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Tuesday, August 1, 2017

ISTAT 2016: la petrol-Basilicata terza regione piu' povera d'Italia dopo vent'anni di petrolio



Eccoci, sono usciti i nuovi dati ISTAT per il 2016.

Non sono cambiate molte cose da quando ho iniziato a seguire queste "classifiche". E cioe' che la Basilicata', ad esclusione dell'anno 2012, e' sempre nella top three delle regioni piu povere d'Italia, scambiandosi di posto con Sicilia e Calabria, dal 2003 al 2016.

Cioe' per 13 anni, quasi di fila, appunto ad eccetto il 2012, quando era quinta.

Tutto questo nonostante tutti i proclami e nonostante la Basilicata sia considerata il piu' grande giacimento petrolifero d'Europa. Ecco qui, tutti i dati dai rapporti Istat online dal 2003 ad oggi. Il numero in parentesi indica il posto nella classifica delle regioni.

2003: Basilicata (1): 25.6% – Sud-Italia: 21.6%
2004: Basilicata (2): 28.5% – Sud-Italia: 25.0%
2005: Basilicata (3): 24.5% – Sud-Italia: 24.0%
2006: Basilicata (3): 23.0% – Sud-Italia: 22.6%
2007: Basilicata (2): 26.3% – Sud-Italia: 22.5%
2008: Basilicata (1): 28.8% – Sud Italia: 23.8%
2009: Basilicata (2): 25.1% – Sud-Italia: 22.7%
2010: Basilicata (1): 28.3% – Sud-Italia: 23.0%
2011: Basilicata (3): 23.3% – Sud-Italia: 23.3%
2012: Basilicata (5): 24.5% – Sud Italia: 26.2%
2013: Basilicata (2): 24.3% – Sud-Italia: 21.4%
2014: Basilicata (2): 25.5% – Sud Italia: 21.1%
2015: Basilicata (3): 25.0% - Sud Italia: 20.4%
2016: Basilicata (3): 21.2% - Sud Italia: 19.7%


Una persona su cinque in Basilicata, questo Texas d'Italia, e' povera.
Di piu' che in tutto il mezzogiorno d'Italia.

La regione piu' povera per questo 2016 e' la Calabria con un'agonizzante 34.9%. Fa quasi paura.
Poi c'e' la Sicilia al 22.8%, e appunto la Basilicata e' terza con il 21.2%.

L'Abruzzo che al petrolio ha detto no e' invece la regione piu ricca del mezzogiorno, con l'indice di poverta' al 9.9%, con un miglioramento rispetto al 2015 quando invece i poveri erano l'11.2%.

Ma come....  il petrolio non doveva portare ricchezza, progresso, amore e gioia a tutta la Lucania?

Evidentemente la risposta e' no.

Uno puo' dire: bene, non ci si puo' aspettare miracoli dal petrolio se ci sono fattori storici, geografici e culturali a impedire che si esca dalla poverta' qui.  Certo, e' vero.

Ma questo discorso vale su un arco temporale di un anno, di due.

Non di venti. Dopo venti anni le petrol-promesse avrebbero dovuto essere mantenute, sopratutto visto che invece le petrol-profezie di monnezza, inquinamento, ambiente malato, democrazia morente, scandali, emigrazione, poverta' e disocccupazione si sono invece avverate, tutte quante.

Non ci sono appelli qui.

Il petrolio e' morte e distruzione, per chi ci vive vicino, e prima ce ne liberiamo, prima daremo un futuro migliore alle generazioni future e alle nostre comunita'.

Pittella, Renzi, Gentiloni, Galletti. E' in questi numeri la cruda realta'.






Sunday, November 1, 2015

Trivelle in Molise - vibroseis, "piccole cariche" e accordi bonari




Ai residenti di Mirabello Sannitico, Cercepiccola, Ferrazzano, Cercemaggiore, San Giuliano del Sannio, Campodipietra, Vinchiaturo, Gildone

La Irminio Srl, societa' petrolifera fa sapere quanto segue

** Se le operazioni di rilievo geofisico avverranno in terreni privati, prima dell'avvio delle operazioni, la società esecutrice prenderà contatto con i singoli proprietari dei terreni interessati dal rilievo e finalizzerà con i medesimi accordi in via bonaria riguardo il diritto di accesso temporaneo ai fondi, la riduzione del disturbo per le persone/attività in esso presenti, il ripristino dei luoghi e la valutazione delle eventuali e legittimi richieste di ripristino dei luoghi
e delle cose in diretta dipendenza dell'esecuzione del rilievo geofisico.**

DITEGLI DI NO.

