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Saturday, November 1, 2014

Realacci presidente onorario di Legambiente: perche' hai votato si?


Ermete con le sue competenze e la grande esperienza 
acquisita in tanti anni di importanti battaglie ambientali 
condotte alla guida di Legambiente, è la miglior garanzia perché questo Parlamento 
sappia raccogliere le tante nuove sensibilità ambientali presenti e sappia 
imprimere quella svolta che milioni di cittadini si attendono
 nella qualità della loro vita, nelle prospettive di nuovo lavoro, 
nella creazione di nuova bellezza nelle città come nelle aree meno urbanizzate, 
nel rispetto della legalità ovunque. 
Siamo certi che con la sua intelligenza e la sua tenacia saprà 
far valere le ragioni dell’ambiente e di un sano sviluppo del territorio.
che ha votato si allo Sblocca Italia, 7 Maggio 2013


Sono sempre convinta che le battaglie per la difesa del territorio hanno successo quando ad essere coinvolti sono i cittadini in prima persona, e quando questi sono informati, tanti, arrabbiati e intelligenti.

E quindi che si chiami comitato, o associazione, o movimento, o non si chiami niente, non fa differenza. L’importante è che tutti si lavori verso lo stesso obiettivo, ciascuno con i propri talenti ed il proprio tempo e nel rispetto di ciascuno. Non a caso le vittorie più belle in Italia sono arrivate quando è stato dal basso che ci si è organizzati, in Sardegna, in Abruzzo, in Lombardia e quando tutti hanno lavorato costruttivamente.

Questo non vuol dire che associazioni con dei nomi importanti non siano di rilievo. Anche se spesso arrivano in ritardo, quando già le criticità sono note a livello locale, possono fare molto in termini di sensibilizzazione, da amplificatore mediatico e per influenzare le scelte politiche a livello nazionale.

Ed è per questo che non capisco Legambiente.

In questi mesi e settimane sono stati molteplici i comunicati di questa associazione contro lo Sblocca Italia – spesso attingendo ed ispirandosi a materiale e fonti che diciamo, sono venuti altrove. Ad esempio, qui chiedono l’abrogazione dell’articolo 38 del decreto Sblocca Italia.

Qui invece il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, durante un presidio a Montecitorio contro lo Sblocca Italia lo definisce un “decreto antiambientale, vecchio e pericoloso” aggiungendo che il decreto e’ “carico di interventi sbagliati, all’opposto del sostegno ad un’economia circolare e low carbon” e che lo Sblocca Italia ripropone un’Italia “vecchia, incapace di stare al passo con i tempi, che si limita a fare “tana libera tutti” contro i lacci e lacciuoli, che imbriglierebbero il sistema”.

Anche a livello europeo hanno avuto dure parole di critica al governo che ha mostrato “scarsa capacità di leadership e volontà politica di investire nello sviluppo di un’economia europea a basse emissioni di carbonio cedendo alla lobby del fossilein occasione del Consiglio Europeo su Clima e Energia svoltosi a Bruxelles durante l’ultima settimana di Ottobre.

Ma allora, perché il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci del PD, presidente della VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati ha votato a favore dello Sblocca Italia? L’ha fatto due volte, il 23 ottobre 2014, quando c’è stato il voto alla fiducia sul governo e poi il 30 ottobre 2014 quando c’è stato il voto finale.

Come si conciliano le parole del presidente Cogliati Dezza contro lo Sblocca Italia con il voto del presidente onorario Realacci? Non è un controsenso?

Notare che sebbene rarissime come le mosche blu, ci sono state dentro il Pd altri voti “ribelli”, quelli di Giuseppe Civati e di Luca Pastorino che hanno detto no allo Sblocca Italia. Quindi Realacci non può dire che non poteva fare altrimenti. Aveva una scelta, come ce l’avevano Civati e Pastorino, e ha scelto di votare sì.

Qualcuno mi dirà: e che poteva fare Realacci? Poteva fare quel che poteva fare anche Giovanni Legnini: spiegare, sensibilizzare, creare consenso a favore dell’ambiente dentro i palazzi romani spiegando a chi scrive queste leggi che è assurdo rendere la vita ancora più facile ai petrolieri in un paese come l’Italia.

Se lo possiamo fare noi cittadini parlando gli uni agli altri, informandoci e creando opinione, lo può fare anche un politico, facendo l’attivista dentro i palazzi romani e magari convincendo gli altri parlamentari a rivedere queste norme trivellanti.

Costa fatica, lo so. Meglio non prendersele queste gatte a pelare, vero?

Che dire. Sono sicura che il passaggio al Senato dello Sblocca Italia sarà senza inceppi per Renzi e compari. E questo significa ancora una volta che l’onere e l’onore di difendere il territorio non lo si deve delegare a nessuno – né a Renzi, ne al Pd, ne a Legambiente, né a Godot.

