.

.
Showing posts with label vietato. Show all posts
Showing posts with label vietato. Show all posts

Thursday, January 16, 2014

Anche il Newfoundland, Canada vieta il fracking - per adesso.

Un altro stato del Canada ha vietato il fracking.

Si tratta del New Brunswick dove il Ministro delle risorse naturali,  Derrick Dalley ha imposto una moratoria nel suo stato. 


Gia' in autunno, Dalley aveva annunciato alla House of Assembly che il suo governo non avrebbe approvato il fracking ne onshore, ne offshore prima che ci fossero indagini approfondite. Il giorno 11 gennaio ha dunque approvato una moratoria su tutti i progetti.

Durante questo tempo ci sara' modo di studiare regolamentazioni, regole e linee guida in altri stati e per aprire il tutto ai cittadini con i loro commenti e opinioni.
Il ministro ha sottolineneato che in passato l'industria del gas e del petrolio ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della sua regione ma che

“Our first consideration is the health and safety of our people. In making this decision, our government is acting responsibly and respecting the balance between economic development and environmental protection.”

Ma oltre all'industria delle trivelle, il New Foundland e' noto per essere una meta turistica dei canadesi, e l'idea di trivellarla ha creato molti dibattiti e scontenti fra la popolazione.

Vediamo come va a finire.

Per adesso tutti i progetti di fracking nel New Brunswick sono fermi sine die.

E' gia' questo e' un grande passo in avanti.

Monday, January 28, 2013

Fracking vietato in Cinco Saltos, Patagonia


 José Chandia, consigliere di Cinco Saltos, 
autore della proposta di vietare il fracking nella sua citta'


E cosi, ecco la prima comunita' del sud America che vieta il fracking. Si tratta della citta' di Cinco Saltos, che sorge in Patagonia, Argentina. Il voto e' stato all'unanimita' il giorno 20 Dicembre 2012.

A Cinco Saltos, nella regione del Rio Negro in Patagonia, vivono 27,000 persone. Negli anni '90 hanno gia' hanno avuto i loro guai da inquinamento da cianuro e mercuio prodotte dalla Indupa, una filiale Solvay che conosciamo bene anche in Italia. Il divieto viene dopo varie settimane e mesi di protesta e di attivismo.

Il divieto del fracking in questa citta' della Patagonia e' importante perche' Cinco Saltos sorge nei pressi di "Vaca Muerta" - un nome, una premonizione? -  la piu' grande riserva di shale gas dell'America del Sud.

Vaca Muerta e' presa di mira dalla Chevron e dalla YPF - la compagnia argentina nazionale di idrocarburi e che sta per Yacimientos Petroliferos Fiscales - che proprio qualche giorno prima del divieto hanno preso accordi per andare avanti con le trivelle.


Rio Negro e' in arancio, verso il basso.


Cinco Saltos e' vicina a Neuquen.


La citta' di Cinco Saltos e' preoccupata per l'inquinamento dell'acqua e il rapporto ufficiale per il divieto al fracking dice
“The extraction generates amounts of liquid waste that contain dissolved chemicals. There is no guarantee that these liquids remain contained and are not circulated in the drinking water.

For each perforation, 200,000 cubic metres of water are needed for the hydraulic fracture. Five hundred chemicals are used, among them 17 toxic to aquatic organisms, 38 severely toxic, and eight proven to be carcinogenic. These chemicals mean a total of four tonnes of toxics per well.”

Tutto questo ovviamente non piace a quelli della YPF.  Proprio l'anno scorso il presidente Miguel Galluccio aveva presentato il gran rapporto quinquennale per l'Argentina in cui si parlava di almeno un miliardo di dollari per sperimentare il fracking nel suo paese con l'appoggio del presidente Cristina Fernández de Kirchner.

Ma quelli di Cinco Saltos hanno avuto la meglio. Pablo Domínguez del comitato dell'acqua della regione Comahue che include Cinco Saltos aggiunge

“We are demonstrating that the community can decide what future it wants and how it wishes to live, and not leave those decisions in the hands of the government or corporations.”

Amen.


Saturday, December 22, 2012

Fracking in europa: un questionario


I frack job dell'ENI - ce n'e' uno anche in Italia.



Il link del questionario sul fracking in Europa e' qui.

