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Thursday, October 4, 2018

Babcock Ranch, Florida: la prima citta' USA 100% solare














Florida, the sunshine state.

E' questo il motto di questo stato amato da turisti e da pensionati per il sole che splende quasi tutto l'anno.

Ed e' qui che il sole alimentera' tutta l'energia elettrica nella cittadina di Babcock Ranch, a 25 chilometri da Fort Myers. Anzi, si prevede che alla fine l'energia che la citta' produrra' dal sole sara' piu' di quanta non serva ai suoi residenti.

L'idea di costruire una citta' nuova, al 100% solare e' venuta al signor Syd Kitson, ex giocatore professionista di football, nel 2005. La sua idea per Babcock Ranch era di combinare tecnologia con ambiente. Essendo tutto nuovo di zecca, e partendo da zero, ha potuto sviluppare la sua idea nel modo che gli sembrava ottimale.

E cosi nel 2005 ha comprato il suo lotto su cui costruire una citta' di 19,500 case, con un downtown, ristoranti, palestre, piscine, scuole, spazi-lavoro, tutto condito da piste ciclabili, piste da hiking e tanta natura. Sono stati piantati qui 5,500 alberi, e dove si e' potuto hanno usato materiale edile reciclato. A lavori e ad occupazione ultimata si calcola che vivranno qui circa 50mila persone.

Siccome e' tutto pensato per essere green, a Babcock Ranch sono stati installati circa 300,000 pannelli solari, sui tetti delle case, delle scuole, degli edifici pubblici.

Il sole alimenta gli autobus elettrici e la citta' e' pensata per favorire il trasporto pubblico invece che quello con l'automobile. Ad ogni modo, tutti i garage hanno tutti la presa per la ricarica di macchine elettriche. Ci sono una varieta' di app per il controllo dei pannelli che alimentano anche l'illuminazione pubblica e pure esperimenti con mezzi autonomi, che si guidano da sole.

Le case sono costruite secondo criteri di risparmio energetico cosicche’ l’aria condizionata spesso non serve, e questo per la Florida e’ tutto dire. Ci sono pure orti urbani e istruzioni su come coltivare ortaggi. L'acqua usata per l'irrigazione e laddove il verde e' supposto essere decorativo si sono scelte piante native, poco invasive e dalla face manutenzione.

Cigliegina sulla torta: Kitson acquisto' un grande lotto edificabile ma scelse di costruire solo su una parte limitata del suo terreno. E cosi' l'80% del sito attorno a Babcock Ranch e' stato regalato allo stato dell Florida per farci un parco statale.

Kitson dice che costruire, o vivere, a Babcock Ranch, che lui chiama un lavoratorio vivente, non e' piu' costoso di qualsiasi altra comunita' suburbana. Il prezzo dell'elettricita' e' lo stesso che altrove. E addirituttura, quando nel 2017 l'uragano Irma si abbatte' su Babcock Ranch, nemmeno uno dei pannelli sui tetti si sposto'. Restarono tutti ancorati in posizione.

Ci sono ancora dei problemi: il sistema di stoccaggio dell'energia non e' ancora perfezionato, e cosi a volte di notte o se ci sono vari giorni di fila di maggior nuvolosita' Babcock Ranch deve prendere l'energia dalla rete tradizionale. La previsione e' di installare batterie adeguate piu' avanti nel tempo, quando la tecnologia sara' perfezionata ed economicamente vantaggiosa. Ma gia' ora hanno dieci batterie da 1 Megawatt in azione che possono stoccare energia per quattro ore.

Una casa piccola con tre stanze da letto costa $195,000; il massimo invece e' offerto a $750,000 cpm quattro stanze, vicino al lago e a due piani.

L'aria e' pulita.

Non sono mancate le critiche: quando Kitson compro' il suo lotto dagli eredi di Fred Babcock per 500 milioni di dollari, il terreno era un ranch da 37mila ettari. C'era qui allevamento di bestiame e di coccodrilli, c'erano campi di cocomeri e pure una specie di agriturismo. E anche se tutto era un po cosi cosi dopo la morte del patriarca, appunto Fred Babcock nel 1997, il sito non era in condizioni disperate.

Molte persone non hanno visto di buon occhio l’arrivo di costruzioni su un sito che era stato un tempo tutto agricolo, anche se l’80% del terreno e’ stato poi ceduto alla stato della Florida per fare un parco, e nonostante le promesse green. I critici vogliono essenzialmente che l’area resti tutta rurale.

