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Saturday, May 22, 2010

Simona Vicari, senatrice della repubblica



In alto, le royalties nel resto del mondo, da L'Economist. L'Italia non ci entra. Da noi, si paga il 4% per le estrazioni in mare. In Libia, oltre il 90%.

Simona Vicari e' una senatrice della repubblica del PdL
, laureata in architettura che circa un mese fa ha fatto un intervento presso il Senato sulle royalties italiane, a nome della commissione industria del senato. Il tema era l'aumento delle royalties del petrolio in Italia.

La Vicari ci da una lezione di "filosofia economica" parlando di petrolio in Italia. Ci dice che

le royalties costituiscono uno dei principali parametri che permettono di stimare la redditivita' di un investimento, e di conseguenza ne determinano l'eventuale realizzazione.

Per questo gli stati le mantengono basse se il rischio minerario e' elevato o intendono attirare gli investimenti in tali attivita', mentre sono piu' alte se il rischio e' minore oppure non si vogliono promuovere gli investimenti.

In Italia abbiamo delle royalties bassissime - questo e' innegabile. E allora cosa vuol dire l'architetto Vicari?

Secondo le sue parole potrebbe anche essere che il rischio minerario e' elevato. Ma il rischio di cosa e' alto? Ambientale? Per le popolazioni? Perche' sottoterra c'e' lo schifo? O perche' sopra c'era quello che un tempo era considerato il giardino d'Europa? O un po di tutto...

Poi dice

Basti qui pensare ai dati forniti dal Presidente De Scalzi nel corso del suo intervento introduttivo da cui emergono chiaramente le potenzialita' di un settore che, fino ad ora, non e' stato pienamente sviluppato a causa dei vincoli burocratici e di tutti quei lacci e laccioli che hanno progressivamente allungato, in misura ormai inaccettabile per le imprese, i tempi per ottenere le autorizzazioni alle attivita' di ricerca e di estrazione.


Ora De Scalzi e' il prediente di Assomineraria. Cosa vuole dire il De Scalzi? E' un petroliere!! L'architetto Vicari sembra dimenticare che l'Italia e' popolata da cima a fondo, che l'Italia non e' un deserto come l'Arabia Saudita, che l'Italia ha del petrolio scadente. I lacci e laccioli di cui l'architetto Vicari parla non sono ovviamente serviti a salvare la martoriata Basilicata.

Vogliamo esportare quel modello nel resto d'Italia, invece che chiedere scusa alla Basilicata e ridarle un territorio migliore? In Lucania la produzione agricola e' dimezzata da quando c'e' petrolio, la gente trova idrocarburi nel miele, emigrano, si ammalano, mele, fagioli e uva vicino alla Val D'Agri non si possono piu' mangiare, lo sa questo Mrs Vicari? l'ENI gli ha inquinato le falde idriche, lo sa questo Mrs. Vicari, o parla tanto per parlare?

Tutto questo ha progressivamente sfiduciato, me ne rendo conto, gli operatori del settore che si trovano ormai ad un bivio se continuare a investire nel nostro Paese o se indirizzare le proprie risorse verso altre opportunita, magari in altri Paesi.

E quali altri paesi? La Libia dove le royalties sono quasi del 90%? O In Norvegia 80%? O in Alsaka, 60%? O in Canada, 50%? Certo, non sara' mai De Scalzi a dirglielo alla Vicari! E cosa vogliamo fare, dare fiducia ai petrolieri e toglierla agli alberganti? Ai contadini? Ai turisti?

PETROLIO E VITA SANA NON SONO COMPATIBILI, MIA CARA.

Per questo ritengo che l'Italia non possa permettersi di perdere quest'ultimo treno e che il Parlamento dovra pertanto lavorare nella direzione di una riforma semplificatrice, sulla scia di quanto gia' avvenuto, con questo governo, con la legge n. 99/09, in modo da dare nuova fiducia e sbloccare finalmente i tanti investimenti nei quali, ne sono convinta, molti imprenditori ancora credono.

