENI che mai e poi mai avrebbe raccontato questa storia.
Menomale che ci ha pensato il Wall Street Journal. Menomale che c'e' internet.
Andiamo avanti, caro Scaroni a distruggere il pianeta.
Punto primo: E' fallito anche il secondo tentativo di tappare il pozzo di petrolio esploso nei mari Australiani. Nessuno sa quando sara' possibile arrestare il flusso di porcherie dal sottosuolo. Intanto, secondo alcune stime sono state rigettati 7 milioni di barili di petrolio nell'oceano, la meta' di quanto riversato in mare dalla Exxon-Valdez. Siamo al giorno 55-esimo di continuo rilascio a mare di robaccia e non se ne vede la fine.
In Italia non ne parla nessuno. Ovviamente l'Agenzia Giornalistica Italia, che e' quella che manda dispacci anche a "La Repubblica" e che appartiene al 100% all'ENI, non ha nessuna intenzione di far sapere di questi disastri ambientali agli Italiani.
Come puo' interessargli una notizia simile se l'ENI ha in piano di trivellare tutto l'Adriatico a pochi chilometri dalla costa, Venezia inclusa? Il pozzo Australiano e' stato installato nel 2008. L'Australia e' un paese avanzato. Come potra' l'ENI poi andare a dire in giro che i suoi metodi e i suoi calcoli sono perfetti e che la natura, Venezia, i pesci, l'Abruzzo, saranno difesi se questo esempio cosi eclatante mostra che porebbe anche non essere cosi?
Punto secondo: Mi giungono voci di corridoio secondo le quali l'assessore all'ambiente Daniela Stati e quello all'agricoltura Mauro Febbo sono molto arrabbiati con me. Entrambi non hanno fatto ancora nulla per fermare il petrolio in Abruzzo. Daniela Stati non sappiamo nemmeno cosa ne pensi del petrolio in Abruzzo.
Il fatto che siano arrabbiati con me mi fa sorridere. Non capiscono che non mi interessa il loro pensiero su di Maria Rita. Mi interessa il loro pensiero sul petrolio. Mi interessa cosa vogliono o non vogliono fare. Mi interessa vigiliare che facciano il loro dovere, quello per cui sono pagati fior di quattrini.
Ovviamente Daniela Stati non ha risposto alla mia email, come a tutte quelle precedenti. Poverina, mi fa anche pena. Deve essere difficile vivere cosi, sapendo di non avere nemmeno il coraggio di dire cio' che si pensa.
Io non conosco Daniela Stati di persona, e non so nulla di lei se non che era una ex dipendente di Telespazio, le cui ex-qualifiche non state precisate sul suo sito della regione Abruzzo. E poi so che non dice niente sul petrolio e che non risponde ne alle mie email ne a quelle degli altri cittadini.
So pero' di me stessa, e posso dire, per avere vissuto cosi tutti i 36 anni della mia vita, che non c'e' cosa piu' bella della liberta', del sapere di vivere in coerenza, di fare le cose sapendo di non essersi mai piegati a nessuno, di non avere mai cercato scorciatoie e di non avere mai tradito i propri ideali in cambio di qualsiasi tipo di vantaggio personale.
Sono una persona libera, non ricattabile, e tutto sommato, pulita. Lo so che non mi possono attaccare in nessuna maniera perche' tutto quello che ho e che sono l'ho fatto in maniera onesta. E altrettanto onestamente vorrei che l'Abruzzo non diventasse un campo petrolifero.
Non staro' zitta, non ho paura ne' di Daniela Stati ne di Mauro Febbo ne di Gianni Chiodi. La demcrazia vera la vivo tutti i giorni e so che il modo in cui la cricca di cui sopra si comporta, da questa parte dell'oceano sarebbe considerata assolutamente inaccettabile ed antidemocratica.
Non lo sappiamo come andra' a finire la storia dell'Abruzzo petrolifero. Ma questo non ci deve fermare dal provarci, dal volerlo, e dal richiamare al proprio dovere persone elette e pagate da noi per difenderci, per fare i nostri interessi di cittadini, e non dell'ENI. E questo vale non solo per il petrolio ma per tutte le altre cose storte che vediamo in questo paese tutti i santi giorni.
La paura, l'ignoranza, il silenzio, il vivere da struzzi non e' accettabile da parte della classe politica.
The First Amendment to the Constitution of the United States of America
Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:
CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.