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Wednesday, March 14, 2018

Tesla a Santa Monica: il ristorante con stazione di ricarica






Per la precisione 1401 Santa Monica Blvd. Sorge qui ora una concessionaria Volvo. Tutta la strada in quel tratto e' fatta di concessionarie, car wash e meccanici. Pian piano pero' la gentrificazione arriva qui e le cose cambiano.  Edifici bassi e datati che diventano condomini di lusso, mom and pop stores, cioe' di singoli privati, che diventano catene e/o ristoranti un po' presuntuosi e costosi.

Ci vorrebbe un altro blog per raccontare tutti i cambiamenti di questa mia citta',  alcuni in positivo, altri secondo me, un po meno.  Ma non e' questo il punto di questo blog e cosi racconto un piccolo dettaglio di questa trasformazione in atto, buona o cattiva che sia.

E infatti e' qui, sul sito della concessionaria Volvo che Elon Musk vuole costruire una sorta di drive-in per le macchine elettriche: l'automobile si ricarica mentre la gente mangia. 

E' un idea un po retro', stile anni 1950 dove invece di guardare il film appunto si mangia. La Tesla ha proprio in questi giorni fatto richiesta di permesso di aprire tale ristorante-ricarica. Il posto si chiamera' The Drive e non solo l'idea e' anni 1950 ma anche il tipo di ristorante e' ispirato a quel periodo. Elon Musk lo descrive come "Tesla restaurant and supercharger station.”

Il tutto e' parte di un progetto piu' grande in cui la Tesla vorrebbe unire l'utile al dilettevole mentre le macchine si ricaricano, dando opportunita' agli autisti di fare shopping e/o mangiare durante i tempi morti della ricarica. Un prototipo limitato e' stato gia' costruito nella citta' di Kettleman, a meta' strada fra Los Angeles e San Francisco. C'e' qui un caffe' e una centrale di informazione su vari prodotti Tesla e come integrare l'alimentazione elettrica fra tetto, automobile e casa. 


Secondo i progetti della Tesla la stazione-ristorante aprira' alla fine del 2018. 

Monday, April 3, 2017

Tesla: prima ditta automobilistica d'America



“I don’t know if people want electric cars, 

but people want Tesla.
I’m not an Elon Musk worshiper, 

but people that would normally
buy a Porsche are buying Teslas right now.”
 

Ben Kallo, analista finanziario


“It’s mind-boggling that a company that has 
the global breadth 
and depth that Ford has 
is suddenly valued at less than or equal to Tesla,” 

 Dave Sullivan, analista finanziario



Dopo aver superato la Ford, oggi 10 Aprile 2017, la Tesla super anche la General Motors. E' ora la ditta automobilistica dal mggior valore degli USA. Il suo capitale e' infatti ora $50.84 miliardi contro i $50.79 miliardi della General Motors.

Se tutto continua cosi, presto la Tesla superera' anche la Honda, che ne vale $54 miliardi. La ditta che vale di piu' al mondo e' la Toyota con $150 miliardi.

Come sempre la cosa strabiliante e' che la tesla vende una piccolissima frazione di automobili rispetto a Ford, General Motors, Honda e Toyota. Nei primi tre mesi del 2017, la ditta di Mr Elon Musk ha venduto 25mila macchine; la Ford 617mila e la General Motors 690mila.

Le cose non potranno che migliorare per la Tesla, con il lancio imminente della sua Model 3, che presto verra' messa in vendita a 35mila dollari, per il consumatore medio.

Ad maiora --  il limite e' il sole.


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Un salto nel futuro.

La Tesla di Elon Musk vale ora piu' della Ford di Henry Ford, l'uomo che per tanti versi invento' l'automobile di massa, con la sua model T.

La Tesla ha aumentato oggi 3 Aprile 2017 le sue azioni del 5.7%, raggiungendo un capitale di $47.8 miliardi di dollari. La Ford e' ferma a $45.2 miliardi.

Come siamo arrivati a questo?

Sono state consegnate circa 25,000 vetture ed SUV nei primi tre mesi del 2017, ben oltre tutte le stime di Wall Street. La Ford ne ha consegnate molte di piu', oltre 220,000 ma questi numeri sono sotto le proiezioni degli analisti. E quindi le azioni Ford sono scese.



Nel 2016 la Tesla ha consegnato circa 80mila vetture. La Ford invece ne ha vendute 6.7 milioni, la seconda piu' grande ditta di autovetture negli USA, dietro la General Motors. E quindi e' evidente il divario in termini di volume di affari e di presenza sul mercato. La Ford e' certo piu' grande della Tesla, ma adesso hanno lo stesso valore in borsa.

Il punto principale e' lo sguardo sul futuro: gli investitori capiscono che la crescita, il futuro e' nella Tesla. E' ora uno status symbol, nel bene e nel male, e' un marchio conosciuto, il suo CEO e' una specie di Steve Jobs -- e cioe' un nome noto, riconoscibile. E queste cose fanno vendere, a prescindere dal suo essere green.

