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Wednesday, June 26, 2019

Brasile: sotto Bolsonaro distrutti 740kmq di foresta in un mese, la maggior deforestazione in dieci anni




Lo sapevamo tutti che non sarebbe stata una cosa buona per il pianeta.

L'elezione di Jair Bolsonaro alla presidenza del paese non prometteva niente di diverso, ed eccoci qui. Dopo pochi mesi dalla sua inaugurazione, la deforestazione dell'Amazzonia procede a passi galoppanti:  il piu' alto tasso da 10 anni a questa parte.

E infatti, secondo l'ente spaziale di ricerca del paese, detto INPE, nel mese di Maggio 2019 sono andati persi quasi 740 kmq di foresta. E Maggio e' solo l'antipasto, visto che i tre mesi di maggior diboscamento sono proprio Maggio, Giugno e Luglio all'indomani delle piogge di primavera.


Per fare un raffronto, nel Maggio 2018 sono andati persi 550 kmq e nel 2017 "solo" 400 kmq.

L'idea di Bolsonaro che e' ora in carica da quasi sei mesi, e' di annientare tutti gli enti di protezione dell'ambiente, dar peso a chi critica l'esistenza dei cambiamenti climatici e sfruttare lo sfruttabile nel paese.

L'ente di protezione dell'ambiente del Brasile si chiama IBAMA ed erano anni che i suoi fondi venivano tagliati. La commissione sulle foreste invece e' stata assegnata al Ministero dell'Agricoltura, che invece e' gestita dalle lobby dell'agricoltura per cui il mantra e' taglia-taglia-taglia.

Ovviamente il governo di Bolsonaro dice che e' tuttapposto: il suo ministro dell'ambiente dice che... non stanno distruggendo niente e che anzi.. aggiungeranno altri alberi!
Mentono sapendo di mentire!

Lo stesso ministro dice che i dati dell'INPE sono stati manipolati. A che pro non si sa! E che quindi lui dara; istruzioni ad una ditta privata di eseguire migliori immagini satellitari.

Intanto i dati che abbiamo adesso, mostrano che nell'anno appena trascorso sono andati persi circa 7900 kmq di foresta, l'equivalente dell'isola di Porto Rico.

Un giorno tutto questo ci si rivoltera' contro, e quel giorno non e' lontano, prometto.

Friday, February 27, 2015

Il fracking e le lezioni dell'Algeria









L'Algeria lottizzata e petrolizzata

** grazie a Matilde Brunetti **


"We neither benefited from traditional gas nor from petrol proceeds. 
Shale gas will deprive us of the little good that we have left"

"But the people of the south, who have historically been 
marginalised and considered uneducated, 
are giving a lesson to the whole country in responsible citizenship and peaceful resistance—to a criminal project that is threatening their livelihoods."


"A friend of mine worked on the design of the the natural gas plant in southwest Algeria. One of the challenges of the plant was the removal of "heavy metals" from the tracking stream. Since the heavy metals did not affect plant safety (the metals only affect worker health), the owners did not spend the money to install the necessary equipment. I feel bad for the people of the region, not only are their resources being stolen, but 20 years from now the health affects of all of the heavy metals on the workers and their children will be a double whammy on their health."





E chi se lo aspettava che anche in Algeria ci sarebbe stata una cosi grande lotta contro le trivelle?

Siamo a Ain Salah, nel sud dell'Algeria, 45,000 abitanti e 750 chilometri dalla capitale Algiers, teatro di proteste e di attivismo, poi sparsisi a tutta la nazione. Ogni giorno e per due mesi, tanto che il presidente Abdelaziz Bouteflika non si fa piu vedere in pubblico da settimane.

La protagonista e' la compagnia petrolifera statale Sonatrach che dispensa concessioni come se fossero caramelle. Gli interessi in gioco qui sono giganteschi. Secondo l’agenzia americana Energy Information Administration (EIA), l’Algeria e' il terzo paese al mondo per disponibilità di shale gas, dopo Cina e l’Argentina. Parliamo di circa 600 trillioni di metri cubi di gas.

L'Algeria e' stata a lungo produttrice di petrolio e di gas convenzionale. Circa il 60% del proprio budget arriva dagli idrocarburi, che sono la gran parte di cio' che l'Algeria esporta. Con i petrodollari, l'Algeria ha mantenuto un regime sociale di relativo benessere con ampi sussidi governativi che le hanno permesso di evitare le proteste di massa dei paesi confinanti durante le primavere arabe. Semplicemente appena c'e' stato sentore di ribellione hanno mandato la polizia e poi hanno aumentato tutti i salari e i programmi per i giovani. E’ un metodo abbastanza comune qui – la gente protesta un po, si danno concessioni e si evitano problemi maggiori.

In tempi recenti pero' le riserve di gas da estrarre con metodi "normali" sono calate e quindi il governo ha ben pensato di passare allo shale gas, i cui giacimenti nel sud dell’Algeria fino a poco tempo fa non sarebbero stati accessibili. Si decide di investire 80 miliardi di dollari con 200 pozzi esplorativi, impianti petrolichimici e di raffinazione e con l'intento di tirare fuori circa 20 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Ma siccome non hanno le tecnologie o il sapere, decidono di aprire agli investitori stranieri, con cui si "condivideranno" rischi, profitti e costi. A chi aprono? A Shell, Exxon Mobil, Total, Talisman Energy e ovviamente. la nostra beneamata ENI, che e' stata fra le prime a firmare gli accordi con la Sonatrach nel 2011. Hanno piu di quaranta concessioni in Algeria.

Alla fine di Dicembre 2014, la Sonatrach annuncia che i testi del fracking venti miglia a sud da Ain Salah. sono stati di successo e che si intende proseguire. Ora, di tutte le citta’ di Algeria, Ain Salah e’ quella dove piu’ di altre la gente e’ ritenuta pacifica, sottomessa e obbediente. Ma cosi' non e' stato per il fracking: sono subito scesi in piazza e non ne vogliono sapere di trivelle. E questo ha colto di gran sorpresa i politici e gli osservatori.

E perche' ad Ain Salah si oppongono alle trivelle? Per lo stesso motivo per cui ci opponiamo noi: perche' nonostante tutte le belle promesse di lavoro e progresso lo sanno anche nel sud dell'Algeria che le trivelle portano solo miseria ed inquinamento. In questo tempo di internet e di globalizzazione non si puo' negare l'evidenza.

A poco sono valsi i tentativi di "tuttapposto" del governo: e' tutto sicuro, siamo solo in fase di esplorazione, inizieremo nel 2020, e una "transizione" verso le rinnovabili e via con la fantasia. A rendere tutto ancora piu' difficile e' che qui siamo in un deserto, e l'acqua e' preziosa. Se la usano per il fracking e se la inquinano, cosa berranno le persone? Cosa useranno per l'agricoltura?

Ci sono anche vaghi sentimenti anticoloniali: ci si ricorda di essere stati sede di esperimenti nucleari e chimici della Francia, anche dopo l'indipendenza, e non se ne vogliono altri, questa volta di natura petrolifera. E poi fra le proponenti c’e’ la Total, ed il fracking e’ vietato in Francia per proteggere l’ambiente. L’ambiente di Algeria e’ meno importante?