I pochi spiccioli che vi daranno oggi non valgono nemmeno un centimetro del vostro territorio.
Si inizia con poco e poi fra 10, 20 anni ci si ritrovera' come la Basilicata.

Qui il progetto, osservazioni fino a Natale

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Eccoci qui, giusto per non dimenticare che lo Sblocca Italia riguarda davvero tutta l'Italia.

E' stata presentata una nuova istanza petrolifera alle porte di Campobasso, non lontano dal confine con la Puglia. Vogliono fare qui ispezioni sismiche in terraferma.

La concessione, di 87 chilometri quadrati, si chiama Santa Croce e copre i comuni di Mirabello Sannitico, Cercepiccola, Ferrazzano, Cercemaggiore, San Giuliano del Sannio, Campodipietra, Vinchiaturo, Gildone. La ditta trivellante e' una carneade che si chiama Irminio Srl.

In apertura di progetto, la prima cosa che ricordano e' che ovviamente questa concessione sperduta fra i comuni molisani e' di "importanza strategica" e di pubblica utilita'.

Come sempre, gli impatti saranno "limitatissimi", "trascurabili", "temporanei", "nulli", "ininfluenti". Notare che l'area e' stata gia' esplorata in passato, ma adesso vogliono tornare alla carica.

Dicono che le prospettive da questo "play petrolifero" sono ottime, come accertato dai vicini pozzi a Castelpagano e Benevento, trivellati fino a 4500 metri di profondita',  "nonché, a scala più ampia, nelle scoperte avvenute in Basilicata (Val D’Agri e Tempa Rossa)".

Cioe' nei loro sogni piu erotici vorrebbero che il gioco petrolifero del Molise diventasse Viggiano!

Prevedono di usare camionette vibranti di tipo Vibroseis, "usati in tutto il mondo da settantanni" . Nelle zone di difficile accesso, nei boschi o laddove la pendenza e' maggiore, vicino a scarpate e cosi via, useranno non meglio specificate "piccole cariche". Leggi, esplosivi.

Queste "piccole cariche" saranno alloggiate in pozzetti di scoppio. Non dicono molto di piu' se non che verranno messi in boschi molto fitti -- povero bosco, che male ha fatto? E mettere cariche in un bosco veramente non ha alcun impatto? E la flora e la fauna che li vivono?

Dicono pure che rispetteranno "le distanze di sicurezza da qualunque tipo di edificio o struttura". Quali sono queste distanze? Quali edifici? Esiste una mappa delle loro linee future? Andranno a casaccio? I residenti saranno notificati?

Ma nessun problema: le loro operazioni al massimo avranno "magnitudo uno". Che significa? Hanno la sfera di cristallo per predirlo? Che ne sanno del sottosuolo?

E come sempre non e' solo il bosco e il tempo dell'azione del Vibroseis, e' il lungo termine, e' lo scopo finale che si sono previsti: realizzare campi petroliferi. Possono dire tutto quello che vogliono, ma alla fine al pozzo, e a tutti gli effetti dannosi associati, vogliono arrivare, bosco o non bosco.

E poi voila' - spuntano anche qui i fluidi di perforazioni, che pero' sono solo acqua e argilla. Come l'uomo primitivo! Ma credono che siamo scemi?

Dicono anche che le camionette vibranti possono essere paragonate al passaggio e alla sosta temporanea di macchine agricole. Anche qui,  a chi vogliono darla a bere? I trattori devono al massimo arrivare a trenta centimetri di profondita'. Qua le vibrazioni devono arrivare a quattro chilometri sotto la terra! Il trattore serve per arare i campi, per curare il terreno, per fare migliori vino e olive. I vibroseis servono per capire come spremere monnezza dal sottosuolo.

