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Monday, October 21, 2019

La sovrappopolazione mondiale










Nel 1960, 60 anni fa, eravamo in tre milardi sul pianeta.

Siamo adesso a sette miliardi e mezzo. 

Piu' che raddoppiati in cosi poco tempo. 
Ogni anno "celebriamo" il giorno della fine delle risorse su questo pianeta e ci impegnamo tutti a usare di meno, a sprecare di meno, a reciclare, a non usare la plastica e a mangiare locale.

Il fatto resta che anche se fossimo tutti il piu' santi possibili, la popolazione sulla terra continua a crescere a ritmi secondo me insostenibili.

Ed e' tabu parlarne.

Nel 2030 saremo in 8.6 miliardi.
Nel 2050 saremo in 10 miliardi.

Ogni anno ci sono 83 milioni di persone in piu' su questa terra.

Lo dice l'ONU.

Nel 2024, la popolazione dell'India superera' quella della Cina.

Ovviamente le soluzioni non sono di imporre limiti e punzioni, stile Cina ai tempi delle politiche sul figlio unico, o peggio ancora imporre la sterilizzazione come invece e' stato fatto in decenni passati in paesi poveri.

Che ci piaccia o no, pero' la bomba demografica e' piu' forte in taluni paesi, spesso poveri.  Ho imparato questa statistica poco tempo fa e non ancora sono riuscita a digerirla: in Nigeria la natalita' media e' di 6 figli a donna, e il tasso di sopravvivenza all'eta' adulta e' elevato. In poche parole, la popolazione cresce in modo vertiginoso, in quello che a tutti gli effetti e' un paese corrotto e con grande differenza fra i petrol-pochi-ricchi e la maggioranza di disperati.

Chi ne prendera' cura di tutte queste persone in piu' e dara' loro un futuro dignitoso? 

Un po di numeri:

Nel 1960 in Nigeria c'erano 60 milioni di persone.

Oggi, 60 anni dopo, ce ne sono 200 milioni.

Nel 2050 se tutto continua cosi' saranno in 400 milioni.

Saranno il terzo paese piu' popoloso della terra, dietro solo a Cina ed India.

Nel 2050 ci saranno piu' Nigeriani che Europei.

Ma come deve fare il pianeta?

Dove arriva il limite? Quando e' che troppo e' troppo?

E dico tutto questo veramente con rispetto dei nigeriani che di sofferenze come ne popolo ne hanno avute tante.  Anzi, il loro stesso governo e' preoccupato dell'esplosione demografica.

Non c'e' solo la Nigeria. I tassi di natalita' sono elevatissimi in almeno 26 nazioni, tutte in Africa, secondo le Nazioni Unite che stimano che queste 26 nazioni d'Africa raddoppieranno i loro cittadini entro il 2050, fra cui Etiopia, Congo e Uganda. Entro il 2100 invece Angola, Burundi, Niger, Somalia, Tanzania e Zambia arriveranno a 5 volte la loro popolazione attuale.

Forti tassi di crescita anche in India, Pakistan, USA ed Indonesia.

Nel loro complesso i 50 paesi piu' poveri della terra hanno un tasso di natalita' di 4.3 nascite per donna.

Come detto, e' insostenibile. Da un punto di vista di risorse della terra, di qualita' di vita delle persone, del creato.E infatti un sondaggio nel 2017 mostra che i 3/4 delle persone del Ghana, Nigeria e il 50% dei residenti del Sud Africa, il paese africano piu' ricco vuole andarsene dal continente.

Considerato come siamo gia' messi sul pianeta, l'esplosione della natalita' non potra' che peggiorare le cose. Abbiamo gia' specie in via di estinzione a tutto gas per far spazio all'uomo e alle sue esigenze, corruzione o guerra in molti dei paesi di cui sopra, cambiamenti climatici che riducono o rendono piu' difficile agricoltura e che portano aridita' e siccita'.  Dove andremo a prendere cibo, spazio, lavoro, per numeri cosi grandi di persone?
 
Di esempi ce ne sono tanti gia' adesso.

L'Indonesia spostera' la sua capitale da Jakarta, affollata e sporca e frenetica e troppo densamente abitata, ad un isola remota e ancora semi-selvaggia, casa degli orango-tanghi. Che fine faranno gli oranghi-tanghi e' facile immaginare.  Dovranno lasciar spazio alle persone e all'urbanizzazione.

L'Amazzonia viene tagliuzzata per far spazio ad agricoltura intensiva.

Il consumo di tutto, dalla carne, alle gomme per le automobili aumentera'. E con questo inquinamento e CO2 in atmosfera. Le nostre estati saranno sempre piu' calde. La vita sempre piu' difficile.

