.

.
Showing posts with label Prodi. Show all posts
Showing posts with label Prodi. Show all posts

Tuesday, May 5, 2015

I deliri di Romano Prodi - parte seconda





Oggi il nostro Romano ne tira fuori un altra

"Non ci ho ancora pensato, attualmente sono in giro per il mondo. E' un tema importantissimo. Ci ho riflettuto bene e devo dire che mi sono sempre schierato sull'assoluta necessità di avere, ovviamente nella massima sicurezza, una produzione nazionale, come hanno tutti i Paesi. 

E' assolutamente necessario anche attrarre gli investimenti esteri, come accade in tutte le nazioni del mondo, certamente, come detto, garantendo la massima sicurezza. E comunque se non lo facciamo noi nello stesso mare lo fanno altri. 

Poi, sul caso specifico della consultazione referendaria, rifletterò bene quando torno in Italia

Se dovessi votare voterei certamente per mantenere gli investimenti fatti, su questo non ho alcun dubbio anche perché è un suicidio nazionale quello che stiamo facendo. Quindi se voto al referendum voto no".

Quindi, e' evidente che visto che non ne azzecca una, occorre fare tutto il contrario di quello che dice Prodi e votare si!

1. Trivelliamo l'Adriatico da 60 anni, e cioe' da molto prima dei croati, per cui dovremmo essere i primi a dare l'esempio su quando smettere.

2. Non esiste la massima sicurezza che sia benigna per l'ambiente. Gela, Ravenna, Paguro e Porto Marghera ce lo dimostrano.

3. Gli investimenti non portano niente all'Italia se uno fa il conto di tutto quello che perde. Lei va in vacanza a Gela per caso, caro Romano?



-----

Questi erano altri Prodi-deliri del 5 Maggio 2015:

Povero Romano Prodi.

Fa quasi pena prendersela con uno di una certa eta' che ha delle opinioni cosi piccole e cosi illogiche che quasi vorresti ridere.

Ma a parlare non e un pinco pallino qualunque, ma un ex presidente del consiglio italiano, per cui credo che sia giusto dirgli che e' ora che prenda un po di libri e che legga, prima di venire fuori con scemenze del genere.

Dice Prodi:

"Penso che il buon senso, alla fine, debba essere la nostra guida. I croati stanno perforando nel mar Adriatico con tutte le compagnie internazionali. I giacimenti sono un bene sia della Croazia e sia dell'Italia. O noi crediamo veramente che sia pericoloso, allora dobbiamo rivolgerci all'Onu, oppure succhiamo un po' di gas anche noi. I croati  hanno già iniziato. Quindi abbiamo 'un secchio' ma la cannuccia la lasciamo agli altri"

Mi sa che di buon senso a Prodi non glien'e' rimasto poi tanto!

I croati, caro Prodi, trivellano 60 anni dopo che l'Italia ha trivellato il mare Adriatico, in Veneto e in Emilia Romagna trasformando Ravenna e dintorni in un colabrodo minerario con impianti a mare e a terra, e sopratutto con subsidenza ed erosione che corrono veloci. Pensi un po' la magistratura a suo tempo sequestro' pure due pozzi di petrolio Irma Carola e Naomi Pandora per "tentata inondazione".

Ovviamente siamo in Italia, e non se ne fece niente - dopo dieci anni di rimpalli, il processo fu archiviato nel 2011. Ma questo non vuol dire che la subsidenza sia scomparsa. Anzi, continua al ritmo spaventoso di piu' di due centimetri l'anno.

I giacimenti sono un bene della Croazia e dell'Italia?

Ed il mar Adriatico non lo e' forse?

E il fatto che si potrebbe vivere su entrambe le sponde di turismo e di vita sana, quello non e' un patrimonio colletttivo che va salvato e migliorato? O ci auguriamo ancora piu' Gela, Viggiano, Falconara, Porto Marghera e Manfredonia lungo le coste adriatiche, di qua e di la?

Lo sa che Prodi che vogliono trivellare le isole Tremiti, Otranto, il parco della costa dei trabocchi d'Abruzzo appena perimetrato, Pantelleria, Sciacca, la riviera romagnola e veneta, la Sardegna?

Dove portera' Prodi i suoi nipoti al mare? A Gela? 

Ci pensa mai Prodi che sono esattamente cinque anni dallo scoppio del golfo del Messico, a cui sono seguite una infinita' di scoppi piu o meno grandi in tutto il mondo e che nessuno esclude che possano succedere anche in Adriatico?

Rivolgerci all'ONU?

E perche' mai? 

