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Monday, June 4, 2012

Lo sciacallaggio della Aleanna Resources


La BRS Resources sta partecipando in uno dei piu
 eccitanti giochi di petrolio e gas del mondo - la Pianura Padana d'Italia. 
Si, la Pianura Padana, fra Venezia, Firenze e Milano.

La BRS e' una delle case madri della Aleanna.
Ecco cosa siamo per loro, un "exciting oil and gas play"

To Mr. Steven Moore,  to Ms. Susan Sinnott, to Ms. Anca Landwer:
go drill Texas and leave the Po Valley alone!



Dal giorno in cui alcuni signori dell'ENI si sono presentati ai contadini d'Abruzzo cercando di convincerli che la raffineria di petrolio che volevano costruire fra i campi del Montepulciano era "solo" un innocente allaccio di metano, ho deciso che non c'era da fidarsi di petrolieri di nessun genere.

Questo blog nasce con il solo scopo di dire loro che non ci credo alle loro balle, e per dire a tutto il mondo che all'ENI e ai loro amici interessa una cosa: il vile denaro.

In questi anni li ho sentiti dire di tutto - dal "non si sa'" al fatto che i bimbi deformi di Gela sono un prezzo da pagare per il progresso. Mai, mai, mai ho sentito dire un amministratore di ditta petrolifera dire che le loro operazioni possono avere effetti negativi, o che certi posti e' meglio evitare di trivellarli - per delicatezza dei luoghi, per rispetto di chi ci vive o semplicemente perche' il petrolio e' il passato.


Non dimentichero' mai Pierluigi Vecchia che disse che voleva trivellare l'Italia per motivi affettivi!

Questo invece lo scrissi qualche tempo fa, ma vale ancora adesso.

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Ed allora ecco gli sciacalli del giorno: la Aleanna Resources, ditta' gia' nota a chi vive a cavallo fra Emilia Romagna e Veneto, e ditta' gia' dibattuta su questo blog. 

Sono quelli che vogliono trivellare, a loro detta, aree di oltre 3,000 chilometri quadrati nella pianura padana, questo eccitante campo di giochi di petrolio e di gas!

La Aleanna e' una sorta di scatola cinese - a quanto pare e' di proprieta' per meta' della BRS resources, che prima si chiamava Bonanza Oil (!), e per meta' di una certa Bluescape assieme alla Saxon Oil.  Tutte straniere, tutte lontane.

Adesso ci danno le loro condoglianze - ma per carita'. Tenetevele queste condoglianze, e se veramente volete far qualcosa di buono, prendete ed andatevene

Come detto, questo e' un paese fragile e l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno e' di continuare a bucare il suolo per il beneficio di ditte straniere, piccole e sconosciute. Anche se il petrolio non c'entra con il terremoto, per precazione e' meglio non continuare a stuzzicare un territorio gia di per se ballerino.

Dicono:

AleAnna values its local relationships and intends to establish a long-lasting presence in Italy through exploration and production using the newest, safest and most environmentally friendly technology available.


AleAnna ha cura delle proprie relazioni sul territorio e si propone di costruire una presenza a lungo termine in Italia attraverso l'esplorazione e la produzione di idrocarburi, utilizzando le tecnologie disponibili più nuove, più sicure e più rispettose dell'ambiente.

Tutto questo e' stato palesemente stato scritto da un ufficio di relazioni pubbliche americano, in Italia non si dice "avere cura delle relazioni sul territorio". Il loro e' solo parlare di multinazionale che da lontano deve rabbonire la popolazione, niente di piu'.

Quelli non sanno e non gliene importa niente di noi.

Ricordo ancora quando Susan Sinnott, la presidente della Aleanna, disse che "la subisdenza e' una mera modifica permanente del territorio" come se questa "mera modifica" non fosse qualcosa che avrebbe influenzato la vita delle persone.

Anche il terremoto e' un mero spostamento del territorio, ma vaglielo a dire a chi vive in Emilia, cara Susan!

E poi aggiungeva che la "contrarieta' al progetto ha suscitato apprensione tra le societa' del settore" che potrebbero decidere di continuare a sondare altrove, "danneggiando i residenti che perderebbero l'occasione di ottenere risporse per lo sviluppo e per l'occupazione", o ancora che il petrolio porteera' una pioggia di soldi a tutti.

Cara Aleanna, non siamo contrari alle trivelle 'solo' per il terremoto. C'e' la subisdenza, ci sono le esalazioni tossiche, la produzione di immondizia petrolifera, la possibilita' o la necessita' di costruire infrastruttura petrolifera, i danni all'agricoltura e al turismo.

L'Italia non ci azzecca niente con le trivellazioni - possibile che non lo capite?

E se davvero vi interessa coltivare buone relazioni con il territorio, avete un solo modo per farlo: andarvene da dove non siete desiderati. Ricordiamo alla Susan in questione e alla sua amica Anca Landwer, che se veramente ci tenevano alle buone relazioni con il territorio avrebbero parlato alla gente nel 2006 - quando hanno iniziato l'iter trivellante! - e non nel 2011, quando la gente ha iniziato a darsi da fare per contrastarli.

Finche' pensavano di farla franca non c'era bisogno di "buone relazioni con il territorio" adesso invece, dopo il terremoto e il dito puntato contro, si svegliano, ci fanno le condoglianze e ci dicono che vogliono esserci amici.

Senza vergogna.

Dear Susan Sinnott or whomever it is that leads Aleanna Resources: no you don't. You don't value local relationships despite the content free corporate-speak from your American PR offices. Else, you would have spoken to the people *in advance* and most of all *listened* to the great number of people who oppose your drilling plans. We won't be fooled by your blabbering.

You don't have a clue about what the locals want, what we are, what we do, what we care about:
Italy is not about drilling.

And for your information *no environmentally friendly, safe or new technology*  exists that is risk free. The people have nothing to gain from your drilling permits, so just pack up and go drill Texas, Delaware or wherever else you are hiding.


JUST GO HOME AND LEAVE US ALONE!



http://www.youtube.com/watch?v=bD0ZBm-7Ukc 

1 comment:

Anonymous said...

maledetti!