E poi dicono che prenderanno accordi bonari con i residenti per venire a fare attivita' sui loro terreni.

Ecco, questo e' il momento di dire di no.  Prima che iniziano.

Lo dicono chiaramente che il loro modello e' la Val D'Agri, e ci scommetto che e' iniziata cosi anche in Basilicata. Solo che allora a loro non avevano nessuno a dirgli di stare attenti e che il cancro si ferma prima, quando sembra ancora "trascurabile" e "limitatissimo" e non dopo.













Friday, October 3, 2014

La Basilicata, l'Europa, le violazioni, l'acqua



Questo in calce e' il comunicato stampa da parte del Senatore Vito Petrocelli sulla questione petrolio e monnezza nell'acqua potabile dell'invaso del Pertusillo. Il testo e' stato depositato presso gli uffici europei a Roma con l'intento di denunciare una possibile violazione del diritto comunitario. E' stato gia' pubblicato dal sito di Basilicata 24.


 la scovai qualche tempo fa.


Grazie a questi acidi e alla trivellazione in orizzontale la 
Halliburton ha fatto guadagnare all'ENI 25 milioni di dollari  
e fatto bere monnezza ai lucani.

  
Si sapeva tutto dal 1999 ma nessuno -
di nessuna universita' lucana o non lucana,
di nessun altisonante ente nazionale, e con nessuna patente di geologo -
e nonostante i proclami
se ne era mai accorto prima.
 


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Viene depositata oggi, alla sede romana della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, a Palazzo dei Campanari, in via IV Novembre, dal capogruppo M5S al Senato, Vito Petrocelli, una denuncia per inadempimenti del diritto comunitario sul rispetto della direttiva “Acque”, la 2000/60/CE, commessi dallo Stato italiano e dalla Regione Basilicata.

I fatti riguardano la Concessione petrolifera Eni/Shell “Val d’Agri”, in Basilicata, di 660 kmq, dalla quale, al momento, si estraggono circa 90 mila barili al giorno di petrolio e 900 milioni di mc di gas (rappresentano il 6% e l’1,4% del fabbisogno nazionale). Questa concessione è al centro di un tentativo per portare le estrazioni minerarie a 130 mila barili al giorno (equivalenti a circa il 10% del fabbisogno nazionale di petrolio), aumentando sia il pescaggio dai 25 pozzi attualmente attivi e sia aumentando il numero di pozzi operativi di altre 12 unità. I pozzi in Basilicata raggiungono profondità di circa 5 km.

Si vuole che la Commissione europea per l’ambiente valuti il rischio che le perforazioni realizzate sui monti dell’Appennino lucano possano inquinare irreversibilmente le circa 650 sorgenti sotterranee che alimentano l’Agri, un fiume le cui acque attraversano un parco nazionale, alimentano la diga del Pertusillo e forniscono il circuito dell’acqua potabile e di irrigazione di due regioni, la Basilicata e la Puglia.

L’invaso del Pertusillo - che è circondato dai pozzi già attivi in Alta Val d’Agri ed è a pochi km in linea d’aria dal Centro oli di Viggiano, un impianto di desolforizzazione di 18 ettari - è da alcuni anni interessato da una periodica moria di pesci causata, secondo la perizia del Ctu nominato dalla magistratura di Potenza, da una tossina prodotta dall’alga cornuta, presente per eutrofizzazione del lago a sua volta dovuta a fosforo, nitrati, idrogeno solforato, formaldeide, diossido di zolfo, metalli pesanti e idrocarburi presenti all’interno e nei fondali del lago artificiale.

La denuncia del portavoce Petrocelli cerca di interessare la Commissione europea sulle condizioni dell’acqua in Basilicata e sui rischi sulla relativa catena alimentare umana, dovuta, secondo il senatore M5S, alla libertà di perforazione che lo Stato italiano, con la complicità della Regione Basilicata e l’indifferenza della Regione Puglia (è la principale utilizzatrice dell’acqua della Basilicata), concede alle compagnie minerarie. Alle quali è consentito perforare nei pressi di dighe, ospedali, centri abitati, aree agricole pregiate, alvei di fiumi e, soprattutto, all’interno dei bacini idrici di superficie e di profondità.