La risposta di Kitson e’ che ha cercato di abbinare le esigenze di famiglie e di lavoratori conteporanei con l’intento di creare un modo di vivere piu’ sostenibile, cercando di incoraggiare bici, trasporto pubblico, il lavorare vicino a casa, l’andare a piedi creando in una comunita’ suburbana meno sprecona di quelle costruite finora. Dice che e’ meglio andare nella direzione giusta anche se non si e’ pronti al 100% piuttosto che aspettare in eterno di essere perfetti.

Vediamo come si svolge; io al signor Kitson do’ il beneficio del dubbio, e visto che poteva specularci sopra come fanno mille altri developers americani, almeno ha provato a metterci un po di amore e di rispetto per la natura.

Saturday, September 29, 2018

Elon Musk lascia la presidenza della Tesla e paga 20M di USD di multa


E' una notizia che mi rattrista ma non mi sorprende.

Elon Musk si e' volontariamento dimesso dalla presidenza della Tesla e ha accettato di pagare $20 milioni di dollari come multa alla Securities and Exchange Commission, l'equivalente della Consob di Wall Street, solo un po piu' severa.

Due giorni fa la SEC aveva inoltrato una denuncia a Musk in merito ai suoi twittii del 7 Agosto 2018.
In questa denuncia Elon Musk era accusato di frode per avere annunciato su Twitter di voler privatizzare la Tesla a 420 dollari per azione e di avere trovato finanziamenti per farlo.  Il titolo era crollato, e non era neanche vero.

Elon Musk non potra' piu' accedere alla presidenza della Tesla per almeno tre anni, potra' pero' restare CEO della ditta; la Tesla ha poi pagato altri $20 milioni di dollari di multa per non avere adeguatamente controllato cosa veniva fuori dalla tastiera dell'ora ex presidente Elon Musk.

Il totale del $40 milioni di dollari verranno usati per ricompensare in parte gli azionisti.

E la Tesla? Per ora ci saranno due direttori indipendenti e ci sara' anche un gruppo che dovra' monitorare le comunicazioni di Elon Musk, che restera' parte dell'esecutivo.

Alcuni commentatori qui negli USA sono sorpresi del fatto che a Musk sia consentito restare CEO, visto che questo ruolo e' di maggior visibilita' della presidenza della Tesla. L'opinione corrente e' che la Tesla e' Elon Musk, e che togliergli il ruolo di CEO danneggerebbe ancora di piu' le azioni e gli azionisti.

Si calcola che del valore attuale della Tesla, $130 sono attribuibili direttamente ad Elon Musk stesso, e della sua personalita'. 

Cosa penso io?

Mi sono sempre chiesta come facesse quest'uomo a fare tutto quello che fa e che ha fatto. Da Pay Pal a Tesla, da Space X per mandare la gente nello spazio, al tunnel sotto Los Angeles per evitare il traffico downtown, da Solar City per le tegole solari, fino al sottomarino per salvare i bimbi della grotta in Thailandia.

Il giorno e' fatto di 24 ore per tutti, anche per lui, ed e' umanamente, secondo me almeno, impossibile fare tutto senza che da qualche parte il corpo o la mente, non abbiano dei cedimenti, sotto la pressione, lo stress, la responsabilita', il vedersi tutti i giorni sulla stampa mondiale.

L'altra settimana qui negli USA l'abbiamo visto fumare la mariuana durante una intervista, ne abbiamo letto un altra in cui diceva di dormire pochissimo, di essere sempre in viaggio, sempre in pensiero per tutte queste sue creature. Faceva tristezza.

Non sono nessuno, ma credo che abbiamo bisogno dell'Elon Musk migliore per incentivare la gente a fare buon uso delle automobili elettriche. La maggior parte delle persone, io inclusa, gli vuole un gran bene, e sa che e' anche grazie a lui se siamo arrivati fin qui. E tutti sappiamo che c'e' ancora tantissima strada da fare. Io spero che questo episodio sia utile a riportare Elon Musk alla normalita', a prendersi del tempo per se stesso, a volersi bene, a sapere dire di no qualche volta, a trovare un nuovo equilibrio che lo renda piu' sereno, e spero, felice.

We wish you all the best Mr. Musk; We need the best you you can be.

Saturday, January 6, 2018

Australia: parte il primo treno alimentato al 100% dal sole



La traiettoria e' semplice.

Jeremy Jones, direttore della Byron Bay Railroad Company d'Australia ha deciso di prendere un treno dilapidato, rimetterlo a nuovo e ... usare il sole per alimentarlo. 

E' questo il primo treno del mondo ad essere completamente alimentato da panelli solari e motori elettrici, ed ha iniziato il suo servizio in Australia alla meta' di Dicembre.

