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Tuesday, May 10, 2016

Cinque isole Solomon ingoiate dal mare











"The sea has started to come inland, 
it forced us to move up to the hilltop 
and rebuild our village there away from the sea”

Sirilo Sutaroti, 94 anni, capo della tribu' Paurata,
 spiegando i cambiamenti climatici ad un gruppo di scienziati 


Dopo le isole Kiribati, dopo Cat Island, dopo l'isola di di Jean-Charles in Louisiana, tutte ingoiate dal mare, ecco qui altre cinque isole delle Solomon Islands sparite nel nulla. Anzi, sotto il mare dei cambiamenti climatici.

E mentre il mare si alzava e le isole scomparivano, i residenti sono dovuti scappare via.

Le isole Solomon sono un complesso di sei isole maggiori circondate da circa mille isolotti vulcanici. Vivono qui circa 560,000 persone, la maggior parte delle quali in zone costiere.

Oltre ai cinque isolotti scomparsi, altre sei sono cosi erose che presto saranno sommerse dal mare anche loro. Altre ancora mostrano segni di erosione in progresso. I cinque isolotti gia' scomparsi non erano abitati, ma sulla vicina Nuatambu Island vivevano 25 famiglie. Dal 2011 ad oggi, undici case sono finite in mare. I residenti che sono rimasti cercano di costruire muraglie a mano. Gli esperti dicono che non servira' a molto. Su tutti gli isolotti un tempo c'era vegetazione tropicale, vivente da 300 anni. Palme, noci di cocco, mangrovie, tutto scomparso. Stesso fato e' toccato a Taro Island, da cui la popolazione iniziava ad andare via gia' nel 2014. Quando arrivo' qui in visita Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, la sua stanza d'albergo aveva salvagenti in caso di allagamenti. Laddove qualcosa e' rimasto, tutto e' morto a causa dell'alta salinità.

Che questa scomparsa di isolotti sia dovuta all'uomo e ai cambiamenti climatici e' attestato da un articolo appena pubblicato su Environmental Research Letters.  Simon Albert, dell'università' del Queensland d'Australia e i suoi colleghi notano in questo articolo che negli scorsi venti anni le isole Solomon hanno visto il mare salire di ben tre volte la media mondiale, di circa 0.7 - 1 centimetro l'anno dal 1993. Fanno circa 20 centimetri da allora fino ad oggi. Nell'Aprile del 2014 una violenta inondazione ha causato la morte di trentuno persone.

Albert ed i suoi collaboratori hanno studiato la costa di 33 isole del Pacifico usando dati satellitari e fotografie dal 1947 al 2015. Hanno intervistato residenti, usato metodi di datazione al carbonio degli anelli degli alberi, modellistica di onde marine e dati di livelli del mare per queste isole. Un fattore importante nel determinare la scomparsa delle isole e' l'energia dei moti ondosi. Le isole Solomon piu' esposte a violente hanno visto l'erosione e la perdita di terreno aumentare maggiormente, rispetto a quelle piu' protette, anche se i livelli del mare aumentavano allo stesso modo.

Ma, cosa succede ai residenti di queste isole, scomparse del tutto, o scomparende? Dove e' stato possibile, ci si e' trasferiti verso l'interno,in altri casi sono andati in altre isole dove c'erano parenti e/o amici. Questi spostamenti non sono sempre facili, a volte ci sono tensioni etniche, economiche, di classe, fra proprietari terrieri e i ceti piu' bassi.

Secondo Albert  queste stesse dinamiche saranno presto comuni in varie zone costiere del mondo.


Thursday, February 18, 2016

La Francia dice no a tutti i nuovi permessi di ricerca petrolifera



Eccoci qui: il governo francese ha appena annunciato che da adesso in poi vietera' tutte le operazioni di ricerca petrolifera sul proprio territorio, sia con metodi non-convenzionali (il fracking) sia con metodi convenzionali.