E si certo, cosi possiamo trivellare dentro i parchi, vicino agli ospedali, a riva, vicino alle case, fra i campi del Montepulciano, piu' facilmente, come se niente fosse e come se l'opinione delle persone non contasse niente. Una cosa vergognosa. Pensi piuttosto al treno del turismo, del sapere, dell'informazione, dell'economia verde e del solare che abbiamo gia' perso e che sono di gran lunga piu' importanti dell'accontentare le lobby di De Scalzi e compari.

Sono quindi qui oggi per assicurarvi il mio impegno personale e mi aspetto, proprio da voi e dalla vostra esperienza, quelle indicazioni sulle priorita' e sulle esigenze che dovranno trovare spazio in una iniziativa legislativa di questa maggioranza di governo.

E certo, e perche' l'architetto Vicari non e' venuta a parlare con gli abruzzesi, coi lucani, coi chioggiotti, e con tutti quelli che il petrolio non ce lo vogliono fra le loro case? Perche' non lo mettiamo dentro casa sua un pozzo di petrolio con raffineria annessa?

In particolare, ritengo che un intervento riformatore dovrebbe articolarsi lungo tre direttrici principali:

1)una semplificazione complessiva delle attuali procedure autorizzative;

2)una rivisitazione del sistema dei prelievi fiscali che gravano sulle attivita' upstream, con una contestuale ridefinizione degli attuali meccanismi di redistribuzione dei ricavi delle royalties sui territori coinvolti;

3)l'affidamento delle competenze autorizzative e di controllo ad una apposita agenzia.

E poi segue con un sacco di blabla sul fatto che dimuniamo le royalties, i controlli, la partecipazione popolare, pero' e' tutto fatto con le migliori intenzioni perche' si vogliono rafforzare gli

imprenditori seri che intendono avviare la loro attivita' nel rispetto della normativa ambientale e dei parametri e degli standard di sicurezza

io ne devo ancora trovare uno di petrolieri che rispecchi queste caratteristiche! Ma l'architetto Vicari c'e' mai stata in Basilicata? Lo sa che li muoiono? Credo di no. Dice che questo portera'

alla realizzazione di numerosissimi investimenti di dimensioni medie, dal forte valore occupazionale, la cui operativita' spesso si e' bloccata nelle sabbie mobili dei diversi livelli di governo chiamati a fornire le proprie autorizzazioni.

Numerosissimi!! proprio come in Lucania, dove dal petrolio si e' passati ad altri petrolio, scorie e centrali nucleari e monnezza di vario genere. Secondo lei bisogna torgliere tutti i controlli, autorizzazioni , iter burocratici, e lasciamoli solo per

tutti quei casi di maggiore delicatezza in cui e' necessario un controllo a monte da parte delle autorita' di sicurezza preposte sulle attivita' che si intendono avviare.

E quali sarebbero quelle piu' delicate? Quelle meno delicate? Come gia' detto si vuole trivellare l'Italia in lungo e in largo. Forse che certi parchi contano di piu' che altri? Certi mari sono piu' belli di certi altri? Certe persone sono piu' persone di altri? Il rischio sismico e' piu' importante delle colture di uva? O viceversa?

L'archiettetto Vicari propone:

l'autorizzazione unica, sia per quanto riguarda i tempi certi stabiliti per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di opere infrastrutturali energetiche ritenute strategiche.

Unica di che? E aggiunge:

Gli stati che derivano la maggior parte delle proprie entrate di bilancio dalla produzione di idrocarburi (area del Golfo Persico, Venezuela) tendono a fissare le royalties, o piu' in generale la fiscalita' petrolifera, comunque essa sia strutturata, ai massimi livelli.


Cio' sembrerebbe ovvio considerata l'ampia disponibilita' di risorse petrolifere o di gas e il limitato rischio minerario, ma livelli eccessivi possono costituire una barriera all'apporto dei capitali necessari per eseguire le attivita' di ricerca e produzione, privilegiando cosi' le nazioni con fiscalita' minor rispetto alle altre.

Ma cosa dice??? NOI NON SIAMO L'ARABIA SAUDITA!!!! Non possiamo e non vogliamo competere con loro per attrarre capitali petroliferi!!!

