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Sunday, July 14, 2019

Canada: Justin Trudeau dichiara emergenza climatica e dopo 24 ore approva mega-oleodotto


Io odio i finti bravi politici, perche' e' facile parlare e piu' difficile e' fare le cose buone.

Eccolo qui questo soggetto che fa il finto-figo-ambientalista e che poi distrugge l'ambiente.

Premessa: il Canada non riuscira' ad adiempiere ai suoi obiettivi ambientali a causa delle fortissime emissioni di CO2 dalla sua industria petrolifera.

Ed allora eccolo qui, il nostro eroe: Justin Trudeau annuncia l'emergenza climatica nel suo paese e il giorno dopo... approva un nuovo mega oleodotto, che certo peggiorera' l'emergenza climatica!

Ma ci e' o ci fa?
Inziamo dall'inizio.

Le cose partono con il ministro dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del Canada, Catherine McKenna. In Canada hanno pure il ministro dei cambiamenti climatici, eh?
Quest Catherine McKenna propone una mozione affinche' i cambiamenti climatici siano definiti come
una crisi vera ed urgente, causata dall'attivita' umana e con la richiesta al governo di tagliare le emissioni di CO2 con priorita'.

Justin Trudeau firma.

Il giorno dopo un'altra firma: ma questa volta per approvare l'estensione del Trans Mountain Pipeline (TMX).

Come e' possibile?

Ovviamente c'e' una scusante per tutto, e il nostro amico Justin ci ha ben pensato: dice infatti che le due cose, certo che sono compatibili: il suo mandato elettorale e' di far crescere l'economia e la classe media, e allo stesso tempo combattere i cambiamenti climatici.

E questo per lui e' rappresentato dalle due firme che faranno si che udite udite, i profitti che arriveranno dall'oleodotto saranno usati per programmi di transizione verso l'energia rinnovabile.

Mi devo trattenere dal ridere e dal piangere assieme.

Il bello e' che qualcuno gli ha pure creduto.

La panzana e' che il petrolio portera' a circa  $500 milioni di dollari l'anno, una volta completo l'oleodotto, per il quale ci saranno numerose prescrizioni e per cui saranno interpellate 129 comunita' di indigeni, dove l'oleodotto dovra' passare. I lavori inizieranno verso la fine del 2019.

Il nuovo oleodotto consentira il trasporto di 890,000 barili di bitume al giorno dall'Alberta verso la costa ovest del Canada. Prima erano solo 300,000 barili. Saranno quasi tutti destinati al mercato cinese o americano.

Intanto gli indigeni della British Columbia, non ne vogliono sapere di questo oleodotto: Will George capo della comunita' Tsleil Waututh dice che lo opporranno con tutte le loro forze.

Altri numeri invece dicono che il Canada emette 79 megatonnellate di gas serra in piu' rispetto agli obiettivi che lei stessa si e' posta per il 2030, una quantita' notevole dovuta in gran parte alle operazioni di petrolio e di gas, l'elefante nella stanza.


L"oleodotto inzialmente era della Kinder Morgan, che pero' non ne voleva piu' sapere per le troppe regolamentazioni e per i troppi ritardi. Ecco allora che subentra il governo di Justin Trudeau che lo compra per la modica cifra di 4.5 miliardi di dollari canadesi, mira a farlo costruire, e poi a venderlo a terzi. 

Il nostro amico Justin e' recidivo: aveva gia' approvato tutto a Novembre 2016, quando l'oleodotto era ancora nelle mani della Kinder Morgan, ma nell'estate del 2018 un tribunale ne aveva bocciato la costruzione  dicendo che il governo non aveva consultato le comunita' indigene e che non era stato considerato ne il traffico marino ne i suoi effetti sulle balene.

Ma come puo' essere che un governo compra un ... oleodotto privato?
Con 4.5 miliardi di dollari pubblici?

Perche' quelli della Kinder Morgan, gli ex proprietari dell'oleodotto non sono fessi.

