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Wednesday, August 26, 2015

Stefania Pezzopane e Ombrina -- la coerenza smarrita


'Se non ci fossero state quelle violente e stupide contestazioni, Matteo Renzi avrebbe attraversato il centro storico, camminato tra le luci dei palazzi ricostruiti e le ombre delle macerie, i giornalisti avrebbero avuto le loro interviste e fatto le loro domande. Ma a certa gentaccia, pochi ma determinati, faceva comodo rovinare la festa. Li avverto. Non ci sono riusciti. Solidarietà per chi è stato colpito, orrore per la stupidità di chi ha scelto la violenza al dialogo''

Stefania Pezzopane

si, magari pure a respirare un po di H2S!

ma quale dialogo?

Se a tutti gli incontri programmati
Luciano D'Alfonso e' svanito nel nulla

Forse rapito dagli UFO pure lui?  


...e il suo fidanzato

un gentleman.

"Manifestare pacificamente??? Una massa di vermi schifosi che andavano presi a calci nel culo e manganellate per quello che hanno fatto tirando pietre ed oggetti pericolosi! La vera politica questo genere di manifestanti non li prende in considerazione. Prende in considerazione i manifestanti non violenti. Questi vermi hanno sprecato benzina e casello senza motivo. Potevano risparmiare i soldi mettendoli nel salvadanaio. Brava Stefania, bravo D'Alfonso bravissimo Renzi"


Simone Coccia Colaiuta
fidanzato della Stefania Pezzopane,
ex spogliarellista

un esperto di petrolio e politica e appunto, gentleman

Qui quando diceva tuttaltro.

Politici, parola di marinaio. Specie in Italia. 



La mia domanda e' molto semplice: ma se qui sono tutti contro Ombrina, la Pezzopane, Legnini, D'Alfonso e tutti i loro amici, perche' -- essendo sia governo che loro stessi del PD -- Ombrina e' stata approvata? 

I conti non tornano.

Monday, March 16, 2015

Ombrina - si del Ministero dell'Ambiente



Caro Luciano D'Alfonso
governatore d'Abruzzo

Quando uno governa, la responsabilita',
delle decisioni che si prendono ,
che gli piaccia o no,
e' sua.
Non votiamolo mai piu.
  
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Oggi 9 novembre 2015 in una concitata riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la conferenza dei servizi ha approvato il mostro Ombrina Mare.

Saremo i primi nel mondo civile ad avere una FPSO a 9km da riva. Esultano investitori, esulta Sergio Morandi.

E' ovviamente uno schiaffo alla democrazia, ma ad una democrazia malata gia' in partenza.

Luciano D'Alfonso non ha mai pronuniciato una iota a favore del mare d'Abruzzo. Dopo le elezioni non credo abbia mai neanche pronunciato le parole "Ombrina Mare". Che razza di governatore e' uno cosi? Matteo Renzi non sa neanche cosa vogliano dire le parola ambiente e coerenza e democrazia, e questo l'ha dimostrato mille volte. Un sacco di altri politici che si occupano di Ombrina come gli capita, e che non fanno niente ne prima ne dopo il loro mandato e a volte neanche durante. E' evidente che non gli interessa.

Cosa fara' adesso Luciano D'Alfonso? Dira' finalmente qualcosa? Andra' in TV a dire che Ombrina e' uno scempio? Spieghera' alla gente che l'ha votato che gli UFO invece si faranno? Spieghera' perche'? Gli interessa del mare d'Abruzzo? Non si vergogna?  Secondo me non fara' niente, perche' non gli importa niente, perche' non ama niente.

A che serve essere in favore di un referendum nazionale anti-trivelle se non muovi un ceppo per le trivelle a 5 chilometri dal tuo mare?

O sperano che il referendum arrivi quando non ci sia piu' niente da referendare e quindi, e' il solito specchio per le allodole?

Lo so che in Italia c'e' la moda della responsabilita' diffusa, del "volevo ma non potevo", "si ma pero'", "non si lascia il partito per una decisone sola", "si e' trovato in una cosa piu' grande di lui". Nel mio modo di vedere la vita, anglosassone e logico, non funziona cosi. Il governatore e' pagato fior di quattrini per fare le cose giuste, che a volte possono esser difficili. E un governatore serio, dovrebbe farle queste cose giuste, costi quel che costi. Anche a patto di prendere decisioni diverse da Roma.

E questo vale per tutti. Voglio vedere adesso quanti sindaci, di qualsivoglia partito, si dimetteranno, o avranno il coraggio vero, domani di farsi valere. Ma non l'hanno fatto finora, perche' dovrebbero farlo domani? Si occupano di petrolio solo perche' va di moda, non perche' ci credono.

E tutti i personaggi che si sono susseguiti in questa vicenda, politici e sapientoni, dove sono stati a spiegare a Renzi, Monti, Letta, Berlusconi, l'assurdita' del tutto?

Canne al vento.

E poi la pueritlita' di approvare parchi marini all'ultim'ora e che si accavallano al parco nazionale della costa teatina per far si che i cementificatori possano continuare a cementificare e non perche' gli interessi il mare. Provvedimenti vari pensati a casaccio come "strategemmi" per fermare Ombrina e non perche' abbiano uno scopo *costruttivo* preciso, dubbi personaggi sedicenti ambientalisti che adesso scenderanno in politica e che non sanno neanche parlare l'Italiano e che ripetono ad infinitum le cose che hanno imparato qui. Adesso si fanno pure le guerre fra di loro. 

E' alla radice che la pianta e' malata.

------

Questo il mio commento dopo l'approvazione del Marzo 2015:




Io non so cosa dire, se non che fanno abbastanza schifo.

Ombrina Mare e' stata approvata dalla Commissione VIA il giorno 6 Marzo 2015 con "prescrizioni". Lo riporta la stampa locale d'Abruzzo.

Nonostante tutte le balle sulle "valutazioni transfrontaliere" con la Croazia e le belle parole di ministri e funzionari sulla democrazia e sull'ambiente, eccoci qui. Trivelle e nave desolforante a pochi chilometri da riva. 

La vergogna principale va alla classe politica, tutta.

A partire da Gianni Chiodi che non seppe muovere una mosca contro Ombrina Mare a suo tempo, per seguire con Gianni Legnini che invece di darsi da fare per il no, e per far rispettare il rigetto gia' decretato dello stesso ministero dell'ambiente decise di "rimandare" le decisioni con questa panzana dell'AIA.  Se ne lavo' le mani.  E poi le uscite infelici della Stefania Pezzopane. E poi ancora Luciano D'Alfonso che avrebbe potuto essere piu incisivo nelle sue azioni. E ovviamente a tutti i sindaci che si sono opposti contro il parco della costa teatina.

Io ho fatto tutto il possibile. E quindi dopo sette anni di angoscia, di prediche, di sensibilizzazione, incasso e lascio ad altri.

E quindi, adesso fate vobis.

Sono amareggiata, certo.  Ma in un certo senso, questa sconfitta mi rende leggera.

Il mio mare, qui a cinquecento metri da casa, in questi giorni di trenta gradi di sole californiano, e' petrolio-free e posso tornare alla mia vita, senza l'assillo del petrolio. 


Tuesday, November 11, 2014

I voti allo Sblocca Italia del Senato


Elena Cattaneo, senatrice a vita
Direttore del Centro di ricerca sulle cellule 
staminali dell'Università di Milano
ed esperta di malattie genetiche rare. 

"Mescolare l'etica personale con la scienza 
è un errore che un ricercatore non dovrebbe fare mai"

Ha votato si allo Sblocca Italia
 



Iosefa Idem, atleta kayak 

Ai giochi del Mediterraneo a Bomba (Abruzzo) 
parlando del terremoto disse

 "Siamo tutti vicini a questa gente. 
Noi atleti non ci tiriamo indietro 
quando c'è da dimostrare solidarietà" 

Evidentemente in politica e' una cosa diversa.

