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Thursday, November 2, 2017

Siamo nell'era piu' calda della storia e i cambiamenti climatici sono per colpa dell'uomo










This period is now the warmest in the history of modern civilization.

The global, long-term warming trend is unambiguous.


There is no convincing alternative explanation
that anything other than humans — the cars we drive,
the power plants we operate, the forests we destroy — are to blame.


Human activities, especially emissions of greenhouse gases, are the dominant cause of the observed warming since the mid-20th century.

Thousands of studies conducted by researchers around the world have documented changes in surface, atmospheric, and oceanic temperatures; melting glaciers; diminishing snow cover; shrinking sea ice; rising sea levels; ocean acidification; and increasing atmospheric water vapor.


Dal rapporto quadriennale sullo stato del
clima del governo federale degli USA.



Di queste cose abbiamo parlato spesso. 

I cambiamenti climatici sono innegabili, ovunque leggi o ti giri ci sono storie di estati piu' calde del normale, di ottobre che sa di luglio, di trombe d'aria dove non si erano mai viste, di urgani di violenza inaudita.

Sono tutti aspetti del clima che cambia, con eventi naturali che divantano piu' aggressivi o fuori stagione a causa dell'enorme quantita' di CO2 che abbiamo immesso nell'atmosfera e di tutto cio' che abbiamo plastificato, deforestato, petrolizzato, distrutto.

Ma oggi c'e' qualcosa di interessante: tredici agenzie federali americane SOTTO TRUMP, il principale negazionista di questi tempi, hanno concluso quello che un po sapevano tutto. 

Il report e' completo e dettagliato e si puo scaricare qui. Non lascia scampo. 

E' il periodo piu' caldo della civilizzazione.

Siamo stati noi.

Nell'arco di 115 anni la temperatura media si e' innalzata di un grado centigrado con eventi record ed estremi.

Le parole che usano non sono soggetto a interpretazione.

Non c'e' nessuna altra alternativa credibile. E' scritto cosi.

Siamo stati noi. Le nostre automobili, i nostri impianti fossili, le foreste che abbiamo distrutto, gli oceani che abbiamo acidificato, le emissioni che abbiamo sputato in atmosfera.

Noi.  

E questo arriva dal Gotha della scienza americana.

Cosa fara' mai Trump? Il suo governo? Avra' il coraggio di andare contro i suoi stessi scienziati?

Ma poi, perche' hanno fatto questo report?

Perche' la legge li obbliga a farlo, e' parte del cosiddetto National Climate Assessment e Trump non ci puo' fare niente. La procedura e' che centinaia di esperti governativi e universitari si riuniscono sotto la guida del National Academy of Sciences e tirano fuori le proprie conclusioni collettive.

Il documento e' considerato il piu' autorevole documento USA sulla scienza sui cambiamenti climatici.

La Casa Bianca in realta' ha cercato di mettere uno spin positivo o di dubbio su questo documento, dicendo che alla fin fine i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e che ci sono "incertezze".
 
Ma e' una strategia vecchia a cui non crede nessuno. Ci hanno provato con le sigarette - non si sa se il fumo fa male,nel frattempo continuiamo come se niente fosse - ma qui non funziona piu'.

La cosa positiva e' che gli scienziati stessi riportano che non ci sono state interferenze da parte della politica, nonostante Trump. Chissa', forse impegnato com'e' a mandare tweet insensati neanche lo sapeva che stavano preparando questo report. Ad ogni, modo il nostro presidente, noto negazionista dei cambiamenti climatici e che non ha mai visto una trivella che non gli piacesse, non ha interferito con il suddetto rapporto.

La domanda vera pero' e cosa fara' questo Gotha americano della scienza dei cambiamenti climatici? Diventeranno piu' attivi nel cercare soluzioni? Nell'esigere che si faccia qualcosa? Nel parlare alla gente comune che non c'e' problema piu' urgente che la nostra sopravvivenza sulla terra e la vita cosi come la conosciamo? 

Oppure restereanno timidi timidi a scrivere rapporti e a mai affrontare con coraggio speculatori e affaristi ambientali?

Sei degli anni piu' caldi della storia sono stati registrati negli ultimi 17 anni. 

