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Sunday, September 16, 2018

La sismicita' indotta a 10 chilometri di distanza




Sinistra: 
Iniezione nella roccia di basamento, piu' solida fa si che 
la sismicita' indotta resti confinata al punto di impatto (cerchio blu e stelline rosse); 

Destra: 
inieizione nella roccia sedimentaria, piu' soffice, fa si che gli effetti 
della reinizione possano viaggiare maggiormente, 
attivando faglie piu' lontane e piu' potenti (striscia blu e cerchi rossi). 



Della sismicita' indotta a distanza abbiamo gia' parlato tante volte su questo blog.

Come spesso ricordato e' un miracolo della geologia che la sismicita' indotta ci sia in tutto il mondo, meno che in Italia, considerato che i nostri amici dell'INGV e delle varie universita' italiane, nonche' commissioni su commissioni continuano a negarlo.

In altri posti pero' non sono cosi fortunati e dunque raccontiamo qui l'esito di altri studi nordamericani sulla sismicita' indotta a distanza.

Sappiamo tutti che dall'arrivo del fracking negli USA i terremoti sono aumentati vertiginosamente, e che ci sono stati vari studi sull'accertamento della sismicita' indotta anche da trivelle "convenzionali".
Questo accade o per estrazione diretta, cambiando le pressioni da prima a dopo l'estrazione, e sempre di piu' per la reiniezione di monnezza tossica sottoterra dove non solo si cambiano le pressioni, sparando reisidui fluidi ad alta pressione, ma dove anche si lubrificano le faglie sismiche magari attivandole laddove prima erano dormienti.

Un esempio su tutti e' lo stato dell'Oklahoma, un tempo regione non sismica e dove oggi ci sono piu' terremoti che in California.

Ma, fino a che distanza si puo' sentire l'impatto della reiniezione?

Il professor Earth and Planetary Sciences, presso la University of California di Santa Cruz ed il ricercatore Thomas Goebel dello stesso dipartimento, hanno esaminato i siti di reinizione nel mondo intero per capire come la sismicita' cambiava in dipendenza della distanza dai siti stessi.

Il risultato sconvolgente e' stato che in alcuni casi la sismicita' poteva essere indotta fino a dieci chilometri di distanza.  Per di piu' la reinezione in roccia sedimentaria, piu' flessibile causa piu' sismicita' e a distanza maggiore rispetto alla reiniezione nella roccia sottostante, piu' solida.

L'acqua re-iniettata porta a maggior slittamento delle faglie sismiche, puo' creare squilibri di pressione, puo' spingere le faglie stesse l'una verso l'altra. Questi fenomeni nella loro complessita' sono chiamati poroelasticita'.

Ma siccome l'acqua e' fluida e puo' viaggiare nel sottosuolo, la poroelasticita' puo' manifestarsi anche in punti lontani rispetto ai punti di immissione, incontrando faglie sismiche nel suo cammino sotterraneo.

I depositi di petrolio e di gas sono contenuti in bacini sotterranei di roccia solida. Un tempo gli idrocarburi erano materiale organico, come alghe, ma nel corso di millenni vari strati di sostanze di sedimento si sono accumulate sopra ed in mezzo comprimendo il materiale organico, "cuocendoli" e alla fine creando il petrolio. La roccia sottostante faceva da supporto, cosi ci sono queste cavita' piene di idrocarburi e di roccia porosa sedimentaria. Quando il petrolio viene estratto, i trivellatori possono iniettare la monnezza o dentro la roccia sedimentaria che ospitava il petrolio estratto
oppure andare piu' in profondita', nella roccia dura che fa da contenitore.

La prima e' la roccia sedimentaria, superficiale e soffice; la seconda e' la roccia di basamento, sotterranea e piu' dura.
Dei diciotto siti di reiniezione analizzati da Emily Brodsky e da Thomas Goebel e documentati su Science, viene fuori che la reiniezione in strati sedimentari, piu' malleabili e fluidi perche' appunto un tempo intrisi di petrolio, portavano a sismicita' maggiore e sulle distanze maggiori rispetto alle iniezioni in roccia di basamento, piu' solida. 
Qui la sismicita' restava contenuta entro un chilometro dal punto di impatto.

Questo non e' quello che ci aspettava, anzi l'idea convenzionale e' che iniettare nella roccia di basamento e' piu' pericoloso perche' le faglie qui sono piu' in tensione, con la possibilita' di accumulare energia, essendo appunto la roccia rigida.

Perche' dunque questi risultati?

Secondo i due perche' la roccia sedimentaria essendo piu' soffice e malleabile fa si che la pressurizzazione possa fare sentire i suoi effetti anche a distanze superiori rispetto al punto di impatto.

Cioe' l'acqua reinieittata puo' viaggiare, incontrare faglie distanti e far danni su un raggio maggiore.
Per di piu' l'acqua puo anche penetrare nella roccia di basamento mentre viaggia, dunque aumentando il suo raggio di azione.

Io non so se questo studio portera' a cambiamenti, ed anzi e' molto probabile che saranno necessari altri studi, altri esperimenti. Certo e' che questo e' un altro passo in piu' verso la comprensione del pianeta ed un altra prova del fatto che trivelliamo alla cieca senza sapere quello che stiamo facendo.

Come detto milioni di volte, nessuno veramente conosce tutte le dinamiche del sottosuolo e specie per noi in Italia, paese geologicamente fraglie, continuare a bucare la roccia, a vanvera, e' un vero delitto.

Ma no, cosa dico. Ho dimenticato la premessa di questo articolo: in Italia la sismicita' indotta non esiste, non e' mai esistita e mai esistera'.

Noi siamo speciali, la nostra geologia e' speciale, e i nostri trivellatori sono speciali.
E poi, lo dice l'INGV che e' sempre tuttappposto.

Sunday, April 15, 2018

Marche: terremoti, faglie attive e approvazione di estrazione di gas






erano già state dichiarate inagibili, così come il 100 per cento degli edifici pubblici, a seguito delle scosse che hanno colpito il Centro Italia e le Marche negli ultimi anni. 

Secondo Alessandro Amato, esperto dell’INGV da Ottobre 2016 a oggi 
ci sono state oltre 86 mila scosse, molte delle quali di magnitudo inferiore a 2.
"Sembra che la zona interessata dalla sequenza sismica si stia spostando 
nella zona settentrionale.





Il giorno 9 Aprile 2018 c'e' stata una scossa di terremoto nelle Marche, con epicentro a Muccia, in provincia di Macerata. Il terremoto e' stato di magnitudo 4.7.