Ha votato si allo sblocca Italia



Lucrezia Ricchiuti, senatrice PD

Dice che la legge era sbagliata, ma l'ha votata lo stesso.

Poverina.






Stefania Pezzopane, senatrice

Circa sei mesi fa aveva promesso ogni sospensione 
di lavori su Ombrina.
Dopo tre mesi arriva la richiesta di AIA 
per la quale non ha smosso un dito.


Eh, l'amore.


Ecco qui i nostri eroi che hanno votato si allo Sblocca Italia al Senato della Repubblica Italiana.

Fra i nomi che riconosco dell'Abruzzo Stefania Pezzopane - in teoria contro le trivelle, nei fatti segue i diktat di partito. O forse era troppo impegnata con le sue conquiste amorose per pensare all'Abruzzo. Con lei Federica Chiavaroli e Gaetano Quagliarello - quest'ultimo non ho ben capito cosa ci azzecca con l'Abruzzo.

A votare si c'e' anche Filippo Bubbico, che ai lucani lascia la patata petrolifera bollente e lui se ne resta fra i marmi romani dopo essersi fatto una bella carriera politica sulle lacrime della gente di Basilicata.

Mi fa strano anche la senatrice a vita Elena Cattaneo che vota in favore dello Sblocca Italia, non era quella che era stata nominata da Napolitano per i suoi meriti scientifici? 

E infatti, si vado a vedere ed e' ordinario di farmacologia, membro della commissione igiene e sanita', e con un ricchissimo curriculum scientifico
ed adesso anche senatrice a vita.
 
Come fa una persona cosi a votare si alla petrolizzazione dell'Italia senza cercare di fare niente?

Non so cosa dire e mi vergogno per lei. Una persona con un passato di scienza e di medicina dovrebbe essere sensibile piu degli altri alle questioni di bene comune, di salvaguardia del nostro ambiente e dei nostri polmoni.

Che dire. La magia delle poltrona.

Come non poteva mancare la nostra amica Simona Vicari? La piu' amica dei petrolieri di tutta Italia che non si smentisce mai.

Ci sono pure Anna Finocchiaro della Puglia, Carlo Giovamardi dell'Emilia Romagna, e Roberto Formigoni della Lombardia, oltre che Josefa Idem, la canottrice che viene al lago di Bomba per fare le gare di canoa, ma cui evidentemente non interessa molto salvarla dai petrolieri.

La chicca finale resta Lucrezia Ricchiuti che dalla sua pagina facebook versa lacrime di coccodrillo sul suo voto e cerca di trovare scuse - non potevo, il partito, ma io.

A lei, a tutti gli altri che vogliono razionalizzare e trovare ridicole scuse: nella vita uno ha *sempre* una scelta.  Sempre. A tutti: vergogna.


Eccoli qui dunque i nostri eroi che hanno votato si allo sfascia Italia
del trivellante Matteo Renzi:

