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Wednesday, September 21, 2016

Bologna: Gianluca Galletti e Dario Franceschini approvano il pozzo di gas Santa Maddalena. Si trivella per motivi affettivi.






Dario Franceschini e Ginaluca Galletti 
hanno firmato questo scempio



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Tutto questo e' gravissimo a mio avviso 
Trivelleranno *sapendo* di poter contaminare le acque.
Trivelleranno *sapendo* di poter causare subsidenza indotta.
Trivelleranno *sapendo* di poter causare microsisicita'.

Puo' darsi che non succeda niente.
Ma puo' darsi anche che non tutto andra' liscio. 

Chi sono questi trivellatori? 

"geologici, economici ed affettivi".  

 
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Qualche tempo fa fecero un qualche sondaggio e il mio nome venne fuori come un nome gradito come possibile ministro dell'ambiente. A volte penso a questa cosa, non sul fatto che abbiano pensato a me (grazie!) quanto per il fatto che alla fine e' una persona sola a mettere le firme e perche' a quella persona spetta l'onore e la responsabilita' di prendere decisioni che la nazione portera' con se per decenni.

Questa persona e' adesso Gianluca Galletti. A lui spettano le decisioni sul nostro ambiente. Assieme a lui l'amico ministro dei beni culturali Dario Franceschini.

Questi due hanno il potere di fermare certe cose, certe assurdita', ma evidentemente non lo fanno. Non capisco proprio ad accettare che un "ministro dell'ambiente" e un altro dei "beni culturali" possano accettare che la nazione venga trasformata in un colabrodo. Veramente non lo capisco.  Non nel 2016, non quando il pianeta collassa, la terra trema e facciamo promesse di "sostenilbilita'" a destra e a manca.

Ecco qui. Nonostante tutte le balle di Matteo Renzi sul clima, l'ambiente, la democrazia, continuiamo a trivellare in Italia, nazione fortemente antropizzata, sismica, in teoria turistica, in teoria moderna.

Caso in esame?

E' stato approvato in data 7 Settembre 2016 il pozzo Santa Maddalena 1 dir nell'area Sant'Alberto a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, come proposto dalla ditta Po Valley con sede in Australia.

Nel 2009 uno degli amministratori di questa ditta, Pierluigi Vecchia,  disse che vogliono trivellare l'Emilia Romagna per motivi affettivi.  Giuro, disse proprio cosi. Motivi affettivi.

Dicono di avere mandato documentazione integrativa su subsidenza, microsismicita', faglie attive, aeree archeologiche e Rete Natura 2000 e ... ovviamente e' tuttapposto!

Dicono che sebbene la vicino ci siano zone protette non ci sara' "alcun disturbo".

Ancora piu' grave il fatto che nell'approvazione del pozzo, testuali parole "non sono state previste particolari misure di mitigazione e compensazione dell'incidenze delle opere/attivita' in progetto".

Cioe': che importa che ci sono Siti di Interesse Comuitario o Zone Protette Speciali. Trivellaimo lo stesso perche' non ci saranno disturbi.

Domanda: ma cosa esistono a fare allora le zone protette?

Il pozzo Santa Maddalena fu "esplorato" nel 2004. A quel tempo faceva parte della concessione San Vincenzo. Adesso lo vogliono mettere in produzione. Si estrarranno idrocarburi gassosi e il pozzo restera' in vita per 12-15 anni.

Interessante che ricordano che sono arrivate ben 43 pagine di documentazione "integrativa" da parte della Po Valley -- lettere d'amore ne sono sicura! -- e un numero imprecisato di osservazioni che "sono state considerate in sede di istruttoria". Perche' ci dicono il numero delle pagine dei petrolieri e non quante osservazioni sono giunte,  da chi sono state scritte e cosa c'e' scritto o di cosa sono preoccupati?

Le osservazioni dei cittadini italani sono meno importanti dei contenuti integrativi dei trivellanti d'Australia?

Non si vergognano? 

E la regione Emilia Romagna che quattro anni fa ha i pianto i suoi morti sismici? Beh, loro danno parere positivo con prescrizioni.  Come dire, si, un po ci vergogniamo, e quindi mettiamo il paravento delle prescrizioni, ma in realta' non abbiamo il coraggio di dire di no.