E poi e' green, cosa utile, futuristica, e anche sexy.

E questo sguardo diventa sempre piu' rosa adesso che vengono consegnati i primi Model 3, le Tesla per tutti a 35mila dollari l'una. Si stima che con la Model 3 le vendite di automobili Tesla potrebbero arrivare a 500mila unita' nel 2018.

E la cosa interessante e' che c'e' voluto cento anni alla Ford per arrivare dove e' arrivata. E alla Tesla ci sono voluti pochi anni per raggiungerla. Non sappiamo come andra' a finire, se questo e' solo una fluttuazione, un fuoco di paglia, se il trend crescente della Tesla continuera'  ancora, ma certo e' che per ora almeno, il futuro continua a scappare dalle trivelle ed e' sempre piu' rinnovabile, efficente, pulito.

Grazie Mr. Elon Musk.

Wednesday, December 14, 2016

La Chevy Bolt e il futuro arrivano nelle concessionarie di California



Arriva nelle concessionarie americane la Bolt EV, la macchina elettrica “normale” della Chevrolet, marchio sotto il controllo General Motors. Per la precision arriva in California ed in Oregon. E’ l’auto dell’anno 2017 per alcune riviste del settore, fra cui Motor Trend.

La Bolt e’ “normale” ma speciale allo stesso tempo: non da all’occhio, non costa un occhio, ma riesce a fare circa 200 miglia – 320 chilometri con una sola carica. Questo si che fa sgranare gli occhi verso il futuro.

Il prezzo base e’ circa 37,500 dollari, ma grazie agli incentivi statali in California la si potra’ acquistare a 29,000. Un prezzo ragionevole, piu’ o meno come una Toyota Prius. Una macchina dove non si deve andare a cambiare l’olio, i filtri, o andare a fare il pieno al distributore.

A fine 2017 arrivera’ anche la Tesla ad immettere sul mercato la sua Model 3, mirata ad un consumatore “normale” e con un prezzo “normale”. La Model 3 avra’ batterie diverse dalla Bolt e una maggiore automazione. Sara’ dunque una sfida fra le due case produttrici, ma sopratutto un sodalizio: seppure in concorrenza fra loro, il mercato ha potenzialita’ cosi grandi che alla fine entrambe portranno crescere, fare aumentare consapevolezza, e confidenza nel consumatore. Il successo dell’una sara’ il successo dell’altra.

Finora i piu’ grandi ostacoli all’acquisto di veicoli elettrici erano appunto il prezzo e l’autonomia: sia la Bolt che la Model 3 risolvono questo problema. Ci saranno altre sfide: il prezzo della benzina continua a calare, e di solito c’e’ anticorrelazione fra l’immatricolazione di veicoli ibridi ed elettrici e il costo del petrolio, e questo perche’ il risparmio di benzina e’ sempre un incentivo.

Ma il successo dei veicoli Tesla finora mostra la strada da seguire: prodotti esteticamente belli, affidabili, comodi, tecnologici, e che fanno un po sognare di essere parte del futuro.

Facciamo un passo indietro. In California esiste una legge che impone che entro il 2025 il 15% di tutte le auto vendute da tutte le case produttrici debbano essere a emissioni zero. Si chiama programma ZEV: Zero Emission Vehicle program.

Anche la FIAT risponde a questo obbligo ed e’ per questo che quando lanciarono la 500 sul mercato californiano ne dovettero creare una versione elettrica. Ma spesso, e questo vale anche per la FIAT, I produttori creano un numero minimo di automobile elettriche, tanto quanto basta per soddisfare i vincoli del programma ZEV.

Si chiamano “compliance vehicles” – veicoli per soddisfare i requisiti. A suo tempo l’amico Marchionne si lamento’ che il costo per produrre queste compliance vehicles era cosi elevato che praticamente erano in perdita. Anzi, arrivo’ a sconsigliarne l’acquisto.

Il CEO della Chevrolet, Alan Batey, dice che le Chevy Bolt non sono pensate come compliance vehicles, quanto come un investimento per il futuro. Ne produrranno tante quante il mercato vorra’. Oltre alla Bolt, dal 2010 la Chevrolet gia’ produce la Volt, modello ibrido con buon successo di numeri.

Perche’ il lancio della Bolt in California ed in Oregon? Perche’ di tutte le automobile elettriche vendute negli USA ogni anno, piu’ della meta’ sono in California, stato che ha corsie preferenziali per i modelli elettrici, e una rete di ricarica sempre piu’ efficente e dove fa chic comprare l’auto elettrica.

Secondo Motor Trend la con i suoi 200 cavalli e un passaggio da 0 a 60 miglia per ore in 6.3 secondi e’ non solo una macchina elettrica eccellente, ma e’ una macchina eccellente punto, elettrica o non elettrica.

Ci sono gia’ le liste d’attesa.

