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Thursday, June 22, 2017

Boom del sole in California: regalata energia all'Arizona










Per due settimane di Marzo, l'Arizona ha ricevuto energia gratis dalla California. Anzi in alcuni giorni l'eccesso di solare prodotto dal nostro stato era cosi grande, che Sacramento ha dovuto pagare Phonenix per prenderla e non sovraccaricare le linee.

Era gia' successo a Gennaio e a Febbraio. 

Ovviamente tutto questo e' stata una manna per l'Arizona, che ha risparmiato milioni di dollari, secondo il gestore della rete elettrica di California, anche se i numeri esatti non sono stati annunciati.

Ovviamente questo e' anche un problema per la California.

Il regalo all'Arizona sarebbe stato ancora maggiore se non fosse stato che in alcuni giorni gli impianti al sole sono stati operativi solo parzialmente, appunto per non portare al sovraccarico.

C'era solo il sole? No, assolutamente no. Anzi, sebbene raddoppiata rispetto al 2016, l'energia prodotta dal sole che finisce in rete e' ancora solo il 10%.  E poi c'e' un altro 4% che arriva dai tetti e che viene usata in loco. 

Quello che c'era e che c'e' ancora a occupare lo scenario energetico e' il gas, e i gestori di questi impianti che cercano di proteggere i loro interessi, costi quel che costi.

Una piccola parentesi. La California e grande, e per molte cose disorganizzata. A volte veniamo presi in giro per essere troppo liberali (progressisti) e perche' ci sono mille e piu' enti a fare la stessa cosa.

E per l'energia e' la stessa cosa. Non c'e' un vero ente che coordina tutto, ma un potpourri di agenzie varie. Il risultato e' che sebbene abbiamo un surplus di energia in questo stato (e appunto paghiamo l'Arizona per prendersela!) i costi dell'energia sono ancora elevati.

Paghiamo qui il *doppio* di quanto paga l'americano medio, secondo il Los Angeles Times, appunto per una mal gestione.

Abbiamo l'obiettivo bellissimo di arrrivare al 50% di energia da sole e vento entro il 2030. E' una decisione che arriva da Sacramento. Oggi in totale siamo al 25%. Si prevede che il sole scoppiera' nei prossimi anni a causa del crollo dei prezzi, e della loro maggior efficenza.  L'obiettivo ulteriore e' il 100% entro il 2045.

Possiamo farcela.

Ma allo stesso tempo chi controlla e gestisce gli impianti per la gestione dell'energia lo fa in modo indipendente da Sacramento. E cosi, fino a pochi anni fa hanno continuato a fare le cose che facevano prima: approvare rinnovi ad impianti a gas, senza troppo accomondare la nuova realta' rinnovabile.

Perche'?

Perche' come detto, tutto il mondo e' paese e pure il gestore californiano ha amici e connessioni e parenti da accontentare. La solfa e' che le rinnovabili sono imprevedibili a causa delle fluttuazioni climatiche, che non si sa mai con le batterie, e che per essere sicuri occorre usare le fossili. E quindi, approviamo il gas!

Spesso ci sono stati battibecchi fra i politici di Sacramento, questi gestori statali, e i gruppi ambientali.

Esempio? La ditta AES Southland propose nel 2012 di abbattere una vecchia centrale a gas a Redondo Beach e di ricostruirla per un costo stimato fra i $250 e i $275 milioni. Avrebbero pagato tutto i residenti, con un aumento del costo in bolletta. Inizialmente quelli della AES Southland la spuntarono, sebbene le rinnovabili continuassero a crescere e sebbene occhi indipendenti non ne vedesse veramente l'utilita' di questo vecchio-ma-nuovo impianto a gas.

Tutti sappiamo come andra' a finire: le fossili prima o poi spariranno, lo sappiamo tutti. Ma per adesso c'e' ancora questo periodo di aggiustamento, in cui la morte del fossile coincide con la maturazione delle rinnovabili.

Un segno di questa battaglia dal vincitore annunciato e' che di recente e' stato deciso, per la prima volta qui in California, che alcuni impianti a gas vecchi e bisognosi di essere rinnovati verranno demoliti e mai piu ricostruiti.  Altri sono sotto esame, per capire cosa farne.

Intanto occorre trovare armonia fra tutti i pezzi e capire come bene regolamentare il tutto. Le calibrazioni energetiche sono difficili, specie se contiamo l'energia generata dai tetti dei residenti.

Ma perche' non spegnere le centrali a gas quando il sole picchia forte? Perche' e' piu' facile spegnere un campo solare che non una centrale a gas.  E quindi si tengono accese le ultime e si spengono le prime.

