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Friday, May 25, 2012

L'Inghilterra frena sul fracking



In questi giorni un sacco di email sul terremoto in Emilia, e se possano esserci collegamenti con le trivellazioni. Purtroppo sono stata in viaggio, e non ho avuto tempo di leggere, indagare la questione a fondo.

Ovviamente in Italia i siti governativi sono fatti apposta per confondere le idee alle persone, e a tuttoggi non e' chiaro se e dove si faccia fracking in Italia. Torneremo su questo tema, ma per adesso voglio solo dire che l'Italia e' un paese sismico, per chi non lo sapesse, e che trivellare lo stivale per poche gocce di idrocarburi, fracking o non fracking, stoccaggio o non stoccaggio, metano o petrolio che siano, e' semplicemente folle, almeno secondo me. 

Veniamo allora al Regno Unito, dove il discorso fracking va in giro gia' da molto tempo. I problemi ci sono giaĆ  stati, fra cui, in maniera inequivocabile, che le trivelle del fracking hanno sicuramente causato terremoti a Blackpool Lancashire, UK, per opera della Cuadrilla Resources.

Hanno inziato a testare nel 2011, e progettavano di trivellare 400 pozzi inizialmente, fino ad un massimo di 800 se i pozzi erano fruttuosi.

Come sempre hanno sparato cifre su cifre - 200 trillioni di metri cubi di gas, 5600 posti di lavoro, nessun problema alle falde idriche, 30 o 50 anni di produzione, impatto visivo nullo. Hanno detto infatti che avrebbero mimetizzato per bene i loro pozzi nelle campagne inglesi!

Chissa' trivelle che si confondono con alberi? Cosa, li dipingono di verde? Ci mettono le foglioline?

Ad ogni modo, queste cifre erano e sono da capogiro - 200 trillioni di metri cubi di gas e' 10 volte tutto il gas che c'e' nell' intero Mare del Nord.

Ed ecco che arriva Madre Natura a ricordare a tutti chi e' che veramente comanda: lei, con le sue logiche e i suoi ritmi. Infatti, il 1 Aprile e il 27 Maggio 2011 ci furono 2 terremoti - di grado 2.3 e 1.5 rispettivamente e a 500 metri dal pozzo del fracking della Cuadrilla Resources.

I geologi hanno concluso che il fracking ha attivato queste scosse e che possibili altri terremoti sarebbero potuti giungere al grado 3 Richter. L'area non era sismica prima del fracking.

In seguito ai terremoti del 2011, tutte le operazioni di fracking sono state fermate in Inghilterra per studiare il problema. Nell'Aprile del 2012 e' stato diffuso un documento, parzialmente finanziato dall'industria del fracking, in cui si affermava che l fracking  poteva continuare a patto che venissero creati protocolli piu' rigidi.

Si concludeva che i rischi del fracking erano gli stessi di 'qualsiasi attivita' mineraria', che anche se si arriva a terremoti di grado 3, ci sarebbero stati 'pochi' danni strutturali e che al massimo la gente avrebbe 'avvertito' i terremoti e ci sarebbe stato un po' di 'allarme'.

Un po di allarme? Un po di danni strutturali? Ma cosa vuol dire? Perche' uno dovrebbe accettare 'un po' di queste cose, per tutta la vita? Per cosa in cambio? E poi, ma che vuoi che dicano i petrolieri? Diranno sempre che e' tutto lieve e delicato. Quelli venderebbero le loro madri pur di trivellare!

Finalmente, domenica 20 Maggio 2012, secondo un articolo dell'Independent,  il governo ha RIGETTATO l'uso di shale gas tecnology - il cosiddetto fracking - come modo per uscire dalla crisi energetica, arrivando alla conclusione che, nonostante tutte le loro balle, il fracking non migliorera'  ne la bolletta ne l'approviggionamento energetico dei britannici.