Sebbene ad Ain Salah ci sia un tasso di analfabetismo ancora al 20%, la zona sia povera e poco sviluppata rispetto al resto del paese, la protesta e' stata forte e compatta. L'8 Febbraio 2015 il governo centrale ha annunciato che i programmi di fracking andranno avanti come inizialmente previsto. Ma invece di arrendersi, i residenti di Ain Salan e di altre citta’ hanno continuato a protestare finche’ il movimento, pacifico e composto, e’ diventato nazionale.

Questo enorme movimento di opione, partito da un popolo considerato marginale e poco istruito, sta dando prova di cittadinanza resposabile e pacifica al mondo intero, anche a noi italiani, che spesso piu’ che protestare su Facebook non facciamo. E’ un movimento di cittadini adulti.

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Note:

1. Tre le ultime concessioni ricevute dall'ENI, nel giugno 2014, : El Guefoul, Tinerkouk e Terfas, nel sud del paese. Sono valide per due anni e coprono circa 45,000 chilometri quadrati.  Quarantacinque mila chilometri quadrati! Secondo l'ENI "The three areas are considered of great interest and potential". Certo, per le loro tasche!

2. Dal primo gennaio ad oggi gli uffici pubblici, negozi e scuole sono state chiuse e la gente scende in piazza quasi quotidianamente, a volte anche al tasso di 1,500 persone alla volta. Le proteste si sono poi diffuse anche in altre citta' fra cui Algeris, Oran, Adrar, Tamanrasset, El Golea e Ouargla. Un ragazzo di 21 anni e' morto il giorno 4 Gennaio durante le proteste.  E nonostante i divieti di manifestare, la gente ha manifestato lo stesso.

3. L'8 Febbraio 2015 il governo centrale ha annunciato che i programmi di fracking andranno avanti come inizialmente previsto. Ma invece di arrendersi, i residenti di Ain Salan si sono spostati verso il campo di gas e hanno occupato il sito, bloccandone l'accesso e di fatto fermando il fracking. Si sono portati le tende e non fanno passare i camion.






Monday, October 6, 2014

Confindustra Abruzzo e il petrolio green


"moltissimi posti di lavoro e indotto"

Sara' Babbo Natale a portare tutto!


"Una piattaforma petrolifera può essere poco inquinante e del tutto compatibile con il turismo, e l’agricoltura, la pesca e un alta qualità ambientale.
In altri casi un attività petrolifera può essere troppo impattante,
compromettere altre attività, portare più svantaggi che vantaggi,
e allora in quel caso bisogna dire no".

Fabio Spinosa Pingue, Confindustria Abruzzo

????
 


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Qualche giorno fa e' comparso sul Centro D'Abruzzo un interessante articolo in cui Fabio Spinosa Pingue di Confindustria Abruzzo invita ricercatori, studenti e scuole a partecipare al premio "Confindustria Abruzzo Green".

Il titolo era:  "Anche il petrolio può essere green. Basta attrezzarsi.'

Eh? Il petrolio green? O Signore. Questa e' meglio della scatola nera della Vicari. 

Petrolio green - certo basta crederci!

Ma in che modo facciamo il petrolio verde?

La monnezza e' meno monnezza? Il cancro e' meno cancro?Le ciminiere e i fumi li dipingiamo di verde? Oppure in mezzo agli oli ci mettiamo cilantro e basilico a coprire la puzza?

E se e' possibile fare il petrolio green, perche' le raffinerie italiane - e non solo! - sono un concentrato di morte, tutte quante, da nord a sud? Dov'e' il petrolio green nell'acqua inquinata di Gela o nelle fiamme roboanti di Milazzo? Dov'e' il petrolio green nel Pertusillo inquinato?

O forse si riferiva al petrolio riversato in mare dalla sua amica Edison nel Gennaio del 2013 da Rospo Mare e che poi si trasformo' magicamente in "fango ed erba" - quelli si molto green!

Vede, ci possono anche essere best practices o migliori tecnologie oggi rispetto agli anni sessanta, ma il punto e' che i volumi di monnezza in aria, in acqua, in atmosfera, sono cosi grandi in valore assoluto che anche percentuali piccole di veleni, sono quantita' enormi.

Se per ogni barile di petrolio estratto ne hai 5,10,20 fra fluidi perforazione e acque di scarto, anche se recicli e riusi e fai tutto green, alla fine sempre veleni hai prodotto e in grande quantita' e parte di questi veleni sempre finiscono in atmosfera o nelle nostre acque.

E' impossibile. Per non parlare della delicatezza delle operazioni e del fatto che tantissime cose possono andare storte, mandando il green a farsi benedire.

Quindi caro Spinosa, lasci perdere e mettiamo da parte questo maldestro e ridicolo tentativo di quadrare il cerchio. Il petrolio green non si puo' fare, ed e' ridicola questa idea.

Quello che pero' si puo' fare con il petrolio, e' il portafoglio green, molto green.



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Riporto qui testuale:

Ogni sistema culturale sviluppa, inevitabilmente, pregiudizi. Ciò accade anche quando parliamo di green economy, nel momento in cui alcuni "tifosi" pensano che non tutti i settori possano coniugare la produttività con il rispetto dell'ambiente e della salute. 

Molti fanno coincidere la green economy con le produzioni biologiche. 

Altri, più benignamente, estendono il termine alle imprese che si occupano di rinnovabili.

La maggior parte delle persone fatica a immaginare che anche un'impresa petrolchimica possa essere green.


In un'Italia sempre più retriva e meno appetibile per investitori esteri, siamo riusciti a creare una contrapposizione ideologica anche tra imprese che meritano l'appellativo green e imprese che, secondo i tifosi o i disinformati, non potranno mai fregiarsi di questo titolo: ecco un pericoloso pregiudizio che mina il futuro di tutta l'industria. 

Allora, quand'è che possiamo definire un'impresa "green"? 

Quando decide di impiegare materie prime meno inquinanti, ma soprattutto quando applica, nei processi produttivi, un sistema integrato di recupero, riutilizzo e riduzione di materiali, energia e acqua. 

 Da questo punto di vista qualsiasi organizzazione di qualsiasi settore produttivo può essere green, se il management decide di considerare l'ambiente un'opportunità anziché un costo. 

Bisogna che questo concetto venga compreso chiaramente da tutta l'opinione pubblica, per evitare inutili contrasti che danneggiano tutto il sistema produttivo e contrastare quel fenomeno comunemente noto come "nimby" che posiziona l'Abruzzo tra le prime regioni d'Italia per presenza di "comitati del no". Qualsiasi organizzazione può dotarsi di un sistema di gestione ambientale e decidere di investire per introdurre soluzioni sostenibili. Per questo motivo più di tre anni fa abbiamo deciso di dar vita al Premio Confindustria Abruzzo Green. Invito pertanto tutte le imprese abruzzesi, ma anche gli enti, i ricercatori, gli studenti e le scuole a partecipare gratuitamente al premio attraverso il sito www.confindustria.abruzzo.it; è possibile inviare le schede sino al 10 Ottobre. Fabio Spinosa Pingue Responsabile Premio Confindustria Abruzzo Green

Saturday, October 4, 2014

L'Abruzzo in prima fila contro il decreto Sblocca Italia




Come sono cambiate le cose.

