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Thursday, May 6, 2010

Quando finisce il petrolio - Carson, California



In questi giorni la tragedia inconclusa della Louisiana ci fa riflettere sui danni e sui disastri che potrebbero sempre succedere durante l'opera di trivellamento. Incidenti, scoppi, blow outs sono tutte cose possibili, in ciascun luogo a seconda della proprie caratteristiche geografiche, Adriatico compreso.

Oltre agli scoppi pero' ci sono mille altri risvolti dell'opera petrolifera di cui essere preoccupati, fra cui le infiltrazioni nel sottosuolo di robaccia tossica e le conseguenze che questo puo' avere per gli anni a venire.

Carson e' una citta' modesta a sud di Los Angeles. Ci sono stata qualche volta, non c'e' niente di particolarmente interessante, un enorme Ikea, tante case residenziali, l'autostrada.

Fino alla prima meta' del secolo scorso tutta l'area di Los Angeles era un enorme campo petrolifero, e Carson e la storia che ne segue e' il suo retaggio.

Dal 1924 fino al 1965 circa a Carson c'era un deposito di idrocarburi operato dalla Shell. L'area occupava circa 50 ettari di terra. Nel 1965, dismesso il deposito, hanno iniziato a costruirci sopra. Cosi' sono venute su villette in una zona di suburbia americana con le palme e le strade grandi, dove tutti hanno il giardinetto e i bimbi giocano nell'erba, stile American Dream.

Uno dei complessi piu' recenti e' venuto su circa 10 anni fa. Si chiama Carousel e ci sono circa 285 case.

Durante un controllo di routine il Dipartmento di Controllo delle Sostanze Tossiche dello Stato della California ha trovato del benzene nel terreno e altri prodotti collegati alla lavorazione del petrolio.

Cosi' hanno inziato a scavare piu' approfonditamente, e voila' hanno trovato concentrazioni di benzene mai viste prima nel suolo. Il livelli di benzene erano di 1,400 volte superiori ai limiti legali. Il benzene era un residuo dell'opera di stoccaggio di petrolio di 50 anni prima!

A Marzo, l'ente che gestisce l'acqua - rigorosamente pubblica - ha consigliato ai residenti di non mangiare frutta e ortaggi del giardino di casa. La Shell ha mandato lettere alla gente dicendo loro di "minimizzare il contatto con la terra del giardino."

Nel corso degli anni gli abitanti si sono lamentati di problemi al sistema immunitario, alla pelle, alla memoria e tumori. Sospettano che molti di quetsi problemi possano essere attribuiti al petrolio. Ogni tanto gli abitanti dicono di vedere sgorgare sostanze oleose dal terreno, che pare petrolio.

Il capo del reparto "integrato di stima dei rischi" dello stato della California - un ufficio che si occupa di vari tipi di rischi, ha detto di essere preoccupato per i possibili difetti alla nascita e di problemi neurologici nei bambini. Idem altri professori di Berkeley.

Gli abitanti sono arrabbiati. Si sono gia' riuniti in una causa di risarcimento alla Shell che secondo le carte, sapeva del fatto che la zona fosse inquinata gia' dal 1966 e mai propriamente bonificata. Si parla di centinaia di migliaia di dollari di risarcimento.

Una signora che vive in una delle 285 case inquinate dice:

Our lives are full of uncertainty and heartache and disappointment. That's our lives now. It's been ripped from us.

La Shell intanto minimizza, e dice che e' colpa dei pesticidi, o dei giardinieri e dell'olio della macchina! Tutto, fuorche' colpa sua. Tutto il mondo e' paese coi petrolieri.

Ma questi sono gli stati Uniti. C'e' il dipartmento di controllo delle sostanze tossiche dello Stato della California, c'e' il reparto integrato di stima dei rischi dello stato della California, ci sono le leggi che autorizzano class action vere, ci sono persone pagate apposta per andare in giro a controllare, a fare studi casuali sul terreno per vedere se e' inquinato o no.

E in Abruzzo? In caso dovessimo trivellare in lungo ed in largo ce l'abbiamo un dipartimento di controllo delle sostanze tossiche? Ce l'abbiamo un reparto integrato di stima dei rischi? Ce le abbiamo le leggi per far causa a chi inqina? O per obbligarli seriamente a pulire dopo che se ne vanno? Mmh.

In California se ne sono accorti dopo 10 anni che la gente ci abitava che c'erano forti concentrazioni di inquinanti nel terreno. E in Abruzzo quando ce ne accorgeremo? A giudicare da tutti gli schifi che gia' esistono e che non si sa se e quando mai verranno bonficati, mi sa che pure se la gente se ne accorge non cambia nulla.

Intanto Bussi e' ancora li e l'amianto e' ancora sui tetti. La gente beve e respira - allegramente pero'. La vita e' bella.

** Qui per scrivere osservazioni contro la Forest Oil a Bomba**

Fonti: Los Angeles Times

2 comments:

Niente Barriere said...

Ciao e complimenti per il Blog, ti volevo dire che ho citato il tuo Blog nell'ultimo mio post.

Il mio Blog si chiama Niente Barriere e questo è il post che ti dicevo http://raimondoorru.blogspot.com/2010/05/stop-alle-trivellazioni-selvagge-nel.html

Ciao e a presto

hermes said...

Gentile Professoressa,
mi sento 'profeta':
quasi certamente vincerai la battaglia contro la petrolizzazione d'Abruzzo.

ma c'è un'impresa che nemmeno Tu porterai a compimento: cambiare la testa degli italiani, renderli liberi cittadini, consapevoli e informati.

Montanelli parlando di Berlusconi diceva che si trattava di un virus che non si poteva combattere; era necessario lasciare che si sfogasse da solo.

io sono più preoccupato per il 'dopo', per gli effetti del 'berlusconismo', per i danni che hanno devastato profondamente la società civile del paese; ferite che potranno essere curate solo nell'arco di molte generazioni. proprio come gli effetti nefasti dell'inquinamento ai danni dell'Ambiente.

poi, c'è il fatto che gli italiani non sono mai stati realmente 'cittadini'; da semplici sudditi sono stati trasformati in 'consumatori' (del mercato e del marketing politico).

Una vera e solida cultura democratica non si impara sul bignami o attraverso la tv.
se poi questi ominidi oggi al potere riuscissero a scassare definitivamente la nostra Costituzione, addio.