Il giorno 5 Aprile 2018 il duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini, che ancora siedono nei palazzi romani e ancora decidono del nostro territorio, del nostro mare e delle nostre montagne, autorizza altra estrazione di gas da Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona.

Le due localita', Muccia e Santa Maria Nuova distano circa 80 chilometri l'una dall'altra.

Non e' un controsenso?
Non e' ignoranza?
Non e' cattiveria? 

Il Centro Italia ormai sono anni che sente la terra tremare. Siamo qui in presenza di faglie attive, la cui attivita' puo' perdurare a lungo. A Muccia, gia' quasi completamente devastata da terremoti di anni passati, e' crollato pure il campanile della chiesa. Il terremoto si e' sentito anche in regioni limitrofe.

E' evidente che si tratta di un territorio ballerino di per conto suo, con l'INGV che parla di 86mila scosse, quasi tutte di magnitudo inferiore a 2, negli scorsi 18 mesi.

Ha senso trivellare ed estrarre gas da un territorio cosi instabile?

Le trivelle della Gas Plus Italiana sono state progettate per una concessione che porta lo stesso nome della citta' di Santa Maria Nuova, e l'iter va avanti dal 2016.

L'approvazione, ironicamente arriva il giorno 5 Aprile 2018, proprio qualche giorno prima del terremoto.

A circa 5.4 chilometri di distanza dal pozzo c'e' un sito di interesse comunitario, dal nome "Fiume Esimo in localita' Ripa Bianca", ma come sempre, non ci sono, secondo trivellatori, ministeri e burocrati vari, pericoli di alcun genere.

E come sempre la lista di prescrizioni-salva apparenze e' lunga e ridicola: monitoraggio delle caratteristiche fisiche e chimiche dell'acqua, "quantomeno fino all'acquifero nella zona di transizione fra acque dolci ed acque salate", un piano di allarme, il monitoraggio della subsidenza, il monitoraggio "microsismico" in collaborazione con l'INGV con un valore di soglia di magnitudo 0.5 e con un area di spazzolamento fra i 5 e i 10 chilometri.

Dovranno stare attenti al rumore che emetteranno, e a possibili fughe di gas, dovranno controllare i "carri bombolai" ed avere tutte le autorizzazioni dei comuni limitrofi. Dovranno pure comunicare agli enti archeologici le date dei loro lavori.

Chicca finale: "i manufatti fuori terra dovranno essere realizzati con coloriture delle terre naturali nella gamma degli ocra".

Ora e' evidente che questa autorizzazione, del giorno 5 Aprile 2018 non ha portato al terremoto del giorno 9 Aprile 2018.

Ma queste vicende di terremoti, che si susseguono nel corso dei mesi e degli anni, nell'Italia centrale in particolare, ci ricorda che il nostro territorio e' fragile, e' delicato, e' caratterizzato da strutture ancora piu' fragili, per storia e per geografia, e che le trivelle certo non miglioreranno la situazione. La zona e' anche soggetta a smottamenti, a dissesti.

A suo tempo lessi tutta la documentazione della Gas Plus con le loro proposte e il testo e' qui in basso. Ricordo che di eventi sismici si parlo' poco, e con estrema leggerezza. Il famoso tuttapposto.

E ora, quattro giorni dopo l'approvazione di Santa Maria Nuova arriva un terremoto di magnitudo 4.7 a 80 chilometri di distanza.

Come possiamo essere sicuri che il tuttapposto della Gas Plus sia sufficente? Come possiamo essere sicuri che queste prescrizioni del governo possano garantire la sicurezza di persone e case? La pace mentale dei residenti?

Davvero il monitoraggio microsismico e' la risposta?

O non e' forse il caso di arrendersi alla natura, all'intelligenza, al buonsenso, e decidere che non e' il caso di continuare a stuzzicare cosi follemente le dinamiche geologiche? A decidere che la sismicita' naturale ce la teniamo, ma che tutto il resto, inclusi i sospetti e i rischi e le possibilita' di sismicita' indotta per quanto remote, e' meglio non accollarceli?

Galletti e Franceschini non credono al principio di precauzione?  O non gliene importa niente? O hanno amici da accontentare dentro la Gas Plus?

Quale che sia la risposta, ai miei occhi e' veramente insensato e schifoso questo modo di gestire la cosa pubblica.

Vergogna a loro due, e che lascino il posto a gente piu' competente, piu' innamorata dell'Italia e della sua gente.


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Qui quanto scritto su questo blog nel Dicembre 2016 sullo stesso pozzo, per una idea piu' chiara di cio' che fara' la Gas Plus a Santa Maria Nuova


L’ipotesi di messa in produzione dell’esistente 
pozzo risulta essere l’unica alternativa progettuale possibile
Cioe' o trivelle o morte!


Siamo in provincia di Ancona, in localita' Santa Maria Nuova. Ottantuno chilometri quadrati fra Ancona e Macerata. Qui i nostri amici della Gas Plus, a cui piace trivellare e stoccare gas in giro per l'Italia, hanno deciso che vogliono estrarre gas.

Leggo il loro documento di valutazione ambientale.

Come sempre, le cose che dicono, che siano Gas Plus, che siano ENI, fanno un po sorridere e tanto piangere.

Le loro motivazioni possono essere riassunte cosi': un pozzo di gas fra i campi e' cosa buona e giusta.

Nel caso specifico la Gas Plus ci fa sapere che il loro progetto

"contribuirebbe alla valorizzazione delle risorse energetiche nazionali, incrementerebbe la competitività del settore adottando le migliori tecnologie disponibili, nel rispetto dell’ambiente e concorrerebbe alla riduzione della dipendenza dell’Italia dagli approvvigionamenti provenienti dall’estero". 

Ammazza quante cose fa questo pozzo!

Valorizza le risorse nazionali, aumenta la competitivita' del settore, ci rende meno dipendenti dall'estero e rispetta pure l'ambiente!

Praticamente il pozzo del mago Silvan.

Ma... un pannello solare sulle case di tutti no, eh?

Poi aggingono che addirittura il progetto e' in accordo con i provvedimenti di tipo ambientale mirati alla riduzione dell’emissione di gas serra in atmosfera

perche'

il gas naturale, al confronto con tutti gli altri vettori energetici fossili, è quello più rispettoso dell'ambiente con una produzione di gas a effetto serra minore rispetto all’olio combustibile.

Ah pure!

Questo pozzo e' praticamente un toccasana perche' addirittura combatte l'effetto serra. Dovrebbero avercelo tutti nel giardino dietro casa, non solo i signori della foto su in alto che niente di male hanno fatto per avere un pozzo letteralmente dietro casa.

