.

.

Sunday, January 4, 2009

Eventi mediatici


Il nuovo anno non poteva iniziare meglio per noi abruzzesi innamorati della nostra terra. Il lavoro da fare e' ancora lungo, c'e' ancora tanta informazione da fare, ci sono ancora tante coscienze da smuovere, abbiamo ancora bisogno di leggi durature e ferree nel tempo, soprattutto per la difesa del nostro mare che e' gia preda di interessi petroliferi.

Finalmente pero', la stampa nazionale inizia ad avere coscienza di noi.

L'ultimo numero di Vanity Fair, ha un articolo a pagina 100 dedicato al petrolio d'Italia e c'e' una sezione interamente dedicata all'Abruzzo. Grazie a Catia per avermi mandato le pagine della rivista. Stamattina e' andato in onda un servizio su Raiuno dove per 15 minuti tutto il marciume dei progetti ENI e dei politici piu' o meno conniventi sono venuti fuori. Che dire del nostro eroe, il signor Orsini che con semplicita' e purezza contadina ci ha mostrato gli ulivi che pianto' 50 anni fa su al Feudo assieme a sua moglie. Un grazie di cuore a lui, per l'esempio concreto di amore per la terra e per avere rifiutato gli oltre 200,000 euro sporchi di petrolio per salvare invece il suo uliveto e la nostra salute. E' stato bello sentire le voci delle mamme preoccupate per la salute dei loro figli, dei rappresentanti delle cantine, e, anche se indirettamente, della chiesa cattolica che caso piu' unico che raro si e' pronunciata a difesa della nostra terra.

Abbiamo fatto veramente tanta strada assieme e, come dico sempre, questo ci deve dare fiducia che possiamo vincere e che uniti non ci sara' ENI o Fratino che tenga.

Pagine di Vanity Fair: 6,7,8,9,10,11

4 comments:

Anonymous said...

la domanda pura e': ma l'eni ed i suoi compagni di merende sono fermi perche' berlusconi e chiodi si sono dichiarati contro il centro oli di ortona oppure perche' il barile e' a 43 dollari ? maria rita e' l'unica voce del coro dei no che ancora e li a parlarne ma le persone in strada dicono ormai e tutto passato pure berlusconi a detto no quindi e' acqua passata. io come maria rita sto aspettando dove sta la fregatura.e penso che solo destinando quel territorio a qualcosa di diverso si potrebbe stare tranquilli.la parola moratoria non mi da garanzie.bellissimo il pezzo di uno mattina .

mario franco basilico said...

Bisogna stare attenti al colpo di coda perchè loro sono sempre uniti ed aspettano il momento propizio per colpire in maniera efficace, il popolo ha bisogno di una lunga preparazione per accennare ad una lieve reazione.
noi a Gissi ci eravamo convinti di aver scampato il pericolo quando il fiume si era riappropriato di una parte dell'area dove era in progetto la realizzazione della centrale, tutti ci avevamo creduti di essere stati miracolati, invece, anche l'alluvione ci è venuto contro; ci siamo rilassati mentre loro si sono riappropriati dell'alveo del fiume, indisturbatamente.
Condivido quello che dice l’anonimo che si può stare tranquilli solo quando l’area viene destinato ad un uso diverso, ma, è difficile che le istituzioni daranno una risposta precisa; sono abituati a dare risposte chiare, anzi trasparenti che nessuno riesce a vederli.

maria rita said...

e invece io credo che l'unica risposta compatibile con quel terreno sia l'agricoltura. il feudo e' un enorme vigneto, le strade microscopiche ed il vino e' montepulciano doc. qualsiasi altro impianto industriale mi pare che andra' a stravolgere l'equilibrio di quel posto.

io credo nella moratoria, legale e protetta e difesa.

non credo per niente alle chiacchere di nessuno, ne dei politici senza scrupoli, ne tantomeno dei petrolieri. E anche se vi fossero voci autorevoli ma pulite lo stesso chiederei una legge ferrea e severa.

Le chiacchere se le porta il vento, ed in una democrazia NULLA e' lasciato agli umori dei primi ministri, dei petrolieri, al prezzo del petrolio, agli accordi sottobanco fra petrolieri, o ancora all'attivismo o meno della gente.

in una democrazia vera ci sono leggi chiare e serie che devono essere rispettate da tutti e che sono a garanzia di tutti.

Non credo e non credero' mai alle parole di nessuno finche' non e scitto nero su bianco e senza ambigiuta': in Abruzzo le trivelle non ce le mettete, ne in terra, ne in mare perche' inquinano e fanno morire la gente.

Anonymous said...

