.

.
Showing posts with label turbine. Show all posts
Showing posts with label turbine. Show all posts

Tuesday, January 22, 2019

Copenhagen 2025: prima citta' del mondo a bilancio CO2 zero





Copenhagen progetta di diventare la prima citta' del mondo a diventare a bilancio CO2 zero.

E cioe' si prevede che la capitale danese emettera' tanto CO2 quanto ne assorbe, nessuna citta' al mondo riesce a farlo, oggi.

Come succedera' in Danimarca? Usando le energie rinnovabili.

Gia' oggi  il 22% dell'elettricita' danese e' prodotta dal vento. Tutte le altre turbine in produzione aumenteranno la produzione fino al 50% entro il 2025 .

Ma non c'e' solo questo: l'infrastruttura danese e' stata completamente rivisitata e sia edifici pubblici che privati sono oggi di gran lunga piu' efficienti di quelli di altre citta' - isolazione, biciclette, bus elettrici o ad idrogeno.

Sono intanto state costruite una serie di isole artificiali, dette nel loro complesso Holmene e saranno a CO2 zero: sorgeranno qui industrie farmaceutiche, e high tech e il tutto sara' alimentato da 5 turbine da 6 mega ciascauna.

Ora si dira', oh si, ma la Danimarca ha solo 5.7 milioni di abitanti, e grazie che queste cose si possono fare. Io credo invece che il discorso sia un altro: e cioe' che questo mostra che si puo' fare. La sfida e' adattare queste cose alle altre realta'. Perche' non fare lo stesso, che so, in una isola minore italiana, in una regione piccola, un comune piccolo?

Ed eccoci allora: il vento genera adesso il 10% dell'energia dell'India, mica un paese piccolo!
Il sole, il 7% - con l'idea che le rinnovabili arriverano in India al 55% entro il 2030. Non male no, per un paese che ha 1.3 miliardi di persone!

Il Costa Rica e' arrivato all'11.5% di rinnovabilii dal vento - dal 2014 ad oggi, il 99% dell'energia del paese e' arrivato dalle rinnovabili.  Per chiudere il cerchio il governo ha adesso in programma un forte programma di incentivi per l'elettrificazione dei trasporti.

E quindi il morale della favola e' sempre lo stesso: volere e' potere.
Anche in Italia.

Monday, April 24, 2017

L'ENI vende la sua filiale belga. I nuovi gestori punteranno su sole, vento, efficienza, batterie e stoccaggio




Puo' un lupo trasformarsi in agnello?

Quasi mai.

E infatti invece che rinnnovarsi, cambiare, guardare al futuro, l'ENI semplicemente decide di sbarazzarsi della sua sussidiaria belga, ENI Belgique, nota anche come Nuon. 

Perche'?

Perche' ENI Belgique si occupava di distribuzione gas e di energia eolica, e non era piu' un "strategic" fit per loro. E infatti Mr. Descalzi e i suoi amici, secondo il programma strategico del 2017-2020,  vogliono consolidarsi e focalizzarsi su esplorazione e vendita petrolio, gas e su tutta l'infrastruttura che ci sta intorno. 

Cioe' petrolio o morte -- rinnovabili? Perche' mai!

Ad acquistare ENI Belgique il giorno 31 Marzo 2017, la Eneco, una utility belga con sede a Rotterdam. Il pacchetto comprende sia ENI Gas and Power che ENI Wind, con tre turbine a vento gia' in azione.

L'ENI aveva comprato Nuon dalla ditta svedese Vattenfall nel 2011.  Avevano il 10% del mercato e circa 200 persone che lavoravano per loro.

La Eneco dice che usera' il suo maggior peso nel panorama energetico belga per investire di piu' in sole e vento. Vogliono anche offrire servizi come efficenza energetica, isolamento, stoccaggio energia, stazioni di ricarica.

Cioe' vogliono il futuro e non seppellire la testa nel petrolio!

In totale quelli della Eneco gestiscono gia' 86 turbine a vento, 250,000 pannelli solari, e possono arrivare a 100MW di solare dal fotovoltaico che hanno in Belgio, Francia e nel UK. Di questa energia, circa 60MW sono solo per il Belgio, di modo che la Eneco e' anche il principale produttore di energia solare nel paese. Nel 2018 inizieranno anche con la costruzione di un parco eolico offsore.