Io mi rivolgo a Matteo Renzi, il capo del mio governo, e alla classe politica italiana che permette questo scempio senza far niente, diventando complici di petrolieri e malaffare.

Il mare Adriatico, caro Prodi, non e' un secchio da svuotare con la cannuccia finche' non resta niente per chi verra' dopo. Il mare Adriatico e' un bene comune, dove convivono la pesca, il turismo, le piste ciclabili, le nostre estati. Va salvato e protetto e amato e non risucchiato dalle sanguisughe del petrolio che non lasceranno niente se non fanghi di perforazione.

E visto che le piace copiare i Croati, le propongo invece: copiamo le cose buone della Florida e della California dove le trivelle sono verboten a 160 chilometri da riva.

Ma tant'e'. Puo' darsi che ci riuscirete a trivellare - ma non sara' certo per argomentazioni o logica come infantile come questa. Sara' solo per la vostra prepotenza e perche' in Italia la democrazia e' cosa malata.

Thursday, May 29, 2014

Medoilgas: l'AIA sara' approvata per fine 2014.





 Nel 2013 la Medoilgas ha perso 4.4 milioni di euro.
Nel 2012 ne aveva guadagnati 4.1

Nel 2013 ha avuto volume di affari per 8.4 milioni di euro
Nel 2012 il volume di affari era stato di 16.3 milioni.


Il crollo del valore in borsa a partire dal picco massimo dell'Ottobre del 2012


 Fra i motivi del declino della Medoilgas i "ritardi" su Ombrina Mare


I ritardi di Ombrina sono dovuti alla richiesta di AIA.
La Medoilgas e' gia' all'opera per completarla.

Dicono di completarla entro la fine del 2014.

E di trivellare Ombrina nel 2016.


Ecco il calendario previsto per Ombrina. 
Affermano che l'AIA sara' completata ed approvata entro la fine del 2014.

Caro Luciano D'Alfonso, ecco la prima prova per lei.
Chi l'ha preceduta e' stato totalmente inetto in tema ambiente.

Spero che si possa fare meglio con la sua amministrazione a partire da Ombrina.

----

In data 21 Maggio 2014 si e' tenuta l'assemblea annuale generale della Medoilgas, a Londra. Fra i temi discussi l'andamento economico della Medoilgas, tuttaltro che roseo.

Il giro di affari della Medoilgas e' dimezzato rispetto al 2012, quando il volume di affari e' stato di circa 16 milioni di euro, a fronte degli 8 milioni del 2013. I ricavi si sono invece trasformati in perdite: nel 2012 la Medoilgas aveva guadagnato 4.1 milioni di euro che nel 2013 si sono trasformati in 4.4 milioni di perdite.

La Medoilgas guidata da Bill Higgs e' pero' ottimista per il futuro. Le speranze dei dirigenti della ditta inglese sono infatti tutte riposte in Ombrina Mare. All'assemblea degli azionisti ha infatti affermato che la procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale e' gia' inziata e che sara' completata entro la fine di Giugno 2014. Bill Higgs ha anche espresso fiducia che l'AIA sara' approvata entro la fine del 2014, essendo, a suo parere, solo un atto procedurale. Promette agli azionisti che le operazioni di sfruttamento di petrolio dalle coste abruzzesi iniziera' entro il 2016.

L'incubo Ombrina e' quindi tutt'altro che dissipato. E' questa una delle prime grandi questioni ambientali che il neo-governatore Luciano D'Alfonso e' chiamato ad affrontare. Le recenti dichiarazioni del ministro Federica Guidi e di Romani Prodi, a favore delle trivelle in Adriatico, non sono incoraggianti e mostrano una profonda ignoranza sul tema.  Diventa quindi fondamentale che la politica d'Abruzzo, a partire da D'Alfonso a tutti i parlamentari d'Abruzzo, di qualsiasi colore politico si facciano portavoci e in maniera ferma e decisa presso il governo centrale della necessita' di fermare Ombrina e di ripristinare la fascia di rispetto di almeno 12 miglia alle trivellazioni lungo tutte le coste italiane.

A livello regionale e' inoltre urgente che D'Alfonso riesamini la composizione, la competenza e il modus operandi dei membri del Comitato di Valutazione Impatto Ambientale, presieduto da Antonio Sorgi. A ridosso delle elezioni infatti, il TAR di Pescara ha accolto il ricorso della Forest Oil contro il diniego del permesso per l'estrazione di gas e la costruzione di una raffineria a Bomba,  in quanto le motivazioni espresse dal comitato VIA di Antonio Sorgi sono "laconiche e superficiali".