Nonostante tutti questi balletti a volte i conti proprio non tornano e quindi occorre mandare l'energia in eccesso in Arizona o in Nevada. Quando gli serve la pagano, quando no, dobbiamo noi pagare loro.

Un paradosso, no? Paghiamo Arizona e Nevada per prendersi la nostra energia e noi teniamo accesi gli impianti a gas, e nel frattempo le ditte del gas cercano di prolungare l'agonia finche' possono.

Ma un giorno tramonteranno, lo sanno anche loro.

Come e' finita a Redondo Beach?

Alla fine nel 2017, dopo anni di battaglie legali e di udienze, e' stato deciso che davvero la centrale a gas della AES Southland non serviva.

Quella vecchia chiudera' nel 2020 e poi sara' storia. 

Il buon senso ha vinto.

Wednesday, June 14, 2017

La Cina apre il piu' grande impianto solare galleggiante del mondo su ex miniera di carbone

Jerry Brown, governatore di California all'incontro di partnership per l'energia verde fra Pechino e Sacramento.


Longyangxia Dam Solar Park, Tibet

La Cina corre forte.

Ed ora hanno aperto anche il piu grande impianto solare galleggiante del mondo, in barba a Trump.

Anche se ci possono essere vari metri di paragone, la Cina puo' veramente essere considerata fra i paesi all'avanguardia in campo di innovazione green. Lo so che sono ancora un paese in via di sviluppo, ma il punto e' che guardano avanti.

Tutti i maggiori investimenti che fanno qui, per quanto riguarda l'energia, sono in campo rinnovabile, non piu' in carbone e fossili.

Un solo solo esempio: l'impianto solare della foto in alto, 40 mega-watt, 160mila pannelli, e che dara' energia a 15mila case nei pressi della citta' di Huainan, provincia di Anhui, e' stato costruito sui resti di una miniera di carbone collassata ed allagata. L'acqua del lago artificiale collegata alla miniera collassata, mista all'acqua piovana, era satura di rifiuti minerari, ed era tossica e inutile.  

Adesso c'e' un campo solare sopra. Pragmatici, no?

In Cina c'e' il 67% di tutti i pannelli solari del mondo. Dal 2012 ad oggi, la Cina e' stato il paese con i maggiori investimenti green. Nel solo 2016 hanno speso 88 miliardi in sole e vento, raddoppiando la generazione di energia pulita.

Vogliono arrivare al 20% entro il 2030. Adesso siamo all'11%.

Hanno firmato accordi con Jerry Brown, il governatore di California, per collaborare sui cambiamenti climatici, e non gliene importa niente di Donald Trump e della sua fossilita'.

Non vedono l'ora di mostrare la loro leadership al mondo.










Wednesday, June 7, 2017

La California a demolire sette vecchi impianti a gas. Bastano le rinnovabili.


Moriranno tutte.




The whole utility paradigm has shifted.
The old model, the old legacy clunkers, 
won’t get us into the future we want


Per la prima volta nella sua storia la California decide di sospendere la costruzione di nuovi centrali a gas: non ce n'e' piu bisogno, grazie alle rinnovabili.

Sette centrali a gas, ormai vecchie, decrepite, abbisognanti di manutenzione superstraordinaria, brutte e ingombranti, verranno abbattute e mai piu ricostruite. 
 
Il Los Angeles Department of Water and Power (che qui chiamiamo tutti DWP, una sorta di carrozzone dell'acqua e del gas) ha infatti annunciato che i $2.2 miliardi di dollari previsti per ricostruire almeno tre varie centrali a gas diventate obsolete nella nostra contea non verranno piu' spesi.

E cosi le centrali in questione saranno demolite e non piu ricostruite.

Si tratta degli impianti di Scattergood (El Segundo), Harbor (Wilmington) e di Haynes (Long Beach). Li conosco tutti.

Se invece si considera tutta la California del Sud (che include le contee di San Diego, Santa Barbara, Ventura, e quelle piu' all'interno) che non viene gestita da Los Angeles le centrali scomparende sono sette.

Per esempio,  la California Energy Commission ha progettato di togliere la spina ad un altro impianto a gas a Mandalay Bay nella citta' di Oxnard, nella vicina Ventura County, fra Los Angeles e Santa Barbara. 

Abbiamo in questo stato una abbondanza di elettricita' ed un surplus di circa il 21% di piu di quel che ci serve, grazie al risparmio energetico, alle rinnovabili.

