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Friday, June 5, 2015

Vita da fracking: neonati sottopeso



 
"Developing fetuses are particularly sensitive to the effects of environmental pollutants. 
We know that fine particulate air pollution, exposure to heavy metals and benzene, and maternal stress all are associated with lower birth weight" 



Secondo un nuovo studio pubblicato su PLoS One il 3 giugno 2015, vivere vicino a pozzi di gas naturale in cui si esegue fracking porta ad un aumento del 34% di possibilita' di mettere al mondo bambini sottopeso.

Lo studio e' stato condotto dalla University of Pittsburgh che hanno analizzato i dati relativi a 15,400 neonati in tre contrade di Pennsylvania: Washington, Westmoreland e Butler fra il 2007 e il 2010.

Appunto, le mamme che vivevano vicino a pozzi di gas avevano il 34% in piu di rischio di avere figli sottopeso rispeto alle altre. I ricercatori hanno tenuto conto di vari fattori: il fumo della mamma, la sua etnia, l'eta', il grado di istruzione, il tipo di gravidanza e se fossero stati rispettati tutte le scedenze ed i controlli, e pure il sesso dei figli e se la mamma avesse avuto altri figli.

Niente. Solo i pozzi di gas ed il fracking mostravano correlazioni. Il direttore dello studio si chiama Bruce Pitt e dice che e' un nuovo tassello da aggiungere al mosaico dei mille studi che mostrano coseguenze negative per chi vive vicino a pozzi di gas. Dice anche che ci vogliono studi su scala maggiore e ancora maggiori indagini sulle cartelle cliniche di mamme e figli.

"These findings cannot be ignored. There is a clear need for studies in larger populations with better estimates of exposure and more in-depth medical records"

Altri studi nel 2012 avevano gia' mostrato che chi viveva vicino ai pozzi, aveva il 25% di possibilita' di dare alla luce bimbi sotto peso.

Non puo' sempre essere una coincidenza. Non puo'.


Friday, October 21, 2011

Una firma per la Basilicata



Sono convinta che se non ci fosse stato l'esempio petrolifero della Basilicata a mostrare al resto d'Italia cosa significa - nei fatti - avere trivelle, pozzi di petrolio, centri oli ed oleodotti in casa, non saremmo mai riusciti ad ottenere cosi tante vittorie contro l'ENI, la Mediterranean Oil and Gas, la Po Valley.

Da Ortona fino a Lecco e' sempre stato motivo di riflessione e di scandalo sentire le storie di idrocarburi nel miele, carpe morte nei laghi, sorgenti d'acqua chiuse per inquinamento petrolifero, monnezza nei campi, limiti di emission di cancerogeni sfondati un giorno si e uno no, pozzi dietro l'ospedale, trivelle nei parchi, puzza di idrogeno solforato, emigrazione e tumori alle stelle.

Nemmeno l'ENI o i politici corrotti, nonostante tutte le loro luccicanti conferenze e i loro tentativi di far finta di niente, possono negare l'evidenza di quanta morte e distruzione abbiano portato, perche' e' lampante e sotto gli occhi di tutti.

E allora tutti dobbiamo sentirci un pochino nel dovere di fare qualcosa per i lucani e di ricordare, quando le battaglie locali sono finite o anche mentre che le si combattono ancora, che fermare le trivelle ad Ortona o in Salento o a Lecco, perche' ci si vive va bene ed e' sacrosanto, ma che e' piu' umano, nobile e giusto ricordarsi dei lucani che hanno solo avuto la sfortuna di essere i primi nel mirino delle trivelle quando nessuno sapeva cosa fosse l'idrogeno solforato, o che nei fluidi perforanti ci mettono roba radioattiva.

Loro ci hanno fatto vedere in anteprima l'Abruzzo petrolizzato, il Veneto petrolizzato, la Lombardia petrolizzata.

Ci sarebbe tanto da dire - sul meridione, sulla passivita' degli individui, sulla complicita' dei politici e di chi li vota - ma alla fine siamo un paese solo e da qualche parte si deve pur partire.

