
In teoria, il turismo e' una delle industrie piu' importanti per l'Italia - in teoria.
Una qualunque altra nazione avrebbe usato tutte le bellezze che ci sono in questo paese per dare benessere e prosperita' ai suoi cittadini, proteggendo tenacemente mare e monumenti, parchi e spiagge, e inculcando negli Italiani stessi l'amore per la propria terra: un senso sano di responsabilita' , orgoglio e senso civico.
Come popolo invece - governanti e cittadini - non siamo ben consci di quello che abbiamo, e se lo siamo, non ci rendiamo conto che il nostro patrimonio va salvato, protetto, amato tutti i santi giorni.
Ci tocca cosi' assistere a storie di ordinaria follia, per la nostra salute, la nostra immagine, il nostro paese. Io non ci sono mai stata nell'arcipelago toscano, ma a vedere le foto di Pianosa e dell'Isola d'Elba, la zona pare veramente invidiabile. Quale folle lascerebbe ai petrolieri di riversare indisturbati le zozzerie delle loro cisterne in quei mari, che formano il Parco Nazionale dell'arcipelago toscano
, con tanto di santuario per i cetacei?
L'episodio dell'altro giorno in cui
i turisti hanno dovuto fermare il petrolio gettato in mare all'isola d'Elba e' solo uno dei tanti. La Corte dei Conti calcola che nelle annate 2005 e 2007 ci siano stati circa 500 episodi di sversamenti di petrolio in mare lungo le nostre coste. Nel 2006 sono stati 800. Non ci sono arresti, non c'e' lo scandalo nazionale, non c'e' il dibattito su cosa facciamo a questo paese. Si va avanti alla meno peggio.
Non e' giusto e prima o poi ne pagheremo le conseguenze. Forse gia' le paghiamo, visto che il turismo italico e' in costante calo, e i tumori scoppiano.
La pratica di riversare i rifiuti del lavaggio delle cisterne e' ILLEGALE ma le petroliere continuano a farla, selvaggiamente in tutta Italia. Le associazioni locali continuano a chiedere monitoraggi fatti per bene, l'interdizione al passaggio delle petroliere nelle zone piu' delicate, e che a pagare sia chi inquina e non la comunita'. I governanti fanno orecchie da mercante.
Ecco un po di episodi documentati su internet degli scorsi anni, dopo quello di
Agosto 2009 a Pianosa.Isola delle Femmine (Palermo), Giugno 2009: Sversamento di petrolio in area marina protetta.
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Col petrolio vi sono rischi legati al formarsi di patologie cancerogene e legate alla pesca. Bisogna intervenire immediatamente, ma questo ancora non è accaduto in due giorni,", Marco Toccaceli, biologo marino.
Punta Campanella (Napoli), Agosto 2008: Sversamento in mare illecito di idrocarburi. Raccolta di bitume, idrocarburi e catrame per una settimana. 400 litri di petrolio recuperati.
Lesina (Foggia), Agosto 2007: Sversamento in mare di petrolio da parte della Eden V.
Sarroch (Cagliari), Luglio 2007: Catrame scaricato a mare da una petroliera da Sarroch. Recuperati duemila litri di petrolio
Poetto (Cagliari), Luglio 2007 Novemila litri di petrolio riversati in mare da una petroliera, per due chilometri di costa. Quaranta chilogrammi di catrame recuperati. Due giorni di lavoro.
Mai visto uno schifo cosi.
Quartu (Cagliari), Giugno 2007 Macchia di catrame in mare, ripulito dalla Castalia, a spese del contribuente italiano. Dodici ore di lavoro per la pulizia. Mezzo chilometro di petrolio.
Genova, Aprile 2007: Sversamento di
biodiesel di 200 litri di carburante, ripulito dalla Castalia, a spese del cittadino italiano.
Falconara Marittima (Ancona), Aprile 2007: Sversamento di petrolio in mare per 9 chilometri di spiaggia da parte della raffineria API
Pianosa, Agosto 2006: Sversamento di idrocarburi, bonificato dalla Castalia, pagata dal contribuente italiano.
Villasimius (Cagliari), Luglio 2006, Sversamento di idrocarburi per un miglio e mezzo (circa due chilometri) davanti all'Isola dei Cavoli. Ripulito dalla ditta Castalia, a spese del contribuenti italiano.
Termoli (Campobasso), Agosto 2005: Sversamento di petrolio dalla piattaforma Rospo Mare di Vasto
Falconara Marittima (Ancona), Ottobre 2003: Sversamento di petrolio in mare dalla raffineria API - ripulito dalla ditta Castalia. Quattro incidenti simili in sei mesi.
Poetto (Cagliari),Febbraio 2003: Petrolio rilasciato da nave cisterna
Palmaiola (Arcipelago Toscano): Macchia di petrolio da tre miglia. Ripulita dalla Castalia a spese del contribuente italiano.
Pianosa, Agosto 2001: Macchia di petrolio lunga sette miglia (circa 10 chilometri), due giorni di lavoro per 5 mezzi speciali anti-inquinamento. Anche qui i turisti hanno aiutato nell'opera di pulizia.
Pianosa, Luglio 2001: Macchia di petrolio di cinque miglia (circa 8 chilometri), bonificata da due motovedette della Capitaneria di Porto, dal battello disinquinante Jerzy, dalla Motocisterna Marfin Primo, dall'aereo della Guardia Costiera Orca 8, decollato da Pescara. A spese del contribuente italiano.
Porto Cervo (Olbia-Tempio), Settembre 2000: Petroliera lava cisterna in mare e lascia catrame lungo la Costa Smeralda. La provenienza della petroliera e' sarda (Sarroch o Porto Torres) o Siciliana (Gela o Augusta)
Tutto questo in teoria e' illegale.
Secondo la Corte dei Conti, lo Stato Italiano recupera il 2% di quanto spende per pulire queste schifezze.
Nessuno e' mai andato in carcere per avere compiuto queste nefandezze.
Dal 1 gennaio 2009, la societa' Castalia non fa piu' servizio di pulizia, a causa del taglio dei fondi. Le capitanerie di porto - e i bagnanti - sono lasciati a se stessi.
I turisti sono l'ultimo pensiero di questa nazione.
Enrico di Giuseppantonio, Gianni Chiodi, Daniela Stati: questo e' quello che prima o poi accadra' anche al nostro mare grazie al vostro non far nulla e scarsa voglia di andare contro i potenti. Non ci servono politici cosi', grazie.
Fonte:
Corte dei Conti