E ovviamente ci sono i costi: queste centrali a gas, fra manutenzione e gestione ci costano la bellezza di 40 miliardi di dollari l'anno, e continuano ad essere costruite nonostante da tempo i consumi siano diminuiti.

Perche' si continuano a costruirle? Perche' tutto il mondo e' paese, e quelli delle centrali a gas, inclusa la DWP, ci fanno un sacco di soldi a distruggere e a ricostruire!

Solo che a volte il ricostruire, non serve.

Infatti, visto che abbiamo l'obiettivo del 50% di elettricita' da rinnovabili entro il 2030, ed e' in corso l'idea del 100% entro il 2045, e' evidente che non ha senso construire centrali nuove!


Finalmente la DWP ha deciso di togliere la linfa a questi progetti a gas, anche grazie alle inchieste del Los Angeles Times che hanno mostato i numeri e i dati. Quanto paghiamo, quanto pagavamo, e perche' non serve rimpiazzare queste centrali a gas. Di fronte alle nude cifre, il DWP non ha potuto piu negare l'evidenza.

Questa e' una vittoria dell'ambiente, del buon senso, dei soldi dei cittadini, ma mostra anche quanto importante sia una stampa il piu possibile libera e che possa mettere in luce le cose storte, di modo che nessuno possa scappare all' "accountability".

Una parola troppo spesso sconosciuta in Italia.














Wednesday, May 31, 2017

Siria e Nicaragua firmano gli accordi di Parigi. Restano fuori solo gli USA di Donald Trump



Update:  Oggi 7 Novembre 2017 anche la Siria decide di aderire agli accordi di Parigi contro i cambiamenti climatici.

 Lo ha annunciato una delegazione siriana a Bonn, dove si svolgera' il nuovo summit sull'ambiente.

Il 24 Ottobre 2017 anche il Nicaragua ha detto si.

In questo momento l'unica nazione del mondo a non farne parte sono gli USA.

Grazie a Donald Trump. 

 

 

La prima telefonata al sole avvenne grazie a questo pannello solare, il "Bell Solar Battery" Americus, Georgia, 4 Ottobre 1955.

La prima cella fotovoltaica venne creata nel 1954 presso i Bell Labs del New Jersey.

 



La prima turbina generatrice di energia, Ohio 1888


Siria, 2017. Pure la Corea del Nord ha firmato Parigi. 
Solo la Siria e il Nicaragua ne sono fuori. E ors forse, gli USA. 
Succede lo stesso giorno in cui la Exxon decide di votare per misure piu stringenti contro i cambiamenti climatici.

Succede il giorno dopo che i dati ufficiali parlano del 10% di rinnovabili -- sole e vento -- a generare l'energia di questa nazione. 

Secondo fonti interne alla Casa Bianca, il presidente Trump avrebbe deciso di uscire dagli accordi di Parigi, anche se lui stamattina ha twittato che non ne e' ancora sicuro al 100% e che presto annuncera' il da farsi.

Di tutte le nazioni del mondo, solo due non fanno parte degli accodi di Parigi: la Siria (sull'orlo del collasso) e il Nicaragua. Quest'ultima non ha firmato perche' voleva obiettivi piu ambiziosi, e se li e' posti da sola. Il paese infatti ha l'obiettivo di arrivare al 90% di rinnovabili entro il 2020.

Quindi siamo gli USA con la Siria!

E' questo qualcosa di vergognoso sotto ogni profilo -- per l'ambiente certo, ma anche per il ruolo degli USA nel mondo, il suo rapporto con i supposti alleati. Tutto qusto per la stupidita' di un uomo solo.

Il papa gli ha regalato l'enciclica, la Merkel e gli altri gli hano ricordato quanto importante fosse restare parte di questi accordi, ma nada.

Addirittura i capi della Shell e della Exxon gli hanno detto che sarebbe stato controproducente uscirne. Rex Tillerson, ex CEO della Exxon e ora segretario di stato, e' della stessa opinione. Pure Ivanka e suo marito Jared Kushner a quanto pare hanno cercato di convincerlo del'utilita' di restare in questi accordi.  Al Gore ha fatto un ultimo tentativo qualche settimana fa.

Ma niente, Trump non ci sente e non ci vede. 

Sebbene limitati, gli accordi di Parigi sono stati il patto piu' ampio mai firmato nella storia per fare almento qualcosa contro i cambiamenti climatici.

Perche' Trump vuolo uscirne? Perche' intanto e' circondato da persone ancora piu stupide di lui che lo consigliano, perche' non ascolta gli scienziati veri, perche' e' presuntuoso, e perche' pensa davvero di stare ancora agli anni settanta!