In tutti questi anni la lezione piu' importante che ho imparato e' che niente puo' fermare un popolo compatto, deciso e che vuole le cose, ma le vuole per davvero.
Anche in Italia.

Diciamo no a tutti i nuovi pozzi di petrolio in Lucania. Non e' realistico forse esigere che i pozzi gia' trivellati vengano smantellati, ma si puo' chiedere che non ne vengano piu' costruiti, che i limiti legali siano severi, che ci siano piu' multe, piu' responsabilita'.

La Lucania ha gia' sofferto troppo.

Monday, April 11, 2011

d507: altre trivelle a Pescara-Montesilvano-Francavilla

In data 28 Febbraio 2011 il Ministero dell'Ambiente ha concesso alla Petroceltic - sempre lei - l'esito positivo per proseguimento alla VIA per "esplorare" il mare davanti a Pescara, Francavilla, Montesilvano.

La Petroceltic puo' ora iniziare il suo iter presso il Ministero dell'Ambiente con la finalita' di trivellare il mare davanti Pescara. L'iter e' sempre lo stesso. Inziano con l'air gun, e con gli spari di aria compressa, poi con il pozzo esplorativo, e poi con il pozzo permanente per i prossimi 20 o 30 anni.

La concessione e' di quasi 500 chilometri quadrati. Le prime carte per questa nuova istanza furono presentate al ministero circa un anno fa, in data 9 Marzo 2010 e poi pubblicate sul Bollettino Ufficiale della ricerca degli Idrocarburi e della Geotermia - il BUIG - in data 12 Marzo 2010.

Non ci hanno perso tempo! A noi, nessuno ci ha detto niente.

Si dice che "l'istanza interferisce con area sensibile per 0.52 chilometri quadrati".

Non si spiega quale sia questa area sensibile.

Prepariamoci ad un altro round di osservazioni e soprattutto a mettere pressione ai politici della zona. Le osservazioni sono il nostro unico strumento ufficiale, oltre che a protestare in massa e a svergognare la Petroceltic. Non abbiamo niente altro e dobbiamo fare tutto da noi.

Guerino Testa, presidente della provincia di Pescara, ora tocca a lei.

Tuesday, February 15, 2011

Uberto Crescenti e il Majella Petroleum System




Domani Venerdi' 18 Febbraio, via del Vestini 31, Chieti Scalo ore 14:15.
Dipartimento di Geologia.
Cantiamogliene quattro a Rainone, Crescenti, Primavera e tutti gli speculatori dell'ultima ora.
Spero che possiate essere numerosi, e' la nostra unica arma.


Eni promotes transparency of the information
addressed to local communities

Dal codice etico dell'American-Agip, una compagnia ENI

Meglio riderci su.

Nel 1998 l'ENI decise di sponsorizzare un progetto per lo studio della trivellazione della Majella, assieme ad altre ditte petrolifere, fra cui la Norsk-Hydro Norvegese. In precendenza c'erano gia' state la Exxon-Mobil americana e la British Gas.

Il tutto nel silenzio generale, e all'oscuro della popolazione. Menomale che dicono di promuovere la trasparenza per le comunita' locali. Il progetto si chiamava Task Force Majella e duro' fino al 2005.

Lo scopo dichiarato di questo studio era di creare strumenti per l'esplorazione e la produzione delle riserve di idrocarburi, in particolare dalla parte nord della montagna, secondo quello che loro chiamavano "Majella Petroleum System".

Prese parte al progetto - sponsorizzato interamente da ditte petrolifere - anche l'Universita' G. D'Annunzio di Chieti, primo nella lista Uberto Crescenti, allora rettore dell'Universita'.

D'altro canto, proprio secondo il suo stesso curriculum, Uberto Crescenti ha lavorato come geologo per la ricerca di idrocarburi per conto della Montecatini, per circa 10 anni, dal 1958 al 1968. La Montecatini poi divento' Montedison.