Ma secondo l'ottica di Gas Plus, dobbiamo per forza essere fossili. E certo -- sono una ditta di fossili, fossili sono nati, fossili vedono e fossili vogliono restare. Fossili di idee, di fatti, di visone. E fossili vogliono pure morire, costi quel che costi.

E infatti dicono che il non trivellare implicherebbe 

il mancato utilizzo di una risorsa la cui disponibilità è già stata verificata

 e non saremo in linea con le 

azioni e gli obiettivi intrapresi, in campo energetico, a livello nazionale e regionale volti a favorire l’indipendenza dall’approvvigionamento energetico internazionale.

Come dire, il micro pozzo di Ancona ci salvera' dall'importazione di gas russo!

Cara Gas Plus, questa nazione dovrebbe mirare al 100% di sole e di vento, e non di trivelle per "l'indipendenza energetica". La vera indipendenza energetica e' quella che ci si produce in loco, sui tetti, dal vento, senza distruggere l'ambiente e i polmoni del vicinato. 

Continuo a leggere.

Il progetto si trova in una area ad alta percettività visiva relativa alle vie di comunicazione ferroviarie, autostradali e stradali di maggiore intensità di traffico per cui i piani della regione Marche pervedono valorizzazione delle visuali panoramiche.

Ma niente problema, quelli della Gas Plus decidono che il pozzo non si vede mica poi tanto e quindi la percezione visiva non cambia. Dicono che 

l’area pozzo risulta poco o per nulla visibile dalle strade limitrofe,

Tuttapposto.

Ancora, ci sono altri vincoli e zone speciali:

- Area di eccezionale valore geologico/geomorfologico a circa 350 metri a sud del pozzo;

- Centro storico e nucleo storico della frazione Collina a circa 700 metri a nord del pozzo;

- Centro storico capoluogo del Comune di S. Maria Nuova a circa 2000 metri dal pozzo;

- Vincoli paesaggistico-ambientali legati alla fascia di rispetto fluviale del Fiume Musone a circa 1.2 chilometri a sud del pozzo.

- Zona di ambientamento fauna selvatica e Centro pubblico di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale "La Scarpara" di 249 ettari a circa 150 metri ad ovest del pozzo

- Zona di ripopolamento e cattura San Filippo di 1.028 ettari a circa 1.5 chilometri a sud dal pozzo

- Ambito territoriale non insediativo delle Zone Territoriali Omogenee "bacino del rio Capora" in area trivellanda dove sono vietate la costruzione di recinzioni delle proprietà se non con siepi e materiali di tipo e colori tradizionali e i movimenti di terra che alterino in modo sostanziale il profilo del terreno.

Ma anche qui, e' tuttapposto a causa della "limitata estensione delle attivita' previste", il rischio idrogelogico o di dissesti qui non ci sono, l'area non ha alcun elemento paesaggistico-ambientale di rilievo e si adotteranno tutte le opportune misure mitigative al fine di evitare possibili disturbi alla fauna selvatica presente. 

Tuttapposto. 

Le attività in progetto non interferiranno con l’area di versante in dissesto più prossima all’area pozzo, con rischio medio (R2) e pericolosità elevata (P3), che si colloca a circa 300 metri.  

Come se la geologia dopo 300 metri si fermasse.

E la zona di ripopolamento?

Gli animali saranno cacciati via e poi dipingeranno il recinto secondo i colori naturali. Ipse dixit.

E il movimento di terra?

No problem: le attività di scotico e movimentazione terra saranno minime e quindi il profilo del terreno già pianeggiante, non verrà alterato.

Dicono infatti che il buco gia' esiste dal 1988 e quindi, loro semplicemente andranno a tirarne fuori il gas. Quindi la Gas Plus trivellera' magicamente, senza movimentazione di terra di alcun genere.

Pero' si scopre poi che

- La porzione occidentale dell’area pozzo ricade in “ambito di tutela di crinali e versanti” nelle quali si vieta la realizzazione di “nuove attività estrattive, discariche depositi e stoccaggi di materiali non agricoli, salvo i casi di interventi compresi nei recuperi ambientali. 

Cioe' vogliono trivellare in un area in cui si vieta la realizzazione di nuove attivita' estrattive. Come puo' essere che non ci possono essere attivita' estrattive e questi qui possono trivellare?

Sono speciali?

Dicono che le loro attivita' saranno principalmente circoscritte alla sola area di piazzale.

Ma non interessa niente che ci sia un piazzale o una fontana. E' vietato estrarre? E allora lo e' per tutti, e per qualsiasi tipo di suolo o di piazzale che sia.

Non e' che la Gas Plus e' speciale.

Aggiungono che per sicurezza potrebbe esserci una lieve spianatura e riprofilatura del piede del versante che sostanzialmente non modificherà l’assetto morfologico naturale dei crinali. Se necessario, in fase di cantiere, saranno realizzate opere di contenimento naturali dei crinali presenti in prossimità dell’ingresso all’area pozzo, come “fascinate” o seminazione di particolari arbusti autoctoni, aventi anch’essi lo scopo di mettere in sicurezza i pendii individuati. 

Pertanto, il progetto non interferirà con la suddetta area di tutela crinali e versanti.

Quindi, tutti tranquilli: l'assetto morfologico dei canali non sara' cambiato.

Ma ... lo spianare e i riprofilare un intero versante non sono movimenti di terreno?
Avevano detto che non ne facevano!

E poi se era solo un piazzale, come fanno ad essere preoccupati dell'intero versante? 

Veramente credono questi siano interventi "lievi"?

E poi ancora: fanno questi interventi ai pendii perche' gia' sanno che le trivelle sono pericolose e quindi occorre intervenire in modo preventivo?

E perche' allora non considerano *seriamente* l'opzione ZERO: niente trivelle, niente rischi, niente spianamenti, niente riprofili?

Perche'? Vedi sopra: fossili nascono e fossili vedono. E se vedono green e solo il green del denaro.

Continuo a leggere. Risulta pure che nelle vicinanze del pozzo ci sono:

- emergenze geologiche, ad una distanza minima di 270 metri a sud

- corpi idrici Fosso della Scarpara a circa 380 metri ad ovest, Rio Caporà a circa 875 metri ad estil fiume Musone a circa 1,2 km a sud;

- versanti (pendenza superiore al 30%), a circa 195 e 450 metri a nord;

- manufatto storico, a circa 380 metri a nordest;

- fonti idriche la più delle quali si colloca a circa 380 metri a nordest dal pozzo;

- alcuni percorso pedo-ciclabili, il più vicino dei quali si colloca a circa 520 metri a sud,

- settori “a” (particolari ambienti naturali) a circa 360 m a Sud;

-  area occupata dal depuratore “e”, a circa 880 m a Nordovest;

- aree di versante in dissesto, così come recepite dal PAI e dalla Carta Geomorfologica Regionale

Ma va tutto bene, queste aree "non interferiranno con le attività in progetto previste".