Il costo delle catastrofi ambientali e' stato di 1.1 trillioni di dollari dal 1980 ad oggi.

Quante specie sono andate estinte? Cosa succedera' al lungo termine per gli equilibri terrestri? Quand'e' che le temperature smetteranno di crescere? Siamo pronti per altri eventi estremi? E' giusto che popoli meno ricchi paghino per le colpe di quelli che inquinano di piu?

Sono domnde, per ora, senza risposta.






Monday, June 22, 2015

Rospo Mare e' stata e verra' acidificata



Acidi nel 2015, e acidi nel 1982
 Il testo qui sotto e' stato scritto nel 1991:




Notare che l'acid job esisteva gia' nel 1984!
Notare le ultime parole del testo "they had no water treating facilities"

Dove finiva quest' "acqua" di monnezza petrolifera e con acidi?
Beh, lasciamolo all'immaginazione!!

:)





Horizontal Well Technology, S. D. Joshi 1991


Lo scorso 15 Aprile 2015 i ministeri dell'ambiente e dei beni culturali hanno rilasciato la compatibilita' ambientale per quattro nuovi pozzi nel campo Rospo Mare al largo di Vasto. I pozzi fanno parte dell'ampliamento della concessione, e sono progettati per restare per almeno due decenni nel mare d'Abruzzo.

Il petrolio di Rospo Mare e' di qualita' scadente, di indice API che oscilla fra gli 11 e i 12 gradi, peggio di Ombrina. Essendo un petrolio difficile da estrarre, la Edison utilizzera' aggressive tecniche di lavorazione fra cui quella dell'acidificazione. Nella richiesta di valutazione ambientale infatti si legge:

"Una volta terminata la perforazione, i pozzi del campo Rospo Mare verranno acidificati, completati, spurgati, ed allacciati alla produzione"

Si aggiunge che "tutti i pozzi" di Rospo Mare sono soggetti ad acidificazione per "migliorare la conduttivita' delle fratture."

Non viene illustrato quale sara' l'agente usato, ma la sostanza preferenziale per l'acidificazione e' di solito HCl o HF ad alte concentrazioni. Questi acidi servono per stimolare la produzione di idrocarburi, aiutando a dissolvere sedimenti, roccia e incrostrazioni particolarmente ostiche e a creare canali di scorrimento sotterranei per gli idrocarburi. Non viene illustrata la metodologia usata e se questi acidi verrano immessi a bassa o ad alta pressione. In caso di alta pressione, ci si aspetta di fratturare la roccia, non solo di dissolverla.

Rospo Mare esiste da piu di trent'anni e non e' la prima volta che viene acidificata. Testi risalenti agli anni novanta parlano di utilizzo di acidi gia' nel 1984 quando non erano disponibili impianti di trattamento delle acque di scarto. Le testuali parole sono "they had no water treating facilities". Non e' ben chiaro cosa abbiano fatto di quelle acque di scarto nel 1984, e ne se adesso, dopo trenta anni, ce le abbiamo queste "water treating facilities."

Ma se hanno acidificato nel 1984, e acidificheranno nel 2015... quante altre volte hanno acidificato nel frattempo e nessuno l'ha saputo?

I cinquant'anni di Rospo Mare in Adriatico devono fungere da monito per Ombrina. Anche Ombrina ha un petrolio scadente, durante le prove del 2008 ha necessitato di fanghi aggressivi ed e' stata acidificata. Ci sono anche previsoni di possibile fratturazione futura.

Rospo Mare ci insegna che una volta arrrivati, e' difficilissimo liberarsi dei petrolieri, perche' cercheranno sempre di spremere tutto lo spremibile, di aumentare il numero il pozzi, di estendere contratti e licenze, e la verita' su cosa esattamente facciano e cosa non facciano nei nostri mari non la sapra' mai nessuno. L'unico modo per fermare acidi, pesci inquinati, fratturazioni, fanghi di perforazione, petroliere ed incidenti e' quello di non farceli venire dal primo giorno. Ma mentre Rospo Mare ce la dobbiamo tenere, Ombrina non e' detto. E in questo momento, che gli piaccia o no, la responsanibilita' e l'onore di difenere l'Abruzzo e' tutta del suo governatore, Luciano D'Alfonso.

