.

.
Showing posts with label naturali. Show all posts
Showing posts with label naturali. Show all posts

Tuesday, April 17, 2018

Sicilia: gli inglesi della Cabot Energy a trivellare Vesta a Pozzallo





"La regione Sicilia, seppure sollecitata [...]
non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza"

Dal decreto trivellante appena
approvato per la regione Sicilia

13 Aprile 2018

Il presidente della regione Sicilia
si chiama Nello Musumeci.
Il suo partito si chiama
 "Diventera' Bellissima"

Certo, la Sicilia diventera'
bellissima con bella vista trivelle!




Il duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini continua la loro opera di distruttori e trivellatori d'Italia.

E infatti sono ancora qui che firmano decreti trivellanti a piu' non posso. Hanno paura forse che finito il loro mandato restino concessioni libere, e quindi via con le firme e con le trivelle! Il documento piu' recente e' stato approvato il giorno 13 Aprile 2018.

E' il turno della Sicilia con Vesta, che fa parte del permesso di ricerca CR 146 NP e per il quale la Northern Petroleum trivellera' un pozzo esplorativo.

In realta' la Northern Petroleum da tempo e' diventata parte di un'altra ditta, che si chiama Cabot Energy e che ha sede a Londra.

Cosa c'e' nelle vicinanze di Vesta?

Dicono che c'e' una lunga liste di aree protette, fra cui i seguenti siti di interesse comunitario (SIC)

ITA080001 Foce del Fiume Irmino
ITA080005 Isola dei Porri
ITA080007 Spiaggia Maganuco
ITA080008 Contrada Religione
ITA080010 Fondali Foce del Fiume Irminno
ITA090001 Isola di Capo Passero
ITA090003 Pantani della Sicilia sud orientale
ITA090004 Pantano Morghella
ITA090010 Isola Correnti, Pantani di Punta Pileri, chiusa dell'Alga e Parrino
ITA090028 Fondali dell'Isola di Capo Passero
ITA070029 Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del Fiume Simeto e area antistnate la foce.
ITA090002 Vendicari
ITA090027 Fondali di Vendicari

e la Riserva Naturale Orientata Isola Faunistica di Vendicari.

Pero' siccome sono ad almeno 24 miglia di distanza, e' tutto sotto controllo e si puo' escludere
"qualsiasi impatto".

E la pesca? E le specie marine che li vivono? E la monnezza che dalla piattaforma viaggera' nel mare? E la biodiversita'?  Niente. Tuttapposto.

Non si parla di cosa accadra' a nessuna di queste aree protette in caso di incidente, di effetti cumulati, di correnti marine. Niente. Tuttapposto.

Non si parla di fanghi, di volumi, di agenti chimici che finiranno nel mare, del raggio di diffusione. Niente. Tuttapposto.

Non si parla del punto finale di tutte queste attivita', e cioe' le trivelle permanenti e di cosa queste significheranno per i prossimi 50 anni in zona. Perche' qui non e' che vogliono sondare il sottosuolo e fare il pozzo temporaneo per amore della scienza. Il loro obiettivo e' piazzare trivelle permanenti e farci soldi.

Notare che si tratta di trivelle in acque profonde, a 120 metri sotto il livello del mare, e queste sono sempre le piu' pericolose, per le distanze coinvolte, le correnti, le difficolta' nel controllare apparecchiature di vario genere.

Per ora il progetto e' solo esplorativo, nel senso che arrivera' infrastruttura temporanea per trivellare in temporane capire se e quanto petrolio c'e' sottoterra e la qualita' del petrolio stessa. Cioe' a valutare se ne vale la pena, economicamente parlando. Ci vorranno due giorni per piazzare la piattaforma temporanea, il jack-up, e 41 giorni per trivellare il pozzo temporaneo, esplorativo.

Se il petrolio c'e', poi ci saranno 14 giorni di prove e di test.