Avevano capito, quelli della Kinder Morgan che Trudeau e il suo entourage politico avevano bisogno dell'oleodotto e dei suoi affari piu' di loro per vendere questo petrolio, per portar soldi al Canada che nonostante tutte le sue patine di nazione progressista e amica dei migranti e con l'assicurazione sanitaria per tutti, e' e resta una petroleconomia.

Gli servono proprio quei petrodollari al Canada.

E quindi visti tutti questi ritardi, dovuti per lo piu' ai governi locali in British Columbia, sulla costa ovest del paese,  hanno capito che non solo potevano mollare la patata bollente al governo, ma potevano pure allungare il collo sulle compravendita.

E ora che e' nelle sue mani, il governo fa un altro studio per passare il tuttapposto.: dicono che si, purtroppo ci sara' aumento della mortalita' delle balene, ma che .. non importa!

Balene o non balene, l'oleodotto s'ha da fare. E poi, per farli contenti, certo, interpelleranno le comunita' dei First Nations, e useranno lo stato dell'arte per evitare loro problemi - rumore, inquinamento, perdite.

E' come dire: vendiamo sigarette per combattere il cancro.

Sulla stampa canadese Trudeau viene descritto come il principe dei cambiamenti climatici a Parigi, e come il principe degli oleodotti a Houston. Un po confuso, ad essere generosi eh?

Vediamo come finisce, le elezioni sono dietro l'angolo e questo oleodotto rischia di fargli creare nemici dapperutto. E se se li crea questi nemici, sono tutti ben meritati.

Justin Trudeau avrebbe dovuto usare questo tempo per creare piani di transizione *fuori* dal petrolio e non continuare a perpetrare la petroeconomia del suo paese.


Sunday, April 14, 2019

Nonostante il finto figo Trudeau, il Canada continua ipocritamente a trivellare e a devastare

































Justin Trudeau la racconta e la sorride bene.
Ma la realta' non e' come lui vorrebbe farci credere.

Le Tar Sands del Canada, un angolo remoto a nord del paese avvolto un tempo da neve e ghiaccio e distese di bianco e' ora coperto di raffinerie, terreni violentati, fumi e puzze.

E' il piu' grande progetto industriale del mondo intero.

C'e' una autostrada che attraversa le Tar Sands per fornire vie di trasporto ai petrolieri.

Fanno ottocento chilometri di impianti di estrazioni di petrolio, raffinerie, desolforatori, vasche di monnezza varia, acqua inquinata. Ottocento chilometri, senza sosta. Nel complesso l'area in sui si eseguono queste operazioni di estrazione di Tar Sands e' grande quanto l'Inghilterra intera.

L'Alberta ha quattro milioni di persone, e se fosse una nazione indipendente sarebbe il quinto principale paese produttore di petrolio al mondo. Si calcola che le riserve di bitume dell'Alberta siano di 170 miliardi di barili.

I danni provocati da queste estrazioni a chi ci vive li, e al pianeta sono incalcolabili. Malattie, fumi, petro-economia, cambiamenti climatici, corruzione.

Eppure in Alberta vogliono pompare ancora di piu', espandendosi e mangiando ancora piu tundra. Vogliono colorare il bianco e il verde di nero.

Chi sono questi folli che vogliono continuare la devastazione? Beh, i politici dell'Alberta, ma anche il governo centrale del figo Trudeau non e' che abbia detto o fatto niente in contrario. E' un elefante in una stanza, tutti sanno, nessuno dice niente. E l'elefante si sposta e fa danni maggiori in altre stanze.
Ma c'e' di piu': a livello internazionale Trudeau e i suoi compari cercano di passare per verginelle ambientali, come la Norvegia, a fare la predica agli altri, presentando scintillanti azioni contro i cambiamenti climatici. 
Per gli altri, mica per se. Dicono che queste Tar Sands portano lavoro, che i legami fra residenti e trivellatori sono "complessi" e che occorre pensare, parlare, "dialogare".

Mi sovviene quando questo lo diceva l'ENI.