Caro Luciano: la partita Ombrina e' ancora aperta e il destino di questo UFO e' nelle sue mani.

Friday, October 3, 2014

La Basilicata, l'Europa, le violazioni, l'acqua



Questo in calce e' il comunicato stampa da parte del Senatore Vito Petrocelli sulla questione petrolio e monnezza nell'acqua potabile dell'invaso del Pertusillo. Il testo e' stato depositato presso gli uffici europei a Roma con l'intento di denunciare una possibile violazione del diritto comunitario. E' stato gia' pubblicato dal sito di Basilicata 24.


 la scovai qualche tempo fa.


Grazie a questi acidi e alla trivellazione in orizzontale la 
Halliburton ha fatto guadagnare all'ENI 25 milioni di dollari  
e fatto bere monnezza ai lucani.

  
Si sapeva tutto dal 1999 ma nessuno -
di nessuna universita' lucana o non lucana,
di nessun altisonante ente nazionale, e con nessuna patente di geologo -
e nonostante i proclami
se ne era mai accorto prima.
 


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Viene depositata oggi, alla sede romana della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, a Palazzo dei Campanari, in via IV Novembre, dal capogruppo M5S al Senato, Vito Petrocelli, una denuncia per inadempimenti del diritto comunitario sul rispetto della direttiva “Acque”, la 2000/60/CE, commessi dallo Stato italiano e dalla Regione Basilicata.

I fatti riguardano la Concessione petrolifera Eni/Shell “Val d’Agri”, in Basilicata, di 660 kmq, dalla quale, al momento, si estraggono circa 90 mila barili al giorno di petrolio e 900 milioni di mc di gas (rappresentano il 6% e l’1,4% del fabbisogno nazionale). Questa concessione è al centro di un tentativo per portare le estrazioni minerarie a 130 mila barili al giorno (equivalenti a circa il 10% del fabbisogno nazionale di petrolio), aumentando sia il pescaggio dai 25 pozzi attualmente attivi e sia aumentando il numero di pozzi operativi di altre 12 unità. I pozzi in Basilicata raggiungono profondità di circa 5 km.

Si vuole che la Commissione europea per l’ambiente valuti il rischio che le perforazioni realizzate sui monti dell’Appennino lucano possano inquinare irreversibilmente le circa 650 sorgenti sotterranee che alimentano l’Agri, un fiume le cui acque attraversano un parco nazionale, alimentano la diga del Pertusillo e forniscono il circuito dell’acqua potabile e di irrigazione di due regioni, la Basilicata e la Puglia.

L’invaso del Pertusillo - che è circondato dai pozzi già attivi in Alta Val d’Agri ed è a pochi km in linea d’aria dal Centro oli di Viggiano, un impianto di desolforizzazione di 18 ettari - è da alcuni anni interessato da una periodica moria di pesci causata, secondo la perizia del Ctu nominato dalla magistratura di Potenza, da una tossina prodotta dall’alga cornuta, presente per eutrofizzazione del lago a sua volta dovuta a fosforo, nitrati, idrogeno solforato, formaldeide, diossido di zolfo, metalli pesanti e idrocarburi presenti all’interno e nei fondali del lago artificiale.

La denuncia del portavoce Petrocelli cerca di interessare la Commissione europea sulle condizioni dell’acqua in Basilicata e sui rischi sulla relativa catena alimentare umana, dovuta, secondo il senatore M5S, alla libertà di perforazione che lo Stato italiano, con la complicità della Regione Basilicata e l’indifferenza della Regione Puglia (è la principale utilizzatrice dell’acqua della Basilicata), concede alle compagnie minerarie. Alle quali è consentito perforare nei pressi di dighe, ospedali, centri abitati, aree agricole pregiate, alvei di fiumi e, soprattutto, all’interno dei bacini idrici di superficie e di profondità.

