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Monday, July 29, 2019

Cile : 40,000 litri di diesel sversati in un isola incontaminata della Patagonia








Hanno dovuto chiamare la marina in Cile per raggiungere una isola remota dopo che e' stata inondata da 40,000 litri di diesel nel sud della nazione. Gli idrocarburi sono anche finiti in mare,
molto probabilmente a causa di un trasferimento di diesel da terra sulla nave andato male.

L'isola in questione si chiama Guarello Island ed e' nella parte sud del paese, una zona incontaminata della Patagonia. Fa parte dell'arcipelago Madre de Dios adue passi dallo stretto di Magellano, fra Cile ed Argentina. Siamo a 2800 km a sud della capitale, Santiago.

Ovviamente c'e' qui un ecosistema unico con abbondanza di balene, delfini, di vita acquatica e con sistemi di flora e fauna speciali proprio perche' e' una isola difficile da raggiungere e quindi indisturbata dall'uomo, finora almeno.

Guarello Island e' nota per le sue riserve minierarie, in particolare cave di calcare. E infatti la responsabile del disastro ambientale dell'isola di Guarello e' la ditta mineraria CAP che sta per
Compañía de Acero del Pacífico, che appunto estrare roccia calcarea da questa zona.

Tuesday, April 17, 2018

Sicilia: gli inglesi della Cabot Energy a trivellare Vesta a Pozzallo





"La regione Sicilia, seppure sollecitata [...]
non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza"

Dal decreto trivellante appena
approvato per la regione Sicilia

13 Aprile 2018

Il presidente della regione Sicilia
si chiama Nello Musumeci.
Il suo partito si chiama
 "Diventera' Bellissima"

Certo, la Sicilia diventera'
bellissima con bella vista trivelle!




Il duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini continua la loro opera di distruttori e trivellatori d'Italia.

E infatti sono ancora qui che firmano decreti trivellanti a piu' non posso. Hanno paura forse che finito il loro mandato restino concessioni libere, e quindi via con le firme e con le trivelle! Il documento piu' recente e' stato approvato il giorno 13 Aprile 2018.

E' il turno della Sicilia con Vesta, che fa parte del permesso di ricerca CR 146 NP e per il quale la Northern Petroleum trivellera' un pozzo esplorativo.

In realta' la Northern Petroleum da tempo e' diventata parte di un'altra ditta, che si chiama Cabot Energy e che ha sede a Londra.

Cosa c'e' nelle vicinanze di Vesta?

Dicono che c'e' una lunga liste di aree protette, fra cui i seguenti siti di interesse comunitario (SIC)

ITA080001 Foce del Fiume Irmino
ITA080005 Isola dei Porri
ITA080007 Spiaggia Maganuco
ITA080008 Contrada Religione
ITA080010 Fondali Foce del Fiume Irminno
ITA090001 Isola di Capo Passero
ITA090003 Pantani della Sicilia sud orientale
ITA090004 Pantano Morghella
ITA090010 Isola Correnti, Pantani di Punta Pileri, chiusa dell'Alga e Parrino
ITA090028 Fondali dell'Isola di Capo Passero
ITA070029 Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del Fiume Simeto e area antistnate la foce.
ITA090002 Vendicari
ITA090027 Fondali di Vendicari

e la Riserva Naturale Orientata Isola Faunistica di Vendicari.

Pero' siccome sono ad almeno 24 miglia di distanza, e' tutto sotto controllo e si puo' escludere
"qualsiasi impatto".

E la pesca? E le specie marine che li vivono? E la monnezza che dalla piattaforma viaggera' nel mare? E la biodiversita'?  Niente. Tuttapposto.

Non si parla di cosa accadra' a nessuna di queste aree protette in caso di incidente, di effetti cumulati, di correnti marine. Niente. Tuttapposto.

Non si parla di fanghi, di volumi, di agenti chimici che finiranno nel mare, del raggio di diffusione. Niente. Tuttapposto.

Non si parla del punto finale di tutte queste attivita', e cioe' le trivelle permanenti e di cosa queste significheranno per i prossimi 50 anni in zona. Perche' qui non e' che vogliono sondare il sottosuolo e fare il pozzo temporaneo per amore della scienza. Il loro obiettivo e' piazzare trivelle permanenti e farci soldi.

Notare che si tratta di trivelle in acque profonde, a 120 metri sotto il livello del mare, e queste sono sempre le piu' pericolose, per le distanze coinvolte, le correnti, le difficolta' nel controllare apparecchiature di vario genere.

Per ora il progetto e' solo esplorativo, nel senso che arrivera' infrastruttura temporanea per trivellare in temporane capire se e quanto petrolio c'e' sottoterra e la qualita' del petrolio stessa. Cioe' a valutare se ne vale la pena, economicamente parlando. Ci vorranno due giorni per piazzare la piattaforma temporanea, il jack-up, e 41 giorni per trivellare il pozzo temporaneo, esplorativo.

Se il petrolio c'e', poi ci saranno 14 giorni di prove e di test.

Quindi circa due mesi o poco piu' di trivelle.

Come sempre, questo qui e' un'altro passo verso lo scopo finale che e' ovviamente la piattaforma finale che restera' in mare per 30, 40, 50 anni.

Come sempre, occorre opporsi all'inizio, e non dopo, quando e' troppo tardi e si possono solo guardare e cercare di contenere i danni.

Sono arrivate solo quattro osservazioni, e tutto e' stato considerato nella decisione finale da Galletti e Franceschini, assieme alle "controdeduzioni"da parte del proponente.

