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Tuesday, March 27, 2018

La balene del Nord Atlantico in via d'estinzione e con zero nascite per la stagione




Il nome della specie e' Eubalaena glacialis.

In italiano, balena franca nordatlantica. In Inglese north Atlantic right whale. Vive, per l'appunto lungo le coste atlantiche del Nord America ed e' in via di estinzione, a causa di scontri con le navi, e perche' si aggroviglia alle reti dei pescatori.

E' lunga circa 15 metri e puo' arrivare fino a 70,000 chilogrammi.

La stagione della riproduzione e' l'inverno, e secondo i vari calendari veterinari, la finestra per la 
riproduzione di quest' anno si e' chiusa in questi giorni.

Quanti piccoli sono nati nel 2018?

Zero.

E' la prima volta in 30 anni che non succedeva.

Di solito le nascite si concentrano lungo le coste della Georgia e della Florida. Dal 1989 ad oggi ci sono state un numero variable di nascite tra uno e 39. Ma mai zero.

Essendo una specie di estinzione ci sono vari specialisti che seguono i tentativi per incoraggiare le nascite e portare soccorso in caso di difficolta'. Fra questi Barb Zoodsman del National Marine Fisheries Service.  Lei dice che se non ci mettiamo a fare sul serio per difendere queste balene presto potrebbero estinguersi.

Ne restano solo 450 in tutto il pianeta.
 
Nel 2017 ne sono nate 5. Ma ne sono morte 17, tutte spiaggiatesi.
Nel 2018 il primo spiaggiamento e' gia' stato registrato in Virginia. 

La media e' di 17 piccoli per stagione, ma dal 2012 ad oggi il numero di nuovi esemplari e' stato sotto la media. E' evidente che una popolazione non puo' sostenersi con questi numeri, a lungo termine.

Certo, potrebbe essere che alcune piccole balene siano nate lontane dagli occhi e dagli strumenti dei ricercatori, ma sarebbero in numero molto esiguo. Per esempio, nel 2017 ci furono due nuove balene avvistate in Massachusetts che non erano state incluse nel conto iniziale perche' nessuno le aveva viste.

O chissa', magari ci sara' una esplosione delle nascite nel 2019, considerato che fra un parto e l'altro ci sono tre anni per cui magari ci sono dei cicli triennali. Nel 2000 ci fu una sola nuova nascita, ma poi nel 2001 ne arrivarono ben 31. Fu il secondo migliore anno da che si teneveva il conto, cioe' dal 1989. 

Oltre al declino delle nascite c'e' anche l'aumento della mortalita'. Delle 17 balene morte nel 2017, 4 sono state uccise dalle navi, ed altre due sono morte avvinghiate dalle reti per la pesca. Si pensa ad aumentare le protezioni e le limitazioni alle navi, e anche a creare reti da pesca che le balene possano in qualche modo sfondare, o da cui possano svincolarsi piu' facilmente. Esistono anche dei legani fra questi avvinghiamenti e l'abbassamento della natalita', visto che se si tratta di esemplari femmina lo stress e l'ansia sono cosi forti che ne risente il sistema riproduttivo. E questo se la balena sopravvive, ovviamente.

D'altro canto la vita delle balene si accorcia. In questi ultimi anni molte sono morte a circa 30 anni, meno della meta' della loro vita in situazioni normali. Anche l'intervallo fra una nascita e l'altra e' aumentato. In media come detto si tratta di tre anni, ma in questi ultimi anni non e' raro che il cicilo sia di sette o otto anni.
 
Intanto alcune associazioni ambientaliste, Defenders of Wildlife e il Center for Biological Diversity. hanno portato in causa il governo Trump per la mancata protezione delle balene.

Ma che siano denuncie, o reti, o regole piu' severe alle barche, occorre fare presto.  Di questo passo non resta molto a queste creature del mare.

Sunday, August 26, 2012

I deliri di Fabrizio

Tralascio il cognome per pudore suo, non mio.
Non ho commenti.  Si commenta da solo.

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E lei dove vive...


...assai poco cara signora dei mie stivali?    
                                                 
In California, dove il 20% dell?energia ? prodotta da fonti rinnovabili: e il restante 80% dove lo producete, bruciando le famose prugne secce californiane?  
                                      
Ma fatemi il piacere, lei e tutti gli altri finti ecologisti del cavolo. Vorrei sapere come vi muovete, se a piedi in bicicletta oppure usate l'auto (e non mi dica auto elettrica, perche' sa benissimo che con le tecnologie attuali non sono commercialmente valide), se per scaldare il vostro cibo usate i pannelli solari, e cosi' fate anche d'inverno per scaldarvi (magari in California non fa freddo, ma in Abruzzo da dove lei viene, magari un po' freddo lo fa).    
                  
Fosse per me, in pieno inverno chiuderei tutti i rubinetti, di gas e olio, e poi vi farei andare avanti a pannelli solari e pale eoliche (che tra l'altro devo dire, danno un colpo d'occhio paesaggistico davvero bello!!), e starei cosi' per un mesetto, per vedere se poi vi ricredete.      

Al momento non ci sono tecnologie valide alternative e' questa la realta', e allora, se davvero volete
dare il benservito al petrolio, )e mandare cosi' in cassaintegrazione o fare licenziare circa 350000
persone nella sola Italia), si sbrighi, lei che si dice essere una cervellona.    
                
La verita', come la vedo io, e' che non si puo' sempre e solo dire di no, ma si deve imparare a dire si
ovvero si' purche' si rispettino certe condizioni, che pero', e' chiaro, non devono essere troppo vessative
altrimenti, ritorniamo al no comunque.                                                              

Purtroppo l'Italia e' piena (manco tanto, per fortuna) di gente come lei e grillo (scritto piccolo  
apposta, in quanto ? davvero un piccolo uomo, o un uomo piccolo, che dir si voglia), che dicono no a
tutto, ai termovalorizzatori, ai rigassificatori, ai tracciati ferroviari e stradali, ai pozzi petroliferi, ai porti, agli aeroporti, all?energia nucleare ecc., e poi si lamentano della spazzatura, della mancanza del gas d'inverno, che in Italia non c'e' mobilita', che il nostro paese dipende per il petrolio dall'estero per il 90% e che compriamo energia nucleare dalla vicina Francia (ma, si  sa, i francesi sono solitamente stupidi).
                                                         
Sono indignato, cara signora, perche' e' anche gente come lei, che se sta comodamente all'estero a    
pontificare su quello che succede qua, che l'Italia sta andando a rotoli, e che non si riesce mai a
concludere nulla. E soprattutto di chi, come lei ha un titolo accademico e lo usa per fare l'esperta
del momento a favore di comici cretini alla grillo.                                                

Si occupi di quello che sa fare, sempre ammesso che lo sappia fare bene, e, visto che andata in    
California, ci resti pure e si occupi di quello che succede li', senza sparare cazzare e sentenze su
quello che succede qua, altrimenti, se per gente come lei, tanta gente dovesse trovarsi per        
strada, beh, potrebbe sempre ospitarli a casa sua, no?    
                                        
Mi scusi lo sfogo, a volte anche volgare, lo riconosco e non e' nel mio stile, ma di lei ho letto    
anche troppo e non ne potevo davvero piu'.

Fabrizio