Quello che dicono alla Eneco e' che vogliono aumentare la loro offerta rinnovabile ai propri clienti, vogliono offrire soluzioni smart e crescere in Belgio e in altri paesi confinanti. Con l'acquisizione di ENI Belgique, il numero di clienti di Eneco salira' a un milione di persone, e 55mila clienti industriali e commerciali.

Nel 2016 *tutta* l'energia che la Eneco ha fornito ai suoi clienti residenziali e' stata dalle rinnovabili.

Bye bye ENI!





Wednesday, February 22, 2017

Danimarca di nuovo record: il 22 Febbraio 2017 il 100% di elettricita' dal vento








Non e' la prima volta, e non sara' l'ultima. E' solo il segno del domani che verra', in Danimarca e nel resto del mondo, prima o poi, ed inesorabilmente, nonostante i petrolieri di turno, nonostante i politici ciechi e ottusi.

La Danimarca, il giorno 22 Febbraio 2017 ha generato abbastanza energia dal vento da alimentare tutto il suo sistema elettrico dal vento. Questo secondo l'ente europeo che tiene le statistiche sull'energia eolica, WindEurope.

In totale in Danimarca sono state generate 70 gigawatt-ore dal vento onshore ed altre 27 dalle installazioni offshore. In totale, tutta questa energia sarebbe stata sufficiente per soddisfare il fabosgno medio di dieci milioni di case europee.

Come gia' detto, non e' la prima volta che accade.  E' dal 2008 che l'industria del vento cresce a forti ritmi e per sette anni di seguito ci sono stati record su record, come ricorda Jan Hylleberg, CEO della Danish Wind Industry Association.

Il 2016 e' stato un anno di sosta, perche' i venti sono stati meno forti del normale - ma ovviamente non si puo' aspettare di fare record ogni anno ed ogni giorno. La produzione di energia eolica nel 2016 in Danimarca ha soddisfatto il 37.6% del fabbisogno nazionale.

Non e' poco, no?

E poi, come tutte le cose, ci sono ostacoli ma lo stesso, ci si siede, si pensano soluzioni e poi si va avanti, si cresce, si impara, ci si ingegna quando ci sono ostacoli. Si chiamano challenges e la civilta' e' progredita cosi dal primo giorno. 

Ci si aspetta che il 2017 sara' un buon anno con l'arrivo di nuove turbine offshore nel paese e ancora piu' investimenti, oltre che nuove tecniche di stoccaggio e maggiore efficenza. Una di queste nuove turbine ha appena generato 216 KWh di energia in 24 ore. 

Come sempre, basta volerlo, e non pensare che il futuro sia sottoterra.

 

 

Wednesday, January 11, 2017

Olanda: dal 1 gennaio 2017 tutti i treni sono a vento











“Since 1 January, 100% of our trains are running on wind energy,”



Tutti.

La svolta inizio' nel 2015 quando la compagnia energetica Eneco si aggiudico' il bando per collaborare con le NS, il sistema ferroviario d'Olanda, per elettrizzare il trasporto su rotaia.

Il target era di arrivare al 100% rinnovabile entro il 2018. Ma le cose andarono meglio del previsto e ci siamo arrivati un anno prima di quanto previsto, grazie al boom dell'energia eolica nel paese.

Una turbina media, spinta da venti medi per un ora, puo' alimentare il trasporto su treno per 120 miglia, circa 190 chilometri. La collaborazione fra NS ed Eneco non e' finita perche' vogliono migliorare ancora l'efficenza ed arrivare a un calo del costo energetico per passeggero del 35% entro al 2020, se paragonato con il 2005.

Le NS trasportano circa 600mila passeggeri al giorno su circa 5500 viaggi quotidiani, il consumo e' di 1.2 miliardi di KW-ore l'anno. L'equivalente del consumo di elettricita' in tutte le case della citta' di Amsterdam: un grande passo in avanti.

Quanta energia eolica si produce in Olanda? Circa 7.4 miliardi di KW-ore l'anno. Al paese ne necessitano 12.5 miliardi di KW-ore l'anno. Oltre alla produzione domestica c'e' dunque anche energia eolica che arriva dall'estero, importata dal Belgio e dalla Finlandia.

