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Saturday, August 15, 2015

Peter Douglas, il salvatore delle coste californiane




Peter Douglas, 2011 circa


The coast is never saved. The coast is always being saved.
Peter Douglas, California Coastal Commission

Secondo la Banca Mondiale la California ha il miglior
sistema di difesa ambientale costiero del mondo


Estate. Come tutte le annate, il boardwalk di Santa Monica e di Venice, a poche centinaia di metri da casa mia,  si riempie di turisti. Scorgo gli italiani in vacanza. Si riconoscono facilmente, dal modo di vestire, dagli accenti. Non so cosa pensino del nostro mare di California, ma posso immaginare che in molti restino affascinati dalla bellezza selvaggia del Pacifico,  da San Francisco a San Diego. Qualcuno se la fara' in macchina la US1, la "scenic route" lungo la costa dai tramonti indimenticabili, dal mare blu, con vedute spettacolari a picco sul mare, e con un senso di liberta' e che tutto puo' avverarsi qui. Pochissimi avranno sentito parlare di Peter Douglas. Ma tutti quelli che vengono qui e che restano ammaliati dalle spiagge infinite di questo stato, hanno da ringraziare questo Peter Douglas. Niente succede a caso, e la bellezza della costa di California, con tutti i suoi difetti e i piccoli e grandi sbagli,  e' dovuta alla sua visione, al suo amore, alla sua testardaggine.

Peter Douglas era nato in Germania ed era emigrato negli USA quando aveva otto anni per fuggire dai nazisti. Si innamoro' subito del mare. Si laureo' in legge a UCLA. Erano gli anni 1960-70 quando costruttori, multinazionali e governi guardavano alla costa di California come ad un enorme opportunita' di "sviluppo economico" in piccole citta' di mare da trasformare in resort e condomini al mare. Si pensava di costruire una sfilza di centrali nucleari lungo la costa, fra cui uno a Malibu, allargare la "scenic route" CA1 e cementificare tutti i fiumi.  Ma nel 1969 lo scoppio della piattaforma al largo di Santa Barbara cambio' tutto. C'era bisogno di un ente che proteggesse le coste, non solo da scoppi petroliferi futuri, ma anche da altre aggressioni --  speculazioni edilizie, centrali nucleari, cemento.

Cosi, grazie ad un referendum, nel 1972 venne creata la "California Coastal Commission", il cui statuto fu scritto proprio da Peter Douglas che ne divento' il direttore nel 1985. Il referendum era passato anche se petrolieri e cementificatori avevano speso cento volte di piu' degli ambientalisti. Lo scopo di questa CCC era ed e' di proteggere la costa, di ostacolare la proliferazione di impianti petroliferi e nucleari, e di limitare la speculazione edilizia per il beneficio dei residenti e delle generazioni future.

Un successivo referendum del 1976 rese questa CCC permanente. Douglas decise che l'ente dovesse essere severo e non-politicizzato, e che ogni comune dovesse periodicamente mandare la lista dei progetti edilizi lungo la costa per approvazione. Il mare doveva essere difeso e doveva essere di tutti, non solo di chi ha i soldi per comprarsi la villetta.

Pian piano gli speculatori edilizi che avevano comprato terreni su terreni per costruirci "con vista mare", si resero conto che i loro progetti sarebbero stati bocciati, cosi decisero di rivendere i terreni a basso prezzo allo stato, che li trasformo' in parchi statali. Fu cosi che negli anni '80 sotto Reagan, la California aggiunse 100,000 ettari di costa al suo sistema di parchi e due riserve marine. Furono preservate dune, lagune, e bocciate decine di progetti.  Douglas non ha avuto paura di nessuno. Ha imposto a chi viveva sul mare, celebrita' o ricco che fosse, di aprire percorsi pubblici, ha posto il veto sulla costruzione di hotel e complessi residenziali di persone ricche e influenti ma che avrebbero deturpato la visuale ad altri. La CCC ha detto no pure a the Edge degli U2. E' generalmente riuscito a mantenerlo un ente onesto, non corrotto, una impresa importante, considerati tutti gli interessi economici che avrebbero potuto emergere. Alla fine, siamo uno stato di quasi 40 milioni di persone ed e' un miracolo che la costa sia rimasta essenzialmente intatta e non trasformata in una lunga successione di strutture di cemento.

Il lavoro continua e nel 2012, un tratto di 7 miglia di costa, circa 10 chilometri attorno a Santa Cruz, e' diventato parco. Proprio qualche giorno fa la CCC ha bocciato un complesso alberghiero attorno a San Diego. 

Oggi, la CCC ha il controllo assoluto su quasi 1,800 chilometri di costa, in alcuni punti fino a otto chilometri da riva. Le sue decisioni sovrastano anche quelle dello stato di California. E' grazie alla CCC  che generazioni nuove -- e i turisti --  possono vedere la costa di California per la maggior parte al naturale.

Non e' stato facile per Peter Douglas :ci sono stati ben 11 tentativi di farlo politicamente fuori, ma ha resistito per 40 anni. Gli piaceva dire che la costa e' un tesoro prezioso e che il suo lavoro era di proteggerla. Peter Douglas e' morto il 1 Aprile del 2012. Il New York Times per l'occasione scrisse che tutti gli americani hanno un debito verso di lui, perche' ci ha regalato la California come la conosciamo e ha mostrato la strada maestra per la conservazione dei beni comuni.

E in Italia? Perche' in uno stato dalla bellezza senza pari deve essere tutto cosi' disorganizzato e politicizzato? Perche', per dirne una, ci vogliono 15 anni per definire il Parco della Costa Teatina?   Dove sono i Peter Douglas d'Italia ai posti di comando? Perche' invece di bonificare l'ILVA di Taranto, si pensa a come aggiungere altre trivelle in quei mari? Perche' non c'e' nessuno che sappia dir di no agli scandali edilizi o ai depositi di petcoke in riva al mare? Perche' il Ministero dell'Ambiente e' una sorta di succursale dei petrolieri e approva anche ai piu' vergognosi progetti, come Ombrina?

Ce ne vorrebbero anche in Italia di Peter Douglas - e per una volta ricopiare le cose buone di questa nazione.

2 comments:

Vincenzo Moscuzza said...

Grazie. Questa รจ una perla di esempio da far conoscere...

silvia said...

sempre interessantissimi i tuoi post!