Ripenso a Ottaviano del Turco, ripenso a Nicola Fratino, ripenso a Gianni Chiodi e l'insistenza dei primi due che il petrolio sarebbe stata la panacea di tutti i nostri mali, e poi con Chiodi una sorta di immobilismo patetico e molle, veramente infantile. Almeno gli altri due avevano una posizione, questo qui non era ne carne ne pesce.

E quindi sono contenta di sentire che l'Abruzzo e' in prima fila contro il decreto Sblocca Italia e che ha approvato all'unanimita' -- cosa che prima sarebbe stata inaudita -- una mozione contraria al decreto di Renzi incentrata sulla questione petrolio. Sono contenta che sia finalmente arrivata questa trasversalita' politica nel difendere i nostri territori.

So che c'e' voluto un certo coraggio da parte della giunta regionale di Luciano D'Alfonso nel prendere posizione contro un decreto voluto, alla fine, dal PD di Renzi, lo stesso partito che governa l'Abruzzo. E quindi, grazie ed onore a tutto il conisiglio regionale per avercelo avuto questo coraggio e per avere dato prova di responsabilita' e di spirito di collaborazione - destra, sinistra, centro e grillini. Tutti.

Ma il grazie speciale va al Movimento 5 Stelle di Sara Marcozzi che ha pensato e presentato questa mozione e che si e' battuto per farla approvare, facendo si che anche gli scettici firmassero a favore.

Penso a Gianni Chiodi, e quanto ci abbia perso proprio politicamente nel non avercelo avuto lui questo coraggio a suo tempo. Non so era presente al momento del voto, ma se si, chissa' a cosa pensava quando ha detto il suo si alla mozione antipetrolio, lui che a parte le parole non ha fatto poi granche'. E anzi, pure le parole gli sono venute tardi.

Un po, devo dire mi fa tenerezza, perche' si e' trovato in una cosa piu grande di lui - come Don Abbondio - e non sapeva neanche lui cosa fare.

Ma alla base di tutto questo, non c'e' nessun politico.

I politici mettono le firme.

Il motore di tutto siete stati voi, voi che avete protestato, voi che avete resistito da anni, ciascuno a modo proprio, voi che avete rotto le scatole, preteso che il nostro mare e le nostre campagne fossero protette. Che siete scesi in piazza, che avete scritto le osservazioni, che avete diffuso le informazioni e il perche' no alle trivelle, che non avete creduto alle balle mirabolanti di Confindustria di Paolo Primavera o della Medoligas di Sergio Morandi. Voi che non avete dato scampo ai politici facendo si che oggi e' impensabile che in Abruzzo possa comparire sulla scena un politico a dire si al petrolio.

Questa risoluzione, grande o piccola che sia, e' merito di ciascuno di voi.

Se ci si pensa, tutte le grandi rivoluzioni della storia sono nate cosi - perche' la gente l'ha chiesto,
e non ha accettato passivamente quello che le veniva propinato e ha fatto sentire la sua voce. Non so come andra' a finire la questione Sblocca Italia. So che se siamo tanti, e se dopo Abruzzo, Basilicata e Lombardia saranno altre le regioni ad opporsi, e allora siamo sulla buona strada.

Ecco qui: 

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Roma. Si prospetta una vita dura per il decreto Sblocca Italia, in questi giorni in discussione alla Camera per la conversione.

Basilicata, Abruzzo, Lombardia hanno dato il via a una protesta che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il Paese. Tre Regioni e una moltitudine di Comuni che hanno impugnato in tutte le sedi il decreto, in riferimento agli articoli che facilitano le concessioni per trivellare e la costruzione di nuovi inceneritori. Iniziative del Movimento 5 Stelle (ieri Grillo in un post ha parlato di una "battaglia feroce" contro il decreto che ha definito "SfasciaItalia") ma che sono condivise anche da altre forze politiche.

Mozioni e risoluzioni approvate con maggioranze del tutto inedite. In Lombardia, ad esempio, nel testo approvato da M5S, Lega Nord, Forza Italia, Lista Maroni, ci si impegna a fare pressione sul Governo, per evitare che nei termovalorizzatori regionali vengano indirizzati rifiuti di altre regioni. Il testo chiede anche di valutare il profilo di costituzionalità dell'articolo, per fondare un ricorso alla Corte Costituzionale. L’Abruzzo ha votato all’unanimità un testo simile, centrato sulle trivellazioni, presentato dal M5S. La Basilicata ha presentato un ricorso all’Unione europea per impugnare il decreto.

Anche il Pd critica la gestione dei rifiuti, laddove il decreto prevede la “mobilità” dell’immondizia attraverso l’Italia per rifornire quegli inceneritori che, con una differenziata spinta, hanno penuria di materia da bruciare. «Un decreto che penalizza le regioni virtuose», hanno scritto i deputati e i senatori emiliani del Pd. Civitavecchia, Pomezia, Senigallia, Roma, Varese, sono le prossime città che depositeranno i ricorsi.

Friday, May 16, 2014

Incontro Confindustria: no all'Abruzzo al petrolio!


Lunedi' 19 Maggio - Ore 12 Pescara

Qui i progetti di Confindustria per l'Abruzzo

usare le royalties del petrolio per lo sviluppo dell'efficenza energetica e delle rinnovabili
per la salvaguardia dell'ambiente e per lo sviluppo del turismo

HA HA HA!!!

Ma come le sognano queste cose?







Incontro di Confindustria con tutti i candidati alla presidenza della Regione

Andiamo a cantargleine quattro a Paolo Primavera e al suo amico Sergio Morandi: l'Abruzzo non vuole parlare di petrolio e di trivelle e di Ombrina. L'Abruzzo vuole parlare di turismo, di agricoltura, di ambiente sano, di intelligenza, di futuro, di rinnovabili.

Gianni Chiodi: voglio vedere se hai il coraggio di dire a 
Sergio Morandi che Ombrina qui ne adesso ne mai.

Spero che ci siano in tanti a fare domande, ad esigere risposte e ad incalzare i politici
con intelligenza e senza paura.






Thursday, April 24, 2014

A Paolo Primavera: sono le trivelle che portano poverta' e disoccupazione

 Confindustria: il quartetto fossile d'Abruzzo




Cappelle, fotovoltaico e led fruttano 28 mila euro in 9 mesi


Poveretto, mi fa anche un po pena Paolo Primavera.

Non sa piu' cosa inventarsi per difendere l'indifendibile: il petrolio in Abruzzo. E cosi' oggi se ne esce con un titolone "Siamo contro chi vuole portare povertà e disoccupazione"

Lo siamo tutti, caro Paolo.

Il problema e' che noi tutti, persone normali, persone libere ed intelligenti, persone non ammanicate con i petrolieri o con interessi petroliferi da difendere, lo sappiamo tutti che e' il petrolio che non porta altro che poverta' e disoccupazione.

E non c'e' niente di populistico o di demagogico: e' la verita', semplice, chiara, pulita. La verita' che lei si ostina a non voler vedere da anni a questa parte.

E questa verita' e cosi lampante che non abbisogna dei suoi roboanti giri di parole, e delle sue frasi fiume in cui si fa di tutto un brodo, perche' basta andare nei distretti minerari di Basilicata o di Sicilia per vedere che il petrolio ha portato loro solo dolore, disperazione e disoccupazione.

E noi questo non lo vogliamo per l'Abruzzo del 2014.