Quindi circa due mesi o poco piu' di trivelle.

Come sempre, questo qui e' un'altro passo verso lo scopo finale che e' ovviamente la piattaforma finale che restera' in mare per 30, 40, 50 anni.

Come sempre, occorre opporsi all'inizio, e non dopo, quando e' troppo tardi e si possono solo guardare e cercare di contenere i danni.

Sono arrivate solo quattro osservazioni, e tutto e' stato considerato nella decisione finale da Galletti e Franceschini, assieme alle "controdeduzioni"da parte del proponente.

E si, le controdeduzioni.

Ho sottolineato questa cosa tante e tante volte.

Non e' democratico ne giusto che il proponente abbia la prima e l'ultima parola. Le decisioni si prendono con il proponente che propone X e la gente (che deve farsi un enorme lavoro per studiare carte e capire e scrivere) che osserva Y.

E poi si decide. Par condicio. 

Non e' accettabile che la Northern Petroleum/Cabot Energy poi abbia diritto di una controrisposta.
E notare che mentre la Northern Petroleum/Cabot Energy ha come scopo quello di tirare via soldi, la gente vuole solo conservare il proprio mare. Semmai dovrebbe essere la collettivita' ad essere avvantaggiata, non i trivellatori!

Evidentemente la democrazia di questi signori che firmano e che dunque avvallano il tutto, Galletti e Franceschini, e' un concetto relativo.

Interessante che la regione Sicilia non ha mandato parere alcuno. Niente.

Il ministero dice che hanno mandato sollecitazione in data 17 Luglio 2017. Quel giorno li il presidente della regione Sicilia era Rosario Crocetta ancora, del PD, che ha avuto un rapporto strano con l'ENI e le trivelle. Da ex sindaco di Gela non puo' non sapere quanto sia distruttiva l'industria del petrolio, e qui, sollecitato dal Ministero, non ha detto niente.

Forse per giochi del PD? Forse per comodo? Forse perche' non gli interessava? Forse perche' era li nel mare, ed occhio non vede cuore non duole nel blu del Mediterraneo?

Fatto sta che Crocetta non dice niente.

Dal dicembre 2017 il nuovo presidente di Sicilia e' Nello Musumeci del partito "Diventera' Bellissima". SIC.

Si dira': lui e' arrivato dopo il sollecito. Certo, ma ha avuto cinque mesi per rispondere, per interessarsi alla questione, per intervenire, per leggere le carte.

Caro Musumeci, come pensa che diventera' bellissima la Sicilia?

Con le trivelle?

Con il silenzo?

E poi, la Sicilia e' gia' bellissima, basta solo amarla e insegnarlo questo amore ai propri residenti. Era cosi difficile in cinque mesi mandare una lettera a Roma e dire: siamo contrari? Era cosi difficile creare un po di informazione? Era cosi difficile dare l'esempio? Insegnare alla gente che e' importante prendere posizioni, esigere che i propri diritti di cittadino vengano rispettati?

E quindi, arriviamo al 13 Aprile. Sono stati dati tutti i nulla osta, tutti i permessi, tuttapposto.

Come sempre le ridicole prescrizioni di Galletti e Franceschini per far vedere che un po ci tengono al mare.

Notare: siccome si vergognano delle parole prescrizioni, ora usano le parole "condizioni ambientali".
Ma sempre ridicolo e' il concetto, di autorizzare le trivelle e mettere un po di contentini che sara' difficilissimo controllare e che sono solo teatro.

Ad ogni modo ecco qui le prescrizioni, appunto ora chiamate "condizioni ambientali":

1. Assieme all'ISPRA studiare l'interferenza con alcune specie marine, e con la pesca, in particolare per la specie Parapeneus longirostris e le "nursery" presenti in zona per minimizzzare gli impatti.

Come sempre, notare l'uso delle parole in inglese, come dire, se le chiamiamo nursery non fa poi cosi male al cuore.