E si, le controdeduzioni.

Ho sottolineato questa cosa tante e tante volte.

Non e' democratico ne giusto che il proponente abbia la prima e l'ultima parola. Le decisioni si prendono con il proponente che propone X e la gente (che deve farsi un enorme lavoro per studiare carte e capire e scrivere) che osserva Y.

E poi si decide. Par condicio. 

Non e' accettabile che la Northern Petroleum/Cabot Energy poi abbia diritto di una controrisposta.
E notare che mentre la Northern Petroleum/Cabot Energy ha come scopo quello di tirare via soldi, la gente vuole solo conservare il proprio mare. Semmai dovrebbe essere la collettivita' ad essere avvantaggiata, non i trivellatori!

Evidentemente la democrazia di questi signori che firmano e che dunque avvallano il tutto, Galletti e Franceschini, e' un concetto relativo.

Interessante che la regione Sicilia non ha mandato parere alcuno. Niente.

Il ministero dice che hanno mandato sollecitazione in data 17 Luglio 2017. Quel giorno li il presidente della regione Sicilia era Rosario Crocetta ancora, del PD, che ha avuto un rapporto strano con l'ENI e le trivelle. Da ex sindaco di Gela non puo' non sapere quanto sia distruttiva l'industria del petrolio, e qui, sollecitato dal Ministero, non ha detto niente.

Forse per giochi del PD? Forse per comodo? Forse perche' non gli interessava? Forse perche' era li nel mare, ed occhio non vede cuore non duole nel blu del Mediterraneo?

Fatto sta che Crocetta non dice niente.

Dal dicembre 2017 il nuovo presidente di Sicilia e' Nello Musumeci del partito "Diventera' Bellissima". SIC.

Si dira': lui e' arrivato dopo il sollecito. Certo, ma ha avuto cinque mesi per rispondere, per interessarsi alla questione, per intervenire, per leggere le carte.

Caro Musumeci, come pensa che diventera' bellissima la Sicilia?

Con le trivelle?

Con il silenzo?

E poi, la Sicilia e' gia' bellissima, basta solo amarla e insegnarlo questo amore ai propri residenti. Era cosi difficile in cinque mesi mandare una lettera a Roma e dire: siamo contrari? Era cosi difficile creare un po di informazione? Era cosi difficile dare l'esempio? Insegnare alla gente che e' importante prendere posizioni, esigere che i propri diritti di cittadino vengano rispettati?

E quindi, arriviamo al 13 Aprile. Sono stati dati tutti i nulla osta, tutti i permessi, tuttapposto.

Come sempre le ridicole prescrizioni di Galletti e Franceschini per far vedere che un po ci tengono al mare.

Notare: siccome si vergognano delle parole prescrizioni, ora usano le parole "condizioni ambientali".
Ma sempre ridicolo e' il concetto, di autorizzare le trivelle e mettere un po di contentini che sara' difficilissimo controllare e che sono solo teatro.

Ad ogni modo ecco qui le prescrizioni, appunto ora chiamate "condizioni ambientali":

1. Assieme all'ISPRA studiare l'interferenza con alcune specie marine, e con la pesca, in particolare per la specie Parapeneus longirostris e le "nursery" presenti in zona per minimizzzare gli impatti.

Come sempre, notare l'uso delle parole in inglese, come dire, se le chiamiamo nursery non fa poi cosi male al cuore.

Sono zone dove i pesci vanno per riprodursi, ecco cosa sono le nurseries.

Cosa e' la Parapeneus longirostris? Il gambero rosa del Mediterraneo.

Qui lo dicono in latino invece.

Quindi, sono preoccupati della pesca di gambero rosa e del fatto che le trivelle arriveranno in zone di riproduzione ittica.

Ma trivellano lo stesso.

Vorrei solo vedere l'ISPRA che ha da dire e se avra' il coraggio di pronunciare le seguenti parole: noi gli studi in congiunzione con i trivellatori non li facciamo.  Fateveli voi. Il mare si protegge non lo si distrugge e fare questi studi con i trivellatori significa tacitamente avvallare il messaggio che trivellare si puo' sempre e comunque.

Ma poi a che servono questi studi se i permessi sono stati gia' accordati?

Mistero della fede.

2. I lavori dovranno essere eseguiti in 70 giorni e si dovra' accertare che non ci saranno interferenze con altre attivita' petrolifere, come indagini sismiche, attivita' di perforazioni e coltivazioni di idrocarburi in aree limitrofe, e cioe' entro 5 miglia.

Cioe' in questa zona potrebbero esserci pure altre trivelle, altri airgun. E quindi, almeno procedere ... uno alla volta!

3. Monitoraggio acustico con il "Marine Mammal Observer" per accertarsi della presenza di zifi e capidogli. Cioe' studiamo se ci sono balene e/o altri mammiferi marini.

"Nel caso nell'area considerata vi sia una rete capillare di monitoraggio degli spiaggiamenti, queste deve essere allertata al fine di raccogliere tempestivamente informazioni su animali trovati morti o alla deriva"

Cioe' lo sanno pure loro che ci sono questi rischi, ma per loro e' solo una questione di "contiamo le carcasse e andiamo avanti". E infatti dopo che hai raccolto informazioni sugli animali morti cosa resta da fare?  Come sempre, e' prima, non dopo che si interviene.

Ad ogni modo, siamo un piu tranquilli perche' il "Marine Mammal Observer" avra' esperienza "pluriennale con curriculum che ne attesta le competenze" ed avra' una "spiccata familiarita' con i cetacei presenti nell'area".