E' la prima volta che accade tutto questo?

No.

Kyoto fu esattamente la stessa cosa.

Clinton accetto' e firmo' gli accordi nel 1997. Poi arrivo' George Bush presidente che decise che non erano nell'interesse degli USA e .. adios.  Tutto questo non ha fatto altro che far vergognare gli americani, oltre che farci passare per retrogradi, e perdere tempo prezioso con le rinnovabili.

Se c'e' qualcosa di positivo in tutto cio' e' che se veramente Trump esce da questi accordi, ci vorranno anni, per veramente mettere in atto la fuoriuscita ufficiale degli USA.  Pero' manda un segnale agli altri paesi.

In questo momento il principale emettitore di CO2 e' la Cina. Gli USA sono secondi. Se gli USA escono, cosa fara' la Cina? E l'India?  Anche se Cina ed India hanno detto di voler restare parte di Parigi, certo se volessero anche loro ritirarsi con la scusa che gli altri hanno avuto decenni e secoli per industrializzarsi emettendo CO2 e loro no, chi potrebbe dargli torto?

Escono gli USA, perche' Cina ed India dovrebbero restare?

Che vergogna per questa nazione. Davvero. Pensare che Jimmy Carter installo pannelli solari sulla casa bianca 40anni fa.

I pannelli solari e le turbine eoliche sono stati inventati qui, in the USA.

E guarda dova siamo fniti. Assieme alla Siria devastata dalla guerra. 

Saturday, April 29, 2017

Trump a trivellare il mare degli americani. La California gli risponde "non se ne parla nemmeno"







“California will fight this every step of the way. 
We do not want oil drilling off our coast. Period.” 

California, 83 anni


“We will fight to the end.
They will not get any new oil on these shores."

 Susan Jordan, California Coastal Protection Network


“Californians will not stand for this. 
We love our coast. It's our playground, the driving force of our economy, 
the place where we find solace, joy and sustenance.”

Jennifer Savage, the Surfrider Foundation

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Instead of taking us backward, the federal government 
should work with us to advance the clean energy economy
 that’s creating jobs, providing energy 
and preserving California’s natural beauty,”

 Xavier Becerra, California General Attorney


“President Trump and his oil industry cronies may want to drill, 
but we’re going to stop that oil and gas development from being feasible"

Hannah-Beth Jackson, Senatrice Santa Barbara


"California’s door is closed to President Trump’s Pacific oil and gas drilling” 

 Gavin Newsom, Chairman Lands Commission



Come sarebbe bello sentire anche in Italia politici
 che dicono queste cose senza mezze parole.



  
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Oggi 28 Aprile 2017, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che, se tutto va come programmato, ha l'obiettivo di aprire il Pacifico, l'Atlantico, e l'Artico alle trivelle.

Si chiama, molto chiaramente, America First Offshore Energy Executive Order.

Ma come, non ci aveva provato Obama a proteggere questi mari? E tutti gli ordini di Obama?  E i limiti prima di Obama? Che fine fanno?

Certo, tardi o presto che sia stato, Obama ha fatto dei passi per frenare le estrazioni petrolifere. Ma come sempre, e' questa una lotta per la vita, nel senso che il petrolio e' sempre li, e basta un cambio di presidente, di idee, di condizioni di mercato, per disfare decisioni e protezioni.

Trump e' appunto un esempio di tutto cio': vuole stoltamente eliminare le protezioni di Obama e di molti dei precedessori di Obama, repubblicani e democratici indistintamente, per trivellare perche' pensa che il futuro siano dei buchi in mare.

Il presidente dai capelli arancioni, l'imbarazzo nazionale per questo paese, non ha mai fatto mistero del suo petrol-amore, e anzi, di tutte le cose di questi 100 giorni della sua presidenza, dove e' stato piu' traumatizzante e' stato l'ambiente.

E' semplicemente un uomo vecchio dentro, di idee, e di prospettive, e pensa che siamo ancora agli anni settanta.

E' per questo che e' una lotta per la vita, perche' quello che non deve cambiare, mai, e' la coscienza popolare, il ricordo delle battaglie vinte e perse, e il voler passare alle generazioni future un ambiente protetto, migliore, con l'antivirus della distruzione ambientale.

Trump dice che le trivelle porteranno "grande ricchezza" e "grandi lavori", ma il panorama politico dello stato e' in subbiglio gia' adesso.  Assieme a loro gruppi ambientali che promettono battaglia.