Nell’esposto dell’attuale capogruppo M5S al Senato, viene dimostrata la presenza di trivelle e pozzi all’interno dei bacini idrici, la cui funzione è quella di rimpinguare le sorgenti dei fiumi essendo aree rocciose permeabili all’acqua piovana. Un delicato ecosistema che viene ulteriormente minacciato dal rifiuto delle società di fornire sia i piani ingegneristici dei pozzi realizzati nel sottosuolo che gli studi sulla qualità ed effetti delle sostanze chimiche utilizzate.

La stessa Corte dei Conti della Basilicata, nella sua delibera numero 71/2014, nel far proprie le denuncia della ricercatrice italo americana dell’Università di Northridge della California, Maria Rita D’Orsogna, afferma che: «l’attento e costante monitoraggio dei fanghi esausti rappresenta un punto di fondamentale importanza per la tutela ambientale e la tutela della salute pubblica».

Il lavoro di raccordo di Vito Petrocelli ha usufruito dei contributi scientifici di Maria Rita d’Orsogna, del professor Franco Ortolani dell’Università di Napoli, dell’Aspo Italia (Associazione per lo studio del picco del petrolio), dell’Istituto nazionale di geodesia e vulcanologia, dei ricercatori americani Diana Papouilias e Tom Mackenzie, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, della Regione Basilicata, dell’Istituto Mario Negri sud e di una pubblicazione scientifica dell’Eni di autori italiani, su una rivista di settore, la One Petro (già resa pubblica in precedenza dalla D’Orsogna sul suo blog), con la quale si dimostra che già nel 1999, in Val d’Agri, era noto che si sperimentavano perforazioni orizzontali non autorizzate, tipo il fracking, ricorrendo all’uso di acido cloridrico, fluoridrico e addensanti chimici vari. Sulla pelle della gente, in barba alle direttive comunitarie di tutela e nel silenzio degli organi di controllo della Regione Basilicata e del governo italiano.

A Bruxelles, la denuncia verrà seguita dal parlamentare europeo M5S Piernicola Pedicini, il quale curerà la presentazione della stessa in una prossima seduta della Commissione UE Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare.

Thursday, September 5, 2013

La Basilicata acidizzata


Acidizzazione in Val D'Agri a "tasso massimo" - ENI, Baker Oil, Schlumberger




Acidizzazione in Val D'Agri con nuova tecnica ZCA. 
Costi recuperati in una settimana,Halliburton



Grazie a tutto cio' la Halliburton ha fatto guadagnare all'ENI 25 milioni 
di dollari in trivellazione orizzontale.





Ma di che mi sorprendo piu' ormai?

Ho iniziato a indagare la questione acido in Basilicata e cosa scopro? Che in realta' in Lucania acidizzano da sempre.

Dall'inzio.

Ecco cosa dicevano, e non ieri, ma nel 1999 su rivista della Society of Petroleum Engineers: hanno pompato acido HCl a tassi massimi da solo dall'inizio e in fase piu' sofisiticata con misteriose "pillole viscose".

Direttamente dalla penna dei capoccioni dell'ENI: S. Mascarà, A. D’Ambrosio, A. Zambelli, V. Gili, della Baker Oil, S. Loving e della Schlumberger, M. Dossena.

Menomale che era solo acqua e composti biodegradabili!!

Ecco qui:

Acid jobs have been performed using different procedures. Initially, in the dual completion vertical wells, the acid treatments consisted of bullhead pumping HCl acid at maximum rate without any flow diversion. 

In the more recent horizontal wells the acid job procedure included two main operations. Spotting the acid in front of the formation with coiled tubing, then bullheading acid at the maximum rate intermixed with viscous pills.
 

Passa il tempo, e nel 2005 la Halliburton annuncia altre operazioni, in cui a causa dei *pozzi danneggiati dalle operazioni petrolifere* e per migliorare la permeabilita' dei pozzi stessi hanno deciso di "stimolare" i pozzi della Val D'Agri con una nuova tecnica, mai usata prima in Italia, la "ZCA" un zonal coverage treatment.

