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Sunday, January 4, 2009

Viaggio a Viggiano


Lo vedi a vari chilometri di distanza. Nella notte, da lontano ti chiedi se sia un circo fuori stagione, un gigantesco tempio mormone nella landa desolata oppure un centro commerciale di perdizione. Poi ti avvicini. Di tutte le luci gialle al sodio una si distingue perche' non e' fissa, ma svetta ed ondeggia cattiva. Ti accorgi che le case sparse attorno a quel castello malefico, sono state abbandonate. Poi arrivi. La puzza si intensifica, le vampate di qua e di la rapidamente si trasformano in un sottofondo uniforme e puzzolente. le guardie escono timide ma rasseganate a chiederti cosa tu ci faccia li.

3 Gennaio 2009. Benvenuti al centro oli di Viggiano, tempio al dio denaro, centro di morte della democrazia, dell'agricoltura, della vita.

Ai piedi della fiamma svettante c'e' un cartello enorme con scritto "H2S safety". Ma nessuno sa quanto idrogeno solforato viene emesso nell'aria a Viggiano perche' l'ENI non lo misura. Caro Scaroni, ma a che serve un cartello con scritto H2S safety se poi questa sostanza non viene rilevata? A che serve il cartello H2S safety se poi gli abitanti neppure sanno che quella puzza di uova marcie che si sente a chilometri e chilometri di distanza si chiama idrogeno solforato? A che serve quel cartello H2S safety se poi la gente continua indisturbata a nutrirsi di cibi contaminati dagli idrocarburi e dai composti sulfurei?

Mi sono veramente sentita umile davanti agli abitanti della Val D'Agri. Ho provato rabbia nel dover essere una sorta di uccello di malaugurio 15 anni dopo che i disastri erano gia successi. Perche' nessuno ha spiegato loro quali sarebbero state le reali conseguenze del petrolio 15 anni fa? Perche' e' dovuta venire una tizia dall'altra parte del mondo a parlargli in modo comprensibile? Dove sono gli accademici, i politici, i giornalisti, i petrolieri locali?

Ho anche imparato delle cose sconvolgenti. Non esiste un registro tumori accurato, non esistono piani di evacuazione, i rifiuti dei pozzi petroliferi (tossici, cancerogeni e spesso anche radioattivi) vengono disseminati in maniera illegale per il territorio alla meno peggio. C'e una forte emigrazione che ha portato la popolzione lucana da 600,000 unita' a 530,000. Gli incidenti si susseguono a cadenza regolare, i carichi petroliferi persi durante il trasporto inquinano milioni e milioni di chilogrammi di terreno alla volta, e non vengono bonificati in maniera regolare. Gli si mette una tabella di H7 e H14, cancergoeni ed ecotossici, e tutto viene smaltito alla meno peggio, cosi anche le ditte assicuratrici ci risparmiano. Qualcuno ci ha detto che ci sono interi paesi dove la gente muore giovane e tutti di cancro, qualcun altro che a volte l'aria e' irrespirabile e che non si puo entrare in macchina nei giorni di afa a cause della forte concentrazione di H2S. Nel giro di nove mesi la centralina di rilevamento dei nitrati ha funzionato un solo giorno, e quel giorno ha superato i limiti legali. Poi hanno preferito spegnerla. Intanto quei gran signori dell'ENI gli sponsorizzano il torneo di calcetto.

In Basilicata hanno iniziato con poco, ed ora il 70% della regione e' coperto da permessi estrattivi. Vogliono trivellare anche la provincia di Matera, mettere le trivelle nello Jonio. Non sono contenti ne petrolieri ne politici, e giacche' ci sono vogliono costruire anche delle centrali nucleari nonche' la sede italiana di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, visto che ancora non si sa dove mettere quelli pre-Chernobyl. Le tangenti fioccano.

Vedere quell'impianto, pensarlo in Abruzzo, sentire le storie dei lucani mi ha fatto male al cuore. Avrei voluto trovare per loro un modo per tornare indietro nel tempo e per evitare questi scempi. Avrei voluto sapere tutto quello che so adesso 15 anni fa. Sarei voluta restare con loro per giorni e per dire a tutti che quello che vivono non e' giusto e che occorre che loro stessi si sveglino e che siano salvatori di se stessi.

Cari dirigenti ENI che so che leggete questo blog: anche se continuate a gettare fumo negli occhi alla gente verra' un giorno anche per voi, e li non ci saranno ne scusanti, ne politici a cui appigliarsi. Sarete chiamati tutti, dal primo all'ultimo, a rispondere di morte, distruzione e poverta' a cui avete condannato una intera regione.

Io non me ne vado.



4 comments:

Anonymous said...

Noi saremo sempre vigili e pronti , basta con le raffinerie , piattaforme petrolifere , inceneritori che portano soldi per pochi e danni per tanti.
Senza il volere della gente non si va da nessuna parte.La regione è avvisata , i pulmann sono già pronti.
Non svenderemo ulteriormente la nostra regione.

Viler said...

Cara Maria Rita, GRAZIE per quanto stai facendo. Il problema della Basilicata è che manca coraggio: molti giovani preferiscono trincerarsi dentro l'indifferenza. Le coscienze, il loro risveglio è il mio sogno, il sogno di quanti sono impeganti contro questi invasori. Anche secondo me prima o poi, questi dirigenti, che io definisco uomini brandello, saranno chiamati, un giorno, a rispondere... Quel giorno verrà, e sarà grazie a quel battito di farfalla..che tutti stiamo attendendo da troppo tempo.
Con stima, dall'ultima riserva indiana.
Vito

astronik said...

E' stata una visita troppo breve ma proficua per mettere in evidenza la pericolosità derivante dallo sfruttamento dell'oro nero nella verde Basilicata.
Ricordati, Maria Rita, che hai promesso di ritornare nella nostra terra per completare il "giro" nelle cattedrali del petrolio e delle discariche che sono qui presenti.
Arrivederci, quindi, e grazie per la sensibilità dimostrata nei confronti dei lucani.

mario franco basilico said...

Nonostante quello che i politici regionali hanno commesso, il 53% degli elettori Abruzzesi hanno partecipato alle elezioni, a mio avviso ci voleva un segnale molto più forte; purtroppo, è andato così, presto vedremo dai primi passi quale direzione predilige, non solo il gruppo di maggioranza.