E' stato ricordato dal Presidente che alcuni Paesi europei come l'Inghilterra, la Danimarca e la Norvegia, non applicano delle royalties sulle attivita' estrattive.

Non e' vero. Di nuovo, cosa vuole che dica De Scalzi? Io so solo che la tabella lassu' l'ha messa su l'Economist. In Norvegia l'80% del ricavato del petrolio va al governo!!!

L'Italia, ha conservato un meccanismo che vede dei livelli percentuali tra i piu' alti in Europa in rapporto ai rischi minerari che si corrono.

Ricordo che furono gli ampi ritrovamenti di metano nella Valle Padana e in seguito nell'offshore ravennate nel periodo 1950-1970, uniti alla legislazione e alla fiscalita; favorevole, a fornire l'energia a basso prezzo per la ricostruzione postbellica e il boom industriale dell'Italia di quegli anni.

Si, e intanto il Polesine e' sprofondato, e a Ravenna ancora adesso ne pagano le conseguenze di quelle estrazioni di gas, cone le chiese allagate per la subsidenza. Ma se le estrazioni di metano si sono fermate per la subsidenza indotta!! E poi, la ricostruzione postbellica l'ha pagata qualcun altro, e non e' stata certo l'ENI. Mai sentito parlare di Piano Marshall?

Dal 1995 la produzione nazionale complessiva di idrocarburi, e in particolare di gas naturale, risulta in calo e royalties inaccessibili renderebbero poco attraente, in quanto non conveniente, la ricerca di idrocarburi, che pur fa risparmiare l'importazione di petrolio e di gas per le quantita' ritrovate; allontanerebbe le societa' straniere con il loro apporto di capitali; farebbe diminuire il lavoro sia nell'secuzione delle ricerche di idrocarburi sia nei progetti di realizzazione, in particolare nell'indotto (cantieri di costruzione, etc.); limiterebbe lo sviluppo della conoscenza scientifica e del relativo know how.

Mi sto facendo due risate. In Italia abbiamo il piu grande giacimento di petrolio d'Europa, in Basilicata. Produce solo il 6% del fabbisogno nazionale. Il resto lo importiamo. Per di piu' la maggior parte del petrolio lucano finisce all'estero, viene raffinato in parte a Viggiano epoi spedito a Taranto ed esportato. A guadagno dell'ENI e non dell'Italia, cara senatrice.
Infine, le ditte straniere vengono in Italia solo ed esclusivamente perche' qui costa poco, e' facile fare disastri e non pagarne le conseguenze.

Per questo, una riforma coraggiosa dovrebbe orientarsi verso un ripensamento, semmai verso il basso del regime delle royalties. In quest'ottica ritengo sia necessario aumentare la percentuale di risorse a disposizione dei comuni interessati in modo tale da far percepire con immediatezza, ai cittadini residenti nel territorio in cui si svolge l'attivita' estrattiva, i benefici economici che derivano alla comunita' locale.

Non vi sembra la fotocopia di quanto promesso da Mauro Febbo a Gennaio 2009? Diamo quattro spiccioli in piu' agli Abruzzesi, e staranno zitti. Oppure quello che diceva Alfredo Castiglione, mettiamo una tassa di 50 euro ad ettaro. Oppure quello che vogliono fare a Bomba, un po di gas gratis - 6 euro a famiglia l'anno!!!!

Mi rendo conto che gli obiettivi appena delineati sono particolarmente ambiziosi e dovranno sicuramente fare i conti, tra l'altro, con l'attuale assetto costituzionale che, a seguito della riforma del titolo V, vede le regioni italiane particolarmente gelose delle proprie competenze in materia energetica.

Signora, non siamo gelosi di niente. Siamo innamorati del territorio e non vogliamo permettere a De Scalzi e ai suoi compari di venire a distruggere tutto quello che c'e' da distruggere con i loro pozzi, centri oli in terra e in mare, i loro inganni, le loro bugie.

Se lo faccia lei un pozzo dietro casa - con il pessimo petrolio italiano, puzzolente e sporco, e poi ci venga a riferire nelle piazze d'Abruzzo e non dentro ai palazzi romani.