Uno studio del New York Times mostra che qui a Los Angeles  grazie agli enormi sforzi fatti da tutti, legislatori e cittadini, le emissioni pro capite di CO2 sono diminuite del 2% dal 1990 ad oggi.
Una buona cosa anche se modesta.

Pero' nel complesso, le emissioni di CO2 sono aumentate del 16%. Perche'?
Perche' siamo di piu!

Nel 1990 la popolazione dell'area metropolitana di Los Angeles era di 11 milioni di persone.
Ora siamo a 13 milioni.

E' evidente che non abbiamo migliorato niente da un punto di vista ambientale, consumiano tutti un po di meno, ma siamo di piu' a consumare, per cui.. cui prodest?

E si, lo so che c'e' sempre il mantra della crescita-crescita-crescita economica che non si puo' che avere con crescita di persone, ma ad un certo punto occorre fermarsi a riflettere. Questa crescita quando e' che e' sufficente?

Quand' che invece occorre dire basta?

Che fine ha fatto la decrescita felice?

Quello che occorre, io penso, e' maggiore istruzione, maggiore accesso a metodi anticoncezionali, maggiore opportunita' lavorativa per tutti, ma specie per le donne, che possano avere consapevolezza che la vita possa essere piu' che far tanti, troppi figli.

Qualcuno ne parla?

No.

E' come detto sopra tabu', perche' c'e' l'idea che chi-siamo-noi-ricchi-bianchi-europei a dire ai paesi con natalita' massiccia, spesso in Africa e/o in via di sviluppo che la loro natalita' e' un problema. C'e' pure "il crescete e moltiplicatevi" a volte troppo letterale della chiesa cattolica, o l'idea che occorre arrivare al figlio maschio e non fermarsi finche' non ci si arriva.

E' evidente pero' che non parlarne non porta via il problema. Io non mi occupo e non mi voglio occupare di flussi migratori e dei barconi di migranti economici che arrivano anche in Italia, ma e' lampante che finche' la popolazione continua a crescere a ritmi insostenibili in paesi con poche opportunita' ci sara' sempre pressione demografica dai paesi africani verso l'Europa.

Uno ci deve pensare: una nazione, appunto la Nigeria, che passera' in 30 anni da 200 a 400 milioni di residenti. E' impossibile gestire il tutto in modo coerente e intelligente. Trent'anni non sono niente e non e' possibile provvedere a tutti. Neanche la Svezia ci riuscirebbe secondo me.

E come detto sopra, non dobbiamo tornare alle sterlizzazioni di massa, ma occorre che un dialogo inizi, di modo che tutti abbiano voce in capitolo, che non sia una cosa di bianchi o neri, di ricchi o di poveri, quanto una cosa che riguarda il pianeta intero.

La cosa triste pero' e' che invece in altri paesi, specie quelli piu' ricchi, ed europei, la natalita' e' in decrescita. Molti paesi, inclusa l'Italia, e il Giappone hanno crescita zero o negativa. Il tasso ottimale per la riproduzione costante e' di 2.1 figli per donna; in Europa siamo a 1.6, secondo le ultime stime. Anche questo porta certo a problemi su cui occorre discutere:  invecchiamento della popolazione, pressione sul sistema sanitario. 

E' la prima volta che parlo di questo tema cosi apertamente. So che arrivaranno enormi critiche e accuse forse anche pesanti. So anche il problema e' molto piu' complesso e che esulano da questo mio spazio e ci sono domande difficili da porsi e ancora piu' difficili a cui rispondere: perche' gli europei non fanno figli? e' giusto pensare di sistemare le cose mandando persone da paesi con alta natalita' verso quelli con bassa natalita'? Si risolve cosi' il problema della sovrappopolazione? Se si, e' una vera soluzione o a un certo punto davvero siamo in troppi? E le culture autoctone? E le tensioni sociali? Chi deve pagare il tutto? Gli europei hanno obblighi verso gli africani per i secoli di colonialismo? Si possono fare questi discorsi senza essere tacciati di essere razzisti? O forse noi non lo sappiamo ma la terra davvero ce la puo' fare?

E tante altre cose che appunto fanno di questo tema qualcosa di difficile,  a cui non so dare risposte.

Pero' veramente penso che occorre iniziare a parlare del fatto che noi umani siamo troppi su questa terra e che piante ed animali e tutto cio' che rende il pianeta unico ed irripetibile abbiano il sacrosanto diritto di vivere.

Fra 10 anni ci sara' un miliardo di persone in piu' su questa terra.

Un miliardo.

Questi sono fatti e sono numeri, secondo me, agghiaccianti.