Secondo il sito americano Isiknowledge, l' H-index di Crescenti e' uno, lo stesso di Mario Rainone. Lo stesso sito riporta per Uberto Crescenti un totale di 16 pubblicazioni scientifiche in tutta la sua carriera, un numero piu' adatto ad un ricercatore all'inizio della sua carriera che non per uno scienziato che ha iniziato piu' di 40 anni fa.

Crescenti oggi afferma che trivellare il lago di Bomba non porta rischi.

Beh, uno che ha collaborato con ENI ed altre ditte petrolifere per almeno otto anni, per un progetto petrolifero cosi' ambizioso e su cosi larga scala non credo che sia attendibile.

Il conflitto di interessi e' ovvio!

Assieme a lui presero parte al progetto - senza che nessun cittadino ne sapesse niente - e per conto dell'Universita' di Chieti:

Prof. Uberto Crescenti,
Prof. Fernando Calamita,
Dott. Alberto Pizzi,
Dott. Giovanni Rusciadelli,
Dott.ssa Maria Luisa Milia,
Dott.ssa Camilla De Girolamo,
Dott. Raffaele Montefalcone,
Dott. Gabriele Pugliese,
Dott.ssa Loretta Finocchio,
Dott. Giuseppe Palmitesta,
Dott. Michele Morsilli,
Dott.ssa Giada Vighi,
Dott. Vittorio Scisciani,
Dott. Pino Catavitelli,
Dott. Fiorenzo Fumanti,
Prof. Sergio Rusi,
Prof. Enrico Miccadei,
Dott.ssa Chiavaroli.

Di questi, Vittorio Scisciani andra' a parlare al convegno di Rainone per dire che trivellare l'Abruzzo e presumo Bomba e la Majella va bene.



A nessuno di questi illustri scienziati e' mai venuto il dubbio che magari i cittadini d'Abruzzo avrebbero voluto sapere che la loro amata bianca montagna, dove vanno a passeggiare d'estate, dove vanno a sciare d'inverno, che amano guardare dalle loro colline stava per diventare un campo di petrolio.

Infatti in questi quattro anni di battaglie contro il petrolio non ho mai sentito nessuno di loro dire neppure una parola in difesa dell'Abruzzo verde e contro l'Abruzzo petrolifero.

Pecunia non olet?

Ma la cosa ancora piu' sconcertante e' che di questo progetto era a conoscenza, secondo la pagina Wikipedia almeno, sia la Regione Abruzzo, che le tre provincie di Chieti, Pescara, Teramo, il Corpo Forestale della Majella, e l'Ente Parco Nazionale della Majella.

Come dire, abbiamo un ente parchi per aiutare l'Agip a trivellare la Majella?

E cosi' che oggi ci sono delle mappe petrolifere disegnate apposta per la Majella!

Ci sono anche dei riferimenti ad un desolforatore che doveva essere costruito nel 2007 proprio vicino la Majella "ad emissioni zero" da una certa Siirtec Nigi con sede a Milano ed il cui compito e' quello di rimuovere acidi e gas sulfurei da estrazioni di gas e di petrolio. Dicono che era a "emissioni zero" proprio per la vicinanza della raffinieria alla Majella. Che carini.

Altri clienti di questa Siirtec? Le raffinerie di Mantova, di Taranto, di Sannazzaro, che ovviamente hanno molto in comune con la bianca Majella.

A nessuno e' venuto in mente di dire una parola alla gente.

