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Saturday, June 11, 2016

Canada: la Shell regala 8600kmq di concessioni petrolifere offshore al parco marino



La discesa agli inferi dei petrolieri, continua, questa volta in Artico.

La Shell infatti si e' appena arresa agli ambientalisti e gli ha regalato un pezzetto di mare artico che avrebbe voluto trivellare.

I petrolieri d'Olanda infatti hanno volontariamente ceduto i propri diritti trivellanti e le proprie concessioni marine offshore presso la localita' Nunavut in Canada al Nature Conservancy of Canada. Si tratta di 8600 chilometri quadrati di mare,

Hanno deciso che invece che trivellare sorgera' qui un parco marino nazionale e di conservazione.

Perche'?

Perche' i cattivissimi ambientalisti del WWF Canada si erano opposti alle trivelle in questa zona di grande biodiversita' e anzi, da anni si attivavano per la realizzazione del Lancaster Sound National Marine Conservation Area. L'unico ostacolo a questo parco erano le trivelle, che ovviamente non c'entrano niente.

Finalmente la  Shell si arrende alle proteste e regala il suo mare agli ambientalisti. Chissa'. Magari non era piu conveniente, magari l'Artico e' troppo difficile da raggiungere e i costi sono elevati. Magari avevano paura delle proteste. Ad ogni caso, con questa rinuncia ci fanno pure bella figura.

L'area di conservazione marina e' ancora in via di istituzione. Da 40 anni.

La proposta iniziale era di proteggere 45,000 kmq di mare in favore di balene e foche. Adesso il "regalo" e la resa della Shell renderanno il parco piu' grande. Oltre al WWF, si erano mobilitati gli indigeni dell'Artico Canadese, gli Inuit che volevano proteggere la propria terra e i propri mari.

Lancaster Sound e' un area remota, che porta fra gli arcipelaghi del Canada del nord. E' un area di importanza critica per i mammiferi marini: foche, balene ma anche orsi polari, trichechi, narwhal, e vaste colonie di uccelli migratori. Anche se e' Artico c'e' vita e biodiversita' e ricchezza naturale.

Quelli della Shell sono stati carini, almeno in apparenza. Hanno detto che volevano anche loro aiutare a proteggere questo "ecosistema vitale", promuovere la sostenibilita' delle comunita' Inuit e proteggere il mare e l'Artico per le future generazioni canadesi.

Aggiungono che nel trasferire le concessioni al Nature Conservancy of Canada, si sono piegati al le conclusioni di scienziati e associazioni non governative che hanno lavorato per decenni per studiare la vulnerabilita' dell'area e per proteggerla.

Ma siccome non era sufficente essere eleganti, ricordano pure che hanno regalato alla stessa associazione circa $6.5 milioni di dollari, sia in contanti che in diritti minierari, lungo l'arco di 30 anni.  Tutto ha un prezzo, eh? Dovevano proprio quantificare che si trattava di X milioni di dollari?

Ad ogni modo e il WWF Canada e' soddisfatto. Dicono che visto che la piu grande minaccia all'area protetta non c'e' piu' -- il pericolo di sversamenti e di incidenti dalle vicine concessioni Shell -- occorre lavorare per finalmente istituzionalizzare questo parco marino il piu' presto possibile.

Con Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas ho ancora qualche sassolino nelle scarpe da togliermi. Ma, e se regalasse pure lui tutto quello che gli resta di Ombrina alla collettivita' per farci un parco marino?



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