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Monday, February 9, 2015

Russia: scoppio di impianto petrolifero con sei morti



Succede a Salekhard, lungo la penisola dello Yamal in Siberia. 

Scoppia uno stabilimento di legno nella concessione Severo-Purovskoye, stazione petrolifera della Transneft, e sono morti sei cittadini serbi che li lavoravano. Si pensa che la causa sia stata un corto circuito.

I corpi sono totalmente carbonizzati e ci vorra' l'analisi del DNA per identificare i loro corpi.

840 metri quadrati, diciannove pompieri per spegnere tutto.

Non si sa molto di piu'  - qui il comunicato ufficiale della TASS, l'agenzia di stampa russa.

I serbi attendono un "telegramma ufficiale" dei russi con i nomi dei morti e degli altri feriti.


Wednesday, July 3, 2013

L'ENI e la salute del policlinico Gemelli



Che dire. Non sanno piu' dove andare a parare per pulirsi la reputazione. Dopo avere inquinato a piu' non posso, e dopo avere scomodato Jovanotti, Rocco Papaleoe pure Caravaggio, ora l'ENI passa al Policlinico Gemelli di Roma.

Infatti, la nostra beneamata e' una delle partners di Gemelli Insieme, un progetto "outdoor", cioe' all'aria aperta, che e' dedicato ai Romani per "la prevenzione alla salute".

Della serie: venite da noi che respiriamo aria buona!!!

Dicono infatti, quelli dell'ENI, che la salute e la sicurezza dei loro dipendendenti e della collettivita' sono "obiettivi primari" per loro, durante lo svolgimento delle loro attivita'. Mah, io, a naso direi che il loro obiettivo primario e' il portafoglio, e che tutto il resto sono dettagli.

Dicono anche che "l'azienda adotta propri programmi per evitare e diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrita' dell'ambiente esterno".

Ma.. per ambiente esterno si includono i siti inquinati di interesse nazionale che portano la firma ENI o loro filiali?? Per ambiente di esterno si intende l'aria fetida del centro oli di Viggiano?

Secondo la pubblicita' ogni azione dell'ENI e' "caratterizzata dal forte impegno per lo sviluppo sostenibile, valorizzare le persone, contributire allo sviluppo e al benessere delle comunita' nelle quali opera, rispettare l'ambiente, investire nell'innovazione tecnica, perseguire l'efficenza energetica e mitigare i rischi del cambiamento climatico."

Mmh. Gli manca solo l'aureola! Che andassero a dire queste cose a Gela, Porto Torres, Marghera, Manfredonia, Priolo, Viggiano, eh?

Dicono anche che faranno 5 tappe tematiche di prevenzione medica in altrettanti municipi del Comune di Roma e che il tutto durera' un anno con gran finale niente di meno che in Vaticano, alle presenza delle maggiori istituzioni governative e locali con un concerto in Sala Nervi e una cena di gala negli spazi dei Musei Vaticani.

L'ENI ed il Gemelli inoltre,  faranno "il punto sui risultati della ricerca medica" con iniziative e convegni scientifici promossi con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.

Parleranno anche dei danni alla salute collegati agli idrocarburi?  Parleranno dei bimbi che nascono deformi a Gela? Di quelli con i danni al DNA a Sarroch?

Caro Scaroni: di sostenbile nel fossile non c'e' niente di niente, e tutta la propaganda di cui sopra fa veramente ridere. Capisce che e' il suo core business, proprio alla radice, ad essere sbagliato  e non c'e' propaganda che cambiera' tutto questo perche' vi chiamate idrocarburi, e non margherite.



Saturday, October 2, 2010

Scoppio BP e conseguenze




Nessuno sa esattamente quali saranno le conseguenze dello scoppio del pozzo BP in Louisiana a lungo termine, occorrera' monitorare e seguire l'evoluzione dell'ambiente, e della vita umana e acquatica. Ma di certo, quale che sia sono tutti concordi nel dire che il prezo da pagare sara' alto. E' sempre cosi.

