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Sunday, January 13, 2013

Gli inganni della Exxon sui cambiamenti climatici



Exxon, 1979: World fossil fuel resources other than 
oil and gas could never be used to an appreciable extent.





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PBS













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understand why we can manage these risks

Rex Tillerson, CEO Exxon, sui rischi da trivelle 
e sull'ignoranza della gente. 

A cui sicuramente i petrolieri sapranno spiegare
in modo onesto e disinteressato.


Illustrare gli inganni della Exxon sui cambiamenti climatici, sul fracking, sulle multe, sugli incidenti, sull'inquinamento a mare e' qualcosa di veramente difficile da raccontare, perche' sono stati troppi nel corso degli anni. Come tutte le altre ditte del petrolio, hanno cercato in tutti i modi di passare il messaggio che e' tuttapposto, minimizzando ed ingarbugliando fatti, carte e vite delle persone.

Iniziamo con il caso riscaldamento globale, come riportato dalla PBS, la TV pubblica americana e dal New York Times.

Nel 1998 Bill Clinton cercava di convincere i senatori americani a ratificare il trattato di Kyoto, visto che noi americani siamo i maggiori consumatori di fonti fossili del pianeta, e visto che l'esempio degli USA avrebbe potuto fare da volano per il resto del mondo.

Ovviamente Exxon e Chevron non potevano accettare tutto questo perche' il petrolio e' il loro core business. E cosi' il New York Times, guarda caso, scopre e pubblica un memorandum semi-segreto dell'industria petrolifera in cui ci sono tutti i piani per deragliare Kyoto e screditare le tesi dei cambiamenti climatici. 

E come fare per fermare Kyoto?

Facilissimo. Avrebbero pagato e cercato di persuadere alcuni scienziati non necessariamente a negare i cambiamenti climatici, ma ad esprimere dubbi, ad essere degli scettici. Questo sarebbe poi stato combinato ad una intensa attivita' mediatica per confondere le idee, assieme alla foglia di fico dei costi per l'economia USA. Come dire: non si sa neanche se e' vero, perche' intervenire?

Con tutti i soldi che avevano, il piano sarebbe stato facilissimo da realizzare e lo spunto fu dato da niente di meno che dall'industria del tabacco.

Attaccare la scienza, proprio come fece l'industria delle sigarette.

Il memorandum semi-segreto lo diceva chiaramente

"Because the science underpinning the global climate change theory has not been challenged effectively in the media or through other vehicles reaching the American public, there is widespread ignorance, which works in favor of the Kyoto treaty and against the best interests of the United States."

Exxon e Chevron cosi' passano a cercare cinque "scienziati" a parlare alla stampa e a scrivere testi scettici sui cambiamenti climatici a cui dare la piu' ampia visibilita'.  Alcuni addirittura dissero che anche se ci fossero stati cambiamenti climatici e l'aumento della temperatura, questo sarebbe stato di beneficio per il pianeta. Fra il 1998 ed il 2005 furono spesi circa $16 milioni di dollari a questo scopo.

Ma il gioco non poteva continuare per sempre. I climatologi e la scienza libera hanno continuato a indagare e a mostrare che invece i cambiamenti climatici esistono e sono dannosi e che se continuiamo cosi' la temperatura del pianeta aumentera' con conseguenze catastrofiche.

E cosi, negli anni piu' recenti, anche i petrolieri hanno iniziato a cambiare tattica. Non piu' negazionisti e scettici, ma neutrali. La Exxon ha smesso di dare soldi ai gruppi di negazionisti nel 2007.

Ora affermano, tramite il loro CEO Rex Tillerson che la gente, i giornalisti e gli attivisti non hanno bene capito quello che volevano dire. Eh si, siamo tutti scemi:

"ExxonMobil's position on climate change continues to be misunderstood by some individuals and groups. We know our climate is changing, the average temperature of the earth is rising, and greenhouse gas emissions are increasing. Our industry has a responsibility to contribute to policy debates and to take concrete steps to reduce emissions."