Il fracking: la Francia e la Bulgaria l'hanno vietato e cosi pure altre regioni d'Europa - come la Cantabria di Spagna o il Lussemburgo.  In Italia, checche' ne dicano i malpensanti, il fracking e' stato gia' eseguito in Toscana dalla Independent Resources e se nessuno fa niente, ci si portera' avanti con questa tecnica.  Come detto, si vuole fare fracking anche in Sardegna e attorno a Siena. In cima invece una slide dell'ENI del 2007 circa, scovata da Betta Sala, con un evento di fratturazione idraulica gia' eseguito, non si sa esattamente dove, ma in Italia.

Sara' la Basilicata? E chi lo sa.

Intanto, l'Europa ora ci riprova e vuole "sentire" la nostra voce.

Diciamo che non sono molto soddisfatta di questo questionario, perche' e' un po come la "Strategia Energetica Nazionale" di Passera. Tante domande, ma il messaggio di fondo e' : cerchiamo di capire come fare per convincere la gente che se ci sono le regole giusto si puo' fare fracking in Europa.

E cosi ci chiedono: se i trivellatori obbediscono a regole che vanno dalla pubblicazione "volontaria" di cosa spareranno nel sottosuolo, fino a programmare un certo numero di metri fra un pozzo all'altro, o se fanno i test sulle cementificazioni o sui rischi geologi, o se minimizzano l'uso di acqua e di sostanze tossiche che inietteranno nel terrreno, o se controllano il rumore e le emissioni in atmosfera, allora saresti favorevole al fracking?

E' una domanda fuorviante, perche' lo sappiamo tutti che quelle cose citate lassu' in alto, nessuno le fara' mai, ammesso che sia possibile farlo.

E poi, che significa minimizzare la monnezza che si mette nel sottosuolo? Quanta monnezza e' accettabile nella tua acqua potabile? Che significa mettere 10, 20, 50 metri fra un pozzo e l'altro, l'aria mica si ferma? E che significa chiedere ai petrolieri di fare una dichiarazione volontaria di cosa spareranno nel sottosuolo? Come insegna la Gabanelli, quelli non sono mica gentiluomini, e a loro interessa una sola cosa: soldi, soldi, soldi. Gli fa un baffo la dichiarazione "volontaria".

E poi ti chiedono: pensi che con il fracking riusciremo a creare lavoro, ad abbassare le bollette, e che ci fara' risparmiare con il gas che arriva dall'estero? Si certo, sulla pelle di tutto l'altro lavoro che invece sara' distrutto, e con i prezzi delle malattie e del paesaggio trivellato.

Come sempre, l'esperienza degli altri dovrebbe essere la migliore maestra: basta solo guardare a cosa e' successo negli USA con il fracking - terremoti, falde inquinate, danni alla salute, all'agricoltura, agli animali, ad intere comunita'.

Come per il pertrolio "normale" ovunque sono arrivati i petrolieri hanno solo lasciato deserto e distruzione e morte dietro, e con il fracking sara' esattamente la stessa cosa.

Spero che ciascuno possa rispondere al questionario sottolineando che non ci servono regole, ci serve un divieto integrale.

Monday, November 19, 2012

Fracking vietato in Lussemburgo



E va bene, e' una nazione molto piccola, ma ugualmente, il principio resta: dopo Francia e Bulgaria in Europa anche il Lussemburgo vieta le operazioni di fracking.

L'annuncio e' stato dato il 14 Novembre, quando il governo del Lussemburgo ha vietato la pratica di estrazione da gas di scisti a causa di preoccupazioni ambientali.

Uno dei rappresentanti parlamentari, a dire il vero, Robert Goebbels, aveva detto che il Lussemburgo poteva anche trarre dei vantaggi dal fracking, specie per l'approviggionamento energetico nel sud del paese, ma la maggior parte dei suoi colleghi e' stata contraria alla proposta.

E cosi', il Ministro dell'Energia Etienne Schneider, ha lui stesso espresso le proprie preoccupazioni sull'ambiente, sommato al fatto che studi indipendenti avevano mostrato che le quantita' di gas in Lussemburgo - localita' Bettembourg e Petange - sono troppo poche, il gas e' troppo vicino alla superficie e pone rischi alle persone.

E voila', vietato.

Hanno aggiunto la clausola che se mai esisteranno metodi sicuri di estrarre shale gas, riapriranno il discorso, ma che al momento i rischi sono troppi e che fare fracking non e' nell'interesse nazionale, specie nell'interesse di portare il Lussemburgo a consumi sempre maggiori di energia verde e sostenibile.

