.

.
Showing posts with label Rossi. Show all posts
Showing posts with label Rossi. Show all posts

Wednesday, April 4, 2018

UK: nel 2017 sole e vento producono piu' energia del nucleare






 Grafico di Sizewell C



Nel Regno Unito ci sono otto stazioni nucleari.

Nel 2017 gli impianti a sole e il vento distribuiti sulla nazione hanno generato piu' energia di tutte ed  otto messe assieme secondo i dati ufficiali.

Totale?

Anche l'uso di carbone e' diminuito e cosi, in totale rispetto al 2016, il calo di emissioni di CO2 e altri gas serra nel 2017 e' stato del tre percento.

Il sorpasso e' stato sopratutto dovuto agli ultimi mesi del 2017 grazie a forti venti, l'apertura di nuovi impianti a vento e diminuzione della produzione di energia nucleare.

In totale sole e vento hanno generato 18.3 tera-watt-ore (1 tera = 1000 giga) e il nucleare 16.7 tera-watt-ore. In cima alla lista c'e' pero' ancora il gas, che e' a 36.1 tera-watt-ore anche se la produzione e' in leggero calo.

Dietro a questi numeri c'e' pero' da ricordare che il nucleare riceve sussidi governativi, e infatti i signori della Horizon Nuclear Power, sussidiaria della giapponese Hitachi, ha richiesto nuovi fondi per operare e che vorrebbe ricevere entro l'estate.

Dal canto sul la Electricite' de France (EDF)  ha minacciato di non andare avanti con la costruzione di una centrale nucleare costruenda nel Regno Unito senza soldi governativi.

La EDF sta costruendo una centrale nucleare nel Somerset, nell'est del paese. Si chiama Hinkley Point C plant e costa la bellezza di... 19.6 miliardi di sterline. E cioe' 23 miliardi di euro!

Vorrebbero costruirne un'altra nel Suffolk, che sta verso ovest, e che si dovrebbe chiamare Sizewell C. Il progetto e' quasi identico, come dire, prendi due paghi uno. Ma vogliono vedere i quattrini prima.

Il capo della EDF ha un nome italiano, Simone Rossi. Lui dice che per la EDF occorre capire se ne valga la pena andare avanti con Sizewell C e che deve capire l'impegno economico da parte del governo britannico per Sizewell C. Dice che la costruzione ha senso solo se Sizewell C (proposta) e Hinkley Point C (gia' in realizzazione) sono vicine nel tempo, in modo da risparmiare sui costi e sul personale.

E quindi vogliono vedere i soldi adesso.

Sole e vento non ricevono piu' niente dal governo dal 2015.
Niente sussidi, niente vantaggi. Niente costi da 22 miliardi di euro. Basta un tetto, e la volonta'.


E vincono lo stesso.




Thursday, September 4, 2008

L'ENI a Mantova


A Mantova c'e' un po di tutto: uno stabilimento dell'ENI dove si producono derivati petroliferi, sotto il logo di Polimeri Europa, ma che appartiene al 100% all'ENI, ed una raffineria di petrolio, la IES (Italiana Energia e Servizi) che appartiene a un signore di Genova, Mario Contini. Il petrolchimico ospita pure un inceneritore in cui vengono trattati rifiuti tossico-nocivi e medicinali. Nella zona ci sono pure altri stabilimenti ENIchem e metallurgici. Di tutto insomma.

Sul sito web della nostra beneamata ENI si dice, a proposito dello stabilimento Polimeri Europa di Mantova:

"Polimeri Europa operates with the strongest commitment and "responsible care" in order to assure that all the activities are carried out in the full respect of the envirovment and of the health of the community and the employees."

Tutto questo bla bla per dire che sono bravi e che lavorano nel pieno rispetto dell'ambiente e della salute del popolo e dei loro lavoratori. Bene. Ecco invece come stanno i fatti secondo altre fonti, diciamo piu' indipendenti.

A Mantova c'e' un'area di circa 20 chilometri quadrati altamente inquinata e in attesa di bonifica. La zona e' talmente tossica che il Ministero dell'Ambiente ha negato qualsiasi altro tipo di insediamento industriale se non si fa prima un opera di ripristino ambientale.
La gente quando passa in macchina in quella zona chiude forte i finestrini perche' la puzza e' insopportabile. Lo stabilimento Polimeri Europa, con le sue forti emissioni di benzene e stirene,
sostanze cancerogene, non certo un innocua spettatrice in questo scenario.

A Mantova aumentano i casi di sarcoma, un tipo di tumore che e' collegato, guarda caso, alle emissioni di diossina, un noto inquinante, dagli stabilimenti industriali. Uno studio fatto nel 2001 riporto' che a Mantova il numero e gli ammalati di cancro, sarcomi e leucemie in primis, erano piu' alti del 50% rispetto al resto della Lombardia. Il presidente dell'Agenzia Nazionale di protezione ambientale, Paolo Rabitti, fece uno studio certosino sui tumori nella sua zona e poi denuncio' la ASL di Mantova di avere manipolato i dati sull'inquinamento. Una delle zone piu' inquinate e' il fiume Mincio, che gia' dagli anni '70, si sa', e saturo di mercurio e di idrocarburi,

L'ENI non dice nulla di tutto cio' nel suo sito web. Solo che "operano nel pieno rispetto dell'ambiente". Alla faccia del rispetto. Qualche politico locale gli da pure una mano. Un certo Nanni Rossi che siede alla provincia, da' il suo illuminato parere: si accusa troppo l'industria petrolchimica, il lago Superiore e' piu inquinato che Mantova, la diossina e' una "concausa", gli interventi sanitari e preventivi sono dalla "discutible utilita'". Chissa' chi si dovrebbe accusare. Invece di affrontare questa "concausa" si preferisce vivere da struzzi.

Se si indaga pero' un po meglio, si vede che la stessa ENI, zitta zitta, ammette i propri danni all'ambiente: dicomo che il rischio di incidente e' rilevante e che i propri cicli produttivi e le proprie "fiaccole" portano a immissioni nell'atmosfera, a relfui liquidi e all'inquinamento del solttosuolo e delle acque sotterranee. Nel 2005 hanno scaricato circa 90 milioni di litri di acqua
nell'inquinato fiume Mincio. Ma l'ENI non e' sola ad usare il Mincio come loro personale pattumiera, anche la IES lo fa e nel 2007 anche loro vengono accusati di avere riversato sostanze tossiche nel fiume.

Una piccola estemporanea: oggi leggevo prima da noi e mi sono imbattuta nell'editoriale del direttore, Alessandro Biancardi, dal titolo "Quanti scandali nell'isola felice e l'Abruzzo continua a dormire". Io spero che almeno un po questa storia della raffineria di Ortona sia utile al benessere della nostra regione, alla dignita' di noi cittadini, e al non rassegnarsi alle ingiustizie, anche dopo che sara' finita. Spero che allora, un pochino, ci saremo svegliati.




Fonti: Peace Link, SNOP rivista