Alla fine, sara' creato un bellissimo report con le note bibliografiche, modellazione acustica relativa alla "crociera sismica".

Cosa sia la crociera sismica in questo contesto non e' dato sapere.

Secondo me hanno fatto copia ed incolla da decreti diversi, dove ad essere accordati erano gli airgun che venivano chiamati crociere sismiche e non le trivelle!

Anche qui, se non ci azzeccano manco a scrivere i rapporti, come possiamo pensare che siano seri nel controlli? 

Tuttapposto.

4.  Finalmente un po di parole sui fanghi. Nelle prescrizioni.  Ecco qui le uniche loro parole "tutti i fanghi di trivellazione non potranno essere rilasciati sul fondale"

E ci mancherebbe!

E possono essere rilasciati in acqua?

Chi lo sa. Dov'e' l'azzeccagarbugli?

5. Arriva quindi la richiesta di un piano operativo. Occorre attenersi ad una non meglio specificata "Scheda tecnica per lo scarico di materiali derivanti da attivita' petrolifere in mare".
 
Mmh.  Quindi vuol dire che l'Italia possiede una scheda in cui si ammette che le attivita' del petrolio scaricano a mare!

Nessuno potra' piu' dire che le attivita' del petrolio causano inquinamento a mare. Se il governo regolamenta tale attivita' vuol dire che esiste. Ma chissa', magari sara' solo profumo di lavanda cio' che viene rigettato in mare.

Comunque sulla piattaforma dovranno esserci vasche per accumulo del fango dotate di agitatori meccanici per garantirne l'omogeneita', vasche di stoccaggio temporaneo e sebatoi di accumulo delle acque reflue.

Certo, per la lavanda di cui sopra.

Occorrera' pure "disidratare il fango esausto", e usare "vibrovaglie", "batterie di idrocicloni in serie", "desander e desilter", "centrifughe a cilindri rotanti".

Mazinga Z ci vuole!

6. La Northern Petroleum/Cabot Energy di Londra dovra' pure indicare un piano di emergenza, in cui indicare cosa fare in caso ci sia "l'evento incidentale". Non lo chiamano scoppio, o perdita di petrolio o incendio. Solo un evento incidentale.

Dovranno usare le simulazioni fatte dall'Universita' La Sapienza di Roma, per quantificare le misure che useranno in relazione ai rilasci. Per di piu' occorrera' intervenire entro 12 ore massimo "dall'evento".

E infine dovranno pure specificare le loro capacita' finanziarie per far fronte al risanamento e al ripristino dell'habitat.

E super infine dovranno comunicare se trovano referti archeologici alla sovrintendenza dei beni culturali di Ragusa.

Tuttapposto.

Ma... quando arriva il ricambio da Galletti e Franceschini?







Friday, January 5, 2018

Norvegia: nel 2017 vendute piu' auto elettriche ed ibride che a benzina


La cosa interessante e' che in questo momento non c'e' una grande offerta di automobili elettriche, il panorama per il futuro e' roseo. Pian piano anche le ditte tradizionali annunciano l'arrivo di modelli elettrici, i prezzi iniziano ad abbassarsi, e ci sono sempre piu' investimenti in stazioni di ricarica e altre operazione per la manutenzione dei veicoli elettrici.





Thursday, November 16, 2017

Keystone: perdite per 800mila litri di petrolio in South Dakota








La notizia e' di 30 minuti fa. Non ci sono ancora immagini e quelle in alto sono di altre perdite, di altri scempi. Ma le immagini del South Dakota non saranno diverse.

Siamo a Marshall County, South Dakota.

L'operatore rassicura che e' tuttapposto. Sempre. Sempre.
In questo caso e' TransCanada. Nessun inquinamento, nessun impianto idrico e' contaminato.

Si, e dove e' andato il petrolio?

800mila litri sono tanti!

L'oledotto della nostra discordia parte dall'Alberta, Canada, attraversa raffinerie in giro per l'Illinois e Oklahoma, Nord e Sud Dakota, Nebraska, Kansas e Missouri. E' attiva almeno in parte dal 2010.
Trasporta la bellezza di circa 100 milioni di litri al giorno. gallons, daily.

Non e' la prima volta che succede e gia' nel 2016 in Sud Dakota c'erano stati 70mila litri di petorlio riversate in terre private. E poi ancora nel 2011 con altre perdite in North Dakota.

Allora era una "anomalia".

Come in Basilicata!

Usano queste parole soavi per farci credere che e' una "una tantum" invece e' "una spessum". 

L'intero Keystone Pipeline una volta completo sara' lungo 2,687 miglia, circa quattromila chilometri,
come da Stoccolma al Marocco!

L'ultimo pezzo che manca e' il Keystone XL che attraverserebbe le terre sacre agli indiani d'America e sappiamo tanto odiate e tanto combattute durante la presidenza Obama.

Trump ha scellertamente risposto si ai permessi federali poco dopo l'insediamento, a Marzo 2017, nonostante il veto di Obama. L'uncio stato a dover ancora accordare il permesso e' il Nebraska.

In teoria decidereanno Lunedi 20 Novembre.

Speriamo che 800mila litri dopo diranno no, anche se, il danno e' ormai stato fatto.
E' questo il destino comune degli oleodotti, delle raffinerie, dei pozzi in tutto il mondo.

Scoppi e perdite e inquinamento. Sempre, ovunque. Prima o dopo, ma con sicurezza.
 
Occorre solo avere gli occhi per vederli e la volonta' per volerli vedere e la perseveranza di non farceli venire. Per nessun motivo mai.