La cosa buona e' che per cambiare le decisioni di Obama ci vorranno almeno due anni e che gli stessi amministratori del governo Trump si rendono conto che in alcuni stati la resistenza e' e sara' forte, prima fra tutti la California.

Il segretario dell'interno Ryan Zinke, dice che terra' conto delle opinioni dei residenti e ha pure detto che dopo la sua visita a Santa Barbara si e' reso conto che la gente qui non vuole pozzi e trivelle nuove.

Come ripetuto ad infinitum in questo blog, dopo lo scoppio di Santa Barbara di un pozzo di petrolio nel 1969, non ci sono state mai piu' nuove trivelle nei quasi 50 anni dopo quella data. Quello che resta sono 27 piattaforme ancora in azione e che erano li da prima del 1969. Lo scoppio di Santa Barbara e' stato il terso piu' grande della storia d'America, dopo quello del Golfo del Messico nel 2010 e della Exxon Valdez nel 1991.

Ma forse, piu' di tutto, quello che fermera' Trump sara' l'economia: con il petrolio a meno di $50 al barile, semplicemente non conviene trivellare, specialmente in California con tutte le sue tasse e le sue regolamentazioni ambientali.  Uno dei contendenti per la poltrona di governatore nel 2018,  Gavin Newsom, a suo tempo gia' sindaco di San Francisco ed ora presidente della commissione che si occupa della gestione delle terre pubbliche di California, dice che seppure Trump dovesse permettere trivelle nel Pacifico, Sacramento potrebbe non dare i permessi per costruire i necessari oleodotti verso terra, di fatto impendendo ai petrolieri di trasportare il greggio.

Il governatore della California, Jerry Brown invece manda un comunicato stampa assieme con i governatori di Oregon e Washington dicendo che nessuno dei tre stati vuole tornare indietro, ai tempi delle trivelle in bella vista lungo le coste dei nostri mari.

E poi la domanda da Rischiatutto: perche' non puntare sulle rinnovabili invece? 

Ma Trump non ci sente. Va avanti per la sua strada, cieco all'evidenza. Se solo scegliesse di puntare su sole e vento, guadagneremmo tutti, persone, lavoro, salute,  e pure la sua immagine di presidente.

La presunzione, eh? 

Trump ha anche ordinato una "review" di tutti i monumenti naturali della nazione, e cioe' aree protette, per vedere se c'e' potenziale energetico (leggi petrolio e gas) e aprire la strada alla revoca di tali aree protette. Come dire: da oggi non esiste piu' Yellowstone! Nessuno mai in tutta la storia americana ha mai fatto una cosa del genere, e infatti non c'e' nessun protocollo che si possa seguire.

Ma la cosa che a me fa pensare, e il contreasto che vedo con l'Italia e' che qui si e' levata una fitta voce di persone autorevoli che hanno detto a Trump chairo e tondo che qui di trivelle non ne vogliamo sapere niente. E in Italia? Ai tempi del referendum del 2016 dove erano tutto i cuor di leone politici italiani?

Chi lo sa.









Sunday, April 23, 2017

USA record di rinnovabili, nucleare crolla. California: il 56.7% dell'elettricita' da sole e vento





Nonostante la politica, le rinnovabili vanno avanti senza pieta' in tutto il mondo.

Anche negli USA di Donald Trump.

La produzione di carbone e' ai minimi storici dal 1978 secondo la EIA, Energy Information Administrationun ente federale.

A guidare il tutto il mio stato, con tutti i suoi guai: la California. Qui l'ente indipendente che gestisce la rete elettrica, la Independent System Operator (ISO) riporta che il giorno 23 Marzo 2017 la percentuale di rinnovabili nello stato e' arrivata al 56.7%.

La maggior parte di questa energia e' dal sole, circa 10 GW - e siamo solo ad Aprile!

In totale nel Golden State ci sono 150mila persone direttamente impiegate in sole e vento.





E il trend delle rinnovabili va avanti.


E questo non e' solo per amor di pianeta, ma perche' il sole e il vento portano economia, lavoro e sono piu' convenienti del resto, perche' i prezzi si sono abbassati e perche' le leggi obbligano i produttori di elettricita' ad abbassare le emissioni.

California, Massachusetts e Hawaii hanno obiettivi di farcela a diventare 100% rinnovabili.

Ora, non e' tutto rosa e ci vogliono soldi e intelligenza.

La prima cosa e' di incentivare ancora di piu' il sole sui tetti. San Francisco ha la sua legge per questo, e sarebbe un grande passo in avanti se tutto lo stato obbligasse i costruttori in tutto lo stato a solarizzare tutti i tetti, da Sacramento a San Diego.

