Peter Douglas, 2011 circa
The coast is never saved. The coast is always being saved.
Peter Douglas, California Coastal Commission
Secondo la Banca Mondiale la California ha il miglior
sistema di difesa ambientale costiero del mondo
Estate. Come tutte le annate, il boardwalk di Santa Monica e di
Venice, a poche centinaia di metri da casa mia, si riempie di turisti.
Scorgo gli italiani in vacanza. Si riconoscono facilmente, dal modo di
vestire, dagli accenti. Non so cosa pensino del nostro mare di
California, ma posso immaginare che in molti restino affascinati dalla
bellezza selvaggia del Pacifico, da San Francisco a San Diego. Qualcuno
se la fara' in macchina la US1, la "scenic route" lungo la costa dai
tramonti indimenticabili, dal mare blu, con vedute spettacolari a picco
sul mare, e con un senso di liberta' e che tutto puo' avverarsi qui.
Pochissimi avranno sentito parlare di Peter Douglas. Ma tutti quelli che
vengono qui e che restano ammaliati dalle spiagge infinite di questo
stato, hanno da ringraziare questo Peter Douglas. Niente succede a caso,
e la bellezza della costa di California, con tutti i suoi difetti e i
piccoli e grandi sbagli, e' dovuta alla sua visione, al suo amore, alla
sua testardaggine.
Peter Douglas era nato in Germania ed era emigrato negli USA quando
aveva otto anni per fuggire dai nazisti. Si innamoro' subito del mare.
Si laureo' in legge a UCLA. Erano gli anni 1960-70 quando costruttori,
multinazionali e governi guardavano alla costa di California come ad un
enorme opportunita' di "sviluppo economico" in piccole citta' di mare da
trasformare in resort e condomini al mare. Si pensava di costruire una
sfilza di centrali nucleari lungo la costa, fra cui uno a Malibu,
allargare la "scenic route" CA1 e cementificare tutti i fiumi. Ma nel
1969 lo scoppio della piattaforma al largo di Santa Barbara cambio'
tutto. C'era bisogno di un ente che proteggesse le coste, non solo da
scoppi petroliferi futuri, ma anche da altre aggressioni --
speculazioni edilizie, centrali nucleari, cemento.
Cosi, grazie ad un referendum, nel 1972 venne creata la
"California Coastal Commission", il cui statuto fu scritto proprio da Peter Douglas
che ne divento' il direttore nel 1985. Il referendum era passato anche
se petrolieri e cementificatori avevano speso cento volte di piu' degli
ambientalisti. Lo scopo di questa CCC era ed e' di proteggere la costa,
di ostacolare la proliferazione di impianti petroliferi e nucleari, e di
limitare la speculazione edilizia per il beneficio dei residenti e
delle generazioni future.
Un successivo referendum del 1976 rese questa CCC permanente. Douglas
decise che l'ente dovesse essere severo e non-politicizzato, e che ogni
comune dovesse periodicamente mandare la lista dei progetti edilizi
lungo la costa per approvazione. Il mare doveva essere difeso e doveva
essere di tutti, non solo di chi ha i soldi per comprarsi la villetta.
Pian piano gli speculatori edilizi che avevano comprato terreni su
terreni per costruirci "con vista mare", si resero conto che i loro
progetti sarebbero stati bocciati, cosi decisero di rivendere i terreni a
basso prezzo allo stato, che li trasformo' in parchi statali. Fu cosi
che negli anni '80 sotto Reagan, la California aggiunse 100,000 ettari
di costa al suo sistema di parchi e due riserve marine. Furono
preservate dune, lagune, e bocciate decine di progetti. Douglas non ha
avuto paura di nessuno. Ha imposto a chi viveva sul mare, celebrita' o
ricco che fosse, di aprire percorsi pubblici, ha posto il veto sulla
costruzione di hotel e complessi residenziali di persone ricche e
influenti ma che avrebbero deturpato la visuale ad altri. La CCC ha
detto no pure a the Edge degli U2. E' generalmente riuscito a mantenerlo
un ente onesto, non corrotto, una impresa importante, considerati tutti
gli interessi economici che avrebbero potuto emergere. Alla fine, siamo
uno stato di quasi 40 milioni di persone ed e' un miracolo che la costa
sia rimasta essenzialmente intatta e non trasformata in una lunga
successione di strutture di cemento.
Il lavoro continua
e nel 2012, un tratto di 7 miglia di costa, circa 10 chilometri attorno a Santa Cruz, e' diventato parco. Proprio qualche giorno fa la CCC ha bocciato
un complesso alberghiero attorno a San Diego.
Oggi, la CCC ha il controllo assoluto su quasi 1,800 chilometri di
costa, in alcuni punti fino a otto chilometri da riva. Le sue decisioni
sovrastano anche quelle dello stato di California. E' grazie alla CCC
che generazioni nuove -- e i turisti -- possono vedere la costa di
California per la maggior parte al naturale.
Non e' stato facile per Peter Douglas :ci sono stati ben 11 tentativi
di farlo politicamente fuori, ma ha resistito per 40 anni. Gli piaceva
dire che la costa e' un tesoro prezioso e che il suo lavoro era di
proteggerla. Peter Douglas e' morto il 1 Aprile del 2012. Il New York
Times per l'occasione scrisse che tutti gli americani hanno un debito
verso di lui, perche' ci ha regalato la California come la conosciamo e
ha mostrato la strada maestra per la conservazione dei beni comuni.
E in Italia? Perche' in uno stato dalla bellezza senza pari deve
essere tutto cosi' disorganizzato e politicizzato? Perche', per dirne
una, ci vogliono 15 anni per definire il Parco della Costa Teatina?
Dove sono i Peter Douglas d'Italia ai posti di comando? Perche' invece
di bonificare l'ILVA di Taranto, si pensa a come aggiungere altre
trivelle in quei mari? Perche' non c'e' nessuno che sappia dir di no
agli scandali edilizi o ai depositi di petcoke in riva al mare? Perche'
il Ministero dell'Ambiente e' una sorta di succursale dei petrolieri e
approva anche ai piu' vergognosi progetti, come Ombrina?
Ce ne vorrebbero anche in Italia di Peter Douglas - e per una volta ricopiare le cose buone di questa nazione.