Fra i paradossi del Canada: quando si discutevano gli accordi di Parigi dicevano che volevano un tetto massimo dell'aumento delle temperature mondiali di 1.5 gradi centigradi.  Poi quando ci furono le proteste per l'ennesimo oleodotto che doveva attraversare il paese per portare petrolio dalle Tar Sands al mare, il cosiddetto Trans Mountain Oil Pipeline nel 2018, il governo di Justin Trudeau
lo nazionalizzo', al costo di quasi 4 miliardi di euro per essere sicuri che si sarebbe costruito e per incassare i petro-yuan dalla Cina.

La ditta in questione, la ex proprietaria dell'oleodotto, si chiama Kinder Morgan, ed e' basata in Texas. Gia' operano un oleodotto fra l'Alberta ed il mare - oleodotto vecchio di 65 anni e lungo 1,150 chilometri. Volevano semplicemente costruirne un altro, in parallelo dalla portata maggiore per far arrivare al mare, al porto, e in Cina ancora piu' petrolio. Ma sia i progetti per l'oleodotto nuovo che quello esistente vecchio si snodano lungo territori immacolati, attraverso fiumi e pure nel  Jasper National Park. Le proteste da mezzo mondo portarono quelli della Kinder Morgan ad annunciare che si sarebbero ritirati nell'Aprile del 2018.

Il governo del finto figo Trudeau had deciso di prendere in mano le redini del progetto e di completarlo con fondi pubblici. E quindi, da un lato il paese ha approvato una carbon tax il giorno 1 Aprile 2019 per tagliare le emissioni di CO2 ma allo stesso tempo vuole espandere le esportazioni di petrolio verso il mare per poterlo vendere ai cinesi.

Come puo' essere?

Non e' un controsenso?

Il finto figo Trudeau dice che dobbiamo agire per salvare il pianeta ma poi nazionalizza gli oleodotti!
Intanto nel cuore delle Tar Sands si continua a trivellare e a generare il petrolio per l'oleodotto e per i cinesi. C'e' gente che si ammala a tassi mai visti di tumore, bambini, giovani e vecchi. C'e' la foresta boreale ferita, ci sono gli animali malati e confusi dalla perdita di habitat, c'e' l'aria putrida in cima al mondo.
E' una questione del potere infinito dei petrolieri, che quando arrivano distruggono tutto, in Basilicata come in Alberta, perche' mangiano l'essenza stessa della democrazia e finiscono con il fare il bello e il cattivo tempo sulla pelle di tutti gli altri.

Il Canada non raggiungera' gli obiettivi preposti per il 2020 contro i cambiamenti climatici, ne tantomeno quelli per il 2030 imposti a Parigi. E questo a causa dell'industria del petrolio che si calcola emettera' 100 milioni di tonnellate di CO2 l'anno nel 2030.

E' intero apporto della Nigeria, paese produttore di petrolio pure lui e con 190 milioni di persone, contro il 30 del Canada.

Il Canada nonostante la sua patina progressista e' invece un vero petro-stato. Il petrolio rappresenta la sua maggior fonte di reddito e di conseguenza i governi, gli enti controllori, e pure alcuni corpi univeristari sono asserviti ai petrolieri. 

L'epicentro di tutto e' una vasta area a nord di Edmonton e attorno al fiume dell'Athabasca. La citta' di Fort McKay e' quella maggiormente colpita e qui vivono varie comunita' indigene devastate dall'industria petrolifera. 

Come detto in passato qui non si estrae vero petrolio, ma *sotto* la foresta borale c'e' roccia bituminosa impregnata di petrolio che deve essere trattato in modo chimico e altamente impattante per *spremere* poche gocce di petrolio. I trattamenti sono intensi e per ogni barile di petrolio prodotto dalle Tar Sands, siccome deve arrivare dal trattamento estremo di sabbie bituminose, ce ne vogliono dai sei ai dodici in totale di acqua fresca, che diventano poi monnezza tossica.

La devastazione si puo' vedere fino da google maps.

Oltre allo smantellamento di foresta boreale i laghi artificiali di monnezza a cielo aperto per metterci l'acqua ora tossica. Contengono monezza per 500 mila piscine olimpioniche.
Si, cinquecentomila piscine!
L'acqua e' cosi tossica che se ci cadono gli uccelli muoiono stecchiti. 
Le morie sono cosi frequenti che devono esserci messi degli spaventapasseri. Non sempre funzionano.