Saturday, October 21, 2017

Germania: il numero di insetti in aree protette cala del 75% in meno di 30 anni






"The flying insect community as a whole... 
has been decimated over the last few decades,"



Non sono solo le api, ma proprio il resto del mondo degli insetti attorno a noi.

Secondo uno studio pubblicato in questi giorni da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Radboud in Olanda assieme alla Entomological Society Krefeld di Germania, il 75% degli insetti volanti e' scomparso dalle aree protette di Germania. 

Caspar Hallmann e' il principale ricercatore del gruppo, composto di una decina di persone. Essenzialmente hanno misurato il numero e la tipologia di insetti catturati dal 1989 in 63 riserve tedesche, in delle casette simili alla figura in alto. Il telo che si vede si chiama Malaise trap e sostanzialmente e' una rete complessa che ferma gli insetti.

Nel corso di 27 anni hanno trovato che il numero di insetti catturati e' calato del 76% durante l'anno e dell'82% in estate, quando il numero e' maggiore. 

Il calo vale per tutte le riserve tedesche, a prescindere dalle particolari condizioni locali.

Delle api tanto si e' parlato e spesso si e' parlato anche del calo del numero di farfalle in Europa e in Nord America. Questa e' la prima volta che invece si studiano gli insetti nel loro complesso e si mostra che il declino vale per tutte le specie.

Non si sa perche' succeda tutto questo. Un po' di variabilita' e' normale, a causa di fluttuazioni climatiche, modo di usare il suolo, cambio del tipo di piante o di edilizia. Ma questi fattori appunto porterebbero a fluttuazioni, non a cambiamenti cosi profondi.

Il calo e' invece constante, unidirezionale.

Lo stesso Hallmann dice di essere rimasto molto molto sorpreso dai suoi risultati. 

E la cosa piu' sorprendente e' che si tratta di aree protette, tutte zone naturalistiche. E se accade qui, figuriamoci altrove.

Ma forse il lupus in fabula non e' lontano.

Essendo appunto zone protette, ai loro margini ci sono zone agricole.

E nelle zone agricole ci sono pesticidi. 

E siccome l'aria non conosce confini e gli insetti non sanno riconoscere i confini fra zone protette e zone "pesticidizzate", ecco il risultato.

Trent'anni di pesticidi in vicine zone agricole, il declino degli insetti nelle vicine zone protette.

Un altra causa potrebbe essere i cambiamenti climatici. 

Cosa significa questo?
Spesso non diamo tanta importanza agli insetti, ma costituiscono il 70% delle specie animali, e gli insetti sono importantissimi per la vita sul pianeta cosi come la conosciamo.

L'ecosistema e' fatto di tante parti interconnesse e la moria di insetti ha ripercussioni su tutto il creato. Come le api, molti di questi insetti volanti sono pollinatori, rapprensentano cibo per animali piu' grandi, come gli uccelli ed altri mammiferi. A volte sono "pesticidi naturali", nel senso che la specie X mangia la specie Y secondo gli equilibri e le leggi della natura.

Non e' facile quantificare le conseguenze di questo calo, ma gli autori dell'articolo dicono che potrebbero esserci conseguenze a larga scala per la produzione agricola e la biodiversita' che
portera' ad effetti a cascata sulla catena alimentare.

In realta' anche se nessuno poteva aspettarsi questi numeri sbalorditivi, gli entomologi a lungo hanno sospettato la tendenza del declino, dalla Germania all'Australia. Questa e' la prima volta che arrivano conferme su una moltitudine di specie.  
E i ricercatori, non solo gli autori dell'articolo, ma diversi altri esperti di insetti temono che sia cosi, mutatis mutandis, in varie parti del pianeta.

Che succedera' fra 30 anni?

Second o gli autori dell'articolo occorre limitare l'uso di pesticidi il piu possibile e incentivare l'uso di "barriere agricole" di fiori e piante pesticidi-free ai confini delle aree coltivate in modo da limitare l'esposizione degli insetti a sostanze tossiche.

E siccome alla fine tutto e' vile denaro, ecco: 

Il lavoro degli insetti in agricoltura e' un business da $57 miliardi di dollari.
L'80% delle piante selvatiche e' pollinato dagli insetti.

Il 60% degli uccelli si ciba principalmente di insetti.

Ne abbiamo identificati solo il 10% del totale.
Cioe' alcune specie di insetti saranno estinte prima ancora che noi le abbiamo scoperte.




Saturday, March 18, 2017

Spagna: la morte del fracking




We cannot ban it, but we can make it impossible
Francisco Martínez Arroyo, 
Castilla-La Mancha, responsabile ambiente



Cinque o sei anni pareva che in Spagna dovesse arrivare la "rivoluzione" del fracking. 

Il miracolo texano, il miracolo del North Dakota, il miracolo delle trivelle doveva essere replicato anceh qui, con ben cinque ditte intenzionate a estrarre il gas di scisto del paese.

I politici del partito popolare di Spagna erano pure d'accordo: la fratturazione idraulica avrebbe diminiuto la dipendenza energetica della Spagna dall'estero.

Ma il diavolo non fa bene ne le pentole ne i coperchi, e non ci si poteva aspettare ne una forte opposizione pubblica, ne tantomeno che i prezzi sarebbero crollati.

E cosi *tutte le cinque ditte* interessate a fare fracking in Spagna ci hanno rinuciato.

Adios!