Aiello Pietro (NCD) Calabria


Albano Donatella (PD) Liguria


Albertini Gabriele (NCD) Lombardia


Amati Silvana (PD) Marche


Angioni Ignazio (PD) Sardegna


Astorre Bruno (PD) Lazio


Augello Andrea (NCD) Lazio


Azzollini Antonio (NCD) Puglia

Berger Johann Karl (Aut PSI) Trentino Alto Adige


Bertuzzi Maria Teresa (PD) Emilia Romagna


Bianco Amedeo (PD) Sicilia


Bianconi Laura (NCD) Emilia Romagna
Bonaiuti Paolo (NCD) Lombardia


Borioli Daniele Gaetano (PD) Piemonte


Broglia Claudio (PD) Emilia Romagna


Bubbico Filippo (PD) Basilicata


Buemi Enrico (Aut PSI) Piemonte


Caleo Massimo (PD) Liguria
Cantini Laura (PD) Toscana


Capacchione Rosaria (PD) Campania


Cardinali Valeria (PD) Umbria


Caridi Antonio Stefano (NCD) Calabria


Casini Pier Ferdinando (PI) Campania


Cassano Massimo (PD) Puglia


Cattaneo Elena (Aut PSI) Senatore a vita


Chiavaroli Federica (NCD) Abruzzo


Chiti Vannino (PD) Piemonte 


Cirinnà Monica (PD) Lazio


Cociancich Roberto (PD) Lombardia


Collina Stefano (PD) Lombardia


Colucci Francesco (NCD) Lombardia


Conte Franco (NCD) Veneto


Corsini Paolo (PD) Lombardia


Cucca Giuseppe Luigi (PD) Sardegna


Cuomo Vincenzo (PD) Campania


D’Adda Erica (PD) Lombardia


Dalla Tor Mario (NCD) Veneto


Dalla Zuanna Gianpiero (PD) Veneto


Davico Michelino (GAL) Piemonte


De Biasi Emilia Grazia (PD) Lombardia


De Poli Paola (Gruppo Misto) Veneto


Del Barba Mauro (PD) Lombardia


Della Vedova Benedetto (SCpI) Lombardia


Di Biagio Aldo (PI) Europa


Di Giacomo Ulisse (NCD) Molise


Di Giorgi Rosa Maria (PD) Toscana


D’Onghia Angela (PI) Puglia


Esposito Stefano (PD) Piemonte


Fabbri Camilla (PD) Marche


Fasiolo Laura (PD) Fruili Venezia Giulia


Fattorini Emma (PD) Basilicata


Favero Nicoletta (PD) Piemonte


Fedeli Valeria (PD) Toscana


Ferrara Elena (PD) Piemonte


Filippi Marco (PD) Toscana


Filippin Rosanna (PD) Veneto


Finocchiaro Anna (PD) Puglia


Fissore Elena (PD) Piemonte


Formigoni Roberto (NCD) Lombardia


Fornaro Federico (PD) Piemonte


Fravezzi Vittorio (Aut-PSI) Trentino Alto Adige


Gatti Maria Grazia (PD) Toscana


Giacobbe Francesco (PD) Asia-Africa-Oceania-Antartide


Giannini Stefania (SCpI) Toscana


Ginetti Nadia (PD) Umbria


Giovanardi Carlo (NCD) Emilia Romagna


Gotor Miguel (PD) Umbria


Granaiola Manuela (PD) Toscana


Gualdani Marcello (NCD) Sicilia


Guerra Maria Cecilia (PD) Emilia Romagna


Guerrieri Paleotti Paolo (PD) Liguria


Ichino Pietro (SCpI) Lombardia


Idem Joesfa (PD) Emilia Romagna


Lai Bachisio Silvio (PD) Sardegna


Langella Pietro (GAL) Campania


Laniece Albert (Aut-PSI) Valle D'Aosta


Lanzillotta Linda (SCpI) Umbria


Latorre Micola (PD) Puglia


Lepri Stefano (PD) Piemonte


Lo Giudice Sergio (PD) Emilia Romagna


LoMoro Doris (PD) Calabria


Longo Fausto Guilherme (Aut-PSI) America Meridionale


Lucherini Carlo (PD) Lazio


Lumia Giuseppe (PD) Sicilia


Manassero Patrizia (PD) Piemonte


Manconi Luigi (PD) Sardegna


Mancuso Bruno (PD) Sardegna


Maran Alessandro (SCpI) Friuli Venezia Giulia


Margiotta Salvatore (PD) Basilicata


Marinello Giuseppe Francesco Maria (NCD) Sicilia


Marino Mauro Maria (PD) Piemonte


Martini Claudio (PD) Toscana


Mattesini Donatella (PD) Toscana


Maturani Giuseppina (PD) Lazio


Mauro Mario Walter (PI) Lombardia


Micheloni Claudio (PD) Europa


Migliavacca Maurizio (PD) Emilia Romagna


Mineo Corradino (PD) Sicilia


Minniti Marco (PD) Calabria


Mirabelli Franco (PD) Lombardia


Morgoni Mario (PD) Marche


Moscardelli Claudio (PD) Lazio


Mucchetti Massimo (PD) Lombardia


Naccarato Paolo (GAL) Lombardia


Nencini Riccardo (Aut-PSI) Marche


Olivero Andrea (PI) Piemonte


Orru' Pamela (PD) Sicilia


Padua Venera (PD) Sicilia


Pagano Giuseppe (NCD) Sicilia


Pagliari Giorgio (PD) Emilia Romagna


Panizza Franco (Aut-PSI) Trentino Alto Adige


Parente Annamaria (PD) Lazio


Pegorer Carlo (PD) Friuli Venezia Giulia


Pezzopane Stefania (PD) Abruzzo


Pignedoli Leana (PD) Emilia Romagna


Pinotti Roberta (PD) Liguria


Pizzetti Luciano (PD) Lombardia


Puglisi Francesca (PD) Emilia Romagna


Quagliariello Gaetano (NCD) Abruzzo

Ranucci Raffaele (PD) Lazio


Ricchiuti Lucrezia (PD) Lombardia


Romano Lucio (PI) Campania


Rossi Gianluca (PD) Umbria


Rossi Luciano (NCD) Umbria


Rossi, Maurizio Giuseppe (Misto) Liguria


Russo Francesco (PD) Friuli Venezia Giulia


Ruta Roberto (PD) Molise


Sacconi Maurizio (NCD) Veneto


Saggese Angelica (PD) Campania


Sangalli Gian Carlo (PD) Emilia Romagna


Santini Giorgio (PD) Veneto


Scalia Francesco (PD) Lazio


Schifani Renato Giuseppe (NCD) Sicilia


Silvestro Annalisa (PD) Lombardia


Sollo Paaquale (PD) Campania


Sonego Lodovico (PD) Friuli Venezia Giulia


Spilabotte Maria (PD) Lazio


Sposetti Ugo (PD) Lazio


Susta Gianluca (SCpI) Piemonte


Tocci Walter (PD) Lazio


Tomaselli Salvatore (PD) Puglia


Tonini Giorgio (PD) Trentino Alto Adige


Torrisi Salvo (NCD) Sicilia


Tronti Mario (PD) Lombardia


Turano Renato Guerino (PD) America settentrionale e centrale


Vaccari Stefano (PD) Emilia Romagna


Valdinosi Mara (PD) Emilia Romagna


Valentini Daniela (PD) Lazio


Vattuone Vito (PD) Liguria


Verducci Denis (FI-PdL) Toscana


Vicari Simona (NCD) Sicilia


Viceconte Guido Walter Cesare (NCD) Basilicata


Zanda Luigi (PD) Lazio


Zanoni Magda Angela (PD) Lazio


Zavoli Sergio (PD) Campania


Zeller Karl (Aut-PSI) Trentino Alto Adige


Zin Claudio (Aut-PSI) America meridionale

Saturday, June 29, 2013

E' l'articolo 35, capite?



"la possibilità offerta alle compagnie petrolifere di accrescere lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nelle acque a largo della costa italiana aumenta notevolmente i rischi di contaminazione delle stesse, in particolare lungo la costa adriatica, destando forti preoccupazioni nelle comunità locali"

 Prima firmataria Stefania Pezzopane, PD

E allora perche' non ha voluto votare contro l'articolo 35 del decreto Passera?
Cosa aspetta?
Non si vergogna un po?


Mi arriva, assieme al professor Franco Ortolani, una nuova convocazione a Roma, in data 4 luglio 2013 alle 8:30 del mattino, per parlare in Commissione Ambiente delle tematiche collegate alle trivellazioni offshore.

E' tutto sponsorizzato da Giuseppe Marinello, del PDL, Medico e Presidente della Commissione Ambiente del Senato, ed originario di Sciacca, in Sicilia.

La cosa mi stupisce un po' perche' sono gia' stata a Roma - pochi giorni fa e poi ancora un anno e mezzo fa. Tornero', ovviamente e faro' del mio meglio.

Ma poi, perche' mi hanno invitata di nuovo? Perche' non sono venuti a sentirmi il giorno 27 Giugno e invece mi riconvocano il giorno 4 Luglio? Mistero.

Poi mi sovviene la questione Abruzzo-Ombrina e lo schifo che si trascina da settimane e mesi.

Gianluca Castaldi del M5S ha infatti presentato una mozione contro Ombrina, che e' stata bocciata dalla maggioranza perche' hanno deciso di "calendizzare alla prossima settimana lo svolgimento di una indagine conoscitiva sulla attività di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo" . Tutto questo va ad aggiungersi ad altre iniziative di Gianluca Vacca, sempre del M5S contro Ombrina Mare.

La calendarizzazione per indagini conoscitive e' voluta dal PDL, PD, Lega Nord, Scelta Civica.

Una indagine conoscitiva??? Adesso?


Ma se l'articolo 35 del Decreto Sviluppo fu approvato sotto Monti, e firmato da quasi tutti quelli del PD, PDL e da oggi Scelta Civica perche' non hanno fatto allora l'indagine conoscitiva?

Sapevano cosa firmavano allora?

O firmavano a casaccio?

O questa indagine conoscitiva e' solo un paravento per rimandare, per dare tempo ai petrolieri di organizzarsi, per aspettare Godot e mai prendersi una responsabilita' che sia una?

Ma sono parte anche io di questa indagine conoscitiva?

O fanno questa cosa per far l'ennesimo dispetto a quelli del M5S?

Ma poi, questi dove vivono? Sono anni che se ne parla, in tutta Italia e io sono sicura che molti di loro vivono in localita' vicino a zone trivellate o trivellande. Possibile che non ne sappiano niente?

Qui, cari miei il tempo di conoscere e' passato, perche' invece nel frattempo i petrolieri sono arrivati sotto le nostre case e dentro le nostre spiagge, quelle case e quelle spiagge che sono anche vostre.

Non ne possiamo piu, cari politici. Non ne possiamo piu', capite? E non potrete continuare ad abusare cosi della nostra pazienza.

Caro Legnini, cara Pezzopane: non prendiamoci in giro: volete fare qualcosa? Iniziamo con qualcosa di semplicissimo:

REVOCATE L'ARTICOLO 35 del Decreto Passera.

Tutto il resto sono chiacchere.

Monday, July 16, 2012

Betta contro la Aleanna Resources




IO NON VOGLIO CHE NESSUNO BUCHI LA MIA TERRA

Elisabetta Sala, 
Fabbrico, Reggio Emilia 
Luglio 2012


Quello che segue e' uno scambio di email fra Elisabetta Sala, una Cittadina coraggiosa e combattiva di Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, nella zona del terremoto di Maggio 2012 e Stefania Bruni, una rappresentante della Aleanna Resources che cercava di tranquillizzare tutti con la solita sciorina del "sono solo esplorazioni" e noi portiamo lavoro, soldi, felicita' a tutti.

La pubblico perche' e' bella e perche' la Aleanna e compari devono sapere che qui non prendono in giro nessuno, e che nessuno ce li vuole qui, ad insistere con il trivellare una zona sismica, e gia' bucata a piu' non posso.

Della Aleanna Resources abbiamo parlato tante volte su questo blog. Ad esempio qui, qui, e qui.







Fantozza: 102.4 chilometri quadrati -  Bugia: 104.7 chilometri quadrati


L'indirizzo email - pubblico - della dottoressa Stefania Bruni e' sbruni@aleannaresources.com. Notare che i petrolieri hanno bisogno di una "specialista" nella comunicazione e nei contatti con la stampa, ovviamente per ripulirsi la coscienza. Quanti soldi sprecati!