Nell’esposto dell’attuale capogruppo M5S al Senato, viene dimostrata la presenza di trivelle e pozzi all’interno dei bacini idrici, la cui funzione è quella di rimpinguare le sorgenti dei fiumi essendo aree rocciose permeabili all’acqua piovana. Un delicato ecosistema che viene ulteriormente minacciato dal rifiuto delle società di fornire sia i piani ingegneristici dei pozzi realizzati nel sottosuolo che gli studi sulla qualità ed effetti delle sostanze chimiche utilizzate.

La stessa Corte dei Conti della Basilicata, nella sua delibera numero 71/2014, nel far proprie le denuncia della ricercatrice italo americana dell’Università di Northridge della California, Maria Rita D’Orsogna, afferma che: «l’attento e costante monitoraggio dei fanghi esausti rappresenta un punto di fondamentale importanza per la tutela ambientale e la tutela della salute pubblica».

Il lavoro di raccordo di Vito Petrocelli ha usufruito dei contributi scientifici di Maria Rita d’Orsogna, del professor Franco Ortolani dell’Università di Napoli, dell’Aspo Italia (Associazione per lo studio del picco del petrolio), dell’Istituto nazionale di geodesia e vulcanologia, dei ricercatori americani Diana Papouilias e Tom Mackenzie, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, della Regione Basilicata, dell’Istituto Mario Negri sud e di una pubblicazione scientifica dell’Eni di autori italiani, su una rivista di settore, la One Petro (già resa pubblica in precedenza dalla D’Orsogna sul suo blog), con la quale si dimostra che già nel 1999, in Val d’Agri, era noto che si sperimentavano perforazioni orizzontali non autorizzate, tipo il fracking, ricorrendo all’uso di acido cloridrico, fluoridrico e addensanti chimici vari. Sulla pelle della gente, in barba alle direttive comunitarie di tutela e nel silenzio degli organi di controllo della Regione Basilicata e del governo italiano.

A Bruxelles, la denuncia verrà seguita dal parlamentare europeo M5S Piernicola Pedicini, il quale curerà la presentazione della stessa in una prossima seduta della Commissione UE Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare.

Thursday, December 19, 2013

La Medoilgas, i sindacati e i misteriosi incidenti su Ombrina


"The initial production rate of 37 scm/d (237 stb/d) was subsequently increased to 67 scm/d (428 stb/d) during an extended test, after acidizing the well"

"The Company intends to investigate a range of possible development options for the field.
These include possible gas lift, extended horizontal wells, as used in the Rombo Mare Field,
electric submersible pumps (ESPs) as well as stimulation options such as fracturing and
acidizing to increase flow.
"

Production test: stabilized flow after acification: 900 to 1000 bo/d 


FPSO, idrogeno solforato, acidificazione, fratturazione

Dal 2008: 
macchie di idrocarburi lungo la costa teatina.

Dal 2012: 
misteriosi incidenti su Ombrina.


Dopo un lungo sonno, Cgil, Cisl, Uil e Ugl  
"hanno apprezzato lo sforzo di Medoilgas Italia nel fornire spiegazioni complete e trasparenti".

Ha ha ha.

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Qualcuno deve spiegarmi bene qual'e' il ruolo dei sindacati in Italia. 

Infatti, in questi giorni si svolge in Abruzzo l'ennesimo incontro farsa ad Ortona, dove la Medoilgas ci riprova con i suoi teatrini-lavaggio di cervello a cui solo gli stolti possono credere.

Nel suddetto incontro, la Cgil, la Cisl, la Uil e Ugl hanno incontrato i capoccioni della Medoligas che gli ha "illustrato le caratteristiche del progetto" con una "particolare attenzione alle tematiche ambientali e alle prospettive di sviluppo occupazionale".


Suono di trombe.
Suono di violini.
Suono di cori angelici.

Siete pronti?

Colpo di scena.

La Medoilgas portera' almeno 200 posti di lavoro ad Ortona.

Come? Dove? Quando?

Non si sa.

Fine delle trombe, dei violini e dei cori angelici.

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Da come la vedo io, sono numeri sparati, come sempre, a casaccio, visto che nel corso degli anni questi numeri sono cambiati da 30 a 3000 posti di lavoro e senza mai veramente avere un alcunche' di scientifico.

Quello che invece resta sono i fatti.