Sono zone dove i pesci vanno per riprodursi, ecco cosa sono le nurseries.

Cosa e' la Parapeneus longirostris? Il gambero rosa del Mediterraneo.

Qui lo dicono in latino invece.

Quindi, sono preoccupati della pesca di gambero rosa e del fatto che le trivelle arriveranno in zone di riproduzione ittica.

Ma trivellano lo stesso.

Vorrei solo vedere l'ISPRA che ha da dire e se avra' il coraggio di pronunciare le seguenti parole: noi gli studi in congiunzione con i trivellatori non li facciamo.  Fateveli voi. Il mare si protegge non lo si distrugge e fare questi studi con i trivellatori significa tacitamente avvallare il messaggio che trivellare si puo' sempre e comunque.

Ma poi a che servono questi studi se i permessi sono stati gia' accordati?

Mistero della fede.

2. I lavori dovranno essere eseguiti in 70 giorni e si dovra' accertare che non ci saranno interferenze con altre attivita' petrolifere, come indagini sismiche, attivita' di perforazioni e coltivazioni di idrocarburi in aree limitrofe, e cioe' entro 5 miglia.

Cioe' in questa zona potrebbero esserci pure altre trivelle, altri airgun. E quindi, almeno procedere ... uno alla volta!

3. Monitoraggio acustico con il "Marine Mammal Observer" per accertarsi della presenza di zifi e capidogli. Cioe' studiamo se ci sono balene e/o altri mammiferi marini.

"Nel caso nell'area considerata vi sia una rete capillare di monitoraggio degli spiaggiamenti, queste deve essere allertata al fine di raccogliere tempestivamente informazioni su animali trovati morti o alla deriva"

Cioe' lo sanno pure loro che ci sono questi rischi, ma per loro e' solo una questione di "contiamo le carcasse e andiamo avanti". E infatti dopo che hai raccolto informazioni sugli animali morti cosa resta da fare?  Come sempre, e' prima, non dopo che si interviene.

Ad ogni modo, siamo un piu tranquilli perche' il "Marine Mammal Observer" avra' esperienza "pluriennale con curriculum che ne attesta le competenze" ed avra' una "spiccata familiarita' con i cetacei presenti nell'area".

Alla fine, sara' creato un bellissimo report con le note bibliografiche, modellazione acustica relativa alla "crociera sismica".

Cosa sia la crociera sismica in questo contesto non e' dato sapere.

Secondo me hanno fatto copia ed incolla da decreti diversi, dove ad essere accordati erano gli airgun che venivano chiamati crociere sismiche e non le trivelle!

Anche qui, se non ci azzeccano manco a scrivere i rapporti, come possiamo pensare che siano seri nel controlli? 

Tuttapposto.

4.  Finalmente un po di parole sui fanghi. Nelle prescrizioni.  Ecco qui le uniche loro parole "tutti i fanghi di trivellazione non potranno essere rilasciati sul fondale"

E ci mancherebbe!

E possono essere rilasciati in acqua?

Chi lo sa. Dov'e' l'azzeccagarbugli?

5. Arriva quindi la richiesta di un piano operativo. Occorre attenersi ad una non meglio specificata "Scheda tecnica per lo scarico di materiali derivanti da attivita' petrolifere in mare".
 
Mmh.  Quindi vuol dire che l'Italia possiede una scheda in cui si ammette che le attivita' del petrolio scaricano a mare!

Nessuno potra' piu' dire che le attivita' del petrolio causano inquinamento a mare. Se il governo regolamenta tale attivita' vuol dire che esiste. Ma chissa', magari sara' solo profumo di lavanda cio' che viene rigettato in mare.

Comunque sulla piattaforma dovranno esserci vasche per accumulo del fango dotate di agitatori meccanici per garantirne l'omogeneita', vasche di stoccaggio temporaneo e sebatoi di accumulo delle acque reflue.

Certo, per la lavanda di cui sopra.