Altri illustri scienziati da mezzo mondo che hanno "studiato" la nostra montagna per conto dell'ENI-Agip sono:


Universita' di Torino

Prof. Livio Vezzani,
Dott. Andrea Festa,
Dott.ssa Anna D’Atri,
Dott. Daniele Giordan,
Dott.ssa Maria Estefania Sanchez Palomo,
Dott. Giuseppe Mancari,
Dott. Ivan Vanzo,
Dott. Mojca Battistini,
Dott.ssa Stefania Lucchesi


Universita' Roma 1 La Sapienza

Prof. Ernesto Centamore,
Dott.ssa Sabina Bigi,
Dott. David Rossi,
Dott.ssa Patrizia Costa Pisani,
Dott.ssa Rinalda Di Stefano,
Dott. Mario Del Castello,
Dott. Joannes Pignatti,
Dott. Raffaele Di Bella


Universita' Roma 3

Prof. Renato Fiuniciello,
Prof. Maurizio Parotto,
Prof. Domenico Cosentino,
Dott.ssa Paola Cipollari,
Dott.ssa Sveva Corrado,
Dott. Giorgio Pipponzo,
Dott. Vincenzo Pasquali,
Dott. C. Fattori,
Dott. T. Piacentini,
Dott. S. Gambini,
Dott. C. Berti,
Dott. P. Pitzianti,
Dott. E. Gliozzi,
Dott. L. Di Bella

Universita' di Pisa

Prof. Etta Patacca,
Prof. Paolo Scandone,
Dott. Donato Merola,
Dott. Antonio Cascella,
Dott. Ermanno Danese

Universita' di Camerino

Prof. Giuseppe Cello,
Dott. Emanuele Tondi,
Dott.ssa Maria Chiara Invernizzi,
Dott. Luca Micarelli,
Dott. Alessandro Zanni,
Dott. Bruno Prugni,
Dott. Leonardo Marchigiani,
Dott.ssa Giordana Bellezza

Universita' di Perugia

Prof. Pialli,
Prof. Giorgio Minelli,
Dott. Mauro Foglietta,
Dott. Cristina Pauselli,
Dott. Federico Costanzo,
Dott.ssa P.T. Brunozzi,
Dott. J. Braun,
Dott. A. Frigeri)

CNR Roma

Dott. Gian Paolo Cavinato,
Dott.ssa Francesca Giardina,
Dott. Emiliano Di Luzio,
Dott. Mario Tozzi,
Dott. Alberto Di Ludovico,
Dott. Davide Scrocca

CNR Milano

Dott. Corrado Magistroni


ETH Zurich

Dr. Daniel Bernoulli


Free University of Amsterdam

Prof. Dr. Sierd Cloetingh
Prof. Dr. Dick Nieuwland


Stanford University

Prof. Dr. Atilla Aydin,
Dr. Brita Graham,
Dr. Marco Antonellini,
Dr. Fabrizio Agosta

Montpellier University

Prof. Jean-Pierre Petit,
Dott. Pascal Cortes,
Dott. Loïc Bazalgette

Universita' di Dublno

Prof. Dr. John Walsh
Dr. Chris Bonson

Hanno "studiato" Madonna della Mazza, valle Romana, LettoManoppello, valle Santo Spirito, Fara San Martino.

Secondo Wikipedia, il rapporto finale non e' mai stato diffuso pubblicamente.

I motivi per cui le estrazioni petrolifere sotto la Majella sono appetibili, secondo il consorzio, erano la facile accessibilita' della Majella alle infrastrutture stradali, le dimenzioni ottimali per l'attivita' estrattiva, l'esistenza di studi gia' esistenti eseguiti per la maggior parte dall'ENI-Agip nel corso degli anni.

Anche se avevo un po capito che qualcosa bolliva in pentola, io l'ho scoperto solo ora, sebbene siano quasi quattro anni che indago.

Hanno tenuto bene il segreto - lo sapevano fino in Francia, negli USA, a Dublino. Agli abruzzesi non e' stato dato l'onore di sapere niente.

Evviva Crescenzi, scienziato d'Abruzzo.
Evviva la scienza indipendente.

Wednesday, December 16, 2009

Gianni Chiodi ed i suoi balocchi



Cosa dire. Da oggi saranno vietate le estrazioni di oli combustibili in Abruzzo. Il che non vuol dire niente. E' come dire e' vietato estrarre Coca Cola. Sottoterra non ci stanno gli oli combustibili ma gli idrocarburi. Idrocarburi liquidi e gassosi.