Thursday, May 3, 2012

Il fracking e la salute delle donne



Sara Jerving e' una giornalista che scrive per il Center for Media and Democracy. Ha scritto un report giornalistico sugli effetti del fracking sulla salute delle donne. Interessantissimo, ma non dissimile dai soliti effetti delle trivellazioni sulla salute delle donne: aborti, problemi ai sistemi riproduttivi, e danni ai feti, nonche' tumori al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endocrine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all'utero.

Il reportage si chiama "The fracking frenzy's impact on women" - "L'impatto sulle donne della corsa al fracking".

La prima sezione si intitola "Toxins in fracking process linked to breast cancer", "Le tossine nel processo di fracking sono collegate ai tumori al seno".

Infatti guarda caso, nelle sei contee in Texas dove fanno fracking in maggior misura, ci sono stati aumenti di casi di tumore al seno, mentre sono in calo nel resto dello stato. Il rapporto parla anche di benzene, cancerogeno, di materiale radioattivo, e di morie di animali.

L'EPA e' the Environmental Protection Agency degli USA - l'equivalente del Ministero dell'Ambiente.

Not only do the chemical cocktail inserted into the ground been shown to contaminate groundwater and drinking water, but fracking fluid also picks up toxins on its trip down to the bedrock and back up again that had previously been safely locked away underground. Chemicals linked to cancer are present in nearly all of the steps of extraction — in the fracking fluids, the release of radioactive and other hazardous materials from the shale, and in transportation and drilling related air pollution and contaminated water disposal. 

Non solo le sostanze tossiche iniettate nel sottosuolo contaminano le falde acquifere e l'acqua potabile, ma i fluidi del fracking catturano varie tossine nel loro viaggio verso su e giu' da e verso il sottosuolo che madre natura aveva seppellito in sicurezza. Sostanze chimiche collegate al cancro sono presenti in tutte le fasi dell'estrazione - nei fluidi del fracking, nel rilascio di sostanze radioattive e di altro material dallo shale gas, nel trasporto e nelle trivellazioni che inquinano l'aria e nella dismissione di acqua contaminata.

Some reports indicate that more than 25 percent of the chemicals used in natural gas operations have been linked to cancer or mutations, although companies like Halliburton have lobbied hard to keep the public in the dark about the exact formula of fracking fluids. According to the U.S. Committee on Energy and Commerce, fracking companies used 95 products containing 13 different known and suspected carcinogens between 2005 and 2009 as part of the fracking fluid that is injected in the ground. These include naphthalene, benzene, and acrylamide. Benzene, which the U.S. EPA has classified as a Group A, human carcinogen, is released in the fracking process through air pollution and in the water contaminated by the drilling process. The Institute of Medicine released a report in December 2011 that links breast cancer to exposure to benzene. 

Alcuni rapporti indicano che piu' del 25% delle sostanze chimiche usate nelle operazioni di trivellazione del gas naturale, sono stati collegati a cancro o mutazioni, sebbene alcune ditte, come la Halliburton, a lungo hanno cercato di fare operazioni di lobbying per tenere nascoste le formule esatte dei fanghi usati per il fracking. Secondo la US Committee on Energy and Commerce, le ditte del fracking fra il 2005 e il 2009 hanno usato 95 prodotti che contengono 13 sostanze carcinogeniche note o sospette, come parte delle miscele di fracking che sono iniettate nel sottosuolo. Queste includono naphtalene, benzene e acrylamide. Il benzene, che la EPA degli USA ha classificato come parte del gruppo A, un carcinogenico umano, e' rilasciato nella fase di fracking tramite inquinamento in aria e in acqua durante le trivellazioni. L'istituto di medicina ha rilasciato un rapporto nel dicembre 2011 secondo cui l'esposizione al benzene causa tumori al seno.

Up to thirty-seven percent of chemicals in fracking fluids have been identified as endocrine-disruptors — chemicals that have potential adverse developmental and reproductive effects. According to the U.S. EPA, exposure to these types of chemicals has also been implicated in breast cancer

Fino al 37% delle sostanze chimiche usate nel fracking sono state identificate come sostanze che hanno effetti negativi sui sistemi endocrini  - cioe' che hanno effetti avversi sui sistemi di sviluppo e riproduttivi. Secondo l'EPA degli USA, l'esposizione a queste sostanze chimiche e' collegato al cancro al seno.

