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Friday, January 5, 2018

Norvegia: nel 2017 vendute piu' auto elettriche ed ibride che a benzina


La cosa interessante e' che in questo momento non c'e' una grande offerta di automobili elettriche, il panorama per il futuro e' roseo. Pian piano anche le ditte tradizionali annunciano l'arrivo di modelli elettrici, i prezzi iniziano ad abbassarsi, e ci sono sempre piu' investimenti in stazioni di ricarica e altre operazione per la manutenzione dei veicoli elettrici.





Wednesday, September 13, 2017

Cina: niente piu' macchine a benzina, il futuro e' l'auto elettrica
















Non hanno fissato ancora una data, ma la Cina ha appena annunciato che nel futuro prossimo verra' *vietata* la vendita di automobili alimentate da combustibili fossili. 

L'hanno gia' annunciato UK e Francia, Norvegia e Svezia, e pure l'India, ma questa mossa eseguita in Cina, ovviamente, non potra' che avere ripercussioni a livello mondiale, considerato che e' uno dei principali mercati del mondo e con la capacita' nascente ma certa di poter costruire automobili elettriche in massa. 

L'annuncio arriva dal vice ministro dell'industria e della tecnologia informatica, Xin Guobin, che dice che non ci sono date, a differenza di UK e Francia che hanno fissato il termine del 2040, ma che l'obiettivo e' certo e che le date verranno stabilite nei tempi dovuti. 

Quello che era stato fisssato in precedenza e che si vuole migliorare e' di produrre almeno il 20% di auto elettriche o ibride entro il 2025.

Sara' una trasformazione enorme, per la Cina, e per noi tutti, che la FIAT lo voglia o no.

Perche' fanno questo i cinesi? 

Certo, perche' soffocano d'inquinamento, lo smog e' alle stelle, le malattie respiratorie pure, e la pressione popolare di migliorare le cose aumenta, in parallelo alla prosperita' dei cinesi.  E' una decisione che si pone sulla scia di eliminare il carbone come fonte energetica dal paese entro il 2030.

Ma ci sono altri motivi, piu' economici e di immagine.

Intanto dopo il fiasco di Trump (e degli USA!) sugli accordi di Parigi, la Cina vede in se stessa un  leader nella lotta ai cambiamenti climatici e questa decisione non potra' fare altro che sigillare ancora di piu' il suo ruolo o la sua aspirazione di diventare paese-guida ora che gli USA non ci sono piu'.  E infatti il presidente Xi Jinping e' uno dei piu' ferventi sostenitori degli accordi sui cambiamenti climatici.

E poi... Poi c'e' un enorme mercato da conquistare con le auto elettriche e i cinesi vogliono che siano i loro produttori di veicoli a prendersi questo mercato, e non Elon Musk con la sua Tesla o gli europei. Con l'obbligo dell'auto elettrica i produttori cinesi inizieranno ad essere piu' competitivi e a sviluppare progetti elettrici per il paese in modo piu' urgente e sostenuto, cosi' da avere un elettrico made-in-China prima che arrivino gli altri a prendersi il mercato interno. 

E chissa' magari anche a favorire le esportazioni di automobili cinesi a basso prezzo.  

Insomma, vogliono riprodurre il successo di Tesla in Cina.

Ma il governo cinese e' furbo.

Tutte le case automobilistiche straniere che intendono vendere in Cina devono entrare in consorzi 50-50 con ditte cinesi e fare e vendere i loro veicoli e camion in Cina. A causa delle alte tariffe sulle importazioni, e' difficile per le ditte straniere importare veicoli dai loro paesi d'origine, perche' non e' conveniente.

Dunque, chiunque vuole entrare nel mercato cinese deve farlo con queste joint ventures.

Non ci sono scorciatoie.

I cinesi possono fare questo perche' il mercato e' enorme, con 28 milioni di auto vendute nel 2016, un +14% rispetto al 2015. Basti solo dire che negli USA le vendite sono a 17.5 milioni di automobili, a tasso costante rispetto al 2015.

