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Sunday, January 25, 2009

Forte e gentile, o pesante ed amaro?


Ho notato, dagli email che mi giungono e dalla provenienza dei lettori del blog, che ci sono molte persone nuove. Voglio allora fare un breve punto della situazione e questa volta essere un po piu' precisa dal punto di vista scientifico. Il mio amico Charles, un geologo americano che ringrazio vivissimamente (thanks Charlie, I owe you one!), mi aiutato a compilare questa piccola prima inchiesta sul nostro petrolio, pesante ed amaro.

Innanzitutto ricordo a tutti che la partita petrolio deve ancora cominiciare. Non e' vero ne' che "tanto alla fine non si fa", tanto meno che "tanto alla fine si fa". Cio' che sappiamo e' che il problema riguarda tutto l'Abruzzo e che occorre l'azione coordinata di tutti: in qualsiasi modo possiamo dare il nostro contributo DOBBIAMO farlo. Incominciamo. Questa battaglia non e' per gli ammosciati.

Il petrolio abruzzese e' PESANTE.

Il petrolio migliore e' quello piu' leggero, con le molecole di lunghezza giusta per farci la benzina. Per accertare la bonta' del petrolio esiste l'indice API (American Petroleum Institute). Piu' e' alto questo indice, migliore e' il petrolio.

Il petrolio ideale ha indice API fra 40 e 45.
Il petrolio leggero ha indice API fra 31.1 e 40.
Il petrolio medio ha indice API fra 22.3 e 31.1.
Il petrolio pesante ha indice API minore di 22.3.
Il petrolio con indice API minore di 10 e' petrolio extra pesante o bitume, detto anche asfaltene.

Il petrolio peggiore del mondo e' quello delle sabbie dell'Alberta in Canada, con indice API 8. Il petrolio che si estrae nei mari del nord ha un indice API 38. Il petrolio Texano ha indice 40. Quello di Dubai 31.

E in Abruzzo? Come diciamo spesso, e come dice l'ENI, il nostro petrolio e' molto viscoso, con densita' specifica di circa 0,9860. La formula matematica e' semplicissima: Indice API = 141.5/densita' specifica - 131.5. Per noi allora l'indice e' di 12 GRADI API.

TEXAS 40, ABRUZZO 12: IL NOSTRO PETROLIO FA SCHIFO !

Naturalmente piu' l'indice API e' basso, piu' difficile, costosa ed inquinante e' l'opera di raffinamento. Non tutte le raffinerie in Europa o nel mondo sono in grado di trattare petrolio come il nostro. I posti utili sarebbero la IPLOM di Busalla (Genova), la raffineria di Tarragona in Spagna oppure la Brunsbuttell (Germania). Falconara, per esempio non sarebbe in grado di trattare il petrolio abruzzese, con o senza impurita' sulfuree. Logisticamente pero' trasportare il nostro petrolio in qualche altra parte del mondo sarebbe troppo costoso. Ecco allora il rischio e la volonta' del petrolieri di riempire Abruzzo e Basilicata con questi bei "centri oli". Immaginate voi.

Il petrolio di tutto l'Adriatico ha queste caratteristiche a causa della conformazione geofisica del territorio: siamo un continente ancora relativamente giovane. Geologicamente, potremmo perforare ovunque, trovando sempre un greggio con le caratteristiche simili al petrolio di Ortona, Pineto o LettoManoppello. Ecco dunque il fioccare di richieste di trivelle sul 35% della regione. Io non mi stanchero' mai di dire che IL PROBLEMA E' DI TUTTO L'ABRUZZO


Il petrolio abruzzese e' AMARO.

Come ripetuto all'inverosimile, il nostro petrolio ha un forte tasso di impurita' sulfuree al suo interno come l'idrogeno solforato (H2S). Il costo di perforazione e di coltivazione di questo tipo di petrolio e' molto rilevante. La perforazione richiede tecnologie e materiali speciali anticorrosivi, perche' l'H2S a contatto con l'ossigeno si combina in H2(SO)4, un acido ancora piu' corrosivo. Occorre personale altamente specializzato, capace di far fronte, per esempio, ad una fuga diH2S nella fase di perforazione. In Italia sono rarissimi i casi di figure professionali in grado di gestire situazioni simili. Non si puo' pensare di assumere giovani per prima occupazione e, dopo brevi corsi di qualificazione, ritenerli capaci di saper fronteggiare scenari potenzialmente catastrofici.

E gli Abruzzesi? Chi ci insegna a far fronte a fughe di H2S durante l'estrazione del petrolio? Quale politico si e' degnato di indagare su che tipo di petrolio esiste in Abruzzo?

Se ho capito bene il nuovo assessore all'ambiente e' Daniela Stati. Angelo di Paolo invece dovra' occuparsi della difesa del suolo. Spero che i due abbiano l'umilta' di indagare sul gravissimo problema del petrolio in Abruzzo, dal mio punto di vista il piu' importante, per la sua irreversibilita' e per la sua estensione territoriale, dei pur tanti che affliggono la difesa e la valorizzazione dell'Abruzzo e della sua gente.

4 comments:

Anonymous said...

Che ne pensate del fatto che il sindaco Fratino di Ortona adesso si sia espresso contro la discarica di Amianto che dovrebbe sorgere a Villa Pincione?

wanadobee said...

perche l'amianto deve arrivare dal porto ? No e allora...

maria rita said...

n se, sarebbe anche una buona cosa che il sindaco dica no all amianto. il fatto e' che ormai qualsiasi cosa lui dica non e assolutamente credibile. non ci crede nessuno secondo me che agisce nell'interesse della comunita'.

uno di fronte a queste cose si chiede solo: ma che gli affari con marrollo e toto sono saltati? ha altri tipi di guadagni da farci? che la terra e' un di qualche suo parente?

se ci credesse davvero, dire no all'amianto, imporrebbe dire no alle altre schifezze del petolio a mare e a terra.

..sarebbe bene che fratino andasse in esilio, magari a viggiano. ci sono un sacco di case abbandonate vicino al centro oli laggiu'.

Andrea said...

il signor TATONE MASSIMO attacca l'amministrazione comunale sul suo sito dopo aver letto una notizia su prima di noi