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Tuesday, October 3, 2017

General Motors, fra le principali produttrici di automobili al mondo: il futuro sara' solo elettrico


 
“General Motors believes the future is all-electric.
We are far along in our plan to lead the way to that future world.”

Mark Reuss, General Motors
La General Motors e' in affari da cento e piu' anni.

Il suo business sono le automobili.

E' fra le principali produttrici di veicoli al mondo.

Il giorno 2 Ottobre 2017 annunciano che il futuro sara' solo elettrico.

Niente piu' benzina. Niente piu' diesel. Solo elettrico, zero emissioni.

La transizione iniziera' subito, con due nuovi modelli 100% elettrici sul mercato nel 2018, con ben 18 modelli nuovi entro il 2023.

Perche' fanno questo?

Perche' amano l'ambiente? Perche' hanno una coscienza speciale? Mi piacerebbe pensare di si, ma non sono cosi naive. Lo fanno per business. Perche' e' adesso la corsa a chi ci arriva prima a conquistare il mercato elettrico, in modo da controllare mercato, e idee, e direzioni.

E quindi la risposta e': perche' quelli della General Motors vogliono essere i primi a passare all'elettrico, vogliono essere i "pionieri" della transizione e a dettarne le modalita' e non stare a guardare gli altri.

Negli ultimi mesi di questi annunci ne abbiamo sentiti tanti: Volvo, Aston Martin, Land Rover. Tutti che passeranno all'elettrico. Ovviamente c'e' poi la Tesla fa solo questo dal giorno in cui e' nata.

Ma la General Motors e' diversa, per il suo volume di affari: nel 2016 hanno venduto 10 milioni di automobili e fanno un po di tutto, dagli SUV ai pickup alle berline.

E come detto, non vogliono stare a guardare. Paesi come Francia, Olanda, Norvegia e UK hanno tutte annunciato che prima o poi vieteranno le automobili a benzina. Pure la Cina l'ha annunciato. Questo vuol dire mercato, vuol dire concorrenza, vuol dire voler arrivare primi e non ultimi.

E quando c'e' dentro la Cina, con il suo enorme potenziale di autisti e di acquirenti, e' evidente che per sopravvivere qualsiasi multinazionale deve adeguarsi. Se la Cina veramente sara' elettrica (come dicono) dovranno esserlo anche tutte le case produttrici di automobili se vogliono sopravvivere sul mercato mondiale.

E anzi, la General Motors intende accaparrarsi quanto piu' le sara' possibile del mercato cinese. Hanno annunciato piani specifici per il lancio di dieci veicoli elettrici in Cina entro il 2020 e nel 2017 hanno gia' iniziato a vendere una due posti elettrica al costo di 5,300 dollari.

Per capire la vastita' del mercato basta solo dire che nel 2016 la General Motors ha venduto 3 milioni di macchine negli USA e 3.6 in Cina.

E' certo un investimento, e per adesso la General Motors dovra' affrontare un sacco di perdite, visto che i costi dell'elettrico sono molto di piu' di 5,300 dollari a vettura. Ma scommettono sui costi di scala, sui prezzi delle batterie che calano, su macchine piu' leggere, piu' efficienti, sulle fette di mercato che si sono conquistati.

Ironia della sorte vuole che in realta' la General Motors porto' sul mercato negli anni '90 un prototipo di macchine elettrihe, la EV-1, sempre una due-posti. Furono loro stessi a ritirarla dal mercato e distruggerle tutte, sotto pressione dalle lobby della benzina e del governo centrale.

E poi mentre la Toyota tirava fuori la Prius, la General Motors produceva ... Hummer!

Pian piano pero' hanno capito davvero che il futuro e' elettrico e cosi dopo la Chevy Volt ibrida, e' arrivata la Chevy Bolt, tutta elettrica con range di 200 miglia e dal costo di circa 30mila dollari.

Vediamo se il futuro gli dara' ragione.

Ma ... la FIAT dov'e' in tutto questo?

La General Motors vuole essere leader in questa transizione.
La FIAT che idea ha sul futuro? 


Monday, February 22, 2016

Uganda: l'autobus al sole



"In Uganda, we have non-stop sun. 
No other countries manufacturing vehicles are on the equator like Uganda. 
We should celebrate that, and make a business out of it."