Secondo le stime del 2013, condotto dal Spanish Association of Research, Exploration and Production of Hydrocarbons and Subterranean Storage Companies -- cioe' da un gruppo di petrolieri! --  i paesi baschi e la Cantabria hanno grandi riserve di gas di scisto, circa 70 anni di fabbisogno per la Spagna tutta e per un valore di 700 miliardi di euro.

...Sara' vero?

Ad ogni modo uno o settecento miliardi, la societa' spagnola non ne ha voluto sapere di fracking e di trivelle. E questo nonostante il partito popolare abbia pure cambiato le leggi per facilitare i petrolieri, cosa che pote' fare perche' avevano una maggioranza di ampio respiro in parlamento.

In Cantabria e nei paesi baschi invece vennero varate leggi locali per fare tutto il possibile per fermare i trivellanti. Tutti i sindaci del partito popolare con progetti di fracking nelle loro terre hanno espressso il proprio dissenso.

E che deve fare un povero petroliere?

Visto il clima di incertezza hanno aspettato.

E poi sono crollati i prezzi del petrolio.

E poi nel 2016 il partito popolare ha perso la maggioranza assoluta nel parlamento.

E poi e' stata presentata una legge per vietare il fracking nel paese.

E quindi, i signori del fracking se ne sono andati.

Sono cinque ditte riunite sotto il nome Shale Gas España – BNK, Heyco, R2 Energy, San Leon e la Sociedad de Hidrocarburos de Euskadi - che hanno tutte rinunciato al fracking.

Nel frattempo la Cantabria aveva passato delle leggi per vietare il fracking, ma il governo centrale blocco' la leffe perche' la gestione delle risorse energetiche doveva essere in mano a Madrid e non ai governi locali.

E cosi, la Cantabria e i paesi baschi iniziarono a passare una serie di leggi per rendere la vita difficile ai fraccanti: obbligi, cautele, prevenzioni che alla fine hanno reso impossibile agire. 

Come dice Francisco Martínez Arroyo dei paesi baschi:  “We cannot ban it, but we can make it impossible"

E cosi' e' stato. Amen.

Friday, November 14, 2014

La Schlumberger di nuovo all'attacco 4000 kmq in Calabria, Basilicata, Puglia

Schlumberger Italiana:


Nota: il sito scelto dalla Schlumberger e' *gia'*
 coperto da concessioni minerarie! 

E quindi ci saranno due operatori sulla stessa concessione!

E infatti ecco qui di sotto i siti con gia' le richieste di ricerca di petrolio
da ditte diverse. Non ci si capisce niente.



ENI:
Shell:
Shell:


Enel Longanesi Developments:




Nautical Petroleum Transunion Petroleum Italia:

Appennine Energy:

 Enel Longanesi:
Qui tutte le aree protette vicino alla concessione per le quali, 
secondo la Schlumberger, sara' tuttapposto, sempre.



Parco Marino Regionale “Riviera dei Cedri” - Calabria
Parco Marino Regionale “Baia di Soverato” - Calabria
Parco Marino Regionale “Costa dei Gelsomini” - Calabria
Parco Marino Regionale “Scogli di Isca” - Calabria
Parco Marino Regionale “Fondali di Capocozzo 
S. Irene Vibo Marina Pizzo Capo Vaticano Tropea” - Calabria
Parco Naturale Regionale “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco Tricase” - Puglia
Parco Naturale Regionale “Dune Costiere da Torre Canne e Torre San Leonardo” - Puglia
Parco Naturale Regionale “Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant’Andrea” - Puglia
Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano” - Puglia
Riserva Naturale Regionale “Foce del Crati” - Calabria
Riserva Naturale Statale “Metaponto” - Basilicata
Riserva Naturale Regionale “Bosco Pantano di Policoro” - Basilicata
Riserva Naturale Regionale “Litorale Tarantino Orientale” - Puglia
SIC IT9320100 "Dune di Marinella" - Calabria
SIC IT9310051 "Dune di Camigliano" - Calabria
SIC IT9310048 "Fondali Crosia – Pietrapaola" – Cariati - Calabria
SIC IT9310047 "Fiumara Trionto - Calabria
SIC IT9310045 "Macchia della Bura - Calabria
SIC IT9310044 "Foce del Fiume Crati - Calabria
SIC IT9310052 "Casoni di Sibari - Calabria
SICIT9310042 "Fiumara Saraceno - Calabria
SIC IT9310053 "Secca di Amendolara" - Calabria
SIC IT9310043 "Fiumara Avena" - Calabria
SIC IT9310040 "Montegiordano Marina"- Calabria
ZPS IT9320302 "Alto Ionio Cosentino" - Calabria
ZPS IT9310304 "Marchesato e Fiume Neto" - Calabria
SIC IT9220055 "Bosco Pantano di Policoro e Costa Ionica Foce Sinni" - Basilicata
SIC IT9220080 "Costa Ionica Foce Agri" - Basilicata
SIC IT9220095 "Costa Ionica foce Cavone" - Basilicata
SIC IT9220085 "Costa Ionica Foce Basento" - Basilicata
SIC IT9220090 "Costa Ionica Foce Bradano" - Basilicata
ZPS IT9220055 "Valle Basento – Ferrandina Scalo" - Basilicata
SIC IT9130006 "Pinete dell’Arco Ionico" - Puglia
SIC IT9130008 "Posidonieto Isola di San Pietro – Torre Canneto" - Puglia
SIC IT9130003 "Duna di Campo Marino" - Puglia
SIC IT9130001 "Torre Colimena" - Puglia
SIC marino IT9150027 "Palude del Conte e Dune di Punta Prosciutto" - Puglia
SIC marino IT9150028 "Porto Cesareo" - Puglia
 SIC marino IT9150013 "Palude del Capitano" - Puglia
SICIT9150007 "Torre Uluzzu" - Puglia
SIC IT9150008 "Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro" - Puglia
SIC IT9150034 "Posidonieto Capo San Gregorio, Punta Ristola" - Puglia
SICIT9150015 "Litorale di Gallipoli e Isola di S. Andrea" - Puglia
Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (ASPIM) “Porto Cesareo”- Puglia
Area marina protetta "Porto Cesareo" (EUAP0950) - Puglia
Important Bird Area  IT149M "Marchesato e Fiume Neto" - Calabria
Important Bird Area IT144 "Alto Ionio Cosentino" - Calabria
Important Bird Area Isola di Sant’Andrea" - Puglia