Gia' le prime analisi indipendenti rivelano che le concentrazioni di idrocarburi policicilici aromatici sono saltate di un fattore 40 fra Maggio e Giugno 2010. Un fattore 40 in un mese!

Il professor Kim Anderson inizio' a prendere campioni di acqua subito dopo lo scoppio e vide questo innalzamento spaventoso dei valori, che persiste anche adesso dopo che il buco e' stato tappato.

Alcuni di questi idrocarburi policiclici aromatici non sono tossici, altri possono anche essere gravemente cancerogeni, mutagenici (ti cambiano il DNA) e teragenici (causano danni ai nascituri). Il prof. Anderson ha rilevato aumenti di tutti i tipi di questi IPA - PAH in inglese - sia di quelli innocui che di quelli inquinanti.

Le agenzie governative - guarda caso- dicono invece che va tutto bene.

Allora, facciamo un passo indietro. Gia' nel 2002 ci fu uno scoppio in Spagna, in Galizia, l'affondamento della petroliera Prestige che causo' il rilascio di 80 milioni di litri di petrolio e che inquino' le coste per mesi.

Modalit'a diverse rispetto alla BP ma pur sempre una vasta marea nera e decine e decine di persone impegnate nella pulizia.

Dopo un anno dall'incidente gli studi dell'Universita' de La Coruna mostrarono che a causa del petrolio della Prestige, pesci, crostacei e polipi avevano alti livelli di questi idrocarburi aromatici policiclici. Gli IPA si erano disciolti in mare e si calcolo' che la vita marina sarebbe stata impattata dagli scarichi per almeno 10 anni e che tutta la catena alimentare ne avrebbe risentito, dal plankton all'uomo. Ancora adesso si consiglia ancora di non mangiare pesce della Galizia.

E l'uomo? Come fa l'uomo a restare immune da tutto cio'?

Siamo allora all agosto di quest'anno: dopo otto anni i pescatori spagnoli che avevano partecipato alle operazioni di bonifica della marea nera della Prestige presentano oggi problemi di salute gravi ai polmoni e mutazioni del DNA.

Lo studio dal titolo Health Changes in Fishermen 2 Years After Clean-up of the Prestige Oil Spill
e pubblicato sulla rivista fisiologica Annals of Internal Medicine afferma che

Participation in clean-up of a major oil spill was associated with persistent respiratory symptoms, elevated markers of airway injury in breath condensate, and chromosomal damage.

The risk for elevated levels of exhaled 8-isoprostane, vascular endothelial growth factor, basic fibroblast growth factor and structural chromosomal alterations seemed to increase with intensity of exposure to clean-up work.

Come sempre e' difficile dire con assoluta certezza se quelle mutazioni siano dovute al contatto con il petrolio e con le altre sostanze inquinanti - sono passati anni, e tanti possono essere i fattori che portano a malattie o a deformazioni varie. Pero' l'articolo afferma anche che "l'esposizione a sedimenti di petrolio, anche per un breve periodo, può avere degli effetti negativi sulla salute" e che dunque non e' da escludere, ed anzi e' molto probabile, che quelle malattie siano venute per colpa del petrolio e degli inquinanti.

Intanto a Genova, nel 2008, diciotto anni dopo lo scoppio della petroliera Haven - il piu' grande incidente petrolifero del Mediterranneo dove morirono 5 persone e per cui non ci furono maicolpevoli - stavano ancora bonficando la zona e oltre 100 tonnellate di petrolio che giacevano li indisturbati da anni.

Oil spills are forever.

Fonti: PonenteVarrazzino

Monday, May 18, 2009

Moratti: l'Inter e i morti di Sarroch


Abbiami gia' parlato su questo blog della raffineria Saras che sorge in provincia di Cagliari, in una cittadina di nome Sarroch. La Saras e' di proprieta' di Massimo e Gianfranco Moratti, che in questi giorni sono un po' piu' felici perche' l'Inter ha vinto lo scudetto.