I pesci nel fiume Athabasca e nei suoi tributari sono troppo inquinati da mercurio e non si possono mangiare. Oltre ai pesci le carni della selvaggina sono inquinate da troppo arsenico e anche questi non si possono consumare. Le concentrazioni di mercurio e arsenico sono decine di volte superiori a quanto considerato sano. Lo stesso dicasi per le papere. Ora a noi queste idee di pescare e di andare a caccia per mangiare possono sembrare stravaganti ma questo e' stato il modo tradizionale di vivere delle comunita' indigene della zona per millenni. 
Il fiume Athabasca era usato come mezzo di trasporto dagli indigeni, visto che si snoda fra le principali citta' della zona: Fort McMurray, Fort McKay, Fort Chipewyan, ma adesso a causa dell'inquinamento e della continua estrazione di acqua in molti posti i livelli dell'acqua sono cosi fortemente calati che non e' piu considerato navigabile in alcuni tratti.
Alcune comunita' devono bollire l'acqua prima di usarla perche' e' troppo inquinata.

Tutta la vita naturale ne ha risentito: caribou, bisonti, elci, uccelli, pesci, acqua, foresta, persone.

Tutt'a un tratto non si puo' piu' bere, mangiare, viaggiare vivere in simbiosi con il fiume.
Lung l'Athabasca sorgono 175 progetti estrattivi con ditte da tutto il mondo: l'american Exxon, la canadese Suncor, la CNOOC della Cina per fare alcuni nomi. Finora la maggior parte del petrolio arrivava negli USA adesso invece si vuole aprire ai mercati asiatici.



Il fato di questi laghi di monnezza tossica e' incerto. Sono cresciuti in modo esponenziale in volume e numero durante gli scorsi 50 anni. Non si sa cosa fare. Si sa solo che perdono e che la monnezza spesso finisce nell'acqua del fiume, in teoria da essere usata dagli umani.

 
L'aria e' inquinata, ci sono le piogge acide. Ai petrolieri non importa di investire per salvare l'ambiente e devastano senza accorgimento alcuno. Anche perche' il finto figo Trudeau glielo permette. 
 
Il suo governo, come tutti quelli passati, approva tutto, sempre e comunque.

E con l'ambiente si ammala l'uomo con forti tassi di cancro, aborti spontanei, bimbi morti alla nascita. Se ne parla da anni. Nessuno fa niente. 

E poi c'e' la parte piu' orribile di tutto: il ricatto o muori di cancro o muori di fame.
Gli indigeni qui non sono mai stati ricchi e ai petrolieri basta regalare un po di promesse di lavoro, di case, di progetti sociali, magari aiutare ad aprire negozi, e voila', la politica e a volte anche i residenti, gli si prostrano ai piedi.
Solo che le promesse non si concretizzano mai per davvero.
Un po come in Basilicata. 

Il costo per ripulire tutto?

Circa 200 miliardi di euro.



Non si puo' vincere con questa gente. La soluzione e' sempre non farceli venire dal primo giorno, costi quel che costi.





 



 


Thursday, September 27, 2018

Canada: bocciato l'oleodotto delle Tar Sands per salvare le orche









Una corte federale del Canada doveva decidere se approvare un oleodotto, una estensione verso il mare della esistente Trans Mountain Pipeline, oppure se salvare le orche che vivono nel mare nel punto di approdo dell'oleodotto.

Per una volta hanno fatto la cosa giusta: hanno salvato le orche, e bocciato l'oleodotto.

La corte aggiunge, nella sua decisione finale che la ditta proprietaria dell'oleodotto, chiamata Kinder Morgan e con sede in Texas, non solo non ha considerato il suo impatto sulle orche ma non ha neanche appropriatamente tenuto conto del parere delle tribu' indigene del Canada e non ha eseguito studi appropriati sul traffico marino.