Ma la parte piu' tragicomica arriva con le prescrizioni. Fanno ridere e sono assurde.

1. La Po Valley dovra' monitorare in continuo le variazione della falda acquifera - profondita', temperatura, composizione chimico-fisica per scovare se ci possano essere "contaminazioni accidentali". Dovranno pure concordare con l'ARPA dell'Emilia Romagna un piano di monitoraggio ed allarme sempre in caso di contaminazione accidentale.

Scusate, ma se ce ne saranno, dopo che le abbiamo monitorate che facciamo? Lo sanno lorsignori che risanare una falda inquinata e' un lavoro costoso, difficile e spesso impossibile da completare al 100%? Non sarebbe stato piu' saggio dire: siccome c'e' questo rischio, meglio non trivellare? E' come dire: si, distruggiamo, ma intanto che lo facciamo, lo guardiamo.

E poi, chi lo paga questo piano di monitoraggio? Il contribuente emiliano?

E comunque, e' interessante che loro stessi dicano per ben due volte che le falde possono essere contaminate.

Ma ... non avevano appena detto due pagine piu in alto che non ci sarebbe stato "alcun disturbo"? 

2.  Oltre alle falde acquifere quelli della Po Valley dovranno monitorare la subsidenza indotta e stilare dei rapporti che dovranno essere resi noti alle autorita' e al pubblico.  Dicono che occorrera' un piano per far fronte ad eventuali "interventi compensativi strutturali" per garantire la funzionalita' della "rete di scolo di bonifica" perche' potrebbe esserci subsidenza superiore a quella prospettata.

Eh?

Quindi prevedono pure subsidenza (e ancora, dove e' andato a finire "alcun disturbo"?) e che anzi, potrebbe esserci piu subsidenza di quella prospettata.

Morale della favola: la prospettano, lo sanno che ci sara'.

E quali saranno gli interventi compensativi strutturali? Non sono della zona e non so esattamente cosa sia la rete di scolo di bonifica. So per certo pero' che la subsidenza puo' rovinare i sistemi sotterranei di canali, fogne e altra infrastuttura idraulica. I residenti lo sanno? Sara' spiegato loro tutto questo? Chi decidera' i prezzi se le fogne magicamente non si allineranno piu'?

3.  Dovranno mettere su una rete di monitoraggio "microsismico" e rendere noti i risultati al grande pubblico.  E .. cosa facciamo se la terra inizia a tremare?  Dobbiamo pregare i santi Maddalena, Alberto e Vincenzo?

Anche qui, dove e' finito il signor "alcun disturbo"? 

Il succo e' questo: da tutto il mondo ormai arriva l'evidenza che le trivelle *possono* portare a guai nel sottosuolo che non possiamo prevedere: falde inquinate, subsidenza, sismicita' indotta. Lo sappiamo tutti ormai che queste sono POSSIBILITA'.  Ora qui nello specifico non lo sappiamo cosa mai succedera' - non lo so io, non lo sa Franceschini, non lo sa Galletti e non lo sa il bolognese medio. Potrebbe non succedere niente.

Ma potrebbe anche succedere qualcosa. E se dovesse mai succedere qualcosa, era stato gia' tutto scritto anni ed anni fa.

Quello che sappiamo infattii e' che trivellare e' un rischio in piu' che facciamo correre alla nostra gente e che questa e' gia' terra sismica di per conto suo. Il pozzo non migliorera' le cose. Al massimo sara' neutrale. Ma nella peggiore delle ipotesi potrebbe contribuire a portare instabilita' e paura.

Perche'?

Chi ci guadagna?

Cosa ne guadagna il bolognese medio? L'italiano medio?

Galletti e Franceschini hanno dimenticato il terremoto del 2012 ed Ichese e la paura? 

Dov'e' la stampa italiana?

Dov'e' la gente italiana?

Perche' gli emiliani non si arrabbiano?

Santa Maddalena, Sant' Alberto e San Vincenzo pregate per noi. 






