Il tratto e' di 3 chilometri, e il servizio e' fra Byron Bay, citta' di mare nel New South Wales d'Australia, e un resort turistico che si chiama Elements of Byron Bay.

Il treno e' un vintage: un treno passeggeri di 70 anni fa con due motori diesel. Di questi, uno e' stato sostituito da un motore elettrico e batterie, l'altro e' stato mantenuto come backup in casi di emergenza.  Usa solo energia dal sole, anche in caso di nuvolosita' grazie alla batteria, ma il motore diesel secondario e' stato tenuto, appunto se dovessero esserci delle emergenze. 
Ci sono pannelli sui tetti per un totale di 6.5 kilowatt e una stazione di ricarica da 30 kilowatt alla stazione centrale. La batteria e' sufficente per completare 12-15 viaggi in autonomia.  Il treno puo'  portare al massimo 100 persone, con valigie, bici, e tavole da surf.

In realta' ci sono stati gia' esempi di treni che vanno ad energia elettrica, ma in genere e' energia che arriva dalla rete o i pannelli dal tetto sono usati per fornire aria condizionata o illuminazione. Qui invece l'energia per muovere il treno tutto arriva dal treno stesso.

Il progetto e' costato 4 milioni di dollari, ed e' stato finanziato dal proprietario del resort, Brian Flannery. La tratta esisteva da anni, ma era stata chiusa nel 2004 a causa della mancanza di passeggeri. Flannery decide di rimetterlo in azione, ma la comunita' non ne ha voluto sentire.

Troppo inquinante.

E cosi, lui stesso propone il treno elettrico.  E stato un gran successo.

Certo questo treno va solo per tre chilometri, e quindi in un certo senso e' facile assicurarsi che l'energia sia sufficente, e che tutti fili liscio. Il treno e' dunque una sorta di novita', un esperimento in piccolo. Sopratutto siamo in una zona turistica, e il treno e' per turisti e curiosi, ma lo stesso avra' la sua funzione: fara' diminuire il traffico e, speriamo, fara' incuriosire i turisti stessi.

Ma quale che sia il suo ruolo, come per tutte le cose innovative e' un passo in avanti, e' voglia di futuro, e' coraggio, e' vivere proiettati con coraggio verso il domani.

Perche' no? 
Perche' non farlo anche in Italia? 





Sunday, December 10, 2017

La birra Budweiser sui camion elettrici Tesla



La ditta che produce la birra Budweiser si chiama Anheuser-Busch.

Hanno appena ordinato 40 camion elettrici della Tesla per ridurre costi della benzina ed emissioni in ambiente.

I camion non sono ancora pronti, ma si prevede il lancio sul mercato nel 2019. Questa della Anheuser-Busch e' il piu' grande ordine ricevuto finora. La ditta usera' questi camion per il trasporto locale, per un raggio di 150-200 miglia dai punti di produzione. Il costo di prenotazione e' di circa 1,000 dollari a camion.

Anche Walmart, JB Hunt, le poste tedesche Deutsche Post AG’s DHL e Fortigo Freight Services, ditta di trasporto canadese hanno preordinato vari esemplari di camion Tesla.

Qui la lista di tutti gli ordini del camion elettrico Tesla.

Il totale e' di circa 140 camion, al costo di $150,000 dollari con autonomia 300 miglia; al costo di $180,000 dollari l'autonomia e' di 500 miglia.  Il passaggio da 0 a 60 miglia orarie accadra' con 5 secondi e ci saranno anche alcune opzioni di semi-autonomia.  La Tesla propone anche l'installazione di vari megachargers che con trenta monuti possono riportare l'autonomia a circa 400 miglia.

Non e' chiaro pero' se tutto questo sia futuristico o realistico, specie per il trasporto a lunga distanza ed e' per questo che molte delle ditte coinvolte vogliono fare test a brevi distanze prima di partire con ordini a larga scala.

Elon Musk dice che gli ordini di oggi saranno pronti fra due anni. 



Tuesday, October 3, 2017

General Motors, fra le principali produttrici di automobili al mondo: il futuro sara' solo elettrico


 
“General Motors believes the future is all-electric.
We are far along in our plan to lead the way to that future world.”

Mark Reuss, General Motors
La General Motors e' in affari da cento e piu' anni.

Il suo business sono le automobili.

E' fra le principali produttrici di veicoli al mondo.

Il giorno 2 Ottobre 2017 annunciano che il futuro sara' solo elettrico.

Niente piu' benzina. Niente piu' diesel. Solo elettrico, zero emissioni.

La transizione iniziera' subito, con due nuovi modelli 100% elettrici sul mercato nel 2018, con ben 18 modelli nuovi entro il 2023.