La battaglia arriva dopo almeno due anni di lotte in tribunale e nella corte dell'opinione pubblica, con gli indigeni, gli ambientalisti e la citta' di Vancouver che hanno esposto assieme causa alla Kinder Morgan nel 2016.  Anche il governatore dello stato di Washington, negli USA a sud del confine con il Canada si e' dichiarato contrario.

Innumerevoli le proteste da tutti e due i lati del confine fra gli USA e il Canada.

Se pure la Kinder Morgan dovrebbe iniziare domani a studiare per bene cio' che la corte le ha chiesto -- effetti del traffico marino, sulle orche, sulle terre degli indigeni -- ci vorrebbero anni. Per cui per adesso e' tutto sospeso.

La preoccupazione collettiva era per la qualita' dell'acqua, e per la qualita' di vita delle orche nel

L'oleodotto della nostra discordia, il Trans Mountain pipeline doveva connetere il petrolio delle Tar Sands del Canada, dalla citta' di Edmonton, Alberta, fino a Burnaby, British Columbia, sull'oceano pacifico. L'estensione sarebbe stata di circa 1000 chilometri in parallelo ad una linea gia' esistente, e avrebbe dovuto triplicare il flusso di petrolio fino a quasi 890mila barili al giorno. Era un progetto da 3.5 miliardi di dollari.

Le tribu indigene erano fortemente contrarie perche' di quei 1000 chilometri, molti sarebbero passati nelle loro riserve.

Quel gran signore di Justin Trudeau che gioca a fare il figo invece dice che lui era d'accordo a questo Trans Mountain Pipeline perche' l'oleodotto avrebbe aumentato le esportazioni verso l'Asia, avrebbe diminuito la dipendenza energetica del Canada dagli USA, e avrebbe portato a 15mila nuovi posti di lavoro.

Come sempre la manna petrolifera!
La Kinder Morgan ha annunciato che abbandonera' il progetto e che anzi, lo venderanno al governo del Canada.

Per varie settimane abbiamo seguito la storia di J35, l'orca la cui piccola muore e che lei ha cercato disperatamente di tenere a galla, per almeno 17 giorni.

Sono queste le orche che occorre salvare.  Mentre che qui parlano di oleodotti di quelle orche qui ne sono rimaste sole 75.


Friday, August 10, 2018

Justin Trudeau approva oleodotto nel mare delle orche morenti















Trudeau che approva l'oleodotto, 29 Novembre 2016

Come non poteva esserci un petrol-risvolto in questa
storia di orche morte e di avidita' umana? 


 che non e' il caso di costruire un oleodotto nella casa delle orche in via di estinzione.

"The choice between pipelines and wind turbines is a false one,” 


Lui gioca a fare l'ambientalista.

Poi dice che occorre salvaguardare i propri mercati energetici
(cioe' il petrolio schifoso dell'Alberta) che porteranno la quasi
certa estinzione delle orche del Salish Sea.

Non e' tanto meglio di Trump, dunque.

Solo un po piu' ipocrita.


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Della storia della mamma orca J35 che da dieci giorni veglia sul cadavere della sua piccola morta, e cerca disperatamente di non farla affondare, anche adesso che il suo corpo e' in via di degradazione, abbiamo gia' parlato.

E' una storia che fa male al cuore, alla mente.
Specie perche' in ultima analisi la colpa di tutto questo siamo noi.

Come gia' raccontato, la popolazione di orche di questa specie, le southern resident killer whales, e' in declino. Restano 75 esemplari, e molte delle orche in eta' da procreazione non sono proprio sanissime; alcune sono sotto alimentate e sotto stress. In alcune si possono vedere le costole magre.

Il perche' e' stato gia' illustrato: mancanza di cibo, salmone nella fattispecie, il passaggio di navi nel Salish Sea, la loro casa, i rumori, l'inquinamento e in genere il degrato dell'habitat naturale delle orche.

Il salmone scompare per colpa dei cambiamenti climatici e degli allevamenti intensivi che indeboliscono la specie. L'inquinamento da materiale tossico nel mare le rende fra e specie piu' contaminate del pianeta.