Purtroppo tocca a ciascuno di noi, ogni santo giorno.

Qui la lista di tutti i parlamentari della Camera e come hanno votato sullo Sblocca Italia.

Monday, February 7, 2011

Tutti a Chieti il 18 Febbraio 2011


In data 18 Febbraio 2010, il professor Mario Rainone dell'Universita' degli studi d'Annunzio ha organizzato l'ennesimo ingannevole tentativo di creare consenso attorno al tema della petrolizzazione d'Abruzzo con la tavola rotonda dal titolo "Gli idrocarburi in Abruzzo - conoscenza, territorio, impresa e lavoro".

La conferenza si svolgera' presso il Centro Ricerche e Studi Sperimentali per le geotecnologie di Chieti dell'universita' e spicca per l'enorme sbilanciamento di partecipanti a favore di Confindustria o con interessi diretti nell'industria del
petrolio. La cittadinanza non e' stata invitata a partecipare.

Gli unici tre relatori ad invito sono:

Vittorio Scisciani, dell'Universita' di Chieti, che si occupa della creazione di profili sismici per l'esplorazione petrolifera per conto di ENI-Agip. Fa parte del gruppo TaskForceMajella, creato dal'ENI nel 1998 al solo scopo dichiarato di trivellare il Parco Nazionale della Majella, assieme alla Exxon, la British Gas, e la norvegese Norsko Hydrom, nel silenzio generale.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, una ditta privata con sede a Bologna che si occupa di strategie di mercato per conto terzi, inclusa l'industria del petrolio.

Nel 2008 dichiaro': "Sono necessari grandi investimenti per sviluppare piu' capacita' produttiva e tirare fuori il petrolio che c'e'". Fra i suoi clienti anche la A2A che indirettamente la centrale a turbogas di Gissi.

Franco Terlizzese, Direttore per le risorse minerarie ed enegetiche dello sviluppo economico che in un convegno di Assomineraria ha affermato che lo scopo del gruppo che dirige e' quello di "snellire le procedure burocratiche per lo sfruttamento degli idrocarburi", rendendo dunque la vita facile ai petrolieri e lasciando i cittadini sempre piu' soli.

L'organizzatore e' il professor Rainone, direttore del Ce.R.S.-GEO- Universita' G. D'Annunzio, sebbene il suo H-index, che misura il successo professionale in ambito
accademico, sia bassissimo, solo uno secondo il sito americano Isiknowledge. Per fare un confronto, altri geologi dell'Universita' di Chieti, non invitati al convegno, hanno invece un H-index di 15.

Riteniamo molto sgradevole e profondamente offensivo il fatto che si voglia discutere del nostro futuro senza includere i cittadini e che ad essere invitati a relazionare siano personaggi che non conoscono minimamente, ne tantomeno amano, la realta'
abruzzese.

Riteniamo altresi' gravissimo tentare di strumentalizzare l'attuale crisi economica, facendo pressione su sindacati, con la falsa promessa di posti di lavoro che mai si realizzeranno.

Come sempre, e' tutto gia' scritto e basta andare in Basilicata a vederlo.

Il petrolio non porta lavoro ma malattie. Il petrolio non porta soldi se non agli speculatori di turno.

Invitiamo Gianni Chiodi a denunciare con piu' coraggio questi continui tentativi di falsa propaganda in favore del gas e del petrolio - ugualmente dannosi e spesso
l'uno un cavallo di Troia per l'altro - e di farsi interprete con maggiore incisivita' della volonta' popolare, irreversibilmente cementificatasi contro lo sfruttamento minerario dell'Abruzzo, grazie a 4 anni di informazione, vera, indipendente e capillare.

Alla Confindustria, a Rainone e a Primavera, rivolgiamo invece l'invito di fare un passo verso la modernita' - gli anni sessanta sono passati da un pezzo.

Soprattutto invitiamo il popolo abruzzese ad organizzarsi via Facebook, blog e predendo contatti con le associziazioni sul territorio per protestare a Chieti in data 18 Febbraio 2011.

Siamo uniti, compatti e numerosi e non lasceremo il nostro territorio indifeso davanti a vili interessi speculativi da parte di petrolieri e di industriali senza scrupoli.


Maria Rita D'Orsogna, PhD
Assistant Professor
Department of Mathematics
Institute for Sustainability
California State University at Northridge
Los Angeles, CA 91330
dorsogna@csun.edu
1 818 677 2703

assieme a tutte le associazioni che lottano eroicamente contro l'Abruzzo petrolifero

Nuovo Senso Civico - presidente Alessandro Lanci
Comitato No Petrolio - presidente Gabriele di Clerico
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Abruzzo in Movimento
Le Colonne d'Ercole
Emergenza Petrolio Abruzzo