"By launching the bus, we are saying Uganda now has the potential 
to add value in the world, especially within electric technology."


Paul Isaac Musasizi, Kiira Motors Corporation
sul primo autobus solare d'Africa


Uganda: l'autobus solare, il primo del suo genere in Africa, prodotto dalla ditta Kiira Motors e chiamato Kayoola. Il primo prototipo e' stato presentato nella capitale del paese, Kampala il giorno 16 Febbraio 2016.

Di questo autobus, una delle due batterie si puo' ricaricare direttamente dal tetto, mentre l'altra viene usata. Ogni carica dura circa 80 chilometri e necessita di un ora per essere completata. L'autobus ha 35 posti a sedere ed e' inteso per viaggi urbani.

Il CEO della Kiira Motors si chiama Paul Isaac Musasizi, ha 35 anni. E' ambizioso e coraggioso -- una specie di Elon Musk della Tesla, versione Africa. Musasizi vede questo autobus come il contributo dell'Uganda al resto del mondo. Anzi, ha detto che le reazioni di pubblico ed investitori da parte dell'intero globo sono state positive e che e' pronto alla produzione di massa. Si vuole partire con 50 autobus all'anno e piano piano passare a pick-up, camion, e anche macchine. Il costo per il prototipo e' stato di $140,000 dollari, ma le stime sono che la produzione di massa portera' all'abbassamento dei costi, a circa $45,000 dollari.

In questo momento presso la Kiira Motors lavorano 32 persone. Ma se le cose vanno per il vero giusto, si prevede che entro il 2018 la produzione di Kayoola portera' alla creazione di 7,000 posti di lavoro. Inizialmente la maggior parte dei componenti verra' da fuori i confini nazionali, ma si spera che con il passare del tempo si riuscira' a produrli in loco, in modo che tutto l'autobus sia made in Uganda.

Da dove arriva l'idea?  L'autobus e anzi l'intera Kiira Motors Corporation sono nati da un progetto all'universita' ugandese Makerere University, che e' adesso comproprietaria del brevetto e che ha anche avuto accessi a fondi governativi tramite il Presidential Initiative on Science and Technology.

Ma Paul Isaac Musasizi non vuole fermarsi all'autobus. Vuole che ogni stazione di benzina in Uganda abbia rifornimenti di energia per le macchine elettriche e che anzi l'Uganda deve seguire l'esempio del Marocco con i suoi mega-impianti al sole. Dice che avere dei trasporti efficenti sono il punto di partenza per una economia efficente e per lo sviluppo per tutti.

La gente dell'Uganda e' orgogliosa.

Tutto questo viene da un paese in via di sviluppo. Come sempre l'uomo e' piu' intelligente dei buchi.  Basta solo volerlo.

Saturday, June 14, 2014

La Tesla open source




Tesla will not initiate patent lawsuits against anyone who, 
in good faith, wants to use our technology.

Elon Musk, Tesla Motors

Elon Musk has always been a rebel. Now he’s an open source rebel.

Fortune Magazine


I don’t think people quite appreciate the gravity of what is going on 
with regard to global warming or just how much inertia the climate has. 
We really need to do something. 
 It would be shortsighted if we try to hold  these things close to our vest.

Elon Musk, Tesla Motors

Stamattina ero li che facevo colazione e alla radio viene fuori l'annuncio che mi ha fatto innamorare ancora un po di piu' della Tesla.

Elon Musk, l'imprenditore del 21 esimo secolo, creatore della Tesla Motors, annuncia che la sua macchina sara' open source, e cioe' che si possono copiare le tecnologie Tesla senza paura di essere denunciati per infringement dei suoi brevetti. E' una mossa senza precedenti per l'industria delle automobili.

Ecco cosa dice Musk dal suo blog:

“Tesla Motors was created to accelerate the advent of sustainable transport. If we clear a path to the creation of compelling electric vehicles, but then lay intellectual property landmines behind us to inhibit others, we are acting in a manner contrary to that goal."