Un discorso logico, intelligente, e basato su fatti e programmazione a lungo termine.

Proprio uguale all'Italia.

L'equivalente del Ministro dell'Energia in Italia sarebbe il Ministro delle Attivita' Produttive, Corrado Passera, che piu' pro trivelle non si puo', sebbene anche il nostro gas sorga in zone densamente abitate-artistiche-sismiche-agricole, come in Lussemburgo, e sebbene sia scarso in quantita' e qualita', come in Lussemburgo.

Ma in Italia sul fracking non fiata mosca, sebbene ci siano gia' proposte di farlo in Toscana ed in Sardegna.

Nel nostro paese gli studi INDIPENDENTI non esistono, il fracking neppure, le discussioni in aula neanche, se non per avvallare il si, sempre e comunque.

Evviva l'Italia - come il Lussemburgo, come la Francia, come la Bulgaria? Ma non sia mai!


Friday, August 24, 2012

Il fracking bannato dallo stato di Victoria, Australia






E cosi anche lo stato di Victoria, nell'Australia meridionale ha messo il freno al fracking. Anche lo stato del New South Wales d'Australia ha una moratoria simile.

In Australia il tipo di gas esistente e per cui si vuole usare il fracking e' detto Coal Seam Gas.

L'industria del petrolio dice che in Australia vi siano enormi riserve di questo Coal Seam Gas e che il loro sfruttamento  sara' qualcosa di semi-miracoloso: investimenti, contratti, lavoro, in tutta l'Australia. Gioia e prosperita' per tutti.

I lavori sono gia' partiti nel nord del paese, in particolare nel Queensland.

Si parla di 40,000 pozzi da fraccare, 300 giga-litri di acqua consumata, 31 milioni di rifiiuti petroliferi di scarto ed enormi emissioni di gas tossici in atmosfera in tutto il paese.

Questo per capire la portata dei progetti.

Ma Victoria e New South Wales hanno detto no. Ovviamente la Societa' Australiana di produzione ed esplorazione di petrolio dice che questa decisone dara' "il messaggio sbagliato agli investitori".


In realta' lo stato di Victoria non ha ancora visto operazioni in grande scala ed ha posto la moratoria temporanea in via preventiva. 

Come dire: fermiamoli adesso prima che sia troppo tardi. Prima che arrivino lobbisti e con loro soldi e corruzione. E cosi' e stato, cosi' neanche ci si pensa, per ora, a far fracking in quella zona.

Ma poi cos'e' questo Coal Seam Gas? e perche' ci interessa fa vicino in Italia?  Beh, il Coal Seam Gas e' quello che in altre parti del mondo si chiama Coal Bed Methane, e di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog come "il fratello cattivo del fracking" normale.

E non e' una definzione mia.

E' quello che in Italia la Independent Resources vuole tirare fuori a Grosseto, e la Carbosulcis in Sardegna.

In Austrialia lo bannano in maniera preventiva, in Italia non fiata una mosca sul fracking, neanche a pagarla.

I politici non sanno neanche cosa sia, Passera, Monti sono li che cercano di propinarci trivelle, pozzi, stoccaggio e rigassificatori, che differenza puo' fare l'aggiunta dell'ingrediente fracking? Non gli fa un baffo.

Per loro e' tutto uguale e basta solo che porti PIL.

E invece saremmo ancora in tempo - siamo agli inizi e tanto si puo fare a livello mediatico, a livello di pressione popolare e a livello legislativo *preventivamente* prima che la gente scopra di avere acqua inquinata nelle case.

Che ne so, vogliamo fare che la Toscana e la Sardegna sono le prime regioni italiana a legislare che qui non si fa fracking? E questo, come dovrebbe essere sempre e in maniera intelligente, per fermare speculatori ed inquinatori prima, finche' siamo in tempo, e non quando i buchi e i disastri sono stati gia' fatti.

Proprio come a Victoria che il fracking non ancora ce l'ha ma che lo bandisce lo stesso.

In Italia e' la Basilicata che insegna: 20 anni fa quando forse c'erano margini migliori per lavorare, non si oppose quasi nessuno alla petrolizzazione sebbene fosse tutto, tutto gia' noto. Oggi hanno il 70% del territorio coperto da permessi trivellanti e sono la regione piu' povera d'Italia, con l'ENI che sghignazza correndo sulla via della banca piu' vicina.