Perche' fanno questo?

Perche' amano l'ambiente? Perche' hanno una coscienza speciale? Mi piacerebbe pensare di si, ma non sono cosi naive. Lo fanno per business. Perche' e' adesso la corsa a chi ci arriva prima a conquistare il mercato elettrico, in modo da controllare mercato, e idee, e direzioni.

E quindi la risposta e': perche' quelli della General Motors vogliono essere i primi a passare all'elettrico, vogliono essere i "pionieri" della transizione e a dettarne le modalita' e non stare a guardare gli altri.

Negli ultimi mesi di questi annunci ne abbiamo sentiti tanti: Volvo, Aston Martin, Land Rover. Tutti che passeranno all'elettrico. Ovviamente c'e' poi la Tesla fa solo questo dal giorno in cui e' nata.

Ma la General Motors e' diversa, per il suo volume di affari: nel 2016 hanno venduto 10 milioni di automobili e fanno un po di tutto, dagli SUV ai pickup alle berline.

E come detto, non vogliono stare a guardare. Paesi come Francia, Olanda, Norvegia e UK hanno tutte annunciato che prima o poi vieteranno le automobili a benzina. Pure la Cina l'ha annunciato. Questo vuol dire mercato, vuol dire concorrenza, vuol dire voler arrivare primi e non ultimi.

E quando c'e' dentro la Cina, con il suo enorme potenziale di autisti e di acquirenti, e' evidente che per sopravvivere qualsiasi multinazionale deve adeguarsi. Se la Cina veramente sara' elettrica (come dicono) dovranno esserlo anche tutte le case produttrici di automobili se vogliono sopravvivere sul mercato mondiale.

E anzi, la General Motors intende accaparrarsi quanto piu' le sara' possibile del mercato cinese. Hanno annunciato piani specifici per il lancio di dieci veicoli elettrici in Cina entro il 2020 e nel 2017 hanno gia' iniziato a vendere una due posti elettrica al costo di 5,300 dollari.

Per capire la vastita' del mercato basta solo dire che nel 2016 la General Motors ha venduto 3 milioni di macchine negli USA e 3.6 in Cina.

E' certo un investimento, e per adesso la General Motors dovra' affrontare un sacco di perdite, visto che i costi dell'elettrico sono molto di piu' di 5,300 dollari a vettura. Ma scommettono sui costi di scala, sui prezzi delle batterie che calano, su macchine piu' leggere, piu' efficienti, sulle fette di mercato che si sono conquistati.

Ironia della sorte vuole che in realta' la General Motors porto' sul mercato negli anni '90 un prototipo di macchine elettrihe, la EV-1, sempre una due-posti. Furono loro stessi a ritirarla dal mercato e distruggerle tutte, sotto pressione dalle lobby della benzina e del governo centrale.

E poi mentre la Toyota tirava fuori la Prius, la General Motors produceva ... Hummer!

Pian piano pero' hanno capito davvero che il futuro e' elettrico e cosi dopo la Chevy Volt ibrida, e' arrivata la Chevy Bolt, tutta elettrica con range di 200 miglia e dal costo di circa 30mila dollari.

Vediamo se il futuro gli dara' ragione.

Ma ... la FIAT dov'e' in tutto questo?

La General Motors vuole essere leader in questa transizione.
La FIAT che idea ha sul futuro? 


Wednesday, September 13, 2017

Cina: niente piu' macchine a benzina, il futuro e' l'auto elettrica
















Non hanno fissato ancora una data, ma la Cina ha appena annunciato che nel futuro prossimo verra' *vietata* la vendita di automobili alimentate da combustibili fossili. 

L'hanno gia' annunciato UK e Francia, Norvegia e Svezia, e pure l'India, ma questa mossa eseguita in Cina, ovviamente, non potra' che avere ripercussioni a livello mondiale, considerato che e' uno dei principali mercati del mondo e con la capacita' nascente ma certa di poter costruire automobili elettriche in massa. 

L'annuncio arriva dal vice ministro dell'industria e della tecnologia informatica, Xin Guobin, che dice che non ci sono date, a differenza di UK e Francia che hanno fissato il termine del 2040, ma che l'obiettivo e' certo e che le date verranno stabilite nei tempi dovuti. 

Quello che era stato fisssato in precedenza e che si vuole migliorare e' di produrre almeno il 20% di auto elettriche o ibride entro il 2025.

Sara' una trasformazione enorme, per la Cina, e per noi tutti, che la FIAT lo voglia o no.

Perche' fanno questo i cinesi? 

