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Tuesday, March 5, 2019

ENI: corruzione in Nigeria, un morto sulla piattaforma di Ancona, 100 incidenti in Basilicata

Basilicata 100esimo incidente ENI in sette anni





Piattaforma Barbara ENI (Ancona) : 1 morto e due feriti

 Nigeria: assieme alla Shell ENI accusata di 1.3 miliardi di USD in mazzette




"The management of oil companies Eni and Shell were fully aware of the fact that part of the $1.092bn paid would have been used to compensate Nigerian public officials who had a role in this matter and who were circling their prey like hungry sharks. It was not mere connivance, but a conscious adhesion to a predatory project damaging the Nigerian state."

Giusy Barbara, magistrato italiano sulla causa 
ENI e la corruzione in Nigeria

Ecco qui, in un breve riassunto la nostra petrol-ditta nazionale.

Uno schifo che nessuna operazione di chirugia estetica puo' risanare.

Iniziamo dalla piattaforma Barbara F dell'ENI, a 30 chilometri da Ancona, dove una gru e' collassata e ha causato la morte di una persona ed il ferimento di altre due. La gru stava facendo operazioni di 
carico e scarico da una nave di supporto logistico dell'ENI, quando e' collassata sulla nave stessa.

I due feriti stavano sulla nave, e l'operatore della gru e' quello che e' morto; si chiamava Egidio Benedetto ed aveva 63 anni. Avrebbe dovuto lasciare la piattaforma domani.

Gli investigatori indagano per presunto omicidio colposo; perche' forse c'e' stato un fallimento strutturale.

L'ENI dice che sta indagando pure lei - a frittata fatta. 

Ad ogni modo la domanda e' sempre la stessa: chi controlla la sicurezza qui? La manutenzione? E' stata una gru, ma poteva essere un cavo sottomarino, una perdita accidentale, la corrosione dovuta alla salsedine, all'idrogeno solforato, ad altri inquinanti.

Ce ne dimenticheremo presto,  ma questo non significa che i problemi siano scomparsi.

Passiamo alla Nigeria: il governo africano ha formalmente annunciato azioni legali contro ENI e Shell nel Regno Unito per mazzette e corruzione per l'acquisizione del blocco OPL 245 nel 2011, di cui abbiamo gia' parlato su questo blog.  

Era un blocco offshore in Nigeria, che custodisce 9 miliardi di barili di petrolio e per cui ENI e Shell, pare hanno pagato 1.3 miliardi di dollari di tangenti. Soldi che invece di finire nelle casse del governo Nigeriano sono finiti dai petrolieri nelle mani di privati corrotti cittadini nigeriani o di politici corrotti. Non male eh?

I nigeriani chiedono $1.1 miliardi contro i due petrol-giganti-imbroglioni che a loro dire *sapevano* di star pagando tangenti private per cose illegali.

Ovviamente Shell ed ENI negano qualsiasi coinvolgimento in malaffari, si trincerano dietro il "io-non-ne-sapevo-niente" e temono che queste azioni legali possano portare loro altri guai ed altro scrutinio da parte di altri governi.

I procedimenti legali contro ENI e Shell sono in corso a Milano, e anzi a Settembre 2018 Gianluca Di Nardo e Emeka Obi "intermediari" della faccenda sono stati entrambi condannati a quattro anni per corruzione.

Dopo Milano, i Nigeriani hanno deciso di aprire altre cause contro i petrolieri nel Regno Unito, indipendentemente da cosa accade in Italia. Un altra causa esiste pure in Svizzera e riguarda lo stesso Emeka Obi, il nigeriano condannato in Italia.

E infine, in casa nostra.

In Basilicata l'ENI festeggia il.. centesimo incidente in sette anni di attivita'. Cosa e' successo? Una fiammata, la puzza, il panico a Viggiano e nel comune adiacente di Grumento Nova.  Alcuni operai nelle vicinanze hanno pure avvertito malori.

Ma cento o uno, la risposta dell'ARPAB e dell'ENI e' sempre la stessa: tuttapposto!

Anche qui non e' chiaro che ne sia stato della sicurezza, della cura dell'ambiente, del rispetto delle comunita.

Ma nessun problema, per tutto il resto c'e'.... Jacopo Fo, la pulizia sulle spiagge del Ghana e qualche sponsorizazione del calcetto locale.





Tuesday, January 31, 2017

L'ENI restituisce campo petrolifero alla Nigeria per possibili atti di cospirazione, corruzione, tangenti e reciclaggio di denaro sporco






L'ENI che ribadisce il tuttapposto il giorno 22 Dicembre 2016 


The government is preparing further charges 
of "conspiracy, bribery, official corruption and money-laundering" 
against Shell and Eni.


"This is historic. Generations of Nigerians have been robbed
of life-saving services while oil men have grown rich at their expense,"

Simon Taylor, 
Global Witness,  associazione anti-corruzione


Eccoci qu un altro scandalo internazionale e giochi poco puliti con di mezzo la nostra beneamata ENI, ditta che al 30% e' tutti noi. 