Lo dico con la convinzione di chi, eletta in una regione come la Sicilia, vede tutti i giorni quali sono, i danni derivanti dalla perdita di opportunita' di sviluppo del proprio territorio. Come e' stato detto nella mia regione vi e' 1 miliardo di euro di investimenti che potrebbero essere sbloccati. Per questo spero che tutti insieme potremo contribuire ad una nuova prospettiva di crescita e sviluppo per il vostro settore nell'interesse delle regioni che nel proprio territorio racchiudono ricchezze ancora inesplorate e che sono sicuramente un valore aggiunto per tutto il nostro paese.

E i danni che ha portato l'ENI ad Augusta, Gela, Melilli, Siracusa, quelli non li vede? I malati, i bimbi deformi, quelli non contano niente? E allora trivelliamo Pantelleria, le Egadi, la Val di Noto???

E' agghiacciante il finale della signora e sa di propaganda della Germania che fu, e che si rivolge ai giovani:

Da ultimo, prima di concludere il mio intervento, volevo richiamare la vostra attenzione sull'importanza di rafforzare i processi comunicativi sulle opportunita' di sviluppo che le attivita' di ricerca e di estrazione possono fornire alle aree ove queste attivita' si svolgono.

Di nuovo, io le consiglio solo di andare in Basilicata. Ci scommetto che lei a Viggiano non c'e' mai stata e che non sa nemmeno dov'e'. Lo rafforzi li il processo comunicativo e lo spieghi a loro che significa avere il petrolio vicino agli ospedali e dentro le falde idriche e nel cibo.

Dico questo perche' in un mondo dove l'informazione e globalizzata e viaggia "alla velocita' della luce" attraverso strumenti come internet, bisogna evitare il diffondersi di strumentalizzazioni e di informazioni distorte che vengono diffuse da coloro che avversano i processi di sviluppo e di modernizzazione di intere parti del Paese.

Si riferisce a noi? Chissa'.

Auspico, infine, che questa campagna informativa di sensibilizzazione e comunicazione possa presto partire rivolgendosi in primis proprio alle giovani generazioni attraverso un ampio coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado.

Ma internet, mia cara Simona Vicari e' molto piu' intelligente delle sue assurde proposte ed idee.
Lo sa che


Lei ha visto cosa e' successo in Louisiana?

Basta fare Google, o se le piace di piu' Gogol.


Fonti: Vicari web site

17 comments:

wanadobee said...

si, vai con gogol. Questo ci dice tutto su quanto sono al passo coi tempi. Sono fermi all'antichita'.

Che pallonari nati, si lamentano che pagano troppe royalties mentre vivono a scrocco dell'Italia e delle sue risorse energetiche (per quanto siano di pessima qualita').

hermes said...

E' terribile. Consiglio a tutti di fare un giro nel web site di questa 'senatrice'.
I casi sono due: o si tratta di una donna profondamente ignorante (ma non è una attenuante né per lei, né per chi 'ha votata) o si tratta di una tizia in malafede.
Tertium non datur.
Mi è bastato leggere che al contrario dell'attuale governatore siciliano Lombardo la 'senatrice' ha la soluzione per la monnezza sicula: gli inceneritori!
La foto che la ritrae accanto allo smemorato d'Ippocrate (Veronesi, pseudo scienziato, pseudo oncologo) ho capito tutto.
Simona Vicari possiede le caratteristiche perfette per fare politica nell'Italia di oggi: una nazione arretrata culturalmente, oscurantista, fatalista, arrogante, disonesta, autoritaria (ma mai autorevole), anti democratica.

e che tristezza vedere su facebook tutta quella gente, sempre più rozza e imbarbarita, leccare le scarpe a questi 'potenti' nella speranza di raccattare qualche favore, qualche briciola.

elisa said...

fa davvero rabbrividire!!!
Ti rendi conto in che mani siamo???
è certo, povere compagnie petrolifere, le ostacolano in ogni modo, è per questo che siamo arretrati in Italia... ma questa è proprio una che ha una faccia tosta peggio quella di Scajola!!! MR, Le hai mandato una raccomandata con il tuo post? (anche se non so se sia così elevata culturalmente da saper leggere)

supertramp said...

e cosa vi aspettavate? ve l'ho sempre detto che alla cacca non c'è mai limite!