Questo provvedimento e' stato fortemente voluto dal ministro dell'ecologia e dell'energia di Francia, Segolene Royal (notare che in Francia gli interessi ambientali ed energetici sono curati dalla stessa persona) che afferma che bloccare la ricerca di petrolio e' una risposta naturale al bisogno di diminuirne l'uso.  La decisione verra' inglobata nell' Energy Transition Act, varata nel 2015 dalla Francia e che impone per il 2050 la riduzione dell'uso di energia del 50% rispetto ai livelli del 2012, e di un taglio del 30% dell'uso di fonti fossili entro il 2030.

In questo momento in Francia ci sono circa 54 permessi esplorativi e circa 130 domande di ricerca di petrolio. Andranno tutte nel dimenticatoio. Segolene Royal ha anche ricordato che spera che il diniego di nuovi permessi esplorativi portera' a nuovi investimenti nelle rinnovabili e nell'efficenza energetica del paese.

Tutto questo non nasce nel vuoto: a gennaio di quest'anno Segolene Royal, era stata in visita in California, ad incontrare i leader dell'industria anche verde di questo stato, e poi all'ONU per discutere con il segreatrio generale Ban Ki Moon come fare per implementare al meglio le decisioni prese durante il summit del clima di Parigi. Qualche giorno fa la Royal e' stata anche nominata come presidente del COP21, il ramo delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamenti climatici.

A New York, Segolene Royal disse che "Ogni nazione deve adesso trasformare i propri impegni in azioni concrete" e che l'Europa deve rimanere di esempio per altri paesi sulla transizione rapida verso l'energia pulita.
 

E' questa la prima nazione d'Europa a vietare la ricerca petrolifera nei propri confini nazionali. Nel 2011 la Francia aveva gia' vietato il fracking, prima di tutte, dando l'esempio a Bulgaria, Germania ed Olanda che hanno adottato anche provvedimenti simili o comunque molto restrittivi.

E Matteo Renzi? E Federica Guidi? Dove sono i provvedimenti grandi e coraggiosi dell'Italia per l'Italia fossil-fuel free?


Monday, September 22, 2014

21 Settembre 2014 - la Green Big Apple

















“Mildly chaotic but incredibly beautiful."


C'erano il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, c'era il sindaco di New York Bill de Blasio, c'era l'ex vice presidente Al Gore, e c'era Leonardo DiCaprio lungo le strade di New York
City Domenica 21 Settembre 2014 a marciare contro i cambiamenti climatici e a chiedere azioni concrete ai nostri governanti.

E insieme a loro una marea di persone, di ogni colore, ceto sociale, eta', vestimento, e storia personale, come solo puo' esserci nella Grande Mela. Un potpourri di bellissima umanita' che chiede solo di salvare il pianeta dall'ingordigia di speculatori e multinazionali.

Ci si aspettavano circa centomila persone, ne sono arrivate piu' di quattrocentomila, secondo Time Magazine. La folla era brulicante ed hanno dovuto cambiare il percorso per farci stare tutti.  E' stata la piu' grande protesta contro i cambiamenti climatici nella storia  e la più grande manifestazione degli ultimi dieci anni. Assieme a newyorkesi, manifestanti in piu' di 2500 citta' di circa 150 nazioni.

L'organizzatore e' Bill Mc Kibben, il fondatore di 250.org. Hanno scelto il 21 Settembre per far combaciare la protesta con il vertice delle Nazioni Unite proprio sul cambiamenti climatici, che si riunisce questa settimana per discutere sulle emissioni di anidride carbonica. Parteciperanno 120 leader mondiali, inclusi i rappresentanti dell'Italia.

La folla chiede ad Obama e agli altri leader mondiali di rendere i cambiamenti climatici una priorità politica assoluta.  May Boeve, una delle organizzatrici di 350.org dice "Oggi, la società civile ha agito su una scala che ha superato se persino le nostre più rosee aspettative. Domani, ci aspettiamo che i nostri leader politici facciano lo stesso."