Friday, February 13, 2015

L'Adriatico petrolizzato - le trivelle di Croazia








Manca poco alla fine del periodo di 30 giorni per mandare osservazioni al governo croato in merito alle trivelle in Adriatico: l’ultimo giorno valido e’ il 16 Febbraio.

Il documento proposto dal governo di Zagabria ci tocca da vicino perche’ l’Adriatico e’ nostro tanto quanto loro, e veramente intendono lottizzare tutto quello che possono. Parliamo del 90% dell’Adriatico croato trasformato in un gigantesco campo di petrolio. Eppure, lo Strategic Environmental Assessment (SEA) di Croazia, di circa 400 pagine dedica solo poche righe all’Italia che si concludono con il solito “tuttapposto”. E cioe’ non ci saranno effetti sui paesi confinanti.

Ma magari anche si.

E infatti dicono che “non si prevedono impatti transfrontalieri per quanto riguarda le aree Natura 2000 in Italia, escluso in caso di incidenti.”

Escluso in caso di incidenti. Che significa?

In quelle poche righe si cita solo la zona Natura 330009 Trezze San Pietro Bordelli, del Fruili Venezia Giulia, un sito marino di interesse europeo, con biodiversita’ di flora e fauna acquatica e con speciali formazioni geomorfologiche, nei pressi di Gorizia, vicina al lotto 1 dei croati. Qui si dice che se trivellano come prevedono “non si puo' escludere l'impatto transfrontaliero”. Fine.

E di grazia, quale sara’? Inquinamento a mare? Danni alla pesca? Hanno interpellato l’Italia? L’Italia ha qualcosa da dire? Debora Serracchiani lo sa? Ha una idea? O pensa come tutto il PD che dopo lo sblocca Italia ci voglia anche lo sblocca Croazia? E Matteo Renzi, ha una qualche idea?

Tutto tace.

In realta’ la direttiva europea prevede che gli stati confinanti, in questo l’Italia, possano richiedere alla Croazia la possibilita’ di studiare meglio il progetto, visto che ci sono potenziali effetti negativi anche per noi. Sarebbe opportuno, io credo, che tutto venga tradotto in italiano, che ci siano studi adeguati sugli effetti sulle nostre coste e in cui anche la cittadinanza italiana possa dire la sua.

E questo perche’ dalla Croazia vengono fuori affermazioni poco tranquilizzanti: l’Agenzia per gli Idrocarburi croata, afferma di non possedere sufficenti risorse per le operazioni di riprisitino ambientale in caso di incidente. Dicono semplicemente che “hanno cinque anni di tempo” per capire come trivellare rispettando l’ambiente al meglio. E cioe’ rimandano al futuro. Un po improvvisato no?

Non saremmo dovuti arrivare fin qui. L’Adriatico e’ un mare chiuso, piccolo, poco profondo, gia’ inquinato. Di petrolio si parla gia’ da tanto tempo e sarebbe stato utile avere un solo politico che veramente ci avesse creduto e che fosse stato un po piu’ coraggioso e magnanime. Che avesse lavorato giorno dopo giorno, in silenzio e creandosi rete sulle due rive, per fare della difesa del mare e dell’interdizione alle trivelle in tutto l’Adriatico il suo regalo a noi cittadini.

Luca Zaia, Luciano D’Alfonso, Gian Mario Spacca, Nichi Vendola sono i presidenti delle regioni adriatiche Veneto, Abruzzo, Marche e Puglia che hanno fatto ricorso contro le nuove regolamentazioni petrolifere dello Sblocca Italia. Visto che il nostro governo e’ sordo ed insensibile, io spero che possiate voi prendere la situazione nelle vostre mani, senza che vi rincorrano appresso i cittadini. Spero che troviate il modo per istaurare un dialogo con la Croazia, chiedendo anche noi di partecipare secondo i canali ufficiali, perche’ il petrolio e’ di chi se lo piglia, ma l’inquinamento e’ di tutti.

Spero anche che Debora Serracchiani si svegli dal suo torpore.

Proteggere il nostro orticello va bene, ma occorre avere l’audacia e la volonta’ delle cose grandi. Sono quelle che ci rendono memorabili.