L'ex presidente dell'Enel - quello che se n'è andato per la disperazione - ha rilasciato un'intervista sul Sole24Ore dove ha detto che Italia tutti parlano di energia pulita e nessuno la vuole. Non c'è bisogno di aspettare l'arrivo dell'idrogeno o delle cellule fotovoltaiche, alcune forme di energia pulita sono già disponibili. Ad esempio le centrali idroelettriche. All'estero - come ad esempio in Francia o in Germania - se la società elettrica presenta un progetto di allagamento, i comuni del posto si sentono onorati dalla scelta e si attivano per la costruzione di alberghi, servizi, aree di ristoro e di pic nic, punti di osservazione e di preservazione ambientale ecc. In Italia se il governo approva il progetto di una diga, che viene approvata dalla regione, trova l'opposizione dei sindaci che (in certi casi pur essendo ambientalisti) ne impediscono la costruzione. Si parlava di centrali eoliche (sui quali oggi piovono i miliardi di euro della UE). L’autostrada che porta in Puglia e la super strada che da Termoli porta a Napoli è piena di quei fantasmi con le braccia allargate. Ma in quella intervista si parlava della polemica del momento: le antenne eoliche sono brutte e l’Enel si è dovuta smuovere per farle disegnare dagli stilisti. Risultato: dalle 10 antenne istallate nel nord della Sardegna, 6 sono state appiccate dagli sconosciuti. Si menzionavano le centrali toscane alimentate dai soffioni boraciferi sui quali hanno ricevuto le proteste dei fioricoltori. A quanto pare i vapori di scarico si abbassavano sulle serre e facevano appassire i fiori. Diceva che le centrali turbogas non vanno bene perché emettono le famigerate polveri sottili che a quanto pare non sono prodotte dalla combustione, ma dalle macchine meccaniche. Ribadiva che le centrali a biomasse vanno bene, ma sono troppo puzzolenti e fanno ripresentare il problema delle polveri sottili prodotte dalle macchine meccaniche... E non si parli di centrali a biofuel, perché innalzerebbe il costo degli alimenti. A quanto pare le centrali termo elettriche sono l’unica strada percorribile e, nonostante al giorno d’oggi inquinino pochissimo, nessuno vuole che funzionino a petrolio.

Ma si può sapere che cosa andiamo cercando? Con che cosa alimenteremo il fornetto a microonde, la lavastoviglie, la lavatrice e il ferro da stiro? Con che cosa alimenteremo il computer, la radio, la televisione, la stampante, lo scanner e le lampadine? E il deumidificatore? E il condizionatore d’aria Mitsubishi per l’estate del 2009?

Non dico che i signori dell’ENI siano dei santi e non voglio che il centro oli si faccia ad Ortona, ma se non lo realizzeranno qui, lo andranno a fare da un'altra parte... e intanto il prezzo delle bollette continua a salire. Sale, sale, sale: siamo la nazione UE con la tariffa più alta di energia elettrica. È inutile dire che i nostri politici ci dovevano pensare prima. Siamo la nazione europea con il più alto tasso di acqua dolce: non andavano bene i bacini idroelettrici? Potevo andare in un ristorante con vista lago o magari in un ostello in montagna. Ma invece niente di tutto questo e Pantalone paga!

Le raffinerie vanno realizzate, ma come dice lei, in luoghi deserti che probabilmente non abbiamo in Italia. È un peccato rovinare un paesaggio campestre e costiero come quello ortonese per non parlare dei danni che potrebbe comportare all’agricoltura e ai prodotti della terra. Ma intorno a questa vicenda non c’è una battaglia onesta da parte dei no-ennn, ma una vera e propria battaglia economica che i no-ennn conducono a forza euro.

Come saprà, il comune di Ortona prima ha concesso la costruzione di un residence con vista campagna, mare ad un’impresa spagnola e poi la costruzione del centro oli all’Eni. L’impresa spagnola con capitale danese si è arrabbiata, perché dalla vendita degli appartamenti con vista campagna, mare poteva ricavare 4000 euro al mq, ma dalla vendita degli appartamenti con vista raffineria potrà ricavare al massimo 2000 euro. Quindi ha deciso di finanziare il movimento no-ennn per evitare che la «centrale atomica» di Ortona vada in porto. Parliamo di euro e non di malattie dovute all’inquinamento. Che cosa vuole che gliene freghi ai no-ennn del Montepulciano d’Abruzzo e dell’olio d’oliva!

Se non lo sapeva adesso lo sa. Non ho visto le carte di queste concessioni, ma si dice che le cose stiano così. Prima di muoversi le suggerisco di informarsi.

In ogni caso è molto meglio un bel residence che una brutta raffineria.