E siccome la principale causa dei cambiamenti climatici e' il consumo di fonti fossili, ad un certo punto la folla e' esplosa in un “Exxon Mobile, BP, Shell, take your oil and go to hell!”

C'erano anche medici in camice per protestare contro gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici. globale. La dottoressa Erica Frank, che si occupa di medicina preventiva in British Columbia dice semplicemente "Sarebbe irresponsabile per noi non fare nulla." Steve Auerbach,  pediatra di New York City aggiunge "L'inquinamento da anidride carbonica si traduce direttamente in asma, malattie cardiache e il cancro. I cambiamenti climatici sono un problema di salute globale".

Medici, vegani, ciclisti, hippy, femministe, studenti, cristiani, bambini, nativi americani, agricoltori e nonni: tutti d'accordo. Non fare niente contro i cambiamenti climatici e' terribile ed il momento di agire e' adesso e non domani.

La palla adesso va ai politici - il trivellatore Matteo Renzi incluso.

Qui le foto della bellissima Big Green Apple, domenica 21 settembre 2014.

Wednesday, May 16, 2012

Il Vermont banna il fracking!


 Drinking water will be more valuable than oil or natural gas
L'acqua potabile diventera' piu' preziosa del petrolio o del gas naturale

Governatore Peter Shumlin, Vermont

 

Il Vermont e' un piccolo stato progressista dell'East Coast americano. Hanno il matrimonio fra gay, hanno elevati tassi di assicurazione medica, si puo' votare mentre si e' in prigione (altrove e' vietato) e la pubblicita' dei medicinali in TV e' vietata.E' vietata l'affissione pubblica di cartelli

Il governatore Peter Shumlin si definisce "socialista", e socialista e' stato: ha fatto gli interessi comuni e di nessuno altro.

Oggi infatti il Vermont e' il primo stato USA a vietare le estrazioni di gas con il metodo del fracking.

La proposta di legge e' nata da un gruppo di studenti del Twinfield Union School. Sperano che l'esempio del Vermont serva ad altri stati per bannarlo,
visto che il Vermont ha scarse riserve petrolifere.

La democrazia dal basso, che cosa sana quando c'e' qualcuno che ti ascolta.
I report parlano di gente entusiasta, commossa, felice. Di attivisti da ogni parte d'America - me compresa - riempirsi di speranza per un attimo solo.

Il governatore Shumlin ha detto delle cose bellissime:

Human beings survived for thousands and thousands of years without oil and without natural gas. We have never known humanity or life on this plant to survive without clean water

Gli umani hanno sopravvissuto per migliaia e migliaia di anni senza petrolio e senza gas. Non abbiamo mai sentito parlare di umanita' e di vita su questo pianeta che possa sopravvivere senza acqua pulita.

Mario Monti, ci senti?

Stefano Saglia, ci senti?
Corrado Clini, ci senti?

Corrado Passera, ci senti?
Paolo Scaroni, ci senti?
Ovviamente tutti i  maggiori gruppi petroliferi USA come da prassi hanno detto che il Vermont ha deciso di intraprendere politiche irresponsabili, che le trivelle portano lavoro, soldi e sicurezza energetica.  Dicono che la decisione del Vermont ignora fatti, scienza e tecnologia e che le estrazioni di gas sono sicure.

Tutte balle ovviamente dette da chi ha interesse di parte - le Assominerarie del mondo sono tutte uguali!

Per oggi allora grazie al governatore del Vermont.

Oltre al Vermont hanno bannato il fracking:

Germania - 7 Maggio 2012
Francia - 1 Luglio 2011
Bulgaria - 20 Gennaio 2012

La Repubblica Ceca sta valutando se vietarlo, mentre New York State ha una moratoria temporanea.