E i signori della Cgil, Cisl, Uil e Ugl farebbero bene a leggersi le carte della Medoligas che circolano da cinque anni a questa parte, invece che cadere dal pero come se fosse la prima volta che sentissero parlare di Ombrina.

Signori miei, nel 2008, dopo solo tre mesi di permanenza della piattaforma esplorativa, ci furono perdite di petrolio in spiaggia, e l'inquinamento e la torbdita' dell'acqua nei pressi del pozzo esplorativo come certificato dall'ARTA d'Abruzzo divento' "media" mentre invece lontano dalla piattaforma era ancora "bassa".

Dopo solo tre mesi!

Questo e' un fatto.

Come sono fatti tutti gli incidenti in giro per il mondo con le FPSO, e i riversamenti in mare di monnezza, e l'acidificazione di Ombrina peraltro gia' eseguita e che andra' avanti alla grande se li lasciamo fare.

E ci siamo dimenticati che Morandi vuole fare fracking nei nostri mari?

Beh, evidentemente i signori della Cgil, Cisl, Uil e Ugl vivono su un altro pianeta perche' vanno a sentire dall'oste se il vino e' buono o no, e ci credono pure.

Mi fa troppo ridere Confindustria che dice che vi e' "una ricca filiera di operatori specializzati" e che in Abruzzo non e' in corso alcuna petrolizzazione "in quanto i numeri dimostrano esattamente il contrario, ovvero che stiamo vivendo una fase  di vera e propria de-petrolizzazione, dovuta in parte al declino dei giacimenti in produzione e in gran parte al blocco di quasi tutti i nuovi progetti".

Queste sono le vere trombe, cara Confindustria, di cui essere fieri.

Ma la cosa piu' vergognosa e' che la Medoilgas continua nei suoi intenti diabolici, dicendo che

"occorre comprendere e capire caso per caso le implicazioni e le opportunità dei singoli progetti, superando le contrapposizioni di principio e sforzandosi di migliorare i progetti, adottando le migliori tecnologie disponibili e non lesinando gli investimenti per la sicurezza"

Le solite paranoie dell'eccezionalita' e del particolarismo e del compromesso.

Tutte balle mastodontiche.

No, non funziona cosi proprio per niente. Non ci sono singoli progetti o principi o sforzi da fare. 

TUTTI I POZZI E TUTTE LE FPSO IN MARE SONO PERICOLOSE ED INQUINANTI, 
SPECIE SE A 5 KM DA RIVA.

FINE DEL FILM.


E torniamo ai sindacati che "hanno apprezzato lo sforzo di Medoilgas Italia nel fornire spiegazioni complete e trasparenti".

Ah la stoltezza.

Se avessero letto i documenti della Medoilgas avrebbero scovato questo bel grafico proprio sulla sicurezza per la quale "non occorre lesinare investimenti".

Ecco qui:






E se non sanno l'inglese basta leggere l'ultima riga.

Un incidente di lavoro sulla piattaforma Ombrina il 24 Febbraio 2012.

Cosa e' successo? Dove erano i sindacati? Chi si e' fatto male? Perche' nessuno ha saputo niente? Che indagini hanno fatto?

Questo e' un pozzo non funzionante, e hanno gia' incidenti di lavoro?

E figuriamoci quando il pozzo sara' in funzione che cosa succedera'!

Dove sono i sindacati qui a proteggere i lavoratori ed a indagare cosa sia successo???

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LTIG significa il numero di ore perse/numero di ore lavorate moltiplicato per un  milione. Quindi, il valore 500 significa che nella prima meta' dell'anno, per ogni milione di ore lavorate, ne hanno perse 500 per mancanza di sicurezza.

Se sia tanto o poco, non lo so. So solo che l'ultimo incidente e' successo su Ombrina Mare il 24 Febbraio del 2012 e che nessuno ha saputo niente.

Evviva la trasparenza, la sicurezza e il dialogo.

Friday, October 11, 2013

ENEL: fracking e acidi da geotermia in Lazio


Pozzo Latera 1, fraccato e acidificato nel 1985


Pozzo Latera 6, fraccato e acidificato nel 1985

Pozzo Latera 14, fraccato e acidificato nel 1985


"Stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing". 