Un altro passo in avanti. E in Italia? Sarebbe davvero difficile *provarci*?, volerlo, tentare, averne voglia?

E mentre che tutti vanno tutti via con il vento, noi siamo qui, indietro a guardare e a trivellare.

Qui un approfondimento su come ci si e' arrivati a questo 100% di treni green.

Friday, February 26, 2016

Kodiak Island, Alaska -- 100% rinnovabile




Kodiak Island, Alsaka -- 15mila abitanti. Un'altra comunita' che e' riuscita a liberarsi dalle fonti fossili e la cui energia elettrica viene adesso per il 100% dalle rinnovabili. E ci sono riusciti perche' l'hanno voluto, ci hanno pensato, hanno programmato e non certo per caso. 

L'isola e' la seconda piu' grande d'America. C'e' qui una fiorente industria della pesca, parchi, e vedute spettacolari. Kodiak ha grandi produzioni di energia idroelettrica grazie alla sua geografia, ma fino a poco tempo importava 2.8 milioni di galloni di diesel l'anno per produrre energia elettrica ad un costo di 7 milioni di dollari. Il diesel forniva ai residenti di Kodiak circa il 20% del fabbisogno energetico, ma essendo un'isola non facilissimamente raggiungibile, i costi dell'energia da diesel erano elevati, circa il doppio rispetto al resto degli USA.

Ma quale che fosse il prezzo, potevano andare avanti cosi' per sempre. 

Ma nel 2008 gli amministratori dell'ente che gestisce la rete elettrica, la Kodiak Electric Association (KEA) decisero di cambiare. Decisero di voler diminuire la loro dipendenza dal diesel e si posero l'obiettivo del 95% da rinnovabili entro il 2020. Questo sia per contrastare i cambiamenti climatici, particolarmente evidenti in Alsaka, che per diminuire le spese per l'acquisto del diesel.

Siamo al 2016, e voila': quelli della KEA sono arrivati in anticipo di quattro anni e in eccesso sull'obiettivo: 99.7% di rinnovabili, oggi, adesso.
 
Come hanno fatto? Lo stato dell'Alaska ha finanziato vari progetti di eneriga rinnovabile con prestiti al KEA ad interesse zero.

Con i soldi hanno comprato turbine per la generazione di energia eolica installate nel 2009 e che generano 1.5 MW di elettricita' ciascuna. La parte difficile e' stato imparare a regolare le turbine, con i tassi variabili di ventosita', ma dopo un periodo iniziale di aggiustamento, ci sono riusciti. Oggi i sistemi eolici ed idroelettrici sono perfettamente integrati. Oltre alla prima turbina ne sono arrivate altre due e poi altre tre, per un totale di sei, e una batteria di stoccaggio da 3 MW che serve da cuscinetto quando il vento cala per dare tempo all'idroelettrico di salire.

Non usano piu' diesel, anzi gli impianti dedicati alla generazione di energia dal diesel sono chiusi, e li accendono solo per fare manutenzione.

Il risparmio e' stato di 22 milioni di dollari dal 2009 ad oggi. Ci hanno guadagnato tutti, anche i clienti, i cui costi sono calati del 5% rispetto alle tariffe del 2001. Nel resto della nazione invece i costi, rispetto al 2001 sono aumentati del 50%.

Si stima che le emissioni di CO2 da Kodiak sono calate di 30 milioni di chilogrammi l'anno.

Nel 2014, il KEA ha vinto il principale premio di ambiente in Alaska, il  State Leadership in Clean Energy Award.
Sull'esempio di Kodiak, l'intero stato dell'Alaska prevede di arrivare al 50% da rinnovabili entro il 2025. 

Sunday, January 11, 2015

Danimarca: vento da record nel 2014


Un altro record danese: nel 2014 la produzione di energia elettica e' stata per il 39% dal vento, e' un record mondiale, e fa si che i danesi siano ben piazzati per l'obiettivo del 50% dell'energia dal vento entro il 2020.

La Danimarca ha una forte tradizione di energia eolica, avendo installato le sue prime turbine negli anni settanta dopo la crisi araba del 1973, alla ricerca di "sicurezza energetica".