La Sicilia, nonostante decenni e decenni di petrolio a Priolo-Siracusa-Melilli, a Gela e le piattaforme a Ragusa e' la regione piu' povera d'Italia. Ogni tanto si scambia di posto con la Basilicata, dove tutti gli indicatori sociali mostrano una perdita di qualita' di vita dopo le trivelle. Vogliamo entrare in loro compagnia?

In una frase lunghissima che mostra il suo pensiero contorto e contradditorio, Paolo Primavera dice  che Confindustria

E' dalla parte delle imprese associate che creano lavoro e ricchezza, in  ogni settore produttivo, compresi turismo, agroalimentare, vitivinicolo, e, ovviamente, quello degli  idrocarburi; è dalla parte di coloro che pensano allo sviluppo integrato del territorio, senza barriere ideologiche e attenti alle occasioni di  investimento che non ci si può permettere di perdere; è dalla parte delle numerose persone, imprenditori e  lavoratori, che per le opposizioni più strumentali a decine e decine di
progetti industriali (il Nimby è il peggiore dei mali di cui soffre  l'Abruzzo) non possono creare lavoro e dare e ricevere opportunità di uscita dalla crisi più profonda; è dalla parte delle  centinaia di imprese e migliaia di lavoratori abruzzesi del settore  Oil & Gas che in decenni di attività hanno prodotto occupazione,  tecnologia, qualità, sicurezza, esportate in tutto il mondo; è dalla parte di tanti giovani che cercano di professionalizzarsi, anche nelle nostre università abruzzesi, per trovare un lavoro sicuro, stimolante e ben retribuito; è dalla parte degli operatori turistici  della costa, dove le bandiere blu conquistate con grandi sforzi contrastano con i numerosi divieti di balneazione sanciti dall'ARTA, a causa dei sistemi depurativi pubblici inefficienti, e che vedono con grande preoccupazione la stagione ancora da avviare. 


Ma si rende conto delle assurdita' che dice?

Mi pare di leggere i giochini della settimana enigmistica dove dice: trova l'intruso: turismo, agroalimentare, vitivincolo, idrocarburi!!!

E poi, siccome non sa come spiegare i morti, l'agricoltura malata, la fine del turismo, la subsidenza, i terremoti e le paure associate, passa al tema "barriere ideologiche e nimby" che e' l'unica cosa che Confindustria puo' fare: attaccare i santi paladini dell'ambiente non su numeri e fatti, ma con insulti e con attacchi personali.

Caro Paolo, non c'e niente di ideologico in uno che vuole tenersi i polmoni sani, quelli suoi e dei suoi figli o che vuole andare a pesca in un mare blu, o che vuole mangiare ortaggi non avvelenati da scarti petroliferi radioattivi. Non c'e' Nimby nel volere la revoca dell'articolo 35, nel voler decidere del proprio territorio e nell' esigere che vinca il bene comune, e non quello dei petrolieri.

Mi fa ridere che Paolo Primavera dica di essere dalla parte degli operatori turistici della costa!
Oddio, ma come gli escono dalla bocca queste assurdita'?

Volete essere dalla parte degli operatori turistici distruggendo il litorale e riempendolo di FPSO, piattaforme, porti petroliferi?

Ma voi ci andate al mare a Marghera? A Gela? a Falconara? Ci andate a fare il picnic nella Val D'agri? Ci andate a prendere il sole sulla riviera del lago Pertusillo?

E le vostre mogli, cosa dicono di portarci li in villeggiatura i vostri bambini?

Insistono:

E' chiaro da che parte siamo?

A me, si, dalla parte del vile denaro.

E poi aggiungono

E sia altrettanto chiaro che Confindustria Chieti non permetterà a nessuno di far saltare il tessuto industriale  che con fatica resiste garantendo ancora il 30% del PIL regionale! Vigileremo con molta attenzione sulle scelte del prossimo governo regionale, denunciando ogni iniziativa che  vada in senso contrario allo sviluppo, e dando nome e cognome ad ogni responsabile della perdita di investimenti e lavoro! E i signori sindaci che non perdono occasione di vantarsi di aver bloccato questo o quel progetto dicano in primis ai loro cittadini cosa offrono in alternativa!

Ma per carita'.

Dicano apertamente se nel loro territorio deve sparire l'impresa industriale, e con cosa pensano di sostituire la ricchezza persa! Invece di fare passerelle preelettorali lavorino per la creazione di lavoro, eliminando la loro burocrazia, le loro inefficienze, le loro incompetenze.

Paolo, dai, esageri e spari a casaccio. Qui non si parla di "smantellare l'industria" si parla di SCEGLIERE se vogliamo essere Petrolio o Ambiente, Ombrina o Parco dei Trabocchi, perche' le due cose assieme, nononstante il suo populismo, questo si, non si possono fare. Capisce lei questo? Ha lei l'onesta intellettuale di riconoscere questo?

Vuole creare lavoro? Lavoro vero?

Glielo dico io: faccia cosi. Decidete che l'Abruzzo deve arrivare al 100% di energia rinnovabile e riempite i tetti delle case con pannelli solari, e fatevi promotori del risparmio energetico e delle modifiche alle case.

Decidete che si deve risanare Bussi, decementificare i fiumi, sistemare i ponti che crollano e i centri storici fatiscenti. E' lavoro anche questo, sa?

Magari non e' lavoro che piace alla Medoilgas o all' ENI e agli speculatori di turno, ma questo e' un problema di Medoilgas e di ENI e degli speculatori di turno.


E' molto facile parlare”contro”, quando lo si fa senza una proposta, col solo intento di distruggere ed in nome di un ambientalismo di retroguardia, che ha il solo obiettivo di far perdere altre migliaia di posti di lavoro nell’industria, come già è capitato, per esempio, ad Ortona, mandando in crisi anche il Porto che vive di industria petrolifera e provocando l’allontanamento delle aziende multinazionali che ancora credono di poter investire in Abruzzo, di fatto ignorando gli appelli che le migliaia di lavoratori e le centinaia di imprese morse dalla crisi fanno per chiedere lavoro e sviluppo


Invece il petrolio e' progresso, vero? E comunque le proposte gliele ho date sopra.
Il porto di Ortona e' in crisi? Migliaia di posti di lavoro? Ma che dice: il Centro Oli portava al massimo massimo 30 assunzioni! Magari qualcuno di piu all'indotto dei medici oncologi, o delle pompe funebri!

Sa una cosa caro Paolo Primavera: lei due paragrafi sopra diceva che Confindustria vuole aiutare gli operatori turistici. Lei pensa che il porto di Ortona aiuta il turismo? E chi ci va a vedere le navi petrolifere o tutti quei baracconi che sorgono lungo il porto di Ortona? O vogliamo parlare del lato sinistro della spiaggia dei Saraceni che e' cosi' oliosa che ti si appicicca tutto e io almeno non ci farei il bagno neanche se mi coprissero d'oro?

Li i miei nonni un tempo ci si facevano il bagno. Adesso il "porto petrolifero" ha tolto questa opportunita' e con essa la possibilita' di introiti, e ricchezza e sviluppo sano. Proprio il progresso, eh?
Ortona ha il porto da 50 anni almeno, non mi pare cosi ricca se rapportata alle altre citta' del circondiario.

Non è con il populismo e gli slogan che si governa una Regione; non è ignorando le realtà produttive che possono dare ancora risorse preziose in termini di posti di lavoro, tasse, investimenti, che si crea sviluppo; è solo riconoscendo la compatibilità tra industria, turismo, agricoltura, tutela delle qualità del nostro territorio, come la sua storia economica testimonia, che si può proiettare l'Abruzzo verso il futuro.