Well stimulation in Latera Field,
Enel, 1985.

Pensavo che non ci fossero piu' altarini da scoprire, e invece...

Invece piu' indago e piu' mi rendo conto di non sapere dove andra' a finire questa matassa di bugie, di mezze verita', di tuttapposto, di far credere al popolo che e' tutto sottocontrollo.

Non e' vero niente di quello che il "sistema ufficiale" ci dice.

Quanti sono stati gli articoli di stampa, di professoroni, di esperti geologi a dirci che in Italia il fracking non si fa, non si puo' fare, non e' stato mai fatto?

Quante volte mi sono sentita dire che quello che dico non vale perche', non sono un geologo, non sono un ingegnere del petrolio, non sono un medico, ma solo un fisico? Tante, troppe volte.

So pero' leggere, e so scovare le cose, ed ecco qui, in barba a tutti i professoroni.

Un articolo del 1985 - 28 anni fa! - a firma di Antonio Barelli, Guido Cappetti, G. Manetti e A. Peano in cui si dice senza mezze parole che l'ENEL ha fatto fracking e usato acidi a Latera, in provincia di Viterbo, e al confine con la Toscana, nei campi da geotermia su almeno tre pozzi.

Si tratta dei pozzi L1, L6, L14, di cui i primi due sterili.

Il fracking serviva per spaccare la roccia in modo da poter usare i pozzi dismessi come pozzi per reiniezione, aumentando l'area fratturata, e quindi di pompaggio/stoccaggio di materiale reiniettato sottoterra.

Dicono cosi

...stimulation was performed on wells L1, L6 and L14 in the Latera geothermal field (northern Latium, Italy) with the aim of increasing injectivity. In wells L1 and L6 water was injected at high rates to hydraulically fracture the formation. Wells acid injection was also carried out. The operations considerably increased short-term injectivity (days); for longer periods (weeks -months) no significant improvements were observed on wells L1 and L6. 

La beffa e' che - per loro stessa ammissione, l'iniettivita' dei pozzi L1 e L6 e' aumentata solo per qualche giorno e che non ci sono stati miglioramenti su periodi medio lunghi. Solo il pozzo L16 ha tratto beneficio dal fracking e dagli acidi, e solo qui si e' potuto reiniettare sottoterra piu' materiale di prima.







Il campo Ladera e' stato trivellato nel 1978 per la prima volta.

Siamo dentro una caldera e nel 1983 c'erano gia' 5 pozzi produttivi e 3 sterili con fluidi a circa 210-230 gradi centigradi.

I signori dell'ENEL hanno iniettato fluidi da fracking nelle viscere della terra facendo esperimenti prima sul pozzo L2, e poi sui pozzi L1 ed L6 che erano fra quelli sterili ed infine sul pozzo L16.

E non ci si puo' sbagliare perche' lo dicono piu' e piu' volte

On the basis of Enel's past experience, stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing. Owing to the characteristics of the reservoir, hydraulic fracturing, accompanied by one or more acid jobs, produces self-propping effects in the fractures. 


Per spaccare la roccia hanno usato fanghi, acidi, e fratturazione idraulica in varie combiazioni.

E' un test dopotutto no?

Dicono che per il pozzo Latera 1, a 1860 metri di profondita', hanno ripetuto le inieizioni di materiale da fracking a tassi di 70-95 metri cubi di fluido all'ora per 100 ore e che questo ha portato ad un "incremento significativo" dell'area fratturata.



Fanno  almeno 7000 metri cubi di materiale pompati su un arco di quattro giorni.

Fanno 7,000,000 sette milioni di litri di monnezza pompata sottoterra.

Ci credo che sono riusciti a spaccare la roccia!

Poi fanno altri esperimenti con tassi di 110, 220 e 340 metri cubi l'ora ma per sole "poche ore" e gli si e' aperta solo meta' dell'area che si era aperta prima.

Quindi meglio pompare con un po meno intensita' ma a lungo.

Poi provano con un "massive hydraulic fracturing injection" di 310 metri cubi all'ora per 17 ore e mezza.

