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Thursday, February 18, 2016

La Francia dice no a tutti i nuovi permessi di ricerca petrolifera



Eccoci qui: il governo francese ha appena annunciato che da adesso in poi vietera' tutte le operazioni di ricerca petrolifera sul proprio territorio, sia con metodi non-convenzionali (il fracking) sia con metodi convenzionali.

Questo provvedimento e' stato fortemente voluto dal ministro dell'ecologia e dell'energia di Francia, Segolene Royal (notare che in Francia gli interessi ambientali ed energetici sono curati dalla stessa persona) che afferma che bloccare la ricerca di petrolio e' una risposta naturale al bisogno di diminuirne l'uso.  La decisione verra' inglobata nell' Energy Transition Act, varata nel 2015 dalla Francia e che impone per il 2050 la riduzione dell'uso di energia del 50% rispetto ai livelli del 2012, e di un taglio del 30% dell'uso di fonti fossili entro il 2030.

In questo momento in Francia ci sono circa 54 permessi esplorativi e circa 130 domande di ricerca di petrolio. Andranno tutte nel dimenticatoio. Segolene Royal ha anche ricordato che spera che il diniego di nuovi permessi esplorativi portera' a nuovi investimenti nelle rinnovabili e nell'efficenza energetica del paese.

Tutto questo non nasce nel vuoto: a gennaio di quest'anno Segolene Royal, era stata in visita in California, ad incontrare i leader dell'industria anche verde di questo stato, e poi all'ONU per discutere con il segreatrio generale Ban Ki Moon come fare per implementare al meglio le decisioni prese durante il summit del clima di Parigi. Qualche giorno fa la Royal e' stata anche nominata come presidente del COP21, il ramo delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamenti climatici.

A New York, Segolene Royal disse che "Ogni nazione deve adesso trasformare i propri impegni in azioni concrete" e che l'Europa deve rimanere di esempio per altri paesi sulla transizione rapida verso l'energia pulita.
 

E' questa la prima nazione d'Europa a vietare la ricerca petrolifera nei propri confini nazionali. Nel 2011 la Francia aveva gia' vietato il fracking, prima di tutte, dando l'esempio a Bulgaria, Germania ed Olanda che hanno adottato anche provvedimenti simili o comunque molto restrittivi.

E Matteo Renzi? E Federica Guidi? Dove sono i provvedimenti grandi e coraggiosi dell'Italia per l'Italia fossil-fuel free?


Wednesday, September 24, 2014

New York: la nobilita' di Leonardo Di Caprio e le balle di Matteo Renzi


Il 23 Settembre 2014 Matteo Renzi ha preso la parola davanti all’assemblea delle Nazioni Unite, convenuta per discutere dei cambiamenti climatici su iniziativa del Segretario Generale Ban Ki-moon.

Renzi ha detto che “abbiamo la possibilità di costruire un mondo nuovo ed un futuro sostenibile per i nostri figli” e che occore fare uno sforzo comune verso una crescita sostenibile, trovando alternative alle fonti fossili. “We must reduce carbon emissions through carbon pricing and energy efficiency, bytapping renewable energy sources, and by cutting back on fossil fuels”.

Cutting back on fossil fuels. Testuali parole.

Ha poi ricordato che in Italia produciamo il 45% di elettricità da fonti rinnovabili e che le ditte green sono anche quelle che esportano di più, innovano di più e creano il maggior numero di posti di lavoro: secondo Renzi, il 40% di nuovi posti di lavoro in Italia è venuto proprio da loro. Il suo intervento si è concluso promettendo risorse per contribuire a costruire un fondo scientifico per “combattere i cambiamenti climatici”.

Applausi. Perfetto. Avanti il prossimo.

E nel concreto?

Come pensa Matteo Renzi di ‘cut back on fossil fuels’ se sta facendo di tutto per raddoppiare la produzione di petrolio – scarso e scadente – in Italia?

E se dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica, il Decreto Sblocca Italia da dove è venuto? Perché in quel decreto si spianano le strade a petrolieri invece che alle rinnovabili? Perché tutt’a un tratto l’estrazione di fonti fossili diventa “attività di pubblica utilità, urgente e indifferibile” ? Perché questa designazione non si applica al risparmio energetico o alle rinnovabili invece? Perché – con tutti i problemi che ci sono in Italia – per Matteo Renzi è importante che l’assegnazione delle concessioni minerarie venga centralizzata a Roma, togliendo alle regioni il potere di decidere per se stesse? Perché non abbiamo una Energiewende come in Germania?