Marchionne, a quando anche in FIAT?

Tuesday, November 15, 2016

La Tesla guadagna in un trimestre piu' di tutto l'oil and gas in un anno





Nei tre mesi che vanno dal 1 Luglio al 30 Settembre la Tesla ha guadagnato circa 22 milioni di dollari.  Nell'anno 2015 i  petrolieri hanno perso 67 miliardi di dollari, secondo la U.S. Energy Information Administration.

E quindi la Tesla batte oil and gas, almeno per questo trimestre: il migliore in tutta la storia della Tesla: hanno consegnato circa 24,500 veicoli.  Merito certo del crollo dei prezzi del petrolio a livello mondiale, del desiderio sempre piu' impellente di fermare i cambiamenti climatici, e del design e un po dello status symbol che rappresenta il marchio Tesla.

E tutto questo e' solo l'inizio. 

Secondo il Renewable Energy Institute i prezzi e l'efficenza del solare saranno sempre piu' competitivi: si stima che i costi si abbasseranno e la resa migliorera' almeno fino al 2025, anno in cui sara' piu' conveniente l'energia solare che quella petrolifera in tutto il mondo.

E quindi questa storia della Tesla e' un altra dimostrazione di quello che sappiamo gia' da anni: il futuro punta in una direzione sola: rinnovabili, checche' ne dicano i nostralgici del petrolio incluso Donald Trump.

Il neo-eletto presidente in campagna elettorale ha spesso detto di voler tornare ai giorni di gloria del fossile dando il via libera nei primi 100 giorni della sua presidenza allo sfruttamento delle riserve di petrolio, gas, carbone, shale gas degli USA. Secondo il suo "contratto con gli Americani" si tratta di 50 trilioni di introiti e di posti-lavoro made in the USA.

Contratto con gli Americani...mmmh. Questa l'ho gia' sentita, in Italia!

Ad ogni modo, sara' vero? Sara' possibile che lui faccia questo nel contesto attuale in cui il costo del petrolio e' cosi basso che non sono regole e divieti a fermare le trivelle, quanto il mercato globale a non rendere piu' economici fracking, raffinerie e amici vari? Nel contesto attuale in cui tutto il mondo si rende conto che occorre fare passi concreti contro i cambiamenti climatici, contro le emissioni smisurate di carbone in atmosfera?  Nel contesto attuale in cui sappiamo che la colpa di questi cambiamenti climatici e' nostra, della nostra ingordia di energia da fonti fossili?

Personalmente spero che il pensiero dei suoi figli e nipoti piccoli lo fermi, che si renda conto che anche economicamente e' un suicidio voler fermare la storia e tornare indietro ai giorno del drill-baby-drill. E che magari giochi un ruolo importante anche la paura di fare figuraccie e di non volevare lasciare alla Cina lo scettro di nazione con piu' progressi green del mondo, dopo essere stata per anni la regina dell'inquinamento.

E dall'Asia arrivano altri progressi: Russia, Cina, Giappone e and Corea del Sud stanno mettendo a punto il cosidetto Asian Super-Grid per integrare tecnonogie solari ed eoliche da scambiare fra loro e da vendere a paesi terzi, inclusi quelli europei, dell'Africa meridionale e della penisola indiana.

Vogliamo davvero restarre indietro ed essere secondi? Non vede Donald Trump che la soluzione per tutto e' una America che deve rinascere green? Non vede che sole e vento sono molti piu' competitivi a livello globale? E ha senso anche solo pensare di mettere alla guida dell'EPA un negazionista sui cambiamenti climatici?

O vogliamo parlare di posti di lavoro?

Nel 2015-2016 oltre ai 67 miliardi di dollari evaporati, i petrolieri USA hanno anche mandato a casa
100,000 persone a causa di altrettanti posti di lavoro persi in quell'anno.

In questo momento ci sono piu' americani che lavorano per il solare che nel settore delle fonti fossili, petrolio, gas e carbone messi assieme. 

La Tesla ha circa 18mila impiegati a livello mondiale, di cui la maggior parte qui in California. I suoi progetti sono di assumere altri 9,000 impiegati in the USA per la produzione del Model 3. A Reno, Nevada invece saranno assute altre 6,000 persone che lavorano nel cosidetto Gigafactory dove si produrrano batterie al litio.

Si dira: ma le rinnovabili hanno sussidi. Certo. Ma ce li hanno anche i petrolieri e di gran lunga piu' generosi di quelli che il governo USA da all'industria del sole e del vento da un punto di vista prettamente economico.

Perche' poi ci sono i sussidi dati dai nostri polmoni, dal nostro clima impazzito, dalle nostre democrazie corrotte da oil and gas.

E quelli sono sussidi che non hanno prezzo.

Grazie Mr. Elon Musk. Abbiamo bisogno di sognare, e lei ci mostra ogni giorno un po di piu' che yes, we can: Possiamo guardare al sole invece che sottoterra.