Stefania said...

non sono nemmeno riuscita a finire di leggere il post.
un delirio da ambientalismo sinistroide incompetente e demagogico, fatto in modo maleducato e strafottente.
un'applicazione lampante della teoria not in my backyard.
mi chiedo se l'autrice si sposti a nuoto o a piedi, se la sua casa sia fatta di paglia e fango ecc. ecc.
è molto comodo dire di no a tutto ciò che è collegato con l'industria mineraria, ma sfruttare i benefici che questa fornisce.
vorrei un solo esempio di un oggetto di uso comune non generato grazie all'estrazione mineraria (quindi tutto cio' che è composto o prodotto mediante metalli, plastica, legno, carta, ecc. ecc.)
… se tutti ragionassero come lei saremmo fermi a prima dell’uso della pietra focaia!
domanda: se i pozzi non li fanno in val d'agri (che comunque è deturpata e inquinata dalla metodica e irresponsabile gestione dei rifiuti, sepolti in ogni dove e provenienti da chissà dove) e li fanno in cina va bene vero? Tanto lì statistiche su mortalità e inquinamento non ne fanno…
concludo schifata proponendo una visione un po’ più oggettiva e non serve a nulla dire di no a prescindere, abbiamo gli strumenti per costruire il famoso "sviluppo sostenibile", abbiamo tecnologie in continua evoluzione e miglioramento… non serve fare dello stupido allarmismo se incompetenti, bisogna costruire dei progetti razionali lasciando fuori beghe politiche e personali!

maria rita said...

Signora,

io sono americana di nascita e di cultura. Anzi, le diro' di piu' - sono californiana. Ho vissuto in Italia solo per 15 anni della mia vita.

Non posso essere ambientalista di "tendenza sinistroide", semmmai di "tendenza californiana", una cosa di cui mi onoro. Qui e' vietato costruire centrali nucleari, reclicliamo il 60% della monnezza e non ci sono inceneritori di alcun genere. E' dal 1969 che non si mettono piu piattaforme in mare.

Con tutti i nostri guai, siamo lo stato piu' ricco dell'unione.

A me non me ne importa niente della politica italiana e delle sue beghe come dice lei e accusarmi di sinistra/destra serve solo a deflettere dai fatti che la senatrice vicari non conosce.

Quando uno non sa cosa scrivere sui dati, insulta - ovviamnente dietro l'anonimita'. Leggo stefania, ma devo leggere Simona?

Ho visto che qualcuno si e' loggato a questo blog dal senato italiano...

Ma lei l'ha vista o no la tabella delle tasse? 90% Libia, 80% Norway, 60% UK etc. In Italia e' un misero 4%in mare!!

L'ha visto o no cosa la legge obbliga i petrolieri USA ad ammettere?

Che le estrazioni di petrolio fanno venire il cancro - firmato Exxon, Chevron, ConocPhillips etc etc. Stampato sul Los Angeles Times il 29 Nov 2009. Mezza pagina.

Purtroppo non posso arrivare in Cina, ma in Basilicata si. E lo schifo che l'ENI ha fatto li, NON E' GIUSTO. E NON SI DEVE RIPETERE DA NESSUNA ALTRA PARTE.

CAPITO?

E' sui fatti che c'e' da rispondere, cara simona/stefania e non sulla mia persona.

