
Spulciando per il web mi sono imbattuta in un progetto bellissimo.
Un professore di liceo canadese si e' messo in testa che per non far dimenticare
gli eventi della seconda guerra mondiale alle nuove generazioni canadesi, occorre portare i ragazzi sui luoghi della battaglia.
Cosi' nel Novembre del 2008 Ortona sara' invasa da 6,000, si, seimila studenti da ogni parte del Canada. Il professore si chiama David Robinson e il sito e' www.ortona.ca. Visitatelo.
Dal loro sito leggo: "i canadesi combatterono valorosamente nelle strade colme di macerie di Ortona, lungo l'Adriatico. Furono vittoriosi, e la battaglia di Ortona fu considerata fra i piu' grandi successi della guerra".
Mi fa sempre commuovere il pensiero che 1,375 ragazzi di vent'anni o poco piu' diedero la vita per noi, 65 anni fa. Sono morti per noi, senza neppure sapere chi fossimo. Dietro a ciascuna di quelle tombe bianche, geometriche e tutte uguali della contrada San Donato c'e' una vita differente, una storia sbiadita, una madre disperata, un amore finito, una casa a cui non si e' fatto piu' ritorno. Vederli li, ogni volta che ci vado, mi da' un po di pace, di fiducia per il mondo, di speranza. Pero' non e' sufficiente sentire gratitudine per queste persone. Dobbiamo rispettarli nei fatti. Verranno i loro discendenti a flotte in Novembre. Cosa gli offriamo? Il MUBA e' molto bello, ma dobbiamo fare di piu'.
Perche' il Moro e' inquinato ed e' stato abbandonato a se stesso? Li ci fu il fronte per sei mesi, ed un tempo quel fiume fu fatto rosso dal sangue dei soldati. Perche' nessuno va ad onorare quei morti ripulendo il fiume? E' nostro dovere renderlo presentabile ai figli di quelli che la' sono morti. Cosa gli diciamo quando quei seimila ragazzi chiederanno di vedere il Moro?
Perche' votare la contrada Feudo alla morte? I canadesi hanno combattuto i tedeschi per renderci liberi dai tiranni e non per consegnarci all'ENI, nuovo colonizzatore alla stregua di Viggiano. Cosa gli diciamo ai ragazzi del
75esimo anniversario della battaglia di Ortona, quando verranno e chiederanno:
cos'e' quella fiaccola e cos'e' questa puzza di uova marce?
Se fossi io a decidere, invece di pensare ai centri petroliferi, mi impegnerei per rendere la citta' un punto turistico di rilievo. La guerra, il mare, san Tommaso, le montagne ed il vino. Abbiamo tutto, manca solo la lungimiranza dell'impegno, la volonta' di crederci, il coraggio della fantasia.
Da qui a Novembre ci sono nove mesi, non e' tanto tempo, non e' neppure poco. Io spero solo che quei seimila ragazzi tornino a casa con la certezza che i loro padri hanno dato la vita per qualcosa di buono.