I post sono qui, qui e qui. Peccato che parte dei fondi con cui i Moratti finanziano i loro acquisti di calciatori provengono da questo stabilimento di morte dove non vengono fatte migliorie da anni. Anche qua, pecunia non olet.

Il regista sardo-leccese, Massimiliano Mazzotta ha realizzato un film di un ora circa in cui mostra come si vive a Sarroch. Il trailer di OIL e' riportato alla fine di questo post. Mazzotta se l'e' autoprodotto e cerca di sensibilizzare il piu' possibile il resto d'Italia sulle schifezze che l'elegante famiglia Moratti fa in Sardegna da anni, nel silenzio generale. Mutazioni del DNA, pesci con due teste, gente di trenta o quaranta anni che muore di tumori e leucemie senza aver mai fumato e senza particolari storie di cancro in famiglia.

Venerdi' 15 Maggio questo filmato doveva essere proiettato da una associazione studentesca a Cagliari, chiamata Pesa.

Gli avvocati Saras ANGELO LUMINOSO e GUIDO CHIESA MIGLIOR hanno pero' chiesto in via urgente di sequestrare il filmato, una condanna per Mazzotta, il risarcimento dei danni e la restituzione di materiale utilizzato per la produzione del film.

I rappresentanti dei due fratelli Moratti dicono che si devono eliminare dal film le immagini dei funerali di un operaio di 31 anni che lavorava vicino alla Saras, perche' sono alternate a quelle di Massimo Moratti che sorride. Dicono anche che i quattro dirigenti che hanno accettato di parlare dell’impianto di Sarroch davanti alla telecamera non hanno dato il loro assenso per iscritto. Infine, dicono che non e' censura ma una contromossa legale per limitare i danni d’immagine che il documentario potrebbe provocare.

Danno d'immagine, eh? E i danni della salute di chi e' costretto a respirare fumi di idrogeno solforato tutti i santi giorni? So che loro diranno che e' tutto a norma di legge, ma le norme di legge in Italia non sono minimamente fatte per proteggere le persone, non quando l'OMS dice 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e la legge Italiana lascia ai petrolieri emettere 30ppm!

Per ora il giudice non ha rilevato alcun contenuto diffamatorio e Mazzotta continua a proiettare il suo filmato. In precedenza pero' OIL e' stato censurato da Sky: gli avevano detto che lo avrebbero proiettato in alcune date ben precise e poi il filmato non e' mai andato in onda, senza spiegazioni, senza rimandi ad altre date.

Sky appartiene all'australiano Rupert Murdock. Letizia Moratti per un anno e' stata l'amministratore delegato della Sky Europa, nel 1999. Non so se le due cose possano essere collegate, ma di certo alla famiglia Moratti non mancano modi per arrivare a Sky.

La storia si ripete - appena il cittadino medio si risveglia dal suo torpore, parte l'impeterrita macchina delle multinazionali, che ti devono schiacciare con tutta la loro potenza. I Moratti contro un giovane regista in Sardegna, l'ENI che si mette sotto casa dei contadini in Abruzzo per intimidirli a vendergli le terre.

Come il decreto legge 1195 di ieri, come le mille altre denuncie che abbiamo fatto in questi mesi, nessuno si scandalizzera' mai della storia di Mazzotta, che vincano o che non vincano i Moratti.

Il bello e' che Mazzotta nemmeno chiede che la Saras venga chiusa ma solo che

le misure di sicurezza della pratica quotidiana, che impediscono alla più grande raffineria d’Europa o meglio al grande polo petrolchimico del sud ovest della Sardegna, di inquinare meno, produrre meno tumori e meno malattie respiratorie, essere in grado, anche attraverso strutture sanitarie adeguate - da tempo si parla di costruire un piccolo ospedale - di monitorare la salute di operai e abitanti.