Nella zona interessata a partire ci sono stati almeno 800 spiaggiamenti ufficiali negli scorsi 25 anni. Ma la Schlumberger promette che se avvisteranno cetacei si fermeranno per venti minuti e compileranno un rapporto.








Cosa restera' del golfo di Taranto?

E' questa la domanda che mi sovviene guardando l'enorme concessione petrolifera che la Schlumberger Italiana richiede al Ministero dell'Ambiente nel mar Ionio.

Si tratta del progetto d 3 F.P-.SC, per l'ispezione sismica tridimensionale conair gun in un area di oltre 4,000 chilometri quadrati e per acquisire circa 4,300 km di linee sismiche per una durata di 92 giorni.

Ci sono dentro tutti - Basilicata, Puglia, Calabria, con le province di Crotone, Cosenza, Matera e Lecce ed i comuni di Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Scansano, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara.

Apro il file. La prima cosa che dicono e' che "non è contemplato, in nessun momento, di procedere con alcun tipo di perforazione finalizzata all’esplorazione, né tantomeno allo sfruttamento di eventuali giacimenti".

In nessun momento. Benone. Quindi fanno le indagini per passatempo? Per amore della conoscenza? O dicono cosi solo per prenderci in giro? Continuo a leggere e poi aggiungono "La proposta di prospezione geofisica è scaturita dalla necessità di perfezionare la conoscenza del sottofondo marino in quest’area, caratterizzata da un’interessante potenzialità mineraria, e di mettere a disposizione delle compagnie che operano nell’area i dati ad alta risoluzione ottenuti con le prospezioni geofisiche."

Ah, eccola la verita': c'e' una interessante potenzialita' mineraria e le "compagnie che operano nell'area" possono usare questi dati e quindi la Schlumberger offre di "perfezionare la conoscenza del sottofondo marino". Ma, di quali compagnie si tratta? Di compagnie turistiche, di ditte di pesca? Molto piu' probabile che si tratti di ditte petrolifere che hanno come scopo quello di trivellare, soprattutto visto che la stessa Schlumberger si autodefinisce "la più grande compagnia al mondo di servizi per le società petrolifere".

Come dire: non preocupatevi, prendiamo solo i dati, facciamo tre mesi di air gun, chissa, magari ci lascia le penne qualche cetaceo, ma alla fine non siamo noi a trivellare, sara' un altro!

La cosa che lascia interdetti e' che questa concessione *si sovrappone* ad altre gia' esistenti, dell'ENI, dell'Enel Longanesi, della Transunion. Interessante soprattutto che qui si tratta di airgun, per le concessioni gia' in itinere si trattava di permessi di ricerca che di solito prevedono il pozzo. Due concessioni per due operatori diversi sullo stesso sito e in ordine contrario alla logica. Non c'e' ne capo ne coda, lo so.

Ad ogni modo, la tecnica di airgun che la Schlumberger intende usare nello Ionio e' la stessa che aveva proposto per i mari di Sardegna. Ci sara' una batteria di 24 pistole con violenti spari di aria compressa ogni 5-15 secondi fino a 260 decibel, un bombardamento di intensita' elevatissima per le specie acquatiche. Piu' forte dell'airgun ci sono solo i terremoti ed i vulcani nei sottofondali marini. 

Tutto sara' fatto per la protezione dell'ambiente -- ovviamente -- ma e' strabiliante il numero di parchi marini, di riserve naturali, di siti di importanza comunitaria,  di zone speciali protette, di zone di sosta per uccelli migratori, e di aree sottoposte a vincoli paessaggistici che in qualche modo saranno impattate da questa proposta della Schlumberger e di chiunque ne comprera' i dati. C'e' pure l'area specialmente protetta di importanza mediterranea Porto Cesareo.

Ci sono qui specie animali e vegetali protette da ogni convenzione europea e mediterrranea possibile - fra cui la tartaruga Caretta Caretta, la tartarguga verde, la tartaruga liuto e la Posidonia Oceanica, nonche' coralli e grotte sommerse.  Ci sono aree di riproduzione di naselli, gamberi, scampi. Per l'area di ripopolamento ittico di Rossano Calabro la Sclumberger dice che "si trova a profondità enormemente più basse di quelle che si trovano nell’area in istanza di permesso di prospezione". Ma cosa vuol dire? L'airgun arriva fino al sottosuolo. Dove si trova allora la riserva di pesca? Sotto la crosta terrestre? 

Continuo a leggere il progetto. Mi colpisce veramente la superficialita' degli scriventi. E' tutto estremamente ridotto, trascurabile, nullo. Elencano tutti i minimi dettagli del numero di abitanti della Calabria, e ci dicono che si fermeranno per venti minuti se incroceranno un cetaceo, ma poi... poi non riescono (o non vogliono!) vedere e a discutere il tutto in una ottica piu' grande. Cosa restera' del golfo di Taranto se questa concessione diventa produttiva, anche fra dieci o venti anni, e considerato che nella zona ci sono almeno altre sei concessioni petrolifere?