Ecco una cosa carina, sommergere questa Bruni di email di contrarieta',  e non perche' ce l'abbiamo con lei, che e' solo una semplice impiegata, ma se non altro per dare il messaggio ai capi di Roma, Dallas o dovunque essi siano che VERAMENTE NON CE LI VOGLIAMO QUI:

Ecco allora cosa dice Betta alla Aleanna Resources:



--------

Buongiorno dottoressa Bruni

vi ringraziamo per la solidarieta' dimostrata pubblicamente per noi popolazioni colpite dal recente terremoto.

Ma terremoto a parte, che ci volete fare con i permessi esplorativi proprio su casa mia ? O di fianco a casa mia perche' non e' che Novellara, Reggiolo o Rolo sian lontani.... E comunque non e' nemmeno piu' questo il principio.

IL PRINCIPIO E' CHE L'ITALIA E' UN TERRITORIO FRAGILE, STANCO, IN MOVIMENTO, INQUINATO, DANNEGGIATO, E AL COLLASSO.

Percio' basta con qualsiasi attivita' che possa mettere in pericolo l'ambiente in quasiasi modo.

Lasciarvi la possibilita' di RICERCARE idrocarburi nel nostro sottosuolo equivale ad accettare il fatto che nell'eventualita' essi venissero trovati, li' nascerebbe un pozzo estrattivo, si andrebbe in profondita', fino a 3000 metri, ed un pozzo di gas non sbuca da solo come un fungo.... Occorre TRIVELLARE.

Percio' io non accetto. IO NON VOGLIO CHE NESSUNO BUCHI LA MIA TERRA.

A che serve un permesso eplorativo se non ad esplorare il terreno alla ricerca di Gas o greggio?

Come si esplora? Con la torcia ? Il microscopio? La lente di ingrandimento?

Sappiamo come operate.

E' sufficente chiedere a chi ha gia' autorizzato le perforazioni anche nella bassa mantovana anni fa.

E' sufficente informarsi un pochino.

Lo sapete che adiacente a noi c'e' gia' operativa la concessione Mirandola da oltre 30 anni - vero?

Alcuni di noi, come la sottoscritta, hanno anche amici, parenti o conoscenti che lavorano presso i pozzi esistenti.

Percio' noi emiliani siamo informati sulle tecniche esplorative e su come funzionano le estrazioni di idrocarburi nel sottosuolo.

Voi avete eliminato il video delle perforazioni, ma i vostri colleghi di Po Valley hanno interessanti Brochure...

La ricerca di idrocarburi viene effettuata con tecniche conosciute benissimo dal pubblico, ormai anche da quello di bassa o media cultura.

Percio' bando alle chiacchiere signori.

Come abitante del comune di Fabbrico RE, come cittadina emiliana, sono contraria a qualsiasi attività esplorativa nel sottosuolo che possa danneggiare fauna e flora locale.

Abbiamo oasi faunistiche. Zone di riserva.

Siamo in tanti ad essere contrari ai vostri interventi, a quelli di Po Valley, Terracon, Edison.

Siamo in tanti sopra e sotto Reggio Emilia. Chi ignora verrà informato.

Gazzetta di Reggio Emilia

Io mi metto di traverso.

Nella mia zona non bucherete un cm.

Deferenti ossequi.

Elisabetta Sala abitante di Fabbrico RE

Wednesday, September 7, 2011

La figura barbina di Mauro Febbo e di Antonio Sorgi


Ieri l'incontro fra comuni e i rappresentanti del ministero dell'Ambiente per il futuro del parco della costa teatina a Roma.

Il Centro d'Abruzzo non poteva dirlo meglio:

Signori, se non siete arrivati a una conclusione, il commissario e' inevitabile. A questo punto quello che potete fare e' di indicare almeno una zonizzazione del Parco, poi comunque sara' il ministero a decidere.

Parola di Stefania Prestigiacomo!

Una brutta figura annunciata, un appuntamento a cui gli otto comuni che fanno parte del Tavolo di coordinamento istituito dal consiglio regionale e presieduto dall' assessore Febbo, si sono presentati impreparati.

E cioe' Febbo e Sorgi pensavano di fare i galletti - Febbo non voleva ne il Commissario ne il parco - ma gli e' andata male. Il governo gli dice che il parco si fara' e gli manda il commissario checche ne dica lui.

Il direttore generale Grimaldi ha pure dovuto ricordare a Febbo e Sorgi - nonostante tutte le balle dette negli scorsi giorni - non solo che il Parco si fara' ma che, per loro interesse, avrebbero dovuto gia' da tempo indicare le zone da mettere sotto tutela.

Liha sgridati, come si fa con i bambini!

Il ministero ne sapeva piu' di loro. Hanno detto che vogliono unire Punta Aderci, Vasto, il biotopo costiero di San Salvo, la lecceta di Torino di Sangro, Fosso della Farfalle a Rocca San Giovanni, la pinetina di San Vito, la via Verde lungo la Ferrovia, e possibilmente la zona dei Ripari di Giobbe di Ortona. Poi ci si puo' mettere tutto quello che si vuole.

Garantiti anche i fondi: per la sola istituzione 700mila euro.

Vasto, Fossacesia e San Salvo hanno gia' fatto o stanno per finire la propria perimetrazione.

Ora spetta a Ortona, San Vito Marina, Rocca San Giovanni, trovare i perimetri,
che gli piaccia o no.

Lanciano e Mozzagrogna intanto hanno chiesto di farci parte pure loro.

Ma siccome l'arroganza e' l'ultima a morire, Febbo continua:

Non e' detta l'ultima parola. Ho chiesto al ministero una proroga dei tempi. Il ministero deve prima valutare, la documentazione deve compiere altri due passaggi istituzionali, poi decidera' . Tuttavia l'arrivo del commissario non e' una "punizione" rivolta all'Abruzzo ma e' come se il Parlamento in questo caso commissariasse il ministero per il Parco che alcuni sindaci della costa hanno detto che non gradiscono.

Eh? Tradotto in Italiano? Febbo, si metta l'anima in pace. Qui l'unica punizione per l'Abruzzo e' che e' lei a fare l'assessore all'ambiente. Tutta la costa teatina lo vuole questo parco, a parte gli speculatori edilizi e i loro amici.

Decida lei come vuole essere ricordato in questa questione.

Vuole essere ricordato come il nemico di turno?

Vuole rappresentare quello che rappresenta Nicola Fratino per il centro oli? Decida lei.

Noi non ne possiamo piu' di tanta malapolitica e arroganza.

Friday, June 17, 2011

L'ipocrisia di Stefania Prestigiacomo



... attuare per Lampedusa un modello di sviluppo “oil free”,
cioè totalmente basato sulle rinnovabili.

Dal sito del ministero per l'ambiente,
Stefania Prestigiacomo, 13 giugno 2011

Peccato che l'Audax e la Kairiki vogliano trivellare
a 13 chilometri dalla riva di Pantelleria.
Proprio oil-free.




Non so da dove iniziare con questa donna che secondo me tutto e' fuorche' un esempio di corerenza e di difenditrice dell'ambiente - mestiere per cui in teoria sarebbe pagata dal contribuente italiano.

La sua storia la conosciamo tutti - la VED, la Coemi - ditte siciliane iper-inquinanti di cui la famiglia Prestigiacomo, inclusa Stefania, e' socia.

Ma iniziamo con l'ultima novita': Pantelleria, isola oil-free. Chissa' perche' le piace usare le parole in inglese. Comunque, quando ho letto questa notizia ho pensato, finalmente qualcosa di buono, hanno vietato le trivellazioni attorno all'isola di Pantelleria!

Invece no, la Prestigiacomo semplicemente decide che per rilanciarne l'immagine dopo gli sbarchi degli ultimi mesi, sull'isola di Pantelleria si useranno eolico e solare e mezzi elettrici, si ammodernizzeranno i depuratori e si ripuliranno i fondali dagli "scafi affondati negli ultimi anni."

Ora, intanto queste cose dovrebbero essere state gia' fatte molto molto tempo fa.