Certo, perche' soffocano d'inquinamento, lo smog e' alle stelle, le malattie respiratorie pure, e la pressione popolare di migliorare le cose aumenta, in parallelo alla prosperita' dei cinesi.  E' una decisione che si pone sulla scia di eliminare il carbone come fonte energetica dal paese entro il 2030.

Ma ci sono altri motivi, piu' economici e di immagine.

Intanto dopo il fiasco di Trump (e degli USA!) sugli accordi di Parigi, la Cina vede in se stessa un  leader nella lotta ai cambiamenti climatici e questa decisione non potra' fare altro che sigillare ancora di piu' il suo ruolo o la sua aspirazione di diventare paese-guida ora che gli USA non ci sono piu'.  E infatti il presidente Xi Jinping e' uno dei piu' ferventi sostenitori degli accordi sui cambiamenti climatici.

E poi... Poi c'e' un enorme mercato da conquistare con le auto elettriche e i cinesi vogliono che siano i loro produttori di veicoli a prendersi questo mercato, e non Elon Musk con la sua Tesla o gli europei. Con l'obbligo dell'auto elettrica i produttori cinesi inizieranno ad essere piu' competitivi e a sviluppare progetti elettrici per il paese in modo piu' urgente e sostenuto, cosi' da avere un elettrico made-in-China prima che arrivino gli altri a prendersi il mercato interno. 

E chissa' magari anche a favorire le esportazioni di automobili cinesi a basso prezzo.  

Insomma, vogliono riprodurre il successo di Tesla in Cina.

Ma il governo cinese e' furbo.

Tutte le case automobilistiche straniere che intendono vendere in Cina devono entrare in consorzi 50-50 con ditte cinesi e fare e vendere i loro veicoli e camion in Cina. A causa delle alte tariffe sulle importazioni, e' difficile per le ditte straniere importare veicoli dai loro paesi d'origine, perche' non e' conveniente.

Dunque, chiunque vuole entrare nel mercato cinese deve farlo con queste joint ventures.

Non ci sono scorciatoie.

I cinesi possono fare questo perche' il mercato e' enorme, con 28 milioni di auto vendute nel 2016, un +14% rispetto al 2015. Basti solo dire che negli USA le vendite sono a 17.5 milioni di automobili, a tasso costante rispetto al 2015.

Quindi, per fare business in Cina, devi metterti in una joint venture con i cinesi. Il governo cinese, per ora, paga le royalties su eventuale proprieta' intellettuale che gli stranieri usano in queste joint ventures, ma intanto hanno preso ed applicato al loro paese il sapere sviluppato altrove.

Ma anche questo cambiera', perche il governo cinese prevede di eliminare la clausola sul pagamento delle royalties. E cosi, le ditte straniere non potranno far altro che prendere eventuali profitti sulle auto vendute, senza poter proteggere la proprieta' intellettuale.

Tutto questo non e' molto bello: ci vogliono anni ed investimenti per sviluppare tecnologie nuove e la Cina semplicemente usa i suoi numeri per prendersi i risultati del lavoro di altre ditte.

Si prevede che l'amministrazione Trump non la prendera' troppo bene, ma tutti sono in una cattiva posizione, europei ed americani.

Per non perdere quote di mercato in Cina, europei ed americani dovranno in un certo senso regalare anni dei loro studi e perfezionamenti sulle auto elettriche ai concorrenti cinesi.

La Cina non e' certo nota per la qualita' delle sue macchine. Ma l'idea e' che invece di cercare di superare l'occidente con i tradizionali motori a scoppio, lo faranno con l'elettrico. Per esempio, la Cina non ha mai dominato il mercato delle lampadine tradizionali, ma e' diventata il leader mondiale delle lampadine a LED una volta che il mercato ha preso questa direzione.

L'idea e' di fare lo stesso con le auto elettriche. Superare l'occidente non con il motore a scoppio ma con l'auto elettrica.

Ma cosa produce per adesso la Cina? Molte delle macchine elettriche di piccolo taglio non sono di alta qualita', ma alcuni modelli sono gia' alla pari con quelli europei, in particolare le ditte BYD e  Geely che ha comprato la Volvo nel 2010.

E gli altri?

Beh, gli altri hanno preso la sfida: Mercedes, Jaguar, Volkswagen hanno gia' annunciato che molti dei loro modelli saranno offerti sul mercato in versione elettrica fra il 2020 e il 2030.

Cina o non Cina, mi sa che in un certo senso ci vinciamo un po' tutti con questa corsa verso l'auto elettrica.