Si tratta solamente di buonsenso, di amore per il tuo prossimo, di voler fare il bene per i piu' deboli. Tutto questo da parte di una delle famiglie piu' ricche d'Italia. Penso ai ricchi americani,
Bill Gates, William Buffett, Eli Broad della generazione attuale: tutta gente che alla fine della propria carriera ha regalato i propri soldi per il bene della collettivita' ad associazioni benevole. In Italia i Moratti non possono neppure ammodernizzare la loro raffineria. Neanche questo. Devono risparmiare fino all'ultima lira sulla pelle della gente.

A volte mi sembra che questo paese non abbia piu' speranze, dai troppi egoismi individuali alla grettezza della quasi totalita' della classe politica. E' l'amore che ci manca.



Fonti: La nuova Sardegna, La nuova Sardegna 2

Wednesday, October 22, 2008

L'ENI a Taranto


In questi giorni sul Corriere della Sera ed alte testate giornalistiche si e' parlato dei veleni dell'area industriale di Taranto. Il caso piu' emblematico e' quello del bambino tredicenne che ha un tumore al rinofaringe, che si trova dietro al naso di ciascuno, e che e' un tumore tipico dei fumatori incalliti. Nella letteratura medica non ci sono casi di tumori di questo genere in eta' cosi giovane.

Taranto e' la citta' piu inquinata d'Italia e d'Europa. A Taranto viene prodotto il 90% della diossina italiana e il 9% di quella europea. I livelli di diossina sono tre volte quelli di Seveso. Negli scorsi anni leucemie, mielomi e linfomi, tutte forme tumorali, sono aumentate anche del 40%. Se si guarda un po piu indietro, dal 1971 ad oggi, i tumori sono aumentati del 100%. I danni sono dovuti alla diossina, che viene respirato dalla popolazione. Tutti si possono ammalare, ma in particolar modo le mamme hanno la tendenza a generare figli con il DNA danneggiato. Questi danni al DNA portano alla comparsa di cellule impazzite e masse tumorali. I danni "genotossici", in cui alterazioni al DNA portano ai tumori, non solo prerogativa solo della diossina, ma anche di molte altre sostanze inquinanti e di loro possibili miscele. Qui c'e' un documento dove si evidenzia che anche l'idrogeno solforato causa danni genotossici al colon delle persone.

Ma torniamo a Taranto. Pensate dove siamo arrivati: a Taranto ci abitano le cinque persone con i piu' alti tassi di diossina nel sangue del MONDO intero, piu' delle citta' inquinate della Cina o della Russia. Alle mamme viene consigliato di non allattare troppo i figli, vengono abbattute le pecore che, ignare, hanno mangiato l'erba inquinata e sono malate e deformi, i prodotti alimentari sono tutti contaminati, e gli effetti devastanti del polo industriale di Taranto si sentono per un raggio di almeno dieci chilometri. Un'area di trecento chilometri quadrati.

Come per l'idrogeno solforato, i limiti legali italiani fanno ridere. L'Europa fissa il livello massimo tollerabile a 0.4 nanogrammi per metrocubo (un nanogrammo e' 0.000000001 grammi). In Germania il limite e' 0.1 nanogrammi per metrocubo. In Italia?
Da noi, lo stesso limite e' di 100 nanogrammi per metrobubo, cioe' mille volte di piu che in Germania!

Di chi e' la colpa di tutto questo scempio, oltre che dei legislatori che non impongono limiti piu severi e che non li fanno rispettare? Sicuramente il primo premio va all'ILVA di Taranto, che dal 1970 produce lamine di metallo. Per piu' di venti anni e' stata una ditta pubblica, nel 1995 e' stata acquistata dal gruppo RIVA. Sul loro sito web e' un po difficile scovare che sono proprio loro i proprietari dell'ILVA. Forse, poverini un po si vergognano.
Occorre andare sotto Rivagroup profile. Il capo e' tale Emilio Riva, e sul sito web pare che ci tenga a vantare che tutti i suoi figli lavorano con lui:

