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Wednesday, February 9, 2011

Gli "inviti" di Rainone - part 2




** Comunicato Stampa **

Compare oggi sulla stampa una comunicazione da parte di Mario Rainone sulla tavola rotonda organizzata a Chieti in data 18 Febbraio 2011 per riaprire il capitolo petrolio in Abruzzo.

Il professor Rainone afferma di avermi inclusa nella rosa dei partecipanti.

Ci tengo a sottolineare che il programma iniziale, circolato in gran segreto, non prevedeva affatto la mia partecipazione.

Solo quando l'organizzazione del convegno e' stata resa pubblica dal comunicato da me circolato in data 7 Febbraio 2011, il professor Rainone si e' affrettato a modificare il programma includendomi nella rosa degli invitati, dieci giorni prima del convegno.

Come sa la maggior parte degli Abruzzesi, vivo a Los Angeles, a circa 15 ore di volo dall'Italia e ho un calendario fitto di impegni. E' ridicolo pensare che io possa essere a Chieti con dieci giorni di pre-avviso. Allo stesso modo e' ridicolo cambiare le carte in tavola dopo essere stati scoperti a organizzare convegni poco trasparenti,
e dove a relazionare sono persone che hanno legami diretti o indiretti con l'industria del petrolio.

Non mi sono mai sottratta al dibattito con i petrolieri - ho dibattuto i piu' alti vertici ENI all'Universita' di Pescara durante l'estate del 2008. Erano venuti da Milano, Pisa e Londra, e nessuno, nemmeno l'ENI, ha saputo confutare l'enorme abbondanza di dati da tutto il mondo che mostrano gli effetti nefasti delle trivellazioni petrolifere per chi ci vive vicino. A conferma di questo, l'ENI declino' di partecipare a qualsiasi altro dibattito organizzato successivamente in cui ero presente, e questo in Abruzzo, ma anche in Veneto, Lombardia e Basilicata.

Le prove di quanto dico sono tutte qui


Al tempo di internet, la verita' non si puo' nascondere.


MRD

10 comments:

davide said...

svergognati, o meglio,
cornuti e mazziati!
cvd

Anonymous said...

se non organizzano nemmeno un "convegno" in modo trasparente e onesto, figuriamoci se possiamo credergli quando dicono che portano lavoro e benessere !

Assunta said...

Questi scienziati furbastri si confrontano tra di loro perchè sanno che avrebbero fatto una figuraccia con la presenza della controparte.
Consiglio a questi scienziati di studiare per prima cosa il galateo, gli inviti non si fanno nè per ripiego, nè pochi giorni prima dell'evento.
Al convegno a Pescara con l'Eni i petrolieri e i loro seguaci se ne sono andati con la coda in mezzo alle gambe.
Mi consola il fatto che siamo quasi a Carnevale e ogni "scherzo" vale!!!!!
Il 18 andrò anch'io a "divertirmi" a Chieti, nel vero senso della parola.

Anonymous said...

God thanks.
You send in our strange country an angel called Maria Rita.
Protect her from these corrupts men and give her all energy she need.

wanadobee said...

Assange sull'Italia:

Cos’altro emerge sul nostro paese?
“Tra i cables ce ne sono molti che parlano della corruzione in Italia, delle grandi compagnie. Ne sono in arrivo molti sul vostro Paese. Soprattutto sull’Eni che è il grimaldello che l’Italia usa per entrare in vari paesi del mondo. Come per esempio in Kyrgyzstan dove c’è un forte legame basato sulla corruzione tra l’Eni e i politici locali. L’Eni è la vera grande azienda corrotta italiana”.

Anonymous said...

Che non ti abbiano invitata è uno scandalo. Saranno presenti comunque Legambiente e WWF. Andiamo a vedere cosa dicono.

antonio said...

giusto per farvi un po riflettere, sotto trovate le news dei ns cugini lucani che invece di fare guerra a prescindere cercano di trovare la giusta strada per lo svilupo sostenibile. Se mi garantite che da domani tutti smettere di utilizzare tutto quello che deriva dalla risorsa energetica fossile possiamo continuare a parlarne.
Altrimenti siamo falsi più dei petrolieri.