Non e' assolutamente accettabile che nonostante l'enorme sensibilizzazione, l'enorme mole di documenti sottomessi al comitato VIA, i numerosi incontri e interventi sulla stampa,  il comitato VIA non sia stato in grado di presentare documenti scientificamente validi, motivati e ben articolati. 

Il precedente governatore Gianni Chiodi e' stato del tutto inefficace sul tema petrolizzazione. Mi auguro che con Luciano D'Alfonso si possa finalmente iniziare una nuova era di vera competenza, di efficacia, di azione, e di enti governativi che fanno gli interessi della gente e non dei petrolieri.




Wednesday, May 21, 2014

I deliri di Prodi: trivelliamo l'Adriatico

Il limite alle trivelle in Florida: in alcuni punti si arriva a 375 km da riva. 
Perche' dagli americani copiamo solo le cose stupide?
Li sotto c'e' piu' petrolio che in tutta l'Italia.







E per finire:





Perche' non possiamo mai copiare le cose buone degli USA?

----------
It is therefore concluded that the seismic process that began before May 20th 2012 and continued with the sequence of earthquakes in May-June 2012 is statistically correlated with increases in production and injection in the Cavone oil field.

Dal rapporto della Commissione Ichese, pagina 176


A 2006 federal moratorium keeps drilling 125 miles 
from the Panhandle and 235 miles from Florida's west coast.

Il limite alle trivelle in Florida e’ di almeno 200 km dalla riva, per la protezione dell’ambiente, turismo e pesca.  In alcuni punti questo limite giunge a 375 chilometri.


--------


Romano Prodi esce dal suo lungo letargo mediatico con il titolo "Quel mare di petrolio che giace
 sotto l’Italia: possiamo raddoppiare la produzione di idrocarburi".

Gli fa eco il ministro  Federica Guidi secondo la quale non possiamo perdere questa opportunita’.

La premessa e' che Romani Prodi e' stato il fondatore di Nomisma. Prodi, professore di economia industriale, ne e' stato a lungo il presidente del comitato scientifico. Il ramo Nomisma Energia, presieduto oggi da Davide Tabarelli si occupa prevalentemente di fornire consulenze su energia da fonti fossili.

Secondo Prodi abbiamo risorse petrolifere non sfruttate che potrebbero favorire investimenti e creare lavoro. Visto che abbiamo rifiutato il nucleare e strumentalizzando gli eventi di Libia e di Ucraina, il professore dice che occorre aumentare la produzione interna, l’arrivo di gasdotti, oleodotti e la costruzione di impianti di gassificazione. Mmh. Ma parla dell’Italia o dell’Arabia Saudita? Le rinnovabili? Stiamo buttando via soldi, secondo Prodi. Aggiunge pero’ che "sicurezza" e "protezione dell'ambiente" sono una priorita' e che il principio di precauzione deve avere la precedenza su tutto anche se non e' accettabile che il principio di precauzione venga usato per porre veti su qualsiasi uso del sottosuolo. Ma che logica e’ questa?

Purtroppo per Prodi, il principio di precauzione e' chiaro: nel dubbio, meglio non farle certe cose ovunque questi dubbi possano sorgere. Ora, non e' colpa di nessuno se l'Italia non e' un deserto e se e' invece una nazione fragile, sismica, bella, densamente abitata da cima a fondo. Non e' colpa di nessuno se non esistono condizioni giuste per trivellarla da nessuna parte. O che il principio di precauzione lo applichiamo in alcuni luoghi si e in altri no?

Il rapporto ICHESE - sebbene firmato da illustri geologi ed esperti con chiari legami con l 'industria del petrolio e del gas - parla chiaramente di correlazione statistica certa fra attivita' sismica e lo sfruttamento del Campo Cavone in Emilia Romagna. Lo dicono a pagina 176. I progetti di trivellazione dei nostri mari includono trivelle per i mari antistanti la laguna di Chioggia e di Venezia, davanti alle isole Tremiti e del Salento, del Canale di Sicilia, della Sardegna, dell'Abruzzo, della Riviera Ionica. Persino nei vulcani sommersi del Tirreno. Tutte zone dove esiste gia’ un atlro tipo di economia e dove le trivelle non ci azzeccano. La laguna di Ravenna sprofonda a causa delle estrazioni metanifere a mare, e lo dice l'ENI stessa. O ci siamo dimenticati le alluvioni del polesine, fermate solo grazie alla cessazione di attivita' estrattiva di gas?