The Marcellus Shale in the northeast part of the United States also naturally contains radioactive materials, including radium, which is largely locked away in the bedrock. The New York’s Department of Environmental Conservation (DEC) analyzed 13 samples of water, contaminated by the fracking process, as a result of the hydraulic fracturing of the shale during the extraction process. The DEC found that the resulting water contained levels of radium-226, some as high as 267 times the limit for safe discharge into the environment and more than 3000 times the limit safe for people to drink. One gas well can produce over a million gallons of contaminated water. A New York Times expose in 2011, released secret EPA documents that illustrated how this water is sometimes sent to sewage plants that are not designed to process the dangerous chemicals or radiation which in some instances are used in municipal drinking supplies or are released into rivers and streams that supply drinking water. 

La zona del Marcellus Shale nel parte nord-est degli USA contiene materiale radioattivo allo stato naturale, fra cui il radon, che e' in maggior parte contenuto nella roccia sotterranea. Il New York Department of Environmental Conservation (DEC) ha analizzato 13 campioni di acqua contaminata dal processo di fracking. Hanno trovato che l'acqua conteneva alti tassi di radium-226, in alcuni casi fino a 267 volte piu' di quanto possibile rilasciare in ambiente, e piu' di 3000 volte maggiore il limite di tossicita' per gli umani. Un pozzo di gas puo' produtte piu' di un milione di galloni di acqua di acqua contaminata (4 milioni di litri). Un espose' del New York Times del 2011, ha reso pubblici alcuni documenti segreti segreti dell'EPA secondo il quale questa acqua viene in alcuni casi mandata alle centrali di trattamento che non sono state disegnate per tali trattamenti con sostanze chimiche e radiazione che viene mandata alle fonti idriche municipali o sono rilasciate nei fiumi e nei torrenti che alimimentano le fonti idriche.

Emerging data points to a problem requiring more study. In the six counties in Texas which have seen the most concentrated gas drilling, breast cancer rates have risen significantly, while over the same period the rates for this kind of cancer have declined elsewhere in the state. Similarly, in western New York, where traditional gas drilling processes have been used for decades before hydrofracking came along, has been practiced for nearly two centuries, rural counties with historically intensive gas industry activity show consistently higher cancer death rates (PDF) than rural counties without drilling activity. For women, this includes breast, cervix, colon, endocrine glands, larynx, ovary, rectal, uterine, and other cancers. 

Alcuni dati recenti mostrano che c'e' bisogno di maggiori studi. Nelle sei contee del Texas dove ci sono stati i maggiori tassi di trivellazione di gas, i tassi di tumori al seno sono aumentati in maniera sostanziale, mentre nel resto dello stato i tassi per questo tipo di cancro sono scesi. Allo stesso modo, nella parte occidentale dello stato New York dove le trivellazioni convenzionali di gas sono stati usati per decenni prima del fracking, alcune contee con alti tassi di operazioni petrolifere mostrano alti tassi di morti per tumore, rispetto alle contee in cui non ci sono state attivita' petrolifere. Per le donne, questo include cancro al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endorcine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all'utero.

La sezione successiva ha per titolo "Toxins linked to Spontaneous Abortion and Birth Defect", "Le tossine collegate agli aborti spontanei e ai danni alla nascita". In particolare, si sono gia' registrati forti tassi di aborti e di feti morti alla nascita fra animali, specie mucche, tenute vicino ai pozzi del fracking.

Certain compounds, such as toluene, that are released as gas at the wellhead and also found in water contaminated by fracking have the potential to harm to pregnant women or women wishing to become pregnant. According to the U.S. EPA, studies have shown that toluene can cause an assortment of developmental disorders in children born to pregnant women that have been exposed to toulene. Pregnant women also carry an increase risk of spontaneous abortion from exposure to toluene. Wyoming failed to meet federal standards for air quality due to fumes containing toluene and benzene in 2009. 

Alcuni composti chimici, come il toluene, che sono rilasciati dal pozzo e sono anche riscontrati nell'acqua contaminata dal fracking, hanno il potenziale di causare danni a donne incinte o che vorrebbero essere incinte. Secondo l'EPA degli USA, alcuni studi mostrano che il toluene puo' causare una serie di disturbi allo sviluppo del feto e di bambini nati da donne incinte esposte al toluene durante la gravidanza. Il toluene causa anche aumenti di rischio di aborti spontanei nelle donne. Lo stato del Wyoming non ha rispettato i livelli federali standard per la qualita' dell'ambiente a causa dei fumi tossici di toluene e di benzene nel 2009.

L'articolo denuncia anche i tentativi dei petrolieri di far finta di avere a cuore i problemi delle donne, dipingendo di rosa alcuni pozzi e facendo delle donazioni alla ricerca sul cancro al seno, mentre allo steso tempo iniettano enormi quantita' di sostanze carcinogeniche, neurotossine, biocidi e sregolatori dell'attivita' endocrina, mentre trivellano, causano perdite e rilasciano monnezza sopra e sottosuolo.

Evviva i petrolieri allora!