Ma l'elefante nella stanza non viene toccato da Ms. Prestigiacomo: e le trivelle offshore a 13 chilometri da Pantelleria dove le mettiamo?

Oltre 660 chilometri quadrati di mare, attorno all'isola da essere trivellata da microscopiche ditte venute da chissa' dove.

Sia la Kairiki Energy limited - KIK - che la Audax - ADX -sono ditte australiane che di Pantelleria non sanno niente.

Ma poi che significa oil-free se poi metti le piattaforme in bella vista al largo dell'isola? E non c'e' solo Pantelleria, ma anche le isole Egadi e Ragusano, l'onshore siciliano in Val di Noto, ma come ci pensano?

Pensa la Prestigiacomo le trivelle a Pantelleria saranno occasione di attrazione turistica? Di mare piu' pulito? Di bellezza estetica? Di pesce piu' sano? Di piu' visitatori australiani? O che siccome onshore saremo oil-free allora si deve essere oil-drenched in mare?

Ma non vede l'ipocrisia di se stessa e che quel che dice e' tutta propaganda?

Saturday, April 16, 2011

Convegni Nimby per prenderci in giro


Stefania Prestigiacomo non ha detto una parola agli Abruzzesi, ai Molisani, ai Siciliani, ai Pugliesi dei piani petroliferi per i nostri mari, delle sue approvazioni alle trivelle selvaggie in giro per l'Italia. Niente di niente finche' non ce ne siamo accorti noi cittadini normali.

Niente.

Bel dialogo, bella sostenibilita', bell'ottica.

La nostra Stefania non parla a noi cittadini, se non dopo avere approvato le trivelle, ha pero' trovato il tempo per sedere a una riunione per denunciare il "Nimby" in Italia, alla presenza di Assomineraria.

Con tanti problemi che abbiamo in questa nazione sull'ambiente, Stefania Prestigiacomo va a un convegno per parlare delle "grandi opere" in Italia: energia, ambiente e infrastrutture.

Dicono che riguardo il Nimby - not in my backyard - c'e'

il crescere e il consolidarsi di questo fenomeno in Italia, che nel tempo ha acquisito nuove caratteristiche. La protesta si è fatta più estesa e incondizionata, si rivolge a ogni tipologia di impianto, persino a fonti rinnovabili; essa attraversa tutta l’Italia, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le Istituzioni nazionali e locali. Persiste l’assenza di un’informazione chiara e dettagliata, la mancanza di un senso comune di responsabilità.

Cara Stefania, ma se mi approvi airgun e trivelle a 5 chilometri da riva, nei campi, nei parchi, nei mari, nella vita della gente, cosa ti aspetti? Che siamo qui con un senso di responsabilita' verso i tuoi progetti di morte?

Dicono pure che il tutto serve a modernizzare il paese. Ma se avete pure tolto i fondi alle fonti rinnovabili, di che modernita' parliamo? Delle moderne trivelle, o del moderno nucleare?

Erano presenti a questo meeting un sacco di persone e presidenti dai nomi altisonanti che di ambiente calato nella vita delle persone, nelle nostre vite, non sanno niente:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia Assomineraria
Guido Bortoni, Presidente dell'autorita' per l'energia elettrica e per il gas
Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
Vittorio Colgiati Dezza, Presidente di Legambiente
Antonio D'Ali' Presidente della Comissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Roberto della Seta, Membro Commissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'energia

Qualcuno li ha mai visti nelle proprie citta'? Qualcuno ha mai sentito uno solo di questi fare qualcosa in difesa della gente, ma per davvero? Ora vanno li a parlare di Nimby? E chi sono loro per decidere delle nostre comunita'?

Assomineraria deve dire a noi che siamo irresponsabili? Ma chi credono di essere?

Notare che il meeting e' stato organizzato da Allea comunicazione e relazioni istituzionali, che fra i suoi clienti ha: Assomineraria, Impregilo, Assogas e Ionio gas e da I-COM istituto per la competitivita' che invece ha come "soci sostenitori" ENI, Edison, E-on Italia, quelli dei riversamento di pertrolio in Sardegna.

Proprio un convegno equilibrato, indipendente e aperto.

Di questo meeting, che e' parente del Copam di Matera e di quello di Rainone di Chieti, secondo me, non esistono resoconti, non esistono rapporti sulla stampa, non esistono filmati. Esiste una mappa - secondo loro tutta l'Italia e' Nimby!

Il Nimby e' stato un concetto sfruttato ad arte da petrolieri e affaristi per schernire le popolazioni locali quando si oppongono a progetti di morte sotto le loro case. Come se la difesa del proprio territorio fosse qualcosa di cui vergognarsi. Invece no, non c'e' niente da vergognarsi, perche' a difendere il tuo territorio devi essere tu, non ci sono alternative, soprattutto in un paese come l'Italia, il far west della democrazia.

Al Ministro, a tutti quei presidenti, a tutti quei politici, non gliene importa niente del tuo ambiente.

Infatti ci mettono a parlare uno di Assomineraria e il convegno lo organizza gente "sostenuta" dall'ENI!

C'era qualche delegato del popolo a questo convegno? C'era qualcuno che facesse i nostri interessi? Non mi risulta.

Interessante anche l'accoppiamento Saglia-Prestigiacomo.

Queste cose non compaiono sulla stampa italiana perche' 'e' meglio tacerle, ma fra gli investitori e i siti petroliferi inglesi qualche tempo fa ci fu un po di agitazione perche' Saglia a un certo punto disse che la legge Prestigiacomo, quella delle 5 miglia, sarebe stata presto ritirata. La Prestigiacomo il giorno dopo lo smenti.

Ecco cosa dice Saglia in data 8 Marzo 2011:

Italy is about to remove the ban on offshore oil drilling which had been introduced after the Gulf of Mexico oil spill, MF said citing the Italian junior industry minister Stefano Saglia.

L'Italia sta per rimuovere il diveito di trivellare petrolio lungo le coste, che era stato introdotto dopo il disastro del golfo del Messico, ha affermato il MF (Ministro delle Finanze? non so chi sia MF), riferndosi al sotto-ministro dell'industria Stefano Saglia.

Il giorno dopo gli risponde la Stefania:

Italy does not plan to lift its offshore drilling ban.

L'Italia non ha in programma di eliminare il suo divieto alle trivelle.

E cosi' in un paese in cui la destra non sa cosa fa la sinistra, nel frattempo ce la prendiamo con i cittadini normali.

Mettetevelo chiaro in testa: non vi lasceremo trasformare questa nazione in un campo di petrolio. Capito?

Thursday, April 14, 2011

Stefania Prestigiacomo: non le credete!




Ecco oggi un articolo sul Centro di Stefania Prestigiacomo.

Dice che il permesso di VIA per iniziare le operazioni di trivellamento sono stati concessi perche' fuori dal limite delle 12 miglie dal confine con la riva.

Ma che significa?

Come insegna la tragedia del golfo del Messico, dodici miglia non sono assolutamente una garanzia di sicurezza per nessuno. Come ripetuto ad infinitum in Florida lo stesso limite e' di 200 chilometri e lungo le rive Calforniane 160!!! Il tutto per proteggere turismo e pesca.

Cosa, se scoppia a 11 miglia ci sono problemi, se scoppia a 13 no?

Qualcuno ricorda la tragedia del pozzo Paguro? Per quasi tre mesi continuo' a sputare veleni nel mare, dopo 3 morti a 15 chilometri da riva, vicino Ravenna. Era il 1965.

Interessante poi che Stefania Prestigiacomo parla alla gente e manda comunicati solo DOPO che i cittadini normali, inclusa la sottoscritta, hanno scovato testi, permessi e denuciato i silenzi sulla stampa. E prima dove stava questa signora?