E' vero, e il populismo e tutto qui, nelle sue vuote parole di coeistenza fra cose che sono di per loro natura antitetiche: la vita e la morte.

Quando lei si costruira' un centro oli a 100 metri da casa sua, allora ne riparliamo, caro Paolo Priamver, presidente di Confindustria, amico dei petrolieri.

Wednesday, November 20, 2013

Confindustria e MOG - Fumo negli occhi







Contrasteremo ogni forma di trivellazione
Gianni Chiodi, 2010

Abbiamo fatto una legge che limita fortemente l’estrazione di petrolio perché non consideriamo vantaggioso questo futuro, ma per quanto riguarda la provincia di Teramo si tratta di ricerche meno impattanti e che riguardano il gas.

Gianni Chiodi, 2013


Dall'alto della sua conoscenza tecnica 
ecco il tuttappostismo di  Gianni Chiodi.



Il 6 Febbraio 2013 Paolo Primavera della Confindustria, con mia grande sorpresa, mi mando' un invito a partecipare ad un progetto "incubatore di idee" per l'Abruzzo del futuro.

In generale e' un onore essere chiamati a progettare per il futuro, e magari a pensare in grande. E di primo acchitto sono rimasta lusingata che chiedessero anche il mio parere. Ma poi, vedendo la lista dei vari interessati (notare solo due donne!) e considerato il passato di Confindustria e dei suoi progetti per l'Abruzzo - petrolio, petrolio, petrolio! - ho pensato che probabilmente era tutta una finta e ho lasciato perdere.

Dopotutto Primavera ha piu' e piu' volte reiterato la sua favorevolezza all'Abruzzo petrolizzato e cosi pure tutti quelli di Confindustria prima di lui.

E infatti adesso tornano.

Tornano con il solito tentativo di abbindolare la gente di cui pare che non si stanchino mai.

Ma provare a risolvere i problemi veri, no eh?

Ci hanno provato tante volte a dirci che il petrolio e' cosa buona e giusta. Dal 2007 per la precisione, e in tutte le occasioni hanno solo finito con il farci brutta figura, tutti quanti indistintamente.

Cupello? Pescara? San Vito Marina? Ortona?
Sulle pagine dei giornali? Nelle Universita'?
Nell'opinione pubblica? 

Hanno sempre fallito e sono tutti tornati a casa con la coda fra le gambe.

Questa volta l'ennesimo tentativo, nell'auditorium Flaiano di Pescara (chissa' cosa direbbe Flaiano stesso di contanto spettacolo!) sono convenuti diverse personalita' italiane ed abruzzesi per discutere della "particolare congiuntura economica" e dei "principali argomenti di attualita' politica" come la "crisi economico-finanziaria", "il contenimento della spesa pubblica", le "riforme per la crescita", le "liberalizzazioni", il "ruolo del Governo, delle imprese e della politica".

Insomma un calderone di roba che piu' ne ha piu' ne metta.

Il titolo era "Ora ripartiamo. Abruzzo al 2020".

I maghi dell'economia-finanza-spesa pubblica-riforme-liberalizzazioni-governo-politica sono:

Il Presidente di Confindustria Abruzzo Mauro Angelucci,
Nicola Porro, Vice Direttore de Il Giornale,
Maurizio Lupi, Ministro Infrastrutture e Trasporti,
Flavio Zanonato, Ministro Sviluppo Economico,
Susanna Camusso, Segretaria Generale CGIL,
Gianni Chiodi, Presidente Regione Abruzzo,
Sergio Morandi, A.D. Medoilgas Italia S.p.A.,
Frederik Geertman, Regional Mnager Unicredit,
Cesare Ramadori, A.D.Strada dei Parchi,
Stefano Conti, Direttore Sviluppo Rete Terna.
Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria.

Mmh.

Notare che la maggior parte di questa gente e' in giro da tanti anni, e che quindi un qualche ruolo nel diastro attuale l'hanno giocato pure loro, no? Ed ora pensano di aggiustare tutto? Cioe' prima sfasciano e poi aggiustano?

Mmh.

Ma.. poi, qualcuno mi spiega che c'entra Sergio Mornandi?

Qualcuno mi spiega che c'entra Sergio Morandi????

Qualcuno mi spiega che c'entra Sergio Morandi?????????

Che ne sa lui di liberalizzazioni?
O che intende le liberalizzazioni per trivellare?

Che ne sa lui della crisi economica finanziaria?
O che pensa che le sue goccie di monnezza petrolifera scavate nella melma della costa teatina risolveranno i problemi dell'Italia? 

E perche' non c'era nessuno, che ne so, degli enti territoriali che gestiscono i parchi, nessuno che propone cosa fare del Parco della Costa Teatina, che parla di pannelli solari sui tetti delle case, che parla dell'esperienza tedesca con le rinnovabili, che parla di turismo, di agricoltura, di viticoltura di qualita'?

A certo, e' Confindustria.

A loro interessa solo buchi-cave-monnezza-inquinamento-turbogas.

Ma tutti questi anni non sono passati invano, e la gente e' sveglia e non torna piu' a dormire, sapete cari Angelucci e Primavera?

E infatti, ad accogliere il clan degli esperti di tutto e niente c'erano attivisti di vario genere con le scritte: "A voi champagne e petrolio a noi cultura e trasparenza" .

Domanda, semplice semplice: ma l'Abruzzo del 2020 ha le trivelle o il Montepulciano?


Chiodi vuole gentilmente rispondere a questa domanda?

Ombrina e' petrolio. Cosa ne pensa lui? Ha avuto il coraggio di dirlo a Sergio Morandi che con Ombrina ci si gioca le elezioni?

L'ingresso era libero.
Ti facevano il lavaggio del cervello gratis.

Saturday, November 2, 2013

Angelo Pollutri, Maria Amato, Cesare Damiano: lo sdoganamento del cervello



Quelli per cui il progresso = trivellare


Si chiamano Angelo Pollutri, sindaco noto a noi tutti attivisti d'Abruzzo per le sue idee di progresso ferme al 1960, e le new entry Maria Amato e Cesare Damiano.

Sono questi altri nomi da non dimenticare in sede elettorale, oltre a Valter Catarra e tutta la giunta del consiglio provinciale di Teramo. I tre di cui sopra sono tutti del Partito Democratico - non che questa sigla significhi molto oggi sul panorama politico italiano o abruzzese.

Come riporta Histonium.net, da Gissi, caput mundi di Remo Gaspari, e sotto l'occhio viglie di Paolo Primavera della Confindustria, i tre annunciano che la crisi del vastese si risolve con ... la corsa al petrolio!

Mmh.

Che creativita'!

Basta fare un buco, tirare fuori monnezza e risolviamo tutti i problemi.

Ma cosi' non ci vuole niente a fare l'amministratore!

Possiamo farne altri di buchi sapete? Possiamo farne altri e metterci dentro la monnezza tossica dell'industria chimica che nessuno vuole smaltire, anche quello porta soldi, no? Come hanno fatto in Campania.

Possiamo pure fare dei buchi e metterci le barre radioattive degli impianti nucleari dismessi. Possiamo fare buchi per metterci l'amianto.