Cuadrilla Resources, gli altri petrolieri britannici o che operano in Inghilterra - la Shell, la Schlumberger, Centrica - avevano promesso il solito El Dorado del fracking- costi ridotti, maggiore produzione interna per il paese, e il tutto in tempi rapidi e in modo assolutamente sicuro. Ma ad un meeting governativo, con dati alla mano, e con domande chiare e mirate, finalmente hanno dovuto ammettere che le riserve sono poche, antieconomiche, dannose all'ambiente e sopratutto che il paese e' densamente abitato ed estrarre e' difficile a causa della contorta geologia e degli impatti sulle comunita' locali.

Questo in Inghilterra, paese non certo sismico come il nostro. 

Sorge ovviamente la domanda: e in Italia dove siamo gia' sismici cosa comporterebbe il fracking?

Visto che in Italia non si parla di grado 1 o 2, ma di gradi 5 o 6 gia' in maniera 'naturale' e visto che in Italia siamo densamente abitati, soggetti a subsidenza, con edifici traballanti o per storia o per mala-edilizia, perche' questo tema  delle trivelle in generale non viene affrontato in maniera, come dire, piu' scientifica, con commissioni *indipendendenti* e non pagate da ENI o Total o Assomineraria per affrontare la questione nella sua interezza? Come si fa a sapere se, dove e quando ci sara' fracking in Italia?

Chissa'. Ci piace l'illogicita', evidentemente.






Wednesday, April 15, 2009

Sisimicita' petrolifera: un avvertimento





Antimony-124, argon-41, cobalt-60, iodine-131, iridium-192, lanthanum-140, manganese-56, scandium-46, sodium-24, silver-110m, technetium-99m, and xenon-133 are most commonly used by the oil and gas industry because they are easily identified and measured.

La Schlumberger e' una ditta che perfora pozzi petroliferi e che spesso lavora anche con l'ENI. Ne abbiamo parlato diverse volte in questo blog perche' opera in Basilicata e in Emilia Romagna dove, fra le altre cose, utilizza materiale radioattivo per perforare pozzi a vari chilometri sottoterra. Questa ditta e' anche accusata di avere trafficato uranio arricchito in maniera illegale per conto dell'Iran. Apocalisseitalia ne parla in un articolo di denuncia del Boston Globe qui.

Dunque, questa Schlumberger proprio una ditta di santi non e'. Come abbiamo descritto qualche giorno fa, questi tizi hanno sponsorizzato degli studi per capire meglio il collegamento fra sismicita' ed attivita petrolifera. L'articolo e' stato scritto da tre scienziati russi dell'Istituto della Dinamica della Geosfera, che e' parte dell'Accademia Russa della Scienza in collaborazione con il Ministero Russo dell'Energia e dei Carburanti. Lo studio e' dunque di parte, e dalla parte dei petrolieri che lo hanno commissionato e pagato.

In aggiunta a cio' di cui abbiamo la volta scorsa, in questo lavoro si mette in evidenza come sia l'estrazione di idrocarburi che l'iniezione di fluidi di riempimento nel terreno possono causare la sismicita'.

Quando la roccia non e' sottoposta a grandi stress tettonici naturali, i terremoti che ne risultano sono di magnitudine bassa, dai 0 ai 3 gradi della scala Richter. Ma quanto la roccia e' gia' sotto forti pressioni tettoniche l'energia aggiunta dall'opera umana puo' avere un forte effetto destabilizzante. Anche azioni apparentemente minori possono causare della sismicita' grave.

Lo sfruttamento petrolifero a lungo termine puo' disturbare le condizioni del sottosuolo attorno ai giacimenti di petrolio e di gas in molti modi. I fluidi di riempimento possono propagarsi e penetrare nelle crepe e nell fratture contribuendo allo spostamento di roccia, al propagarsi di crepe, sfalsando gli equilibri e aggiungendo maggiori pressioni in punti vulnerabili e gia' sismici di per se. Lo stesso vale per l'estrazione di petrolio che puo' spostare sulle roccie circostanti pressioni e forze che prima erano equilibrate.

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Gazli e' una citta' petrolizzata dell'Uzbekistan che viene strfuttata dal 1962. Il campo presenta subsidenza con il territorio che si abbassa di un centimetro all'anno (dunque di quasi mezzo metro dall'inizio delle operazioni).