Ilaria Lisa said...

signora Stefania/Simona, guardi che l'interessantissimo articolo riporta solo fedelmente quello che lei ha dichiarato...se c'è qualcuno che deve sdegnarsi siamo noi cittadini, alle spalle dei quali svendete territori, nazioni, regioni intere solo a nome del vostro personale lucro, come se aveste un pianeta alternativo in cui vivere.

supertramp said...

beh! la carta e il legno non dipendono dalle estrazione mineraria, mi basta solo questa affermazione per capire chi veramente soffre qui di delirio.

per i progetti ecosostenibili la vedo veramente dura con la classe politica che ci ritroviamo, sia da dx, sx e centro.

l'autrice del post mi creda con roba politica non ha niente a che fare.

per l'inutile allarmismo se incompetente, si faccia un giro sul server delle osservazioni per Elsa2, Ombrina Mare2, Bomba, ect, ect, (il server è pubblico), passi anche lei le notti a leggere i progetti dei petrolieri che da le loro carte sembra che producano acqua di rose e che tutto filerà liscio come l'olio, bugiardi sapendo di esserlo, ma lei evidentemente non sa neanche di che cosa parlo.

Lorenzo said...

Non se ne abbia a male signora stefania, ma la sua operazione di plastica al cervello non è riuscita molto bene. All'inizio sembrava perfetta, ma adesso, non appena apre bocca, se ne accorgono - sempre più spesso.

Senza invidia nè odio ma con disgusto, tanto disgusto.

P.S. perchè non consiglia alla senatrice di andare a fare gli stessi discorsi agli abitanti di New Orleans che l'hanno fatta cittadina onoraria, e poi ci racconta? (Se non ha capito l'ironia chieda pure, qua possiamo rispondere su tutto ;-))

lorenzo

giacinto2000 said...

che bello avere certi attacchi diretti e gratuiti. Le accuse di Stefania........pardon.....Simona sono il classico minestrone di luoghi comuni sulla cittadinanza attiva in Italia. La senatrice VIcari non ha avuto neanche la furbizia di loggarsi da un internet point romano o cmq da un pc privato.........cmq alle sue accuse si puo' garbatamente rispondere che:

1- Non esiste nessuna sindrome NIMBY, sono etichette tirate fuori a fine anni 90 dalle classi dirigenti e dai mass media a loro compiacenti per stigmatizzare invece i comportamenti civici delle popolazioni,
2- Il suo scaldarsi contro i sinistri e gli ambientalisti e' pura rabbia di chi schiuma astio nei confronti di chi non vuol essere trattato da suddito. Ma non mi meraviglio, il suo padrone crede di essere il padrone nazionale.La Vicari e' talmente male informata della questione abruzzese da non sapere che MAriaRita e' italo americana vivente negli USA.Penosa.
3- L'estrazione mineraria, senatrice Vicari, comprende non solo petrolio o carbone ma anche ferro,zinco, acciaio, stagno ecc...le teconologie attuali permettono di vivere serenamente senza inquinare oltremodo. Se noi abbiamo la sindrome NIMBY le persone come la VIcari hanno la sindrome di Montgomery Burns, il quale, in una puntata dei SImpson, oscura il sole per ricattare la popolazione di SPringfield in eterno dipendente dalla sua centrale nucleare.
4- La val d'agri e' inquinata perche' ci sono i petrolieri e non perche' non sanno gestire i rifiuti.Penosa doppia.
5- Lei e' un architetto, quali conpetenze avrebbe in piu' rispetto a professori di vulcanologia universitari, fisici, statistici,ingegneri e geologi abruzzesi, mi scusi? Lei se la sente dunque di rassicurarci?

Anonymous said...

mamma mia signora Stefania!
a giudicare dal suo commento sembra che la stia prendendo come una cosa personale... mica si parla di lei nel post! suvvia!
per il resto mi associo alle parole di Mr. Supertramp. tutti qui, oltre a conoscere il nostro territorio, abbiamo letto le pile di scartoffie presentate ai ministeri o alla regione da parte dei petrolieri e altrettante pile di articoli scientifici per essere meno "incompetenti-sinistroidi-ambientalisti" come ci chiama lei.
un saluto
Clara

sinistroide said...

Ecco la, l'accusa. Ebbene si,gente come me e' sinistroide. Semmai c'e' da vergognarsi di appartenere ad un partito fondato da un condannato per mafia come Dell'Utri,segatrice Vicari.Semmai c'e' da vergognarsi di avere un padrone piduista sceso in politica su pressione della Mafia stessa e diventato imprenditore edile coi soldi della Banca Rasini.SI legga questo,signora VIcari, si vergogni un po' lei:

http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/vita.html

Amalia said...