In questo caso parliamo di altri 5 milioni e mezzo di fluidi iniettati nella roccia. E qui si arriva invece ad aumentare l'area fratturata di quattro volte, rispetto al test iniziale.

E siccome non basta, aggiungiamo acidi! 40 metri cubi di HCl al 30%, cioe' 40,000 litri e cosi' si aumenta l'area fratturata di un altro fattore 1.4.

Lo stesso pozzo e' stato poi riusato per la reinizione, non si sa se di gas, o di materiale di scarto.

Qui tutti i test sul pozzo Latera 1


Alla fine di tutto pero' le fratture restano aperte per poco tempo, appunto giorni, e si torna alle condizioni iniziali. Il volume disponibile sottoterra rimane lo stesso, acidi o non acidi, fracking o non fracking.

Much ado about nothing.

Passiamo al pozzo Latera 6, a 1720 metri di profondita'. Anche qui hanno fratturato ed acidizzato senza gran progressi.

Gli autori dell'articolo dicono che il mancato aumento dei volumi di reiniezione sottoterra e' dovuto al fatto che la rete sotterranea naturale di fessure non era ben connessa alle spaccature artificiali fatte con gli acidi e con il fracking.

Appunto, much ado about nothing.

E infine il pozzo Latera 14, dove con 34,000 litri di HCl al 30% sono riusciti a diminuire la resistenza della roccia, e quindi sono stati contenti dell'operazione riuscita.

Tutto questo accadeva nel 1985.

28 anni fa.

Ci sono state conseguenze per il sottosuolo?  Quante altre volte e' successo? Cosa ne e' dei pozzi Latera 1, Latera 6 e Latera 14 oggi? Perche' nessuno ne sa niente del fracking di 28 anni fa?

I nostri politici le sanno queste cose?
Gliene importa qualcosa?


Misteri.












Friday, October 4, 2013

Ragusa acidizzata e reiniettata



Vega è la più grande piattaforma petrolifera fissa off-shore realizzata in Italia. Operando in condizioni ambientali spesso difficoltose, adotta tecnologie d’avanguardia per la sicurezza del personale e dell’ambiente circostante


Nella Vega 6, Vega 9, Vega 19
queste "tecnologie d'avanguardia" includono
 l'iniezione di acidi.


Beh, era giusto acidificare e reiniettare un po tutti, no?

Ed eccoci allora con gli acidi in Sicilia, a Ragusa, per conto della Edison gas.

Siamo sulla piattaforma Vega A, nella concessione C.C6.IS, ora rinominata C.C6.EO, che ha abbinata anche una nave di stoccaggio FSO. La prima nave si chiamava Vega Oil ed e' stata sostituita da qualche anno dalla Leonis. Nel sito dell’UNMIG queste navi le chiamano "piattaforme marine".  Chissa' perche'.

Della Vega Oil e delle sue condizioni pietose abbiamo gia' parlato qui. Speriamo che con la Leonis vada meglio!

Per la cronaca, si tratta anche qui di petrolio ad alto tasso sulfureo, e di bassa qualita': indice API 15.5 da cui fanno principalmente bitume. Quindi monnezza anche qui.

Ad ogni modo, collegati alla piattaforma Vega ci sono una ventina di pozzi: ben 17 in produzione piu' altri tre produttivi, al momento non sono eroganti.

Fra i vari pozzi il Vega 6, dismesso da molti anni.

E cosa succede attorno alla piattaforma Vega e ai suoi venti pozzi? 

Beh, spulciando un po fra le carte, ecco cosa viene fuori.

Che gia' nel 1987 si pensava di reiniettare monnezza tossica e acidificare i pozzi di Ragusa, e che il tutto e' durato per vari anni almeno.





7 Settembre 1987: la SELM spa che gestisce il campo Vega chiede (e poi ottiene) di reiniettare il materiale di scarto dalla piattaforma Vega A al pozzo dismesso Vega 6 per un anno in fase sperimentale.