E poi, in California ci sono 38 operatori elettrici. Occorrera' connetterli fra loro, portando l'operatore X a vendere all'operatore Y quando X produce di piu' e Y di meno, in modo da evitare sprechi.

In alcuni casi, purtoppo, c'e'  troppa generazione di elettricita' specie dal sole, e infatti la  California Independent System Operator (CAISO) che si occupa di tenere bilanciata la rete dello stato dovra' mettere lo stop alla produzione di solare a causa della sovrapproduzione e del sovraccarico alla rete. 

Per questa primavera di parla di circa 6 - 8 GW di elettricita'. Occorrera' quindi bilanciare il tutto meglio e costruire altri impianti di stoccaggio e ideare batterie innovative che possano andare bene per il 21esimo secolo.

Magari si potrebbe pensare anche di cambiare il sistema tariffe. Per chi non ha l'impianto sul tetto e usa elettricita' dalla rete, far costare l'elettricita' di meno la sera o la notte, di modo da usare tutto quello che le rinnovabili generano nel corso della giornata in un modo ottimale, uniforme e senza sprechi.

Tutti questi problemi non devono essere visti come ostacoli insormontabili, quanto invece come sfide per il futuro. Nessuno ha detto che le cose siano facili nella vita, ma se pensiamo a quanta strada abbiamo fatto con le rinnovabili nel corso degli scorsi anni, allora ci si rende conto che davvero l'uomo e' piu intelligente dei buchi.

Se lo vuole.









Sunday, May 12, 2013

Sebastopol: seconda citta' californiana con obbligo di pannelli solari


"We are going to be number one.
Now, we're number two."


E cosi dopo Lancaster nel deserto della California del sud e nella contea di Los Angeles, anche Sebastopol nella contea di Sonoma della California del nord passa una legge secondo la quale tutti i nuovi edifici devono avere incorporato un sistema fotovoltaico che possa generare almeno il 75% del fabbisogno di energia elettrica dal sole.

Poiche' alcune zone hanno molti alberi e magari ci sono colline a fare ombra, chi non potra' arrivare alla percentuale del 75% potra' pagare una tassa o installare impianti alternativi.

Nessuno ha protestato.

Tutto questo non nasce nel vuoto: Sebastopol e' una citta' che da anni segue il sogno del sole, delle rinnovabili e della sostenibilita'.

Nel 2002 la citta' creo' Solar Sebastopol - un progetto di incentivi per il fotovoltaico che ora comprende tutta la contea e che si chiama Solar Sonoma County.

Ci sono siti web, ti dicono come fare, come prendere i finanziamenti, la lista dei contrattori, e c'e' pure "how we can help" e "what you can do", con possibilita' di fare volontariato e di imparare.

Grazie a questi incentivi, dal 2003 ad oggi Sebastopol ha generato circa 1.2 megawatt di potenza dal fotovoltaico, che basta per dare elettricita' a 600 case.

A Sebastopol vivono 8,000 persone.

E perche' l'obbligo? Dicono che il momento migliore di installare il fotovoltaico e' al momento della costruzione e che siccome i costi sono finalmente diventati sufficentemente bassi, l'obbligo non e' un fardello per i costruttori.

La cosa bella e' che il sindaco di Sebastopol e' un democratico, mentre invece quello di Lancaster e' un repubblicano - come dire, siamo tutti d'accordo e non ci sono differenze politiche qui. 

Anche il governatore, Jerry Brown e' un fortissimo sostenitore del solare. Voci di corridoio dicono che il modello diventera' legge in tutto lo stato nel 2020.
 










Wednesday, February 13, 2013

Multe Chevron

Sversamento Chevron, al largo di Rio De Janeiro, Brasile 2011
17 milioni di dollari

 Incendio Chevron, Richmond, CA 2012
 1 milione di dollari

E cosi, la Chevron e' stata multata di 1 milione di dollari per l'incendio provocato il 6 Agosto 2012 presso la citta' di Richmond, nella California del Nord.

La multa e' il massimo che si potesse dare secondo le leggi Californiane. La Chevron e' risultata colpevole di ben 25 violazioni al California Division of Occupational Safety.

Anche in Brasile, la Chevron e' stata multata di 17 milioni di dollari per i riversamenti in mare di petrolio dalle piattaforme al largo di Rio De Janeiro, nel campo Frade, di proprieta' della Chevron ma operato dalla Transocean, la stessa del Golfo del Messico. 