Possiamo pure fare un centro sperimentale di cosa porta piu' malattie, agricoltura inquinata e di come meglio si distrugge l'industria turistica e vitivinicola.

Perche' no?

Angelo Pollutri, appunto fermo al 1960, ricorda le scene mitiche di vari decenni fa in cui "fu trovato il metano e si aprì la Vetreria Italiana che diede sviluppo a tutto il territorio. Il metano di Cupello è ormai una certezza, è il serbatoio naturale più grande d’Europa e nelle casse dei Comuni interessati porta dei discreti ‘ecoristori’ e nessuno sembra metterlo in discussione."



Occorre quindi "sdoganare" le piattaforme petrolifere.


...che significa sdoganare le piattaforme?

Boh.

E chi lo sa. Sara' una cosa degli anni 60!

E poi con spettacolare lampo di genio dice che si potranno addirittura usare i soldi delle piattaforme - quelle sdoganate  - per finanziare il Parco della Costa Teatina!

Della serie, uno va al mare per vedere le piattaforme!

Sicuramente un rilancio potente dell'economia d'Abruzzo. Gia' me l'immagino le pubblicita':

Abruzzo, trabocchi e trivelle!

Brodetto di pesce e di petrolio!

Pane e oleodotti!

Tumori e tintarella!

Ma chi li ha votati questi? Mi sa che Razzi sarebbe piu' intelligente.

Poi interviene tale Maria Amato, mai sentita nominare prima, che dice che lei non e' mai stata contraria alla petrolizzazione.

Vuol dire allora che e' favorevole?

Boh. E chi lo sa.

E dall'alto della sua conoscenza tecnica, la Maria ricorda che le piattaforme

andrebbero fatte con tutte le tecnologie necessarie per la tutela ambientale.

Cara Maria, ma nessuno le ha detto mai che questo e' IMPOSSIBILE? Ma lei dove ha vissuto negli scorsi 6-7 anni? O che lei crede alle favole di Paolo Primavera o di Sergio Morandi? Prima di parlare, la pregherei di leggere e di non sparare a vanvera.

E poi eccolo qui, l'asso nella manica: IL COMPROMESSO.

Le popolazioni devono imparare a scendere a compromessi e non opporsi a tutto, anche riguardo le piattaforme off shore.

E' quello che invoca Cesare Damiano.

Mah, le popolazioni non devono imparare niente, caro Damiano. Siete voi che dovreste invece imparare a fare l'interesse delle popolazioni, capisce?

E' dal primo giorno che ho cercato di martellare l'opnione pubblica che il compromesso non si deve assolutamente accettare e per nessun motivo.

E perche'?

Perche' il compromesso, caro Damiano, inizia SEMPRE con la parola si.

E una volta che ai petrolieri gli hai detto si, quelli di pigliano il dito, l'avambraccio, le budella e pure il mignolo dei piedi.

Il compromesso e' un modo subdolo per i petrolieri per entrare nelle nostre case e nei nostri mari, perche' lo sanno che poi a controllare, a denunciare non ci sara' mai nessuno. E che una volta entrati non se ne andranno mai.

Chi li caccera' i petrolieri dalla Val D'Agri, nonostante non abbiano rispettato una che sia una delle mille promesse fatte all'inzio? Il "compromesso" dei lucani si e' risolto nello spettacolo che vediamo tutti -  laghi inquinati, agricoltura sofferente, poverta' e disperazione.

E poi che uno dice: si compromettiamo un pochino la salute del nostro mare, dei nostri campi, dei nostri polmoni?  Ci prendiamo giusto un po di cancro? Giusto un po di acqua inquinata? Giusto un piccolo scoppietto?

Quindi, caro Damiano, il nostro no e' categorico e senza compromessi o vie di mezzo.

E adesso cari Pollutri, Amato e Damiano, dopo che avete fatto le vostre sparate, a cui non crede nessuno se non Paolo Primavera, potere tornarvene all'oblio del niente e lasciare a noialtri di difendere l'Abruzzo dai petrolieri e dai politici a cui non hanno ancora sdoganato il cervello.

Friday, October 26, 2012

Omnia munda mundis






To the pure, all things are pure.

Ma guarda tu cosa mi tocca fare.

Mi giunge voce da varie persone che Confindustria Abruzzo intende "dimostrare" che in qualche modo io sia collegata all'industria del petrolio e che addirittura ne prenda fondi in maniera indiretta!

Non so se ridere o piangere, e non so se questa voce sia vera o no, ma se si, e' veramente patetico e mostra la piccolezza di questa gente che non riesce proprio a capire che uno nella vita puo' fare delle cose non per tornaconto personale, quanto per ideali, per senso di giustizia, per voglia di fare qualcosa di buono per la comunita'.

Intanto, se veramente fossi al soldo dei petrolieri, credo che ci sarebbero modi molto piu' redditizi di sfruttarmi da parte loro, che non spendere il mio tempo su e giu per l'Italia predicando da 5 anni ed in modo veemente, CONTRO i petrolieri.

Ma forse Confindustria vuole insinuare che io non voglia l'Abruzzo - e l'Italia! - al petrolio perche' cosi' l'Italia rimarra' un paese di serie B nella produzione di melma petrolifera e quindi in qualche modo avvanteggerei le ditte petrolifere americane?

Chissa' nella loro mente contorta anche questo potrebbe essere un pensiero.

La risposta e' ovviamente no.

Nessun petroliere mi paga - ne la Forest Oil, ne la Shell, ne l'ENI.

Il mio stipendio arriva - e per intero - dallo Stato della California - sono un impiegato statale e anzi, le cifre del mio stipendio sono pubbliche.

E poi c'e' la storia dei miei fondi ricerca.

Ho iniziato ad essere io responsabile di cercarmi i miei fondi  - non per me, ma per lo stipendio dei miei studenti, per pagare computer, esperimenti, e cose di questo genere 5 anni fa.

Ne ho ricevuti 2 di grant personali - intestati a me, Maria Rita, dal National Science Foundation, l'NSF, l'ente USA che si occcupa di elargire fondi per la ricerca. I progetti sono qui:

1. Stochastic models of viral adsorption, fusion and replication 

2. Hierarchical kinetic models for chemical and hydrodynamically coupled organisms

La parola petrolio non compare.

Infine, c'e' il grant collaborativo dell'ARO, Army Research Office, che elarigisce fondi per ricerca pura, e con cui ci occupiamo di teoria di giochi, assieme ad altri 10 colleghi. Non sono io il capo, ma uno dei dieci che collaboriamo.

3.  Scalable, stochastic and spatiotemporal game theory for real world human adversarial behavior. 

Anche se e' un grant dell'Army, e' per ricerca di base, e nessuno di noi e' tenuto a sviluppare niente per il petrolio o peggio per l'esercito (!) anzi, siamo stati messi assieme per creare modelli su come analizzare il crimine urbano e per sviluppare metodi di studio relativi ai movimenti e ai comportamenti dei criminali. I nostri studi sono tutti pubblici, e si possono consultare liberamente.

Dall'armi ho avuto anche dei grant per studiare il PTSD e i flussi migratori.

Qui tutte le mie pubblicazioni finora.

Contenti?

Infine, le nostre universita' USA sono grandi, e ciascuno di noi cerca, e trova fondi da chi e come vuole.