Ma la balla piu' grande del Ministero della signora Prestigiacomo e' dire che "si tratta solo di ricerche ad aria compressa per sondare il sottosuolo".

Quelli sono spari violenti, micro-esplosioni che si eseguono lungo un centinaio di chilometri e che possono causare la morte degli animali. Tutti felici perche' ora ci sono i delfini a Vasto. Ma c'e' qualcuno che pensa un millimetro davanti il proprio naso?

Il fatto che si parli di misteriose aree sensibili da pensieri a qualcuno?

Ma anche se fossero solo spari, qualcuno si chiede cosa viene dopo i sondaggi micro-sismici?

Beh, come insegna Ombrina Mare, dopo i sondaggi vengono i pozzi temporanei, e dopo i pozzi temporanei quello permanente, e magari un bel centro oli a mare, a Rocca San Giovanni, a Vasto, a Pescara.

Your choice.

Ma i politici d'Abruzzo dove sono? Ma perche' ci deve proteggere Nichi Vendola e non Gianni Chiodi?

Gianni Chiodi, che uomo inutile. L'inerzia, la codardia, la leggerezza di questo uomo mi hanno rubato di ore ed ore a fare io cose che doveva fare lui.

A Cupello ha avuto l'arroganza di dire "millantate una situazione falsa". Ah si, e che questi permessi sono falsi? Ma che crede di avere a che fare con i bambini dell'asilo? Ma a che serve uno cosi?

Sono passati dieci giorni. Non ha detto ancora una parola che sia una.

E dov'e' andato a finire il presidente della provincia di Chieti Enrico di Giuseppantonio? E quello della provincia di Pescara, Guerino Testa? E l'assessore all'ambiente della provincia di Chieti, Eugenio Caporrella? E quello al turismo Remo di Martino? Hanno qualcosa da dire? E il sindaco di Pescara? E quello di Vasto?

E soprattutto, dirlo al Ministro, non alle televisioni o alla stampa per locale, adesso che siamo in tempo di elezioni.

God bless gli abitanti di Puglia. Si organizzano, protestano, bombardano, si arrabbiano. Stanno venti anni avanti agli abruzzesi.

Mi sono ammazzata di lavoro per Ombrina Mare. Non e' mica giusto.

Finche' pendete dalle parole di un Ministro che di ambiente non sa niente, finche' non esigete che chi vi governa faccia i vostri interessi, finche' state alla finestra a guardare, non andiamo da nessuna parte.

Tuesday, April 12, 2011

L'arroganza di Stefania Prestigiacomo

Apro oggi questo articolo del Corriere del Mezzogiorno con le dichiarazioni del Ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Da cittadino intelligente, impegnato e informato, mi sento offesa e insultata dal suo modo fare e dalle cose che dice.

La nostra eroina esordisce con "tranquilli l'ecosistema che gravita attorno attorno alle isole Tremiti non e' a rischio perche' l'area e' distante sia dalla costa che dalle isole Diomedee".

Scusi, ma chi glielo assicura a lei che non ci sono rischi?

Che lei c'ha la bacchetta magica?

Lei ha un qualche titolo di biologia, di oceanografia, di veterinaria? O forse crede che le gente sta piu' "tranquilla" perche' "l'ha detto il ministro?". Quei tempi sono passati da molto, signora Prestigiacomo.

Ma poi, cosa, lei prima approva queste autentiche porcherie e poi va sui giornali a dire "tranqulli ghe penso mi? " Perche' ha aspettato fino ad adesso dopo che la stampa di tutto il sud si e' scandalizzata, per farsi uscire l'anima?

Dove era lei in data 29 Marzo 2011? Dove era lei ad informare Abruzzesi, Molisani, Pugliesi?
Forse che lei pensava che il tutto passasse inosservato?

Beh, lei si e' sbagliata. Siamo un popolo maturo, numeroso, compatto, sempre di piu' e non le lasceremo trasformare questa nazione in un nuovo golfo del Messico.

La Prestigiacomo poi aggiunge che non si tratta di trivellare a 12 chilometri da riva ma "molto piu' in la".

Visto che non se lo ricorda, glielo dico io: 26 chilometri dalle Tremiti e 40 da Vasto per l'esattezza, caro Ministro.

Lei sa che il disastro della Louisiana e' accaduto a circa 50 miglia, 80 chilometri da riva negli USA e ne soffrono le conseguenze ancora oggi?

Lei sa che lungo le altre rive americane - in California e lungo la costa atlantica - il divieto e' a 160 chilometri da riva per precauzione?

Lei sa che in Florida per proteggere il turismo hanno il limite di 200 chilometri da riva?

Lei sa che nel sistema dei grandi laghi, di una volta e mezza tutto l'Adriatico e' vietato trivellare per non inquinare?

Lei sa che le trivellazioni petrolifere rilasciano tonnellate di materiale tossico in mare, anche in condizioni normali?

Poi come per dire che non ci sono figli di un dio minore, spiega che ha dato concessioni non solo alle Tremiti ma anche a Pantelleria, nella sua Sicilia. Bella roba. Adesso si che siamo piu' felici. Distruggono anche Pantelleria! Mal comune, mezzo gaudio?

Ancora, il Ministero dice:

Avendo la richiesta ottemperato a tutte le condizioni imposte dalla legge - che hanno impedito da un anno a questa parte, il rilascio di molti permessi di ricerca che ricadevano entro le forche caudine della nuova normativa - gli organismi ministeriali non potevano che concedere il permesso.

Come dire, che poverini, non avevano alternative. Avete mai sentito parlare del trattato di Aarhus? Si, quello che ha firmato anche l'Italia e dove si afferma che la gente ha il diritto sacrosanto di sapere e decidere su tempi che riguardano da vicino la propria vita. Abbiamo mandato centinaia di lettere e di osservazioni, ma che vuoi che interessi a voi la vita della gente? Che vuoi che interessi a voi di Aarhus, delle leggi europee, del rispetto?

La cosa piu' buffa di tutte viene infine da questo paragrafo:

"Il via libera alle trivellazioni nell’Adriatico è stato dato in conformità all’articolo 3 del decreto, più restrittivo che esiste in Europa e forse nel mondo perche' le acque fino a 5 miglia dalle coste italiane e fino a 12 miglia dal limite esterno delle aree marine protette e di tutte le altre zone sottoposte a tutela, sono "off limits" per le trivellazioni e per le ricerche di idrocarburi. Prima di questa nuova normativa tale limite non esisteva"

Ma cosa dice! Questa norma FA RIDERE. Arriva tardissimo e con distanze ridicole. Nel 2011 e' inconcepibile che ci mettiamo a costruire pozzi di petrolio attaccati alla riva, cara Prestigiacomo!

Il Ministero continua con l'affermare che "si tratta solo di un permesso di ricerca tramite air gun e che ogni eventuale ulteriore attività dovrà essere sottoposta a nuova valutazione di impatto ambientale".

Il tutto mi fa pensare alla Monaca di Monza, che passettino dopo passettino si fece monaca perche' non ebbe mai il coraggio di dire no.

Che vuol dire sono "solo permessi di ricerca con l'air gun"? Il permesso di ricerca con l'air gun significa che se il petrolio c'e' poi si richiedera' di fare il buco, e poi di mettere una piattaforma
e poi di vedersela quella piattaforma - con petroliere, oleodotti, perdite e porti petroliferi - per i prossimi 20 o 30 anni nel bel mezzo delle Tremiti e di Punta Aderci.

Se non ce la vogliamo quella piattaforma il no deve essere deciso, sincero, ed a monte, non dopo che gli hai dato tutti i permessi.

E poi, non aveva promesso l'anno scorso che le Tremiti non sarebbero state toccate?
Promesse da marinaio? O si e' dimenticata? Oppure lei pensa che ce ne siamo scordati noi?

No, non ci siamo scordati niente.