Un altro duro colpo fu dato alla specie durante gli anni 1960 e 1970 quando molte orche vennero catturate e vendute ad acquari e a parchi divertimenti.

A tutto questo si aggiunge oggi l'idea malsana del primo ministro del Canada, Justin Trudeau che gioca a fare la parte del figo, ma che in realta' sul tema ambiente non e' che poi brilli troppo, come denuncia Greenpeace Canada. 

Il nostro amico-figo Trudeau ha infatti appena stanziato circa $4.5 miliardi per finanziare una estensione dell'oleodotto detto TMX, il Trans Mountain Express pipeline che attraversera' proprio il bel mezzo del Salish Sea, la casa delle orche

Il TMX e' un mega oleodotto che dovra' mandare il petrolio schifoso delle Tar Sands dell'Alberta, fatto essenzialmente di bitume, fino in British Columbia, in zona di mare, pronto per le esportazioni.

Verso la Cina? verso gli USA? non si sa, ma e' ovviamente tutto un affare di denaro.  L'oleodotto e' un progetto in partnership con un colosso texano dell'energia, Kinder Morgan.

Il TMX sara' lungo almeno 1000 chilometri, attraversera' ben 1300 fiumi e ruscelli nel suo percorso e arrivera' nel Salish Sea attorno a Vancouver. 

Si calcola che aumentera' il traffico marino di sette volte rispetto a quello che e' adesso e che portera' con se il passaggio di almeno altre 400 navi per il carico di petrolio, portando con se piu' inquinamento, piu' rumore, piu' disturbi alle orche.

E il rumore non e' cosa da niente, visto che interferira' con le comunicazioni delle orche le une con le altre, nella ricerca di quel poco cibo che resta.

E non sia mai che ci possa scappare una perdita di bitume!
Che ne sara' mai delle orche?

Interessante che alcuni degli enti canadesi chiamati in causa a pronunciarsi sull'oleodotto della Kinder Morgan, ammettono loro stessi che ci saranno "effetti avversi sulla popolazione di orche in zona".

Perche' Trudeau fa questo?

Approvare oleodotti che saranno un altro passo verso l'estinzione delle orche?

In una parola, il vile denaro.

Trudeau e' sotto pressione dal petrol-stato dell'Alberta. Uno stato la cui petrol-economia e' al collasso: disoccupazione in aumento in parallelo al declino dei prezzi dei petrolio. E' il prezzo da pagare quando una societa' decide di basarsi solo ed esclusivamente su una risorsa, in questo caso il petrolio.
Quando va su, tutti euforici, quando cala, tutto crolla.

Ovviamente avere un nuovo oleodotto significa piu' esportazioni e quindi, piu denaro per le casse dell'Alberta, appunto in crisi.

Dall'altro lato della lotta contro oleodotto, venti cittadine, 17 comunita' indigene, varie organizzazioni ambientali, alcune nate ad-hoc e tanti giovani che hanno protestato ad Ottawa, a Seattle, a Vancouver nel corso degli anni contro questo oleodotto ammazza-orche. 

Quello che sara' costruito e' una estensione di un oledotto che esiste gia'. Fu aperto nel 1953 e dal 1961 ha fatto registrare 82 perdite di bitume. Piu' di una 'anno.

Per tutta risposta Trudeau annuncio' lo stanziamento di un miliardo e mezzo di dollari canadesi per la prevenzione di disastri e circa 150 milioni per lo specifico caso di prevenzione di perdite a mare. Ma si sa, non si puo' mettere un prezzo a questi rischi.

La vera prevenzione e' non costruire oleodotti ed affini.

Il mondo puo' vivere senza altri oleodotti, e se proprio serve, si possono trovare alternative, ma le orche non possono traslocare.

Il Salish Sea e' la loro unica casa.

E fra l'altro, la legge federale del Canada impone di salvarle, visto che sono una specie a rischio di estinzione.

Caro Justin: e' veramente ingiusto tutto questo, i veri fighi stanno dalla parte dei piu' deboli -- delle balene e dei pescatori in questo caso -- e non dalla parte degli oleodotti.