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Saturday, October 21, 2017

Germania: il numero di insetti in aree protette cala del 75% in meno di 30 anni






"The flying insect community as a whole... 
has been decimated over the last few decades,"



Non sono solo le api, ma proprio il resto del mondo degli insetti attorno a noi.

Secondo uno studio pubblicato in questi giorni da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Radboud in Olanda assieme alla Entomological Society Krefeld di Germania, il 75% degli insetti volanti e' scomparso dalle aree protette di Germania. 

Caspar Hallmann e' il principale ricercatore del gruppo, composto di una decina di persone. Essenzialmente hanno misurato il numero e la tipologia di insetti catturati dal 1989 in 63 riserve tedesche, in delle casette simili alla figura in alto. Il telo che si vede si chiama Malaise trap e sostanzialmente e' una rete complessa che ferma gli insetti.

Nel corso di 27 anni hanno trovato che il numero di insetti catturati e' calato del 76% durante l'anno e dell'82% in estate, quando il numero e' maggiore. 

Il calo vale per tutte le riserve tedesche, a prescindere dalle particolari condizioni locali.

Delle api tanto si e' parlato e spesso si e' parlato anche del calo del numero di farfalle in Europa e in Nord America. Questa e' la prima volta che invece si studiano gli insetti nel loro complesso e si mostra che il declino vale per tutte le specie.

Non si sa perche' succeda tutto questo. Un po' di variabilita' e' normale, a causa di fluttuazioni climatiche, modo di usare il suolo, cambio del tipo di piante o di edilizia. Ma questi fattori appunto porterebbero a fluttuazioni, non a cambiamenti cosi profondi.

Il calo e' invece constante, unidirezionale.

Lo stesso Hallmann dice di essere rimasto molto molto sorpreso dai suoi risultati. 

E la cosa piu' sorprendente e' che si tratta di aree protette, tutte zone naturalistiche. E se accade qui, figuriamoci altrove.

Ma forse il lupus in fabula non e' lontano.

Essendo appunto zone protette, ai loro margini ci sono zone agricole.

E nelle zone agricole ci sono pesticidi. 

E siccome l'aria non conosce confini e gli insetti non sanno riconoscere i confini fra zone protette e zone "pesticidizzate", ecco il risultato.

Trent'anni di pesticidi in vicine zone agricole, il declino degli insetti nelle vicine zone protette.

Un altra causa potrebbe essere i cambiamenti climatici. 

Cosa significa questo?
Spesso non diamo tanta importanza agli insetti, ma costituiscono il 70% delle specie animali, e gli insetti sono importantissimi per la vita sul pianeta cosi come la conosciamo.

L'ecosistema e' fatto di tante parti interconnesse e la moria di insetti ha ripercussioni su tutto il creato. Come le api, molti di questi insetti volanti sono pollinatori, rapprensentano cibo per animali piu' grandi, come gli uccelli ed altri mammiferi. A volte sono "pesticidi naturali", nel senso che la specie X mangia la specie Y secondo gli equilibri e le leggi della natura.

Non e' facile quantificare le conseguenze di questo calo, ma gli autori dell'articolo dicono che potrebbero esserci conseguenze a larga scala per la produzione agricola e la biodiversita' che
portera' ad effetti a cascata sulla catena alimentare.

In realta' anche se nessuno poteva aspettarsi questi numeri sbalorditivi, gli entomologi a lungo hanno sospettato la tendenza del declino, dalla Germania all'Australia. Questa e' la prima volta che arrivano conferme su una moltitudine di specie.  
E i ricercatori, non solo gli autori dell'articolo, ma diversi altri esperti di insetti temono che sia cosi, mutatis mutandis, in varie parti del pianeta.

Che succedera' fra 30 anni?

Second o gli autori dell'articolo occorre limitare l'uso di pesticidi il piu possibile e incentivare l'uso di "barriere agricole" di fiori e piante pesticidi-free ai confini delle aree coltivate in modo da limitare l'esposizione degli insetti a sostanze tossiche.

E siccome alla fine tutto e' vile denaro, ecco: 

Il lavoro degli insetti in agricoltura e' un business da $57 miliardi di dollari.
L'80% delle piante selvatiche e' pollinato dagli insetti.

Il 60% degli uccelli si ciba principalmente di insetti.

Ne abbiamo identificati solo il 10% del totale.
Cioe' alcune specie di insetti saranno estinte prima ancora che noi le abbiamo scoperte.




Wednesday, September 7, 2011

La figura barbina di Mauro Febbo e di Antonio Sorgi


Ieri l'incontro fra comuni e i rappresentanti del ministero dell'Ambiente per il futuro del parco della costa teatina a Roma.

Il Centro d'Abruzzo non poteva dirlo meglio:

Signori, se non siete arrivati a una conclusione, il commissario e' inevitabile. A questo punto quello che potete fare e' di indicare almeno una zonizzazione del Parco, poi comunque sara' il ministero a decidere.

Parola di Stefania Prestigiacomo!

Una brutta figura annunciata, un appuntamento a cui gli otto comuni che fanno parte del Tavolo di coordinamento istituito dal consiglio regionale e presieduto dall' assessore Febbo, si sono presentati impreparati.

E cioe' Febbo e Sorgi pensavano di fare i galletti - Febbo non voleva ne il Commissario ne il parco - ma gli e' andata male. Il governo gli dice che il parco si fara' e gli manda il commissario checche ne dica lui.

Il direttore generale Grimaldi ha pure dovuto ricordare a Febbo e Sorgi - nonostante tutte le balle dette negli scorsi giorni - non solo che il Parco si fara' ma che, per loro interesse, avrebbero dovuto gia' da tempo indicare le zone da mettere sotto tutela.

Liha sgridati, come si fa con i bambini!

Il ministero ne sapeva piu' di loro. Hanno detto che vogliono unire Punta Aderci, Vasto, il biotopo costiero di San Salvo, la lecceta di Torino di Sangro, Fosso della Farfalle a Rocca San Giovanni, la pinetina di San Vito, la via Verde lungo la Ferrovia, e possibilmente la zona dei Ripari di Giobbe di Ortona. Poi ci si puo' mettere tutto quello che si vuole.

Garantiti anche i fondi: per la sola istituzione 700mila euro.

Vasto, Fossacesia e San Salvo hanno gia' fatto o stanno per finire la propria perimetrazione.

Ora spetta a Ortona, San Vito Marina, Rocca San Giovanni, trovare i perimetri,
che gli piaccia o no.

Lanciano e Mozzagrogna intanto hanno chiesto di farci parte pure loro.

Ma siccome l'arroganza e' l'ultima a morire, Febbo continua:

Non e' detta l'ultima parola. Ho chiesto al ministero una proroga dei tempi. Il ministero deve prima valutare, la documentazione deve compiere altri due passaggi istituzionali, poi decidera' . Tuttavia l'arrivo del commissario non e' una "punizione" rivolta all'Abruzzo ma e' come se il Parlamento in questo caso commissariasse il ministero per il Parco che alcuni sindaci della costa hanno detto che non gradiscono.

Eh? Tradotto in Italiano? Febbo, si metta l'anima in pace. Qui l'unica punizione per l'Abruzzo e' che e' lei a fare l'assessore all'ambiente. Tutta la costa teatina lo vuole questo parco, a parte gli speculatori edilizi e i loro amici.

Decida lei come vuole essere ricordato in questa questione.

Vuole essere ricordato come il nemico di turno?

Vuole rappresentare quello che rappresenta Nicola Fratino per il centro oli? Decida lei.

Noi non ne possiamo piu' di tanta malapolitica e arroganza.