Non si tratta solo di airgun quanto del primo passo verso il trivellare l'intero Golfo di Taranto allo scopo di tirare fuori una sostanza inqunante in un posto ecologicamente fragile che avra' bisogno di infrastruttura pesante per anni a venire. Se li lasciamo fare, cambiera' tutto in un modo o nell'altro: l'ecosistema e' uno solo, come uno solo e' il golfo di Taranto, un mare semichiuso dove gia' c'e' dell'altro.

Ed e' per questo che e' veramente tragico che lo Sblocca Italia renda il processo decisionale meno partecipativo: che ne possono sapere i burocrati di Roma delle bellezze silenziose di Porto Cesareo? E di tutti quegli altri altri siti protetti? O della gente che va al mare di Santa Maria di Leuca? O vogliamo veramente credere che tutte queste trivelle mai e comunque avranno effetti e che tutto e' veramente trascurabile, nullo, minimizzato?

La domanda e' sempre la stessa: in questa nazione vogliamo essere una enorme Gela, o una enorme Taormina?



Wednesday, October 30, 2013

La Medoilgas dimezza le stime del petrolio di Ombrina Mare



Il meglio e' in alto a sinistra, riserve provate e dall'alto tasso di commercializzazione. 
Il peggio e' in basso a destra, risorse prospettive dal basso tasso di commercializzazione. 

Per Ombrina si passa di 40 milioni di barili di riserve dall'alto tasso di commercializzazione (2P)
"provato e probabile" a 20 milioni di risorse condizionate a medio tasso di commercializzazione (2C)

The Ombrina Mare field has an estimated 40 million barrels of 2P oil reserves along with 6.5 billion cubic feet of 2P gas reserves.

ERCE assigns Contingent oil Resources of 8.7 MMstb, 20.7 MMstb and 45 MMstb at the 1C, 2C and 3C levels to the main Oligo-Miocene reservoir, assuming water flood.  The Resources are contingent on the approval of the Ombrina Mare production concession, and the completion of further work on optimising field development by MOG.

 MMstb = Milioni di barili


La ditta inglese ERC Equipoise Limited fornisce stime indipendenti di riserve petrolifere in giacimenti non sfruttati. In data 30 Settembre 2013 ha fornito alla Medoilgas nuove stime del petrolio contenuto in Ombrina Mare, dimezzando le precedenti stime della Medoilgas stessa.

Le stime di petrolio per Ombrina presentate agli investitori nel 2010 erano infatti di circa 12 milioni di barili di "proven reserves", cioe' di riserve di petrolio dalla presenza "provata e sicura", che viene classificato sotto la sigla 1P.  Includendo le "proven and probable reserves", cioe' riserve dalla presenza "provata e probabile", che viene classificato sotto la sigla 2P, le stime aumentavano di 40 milioni di barili di petrolio.

Questo quantitativo serve all'Italia per circa 4 settimane di fabbisogno nazionale ed era in vigore fino a pochi giorni fa.

Il giorno 18 Ottobre 2013, la Medoilgas annuncia ai suoi investitori le nuove stime al ribasso fornite
dalla ERC Equipoise.

Si parla adesso non piu' della categoria "riserve" di petrolio ma di "contingent resources", cioe' risorse condizionate da eventi esterni, dalla minore capacita' di commercializzazione, ed in quantita' ridotte.

Le stime sono ora di 8.7 milioni di barili di petrolio "proved" sotto la classificazione 1C, che aumentano a 20.7 milioni di barili di petrolio "proved and probable" sotto la sigla 2C.

Come detto, questi quantitativi non sono piu' "riserve" accessibili, ma "risorse condizionate",  in questo caso dall'approvazione dei permessi ministeriali e dall'introduzione di migliori metodi per ottimizzare lo sviluppo del giacimento.

Cioe' viene annunuciato agli investitori che il petrolio e' di meno, che ci vogliono tecniche migliori per estrarlo, e che le possibilita' di commercializzazione sono minori.

Ricordiamo che nei progetti iniziali per Ombrina, gia' nel 2008 si parlava dell'uso di acidi e del possibile uso di tecniche di fratturazione per stimolare la produzione di maggiori quantitativi di idrocarburi.  Quindi torna tutto!

La Erc Equipoise ricorda anche che c'e' molta incertezza nella distribuzione delle risorse petrolifere in Adriatico e che Ombrina necessita di "ultieriori stime".

Interessante che dopo 5 anni dal buco preliminare, vari tentativi di trivellare, ricorsi al TAR, scambio di corrispondenza piu' o meno amichevole con l'ex ministro dell'ambiente Clini, la Medoilgas ora dica agli investitori che le cose sono cambiate e che ci vogliono "ulteriori stime".

Perche' fanno questo adesso? Perche' interpellano la ERC Equipoise adesso e non l'hanno interpellata 5 anni fa? Perche' adesso devono in qualche modo giustificare agli investitori la fine di Ombrina e sperare che abbassando le stime le perdite saranno minori?

Non lo so.

So solo che non c'e' da fidarsi di una sola parola di quello che questa gente viene a propagandare sui nostri mari, sui nostri campi, e sulle nostre comunita'.

Sono tutte balle e, come sempre, gli investori danno tutto molto molto prima di noi comuni mortali.