Mi domando che strano Dr. Jekyll e Mr Hyde si sia scelta - o non scelta! - l’Italia per primo ministro.

Non so come abbia fatto Matteo Renzi a fare il suo discorso all’Onu senza un po di vergogna.

Come prima di lui l’amico Corrado Passera, questi politici senza idee hanno bisogno di far soldi e di far presto, e quindi se la prendono con i più deboli e con l’ambiente che non può difendersi. Non sanno dire di no ai falchi speculatori che si aggirano nei palazzi romani e a cui importa solo degli azionisti e del portafoglio, ed ecco che sacrificare il paesaggio e i polmoni degli italiani si può. Fai contenti i lobbisti, racimoli un po di spiccioli per l’economia, e pazienza se a New York devi dire cose che non è che siano proprio rappresentative del tuo operato.

Lo stesso giorno di Renzi ha preso la parola anche Leonardo Di Caprio – un gran signore – che li ha presi di petto i petrolieri dicendo che è arrivato il momento di togliere loro ogni forma di sussidio, che avere accesso ad aria e acqua pulita è un diritto inalienabile, che risolvere la crisi energetica è un dovere morale e urgente e che occorre prendere decisioni grandi ed importanti sul futuro delle nostre industrie perché di questo passo scompariremo tutti.

Qui il bellissimo discorso di Leonardo Di Caprio, appena nominato “United Nations Messenger on peace” con speciale enfasi sui cambiamenti climatici.

Monday, September 22, 2014

21 Settembre 2014 - la Green Big Apple

















“Mildly chaotic but incredibly beautiful."


C'erano il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, c'era il sindaco di New York Bill de Blasio, c'era l'ex vice presidente Al Gore, e c'era Leonardo DiCaprio lungo le strade di New York
City Domenica 21 Settembre 2014 a marciare contro i cambiamenti climatici e a chiedere azioni concrete ai nostri governanti.

E insieme a loro una marea di persone, di ogni colore, ceto sociale, eta', vestimento, e storia personale, come solo puo' esserci nella Grande Mela. Un potpourri di bellissima umanita' che chiede solo di salvare il pianeta dall'ingordigia di speculatori e multinazionali.

Ci si aspettavano circa centomila persone, ne sono arrivate piu' di quattrocentomila, secondo Time Magazine. La folla era brulicante ed hanno dovuto cambiare il percorso per farci stare tutti.  E' stata la piu' grande protesta contro i cambiamenti climatici nella storia  e la più grande manifestazione degli ultimi dieci anni. Assieme a newyorkesi, manifestanti in piu' di 2500 citta' di circa 150 nazioni.

L'organizzatore e' Bill Mc Kibben, il fondatore di 250.org. Hanno scelto il 21 Settembre per far combaciare la protesta con il vertice delle Nazioni Unite proprio sul cambiamenti climatici, che si riunisce questa settimana per discutere sulle emissioni di anidride carbonica. Parteciperanno 120 leader mondiali, inclusi i rappresentanti dell'Italia.

La folla chiede ad Obama e agli altri leader mondiali di rendere i cambiamenti climatici una priorità politica assoluta.  May Boeve, una delle organizzatrici di 350.org dice "Oggi, la società civile ha agito su una scala che ha superato se persino le nostre più rosee aspettative. Domani, ci aspettiamo che i nostri leader politici facciano lo stesso."

E siccome la principale causa dei cambiamenti climatici e' il consumo di fonti fossili, ad un certo punto la folla e' esplosa in un “Exxon Mobile, BP, Shell, take your oil and go to hell!”

C'erano anche medici in camice per protestare contro gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici. globale. La dottoressa Erica Frank, che si occupa di medicina preventiva in British Columbia dice semplicemente "Sarebbe irresponsabile per noi non fare nulla." Steve Auerbach,  pediatra di New York City aggiunge "L'inquinamento da anidride carbonica si traduce direttamente in asma, malattie cardiache e il cancro. I cambiamenti climatici sono un problema di salute globale".

Medici, vegani, ciclisti, hippy, femministe, studenti, cristiani, bambini, nativi americani, agricoltori e nonni: tutti d'accordo. Non fare niente contro i cambiamenti climatici e' terribile ed il momento di agire e' adesso e non domani.

La palla adesso va ai politici - il trivellatore Matteo Renzi incluso.

Qui le foto della bellissima Big Green Apple, domenica 21 settembre 2014.