Occorrera' pure "disidratare il fango esausto", e usare "vibrovaglie", "batterie di idrocicloni in serie", "desander e desilter", "centrifughe a cilindri rotanti".

Mazinga Z ci vuole!

6. La Northern Petroleum/Cabot Energy di Londra dovra' pure indicare un piano di emergenza, in cui indicare cosa fare in caso ci sia "l'evento incidentale". Non lo chiamano scoppio, o perdita di petrolio o incendio. Solo un evento incidentale.

Dovranno usare le simulazioni fatte dall'Universita' La Sapienza di Roma, per quantificare le misure che useranno in relazione ai rilasci. Per di piu' occorrera' intervenire entro 12 ore massimo "dall'evento".

E infine dovranno pure specificare le loro capacita' finanziarie per far fronte al risanamento e al ripristino dell'habitat.

E super infine dovranno comunicare se trovano referti archeologici alla sovrintendenza dei beni culturali di Ragusa.

Tuttapposto.

Ma... quando arriva il ricambio da Galletti e Franceschini?







Saturday, October 21, 2017

Germania: il numero di insetti in aree protette cala del 75% in meno di 30 anni






"The flying insect community as a whole... 
has been decimated over the last few decades,"



Non sono solo le api, ma proprio il resto del mondo degli insetti attorno a noi.

Secondo uno studio pubblicato in questi giorni da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Radboud in Olanda assieme alla Entomological Society Krefeld di Germania, il 75% degli insetti volanti e' scomparso dalle aree protette di Germania. 

Caspar Hallmann e' il principale ricercatore del gruppo, composto di una decina di persone. Essenzialmente hanno misurato il numero e la tipologia di insetti catturati dal 1989 in 63 riserve tedesche, in delle casette simili alla figura in alto. Il telo che si vede si chiama Malaise trap e sostanzialmente e' una rete complessa che ferma gli insetti.

Nel corso di 27 anni hanno trovato che il numero di insetti catturati e' calato del 76% durante l'anno e dell'82% in estate, quando il numero e' maggiore. 

Il calo vale per tutte le riserve tedesche, a prescindere dalle particolari condizioni locali.

Delle api tanto si e' parlato e spesso si e' parlato anche del calo del numero di farfalle in Europa e in Nord America. Questa e' la prima volta che invece si studiano gli insetti nel loro complesso e si mostra che il declino vale per tutte le specie.

Non si sa perche' succeda tutto questo. Un po' di variabilita' e' normale, a causa di fluttuazioni climatiche, modo di usare il suolo, cambio del tipo di piante o di edilizia. Ma questi fattori appunto porterebbero a fluttuazioni, non a cambiamenti cosi profondi.

Il calo e' invece constante, unidirezionale.

Lo stesso Hallmann dice di essere rimasto molto molto sorpreso dai suoi risultati. 

E la cosa piu' sorprendente e' che si tratta di aree protette, tutte zone naturalistiche. E se accade qui, figuriamoci altrove.

Ma forse il lupus in fabula non e' lontano.

Essendo appunto zone protette, ai loro margini ci sono zone agricole.

E nelle zone agricole ci sono pesticidi. 

E siccome l'aria non conosce confini e gli insetti non sanno riconoscere i confini fra zone protette e zone "pesticidizzate", ecco il risultato.

Trent'anni di pesticidi in vicine zone agricole, il declino degli insetti nelle vicine zone protette.

Un altra causa potrebbe essere i cambiamenti climatici. 

Cosa significa questo?
Spesso non diamo tanta importanza agli insetti, ma costituiscono il 70% delle specie animali, e gli insetti sono importantissimi per la vita sul pianeta cosi come la conosciamo.

L'ecosistema e' fatto di tante parti interconnesse e la moria di insetti ha ripercussioni su tutto il creato. Come le api, molti di questi insetti volanti sono pollinatori, rapprensentano cibo per animali piu' grandi, come gli uccelli ed altri mammiferi. A volte sono "pesticidi naturali", nel senso che la specie X mangia la specie Y secondo gli equilibri e le leggi della natura.