Gli italiani siamo noi signora Prestigiacomo. Quel mare e' dei pugliesi, e' degli abruzzesi, dei molisani, non del suo Ministero che pensa di star giocando con la vita degli altri.

Ci lasci vivere in pace, e impari a difendere i cittadini e il mare piuttosto che petrolieri venuti da chissa dove.

Tuesday, April 5, 2011

Ministero approva concessione Petroceltic a Vasto-Tremiti


** Qui il testo della concessione **

** Qui i testi di approvazione del Ministero dell'Ambiente del 2011 e qui quelli della Commissione VIA e del Ministero dei Beni Culturali del 2009 e del 2010, rispettivamente**

In data 29 Marzo 2011, il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha rilasciato parere positivo per la ricerca di petrolio in mare da parte della societa' irlandese Petroceltic.

La ditta e' autorizzata ad acquisizione dati petroliferi tramite riflessione sismica e potenzialmente alla perforazione di pozzi petroliferi nel vastese.

L'approvazione da parte della commissione di VIA era stata gia' conferita in data 28 Luglio 2009, dopo soli tre mesi dalle richieste della Petroceltic. Il 21 Maggio 2010 anche il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali aveva dato il suo parere positivo, incluso quello per la trivellazione di pozzi esplorativi. La cittadinanza era all'oscuro di queste approvazioni precedenti.

Pochi giorni fa e' arrivato anche il benestare del Ministero dell'Ambiente.

Nel testo redatto nel 2009, la commissione VIA afferma: "Non sono pervenuti atti da parte della regione Abruzzo".

Nel testo del 2010, il Ministero per i Beni e le Attivita' culturali, ha sottolineato che "La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo - l'Aquila ha rilasciato parere favorevole" e che anche "la Soprintendenza per i beni architettonici dell'Abruzzo - Chieti ha concesso il suo nulla osta".

Nell'ultimo testo, quello del 2011 del Ministero dell'Ambiente, al quale i cittadini avevano inviato
osservazioni di contarieta' in gran numero si afferma invece che

"Considerato che le osservazioni pervenute si rifersicono gia agli eventuali impatti generati dall'attivita' di prospezione sismica con la tecnica dell'airgun, per i quali la commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA/VAS ha previsto misure di prevenzione e mitigazione nel quadro prescrittivo, sia quelli connessi con la perforazione del pozzo esplorativo che comunque non e' soggetto del presente decreto ma lo sara' di una successiva istruttoria VIA nel cui ambito tali osservazioni potranno essere tenute in debito conto."

Il decreto porta la firma di Giancarlo Galan e di Stefania Prestigiacomo.

La Petroceltic e' dunque autorizzata a compiere riflessioni sismiche nel mare, con micro-esplosioni spesso dannosi a cetacei e delfini, per acquisire dati sulla presenza di petrolio
nel sottosuolo. In caso positivo, la ditta potrebbe realizzare un pozzo esplorativo, simile ad Ombrina Mare, trivellato nel 2008.

In tutti i documenti resi pubblici dal Ministero, non compare alcuna azione attiva da parte della regione Abruzzo nel rappresentare la contrarieta' dei suoi cittadini. Compaiono invece quelli della provincia di Chieti, di Assoturismo, della Confcommercio e di una moltitudine di associazioni e di cittadini privati.

Siamo fortemente preoccupati di questo ennesimo attacco alla nostra costa, perche' non e' chiaro se i pozzi esplorativi saranno sottoposti a nuova valutazione di impatto ambientale - come impone il Ministero dell'Ambiente - oppure se ne saranno esenti, come invece indica la commissione VIA e il Ministero dei Beni Culturali.

La concessione - denominata d505 - si trova a 40 chilometri dalla costa e a soli 26 chilometri dalle Isole Tremiti. In giacenza presso il ministero ce ne sono altre, su aree piu' vicine alla riva. Temiamo che il permesso d505 sia solo il primo di una lunga serie e che autorizzarlo inneschera' una catena di altri permessi ed autorizzazioni, in mare ed in terraferma.

In altri paesi, come ad esempio lungo le coste est ed ovest degli Stati Uniti, vige il divieto assoluto di trivellazione a 160 chilometri da riva, per precauzione.

Ci auspichiamo che l'approvazione di prospezioni sismiche, con possibilita' di pozzo esplorativo
siano un ulteriore campanello di allarme per tutte le autorita' locali. Soprattutto ci auspichiamo che il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, finora troppo timido sulla questione idrocarburi, sia piu' attivo e tenace nella richiesta della VIA per il permesso esplorativo e che in futuro possa manifestare la sua contrarieta' con coraggio, in maniera ufficiale - e non a parole - presso i Ministeri romani.

Infine, il Ministero dell'Ambiente ha reso nota l'approvazione del permesso petrolifero sul suo sito web in data 29 Marzo 2011. In Abruzzo fino ad oggi 5 aprile 2011, nessuno se n'e' accorto, sebbene esistano moltitudini di assessori e consiglieri all'ambiente, al turismo e anche addetti agli affari petroliferi.

Duole sottolineare, ancora una volta, che ad accorgersi di queste notizie e a sollevare osservazioni, debbano essere cittadini di buona volonta' e non le autorita' pagate apposta per rappresentarci e proteggerci.

MRD

Saturday, March 26, 2011

Prestigiacomo e Scaroni, un'intesa sulla nostra pelle



Protocollo d'intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di:

Priolo, Brindisi, Napoli Orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres

fra:

Ministero dell'Ambiente tutela del territorio e del mare e ENI, Syndial, Polimeri Europa, Enipower, Raffineria di Gela, Enimed e Ionica Gas - di seguito ENI.


Qualche settimana fa il ministro Prestigiacomo e' andata a Brindisi a inaugurare un "impianto pilota" per la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica. Dice che bisogna "mettere in campo tutte le tecnologie che consentano di rendere meno inquinanti e meno nocivi per il clima gli impianti tradizionali per la produzione di energia”.

Se lo dice lei.

Sorge allora la semplice domanda: ma a quelli che hanno finora inquinato il paese con questi "impianti tradizionali"- raffinerie, acciaierie, petrolchimici - e ci si sono arricchiti sopra che gli facciamo?

Come si legge dal titolo, gli facciamo un baffo. Anzi, gli facciamo una bella intesa e siamo tutti felici.

Ma cos'e' questa "intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo, Brindisi, Napoli Orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres" fra il Ministero dell'Ambiente e l'ENI?

La storia inizia con Pieve Vergonte. Qualche anno fa ne abbiamo parlato anche qui: l'ENI l'aveva inquinata con il DDT assieme a tutto il lago Maggiore. Ovviamente in Italia non se ne accorse nessuno, abbiamo dovuto aspettare i reclami degli svizzeri e dei loro controlli sul pesce!

Alla fine di un lungo processo, sembrava pero' che giustizia fosse fatta. L'ENI fu finalmente condannata a pagare quasi due miliardi di euro di danni per l'inquinamento del lago dal 1990 al 1996. La sentenza fu emessa dal giudice Maria Dolores Grillo.

Scaroni pero' decide che c'e' una strada migliore che pagare e cosi inizia il film "La trattativa", uno stretto parente de "Il compromesso", de "Il dialogo" e de "La mediazione" cosi cara a questa corrotta azienda che va sotto il nome ENI.

E che cosa si vuole "trattare"?

Ma ovviamente uno sconto sul prezzo della multa, che e' circa il 40% del fatturato annuo dell'ENI. Tanto soldi si, ma assolutamente normale per un inquinamento andato avanti per anni e con conseguenze cosi gravi per la salute delle persone che hanno mangiato pesce al DDT.

Ecco allora questo protcollo d'intesa ENI-Prestigiacomo per gli sconti, definiti "determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini di atti transattivi in materia di danno ambientale riguardo i siti di interesse nazionale"

Eh? Ma che ci stanno a fare i giudici e le loro sentenze se poi le riparazioni te le decidi da solo?