La Sign.ra o Sign.na Stefania, credo sia una persona alla quale ha dato molto fastidio tutto quello che la Pro.ssa D'Orsogna ha scritto.
Penso proprio che sia Simona.
Come è triste vedere tanta ignoranza!!!!
Lei,purtroppo, non è in grado di capire i danni di una raffineria e di un inceneritore.
Cara Simona lei mi fa tanta pena.

Anonymous said...

una cosa è certa, chi guarda lontano, chi cerca la verità è facile che venga crocifisso, messo al rogo oppure in tempi odierni, gli tocca sopportare la sterile delazione di un piccolo numero di persone con un grande potere.
Chi ruba è un ladro? e chi rapina un bene collettivo cosa è, un criminale?
MR è stata sin troppo gentile, perchè la storia è mille volte più grave, non si capisce perchè l'Italia che con i CIP6 ci fa pagare una sovra tassa sulla bolletta della luce incassando miliardi di euro, è dietro la Germania, la Danimarca ecc. negli investimenti; solo con il RISPARMIO energetico risparmiamo il 50%, e attiviamo migliaia di posti di lavoro, ma in Italia si costruisce come 30 anni fa si costruiva nei paesi civili, e la sindrome di Nimby a parte la costruzione mediatica è la foto di una Italia che non si fida più dei propri amministratori, il fallimento di questa politica che ti rapina le tasche e ora pure la salute e la bellezza dei luoghi.
STATE DEVASTANDO TUTTO, come le cavallette.
La politica è una cosa seria, ci vuole oggi più che mai una grande intelligenza, una visione olistica delle cose, il semplicismo che si cela dietro la bandiera dello sviluppo di rapina ci sta portando verso il baratro.
L'Italia ha bisogno di civiltà.
Fabrizia

wanadobee said...

Ormai siamo rappresentati da yes people e passacarte.


Non hanno un pensiero proprio, tanto meno la capacita' di criticare e di indagare per contro proprio. Invitano alle audizioni parlamentari gli industriali di turno e poi vanno in giro a ripetere la montagna di stupidate e bugie che sentono.

Tom P. said...

non serve a nulla dire di no a prescindere

In questa ha ragione la signora Stefania, ma basta leggere qualcosa in questo blog per capire che qui nessuno dice no a prescindere, tutto è esaminato, confrontato, ragionato. L'autrice del bolg ha sempre messo a disposizione la sua competenza molto documentata accettando ogni confronto. Purtroppo il dialogo e il confronto viene rifiutato da chi ci oppone in SI a prescindere.

Affiabbiare qualche etichetta di sinistroide, o di delirio ambientalista senza affrontare neanche un argomento è davvero prescidenre da tutto.

Viler said...

I due terzi della Basilicata è interessata da istanze, permessi e titoli di coltivazione. Recentemente anche una società texana, l'Aleanna Resources LLC, è intenzionata alle estrazioni in questa "martoriata terra" chiamata Basilicata. L'area è il Vulture-Alto Bradano dove ci sono produzioni vitivinicole (si produce l'Aglianico del Vulture), ci sono 3 dighe con diversi milioni di euro stanziati dal CIPE per opere di irrigazione, c'è turismo, ci sono persone che vivono di queste economie.
Pensate poi al tentativo del Governo di cancellare il Parco dell'Appennino Lucano grazie a una finanziaria da macello sociale, ENI ringrazierebbe. Un parco "voluto" dalla legge quadro sulle aree protette 394/91 ma tenuto sempre in gestazione per volere dell'ENI: 14 anni per poi giungere all'istituzione con DPR 8 dicembre 2007. Non c'è ancora un Presidente, ma un commissario nominato nel 2009. Nel frattempo il Presidente della Regione Vito De Filippo non dice una parola a proposito, qualcuno addirittura auspica che la tutela ambientale debba passare alle regioni (non sia mai!!) e quindi la gestione delle aree protette nazionali. L'Italia è un paese allo sfascio, se non si danno una regolata si rischia una pesante rivolta sociale, questo sempre se gli italiani ne sarebbero capaci.