E cosi adesso Rex dice che si e' vero, i cambiamenti esistono ma che ci adatteremo e che le conseguenze non sono cosi drammatiche come si vorrebbe far credere. Dice che sebbene ci siano "troppe complessita' sulla scienza del clima affinche' si possano pienamente capire tutte le cause e gli effetti" ci saranno lo stesso degli impatti:
   
Clearly there is going to be an impact. We have spent our entire existence adapting. We'll adapt. It's an engineering problem and there will be an engineering solution.

Vaglielo a dire agli uccelli e ai pesci e agli uragani e alle siccita'. E poi, cosa spostiamo delle intere citta' che stanno lungo la costa e che sono a rischio inondazioni? E che ingegneria usiamo per questo?

E aggiunge

Drilling for oil and gas will always involve risks of spills and accidents, but those risks are manageable and worth taking because they are small given the amount of energy they produce.

Come sempre e' facile parlare cosi quando non e' il tuo campo, la tua aria o i tuoi figlil. I rischi sono piccoli se visti da Rex e dal suo stipendio di 25 milioni di dollari nel 2011 e di 29 milioni di dollari nel 2012.

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Passiamo alle pubblicita' progresso del fracking.

Nel 2011 la Exxon acquista una serie di pubblicita' nel New York Times e nel Washington post sul fatto che fare fracking e' sicuro e facile. Mostrano che i pozzi arrivano a oltre 2km sotto la crosta terrestre con tutte le cementificazioni e gli strati di acciaio che in teoria dovrebbero tutelare la terra dalle sostanze tossiche.

L'idea che cercano di propagandare e' questi involucri protettivi avvolgono il pozzo fino alla fine. Questo invece non e' vero, perche le protezioni valgono in genere solo per i pozzi in verticale, e a volte neanche per quelli, mentre la stragrande maggioranza dei pozzi trivellati in orizzontale non ha alcun strato protettivo, ne di cemento, ne di acciaio, di nessun genere.

L'idea e' infatti di proteggere solo gli strati superficiali di terreno, dove si trovano le falde acquifere e  poi, piu' in profondita', secondo quelli della Exxon, ci pensano madre natura e gli strati di roccia sotterranea a proteggere le falde acquifere. Questo e' confermato dalla stessa Exxon in un email a Pro-Publica, testata giornalistica indipendente che si occupa, appunto, di proteggere la cosa pubblica. Anche per i pozzi in verticale vi possono essere dei casi in cui le cementificazioni non sono lungo tutto il percorso, ma solo in cima e alla fine.


Anatomia di un pozzo - da Pro Publica

E ovviamente anche quando le cementificazioni ci sono, nessuno puo' mai escludere fessure, crepe e lacerazioni nel corso degli anni, tant'e' vero che ci sono stati molti casi di perdite di sostanze inquinanti dai pozzi del fracking qui negli USA, dal Colorado all'Ohio al Wyoming.

La stessa Halliburton che produce fluidi di perforazione dice che le cementificazioni possono spesso "fallire" specie se ci il petrolio e' pesante e corrosivo (come in Italia!) o se si usano tecniche di stimolazione con vapori ad alta temperatura.

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Ma c'e' n'e' per tutti i gusti e per tutti i colori.

Qui ad Aceh, in Indonesia, sulle violazioni dei diritti umani da parte della Exxon, e qui sui riversamenti di petrolio nei fiumi pristini del Montana, e qui sui riversamenti della Exxon-Valdez e qui sui riversamenti nel Maryland e qui per le emissioni in atmosfera in Texas,  e qui sull'acqua potabile nel New Hampshire, e qui le perdite e l'inquinamento in Nigeria, se uno continua a cercare ne trova altri ed altri ancora.

La lista e' interminabile.




2 comments:

felicetiz said...

Grazie per per queste informazioni.
Tiziano

Roberto said...

Questo lavoro di divulgazione è fondamentale per aiutare a capire. Grazie