Governo e Basilicata predispongono un tavolo tecnico sull’estrazione del petrolio

Potenza, 7 febbraio – Prove tecniche di intesa tra Regione Basilicata e Governo, che indicheranno a breve i loro rappresentanti ad un tavolo tecnico sull’estrazione del petrolio presente nei giacimenti lucani in Val d’Agri e nella zona del Sauro, che definirà "una prima bozza di intesa e un quadro di possibili interventi da sottoporre alla successiva approvazione del tavolo istituzionale", come segnato una nota della Giunta regionale.
L’intesa istituzionale diventerà "il passaggio principe di un processo che dovrà poi coinvolgere le compagnie petrolifere interessate da attività estrattive in Basilicata - prosegue la nota -. Accanto all’opera della Regione, oltre al ruolo del Governo, essenziale sotto il profilo programmatorio, progettuale e finanziario, anche questi grandi gruppi mondiali dell’energia saranno chiamati a contribuire a questa fase di impegno straordinario per la Basilicata".
Obiettivo del tavolo è di rinnovare le intese sui programmi di sviluppo petrolifero. Ciò che si ipotizza però è un ruolo più strategico della Basilicata che non sia solo il luogo di giacimenti estrattivi ma si configuri come polo dell’eccellenza energetica, con la localizzazione in regione di aziende all’avanguardia nel settore e di centri di formazione di livello mondiale.
Da parte dell’esecutivo, il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia ha annunciato la disponibilità per un piano straordinario a favore dell’occupazione e delle infrastrutture definito congiuntamente in una bozza di intesa che sarà pronta già nelle prossime settimane.
In Basilicata i due grandi giacimenti petroliferi in Val d’Agri e nell’Alta Valle del Sauro rappresentano la gran parte delle estrazioni petrolifere nazionali. In particolare, ricorda la Regione Basilicata, quello della Val d’Agri "è il più grande giacimento petrolifero dell’Europa continentale, e garantisce all’Italia oltre l’80% della produzione nazionale di greggio coprendo circa il 6% del fabbisogno nazionale".
L’entrata in esercizio tra quattro anni di Tempa Rossa "dovrebbe portare un incremento del 40% della produzione petrolifera nazionale con un’ulteriore riduzione della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico". Ma questo patrimonio potrebbe essere ulteriormente incrementato con ulteriori importanti potenzialità di sviluppo del bacino della Val d’Agri.

Anonymous said...

Abruzzesi chiedete un rinvio.MARIA RITA DEVE ESSERCI. RAINONE TI DEVI CONFRONTARE,IF YOU ARE A MAN

Donata said...

Cercano di trivellare ulteriormente i parchi della Basilicata. Per questo motivo hanno coinvolto anche alcune associazioni ambientaliste, come ad esempio il WWF (vedasi progetti turistici finanziati dal POV Val d'Agri con le royalties del petrolio)su una presunta azione di biomonitoraggio che però nessuno conosce e non si sa quale effetto abbia sortito, che hanno preso parte ad incontri con l'Università della Basilicata per "dimostrare" presunte compatibilità tra le trivelle, oleodotti e centri olio con le aree protette, mentre sull'inquinamento delle sorgenti e corsi d'acqua nelle aree nelle aree delle estrazione c'è silenzio, con l'Ente Parco Val d'Agri che non muove un dito per frenare l'invadenza delle trivelle. Oltre Eni anche Total segue la stessa strada di coinvolgimento di certa parte del mondo accademico (vedasi di recente alcuni docenti dell'Università di Firenze impegnati nella VIA per il giacimento Total della Concessione Gorgoglione e nuovo Centro Olio di Corleto Perticara). E' chiaro che hanno interesse a trivellare anche in Abruzzo e mettono in campo le armi della persuasione del mondo accsdemico e di quello dell'associazionismo...a cui é facile pensare seguirà anche la corruzione se ve ne sarà bisogno (vedasi inchiesta Totalgate in Basilicata). La realtà in Basilicata non é affatto quella del commento di tale "Antonio" che spaccia alcune le "tesi dei cugini lucani" come veritiere. Invitiamo gli amici abriuzzesi a farci visita. Potremo mostrare quello che potrebbe accadere all'Abruzzo petrolizzato.

Antonio Bavusi
Ola - Organizzazione Lucana Ambientalista

Viler said...

i nostri cugini lucani?
l'infero petrolifero lucano lo stiamo combattendo da anni! Invito lo spudorato sig. Antonio nel farsi una camminata nel Black Hell (inferno nero) lucano.
Ci sono poi personaggi che spalleggiano ENI e compari con iniziative come quella del progetto AgroBioDiversty in cui il WWF con soldi delle royaties del petrolio sporco si riempie la bocca di biodiversità. Una vergogna inaudita!
Abruzzesi, diffidate da chi propina lo sviluppo sostenibile dal petrolio (il sangue del diavolo) perchè vi stanno solo ingannando!