Erano 3600 barili di petrolio rilasciati nel Novembre del 2011. Anche qui 24 infrazioni alle leggi di protezione dell'ambiente e dei lavoratori. Gia' nel 2012 l'istituto per la protezione dell'ambiente Ibama aveva multato la Chevron per 33 milioni di dollari per danni all'ambiente e per non avere in atto un piano di emergenza concreto e attuabile. Sono ancora in corso cause civili dove invece si chiedono 20 miliardi di dollari per gli sversamenti, e cause penali contro i dirigenti Chevron e Transocean con richieste di condanne per 31 anni, le quali ovviamente dicono che le richieste sono sproporzionate rispetto ai danni richiesti.

Tutto bene? Beh, non proprio, visto che questi soldi sono bazzeccole per loro.

Per il quarto semestre del 2012 la Chevron ha registrato un incremento del 41% del loro business, equivalente a ben 7.2 miliardi di dollari di ricavato.

Cioe' in tre mesi 7200 milioni di dollari! E quindi, che vuoi che sia un milioncino di qua o di la?

Questi 7.2 miliardi sono stati il piu' grande profitto nella storia della Chevron. Il piu' grande profitto!

Fanno 80 milioni di dollari al giorno!

E che ci faranno con questi soldi?

Andranno tutti in tasca agli investitori, e un po ai lobbysti per cercare di guadagnare ancora piu soldi.

Esempio? Esiste una legge che si chiama California Low Carbon Fuel Standard, dove l'industria del petrolio e' obbligata a ridurre le emissioni di anidride carbonica dai loro prodotti venduti in California.

Occore quindi che l'equivalente di grammi di CO2 prodotti da ogni unita' di prodotti petroliferi per il trasporto - benzina, gasolio per navi etc - sia ridootto del 10%. L'idea di base e' di guardare a tutto il ciclo petrolifero e di ridurre la dipendenza dello stato della California dal petrolio, nonche' di incentivare le tecnologie alternative.

In poche parole - rendiamo la benzina sempre meno inquinante, e piu' costosa da raffinare in modo da inquinare meno e magari dare impulso a energia diversa dal petrolio.

La legge fu passata sotto Schwarzenegger nel 2007, e l'industria del petrolio ha tempo fino al 2020 per adeguarsi.

Ovviamente, la Chevron e le sue amiche sono fermamente opposte a questo progetto perche' dicono che ci saranno costi troppo elevati. 

Deny, Delay, Disrupt - il loro piano.

Hanno gia' dato quasi 300,000 dollari in opera di lobby presso il governatore Jerry Brown. 

E' solo l'inzio.




Tuesday, November 13, 2012

La California e la tassa sulla CO2


Mary Nichols, 
California Air Resources Board


Mike Mielke, Silicon Valley

Diteglielo a Passera che sono queste 
le cose degli USA che si devono copiare!

Finalmente ci siamo.

Domani parte il "Cap and Trade" program dello stato della California, secondo il quale se inquini, devi pagare. E' considerato un programma rivoluzionario e il piu' ambizioso d'America nella lotta ai cambiamenti climatici.

Cap significa mettere un tetto massimo, trade significa scambiare.

La legge, detta AB 32 - Assembly Bill 32 -   era stata presentata nel 2006, sotto Arnold Schwarzenegger, e dopo sei anni di preparativi domani partira'.

Secondo questa legge, ciascuna industria avra' un tetto massimo di inquinamento consentito.

Se si vuole andare oltre questo tetto massimo, allora occorre comprare un "permesso inquinatore",
una cosiddetta "allowance".

Questi permessi saranno venduti all'asta in numero limitato e poi basta per il resto dell'anno. Saranno poi le ditte a doversele scambiare fra loro, ovviamente e pagamento e creando un mercato, che si spera incentivera' chi inquina a tagliare le emissioni invece che pagare per questi permessi.

Ed e' proprio domani che la California Air Resources Board vendera' all'asta i permessi "inquinanti" a circa 350 industrie - raffinerie in primis.

Per i primi due anni, il tetto massimo e' il 90% della CO2 prodotta.

Questo vuol dire che ciascuna ditta deve comprare il "permesso" ad inquinare per il rimanente 10%.

E' un tetto iniziale generoso, per dare tempo all'industria di adeguarsi, ma una volta implementato il tetto massimo si abbassera' gradualmente.

Si possono avere dei bonus se si presentano - e si realizzano! - piani di ri-forestazione o altri progetti che abbassano l'anidride carbonica nell'atmosfera.

Per l'anno fiscale 2012-2013 si prevede che gli inquinatori pagheranno quasi un miliardo di dollari per inquinare. Notare che questo inquinamento prima era a gratis perche' non dovevano pagare niente.