Secondo Prodi un buon posto per fare petrolio e’ la Basilicata. Lo trovo veramente irrispettoso e maleducato nei confronti dei lucani continuare con il mantra che occorre aumentare la produzione di petrolio dalla Basilicata. E chi sono i lucani, caro Prodi? L'agnello sacrificale di questa nazione? Chi ha deciso che devono avere laghi e sorgenti inquinati e aria avvelenata e petrolio nel miele e trivelle dietro gli ospedali perche' non voi non sapete governare questa nazione? Io vorrei solo che tutti lorisignori petrolieri trascorressero una settimana a vivere a cinquecento metri dal centro oli di Viggiano, e poi vorrei sentire cosa hanno da dire. Proprio l’altro ieri un altra "anomalia di funzionamento" con le fiammate che divampano in cielo, e con l'ENI che gli dice che e' tutto normale, prendendoli pure in giro.

Prodi dice che gli "esperti" sono sicuri che non ci saranno rischi. E quali sono questi esperti, quelli di Nomisma Energia? Secondo lui perche' lungo le coste califoriane i limiti sono 160 chilometri da riva? E cosa vuol dire che non ci saranno rischi? Qualcuno, Prodi incluso, ha la sfera di cristallo? O e' d'accordo con Sergio Morandi della Medoilgas secondo il quale, in riferimento ad incidenti ed inquinamento,”il progetto esclude tali eventualità”.Nessuno puo’ mai predire il futuro, ne Prodi, ne la Guidi, ne io. Il principio di precauzione e’ scomodo lo so, ma impone di fare delle scelte, cosi come si devono fare scelte su che tipo di Italia vogliamo. Vogliamo una enorme Gela o una enorme Taormina? Perche’ non si possono fare tutte e due le cose assieme. Punto.

Il mare Adriatico va chiuso alle trivelle dialogando con la Croazia e non facendo la gara a chi trivella per prima - perche' e' piccolo, perche' e' dai fondali bassi, perche' basta un solo scoppio a distruggere tutto, perche' e' gia' inquinato e perche' uno va al mare a vedere il mare che e' mare, e non le piattaforme e i porti petroliferi e gli scarti a mare e gli oleodotti. E come detto mille volte, il nostro petrolio e’ poco, e’ di bassa qualita’ e non risolvera’ niente energticamente parlando. Io non sono un politico, ma ho sempre creduto che la politica dovesse trovare delle soluzioni, avere coraggio, essere intelligente, essere ambiziosa, lungimirante, ottimista. E non trovare delle toppe improvvisate ai problemi. Perche' trivellare l'Italia e' come voler rattopparne i problemi, non risolverli. Ed un vero statista l'avrebbe capito, ed avrebbe teso la mano ai croati per dire loro: troviamo una strada comune per fare del mare nostrum un mare pulito, in difesa di turismo e pesca e bellezza per tutti, di modo che quando il petrolio finira’ non ci ritroveremo punto e daccapo e con una enorme mole di problemi ambientali in eredita’.

Vuole una ricetta piu' sana caro Prodi? Promuovete il risparmio energetico, mettete pannelli solari su tutti i condomini d’Italia. Non sono soldi sprecati, glielo assicuro. Decidete di abbattere corruzione e camorra, puntieli in modo esemplare tutti quelli che maltrattano la res publica, rendete la burocrazia e la giustizia piu’ snelle, con intelligenza educate la gente alla ricettivita' turisitica, curate le mille Pompei d’Italia. Vivo negli USA dove il sogno italiano non e’ mai morto, nonostante tutto. Con un turismo mirato e variegato, con un sistema che funziona, potremmo non raffioppiare, ma decuplicare la ricchezza del paese. Scrivo da Verona dove non c’e’ neanche il wifi in stazione. Ma dove pensiamo di andare? Perche’ degli USA vogliamo solo copiare le cose stupide e mai quelle intelligenti?

Mi sono sempre chiesta perche’ questi politici benpensanti si ostinino con le fonti fossili. Pure Prodi che va a messa tutte le domeniche. Non leggono dei cambiamenti climatici? Che futuro vogliono dare ai loro figli, ai loro nipoti? E’ cristiano voler continuare ad aumentare l’inquinamento, le malattie la disperazione delle comunita’ che vivono vicino alle trivelle? La risposta che mi sono data e’ che questi signnori, critstiani o non cristiani sono pro-petrolio perche’ niente viene vissuto sulle loro pelli. Non sono i loro risparmi, non e' il loro mare, non e' la loro vita, non sono i loro figli ad essere impattati. Per loro e' tutto un business, un calcolo, un bilancio.

Sono sempre le vite degli altri, e non e’ giusto.