"Tesla Motors e' stata creata per accellerare l'avvento del trasporto sostenibile. Se apriamo una strada alla creazione di macchine elettriche attraenti e competitive, ma poi poniamo mine di proprieta' intellettuale sul campo per rendere difficile il percorso ad altri, allora stiamo lavorando in un modo contrario al nostro obiettivo."

Tutto questo rivoluzionera' il campo delle macchine elettriche. Dal punto di vista di Musk, i brevetti sono un ostacolo alla crescita e non ce la si fara' mai a combattere la crisi dei cambiamenti climatici se si va avanti da soli. 

La Tesla e' partita da zero. E nel giro di pochi anni sono arrivati ad un prodotto perfetto che tutte le review definiscono un sogno.

Musk dice che all'inizio usarono i brevetti perche' avevano paura che i grandi produttori di automobili avrebbero ricopiato le loro tecnologie, e che essendo la Tesla una piccola ditta, non ce l'avrebbero mai fatta a sopportarne la competizione. Ma tutto questo non e' successo, e oggi il mercato delle auto elettriche e' ancora molto limitato. Solo l'1% delle automobili vendute negli USA e' ad emissioni zero. Meglio va in California, dove le leggi impongono che per il triennio 2014-2017, il 14% delle auto vendute da ciascuna casa automobilistica deve esser a emissioni zero.

Il mercato e' dunque enorme e la competizione per la Tesla non sono le altre auto elettriche, ma l'enorme mole di macchine ancora a benzina. Musk dice che si aspetta che questa mossa open source portera' benefici alla Tesla, e che la leadership la si acquista non con muri e chiusura, ma semplicemente attraendo i migliori ingegneri e nel motivarli il piu' possibile.

In modo simbolico e per mostrare la nuova apertura al modello open source, Musk ha eliminato un muro che circondava la sede centrale della Tesla a Palo Alto, California.

Probabilmente la Tesla ci guadagnera' anche economicamente con questa apertura.
Ad esempio stanno per costruire una fabbrica da 5 miliardi di dollari per batterie al litio, ed e' evidente che un mercato maggiore le portera' maggiori clienti.

Ma e' strabiliante lo stesso che una ditta apra in modo cosi completo alla competizione. La Tesla e' in discussione con la BMW per creare assieme una rete di stazioni di servizio e di ricarica lungo la rete autostradale USA. Musk vorrebbe veramente che si passasse dal paradigma di macchine elettriche come hobby per le case automobilistiche ad un piu' forte impeto nel farne il nuovo standard di trasporto.

La Tesla ha centinaia di brevetti per ogni tipo di innovazione possibile nel campo dell'auto elettrica, innovazioni che hanno abbassato i costi delle batterie, aumentandone la sicurezza. I tempi di ricarica sono piu' veloci delle altre macchine elettriche, ed e' anche piu' veloce come automobile grazie ad una perfetta integrazione di software e hardware. Nessuna altra casa automobilistica ha investito tanto quanto la Tesla sulle macchine elettriche.

Ed e' bene notare che la Tesla non ha bisogno dell'open source per profitti: ce li ha gia'. Ha sul mercato due automobili che hanno vinto ogni sorta di premio possibile, le azioni sono in fibrillazione, le macchine vanno a ruba e stanno per lanciare un altra automobile nel 2015.

Musk non ha paura dei brevetti open source perche' sviluppano tecnologia sempre piu' in fretta, cosicche' ora che la competizione ha capito come usarla, la Tesla ne ha gia' delle altre pronte. A Business Week, Musk dice che quello che stanno facendo non e' granche' da un punto di vista economico:


You want to be innovating so fast that you invalidate your prior patents, in terms of what really matters. It’s the velocity of innovation that matters.

e quindi finche' investono con i loro ingegneri e la creativita', saranno sempre avanti. Ma quello che gli preme di piu' e' di aprire il mercato alle auto elettriche.

Musk e' un uomo ricchissimo: possiede SpaceX, l'unica ditta privata che e' riuscita a mandare e a far tornare sulla terra una mave spaziale ed e' uno dei dirigenti di SolarCity una delle piu' grandi ditte di pannelli fotovoltaici negli USA.

Qui invece il Sergio Marchionne nazionale che chiede ai suoi clienti californiani di non compare la FIAT 500 elettrica perche' non ci guadagna.