Qui i link con le mappe delle concessioni petrolifere di Croazia, le petizioni popolari ed il testo della SEA riferito all’Italia.



Monday, February 11, 2013

Paolo Scaroni, Lucia Nardi, Angelo Pollutri e Luciano Lapenna: un po di vergogna?


Ironia della sorte vuole che in questi giorni in cui parla tanto di Paolo Scaroni indagato, a Vasto e a Cupello ci si preparava anche per parlare di Enrico Mattei con Lucia Nardi, dirigente ENI responsabile delle "iniziative culturali" dell'ENI. 

Leggi: propaganda. 

Il tutto si e' svolto Venerdi' 8 febbraio 2013.

Sono proprio curiosa di sapere cosa abbia detto Ms. Nardi del CEO Paolo Scaroni, accusato di avere pagato 200 milioni di euro in tangenti per aggiudicarsi appalti in Algeria fra il 2007 e il 2009. 

Come tutti sappiamo ormai, gli hanno perquisito casa e ufficio. Il capo della Saipem, Pietro Franco Tali si era dimesso in dicembre, all'inizio delle indagini, chissa' se per vergogna o per coscienza sporca. 

Pare che Scaroni abbia consegnato direttamente il denaro a Chakib Khelil, l'allora ministro dell'energia dell'Algeria.



Chissa se chi ha organizzato l'evento si sia un po vergognato - il Rotary, tutta la Vasto bene. 


Chissa'.

Intanto ecco la notizia delle presunte tangenti e della presunta corruzione di Scaroni in giro per il mondo. 

Basta solo mettere "Paolo Scaroni bribes" ed esce di tutto.

Eni's CEO Paolo Scaroni investigated over Algeria bribes - Kazakistan

Italian oil giant caught up in corruption investigation - New York Times 1

Eni scrambles to Contain Damage from Inquiry - New York Times 2

Italian ENI chief investigated over Algeria bribes - Al Arab online

CEO of Italy's ENI probed in Saipem case - judicial sources - Reuters 1

ENI CEO under investigation in Saipem contracts probe - Reuters 2

Prosecturors probe ENI CEO contact with Algeria bribe fixer - Reuters 3

ENI CEO faces Italian probe - The Wall Street Journal

Italian Energy chief investigated over Algeria bribes - StarAfrica 

ENI in draft probe over Algeria contracts - Financial Times

ENI stands by chief Scaroni as Algerian Corruption Probe widens - Bloomberg news

ENI boss probed over Algerian bribes - Sydnery Morning Herald, Australia

ENI target of Algerian corruption probe - United Press International.

Evviva Paolo Scaroni.

 


Saturday, April 16, 2011

Convegni Nimby per prenderci in giro


Stefania Prestigiacomo non ha detto una parola agli Abruzzesi, ai Molisani, ai Siciliani, ai Pugliesi dei piani petroliferi per i nostri mari, delle sue approvazioni alle trivelle selvaggie in giro per l'Italia. Niente di niente finche' non ce ne siamo accorti noi cittadini normali.

Niente.

Bel dialogo, bella sostenibilita', bell'ottica.

La nostra Stefania non parla a noi cittadini, se non dopo avere approvato le trivelle, ha pero' trovato il tempo per sedere a una riunione per denunciare il "Nimby" in Italia, alla presenza di Assomineraria.

Con tanti problemi che abbiamo in questa nazione sull'ambiente, Stefania Prestigiacomo va a un convegno per parlare delle "grandi opere" in Italia: energia, ambiente e infrastrutture.

Dicono che riguardo il Nimby - not in my backyard - c'e'

il crescere e il consolidarsi di questo fenomeno in Italia, che nel tempo ha acquisito nuove caratteristiche. La protesta si è fatta più estesa e incondizionata, si rivolge a ogni tipologia di impianto, persino a fonti rinnovabili; essa attraversa tutta l’Italia, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le Istituzioni nazionali e locali. Persiste l’assenza di un’informazione chiara e dettagliata, la mancanza di un senso comune di responsabilità.