Ma ovviamente per Gianni Chiodi, gia' indagato a Teramo per fatti collegati allo smaltimento dell'immondizia, questo e' un dettaglio irrilevante. Ignorante era in materia di petrolio, ignorante resta. Che vergogna. Che uomo dal cervello piccolo piccolo.

Possibile che l'Abruzzo non riesca a trovare un governatore migliore di questo qui?

Incassiamo questa sconfitta di una legge che lascia molte porte aperte a chi vuole venire a fare il comodo suo in Abruzzo, ma continuiamo ad andare avanti. Non ci perdo io, non ci perdono le associazioni, ci perde l'Abruzzo, ci perde l'energia sana di questa regione.

Intanto, ne' Gianni Chiodi, ne' Mauro Febbo, ne' Daniela Stati, ne Enrico di Giuseppantonio, ne Remo di Martino, ne' Eugenio Capporrella sembrano interessati all'aggressione al nostro mare Adriatico. Pozzi di petrolio previsti per Vasto, per Ortona, per Pineto. Qualcuno ha sentito mai lor signori preoccupati per questo?

No, perche' sono ignoranti, e peggio ancora non gliene importa niente di imparare, di sapere, di agire per il bene di tutti. Sono tutti cosi' impastati con i potenti, con chissa' quali giri di contentini, di compromessi che non hanno il coraggio di fare la cosa giusta.

Mi fanno anche pena perche' vivere cosi' non deve essere bello. Sapere che il popolo che rappresenti non ti stima, non ti ama. Cercare di placare gli animi, salvando le apparenze, imbrogliando, sapendo di imbrogliare. Perche' uno vuole ridursi a vivere cosi'?


Lo scandalo, per me, e' che tutto quello che questi politici inutili hanno fatto finora, e' stato a meta', senza convincimento, cercando di rabbonire la gente come se fossimo tutti ciuchi, come quando si governava nel 1950. Invece siamo intelligenti.

Se non fosse stato per noi cittadini, non si sarebbe fatto nulla. Dovrebbe essere il contrario, la politica che fa crescere il popolo e non il contrario, visto anche che sono lautamente pagati per occupare poltrone e poltroncine.

Quando EdG parlava della Catalogna d'Italia, non era vero niente. Se non era per noi cittadini, quello nemmeno lo sapeva come si facevano a fare le osservazioni per Elsa2.
Se non era per me che gliele scrivevo non avrebbero neanche mandato niente. Io ci ho trascroso un mese nella Catalogna vera, quest'estate. Li pozzi di petrolio in mare non se ne vedono.

E intanto, il tutto si ripete. Arriva la Petroceltic a 5km da Vasto. Gliene importa qualcosa a qualcuno? No. Gli ho scritto e riscritto, e tutto quello che sento e': forse manderemo una letterina. Pagati fior di quattrini per mandare una letterina a tempo quasi scaduto.

Dov'e' la provincia di Chieti a difendere il Chietino presso Gianni Chiodi e la sua legge? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare in TV a dire che l'aggressione alla costa teatina non va bene? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare fra la gente a informare? Dov'e' la provincia di Chieti a scrivere alla Petroceltic e a dirle: guarda qui non ti ci volgiamo?

Non si sa. Io so solo che stanno al traino. Sono stanca e mi ribolle il sangue a pensare che queste persone hanno in mano la nostra vita. E la cosa che piu mi fa rabbia, e' che intanto l'Italia va a picco. Lo vedo ogni giorno di piu'. Abbiamo tutti un sacco di energia, e vorremmo tutti fare le cose buone ma invece di guardare al futuro, dobbiamo stare qui a lottare con gente fondamentalmente ignorante per dirla con gentilezza.


Ai censori del governo italiano che sono venuti a frugare nel mio blog ieri: questo blog e' scritto da un cittadino statunitense, da un computer statunitense, usando un server statunitense. Negli USA vige la liberta' di parola.