Un tribunale nigeriano della Corte Federale di Abuja ha ordinato all'ENI e alla Shell di restituire il controllo di una concessione petrolifera a causa di interrogativi su come tale concessione sia stata ottenuta.

La concessione si chiama "Oil Prospecting License 245" o OPL 245, e' una delle piu' grandi del paese ed e' stata sospesa per meglio eseguire indagini e portare in tribunale compagnie e individui accusati di possibili atti di

conspiracy, bribery, official corruption and money laundering

cospirazione, tangenti, corruzione di ufficiali, e lavaggio di danaro sporco.

Sono parole testuali.

L'ENI casca dal pero e dice che sanno di questa questione dalla stampa, ma non hanno ricevuto alcuna notifica ufficiale. Ovviamente non possono che dire che loro sono santi e puri e non c'entrano niente e negano tutto:

“We are aware of media reports, but we have not received any notification. ENI denies any wrongdoing in respect of its acquisition of a participation interest in the block OPL from the Nigerian government.

Di altro parere la Commissione Nigeriana dei Crimini Economici e Finanziari che invece indaga sulle licenze da mesi, guidata da Wilson Uwujaren. Oltre a membri del governo nigeriano, hanno partecipato alle indagini rappresentanti di Italia, Francia, Svizzera, Olanda ed USA.

Nel 2011, Shell ed ENI pagarono $1.2 miliardi per la OPL 245, fino ad allora sotto il controllo di Malabu Oil and Gas Ltd., guidata da Dan Etete, precedentemente ministro del petrolio. In questo passaggio di denaro pero' emerge il sospetto di frode, visto che degli 1.2 miliardi di dollari pagati da ENI e Shell, il governo nigeriano ne incasso' solo 210 milioni.

La concessione si trova in mare ed e' stimata contenere circa 9 miliardi di barili di petrolio e di essere del valore del circa 1 trillione di dollari -- o mille miliardi di dollari -- o un milione di milioni di dollari.

Un mare di soldi, in altre parole. 

In realta' era dal 1998 che c'erano dispute su chi era il proprietario di questa concessione e del flusso di denaro che ci circolava sotto.

La Malabu acquisi' OPL 245 dal governo nigeriano nove giorni dopo essere nata come ditta petrolifera nel 1998. Per vari anni ci fu l'ombra di passaggi di denaro poco chiaro fra la Shell, il governo nigeriano, e i vertici di Malabu. Nel 2001 il governo cancello' la concessione da Malabu e la assegno' alla Shell. Poi nel 2011 passo' nelle mani di Shell ed AGIP (ora ENI). Gia' nel 2013 alcuni parlamentari del paese avevano sollevato dubbi sulla legalita' di tutti questi passaggi della compravendita di OPL 245.

Ora la domanda: che fine hanno fatto tutti i milioni di dollari fra i 210 incassati dal governo ed i 1.2 miliardi dichiarati di compravendita? Dove sono finiti quei 990 milioni? Qui un po di nomi e di possibilita'.

Secondo la Commissione di Wilson Uwujaren la differenza e' una tangente bella e buona.

La storia non ufficiale e le accuse sono che l'ex dittatore nigeriano, il generale Sani Abacha e il suo ministro del petrolio Dan Etete usarono dei prestanomi per formare la Malabu Oil and Gas Ltd nel 1998.

Grazie a questo strategemma acquisirono per loro stessi, in modo illegale, la concessione OPL 245 quello stesso anno, anzi nove giorni dopo, come detto sopra.

Il generale Abacha mori' in circostanze misteriose proprio nel 1998 e gli statuti interni furono modificati in modo fraudolento per intestare tutto al figlio di Abacha, Mohammed.

Nel 2001, sotto il governo civile di Olusegun Obasanjo, la concessione venne tolta da Malabu Oil e data alla Shell, proprio per l'ombra di irregolarita'.

La Malabu pero' fece causa, e pote' riprendersi OPL 245, finche' non la vendettero a Shell ed ENI nel 2011, come abbiamo visto, con l'accusa di frodi e tangenti. 

Non lo sappiamo come andra' a finire,  e se i tribunali valideranno la tesi di frodi e tangenti in questa transazione di sei anni fa.

Sappiamo solo che per ora ci sono ora "criminal charges" contro ENI a Milano, mentre in Nigeria ci sono altre accuse di reciclaggio di denaro sporco contro l'ex ministro Etete e due businessmen nigeriani che avrebbero facilitato lo scambio di denaro in quello che viene chiamato il "Malabu Oil scam".

Interessante che il giorno 22 Dicembre 2016 i nostri amici dell'ENI avevano mandato un comunicato stampa in cui ricordavano la fine delle indagini e che tutto e' stato fatto in modo appropriato e senza intermediari.  Hanno assunto una "internationally renowned US law firm" per condurre indagini interne e sono arrivati alla conclusione che era tutto regolare, e che non ci furono pagamenti dall'ENI ad ufficiali del governo nigeriano.

Come sempre, l'ENI al 30% siamo ciascuno di noi.