Cara Stefania, ma se mi approvi airgun e trivelle a 5 chilometri da riva, nei campi, nei parchi, nei mari, nella vita della gente, cosa ti aspetti? Che siamo qui con un senso di responsabilita' verso i tuoi progetti di morte?

Dicono pure che il tutto serve a modernizzare il paese. Ma se avete pure tolto i fondi alle fonti rinnovabili, di che modernita' parliamo? Delle moderne trivelle, o del moderno nucleare?

Erano presenti a questo meeting un sacco di persone e presidenti dai nomi altisonanti che di ambiente calato nella vita delle persone, nelle nostre vite, non sanno niente:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia Assomineraria
Guido Bortoni, Presidente dell'autorita' per l'energia elettrica e per il gas
Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
Vittorio Colgiati Dezza, Presidente di Legambiente
Antonio D'Ali' Presidente della Comissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Roberto della Seta, Membro Commissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'energia

Qualcuno li ha mai visti nelle proprie citta'? Qualcuno ha mai sentito uno solo di questi fare qualcosa in difesa della gente, ma per davvero? Ora vanno li a parlare di Nimby? E chi sono loro per decidere delle nostre comunita'?

Assomineraria deve dire a noi che siamo irresponsabili? Ma chi credono di essere?

Notare che il meeting e' stato organizzato da Allea comunicazione e relazioni istituzionali, che fra i suoi clienti ha: Assomineraria, Impregilo, Assogas e Ionio gas e da I-COM istituto per la competitivita' che invece ha come "soci sostenitori" ENI, Edison, E-on Italia, quelli dei riversamento di pertrolio in Sardegna.

Proprio un convegno equilibrato, indipendente e aperto.

Di questo meeting, che e' parente del Copam di Matera e di quello di Rainone di Chieti, secondo me, non esistono resoconti, non esistono rapporti sulla stampa, non esistono filmati. Esiste una mappa - secondo loro tutta l'Italia e' Nimby!

Il Nimby e' stato un concetto sfruttato ad arte da petrolieri e affaristi per schernire le popolazioni locali quando si oppongono a progetti di morte sotto le loro case. Come se la difesa del proprio territorio fosse qualcosa di cui vergognarsi. Invece no, non c'e' niente da vergognarsi, perche' a difendere il tuo territorio devi essere tu, non ci sono alternative, soprattutto in un paese come l'Italia, il far west della democrazia.

Al Ministro, a tutti quei presidenti, a tutti quei politici, non gliene importa niente del tuo ambiente.

Infatti ci mettono a parlare uno di Assomineraria e il convegno lo organizza gente "sostenuta" dall'ENI!

C'era qualche delegato del popolo a questo convegno? C'era qualcuno che facesse i nostri interessi? Non mi risulta.

Interessante anche l'accoppiamento Saglia-Prestigiacomo.

Queste cose non compaiono sulla stampa italiana perche' 'e' meglio tacerle, ma fra gli investitori e i siti petroliferi inglesi qualche tempo fa ci fu un po di agitazione perche' Saglia a un certo punto disse che la legge Prestigiacomo, quella delle 5 miglia, sarebe stata presto ritirata. La Prestigiacomo il giorno dopo lo smenti.

Ecco cosa dice Saglia in data 8 Marzo 2011:

Italy is about to remove the ban on offshore oil drilling which had been introduced after the Gulf of Mexico oil spill, MF said citing the Italian junior industry minister Stefano Saglia.

L'Italia sta per rimuovere il diveito di trivellare petrolio lungo le coste, che era stato introdotto dopo il disastro del golfo del Messico, ha affermato il MF (Ministro delle Finanze? non so chi sia MF), riferndosi al sotto-ministro dell'industria Stefano Saglia.

Il giorno dopo gli risponde la Stefania:

Italy does not plan to lift its offshore drilling ban.

L'Italia non ha in programma di eliminare il suo divieto alle trivelle.

E cosi' in un paese in cui la destra non sa cosa fa la sinistra, nel frattempo ce la prendiamo con i cittadini normali.

Mettetevelo chiaro in testa: non vi lasceremo trasformare questa nazione in un campo di petrolio. Capito?