Cioe' non sono loro che interferiscono con la natura,  e' la natura che non interferisce con le loro trivelle!

Per altri motivi di preoccupazione come il rumore, non ci sono problemi. E' -- manco a dirlo! -- tuttapposto. Anzi, c'e' completa conformità e aggiungono in allegato i risultati della simulazione acustica che certifica il tutto.

Ma... in fase di cantiere la Gas Plus Italiana potrebbe valutare richiesta di deroga dai limiti acustici comunali per motivi eccezionali e documentabili se si verifica una impossibilità di rispettare i limiti acustici!

Come dire: ma allora perche' dire che c'e' completa conformità?  Rispetteranno le regole finche' non le rispetteranno piu'.

Si premurano di dirci che non ci sono cimiteri nelle vicinanze.

E quindi visto che e' tuttapposto, si evince che l’area pozzo non ricade in alcun ambito naturalistico-ambientale soggetto a particolari prescrizioni di tutela.

Invece alcuni elementi soggetti a vincoli di tutela, data la distanza dal sito e la tipologia di attività previste (circoscritte alla sola area pozzo), non saranno interessate dalle attività in progetto.

E dunque, in barba ai dissesti, al divieto di nuove attivita' estrattive, alla tutela dei pendii,  la messa in produzione del pozzo risulta pienamente coerente con i contenuti della normativa energetica nazionale regionale e comunale vigente. 
 
Perfetto.

E poi ovviamente c'e' da considerare tutta l'infrastuttura del caso. Dicono:

Durante il processo di trattamento gas, tutti i liquidi di separazione ed essicazione gas
raccolti (costituiti soprattutto da acqua salata e minime tracce di idrocarburi) saranno
convogliati alla vasca di raccolta liquidi di drenaggio, il cui contenuto verrà periodicamente
prelevato da apposita autocisterna e portato a smaltimento.

  
Ma come fanno a sapere che i loro fluidi di perforazione sono fatti solo di acqua salata con "minime tracce di idrocarburi"? Chi gliel'ha detto? Qual'e' la percentuale di idrogeno solforato in questo pozzo? Chi smaltira' tali "acque salate"? Dove? Perche non ci dicono esattamente cosa c'e' in cio' che manderanno giu' per trivellare e che sara' mescolato con la loro acqua salata? Veramente credono che basta mettere assieme acqua e sale per trivellare? Davvero non ci saranno additivi chimici di nessun genere?

Useranno sale da cucina?

Credono che siamo scemi?

Ma quanto gas ci dara' poi Santa Maria?

Non e' ben chiaro. Ma dicono questo:

si stima che la fase di produzione del pozzo possa durare circa 20 anni, con una portata iniziale di circa 7.100 Sm3/g.

Ora tutto questo e' ingannevole.

La portata inziale significa il primo giorno? La prima settimana? Il primo mese? E dopo? Non si sa. Quindi non possiamo sapere esattamente quanto gas ce sotto a Santa Maria.

Ma diamogli il beneficio del dubbio.

Seppure fossero 7,100 metri cubi al giorno per i prossimi 20 anni si parla di circa 50 milioni di metri cubi in totale.

Ne consumiamo circa 68 miliardi l'anno. Facendo la divisione viene fuori che nel migliore dei casi da Santa Maria avremo gas per ... 0.25 giorni. Cioe' 6 ore!

Cioe' tutto questo spianare, dipingere, movimentazione di terra, vasche di contenimento per... neanche mezza giornata di gas da spalmare in venti anni!

Proprio l'indipendenza energetica, eh? 

Lo sappiamo tutti che questo pozzo non portera' niente di buono a nessuno 

Ma... e il rischio? E se ci sono problemi? Lo dicono anche loro che ci possono essere emergenze ed insicurezze. Se e' vero che ci sono li vicino ferrovie ed autostrade cosa facciamo se ci sono scoppi, o incidenti? E il gas estratto dove andra' a finire? L'autostrada e le ferrovie saranno sicure?


Santa Maria proteggici tu.









Saturday, November 5, 2016

Texas: sismicita' indotta di magnitudo 4.8 e sollevamento terreno dovuto a trivelle e reiniezione


 The largest recorded earthquake in East Texas was triggered by the high-volume injections of wastewater from oil and gas activities deep underground

William Ellsworth, professore di geofisica, Stanford
Science Magazine 

Mentre i nostri amici di "Le Scienze" riporta studi dell'INGV secondo i quali i pozzi di metano sono una assicurazione contro i terremoti,  ecco qui un nuovo articolo di "Science" quella vera, dove invece si dimostra che il piu grande terremoto mai registrato in Texas e' dovuto all'attivita' umana.

Fra gli autori di questi studio c'e' William Ellsworth, professore di geofisica a Stanford che da tempo studia le correlazione trivelle, terremoti, reiniezione e fracking. L'articolo e' stato pubblicato su Science a Settembre 2016 e si intitola "Surface uplift and time-dependent seismic hazard due to fluid injection in eastern Texas".

Tutto inzia il 17 Maggio 2012, a Timpson, Texas, quando un terremoto di magnitudo 4.8 colpisce una citta' che di terremoti non aveva mai sperimentato niente. Stavano qui facendo reniezione di monnezza petrolifera a grandi volumi in quattro pozzi. Avevano iniziato nel 2005 e l'attivita' era stata massima fino al 2007. Si arrivava anche a 800 milioni di litri di robaccia all'anno.

I geologi sospettarono che ci fossero legami fra le due cose: la reiniezione di acqua tossica e il terremoto piu' forte mai registrato a Timpson.

Ellsworth si mise al lavoro.

A settembre il responso delle sue ricerche.

E' stata colpa di oil and gas, che hanno dato a Timpson non solo terremoti ma anche modifiche permanenti della geologia locale:  la reinziezione di monnezza petrolifera ha portato al sollevamento della terra fino ad otto chilometri dai pozzi.

Le conclusioni sono generali. Ellsworth e colleghi mostrano che l'aumento di pressione sotterranea di 1 megapascal o piu' visto in roccie poco compressibili porta alla sismicita' indotta.

A Timpson, la sismicita' continuava ad aumentare anche quando la reiniezione rallentava a causa di ritardi, e di accumuli precedenti.  Come sempre, sono questi sistemi complessi e non lineari.