Wednesday, July 5, 2017

La Volvo a produrre solo macchine elettriche, con opzione di ibrido, dal 2019



This announcement marks the end of the solely combustion-engine-powered car.
People increasingly demand electrified cars and we want to 
respond to our customers' current and future needs.

CEO Hakan Samuelsson, Volvo


Eccoci qui, l'inizio della fine per le autovetture fossili e' arrivato.

Dal 2019 la Volvo non produrra' piu' veicoli a benzina, ma sono macchine con motore elettrico, con l'opzione di ibrido, per chi lo desidera.

E' il primo grande marchio mondiale ad abbandonare il motore a scoppio in toto. E' una mossa straordinaria, forte e ammirevole. Non e' facile, ma lo faranno.

Il 2019 sono due anni da adesso!

Volvo e' un marchio svedese, che fa macchine dal 1927. Nel 2010 e' stata acquistata dai cinesi della Geely (sempre loro!). E' famosa per i suoi sistemi di sicurezza all'avanguardia e per i suoi station wagon.

Perche' fanno questo alla Volvo?

Teniamoci forte: per i desideri espressi cosi forte dai suoi clienti di avere macchine elettriche.

Cioe' un car-maker che ascolta i suoi clienti. Forse e' solo business, e sperano cosi di aumentare le vendite, ma il punto e' che e' un cambiamento forte, grande, epocale, che guarda al futuro e che non potra' fare altro che incoraggiare gli altri marchi, volenti o nolenti, a fare lo stesso. E se e' vero che questo e' quello che vogliono clienti, ben venga. Ne vinciamo tutti.

L'obiettivo e' di arrivare a un milione di vetture elettriche entro il 2025 con modelli elettrici, con l'opzione di ibrido per chi lo vuole. Verranno messi sul mercato 5 modelli solo elettrici fra il 2019 e il 2021. Di queste tre saranno modelli normali, e due di alta performance, del marchio dedicato della Volvo, chiamato Polestar.

Ci sara' l'opzione di avere anche modelli ibridi in parallelo, fornendo un ampia possibilita' di scelta. Secondo il CEO della Volvo Hakan Samuelsson,  e' la piu grande offerta di auto elettriche di qualsiasi produttore di veicoli.

Nel 2015 hanno venduto piu' di 530,000 veicoli in tutto il mondo, ed e' un marchio in forte crescita.

Ecco, e' qui il futuro.

Quando arriva in casa FIAT questo benedetto futuro?

Quando la FIAT ascoltera' i suoi consumatori, e noi cittadini che vogliamo guidare auto pulite?

Friday, June 16, 2017

L'Europa e il trasporto elettrico - Norvegia in pole position, Italia male




“Our energy and the transport sectors are engaged in a co-transformation."

Andreas Kraemer, Potsdam, Germania

"By 2023, 10% of parking spaces in new 
buildings in the EU zone will also 
need recharging facilities."

"Despite being a G8 country 2015 sales of electric vehicles in Italy still amounted to a modest 0.1% of the total car sales in the country. This is mainly due to a lack of commitment by the government (incentives have been discontinued in 2014), a meager public charging infrastructure and timid reception by the public, which still considers BEVs too expensive and unsuitable. Further, many Italian houses are still equipped with electric contracts allowing only 3 KW of peak consumption, making home charging of electric cars unsuitable."

Lo status italiano dell'auto elettrica


Ve lo immaginate quante proteste in Italia quando
arrivera' il mandato EU e non avremo fatto niente
per incentivare le auto elettriche?




Si chiama elettro-mobilita' e la regina e' la Norvegia. 

Oslo ha tutta una serie di incentivi pratici per le auto elettriche: parcheggi dedicati, diritto di transitare nelle corsie degli autobus, una fitta rete di stazioni di ricarica, anche veloci per il pieno in 30 minuti, e niente pagamento di pedaggi. L'elettricita' da molte delle stazioni di ricarica e' gratis.

Inizio' tutto negli anni 1990 per ridurre inquinamento, traffico, e rumore; ben prima che si parlasse a larga scala dei cambaimenti climatici.

La Norvegia ha ora 135mila veicoli elettrici su un totale di 5.2 milioni di residenti.

Il 40% delle auto nuove vendute nel paese nel 2016 e' stato elettrico.

L'obiettivo e' di avere zero immatricolazioni a petrolio entro il 2025.

E il resto d'Europa?

Il paese che viene dopo la Norvegia e' l'Olanda con circa 113mila unita' elettriche; a seguire la Francia con 108mila macchine elettriche. 

In totale ci sono 637mila veicoli elettrici nel continente, in realta' la Cina ne ha di piu, circa 645mila, ma ha anche una popolazione che e' il doppio dell'Europa.  Negli USA siamo a 570mila unita'.