"The leadership of the group is in the hands of founder and current president Emilio Riva, his sons Fabio, Claudio, Daniele and his nephews Cesare and Angelo Riva, filling key managerial positions.
"

Un affare di famiglia. Chissa se pure loro vivono a Taranto e se ne respirano l'aria. Il gruppo Riva fra l'altro e' anche uno dei sedici membri della cordata CAI che dovrebbe comprare l'Alitalia. Il sito web non lo dice ma la Gazzetta del mezzogiorno si: sotto la gestione del gruppo Riva all'Ilva si sono registrate decine di morti sul lavoro, emissioni a tutto spiano, e tutta la bella lista di cui sopra di malattie e deformita'. A Taranto il cielo non e' mai blu, le macchine si arruginiscono subito a causa della forte acidita' dell'aria. I magnanimi signori Riva pero', invece di aggiornare il loro stabilimento con tecnologie piu' moderne ad anti-inquinamento hanno deciso di sponsorizzare una delicata associazione di tiro al volo, una "vera fabbrica di campioni del tiro al sugello" come si dice. Per dare una immagine positiva di Taranto.

Ma l'ILVA non e' sola. A Taranto c'e' pure un cementificio e la nostra amica ENI che opera una raffineria di petrolio ed una centrale elettrica. Cioe' a Taranto non le manca niente. Ecco cosa dice l'ENI riguardo ai rapporti con il teritorio:

"L’intero polo di raffinazione ha costruito nel tempo un rapporto di intensa condivisione e coinvolgimento con i dipendenti. Grande rilevanza viene data alla socializzazione da parte della direzione, a tutto il personale, dei risultati operativi e di sicurezza/ambiente, in occasione di incontri dedicati alla divulgazione delle performance dello Stabilimento. Grazie all’applicazione di un modello gestionale specifico, presso lo Stabilimento viene incoraggiato il lavoro di gruppo e la partecipazione attiva dei lavoratori al miglioramento delle attività aziendali. Questo modello di lavoro ha favorito lo sviluppo di associazioni di dopolavoro molto attive che organizzano con crescente successo iniziative di incontro, in particolare sportive, fra i dipendenti del polo di raffinazione."

Cioe' tutte queste parole per non dire nulla. Gli piace lo sport e ogni tanto fanno dei meeting per la sicurezza e l'ambiente. Si ma di concreto?

Di concreto c'e' che continuano a riversare sostanze tossiche nell'ambiente, e che le fumate nere dalla raffineria si susseguono a cadenza regolare. Le fiamme aumentano sempre di notte, specie fra le due e le tre del mattino quando la gente dorme. Ai cittadini, come sempre l'ENI non dice niente. Le ultime fiammate nere si registrarono il 24 settembre e 6 ottobre 2008, qualche giorno fa, si dice per problemi tecnici. Loro hanno problemi tecnici, e la gente respira veleni.

E siccome non si e' mai contenti ci sono nuovi progetti per RADDOPPIARE la raffineria di Taranto e con essa emissioni ed inquinanti. Oltre al raddoppio c'e' anche il progetto di un rigassificatore.

Il ministro Prestigiacomo dice che va tutto bene e che i dati in possesso del governo non giustificano alcun intervento restrittivo. L'ILVA, l'ENI il cementificio possono continuare ad operare indistrurbati. Cioe' una mano lava l'altra. Io ti do i soldi per l'Alitalia, tu mi fai inquinare. Io vado a piangere all'Unione Europea che Kyoto e' troppo restrittiva e tu mi lasci uccidere la gente.

Non va bene. Il progetto di Ortona, per ora, e' piu' piccolo di Taranto naturalmente. Ma queste cose crescono in maniera incontrollata una volta che si installano sul territorio. Dobbiamo dire di no, non solo alla raffineria di Ortona di per se, ma anche per cio' che potrebbe sorgere sulla scia della raffineria nel corso dei decenni. Non e' questo lo sviluppo di cui abbiamo bisogno.