Quindi, per fare business in Cina, devi metterti in una joint venture con i cinesi. Il governo cinese, per ora, paga le royalties su eventuale proprieta' intellettuale che gli stranieri usano in queste joint ventures, ma intanto hanno preso ed applicato al loro paese il sapere sviluppato altrove.

Ma anche questo cambiera', perche il governo cinese prevede di eliminare la clausola sul pagamento delle royalties. E cosi, le ditte straniere non potranno far altro che prendere eventuali profitti sulle auto vendute, senza poter proteggere la proprieta' intellettuale.

Tutto questo non e' molto bello: ci vogliono anni ed investimenti per sviluppare tecnologie nuove e la Cina semplicemente usa i suoi numeri per prendersi i risultati del lavoro di altre ditte.

Si prevede che l'amministrazione Trump non la prendera' troppo bene, ma tutti sono in una cattiva posizione, europei ed americani.

Per non perdere quote di mercato in Cina, europei ed americani dovranno in un certo senso regalare anni dei loro studi e perfezionamenti sulle auto elettriche ai concorrenti cinesi.

La Cina non e' certo nota per la qualita' delle sue macchine. Ma l'idea e' che invece di cercare di superare l'occidente con i tradizionali motori a scoppio, lo faranno con l'elettrico. Per esempio, la Cina non ha mai dominato il mercato delle lampadine tradizionali, ma e' diventata il leader mondiale delle lampadine a LED una volta che il mercato ha preso questa direzione.

L'idea e' di fare lo stesso con le auto elettriche. Superare l'occidente non con il motore a scoppio ma con l'auto elettrica.

Ma cosa produce per adesso la Cina? Molte delle macchine elettriche di piccolo taglio non sono di alta qualita', ma alcuni modelli sono gia' alla pari con quelli europei, in particolare le ditte BYD e  Geely che ha comprato la Volvo nel 2010.

E gli altri?

Beh, gli altri hanno preso la sfida: Mercedes, Jaguar, Volkswagen hanno gia' annunciato che molti dei loro modelli saranno offerti sul mercato in versione elettrica fra il 2020 e il 2030.

Cina o non Cina, mi sa che in un certo senso ci vinciamo un po' tutti con questa corsa verso l'auto elettrica.

Tuesday, July 11, 2017

La Shell, finalmente, a investire un miliardo di dollari l'anno su rinnovabili e auto elettriche










Beh, se l'hanno capito anche loro, vuol dire che proprio siamo arrivati alla fine di queste battaglie fra sole e petrolio.

I petrolieri, Trump, i politici pro-trivelle d'Italia, potranno tirare la corda ancora un po', certo, e forse qualche punto lo porteranno a casa, ma alla fine il punto d'arrivo non e' piu sottoterra, quanto verso l'alto, verso il sole, verso il vento.

La Royal Dutch Shell approva un nuovo piano secondo il quale spendera' un miliardo di dollari sul reparto "Nuove Energie". Sara' dedicato alle rinnovabili e alle necessita' delle auto elettriche.

Ora, io non credo neanche per un millisecondo al buon cuore di chi dirige le ditte di oil and gas, anzi, piu' si va su nella catena di comando, meno rispetto io ho per la loro integrita' e per la loro eticita'. Perche' dico questo? Perche' sono dieci anni che ho a che fare con loro, direttamente o indirettamente, e so che hanno in mente una sola parola: profitto.

Quindi, se annunciano questo investimento, non e' per amore, quanto perche' il mondo non e' piu' quello del 2007 o del 1997. E' un altra era, in cui il costo delle rinnovabili e' sempre piu' basso, e questo le rende competitive rispetto al petrolio.  Per molti versi, migliori del petrolio, specie fra il pubblico.

Anzi, fra i clienti, che sono fortemente collegati al profitto di cui sopra.

E infatti, fa un po ridere come lo annunciano questo nuovo investimento. Il CEO della Shell infatti, Ben Van Beurden al 22esimo World Petroleum Congress di Istanbul dice 

“In some parts of the world we are beginning to see battery electric cars starting to gain consumer acceptance” 

In alcune parti del mondo "iniziamo" a vedere che le macchine elettriche con batterie iniziano ad avere accettazione dei clienti.