Inneschi qualcosa e non sai bene lo sviluppo delle dinamiche future.

I risultati sono giunti grazie ad una tecnica satellitare di misurazione chiamata Interferometric Synthetic Aperture Radar (InSAR), applicata alle misure delle deformazioni del terreno vicino ai pozzi e ai terremoti. I satelliti dell'InSAR usano radar sofisticatissimi per rilevare dal cielo minuscoli cambi al livello di centimetro sulla superficie della terra.

Perche' si reinietta questa roba sottoterra?

Perche' la monnezza petrolifera - acque di scarto sono saline, contaminate da sostanze tossiche e qualche volta radioattive e costa troppo trattarle, per cui e' meglio rimetterle sottoterra e chi si e' visto si e' visto.

E cosa succedeva nel sottosuolo?

Ellsworth e colleghi hanno mostrato che  i pozzi di reinzione piu' vicini alla superificie (800 metri) erano separati dagli strati tettonici piu' profonda grazie ad uno strato intermedio di roccia impenetrabile. Cioe' lo "stuzzicamento" non era stato in grado di perturbare la roccia piu' profonda dove nascono terremoti grazie a questa sorta di barriera naturale.

Ma questo stuzzicamento, e tutta quell'acqua reiniettata hanno avuto altre conseguenze: hanno fatto salire la terra di vari centimetri attorno ai pozzi. Appunto su un raggio di 8 chilometri dai pozzi stessi.

Nei pozzi piu' profondi invece, superato lo strato protettivo di roccia impenetrabile, gli "stuzzicamenti" hanno portato alla migrazione verticale delle perturbazioni che hanno cosi' riattivato una faglia antica portando al terremoto del 2012.

A Timpson le scosse sono finite nel 2013 quando finalmente la reiniezione cesso' definitivamente.

Prima era zona non sismica.

E l'Italia non e' Timpson.

Monday, September 12, 2016

l'INGV: estrarre metano significa che non ci saranno terremoti. No, non e' Lercio.




I risultati illustrano che la presenza di giacimenti 
produttivi indica che le sottostanti faglie sismogeniche 
non sono in grado di generare forti terremoti. 



Oddio.

Non so se siano risate o lacrime. Ma come ci pensano a certe cose?

Ecco qui. Studi recenti dell'INGV dicono che "la presenza di giacimenti produttivi indica che le sottostanti faglie sismogeniche non sono in grado di generare forti terremoti."

Ovviamente solo il Italia, eh?

E' un articolo pubblicato su "Le Scienze" del 12 Novembre 2015, a sua volta estratto da un altro articolo sulla rivista ``Natural Hazards and Earth System Science"  della European Geophysical Union. 

Quello che e' interessante e' che l'articolo si apre con la seguente domanda:

"Come conciliare l'opportunità di utilizzare le risorse energetiche che il territorio offre con il diritto alla sicurezza di tutti i cittadini?"

Come dire: dobbiamo per forza "conciliare" e trovare un modo per fare coesistere queste "risorse" energetiche con il ricordo, la paura e i danni del terremoto del Maggio 2012. E qui, in questo articolo, c'e' la risposta.

Infatti quale altro metodo migliore che non un bell'articolo dell'INGV dove e', ovviamente,  tuttapposto? E anzi, il titolo dice chiaramente che la presenza di giacimenti di metano sono una "assicurazione" contro i terremoti.

Addirittura.

Ad annunciare cotanta scienza, un gruppo dell' INGV come detto prima e dell'OGS, che stanno per Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale: Marco Mucciarelli e Federica Donda dell'OGS di Trieste e Gianluca Valensise dell'INGV di Roma.

Dicono di aver scoperato un meccanismo che lega la presenza di giacimenti di metano ai processi geologici che hanno permesso l'accumulo di metano, e che al contempo generano i terremoti.

Il nostro trio dice ha scelto un sito in Pianura Padana  di 10,000 chilometri quadrati attualmente adibito ad estrazione di metano e che e' soggetta a terremoti, incluso quelli del 2012.

Hanno poi preso in considerazione 455 pozzi produttivi ed improduttivi e li hanno messi in correlazione con i terremoti del 2012 e quelli piu' remoti del 1570 a Ferrara e del 1624 ad Argenta.

Cosa trovano?

Anticorrelazione. E cioe' che i pozzi sopra alle faglie sono improduttivi.

Per i pozzi che sono lontano dalle faglie invece sono produttivi il 46%.

Come mai? Semplice.

Testauli parole

 "un forte terremoto è necessariamente causato dallo scorrimento relativo dei blocchi di roccia che formano una faglia di grandi dimensioni. E attraverso terremoti successivi questa faglia può fratturare il serbatoio naturale che contiene il metano, causandone la dispersione e rendendo improduttivo il giacimento. I giacimenti produttivi si troverebbero invece sopra faglie più piccole, in grado di causare solo terremoti più modesti, o in corrispondenza di faglie più grandi ma incapaci di generare terremoti per la particolare natura delle rocce che le formano”

Non ho ben capito la logica: un terremoto porta alla faglia che "frattura" un serbatoio naturale?

Eh?

Vogliono dire che il terremoto porta la faglia a spaccare il giacimento e che quindi dopo il metano fuoriesce? E che quindi, dopo che si e' svuotato non resta piu' niente e quindi il giacimento e' inproduttivo?

Ma di questa supposta spaccatura iniziale non ci dobbiamo preoccupare? O le spaccature sono gia' tutte successe millenni fa?

E che vuol dire che i giacimenti produttivi sopra le faglie naturali sono "incapaci di generare terremoti per la particolare natura delle rocce che le formano"? Qual'e' questa particolare natura? E davvero loro sanno che se tu estrai, riempi, reinietti, per anni ed anni, questa roccia mai e poi mai avra' problemi?

Solo in Italia abbiamo questa roccia speciale?

E ancora, che vuol dire che i giacimenti produttivi sono sulle faglie piu piccole in grado di causare "terremoti piu' modesti". Che vuol dire piu' modesti? Di che intensita'? Loro possono garantire una soglia? Qual'e' questa soglia? E se si, come fanno a sapere che non verra' mai superata?

E poi interessante che interpretino questa supposta anticorrelazione a loro favore. Se vi ricordate,  quando si e' parlato di correlazione a ICHESE, subito tutti a dire "correlation is not causation", cioe' che la correlazione trivelle/terremoti non significa che le trivelle causino i terremoti.  Solo che le due cosa, per puro caso, sono correlate, e seguono gli stessi andamenti spazio-temporali.

Ma se per ICHESE la correlazione non significava trivelle e reiniezione=teremoti, perche' qui invece l'anticorrelazione significa trivelle - niente terremoti?