I soldi verranno usati per programmi di ricerca e di diffusione di energia rinnovabile.

Le compagnie inquinanti, interpellate, dicono che invece che compare i crediti per inqiunare sara' piu' conveniente per loro emettere meno anidride carbonica nell'atomsfera, proprio come la legge voleva.

Gli analisti predicono, come per tutte le cose, che l'esempio della California sara' seguito in altre parti degli USA e del pianeta, specie dopo l'elezione di Obama, e dopo il disastro dell'uragano Sandy che ha risvegliato le coscienze degli americani sui cambiamenti climatici. Questo e' ovviamente un passo, non una bacchetta magica, ma se il resto d'America va dove va la California, allora e' un passo enorme.

Ovviamente i signori inquinatori hanno tirato fuori un sacco di obiezioni - aumenta la disoccupazione, aumenta il costo dell'energia - ed hanno chiesto al governatore Jerry Brown di post-porre la data iniziale di questa "Cap and Trade".

Jerry Brown gli ha detto no.

Entusiasti  invece tutti gli altri - quelli della clean-tech, quelli che costruiscono prodotti efficenti, quelli che investono su cose che non sono le fonti fossili, quelli che producono i sistemi di monitoraggio della CO2. E infatti, da quando la legge AB 32 e' passata nel 2006, sono aumentati notevolmente i brevetti e gli investimenti nelle rinnovabili qui in California.

La California e' la nona piu' grande economia del mondo.

Se lo possiamo fare qui, lo possono fare tutti.

Thursday, April 14, 2011

La California e il 33 percento


California can power itself entirely on clean energy
resources like wind, geothermal and solar power

Bernardette del Chiaro,
Environment California

L'altro ieri il nuovo governatore della California, Jerry Brown, ha firmato una legge statale che richiede che tutte le ditte che forniscono energia a questo stato, lo facciano con fonti rinnovabili, sole e vento, per il 33% del totale entro il 2020 - fra nove anni.

A oggi 2011, la quota e' gia' circa il 18% del totale. Si stima che per l'anno prossimo arriveremo al 20%.

Ovviamente nessuno ne parla in Italia, presi come siamo con nucleare e petrolio e con il dire che non si puo'.

Il governatore ha detto che la legge aiutera' a risollevare l'economia, e che questo "aggressivo" spostamento lontano dalle fonti tradizionali - carbone, petrolio e gas - creranno lavoro e daranno alla California una nuova spinta verso l'avanzamento di tecnologie nuove.

Ha anche detto che la legge creera' centomila posti di lavoro in piu' e che ridurra' le emissioni di inquinanti. Questi numeri non stati tirati fuori da cappelli magici, ma da un apposito studio del Centro per l'Efficenza Energetica e le Tecnologie Rinnovabili, un gruppo autonomo di industriali del settore.

Nella legge ci sono anche incentivi per fabbriche di pannelli solari, installatori e investimenti in ricerca. Il gruppo Environment California - che ha il solo scopo di fare lobby sui politici di California, quali che essi siano - ha detto che il tutto e' stato una gran vittoria per l'ambiente californiano.

Il governatore Brown aggiunge che il 33% non e' un fine, e' una partenza e che come stato possiamo fare meglio, e che non e' irragionevole pensare al 40% nei prossimi 10 anni, visto che i prezzi diminuiscono e che la tecnologia migliora.

Per la maggior parte, la legge e' stata considerata buona e giusta anche dai repubblicani, anche se qualcuno di loro ha cercato di spaventarci dicendoci che il prezzo dell'energia aumentera'. Stimano del sette per cento. Ma di solito i repubblicani sono sempre catastrofici su queste cose. Anche se aumentera', credo che tutti qui saremo ben felici di pagare un po di piu' - o di consumare di meno - per un ambiente piu' sano.

Il 33% non e' il 100%, ma e' un passo in avanti e soprattutto da' un segnale di ottimismo e di speranza che un futuro migliore e' possibile.

Intanto per i primi sei mesi del 2010, le ditte califonrniane che lavorano nel solare hanno ricevuto quasi un miliardo di dollari di investimenti da privati, di piu' che in qualsiasi altra parte del mondo.

Questo post e' dedicato a tutti quelli che mi scrivono e che mi dicono che con sole e vento non ci riusciremo mai ed e' per questo che dobbiamo trivellare tutto il trivellabile.

La California ha 40 milioni di persone. Se lo possiamo fare qui, lo possono fare tutti.