Non c'e' solo la Danimarca. Anche il Regno Unito e la Germania hanno avuto risultati straordinari per il 2014 con l'eolico: nel Regno Unito il 25% delle case ha avuto elettricita' dal vento, rispetto al 10% di un anno prima.

Nel 2014 in Danimarca hanno installato cento nuove turbine offshore, e i risultati sono arrivati.
“We have set a one-of-a-kind world record,” secondo il ministro danese del clima e dell'energia, Rasmus Helveg Petersen. “And it shows that we can reach our ultimate goal, namely to stop global warming.”
 
Notare che in Danimarca il ministro dell'energia e del clima e' la stessa persona. La Danimarca ha promesso di ridurre le sue emissioni di gas serra del 40% entro il 2020, usando vento e biomasse. Secondo gli enti governativi del paese,  il 70% dell'energia elettrica potrebbe arrivare dalle rinnovabili entro il 2020 - nel 2000 era solo del 16%.

Ci sono un po di polemiche sul fatto che troppo vento portera' ad una sovrapproduzione di energia e a prezzi troppo bassi: finora la Danimarca vende l'energia eolica ai paesi confinanti quando ce n'e' in eccesso.

Ma la cosa buona e' che la Danimarca e' diventata anche leader mondiale della produzione delle turbine eoliche: nove su dieci a livello mondiale sono made in Denmark.

Tuesday, August 26, 2014

La Scozia e le turbine a mare

Le turbine della MeyGen

Le turbine sotto il mare

Una delle turbine

Pentland Firth

Pentland Firth

Scozia, MeyGen


Wales, Spirit of the Sea

La Scozia sta mettendo a punto il piu' grande impianto di energia dalle maree. 

Siamo a Pentland Firth, nel nord della Scozia, dove si conta che una volta completato il progetto della Atlantis Resource detto MeyGen dara' elettricità a 175.000 case usando l'energia delle correnti marine. 

Le turbine saranno installate nel cosiddetto Inner Sound, uno stralcio di mare fra la Scozia e l'isola di Stroma, disabitata dagli anni '60 e dalle ottime maree.

E' questo un progetto ambizioso, che ha coinvolto il governo centrale, il governo scozzese e ditte private. 

Verso la fine del 2014 si installeranno le prime turbine da 1.5 MegaWatt. Si iniziera' con quattro ma si prevede di arrivare a una sessantina nel 2020 e a regime a ben 269 turbine sul fondo del mare. Il primo ministro dell'energia britannico, Ed Davey ha detto che

"Questo progetto innovativo ed emozionante mostrano al mondo la Scozia e il Regno Unito come leader mondiale nella tecnologia marina con posti di lavoro , maggiore sicurezza energetica e la possibilità di esportare questa tecnologia per il mondo."


Il Regno Unito possiede circa il 50 per cento delle risorse energetiche marine d'Europa, e se si stima che le correnti oceaniche potrebbero fornire al paese almeno il 20 per cento del fabbisogno nazionale.

Anche il Galles ha presentato il progetto "Spirit of the Sea" per la generazione di circa 400 kilowatt di energia dalle maree.

Qual'e' il risultato di tutto questo - nel suo complesso? Intanto e' la prova che l'intelligenza umana e' piu grande di quanti dicono che non possiamo fare a meno di buchi e di trivelle. Ma soprattutto che tutto queste nuove tecnologie possono farci immaginare un domani veramente libero da forme tradizionali e centralizzate di energia - carbone, petrolio e gas.

E questo non lo dico io, ma la banca d'investimenti UBS che ha appena pubblicato un rapporto secondo il quale in Europa i costi per le rinnovabili scenderanno drammaticamente. Dicono ai propri investitori che e' importante adesso iniziare ad investire in modo massiccio su reti intelligenti di distribuzione, a scala locale e in modo integrato. L'UBS prevede che nei prossimi dieci anni le vecchie centrali a carbone e gas chiuderanno per non essere piu' sostituite e che  lasceranno il passo a nuove forme di elettricita' da rinnovabili. Prevedono che i paesi guida saranno la Germania, la Spagna e l'Italia per via degli alti costi dell'energia tradizionale.

In una nota ai suoi investitori, la UBS dice "It’s time to join the revolution”- come dire, bye bye al vecchiume trivellante e centralizzato e buon giorno al sole, al vento, al mare.