Le battaglie sono lunghe, ma alla fine, il buonsenso prevarra'.

Occorre solo essere sinceri e farlo non per politica, non per bellezza, ma perche' ci si crede. E poi rompere le scatole, incessantemente, incessantemente.

Thank you Vermont.



Tuesday, October 19, 2010

Sulla stampa anglosassone




** Volete compare la MOG? Ecco come si fa. Modulo acquisto e Descrizione dell'acquisto. **

Ecco il comunicato stampa che abbiamo mandato in inglese. Grazie a Sammy che l'ha scritto e inviato da Teramo. L'annuncio e' stato raccolto da vari siti, blog, e quotidiani internet e pure dagli investitori.

Qui uno dei commenti piu belli di uno degli investitori inglesi :

You and your environmental lobby have certainly pulled the rug under the feet of the oilers wishing to exploit your local resources. All I can say is well done. Its nice to see the locals rally to protect their soil. I certainly will not be investing here. Good luck with the tourism.

Per chi volesse mandare commenti agli investitori i link sono qui (occorre registrarsi)

lse.co.uk

iii.co.uk

Infine ecco qui la lettera che ho mandato ai signori che vendono Ombrina Mare, e che nemmeno ci pensassero a dire che "la VIA e' ancora in fase di valutazione".

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To: Stuart Cooper, Chris Folan, David Warkentin and Mary Jobson at CIBC


Dear Sirs,

my name is Maria D'Orsogna, I am a physicist and math professor here in Southern California and I have led the now victorious campaign to stop Ombrina Mare from being developed in Abruzzo.

I just came across your MOG sales document and the most important information regarding Ombrina Mare is missing:

On October 7th 2010, Ombrina Mare failed to get approval by Italian authorites. It did not get
environmental clearance and thus cannot be developed.

The well sits within the 5 mile no-drill zone. This news has been extremely well covered in the Italian news, especially in Abruzzo. I believe you should disclose this important information to
potential buyers who should also know that the people there are dead set against turning their land and sea into an environmental cemetery.

Sincerely,

Maria R. D'Orsogna, PhD

Sunday, October 17, 2010

La MOG in vendita al miglior offerente!




La nostra vittoria sulla MOG e' completa.

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La ditta inglese Mediterranean Oil & Gas, proprietaria della Medoilgas e titolare della concessione Ombrina Mare, e' in vendita. L'annuncio viene pochi giorni dopo la bocciatura del progetto Ombrina da parte della Commissione di Valutazione Impatto Ambientale ed e' stato
pubblicato sull'Independent di Londra in data 17 Ottobre 2010.

Secondo l'Independent la compagnia bancaria CIBC, che si occupa di gestire la profonda crisi economica della MOG, ha inviato a tutti gli investitori un invito per l' acquisto della compagnia,
preferenzialmente in un unico blocco.

Gia' in un comunicato del 30 Settembre 2010 la MOG aveva denunciato una situazione economica in peggioramento rispetto all'anno precedente e le crescenti difficolta' a reperire fondi a causa delle incertezze sul futuro di Ombrina Mare 2, fiore all'occhiello della compagnia. Oggi, l'annuncio della sua vendita.

Al momento non ci risultano ancora comunicazioni ufficiali da parte della MOG sulla bocciatura del progetto Ombrina Mare da parte del Ministero dell'Ambiente. Per questo motivo nella giornata di Lunedi' 18 Ottobre sara' diffuso un comunicato stampa internazionale per
rendere noto agli investitori di lingua inglese le vicende della MOG in Italia.

Agli abruzzesi resta ancora molto lavoro da fare per scongiurare i pozzi a mare della Petroceltic e la raffineria della Forest Oil a Bomba. La vicenda Ombrina, inclusa la sua vendita al migliore offerente, deve darci coraggio, fiducia ed una marcia in piu' per il futuro.

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In poche parole li abbiamo fatti quasi fallire!