Monday, August 11, 2008

L'Italia e i tumori dei bambini



L'Associazione Italiana Registro Tumori, detta AIRTUM, ha stilato il rapporto annuale su "Tumori infantili, incidenza, sopravvivenza, andamenti temporali". Il report e' stato pubblicato il 24 luglio 2008. Da questo documento emerge come in Italia l'incidenza tumorale nei bambini e nei ragazzi sia la piu' alta d'Europa: 175 casi per milione all'anno per bambini fra i 0 e 14 anni e 270 casi per milione all'anno per i ragazzi fra i 15 e i 19 anni.

Negli Stati Uniti, lo stesso tasso per i ragazzi al di sotto dei 20 anni e' di 158 casi per milione, in Europa 140, in Germania 141, in Francia 138. Cioe' siamo il paese nel mondo occidentale con piu' alta incidenza di tumori giovanili ed infantili. I dati sono in crescita e nel nostro paese ci si aspetta che la salita verso l'alto continuera'. Fra i tumori piu' comuni: leucemie, linfomi, tumori del sistema nervoso.

Mi sono allora chiesta se questi aumenti di tumore potessero avere una componente genetica, o se invece i fattori fossero ambientali. I tumori, quasi sempre, nascono grazie a danni al DNA che invia segnali sbagliati alle cellule. Queste impazziscono e iniziano proliferare senza freno, dando origine alle masse tumorali. Alcune persone hanno di natura il DNA piu' sensibile, ed altri meno. E' per questo che, per esempio, alcune persone che fumano molto sviluppano i tumori con minori probabilita' di chi fuma di meno. Questo e' quello che scopro:

I tassi di tumori nei bambini tendono ad aumentare solo nei paesi industrializzati. Facendo degli studi su coppie di gemelli identici, solo i tumori alla retina compaiono con una certa frequenza ad entrambi i gemelli. Queste osservazioni portano alla conclusione che fattori genetici sono molto meno rilevanti che fattori ambientali. I geni non cambiano cosi repentinamente e solo per gli occidentali e se la componente genetica fosse elevata, ci sarebbero molti piu' casi di gemelli entrambi malati di tumore, invece che uno solo.

Fra le cause ambientali: respiro di pesticidi, solventi, fumo di sigaretta dei genitori, radiazioni, scarichi di sostanze gassose nell'aria, anche prima del concepimento dei bimbi e durante la fase di gestazione. Molte di queste sostanze a rischio hanno la capacita' di attraversare indisturbati attraverso la placenta. Fra i fattori a rischio c'e' anche vivere vicino alle raffinerie di petrolio. In particolare, uno degli studi piu dettagliati, fatto su 20,000 bambini inglesi, ha messo chiaramente in luce come vivere vicino alle raffinerie di petrolio causi un aumento di leucemie e di tumori in generale.

E qui torno alle cifre: perche' in Italia i bambini con i tumori sono quasi il doppio che nel resto d'Europa? Fra le tante possibilita', certo, una da non sottovalutare e' proprio l'esposizione a fattori ambientali nocivi. Esiste secondo me, almeno il SOSPETTO, che l'industria petrolifera (ma non solo!) possa causare danni ai piu' deboli, a dei bambini che non sono neanche ancora nati. I numeri sono statistiche, e spesso non riescono a farci capire veramente il problema. Ma proviamo ad immaginare cosa significhi per un genitore scoprire che il proprio figlio ha una malattia incurabile. E' una cosa che non augurerei a nessuno. Io non ce li ho i figli, eppure gia' mi rabbrividisce la pelle. Non e' giusto. Lo dico e lo ripeto ancora, noi in Abruzzo, che pure abbiamo gia' i nostri tanti guai ambientali, abbiamo ancora modo per evitare quel nuovo tassello di morte che sara' la raffineria di Ortona.

Continuiamo a lottare.