A livello globale, il numero di immatricolazioni elettriche e' salito del 30 percento rispetto al 2015: 
in Europa i modelli piu' amati sono le BMW i3, la Renault Zoe, la Nissan Leaf, e la Mitsubishi Outlander.

Si prevede che il 2017 sara' un anno di grande crescita per l'elettrico: per combattere i cambiamenti climatici, per ridurre l'inquinamento, per rispettare gli accordi di Parigi -- alla fine, per forza di cose si dovranno includere interventi sulla mobilita' dei cittadini.

In Norvegia, paradossalmente uno dei principali produttori di petrolio del mondo, funziona: con l'eletricita' che arriva dall'idroelettrico, l'e-trasporto e' quasi del tutto pulito e il chilometraggio e' sufficente per la maggior parte dei bisogni quotidiani di tutti. L'infrastruttura e' capillare e veloce e gli e-veicoli vengono ora usati non solo per andare sul brevissimo raggio, ma anche per distanze maggiori.  Qui l'obiettivo e' di vendere *solo* autovetture elettriche entro il 2025.

Ovviamente tutto questo abbisogna di incentivi, perche' siamo in un momento di transizione, e nessuna transizione, specie di questa portata, puo' avvenire senza investimenti a grande scala: in Norvegia l'auto elettrica beneficia dell'esenzione dalla tassa di acquisto, il 25% sul costo dell'autovettura.

Come finanziano cio'? Dai soldi dell'oil e del gas!

In realta', cio' che sta dando una grande spinta all''elettrico in altre parti d'Europa non e' tanto la presenza o meno di incentivi quanto nuove regole per l'emissione di CO2 dalle automobili.  Entro il 2021, l'EU ha deciso che ogni automobile dovra' emettere il 40% in meno di quel che emette adesso.

L'unico modo per centrare questo obiettivo e' di promuovere l'elettrico, e si lavora su questo in ogni citta' d'Europa. Ne beneficera' anche l'ambiente e la qualita' dell'aria, con il calo, dei PM nelle citta'.

Anzi, l'EU impone anche che dal 2023 in poi *tutte* le nuove case, complessi di appartamenti e anche quelle rinnovate, dovranno avere stazioni di ricarica.

Entro il 2023, il 10 percento di tutti i parcheggi pubblici dovra' essere per l'elettrico.

E cosi' e' partita la corsa.  Tutti ad investire, tutti a installare centraline per la ricarica, a cercare acquirenti. 

Tutto questo non puo' che arrivare al momento giusto? In Europa, dal 1990 ad oggi, le emissioni industriali sono calate del 38% -- in parte perche' sono calate le industrie -- mentre quelle dalle autovetture sono aumentate del 9% secondo i dati ufficiali dell'EU.

Intanto i costi dell'elettrico calano, grazie a sviluppi tecnologici, per la maggior parte portati sul mercato da Tesla: il prezzo delle batterie al litio (il 40% del costo di una auto elettrica) e' calato del 75% dal 2010 ad oggi: molto piu' in fretta di quanto gli esperti avevano predetto.

Nel 2010 il costo delle batterie al litio era di $1,000 per kilowatt-ora; adesso siamo a $350. Si prevede che nei prossimi anni arriveremo a $125.

E non solo i costi calano, aumenta anche la capacita' di stoccaggio delle batterie.  La BMW i3 arriva fino a 180km su singola carica e la Renault Zoe arriva a 320km. Tesla arriva a 340km. 

L'efficenza aumenta del 5% circa ogni anno, e siamo adesso arrivati alla "seconda generazione" di elettrico con modelli piu' leggeri, con autonomia maggiori.

Tutto questo arriva per la maggior parte da Tesla; i produttori di automobili europei hanno capito che o si adeguavano oppure in futuro avrebbero perso mercato e si sono dati da fare, dal mercato del lusso al mercato dell'utilitaria, ci sono modelli elettrici per tutti.

In Scandiavia hanno installato anche le stazioni di ricarica di seconda generazione: che caricano le automobili in breve tempo. Ce ne sono 1300 di queste ultramoderne. In totale in Europa le stazioni sono 100,000, la maggior parte lente.

E in Italia?

La situazione non e' rosea qui. Al dicembre 2015 (quindi un anno e mezzo fa, secondo le ultime statistiche che ho potuto trovare) c'erano solo 4,580 veicoli elettrici e 1,550 ibridi. Le vendite a quella data erano solo lo 0.1% del totale.

Perche'?

Perche' al governo non gliene importa niente -- incentivi non ce ne sono dal 2014, e l'infrastruttura e' carente.