Io spero che tutto questo arrivi agli occhi degli eleganti signori della Confindustria Abruzzo che come dicono loro stessi hanno interesse a tutelare Medoil e tutti gli imprenditori del settore cosicche' ci sia piena "certezza dei tempi, delle procedure, dei propri diritti a fronte dei propri investimenti fatti nel pieno rispetto delle norme".

Mica hanno interesse a tutelare l'Abruzzo.

Come non si vergognano di firmare la morte dell'Adriatico d'Abruzzo e' per me un mistero.


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Comunicato Stampa

La ditta inglese ERC Equipoise Limited fornisce stime indipendenti di riserve petrolifere in giacimenti di idrocarburi non sfruttati.

In data 18 Ottobre 2013 la Medoilgas ha reso noto il declassamento delle riserve petrolifere contenute in Ombrina Mare, come stimato dalla ERC Equipoise, dimezzando le precedenti stime della Medoilgas stessa.

Si passa da 40 milioni di barili di barili di livello 2P a 20.7 milioni di barili di petrolio di livello inferiore, 2C.

 Nel 2010 le stime fornite dalle Medoilgas erano di circa 12 milioni di barili di "proven reserves", cioe' di riserve di petrolio dalla presenza certa, che viene classificato sotto la sigla 1P. Sommando le "proven and probable reserves", cioe' le riserve dalla presenza certa e probabile, classificate sotto la sigla 2P, le stime aumentavano di 40 milioni di barili di petrolio.

Si passa adesso dalla categoria "riserve certe" 1P o 2P di petrolio, alla categoria "contingent resources" a livello 1C o 2C, e cioe' di risorse non piu' certe ma condizionate da eventi esterni, dalla minore capacita' di commercializzazione, ed in quantita' ridotte.

Le nuove stime sono di 8.7 milioni di barili di risorse condizionate "proved" sotto la classificazione 1C, che aumentano a 20.7 milioni di risorse "proved and probable" sotto la sigla 2C. 8.7 milioni di barili di petrolio rappresentano sei giorni di fabbisogno nazionale, 20.7 due settimane.

Ai suoi investitori, la Medoil annuncia che la possibilita' di estrarre petrolio e' condizionata dall'approvazione dei permessi ministeriali e dall'introduzione di migliori metodi per ottimizzare lo sviluppo del giacimento.

Ricordiamo che nei progetti iniziali per Ombrina, gia' nel 2008 si parlava gia' dell'uso di acidi durante le trivellazioni preliminari e del possibile uso di tecniche di fratturazione per stimolare la produzione di maggiori quantitativi di idrocarburi.  

La ERC Equipoise ricorda anche che c'e' molta incertezza nella distribuzione delle risorse petrolifere in Adriatico e che Ombrina necessita di "ultieriori stime".

E' molto interessante che dopo 5 anni dalle trivellazioni preliminari, la Medoilgas ancora non riesca nemmeno a stimare quanto petrolio sia presente nei fondali di Ombrina.

Questo episodio conferma ancora una volta come non ci sia da fidarsi di una sola parola dei petrolieri.

Ci auguriamo che la classe politica d'Abruzzo ed il governo centrale si che approvando Ombrina Mare si corre il rischio di distruggere l'intero assetto economico
e naturalistico della costa teatina per qualcosa che neanche la Medoilgas
e' in grado di stimare.


Sunday, May 19, 2013

Sicilia: Transunion - D361 CR TU

E dopo l'ENI e le sue concessioni D33 BR AG e D28 BR AG ecco qui la Transunion Petroleum che decide di trivellare anche lei al largo delle coste di Sicilia.




Notare la vicinanza ad acque protette
e alla costa


Si tratta della concessione D361 CR TU,il cui termine ultimo per presentare osservazioni e' il giorno 13 Luglio 2013. Vogliono fare anche qui esplorazioni con tecniche air-gun e poi la trivellazione di un pozzo esplorativo.

Il testo e' qui ed e' stato redatto dagli amanti del mare della Sicilia Valentina Negri, Angelo Ricciato, Alessandro Criscenti ed approvato da Raffaele Di Cuia.

L'area si estende per circa 500 chilometri quadrati in totale ed e' in acque che variano dai 66 agli 800 metri: quindi anche qui si tratta potenzialmente di acque profonde.

La distanza dalla costa e' ridicola, sono circa 7-8 chilometri da riva e nelle strette vicinanze dell'area protetta ITA 050001, Biviere di Macconi di Gela.

Aree protette nelle vicinanze? Non possono mancare:

1. "Zona del Lago di Biviere ultimo resto della palude caratterizzato da rive fatte di canneti e con qualche isolotto rifugio di ricchissima avifauna in Comune di Gela”;

2. “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del tratto di costa di Contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa”;

3. “Territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei comuni di Scicli Ragusa Modica e Giarratana”;

4. “Proroga del vincolo di immodificabilità temporanea dell'area degli ambienti costieri in prossimità di Sampieri ricadenti nei territori comunali di Scicli e Modica”.

Ci sono zone di ripopolamento ittico, la GSA16, ci sono tartarughe marine, c'e' la posidonia oceanica a 13 chilometri di distanza e questo e' veramente grave: la posidonia oceanica e' una delle specie piu' importanti del mare ed e' protetta da una serie di convenzioni europee, italiane.

Sono veramente folli.

Anche qui, come sempre, e' tuttapposto.

Io non ho piu tempo di questo, ma spero che vive li si renda conto che queste sono cose irreversibili e che e' veramente folle trivellare cosi vicino alla costa, in acque profonde, e con cosi tanta ricchezza naturale e marina.