Ci sara' qualcuno - nel dipartimento di geologia? nel dipartimento di letteratura? nel dipartimento di chimica? di filosofia? che prende soldi dall'industria petrolchimica?

Probabilmente. Ma quel qualcuno non sono io, sono scelte sue, e non mie.

E' come l'Unversita' D'Annunzio, in cui c'e' Mario Rainone, amico dei petrolieri e di Confindustria, che voleva trivellare la Majella, e in cui c'e' invece Francesco Stoppa che ha dedicato la vita a salvaguadare la natura, e che spesso si e' adoperato contro le trivelle in Abruzzo.

Il fatto che Rainone sia amico dei petrolieri, non significa che lo sia anche Stoppa o che i fondi di Rainone finiscano in quelli di Stoppa.

Idem per me.

Accusarmi di prendere soldi - direttamente o indirettamente -  dai petrolieri e' qualcosa di folle, stupido e veramente offensivo.

Ma questi non hanno niente da fare?

Ah, un altro paio di cose: insegno una classe di ambiente all'universita' e il mio tema, guarda caso, sono i danni dovuti all'estrazioni di petrolio e di fracking.

Sono membro a vita del Sierra Club che ha aperto una *causa in tribunale* contro lo stato della Calfiornia che vorrebbe aprire lo stato al fracking e anzi, cogestisco una pagina facebook contro il fracking in California.

Ho uno strano modo di essere favorevole alle trivelle, vero?

Ma alla fine, credo che in questi 5 anni chiunque abbia potuto vedermi, sentirmi, parlare con me abbia potuto farsi una opinione personale ed il fatto che mi invitino in tutta Italia, significa una cosa sola, che sono sincera. Non avrei potuto imbrogliare cosi tanta gente, cosi a lungo.

Guarda un po che gli unici che mi sono inimicata sono quelli che hanno interessi personali, Confindustria, i vari Fratino e Di Martino, e tutti quelli che avevano da speculare.

Cara Confindustria, vergognatevi.
Siete veramente infantili.

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Infine, sulla storia dell'Army.

Il telefonino, internet, lo scotch, la fotografia digitale, il forno a microonde, la colla, i pannelli solari di ultima generazione sono invenzioni dell'US Army. E' un ente che fa ricerca di base, per capire come fare tante cose, fra cui *prevenire* crimine e guerra, non solo armi!

Ma veramente c'e' chi crede che io sia un agente della CIA o dell'esercito americano? Non stanno bene costoro.

Ricevere grant dal US Army, dall'NSF, e' difficile, ed e' un miracolo che sia riuscita a fare il mio lavoro allo stesso tempo insegnando a meta' Italia perche' il petrolio e' una maledizione. Vorrei sapere quanti docenti ordinari in Italia hanno saputo fare lo stesso.

Sono libera.

Omnia munda mundis.















Thursday, October 25, 2012

Paolo Primavera e Confindustria: attacco alla Chiesa

Paolo Primavera, pro-trivelle,  anticlericale, antipopolo


Non è più possibile pensare diferire il territorio, 
ma è necessario pensare che questo territorio debba essere custodito


21 Ottobre 2012



E come poteva Paolo Primavera, della Confindustria Abruzzo, accettare che la Chiesa Cattolica alzasse la sua voce in difesa della gente d'Abruzzo e contro le speculazioni dei petrolieri?

Non poteva. E cosi' in questi giorni torna alla carica con il suo solito mantra della difesa dell'indifendibile: il guadagno facile per gli speculatori, la distruzione dell'Abruzzo, della sua storia agricola, vitivinicola, delle sue tradizioni, del suo ambiente, dei suoi marchi.

E lo fa, Paolo Primavera, con il solito cavallo di Troia del "dialogo" con i petrolieri, del "compromesso", della "coesistenza", conditi con altri numeri sparati a casaccio sull'occupazione magica e l'indotto che il petrolio portera' all'Abruzzo. Addirittura 25,000 posti di lavoro!!

Paolo Primavera non sa piu a cosa aggrapparsi e cosi inizia:

"Pregiudizi contro il petrolio"
No mio, caro, e' evidenza scientifica e di altre realta' petrolizzate in tutto il mondo.

Anche gli "allevamenti zootecnici" hanno "effetti letali", e la rete di depurazione dell'Abruzzo e' inefficente.

Ma che c'entra? Parliamo di ceci, non di fave. E comunque, qui non giochiamo a chi distrugge l'ambiente di piu', caro Primavera, qui vogliamo fare le cose IN MEGLIO e non IN PEGGIO, capisce?

Vogliamo fare una cosa? Io mi sono occupata di petrolio, lei si occupi degli allevamenti, e cerchi di spiegare a chi usa causa questi "effetti letali"di utilizzare fertilizzanti meno impattanti e organici.

Che ne dice?

Vuole iniziare lei a fare dei convegni sull'uso di migliori tecniche agricole?
Vuole offrire dei soldi lei per migliorare la rete dei depuratori?

Suvvia, sono sicura che sia la Confidustria che lei personalmente possiate permettervi di prendere uno di quei depuratori inefficenti, e farlo diventare l'avanguardia dell'efficenza.

Ci faccia vedere come si fa.

E ancora spara con il fatto che "la produzione di energia e' necessaria".

Certo, siamo tutti d'accordo, e allora  mettiamo un pannello sopra ogni condominio d'Italia, invece che trivellare la monnezza petrolifera che abbiamo in questo paese.

Anche qui, si faccia portavoce lei del bisogno di incentivare l'energia solare e proponga lei che l'Italia debba superare la Germania, paese che produce il doppio dell'energia fotovoltaica rispetto a noi.

Eh mi sa che questo non le piace tanto eh? Con il petrolio c'e' da speculare, con un pannello per tetto - energia e ricchezza distribuita, un po meno, vero?

E poi spara con: 
norme severe, tra le più rigide del mondo, continui controlli, decine di aziende, tecnologie avanzate, grande rispetto dell'ambiente, salute pubblica, sicurezza, occupazione stabile e di qualità, indotto per 5.000 addetti.

Addirttura promette 15 miliardi di investimenti e 25.000 nuovi posti di lavoro!
Ma chi, gli addetti al reparto oncologia?

E ovviamente non poteva mancare il solito ricatto lavoro/fame:

una risposta concreta alla fame di lavoro che attanaglia il territorio, e ricevendo ritorni economici in grado di alimentare investimenti nel settore turistico o delle infrastrutture o a sostegno delle piccole imprese, per cui oggi non vi sono risorse.
Ah certo, il turismo petrolifero! 
Uno va a Bomba a vedere la raffineria, e a inalare H2S che fa bene ai polmoni? 
Oppure uno va alla costa dei trabocchi per fare il bagno nel petrolio che ti alliscia la pelle? 
Oppure ci beviamo vino agli idrocarburi, per darci piu' energia? 
Ma cosa dice, Paolo Primavera! 
Vada in Basilicata e vedra' smentite tutti suoi castelli a cui credono solo lei e i suoi compari. 
Io ci sono stata in Basilicata e tutto questo "sviluppo" non l'ho visto. 
Ho visto solo pozzi che adesso vengono costruiti dietro gli ospedali e a 200 metri dalle case, ho solo visto vigne spiantate perche' l'uva non viene piu' bene, ho sentito di pecore a cui salta il ciclo riproduttivo, di mucche che non vogliono piu' mangiare l'erba bruciata dalle pioggie acide. Storie di idrogeno solforato, di malattie, di disoccupazione, di tumori alle stelle e di disperazione quotidiana.