Mmh.

Tesla? Dove sono stati quelli della Shell in questi anni in cui Elon Musk creava e rivoluzionava tutto il segmento del trasporto e dell'alimentazione delle macchine elettriche?

Non si sa.

Pero'e' evidente che devono avere un po' paura. Ora pure la Volvo li abbandona! Se usiamo l'energia dal sole, e poi le batterie, che tipo di business deve fare la Shell? O meglio, il profitto di cui sopra, da dove deve arrivare? 

Quindi, essendosi resi conto pure loro che non possono perdere il treno, decidono quanto meno di provarci. Dicono infatti, che oltre le batterie, ci sara' lo stesso un ruolo non nullo dell'energia tradizionale: con celle ad idrogeno, trasporto usando gas liquefatto, biocarburanti, dove non saranno usate le batterie.

Van Beurden continua con la solfa del fatto che sole e vento sono ad intermittenza e quindi ci sara' ancora un ruolo per le centrali a gas. Sara' ma intanto qui in California le smontano!

Al convegno di Istanbul c'era tutto il gotha del petrolio, tutti timorosi della stessa cosa: il profitto da dove deve arrivare in futuro?

Il ministro russo dell'energia,  Alexander Novak e il capo della Saudi Arabian Oil Company, Amin Nasser, hanno ribadito che petrolio e gas resteranno dominanti sul lungo termine. Ma Van Beurden ricorda che specie nei paesi in via di sviluppo, e dunque piu' appetibili per il profitto prossimo venturo,  e' molto piu' probabile che si passi dal niente direttamente alle rinnovabili, senza passare per le fossili.

Queste societa' non hanno zavorra petrolifera o fossile, in termini di infrastruttura, mazzette, status quo e per loro e' molto piu facile, nonche' conveniente, passare a sole e vento. Non e' un caso che India e Cina ogni giorno fanno un passo gigante in avanti su questo fronte.

E quindi la Shell si prepara.

Per profitto, non per amore.

Wednesday, July 5, 2017

La Volvo a produrre solo macchine elettriche, con opzione di ibrido, dal 2019



This announcement marks the end of the solely combustion-engine-powered car.
People increasingly demand electrified cars and we want to 
respond to our customers' current and future needs.

CEO Hakan Samuelsson, Volvo


Eccoci qui, l'inizio della fine per le autovetture fossili e' arrivato.

Dal 2019 la Volvo non produrra' piu' veicoli a benzina, ma sono macchine con motore elettrico, con l'opzione di ibrido, per chi lo desidera.

E' il primo grande marchio mondiale ad abbandonare il motore a scoppio in toto. E' una mossa straordinaria, forte e ammirevole. Non e' facile, ma lo faranno.

Il 2019 sono due anni da adesso!

Volvo e' un marchio svedese, che fa macchine dal 1927. Nel 2010 e' stata acquistata dai cinesi della Geely (sempre loro!). E' famosa per i suoi sistemi di sicurezza all'avanguardia e per i suoi station wagon.

Perche' fanno questo alla Volvo?

Teniamoci forte: per i desideri espressi cosi forte dai suoi clienti di avere macchine elettriche.

Cioe' un car-maker che ascolta i suoi clienti. Forse e' solo business, e sperano cosi di aumentare le vendite, ma il punto e' che e' un cambiamento forte, grande, epocale, che guarda al futuro e che non potra' fare altro che incoraggiare gli altri marchi, volenti o nolenti, a fare lo stesso. E se e' vero che questo e' quello che vogliono clienti, ben venga. Ne vinciamo tutti.

L'obiettivo e' di arrivare a un milione di vetture elettriche entro il 2025 con modelli elettrici, con l'opzione di ibrido per chi lo vuole. Verranno messi sul mercato 5 modelli solo elettrici fra il 2019 e il 2021. Di queste tre saranno modelli normali, e due di alta performance, del marchio dedicato della Volvo, chiamato Polestar.

Ci sara' l'opzione di avere anche modelli ibridi in parallelo, fornendo un ampia possibilita' di scelta. Secondo il CEO della Volvo Hakan Samuelsson,  e' la piu grande offerta di auto elettriche di qualsiasi produttore di veicoli.