La FIAT?  Dove sono le 500 elettriche in giro per l'Europa? Per l'Italia? Dove sono le automobili elettriche di seconda generazione della FIAT?

La FIAT e' rimasta all'eta' del petrolio.

E che nessuno dica che non erano stati avveriti.

L'UE dice che ogni casa nuova entro il 2023 dovra' avere stazioni di ricarica -- cioe' fra sei anni!

Ve l'immaginate quante polemiche in Italia quando arriveranno questi costi, senza le macchine elettriche?  Tutte le polemiche che ci saranno? La gente che si lamenta?  Occorre che ci sbrighiamo ad incentivare questo mercato dell'elettrico anche in Italia, e a dire alla gente che non e' vero che non si puo'.

Sei anni passano in fretta.

Invece che trivellare, caro Gentiloni, caro Salvini, caro Renzi, caro Berlusconi, caro Maio, iniziamo ad elettrizzare il paese in modo intelligente e cooperativo.


Thursday, October 15, 2015

La Toyota produrra' solo ibridi e macchine ad idrogeno entro il 2050









La Mirai della Toyota


For an automaker to envision all combustion engines as gone is pretty extraordinary.




E' una notizia meravigliosa.

Dopo l'ondata degli scandali del diesel pulito della Volkswagen, la Toyota arriva con lo straordinario annuncio che entro il 2050 vendera' solo ibridi e macchine a idrogeno per ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera.  Hanno aggiunto che il tutto sara' fatto in trasparenza e con input govermativi e dai proprio clienti.

L'obiettivo e' di emettere il 90% in meno di CO2 dalle proprie autobili rispetto ai livelli del 1990.

Il prototipo di autovettura ad idrogeno e' stato gia' rilasciato sul mercato nel 2014 e si chiama Mirai. Hanno venduto 1,500 esemplari in Giappone ed hanno appena iniziato la commercializzazione in Europa e negli USA.  Le stime sono di circa 3mila veicoli ad idrogeno vendute entro il 2017 e di 30mila per il 2020.

Intanto, la vendita di veicoli ibridi, ormai ben collaudati negli USA saliranno a 1.5 milioni di macchine all'anno, fino ad arrivare a 15 milioni macchine ibride sulle strade americane entro il 2020.
Tutti conosciamo la Toyota Prius, l'ibrido per la prima volta sul mercato nel 1997. Finora ne sono stati venduti 4 milioni. Adesso la Toyota creera' versioni ibride per ogni suo modello, dalle macchine sportive agli SUV. E quindi non solo Prius.

E a tutti quelli che dicono, si ma da qui al 2050 ce ne passa di tempo - e cioe' 35 anni -  il Senior Managing Officer della Toyota risponde: Kiyotaka Ise

"for an automaker to envision all combustion engines as gone is pretty extraordinary."

Ise aggiunge che le macchine a benzina rimarranno a disposizione nei paesi meno sviluppati dove l'infrastruttura e' meno avanzata, ma che i numeri saranno piccoli.

Perche' fanno questo?

Dicono che e' inevitabile perche' a causa dei cambiamenti climatici e della distruzione ambientale in atto, una mossa a grande scala verso una societa' libera dalle fonti fossili e' un imperativo.

Lo dice la Toyota, non la D'Orsogna!

Ise aggiunge che fra i fattori determinanti nella loro scelta, il fatto che la comunita' scientifica sia unanime nell'accettare i rischi legati ai cambiamenti climatici, e il fatto che inevetabilmente le nazioni gradualmente aumentano gli standard delle emissioni.

Come per tutte le cose, anche qui ci sono anni di programmazione, di studi e di investimenti e sanno cosa stanno facendo. Un analista presso la Barclays Securities Japan in Tokyo, Tatsuo Yoshida,  dice che il management della Toyota non parlerebbe cosi se non ne fossero assolutamente sicuri.

 "Toyota has been working on this technology for a long time. When officials speak out like this, it means they are 120 percent confident this is their scenario."

E non solo, la Toyota promette di ridurre anche le emissioni dalle loro fabbriche: di un terzo nel 2030 rispetto ai livelli del 2001.Useranno idrogeno e eolico,  e recicleranno piu' che potranno i materiali da automobili dismesse.

Il capo della Toyota Takeshi Uchiyamada, anche noto come il "papa' della Prius" dice che fanno tutto questo perche' vogliono contribuire ad una societa' migliore.

Attendo con ansia simili annunci da parte della FIAT.

Intanto qui, Marchionne che nel 2014 diceva ai Californiani di non comprare le sue auto elettriche. 
Lungimiranti, eh?