Caro Primavera, e' tardi per questi patetici tentativi di lavaggio del cervello e per fortuna nessuno piu' crede alle sue favole campate in aria. 

La lezione di Taranto e' troppo forte. 

A quelle promesse li, la gente ci credeva 50 anni fa. 
Lei e' arrivato tardi e non ci caschiamo mica.

Stia tranquillo, non le lasceremo trivellare un millimetro di questa terra.

Wednesday, November 2, 2011

La protesta ad oltranza in Tunisia

Davanti ai cancelli ENI dal 21 Ottobre 2011, Tarazaka, Tunisia


Che l'ENI fosse la distruttrice di tutto quello che gli capita sottomano, gia' lo sapevamo abbondantemente. Basta guardare cosa hanno combinato in tutta Italia - teoricamente la loro patria: dei 57 siti piu' inquinati d'Italia meta' sono dell'ENI o di loro associate petrolchimiche - Saipem, Polimeri Europa etc etc, ditte che l'ENI controlla al 100%.

Stupisce allora che in Italia ben poche siano state le proteste vere, organizzate, composte e AD OLTRANZA finora. Avete mai sentito gli abitanti di Gela decidere: e' troppo e da qui non ci muoviamo se l'ENI non cambia le cose? E' mai successo in Basilicata? E mai successo a Marghera? E' mai successo a Praia a Mare?

L'ENI ha fatto cose immonde in Italia: monnezza radioattiva smaltita come materiale edilizio nelle scuole, gente a ripulire sostanze cancerogene con nessuna precuazione, bugie e soprusi a non finire.

La storia petrolchimica italiana e' piena di storie di individui eroici: mi viene in mente Nicola Lovecchio di Manfredonia, che spese gli ultimi anni della sua vita a fare causa all'ENI, oppure l'Ingegner Mario Zambon che spese anni a spiegare la subsidenza ai Veneti e il suo legame con le trivelle in Polesine - ma raramente c'e' l'indignazione totale, diffusa, dell'oltranza, dopo che le trivelle sono arrivate.

E' come se ci si rassegnasse e questa e' un'altra conseguenza dell'invasione petrolifera: il territorio ti sfugge di mano, tu diventi anestetizzato e pensi che non ci puoi fare niente, perche' hai paura, perche' sono grandi, perche' magari ti danno pure un posto (postaccio?) di lavoro.

E allora ecco cosa accade in Tunisia, da cui oggi ci arriva una lezione di civilta'.

A Tazarka secondo quando riporta il Fatto Quotidiano, c'e' una raffineria ENI a circa 60 km da Tunisi. Qui le condizioni sembrano del tutto simili a quelle nelle raffinerie d'Italia: inquinamento, scarso coinovlgimento con il territorio, sfruttamento selvaggio, corruzione e mazzette di vario genere. La gente allora si e' ribellata e 200 persone sono li a presidiare i cancelli da circa 2 settimane. Sono accampati, sono arrabbiati, sono uomini, sono donne.

La gente si lamenta non solo della presunta corruzione, con denaro che finisce nelle mani dei funzionari, ma anche dei contratti precari e di infrazioni del codice di lavoro tunisino. Si lamentano della mancanza di investimenti sul territorio, si lamentano dei danni ambientali che l'ENI gli ha portato.

Vogliono risarcimenti.

In Tunisia.

Ovviamente, io non supporto in nessun modo la violenza, ma non posso che chiedermi perche' tutto questo non succede anche a Viggiano, a Gela, nella civilissima Italia?



Sulla stampa internazionale:

Salem Radio News


Yahoo.com


Tunisia-Live


Ansa

Sunday, May 8, 2011

Confindustria: petrolio compatibile con la natura



Per non perdere tempo, Mercoledi' mattina quei gran signori della Confindustria hanno deciso di incontrarsi con i candidati sindaci di Lanciano, alle ore 11 a Mozzagrogna, nei pressi del Mario Negri Sud, per parlare di petrolio, e per dire che e' cosa buona e giusta.

L'indirizzo esatto e' Localita' Castello di Septe, SP Pedemontana, Mozzagrogna. Il tutto e' coordinato da tale Marilena Mariani, di Confindustria.

Nel loro manifesto non lo dicono, ma che fare il lavaggio del cervello sul tema del petrolio sia lo scopo dell'incontro e' un fatto passatomi da qualcuno dentro Confindustria, di cui mi fido e che ha a cuore l'Abruzzo verde.

Soprattutto, perche' mai Confindustria vorra' parlare con i candidati sindaci se non per favorire i propri interessi - di cui il petrolio e' parte fondamentale?

Spero che qualcuno ci possa andare, fare domande intelligenti, rompergli le scatole - e poi raccontare e/o filmare.

Soprattutto voglio vedere e sentire i candidati sindaci di Lanciano cosa hanno da dire, per poi decidere a chi dare la mia preferenza.

Intanto ecco qui in cima, due pagine tratte Abruzzo Economia di Aprile/Maggio 2011 con Teodoro Calabrese - Confindustria - che vuole solo speculare sui vostri polmoni e poi me.

Monday, February 28, 2011

Bomba frana - parola di Forest Oil ai suoi investitori

However, that gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide
risk in the mountainous area.

International Oil Letter, Vol 23 issue 32, 20 August 2007.

E’ la solita tecnica di evocare tragedie per mettere in cattiva luce un’operazione che può o non può essere condivisa, ma solo su basi scientifiche e non emotive.

Uberto Crescenti
Majella Petroleum System

.. Anche la Forest Oil e' emotiva?


Come sempre, in Italia ci vogliono anni per decidere le cose - tavoli, incontri, inciuci. Siamo ancora qui alle prese con la trivellazione del lago di Bomba, nonostante tutta la societa' civile si sia espressa contro le trivelle in Abruzzo e nonostante le profonde tasche dei petrolieri e la connvienza di vari 'professori' e 'geologi'.

In particolare, il geologo Uberto Crescenti di Chieti ha piu' e piu' volte riaffermato che non esiste rischio alcuno di frane e di smottamenti e che e' tutt'apposto.

Ecco qui allora un altro comunicato della Forest Oil, del 2007 che dice il contrario.
La frase in cima infatti si traduce in:

Quella riserva di gas e di condensa non e' stata sviluppata perche' giace sotto il lago di Bomba e c'e' il rischio di frane in quella zona di montagna.

Il testo completo e' qui:

Forest Oil has tested an exploration well in eastern Italy flowing 6.9 MMcf/d. Monte Pallano 1 was tested in the lowest of several pay zones encountered. It was drilled to a total depth of 1,540m in the 36 sq km Monte Pallano Block in the Chieti province of the Abruzzo region. The license includes the Bomba gas/condensate field that was discovered by Agip in 1996. However, that gas/condensate reservoir in an Upper Cretaceous limestone of the Apulian Platform subthrust has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area. Forest was awarded the block in February 2004, and granted a suspension of the license in 2006. That suspension was lifted in early 2007, with the expiration date postponed to 2 May 2010. Forest says it plans to drill a second well in the third quarter of 2007, and begin production to sales in 2008. The company operates with a 90% interest. Intergie Sri holds the remaining 10%.