 

 7 Aprile 1988, Verbale di ultimazione del pozzo Vega 19

"Eseguita, previa acidificazione con HCl, prova di produzione n.1 metri 2556-2610 con portata massima di 415 t/g di olio greggio con duse 0 1 5/8"



Rapporto attivita' del Campo Vega - 5 Luglio 1991

 Vega 9:

"E' stata effettuata pertanto l'acidificazione del pozzo con 3.5 MC di acido cloridrico al 28%, attualmente e' in corso lo spurgo e la prova di produzione"

 Vega 6:


"l fine di migliorare la iniettivita' del pozzo di re-iniezione Vega 6 e' stata eseguita l'acidificazione con mc. 3 di acido cloridrico al 14%"

3,5 metri cubi sono 3500 litri.


1 Marzo 1992

Eseguita acidificazione su pozzo di reiniezione acqua di formazione "Vega 6" per ripristino ricettivita' iniziale

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Ma iniziamo dall' inizio.

Siamo al 1987, e la SELM, titolare della concessione, manda all'Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi la richiesta di usare un pozzo dismesso per reiniezione di acque di formazione in via sperimentale.

Il pozzo estrattivo si chiama Vega A, da qui trivellano e tirano fuori petrolio.

La richiesta e' di usare il pozzo Vega 6, "ubicato marginalmente" alla Vega A, per la reiniezione di materiale di scarto, fra cui le acque reflue di produzione.

Se il Vega 6 non fosse sufficiente, ci si riserva di chiedere di usarne anche altri per altre "acque reflue".

Il ministero gli accorda di poter fare la reinizione perche' "evita l'inquinamento marino per l'eventuale scarico in mare delle acque reflue di formazione".

Quindi:

1. Lo sanno anche loro che le acque reflue sono monnezza e che inquinano.
2. Se non c'era il pozzo di reiniezione, questa monnezza sarebbe finita in mare.

Passa un po di tempo e arriva il report sulle attivita' del campo Vega.

Viene fuori che il pozzo Vega 9 ha bisogno di acidificazione per ripristinare la produttivita'. Usano 3.5 metri cubi di acido cloridrico al 28%.

Anche il pozzo Vega 6, quello della reinizione sperimentale ha bisogno di acidificazione. Qui sono piu' delicati ed usano 3 metri cubi al 14%.

Queste concentrazioni sono estremamente elevate, l'acido cloridrico puo' avere una concentrazione massima del 35-37%, dopo diventa volatile. A titolo di esempio, l'acido muriatico - acido cloridrico diluito -  ha una concentrazione solo del 10 % di acido cloridrico.

Passa un altro anno, e voila', nel 1992 altra acidificazione nel pozzo di reiniezione Vega 6


Eseguita acidificazione su pozzo di reiniezione acqua di formazione "Vega 6" per ripristino ricettivita' iniziale

Usano:

2,200 litri di solvente P121 per rimozione asfaltene nei tubi
40,000 litri di HCl al 15% con inibitori di corrosione
220,000 litri di acqua di mare

Tutta salute.

E' questa la prima volta che hanno usato acidi a Ragusa? Probabilmente no.

Dalla pagina di Donato Rondinone, "pionere" dell'era del petrolio:

Nel marzo del ’54 fu assunto come assistente del direttore dei campi petroliferi della Gulf Italia a Ragusa. Fu direttore dei lavori di costruzione del Centro Olio, delle line di flusso, della rete stradale di collegamento e della rete di distribuzione ad alta tensione, nonche’ dei lavori di “servicing” e “work over”e acidificazione e cementificazione dei pozzi di petrolio.

Il comune di Ragusa nel 2010 gli ha dedicato una strada, la ex via 464.


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Nota storica:

Nel 1987 la SELM era la societa' petrolifera che controllava la concessione C.C6.IS, inclusa la piattaforma Vega. Nel corso degli anni si sono succeduti una serie di titolari, fino a quando concessione, piattaforma e pozzi sono passati in percentuale di maggioranza in mano alla Edison.

Negli anni '90 poi, su richiesta della stessa Edison e attraverso un decreto, la concessione ha cambiato nome ed e' diventata l’attuale C.C6.EO.

Infine, la Edison e' la stessa che opera il campo Rospo Mare dove c'e' un'altra FSO.

Quella che invece che perdere petrolio, perde erba e fango.