Mistero della fede.

Comunque.

Dopo avere speigato questo "meccanismo assicurativo" contro i terremoti, gli autori di Le Scienze
spiegano che ovviamente questo ha ricadute applicative.

E cioe' che le faglie che potrebbero scatenare terremoti sono solo quelli dove i giacimenti di metano non sono produttivi.

D'altro canto,

``un giacimento produttivo non può trovarsi al di sopra di una faglia in grado di produrre un forte terremoto - dunque pericolosa - e ovviamente non vi è alcun interesse economico a sfruttare giacimenti quasi certamente improduttivi."

Ah! Eccoci qui. Tuttapposto allora! Siccome i giacimenti produttivi non possono *assolutamente* stare sopra ad una faglia attiva, li possiamo sfruttare perche' non sono pericolosi! Dunque ecco qui la conciliazione tanto agognata: possiamo ora``riconciliare l’utilizzo delle risorse energetiche del territorio con il sacrosanto diritto alla sicurezza per tutti i cittadini."

Tuttapposto allora!

Trivelliamo dappertutto! 

Ci rassicura "Le Scienze!"


Questi studi, sono finanziati dalle tasse del contribuente italiano, che non solo deve sentire che in Italia, unico paese al mondo, la sismicita' indotta non esiste e non esistera' mai, ma anzi, che trivellare ed estrarre metano e' una assicurazione contro i terremoti!

Senza parole.

Si vede che l'EPA, l'USGS, il Prof. Cliff Frohlich del Texas, la Schlumberger che annuncia la sismicita' indotta nei suoi campi di gas in Russia, e pure la Exxon e la Shell che hanno pagato 5 miliardi di dollari agli olandesi per avere innescato terremoti a Groningen con le loro trivelle, quelli non capsicono niente e ci vuole lo studio dell'INGV a chiarare le cose e a farci stare tranquilli.

Senza parole.

Ma il fatto e' che nonostante quelli che io reputo deliri,  noi altri persone di buon senso sappiamo che la verita e' un altra.

Le trivelle, la reiniezione possono causare terremoti, non sempre e non dapprtutto, ma possono.  Possono anche non innescarla, certo. Ma le dinamiche del sottosuolo sono troppo sconosciute affinche' noi possiamo veramente predite cosa accadra' fra 5, 10, 20, 30 anni di trivelle e di reniezione. Quindi, il rischio esiste, e sta a noi decidere se e per cosa ne valga la pena.

Tutto qui. A mio modesto parere non esiste nessuna "assicurazione" contro i terremoti, e men che meno puo' esserlo un pozzo di gas.

Con tutti i suoi difetti, God bless American Science.

Tuesday, March 29, 2016

L'USGS: la sismicita' indotta mette a rischio 7 milioni di persone negli USA. E in Italia?




Per la prima volta nella sua storia il principale ente geologico d'America, l'USGS (the United States Geological Survey) rilascia al pubblico mappe con il rischio sismico naturale e generato da attivita' umane, principlamente estrazione e reinieizione di idrocarburi e loro scarti.

La sismicita' indotta, secondo l'USGS, mette a rischio 7 milioni di persone nella parte centrale ed orientale degli USA. In alcune di queste localita' il rischio sismico e' lo stesso della Calfiornia, dove invece c'e' una sostenuta sismicita' naturale.

Cioe' l'uomo ha reso fortemente sismiche localita' che prima non lo erano. Anzi, Mark Petersen, a capo del progetto dice che

“By including human-induced events, our assessment of earthquake hazards has significantly increased in parts of the U.S. This research also shows that much more of the nation faces a significant chance of having damaging earthquakes over the next year, whether natural or human-
induced.”

Gli stati piu' a rischio a causa della sismicita' indotta sono Oklahoma, Kansas, Texas, Colorado, New Mexico e Arkansas. In queste zone ci sono stati danni e scosse dovute *principalmente* alla sismicita' indotta. Agginunge infatti Petersen:

“In the past five years, the USGS has documented high shaking and damage in areas of these six states, mostly from induced earthquakes,”

A rischio leggermente minore Alabama, Mississippi e Ohio.

Cosa fare? L'USGS raccomanda a chi vive in queste localita' di essere preparato secondo le linee guida offerte dalla FEMA. Il Federal Emergency Management Agency.

Le nuove mappe non solo indicano le localita' con maggior rischio di sismicita' indotta, ma lo fanno per l'anno 2016: questo per essere piu' precisi e perche' decisioni politiche (di trivellare o no) potrebbero cambiare gli scenari.

E' strabiliante: cambiamo la geologia del nostro sottosuolo con decisioni trivelle si-trivelle no e lo facciamo in tempi rapidissimi su scala geologica.

La parte centrale degli USA ha avuto un repentino cambio nella sua geologia negli scorsi sei anni. Dal 1973 al 2008 c'era una media di 24 terremoti di intensita' superiore alla magnitudo 3.0.
Dal 2009 al 2015 si e' passati ad una media di 318 l'anno.
Nel 2015  sono stati 1,010 terremoti.

Nel 2016, fino a meta' Marzo, ce ne sono stati 226. Di tutte queste scosse la piu' grande e' stata di magnitudo 5.6 nella citta' di Prague, Oklahoma.

La colpa di tutto e' dell'industria petrolifera: le reiniezioni di materiale tossico sottoterra, e in misura minore la pratica diretta del fracking. 

Come hanno fatto a capire se era sismicita' indotta o naturale?

Hanno usato la letteratura scientifica e ingegneristica, la presenza di pozzi di petrolio, gas e/o di reinizione, se fossero attivi, ed hanno parlato a lungo con residenti. L'intensita' dei terremoti indotti e' spesso inferiore a quella naturale, ma a volte se si e' in aree gia' sismiche o in presenza di faglie note o sconosciute, le scosse possono essere forti. Nella parte centrale degli USA, l'USGS stima che potrebbero esserci migliaia di faglie che potrebbero generare forti terremoti. Come per tutti i terremoti, c'e' anche la possbilita' che si generino sciami sismici.

Questo e' quello che dice l'USGS.

Cosa dira' l'INGV?

Aspetto con ansia la mappa dei siti italiani piu' soggetti a sismicita' indotta.

Ma cosa dico, in Italia la sismicita' indotta non esiste, non e' mai esistita e mai esistera'.

Sunday, April 26, 2015

Per la prima volta l'USGS crea la mappa del rischio sismico da trivelle







Scientifically, it's really quite clear.
William Ellsworth, USGS


Per la prima volta nella sua storia, l'USGS pubblica una mappa di rischio sismico indotto: potenziali terremoti causati dall'uomo, in principal modo dall'attivita' estrattiva di petrolio e di gas. L'USGS e' the United States Geological Survey, una sorta di INGV italiano, il massimo ente geologico americano.

