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Friday, December 7, 2018

Florida: il biologo marino che invece della pensione piantera' un milione di coralli nella barriera corallina














I’ve postponed my retirement until I see a million corals replanted back on the reef

Dave Vaughn, 

E' sempre bello raccontare storie belle.


Si chiama Dave Vaughn, e' un biologo marino della Florida ed era prossimo alla pensione. Ma le cose sono andate diversamente: un giorno nel suo laboratorio e' riuscito a trovare un metodo per crescere coralli in modo velocizzato.

Invece che 75 anni, i coralli crescono in tre.
E addio alla pensione.
 
La scoperta e' avvenuta quasi per caso, nel Coral Restoration Center presso il Mote Tropical Research Center dove il professor Vaughn lavora.  Lui ha una barbona, lo sguardo intelligente e avrebbe potuto essere un hippy negli anni settanta; anzi tutto il suo team e' fatto di avidi surfisti, lui incluso. Il loro laboratorio della Florida ha lo scopo di studiare e cercare di proteggere l'unica barriera corallina presente negli USA, lungo le isole meridionali delle Florida Keys, di cui forse Key West e' la piu' famosa.

La barriera corallina della Florida e' sotto attacco, come tutte, a causa dell'acidificazione degli oceani, dei cambiamenti climatici, della troppa popolazione e della troppa pesca. Negli scorsi decenni abbiamo perso fra il 25 e il 40% di tutte le barriere coralline del mondo.

Un giorno per sbaglio il professor Vaughn ha sparso dei coralli spezzettati in acqua. Pensava che sarebbero morti subito, essendo tutti cosi piccoli, e invece con il passare dei giorni, non solo i coralli non morivano ma crescevano piu' in fretta del normale. E cosi assieme ai suoi colleghi Christopher Page e Rudiger Bieler hanno messo su un vero esperimento per seguire la crescita di coralli con questa tecnica del "micro-fragmenting", ponendo le condizioni giuste in acqua per aiutare questa crescita.

I risultati sono stati strepitosi: di solito i coralli impiegano dai 25 ai 75 anni per raggiungere la maturita' e i coralli normali che si vedono in mare hanno una eta' che varia dai 500 ai 1000 anni.
E invece con questo "micro-fragmenting" si e' arrivato ad un corallo adulto in tre anni, quaranta volte piu veloce del normale, di modo che non dobbiamo aspettare mezzo secolo per cercare di aiutare la barriera morente.

Il principio e' veramente semplice: se le condizioni del mare sono giuste, se uno taglia i coralli in sottili filari, i coralli stessi cercano di "sanare" le proprie ferite, proprio come quando la pelle cresce piu' in fretta vicino alla ferita dopo che uno si taglia. Essenzialmente, il taglio stimola la crescita.
E' lo stesso principio applicato ai coralli.

Dopo la crescita in laboratorio i coralli sono impiantati su coralli morti in mare e montitorati.

Ma... se i coralli vecchi sono morti, quelli nuovi seppure cresciuti in modo veloce come faranno a sopravvivere? 

Ed e' qui che entra la mano dell'uomo. Tante sono le specie di coralli presenti: in laboratorio si cercano le specie che possono tollerare condizioni diverse di acidita' del mare che cambia e che si pensa possano sopravvivere ad un oceano che cambia.

E' la soluzione perfetta? No, perche' inevetabilmente le specie piu' deboli non saranno presenti nelle barriere nuove, ma l'idea e' che almeno c'e' un qualche tipo di vita sulle barriere devastate.
E chissa che a un certo punto i politici non troveranno soluzioni di modo che gli oceani tornino alla normalita'.

Dave Vaughn ha deciso di rimandare la pensione: dedichera' il suo tempo a seguire la crescita e a piantare in mare almeno un milione di questi nuovi coralli. 

Sono state piantate 150 colonie nuove nei mari attorno alle Florida Keys, di cui 134 sono ancora in vita dopo un anno.  Su diciotto coralli gia' morti sono stati piantati otto frammenti di corallo vivo,  geneticamente identico a quello morto, e tutto procede bene, nel senso che i frammenti sono cresciuti.

Parliamo troppo poco dell'oceano, ma i due terzi dell'ossigeno che respiriamo arriva dal mare, e il suo depauperamento, di pesci, di coralli, di vita e' qualcosa che riguarda tutti.

Da qualche parte dobbiamo pur incominciare.




Sunday, August 14, 2011

Comiche ENI: come ridurre l'inquinamento




Se uno va sui siti virtuali dell'ENI trova una bella pagina di "ENI-scuola" (ma cos'hanno da insegnare?) dove ti dicono come inquinare di meno. Ecco i consigli della ditta piu' inquinante d'Italia per non inquinare. Sicuramente sono dei maestri:

1. Usare bici, tram, treno o le proprie gambe
2. Abbassare la temperatura d'inverno, anche di un solo grado
3. Spegnere la luce
4. Non usare troppa carta
5. Riciclare e scegliere prodotti con gli involucri meno ingombranti.

Ti spiegano pure cos'e' l'inquinamento dell'aria, e che effetti ha.
Bravissimi.

Se uno invece va a Viggiano su altri siti dell'ENI, reali e non virtuali, trova una bella centrale di desolforazione. La chiamano "centro oli", per non inquinare le loro boccuccie di rose con il nome raffineria. Qui invece che consigli per il rispetto dell'ambiente dati agli altri, ci sono le prove di come l'ENI stessa lo rispetti questo ambiente di cui tanto si riempie suddetta bocca.

Siccome la regione latita, ed e' troppo impegnata a rincorrere i miraggi del raddoppio petrolifero, che loro chiamano "Memorandum d'intesa", il compito di vigilare sul territorio spetta alla gente normale.

Un gruppo di volontari detto "Laboratorio per Viggiano" ha divulgato fatto dei campionamenti fatti dall'Arpab, l'agenzia regionale per l'ambiente di Basilicata, attorno alla centrale. Hanno trovato che le falde acquifere attorno al centro oli di Viggiano contengono tolune e benzene, parte della famiglia dei BTEX, che sono cancerogeni noti. Anche i livelli di nichel, zolfo e manganese sono alti. Sia il nichel che il manganese sono cancerogeni.

Mi sa che fra i consigli dell'inquinamento non c'era scritto niente sul benzene in falda!

Domande:

Dove finisce quell'acqua? Nei campi? Nelle case della gente? Chi la beve?

Di chi e' la colpa?

Chi ripulisce il tutto?

Chi paga i danni?

Vito de Filippo ha qualcosa da dire? Agatino Mancusi ha qualcosa da dire? Paolo Scaroni ha qualcosa da dire?

Ma con quale faccia tosta parlano di raddoppio delle estrazioni, e tacciono di fronte a queste cose?

Invece che accettare tutto alla cieca, Vito de Filippo non dovrebbe sentirsi obbligato a *chiedere* multe, controlli, e risarcimenti?

Ma come, erano tutti cosi' vitriolici per l'elemosina petrolifera della bonus card vietata, e ora invece per i cancerogeni in acqua, stanno zitti - chi si e' visto si e' visto?

Credo fortemente che invece del Memorandum in Basilicata ci vorrebbe un altra M: quella della Moratoria su tutti pozzi futuri di Basilicata.
Hanno gia' dato.

Fonte: OLA