Scaroni e' cosi' sicuro che riuscira' a trovare una strada per queste "determinazioni" che nei suoi bilanci annuali non include cifre da pagare per le condanne di Pieve Vergonte. Fanno finta di niente. Come dire e' sicuro che un qualche inciucio e' sempre possibile.

Non solo non ci sono i soldi in bilancio per pagare la multa, ma nemmeno per ripagare province, comuni, regioni e tutti quelli che si sono costituiti parte civile contro l'ENI.

Piu' grave di tutto e' che questo "Protocollo d'Intesa" dovrebbe interessare non solo Pieve Vergonte, ma TUTTE le altre localita' inquinate dall'ENI, incluse come dice il titolo Priolo, Napoli Orientale, Mantova, Avenza, Gela, Porto Torres, Brindisi, Crotone

Il ragionamento dell'ENI e' semplice - siccome in molte di queste citta' stanno per partire processi analoghi a quelli di Pieve Vergonte e l'ENI ha paura di perdere cause, soldi e la cosa che le e' piu' cara, la reputazione, decidono di agire preventivamente.

Inquino per decenni, faccio un protocollo e pago quello che mi pare a me.

Che gli importa all'ENI che li c'e' di mezzo la vita della gente? In tutte queste citta ci sono limiti sfondati, persone che si ammalano, monnezza nel mare, liquami di mercurio, animali morti dall'inquinamento. A Gela i tumori sono alle stelle, i bambini nascono deformi, gli manca parte del cervello, non hanno l'acqua potabile, e il ripristino ambientale in tutta la zona petrolchimica siracusana e' considerata impossibile.

E allora uno dira', ma perche' la Prestigiacomo accetta queste cose? Da italiani, che ne abbiamo da guadaganare? Perche' almeno non gli facciamo pagare multe il piu' salate possibile, in modo che almeno quei poveretti possano essere riscarciti un pochino e magari sperare in un futuro migliore? I soldi non curano le malattie, ma tolgono qualche pensiero.

La risposta alla domanda "che ci guadagnano gli italiani, i brindisini o i crotonesi in tutto questo" e' : niente, assoluatemente niente.

La risposta alla domanda "che ci guadagna la Prestigiacomo in tutto questo" invece e' semplice: un trattamento simile per se stessa e la sua ditta VED, Vetroresina Engineering Development, anche questa al centro di vari problemi legali per inquinamento.

Il cerchio si chiude. L'ENI e' contenta perhce' gli fanno lo sconto-multa, la Prestigiacomo pure perche' lo sconto se lo piglia pure lei.

E cosa vuoi che conti la morte di qualche feto in piu o in meno? O il dolore di una mamma che scopre di avere partorito un figlio menomato? O i travagli di una famiglia disperata per curare i difetti alla nascita di questi bambini? Cosa vuoi che conti il giovane che si ammala di leucemia? Cosa vuoi che conti la morte prematura per tumore ENI? Cosa vuoi che conti che vai al mare all'ombra di ciminiere e al sapore di mercurio?

Cosa vuoi che conti LA VITA del cittadino comune?

Niente, assoultamente niente.

Stefania Prestigiacomo, spero che lei si vergogni.

Fonti: Tantopersapere,
Indymedia Piemonte

Tuesday, August 24, 2010

La piattaforma Paguro




In Italia non c'e' molta memoria storica. Le cose accadono, a noi e agli altri, e non siamo mai capaci di usarle per prevenzione futura, per imparare, per fare meglio, per crescere. Dopo un po', ce ne dimentichiamo e torniamo alla dolce vita.

Nel 1965 l'Agip costrui' una piattaforma detta Paguro nei mari antistanti Ravenna - in zona Porto Corsini - a circa 15 chilometri da riva. Le trivelle giunsero a quasi 3 chilometri sotto la crosta terrestre dove trovarono metano. Qualcosa pero' ando' storto. C'era un altro giacimento ad altissima pressione di cui i geologi non si erano accorti, e voila', la piattaforma scoppio' e si incendio'.

Nella tragedia morirono tre persone, Pietro Peri, Arturo Biagini e Bernardo Gervasoni che lavoravano per l'AGIP.

La piattaforma si inabisso' nel mare e si genero' un gettito di idrocarburi, gas misto ad acqua che giunse fino a 50 metri di altezza.

Le emissioni durarono per tre mesi ininterrotti.

Insomma, una tragedia-sorella minore dello scoppio del Golfo del Messico, dove per fortuna c'era gas anziche' petrolio.

Sono passati piu' di 40 anni, nessuno parla piu' di questa piattaforma se non i subacquei. Siccome la pesca e' difficile a causa della presenza del relitto, si e' creato un habitat particolare nei fondali attorno alla piattaforma sommersa e la zona e' divenatata prima un punto di attrazione per i subacquei e ora anche una riserva marina protetta.

In qualche modo e' finita "bene" a Ravenna per questa piattaforma. Ma ci sono voluti 40 anni.

E se succedesse di nuovo? E se invece di gas ci fosse stato petrolio? E che immagine daremmo al mondo se succedesse una cosa simile oggi quando i mezzi di comunicazione sono molto piu' potenti di 40 anni fa?

Vedremo su CNN live le immagini di un pozzo che sputa robaccia per tre mesi dalla riviera romagnola, abruzzese, o da Pantelleria?

Ma la domanda vera e' abbiamo imparato qualcosa da questa piattaforma esplosa? Abbiamo imparato qualcosa da quei tre morti? E' cambiato qualcosa nella nostra societa'?

Non mi pare se dopo piu' di 40 anni ancora andiamo trivellando la nostra pozzanghera adriatica e i nostri mari a piu' non posso, come ebeti. Non mi pare se ci sono voluti 40 anni e lo scoppio nel Golfo del Messico per convincere Miss Prestigiacomo a introdurre una timida moratoria lungo le coste italiane.

E' tutto dimostrato dalle parole del saggio Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'energia, che in data 1 Luglio 2010 dichiara, riferendosi al nuovo limite delle 5 miglia della Prestigiacomo:

Penso che l'industria petrolifera italiana rappresenti un'ecellenza a livello mondiale.

Ci sono aziende, anche medio-piccole che svolgono attentamente e in massima sicurezza il proprio lavoro e se nel golfo del Messico ci fossero state aziende italiane quello che e' successo non sarebbe accaduto.

E' giusto andare con grande cautela per la salvaguardia ambientale ma le norme attuali sono gia' sufficientemente garantiste.

Penso che si commenti tutto da se, incluso il 'siamo meglio di tutti', incluso il non sapere di Paguro o della piattaforma ENI Temsah incendiata e esplosa in Egitto nel 2004 o di Trecate.

Di contro, nel 1969 esplose un altra piattaforma qui in California, a Santa Barbara. Anche se non mori' nessuno, ci furono lo stesso proteste, boicottaggi e impegno civile che dura a tuttoggi. Quel singolo episodio piu' di ogni altro, contribui' alla nascita dell'Earth Day, nel 1970 che si celebra ancora ogni anno.

Soprattutto, dallo scoppio di Santa Barbara non sono state piu' costruite piattaforme in mare lungo tutta la riviera californiana. Tutto quello che c'e' e' stato messo in mare prima del 1969.

Due piattforme in due parti diverse del mondo, due scoppi in periodi ravvicinati, due esiti diversi.

E si, noi siamo sempre Superman. In Italia i polmoni della gente sono piu' resistenti di quelli degli altri, i territori meno sismici, i fiumi meno impetuosi, i cambiamenti climatici meno importanti, le ossa degli operai piu' resistenti, il petrolio piu' amico.

A noi la prevenzione non serve perche' siamo piu' bravi.







Piattaforma Paguro 28-29 Settembre 1965

Fonti: BigGame, Asca, Wikipedia, Associazione Paguro, Associazione Paguro 2, Piunotizie