Dal 1976 iniziarono le prime scosse di terremoto prima di allora mai registrate. Furono di 6.8, 7.3 e poi ancora di 7.2 della scala Richter. I nostro terremoto e' stato di 5.8 gradi della scala Richter. Questi terremoti liberarono circa CINQUANTA VOLTE piu energia del nostro.

LA ZONA NON ERA SISMICA. FURONO I PIU' FORTI TERREMOTI MAI REGISTRATI IN TUTTA L'ASIA CENTRALE.
Dopo il terremoto si crearono altre faglie sotterranee, il terreno si abbasso' di altri 23 centimetri in alcuni posti, mentre in altri vi furono spostamenti orizzontali o in altezza del terreno. La frase piu importante di tutto l'articolo, secondo me, sta qui:

THE AMASSED DATA INDICATE THAT THE GAZLI EARTHQUAKES WERE TRIGGERED BY EXPLOITATION OF THE GAS FIELD.

Tutti i dati accumulati indicano che i terremoti di Gazli furono dovuti allo sfruttamento del campo di idrocarburi.

Nella zona non erano stati inclusi studi sismici di alcun genere.

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Romashinko e' il campo petrolifero piu' grande della Russia. Venne sfruttato a partire dal 1948. La zona, prima dell'arrivo del campo petrolifero era considerata non sismica.

A partire dal 1982 pero' dopo decenni di iniezione di fluidi ed estrazione di petrolio, iniziarono ad essere registrati terremoti di scala variabile e in maniera continua con punte di 4.0 gradi Richeter. Grazie alla gran quantita' di terremoti, si pote' studiare la correlazione attivita' petrolifera e sismica e si giunse alla conclusione che, guarda caso, sono correlati.

Ora se tutto questo accade in zone NON SISMICHE cosa mai regaleremo al nostro Abruzzo che invece e' zona a super rischio di terremoti?

Cosa sarebbe successo se all'Aquila il terreno fosse stato sottoposto ad altra attivita' destabilizzante del sottosuolo come l'estrazione petrolifera? Cosa sarebbe successo nella zona costiera se questa fosse stata perforata in lungo ed in largo PRIMA del terremoto dell'Aquila? Invece di tanta paura ci sarebbero stati danni maggiori? Chi lo sa. Sappiamo solo che gravissimi rischi esistono e che siccome NESSUNO puo' sapere cosa c'e' nel sottosuolo, e' meglio evitare altra morte.

Non siamo neanche capaci di costruire condomini e ospedali con i criteri giusti, figuriamoci l'infrastruttura petrolifera. Chi mai controllera' che quando si scavano i pozzi verra' tutto fatto a regola d'arte? Chi studiera' il terreno? Chi potra' mai sapere cosa si incontra quando si scava? Chi potra' mai prevedere come il nostro terreno, gia' sismico di per se, potra' reagire alle trivelle?NESSUNO.

L'ABRUZZO NON HA IL TERRITORIO ADATTO PER ESSERE TRIVELLATO.

Io non potevo restare a braccia conserte. Dopo il convegno di Washington dovevo andare a Genova, ma ho deciso di cancellare tutto e di venire in Abruzzo per 4 giorni. Qui c'e' la protezione civile, le lacrime, le bare, la rabbia, le promesse. C'e' anche il cielo di aprile, i mandorli in fiore, la natura ancora bella, ancora costanentemente violentata e poco apprezzata. Ci sono pure le persone orrende che per rispiarmare diecimila euro o giu' di li in cemento hanno ucciso fior di giovani intrappolati fra le macerie. C'e' la voglia di giustizia e di sbattere in galera questa gentaglia a lungo, lunghissimo perche' non e' giusto.

Ma tutto questo non basta. Occorre onorare quei trecento morti evitando altre catastrofi simili. Aggiustiamo tutti gli ospedali d'Italia. Controlliamo tutti gli edifici pubblici. Abbattiamo i mostri inutili ed insicuri. Non petrolizziamo la nostra terra. Non ci serve.