Finora i terremoti causati dall'uomo non venivano inclusi nelle cartine di rischio sismico perche' li si ritenevano rari. Ma con l'esplosione dei terremoti indotti da operazioni petrolifere e' stato impossibile ignorare i rischi per il futuro e cosi' un gruppo di 150 geologi americani si e' rinunito per creare la nuova cartina con i rischi di terremoti dovuti all'uomo.

Di solito le mappe del rischio sismico USA per eventi "naturali" sono aggiornate ogni sei anni e sono fatte per previsioni a medio termine. Si studiano gli eventi sismici del passato e si indicano le probabilita' di terremoti per i prossimi 50 anni. Le mappe per eventi "umani"appena pubblicate invece sono per indicare il rischio sismico a brevissimo termine: un anno solo, visto che l'attivita' umana varia a breve termine, e potrebbe cambiare grazie a interventi legislativi o proteste dal basso. Tutti i dati sono conenuti nel rapporto dal titolo chiarissimo:  Incorporating Induced Seismicity in the 2014 United States National Seismic Hazard Model.

Primo in classifica per sismicita' indotta dall'uomo, l'Oklahoma,  come annunciato da vari interventi dell'Oklahoma Geolgical Survey negli scorsi giorni. Ne abbiamo gia' parlato tante volte: stato dalla sismicita' quasi inestistente prima dell'arrivo delle trivelle e del fracking in cui ora si registrano piu terremoti che nella sismica California. Nel 2013 in Oklahoma il numero di terremoti e' stato di 600 volte superiore rispetto a prima dell'arrivo dei petrolieri. Parallelamente sono stati pompati 1.1 miliardi di barili di petrol-monnezza ad alta pressione.  E cioe' la bellezza di 130 miliardi di litri di acque di scarto. A seguire l'area attorno a Dallas-Forth Worth, il Kansas, il Colorado, il New Mexico, l'Alabama, l'Arkansas, e l'Ohio che hanno tutti registrato un impennarsi dell'attivita' sismica in anni recenti. Tutte le zone incriminate sono nei pressi di pozzi di reinizione o di attivita' estrattiva.  In totale sono 17 le aree trivel-terremotate.

Il capo del USGS Mark Petersen dice di essere preoccupato per l'incolumita' dei residenti, considerato che spesso la reinizione di materiale di scarto ad alta pressione viene fatta nei pressi di faglie dorimenti di cui non si conosce l'esatta estensione e locazione. Non esiste nessun altro modo pratico di gestire questi enormi volumi di fluidi di scarto se non pomparli sottoterra ed incrociare le dita nella speranza che le faglie sismiche continuino a dormire.

Uno direbbe, ma almeno l'Oklahoma sara' ricco? Neanche per niente. Un lavoro su cinque in Oklahoma e' in qualche modo collegato all'oil and gas.  Il 24% dei bambini dell'Oklahoma vive sotto la soglia di poverta'. Lo stato e' il 46esimo su 50 per la salute pubblica, ed il numero uno per il tasso di tagli all'istruzione.

E cosi nel giro di una settimane tre storie, a tre livelli di sismicita' indotta: citta' piccole del Texas, lo stato dell'Oklahoma, il resto del Midwest. Cosa fare? E' la domanda da un milione di dollari. Alcuni geofisici parlano di migliorare i monitoraggi, ridurre le reiniezioni o farle in luoghi lontani da faglie note e/o zone densamente popolate. Dal mio punto di vista, e' il paradigma di base che e' sbagliato. Tornare indietro in Oklahoma o in Basilicata non si puo', ma chi non ha ancora attuato la petrolizzazione ad ampio raggio dei propri territori c'e' molto da imparare da queste storie.

L'Italia, caro Matteo Renzi, caro Gianluca Galletti, non e' ne scarsamente abitata come l'Oklahoma ed e' altamente sismica. Siamo sicuri di voler percorrere questa strada?  E l'INGV fara' anche lei la mappa della sismicita' indotta dall'uomo in Italia?

Oh, ma che dico: in Italia la sismicita' indotta? Giammai.

Tuesday, August 12, 2014

Oklahoma: sismicita' indotta, cause e class action contro i petrolieri










Update 9 Dicembre 2016

Everyone is pointing to the fact that these are human-induced, not acts of God. And so a lot of insurance companies are disclaiming coverage because they're not insuring for this kind of risk.


Come poteva essere che dopo tutti i terremoti record del Novembre 2016 non ci fossero cause contro il petrolieri? E infatti, eccole.

Settembre 2016: terremoto di 5.8 scuote Pawnee County, il piu' forte teremoto di tutta l'Oklahoma.

7 Novembre 2016: terremoto di 5.0 scuote la citta' di Cushing; 30 terremoti a seguire.

L'Oklahoma non aveva mai registrato cosi tanti e cosi forti terremoti nella sua storia, e certo non prima del 2009, anno in cui iniziarono le attivita' di fracking e di reiniezione.  Poi arrivo' Mr. Petrolio a iniettare monnezza nei pressi di falgie dormienti da millenni che... voila' si risvegliano.
 
E cosi' le class action:

17 Novembre 2016:  class-action contro le ditte oil and gas resoponsabili (secondo la class action) dei terremoti di Pawnee.

6 Dicembre 2016: class-action contro le ditte oil and gas responsabili (secondo la class action) del terremoto di Cushing.

Le class action sono contro 25 ditte estrattive e reiniettive, fra cui le due piu' importanti sono la
Eagle Road Oil di Tulsa e la Cummings Oil Company di Oklahoma City. Potrebbero essercene altre
in futuro.

Chiunque ritenga di essere stato danneggiato, in termini di crepe nelle case o crolli durante tali terremoti, puo' partecipare. Ci sono stati casi di tetti che hanno ceduto, porte che non si chiudono piu', ciminier di caminetti crollati, e crepe nelle case. Alcune sono inagibili e andranno demolite. I costi variano, ma si puo' arrivare anche a 75,000 dollari di danni stimati.

Cosa si chiede in queste class action? Soldi per compensare i danni subiti in termini di proprieta; danneggiata ma anche per danni emotivi.

E' vero alcuni cittadini hanno l'assicurazione contro i terremoti, ma nella polizze c'e scritto (esplicitamente) che le spese verranno rimborsate solo se si tratta di terremoti causati da madre natura e non dall'uomo. E quindi non si sa se il rimborso ci sara' davvero. Gli assicuratori non assicurano contro rischi sismici causati da attivita' umane.