Non e' facile quantificare le conseguenze di questo calo, ma gli autori dell'articolo dicono che potrebbero esserci conseguenze a larga scala per la produzione agricola e la biodiversita' che
portera' ad effetti a cascata sulla catena alimentare.

In realta' anche se nessuno poteva aspettarsi questi numeri sbalorditivi, gli entomologi a lungo hanno sospettato la tendenza del declino, dalla Germania all'Australia. Questa e' la prima volta che arrivano conferme su una moltitudine di specie.  
E i ricercatori, non solo gli autori dell'articolo, ma diversi altri esperti di insetti temono che sia cosi, mutatis mutandis, in varie parti del pianeta.

Che succedera' fra 30 anni?

Second o gli autori dell'articolo occorre limitare l'uso di pesticidi il piu possibile e incentivare l'uso di "barriere agricole" di fiori e piante pesticidi-free ai confini delle aree coltivate in modo da limitare l'esposizione degli insetti a sostanze tossiche.

E siccome alla fine tutto e' vile denaro, ecco: 

Il lavoro degli insetti in agricoltura e' un business da $57 miliardi di dollari.
L'80% delle piante selvatiche e' pollinato dagli insetti.

Il 60% degli uccelli si ciba principalmente di insetti.

Ne abbiamo identificati solo il 10% del totale.
Cioe' alcune specie di insetti saranno estinte prima ancora che noi le abbiamo scoperte.




Sunday, May 19, 2013

Sicilia: Transunion - D361 CR TU

E dopo l'ENI e le sue concessioni D33 BR AG e D28 BR AG ecco qui la Transunion Petroleum che decide di trivellare anche lei al largo delle coste di Sicilia.




Notare la vicinanza ad acque protette
e alla costa


Si tratta della concessione D361 CR TU,il cui termine ultimo per presentare osservazioni e' il giorno 13 Luglio 2013. Vogliono fare anche qui esplorazioni con tecniche air-gun e poi la trivellazione di un pozzo esplorativo.

Il testo e' qui ed e' stato redatto dagli amanti del mare della Sicilia Valentina Negri, Angelo Ricciato, Alessandro Criscenti ed approvato da Raffaele Di Cuia.

L'area si estende per circa 500 chilometri quadrati in totale ed e' in acque che variano dai 66 agli 800 metri: quindi anche qui si tratta potenzialmente di acque profonde.

La distanza dalla costa e' ridicola, sono circa 7-8 chilometri da riva e nelle strette vicinanze dell'area protetta ITA 050001, Biviere di Macconi di Gela.

Aree protette nelle vicinanze? Non possono mancare:

1. "Zona del Lago di Biviere ultimo resto della palude caratterizzato da rive fatte di canneti e con qualche isolotto rifugio di ricchissima avifauna in Comune di Gela”;

2. “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del tratto di costa di Contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa”;

3. “Territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei comuni di Scicli Ragusa Modica e Giarratana”;

4. “Proroga del vincolo di immodificabilità temporanea dell'area degli ambienti costieri in prossimità di Sampieri ricadenti nei territori comunali di Scicli e Modica”.

Ci sono zone di ripopolamento ittico, la GSA16, ci sono tartarughe marine, c'e' la posidonia oceanica a 13 chilometri di distanza e questo e' veramente grave: la posidonia oceanica e' una delle specie piu' importanti del mare ed e' protetta da una serie di convenzioni europee, italiane.

Sono veramente folli.

Anche qui, come sempre, e' tuttapposto.

Io non ho piu tempo di questo, ma spero che vive li si renda conto che queste sono cose irreversibili e che e' veramente folle trivellare cosi vicino alla costa, in acque profonde, e con cosi tanta ricchezza naturale e marina.