Friday, November 13, 2009

Sul Corriere della Sera - di nuovo!


Stavo per andare a dormire, quando ho ricevuto la telefonata di una mia amica dove mi si diceva che il Corriere della Sera ha pubblicato un nuovo articolo sulla questione petrolio in Abruzzo.

L'articolo non dice il nome della ditta principale che vuole distruggere l'Abruzzo. Si tratta dell'

ENTE NAZIONALE IDROCARBURI - ENI


Sono contenta, perche' finalmente dopo che per due anni ho portato avanti questa battaglia, con l'aiuto di tante persone di buona volonta', siamo arrivati alla stampa nazionale. Dopo quattro giorni chiusa in casa a scrivere le osservazioni per Elsa2 per la provincia che non sapeva neppure da dove iniziare, o sull'idrogeno solforato, o a indagare sui mille motivi del perche' no al petrolio, dopo due anni di ferie "sacrificate", dopo due anni di confronti con ENI, con i politici da quattro soldi, siamo un po' piu' vicini alla meta.

Ovviamente e' tutto ancora da decidere e la partita e' ancora aperta ed urgente. Pero' per una volta, adesso che e' l'una di notte qui in California, fatemi dire di essere davvero orgogliosa di quanto ho fatto, da oltre oceano, senza conoscere quasi nessuno e molto spesso andando contro la comune mentalita' del "non ci puoi' fare niente".

Quando questa storia e' iniziata, due anni fa, non c'era quasi nessuno a lottare e ho praticamente messo su tutto questo senza demordere mai e con pazienza quotidiana.

Vorrei anche dire che tutto quello che ho fatto e' perche' da un lato ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia semplice ma corretta, che mi ha insegnato il valore dell'impegno e della moralita'. Dall'altro ho avuto la fortuna di nascere e di crescere negli Stati Uniti d'America, dove la democrazia e' vera e dove te lo dicono da quando nasci che "you can do anything you want if you put your mind to it."

Ho anche letto le dichiarazioni di Daniela Stati, che poveretta non sa che pesci prendere. Le avrano scritto decine e decine di abruzzesi, e finalmente al Corriere non puo' tacere, qualcosa deve inventarsi. E cosa dice? Ma certo, smentisce. Dice che si tratta di un falso problema perche' siamo la regione verde d'Europa.

Ohibo'. Ma che significa? Mica il marchio regione verde d'Europa e' qualcosa che uno ha di diritto? Quel logo occorre MERTITARSELO, occorre DIFENDERLO cara Daniela Stati, ogni santo giorno.

Stiamo portando avanti una serie di inziative dice la Stati. E quali sarebbero? E dove sono? E perche' la gente non ne deve essere partecipe? Mi sono fatta il giro d'Abruzzo a spiegare a TUTTI che significa avere idrocarburi pesanti sul territorio, ed ora mi devo sentire la Stati che parla di inziative segrete?

Questa tizia e' ANTIDEMOCRATICA. Se c'e' una cosa che contraddistingue questa battaglia e' che e' della gente, per la gente. L'ho voluta cosi' dal primo giorno, e tutte le volte che la politica mi ha proposto cose segrete me ne sono ben guardata. Dal primo giorno ho cercato di rendere tutti partecipi, perche' e' solo cosi' che secondo me puo' funzionare una vera democrazia quando si tratta della nostra salute.

PEr chi arriva per la prima volta a questo blog: Daniela Stati e' stata interpellata dai cittadini per circa 10 mesi. Le abbiamo scritto email a tonnellate. Non ha detto nemmeno una parola, una che sia una del tema petrolio in Abruzzo. Ora a un mese e mezzo dalla fine della moratoria parla di una non meglio specificata "volonta' politica".

Io voglio i fatti. Voglio una moratoria nero su bianco. Tutto il resto sono frottole che Daniela Stati puo' raccontare al Corriere della Sera di Milano, ma non certo ai cittadini d'Abruzzo.