Oltre il danno la beffa.
 
In una terza causa ancora,  c'e' invece un altra richiesta: che i petrolieri dichiarino ufficialmente che
la loro pratica costituisce "an imminent and substantial danger to public health and the environment," 
e che vengano ridotti i volumi di monnezza petrolifera re-iniettata. 
 
Queste class action si aggiungono a quelle gia' presentate nei mesi scorsi per conto di enti ambientali come il Sierra Club e di privati cittadini. Le cause sono tutte ancora pendenti.

Vedremo come va a finire, anche qui. I tempi saranno lunghi, i petrolieri hanno tentacoli dappertutto e questa nuova amministrazione Trump non promette molto bene.

Come sempre: occorre non farceli venire dal primo giorno.

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Tre ditte petrolifere sono state denunciate in un tribunale dell'Oklahoma per sismicita' indotta, per danni alla salute, all'ambiente, alle cose e per disturbo della quiete pubblica.

Nel 2014 in Oklahoma sono stati reiniettati la bellezza di 250 miliardi di litri di monnezza tossica nel sottosuolo. 250 miliardi. A portare i petrolieri in tribunale sono il Sierra Club e Public Justice, che hanno denunciato New Dominion, Chesapeake Operating and Devon Energy Production Company sulla sismicita' indotta da monnezza petrolifera e da fracking reiniettata nel sottosuolo

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Dopo la storia della famiglia Parr in causa contro i petrolieri per inquinamento, una storia simile per sismicita' indotta.

La signora Sandra Ladra era seduta tranquilla nella sua casa dell'Oklahoma. Era una mattina di Novembre del 2011. Improvvisamente tutto si e' mosso ed il caminetto della sua casa si e' frantumanto con i mattoni crollati addosso alle sue gambe. 

A differenza che in Emilia Romagna dove -- secondo l'INGV e varie commissioni governative e Franco Terlizzese -- possiamo star tranquilli che i terremoti non c'entrano assolutamente nulla con il petrolio e la reiniezione, qui in Oklahoma vari studi hanno decretato che si, la reiniezioni di acque reflue e l'estrazione di gas e petrolio sono correlate con i terremoti. 

E cosi, dopo quasi tre anni Sandra Ladra ha denunciato decine di aziende petrolifere per i danni. Chiede $ 75.000 per compensare le sue ferite.

La causa e' la prima relativa al terremoto di Prague, Oklahoma del 2011. Come lei altre due famiglie che hanno denunciato le società petrolifere per danni da sismicita' indotta alle loro case. Anche in Arkansas, quasi 40 proprietari  hanno fatto causa contro la Chesapeake e la BHP Billiton Ltd. per sciami sismici che hanno colpito l'Arkansas nel 2010 e 2011


Scott Poynter, e' l'avvocato che segue le cause nell'Arkansas ed e' anche uno dei consulenti di Sandra Ladra nella querela dell'Oklahoma. Dice che la gente e' molto preoccupata di scosse di grado maggiore in futuro.

Come ricordato piu' volte, il terremoto di magnitudo 5.7 del'Oklahoma e' stato il piu' potente delle centinaia di scosse che attaversano l'Oklahoma da quando il boom della produzione di petrolio e di gas ha preso il via nel 2008. Finora questo anno, Oklahoma ha registrato piu' di 290 terremoti di magnitudo 3.0 o maggiore, contro una media precedente di appena due all'anno, prima del 2008.

A differenza che in Italia, gli scienziati sono sempre convinti che questa maggiore attivita' sismica  sia legata a pozzi di reiniezione di acque reflue. Nell' Arkansas ci sono stati oltre 1.000 piccoli terremoti vicino alla citta' di Greenbier che hanno portato le autorita' a fermare i pozzi di reiniezione.


E voila' - le scosse si fermano.


Magia, eh?

Ovviamente petrolieri e  geologi di parte energetiche contestano, e dicono che non c'e' la certezza al 100, che le prove sono finora inconcludenti o che ci sono "cause naturali".


Scott Poynter, l'avvocato di Little Rock, e' pero' imperterrito.  


Dice semplicemente che i petrolieri avrebbero dovuto sapere dei rischi associati alle trivellazioni in una zona storicamente sismica"Le prove scientifiche ci sono tutte", ha detto.

Non in Italia, ovviamente, 

Tuesday, August 7, 2012

Pozzi di reiniezione e terremoti


This suggests injection-triggered earthquakes are more 
common than is generally recognized.

C. Frohlich, 
PNAS 6 Agosto 2012




Ecco qui un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulle correlazioni fra terremoti e pozzi di reiniezione negli Stati Uniti.

L'analisi e' stata effettuata presso l'Universita' del Texas, ad Austin, dal prof. Cliff Frohlich che afferma che varie dozzine di terremoti si sono succeduti nel nord del Texas negli scorsi due anni sono con molta probabiita' a causa di vari pozzi di reinizione dell'industria del gas e del petrolio. La rivista e' la prestigiosa - ma prestigiosa per davvero - PNAS, Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America.

Il prof. Cliff Frohlich ha analizzato la sequenza dei terremoti nella zona cosiddetta del Barnett Shale nel nord del Texas dal Novembre 2009 al Settembre 2011 ed ha trovato che dei 67 terremoti registrati, l'epicentro di 24 di questi era nelle strette vicinanze dei pozzi di reiniezione - 3.2 chilometri o meno -  e in cui i riversamenti medi di "fluidi" erano di 24,000 metri cubi al mese - iniettati dal 2006.

Fanno 24,000,000 = 24 milioni di litri di "fluidi" (= monnezza) al mese nel sottosuolo per 4,5 anni.

Fra questi terremoti alcuni nella zona di Clayburne e di Dallas Forth Worth, colpiti da una ondata di terremoti fra il 2008 ed il 2009, e zone del Texas del Nord dove non c'erano mai stati terremoti prima.

I terremoti erano tutti di magnitudine bassa - al massimo di magnitudine 3.0 della scala Richter: alcuni di questi non erano stati registrati dalle liste governative ufficiali.

Sebbene ci fossero vari pozzi di reinizione nella zona, solo alcuni sono collegati alla comparsa di terremoti secondo Frohlich. Perche'? L'ipotesi che presenta l'autore e' che quelli collegati ai terremoti fossero piu' vicini di altri a faglie e zone sismicamente attive.

Spero che l'INGV legga queste cose e ne faccia tesoro.

Per ora un video veramente sconvolgente sul terremoto in Emilia e la leggerezza dei nostri governanti in merito.  In Italia non succede.