Per questo ZCA, la Halliburton ha lavorato a diretto contatto con l'ENI, e' stato un "gran successo" e cosi hanno deciso di usare lo ZCA in altri pozzi di lucania e in altre parti d'Italia.

I costi sono stati recuperati in una settimana, nessuno ha saputo niente, ci hanno guadagnato $25 milioni di dollari annui, e il nostro sottosuolo si e' beccato  acidi di vario genere. Evviva!

Cos'e' la ZCA? E' una tecnica di stimolazione di pozzi orizzontali qui illustrata. Purtorppo non ho tempo per indagare i dettagli.

Beffa delle beffe... per saperne di piu' si puo' scrivere alla Halliburton!


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In the Val d’ Agri area in southern Italy, AGIP’s challenges were to remove near-wellbore damage caused by drilling operations and to improve the permeability of the carbonate formation. This required stimulating three
naturally fractured zones with different permeabilities in the 500-m openhole section. Halliburton, working closely with AGIP’s stimulation department, recommended a ZCA zonal coverage acid treatment. This would be the first ZCA treatment performed in Italy.

The ZCA treatment was bullheaded to the formation in two stages. After the second stage, tubing pressure changed from a negative to a positive slope. Once the well was put on production, it came in on its own. After cleanup, production
rates stabilized at 5,350 BOPD (850 m3/d) and 2.8 MMcf/D with a maximum potential of 10,000 BOPD (1,600 m3/d) and 4.5MMcf/D. The job cost was recovered within one week. AGIP is applying the ZCA diversion technique in other wells in the same area as well as in their HP-HT wells in northern Italy. 


 
The Val D’Agri field is located 20 Km SE of Potenza (Basilicata) in Southern Italy. The aerial extension of the field covers approx. 250 Km2 mostly (2/3) in the mountainous region (more than 1000 m. a.s.l.) of the field, while the remaining part is located in the river Agri valley at 600 m. a.s.l.

The field is divided into five blocks: Grumento Nova, Corleto Perticara, Caldarosa, Volturino and Tempa Rossa, operated by ENI Agip Division on behalf of different Joint Ventures, comprised by Enterprise Oil, FINA, and Mobil.

From 1980 to present 24 wells have been drilled by ENI Agip Division. The most significant discoveries have been Costa Molina 1(1980) and Monte Alpi 1 (1988), in the southern part, Cerro Falcone 1 (1992), in the northern part, and Monte Enoc 1 (1994), in the central part of the field which confirmed a unique reservoir. Val D’Agri is currently the most interesting Italian region for hydrocarbon production, and probably the most demanding from the completion technology point of view.

The overall plan is to drill more than 50 wells and produce about 100,000 bopd when the oil treating center and the pipeline network will be completed.

Introduction

In all the world (and the Val D’Agri is not excluded) there is considerable concern about the environmental effect of large scale development activity.

In Basilicata, in order to preserve the area’s environmental, archeological and rural worth, the area is going to be formally declared as a National Park; some of the wells already drilled and some to be drilled are inside its boundary.

To minimize the number of rig locations and in order to reduce the environmental impact in the area, cluster development has been implemented in Val D’Agri field. The carbonate reservoir has an average of 600 mt of undersaturated oil column. Two different types of oil are present; light oil at API° 35 and heavy oil at API° 22. The bottom of the reservoir is delimited by the acquifer at 2960 mt below s.l.

At present 4 wells are producing some 8,000 bbls/day treated in the Viggiano Oil Center; a further 13 wells have been drilled and completed , but are not connected yet. The Val D’Agri project involves the drilling of some 50 wells, the revamping of the Oil center to be able to treat more than 100,000 bbls/day and the construction of a 20” pipeline to the Taranto refinery.

Production test analysis suggest that most of the oil production comes from a few natural fractures and that the formation damage can be effectively removed with a properly designed acid job.

Acid jobs have been performed using different procedures. Initially, in the dual completion vertical wells, the acid treatments consisted of bullhead pumping HCl acid at maximum rate without any flow diversion.

In the more recent horizontal wells the acid job procedure included two main operations. Spotting the acid in front of the formation with coiled tubing, then bullheading acid at the maximum rate intermixed with viscous pills.