Nel 2015 hanno venduto piu' di 530,000 veicoli in tutto il mondo, ed e' un marchio in forte crescita.

Ecco, e' qui il futuro.

Quando arriva in casa FIAT questo benedetto futuro?

Quando la FIAT ascoltera' i suoi consumatori, e noi cittadini che vogliamo guidare auto pulite?

Thursday, October 15, 2015

La Toyota produrra' solo ibridi e macchine ad idrogeno entro il 2050









La Mirai della Toyota


For an automaker to envision all combustion engines as gone is pretty extraordinary.




E' una notizia meravigliosa.

Dopo l'ondata degli scandali del diesel pulito della Volkswagen, la Toyota arriva con lo straordinario annuncio che entro il 2050 vendera' solo ibridi e macchine a idrogeno per ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera.  Hanno aggiunto che il tutto sara' fatto in trasparenza e con input govermativi e dai proprio clienti.

L'obiettivo e' di emettere il 90% in meno di CO2 dalle proprie autobili rispetto ai livelli del 1990.

Il prototipo di autovettura ad idrogeno e' stato gia' rilasciato sul mercato nel 2014 e si chiama Mirai. Hanno venduto 1,500 esemplari in Giappone ed hanno appena iniziato la commercializzazione in Europa e negli USA.  Le stime sono di circa 3mila veicoli ad idrogeno vendute entro il 2017 e di 30mila per il 2020.

Intanto, la vendita di veicoli ibridi, ormai ben collaudati negli USA saliranno a 1.5 milioni di macchine all'anno, fino ad arrivare a 15 milioni macchine ibride sulle strade americane entro il 2020.
Tutti conosciamo la Toyota Prius, l'ibrido per la prima volta sul mercato nel 1997. Finora ne sono stati venduti 4 milioni. Adesso la Toyota creera' versioni ibride per ogni suo modello, dalle macchine sportive agli SUV. E quindi non solo Prius.

E a tutti quelli che dicono, si ma da qui al 2050 ce ne passa di tempo - e cioe' 35 anni -  il Senior Managing Officer della Toyota risponde: Kiyotaka Ise

"for an automaker to envision all combustion engines as gone is pretty extraordinary."

Ise aggiunge che le macchine a benzina rimarranno a disposizione nei paesi meno sviluppati dove l'infrastruttura e' meno avanzata, ma che i numeri saranno piccoli.

Perche' fanno questo?

Dicono che e' inevitabile perche' a causa dei cambiamenti climatici e della distruzione ambientale in atto, una mossa a grande scala verso una societa' libera dalle fonti fossili e' un imperativo.

Lo dice la Toyota, non la D'Orsogna!

Ise aggiunge che fra i fattori determinanti nella loro scelta, il fatto che la comunita' scientifica sia unanime nell'accettare i rischi legati ai cambiamenti climatici, e il fatto che inevetabilmente le nazioni gradualmente aumentano gli standard delle emissioni.

Come per tutte le cose, anche qui ci sono anni di programmazione, di studi e di investimenti e sanno cosa stanno facendo. Un analista presso la Barclays Securities Japan in Tokyo, Tatsuo Yoshida,  dice che il management della Toyota non parlerebbe cosi se non ne fossero assolutamente sicuri.

 "Toyota has been working on this technology for a long time. When officials speak out like this, it means they are 120 percent confident this is their scenario."

E non solo, la Toyota promette di ridurre anche le emissioni dalle loro fabbriche: di un terzo nel 2030 rispetto ai livelli del 2001.Useranno idrogeno e eolico,  e recicleranno piu' che potranno i materiali da automobili dismesse.

Il capo della Toyota Takeshi Uchiyamada, anche noto come il "papa' della Prius" dice che fanno tutto questo perche' vogliono contribuire ad una societa' migliore.

Attendo con ansia simili annunci da parte della FIAT.

Intanto qui, Marchionne che nel 2014 diceva ai Californiani di non comprare le sue auto elettriche. 
Lungimiranti, eh?