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Friday, May 10, 2013

Ciao signor Armando!




Due anni fa moriva uno dei personaggi piu' amati della lotta contro il   centro oli di Ortona, il signor Armando Orsini.

 Aveva 78 anni ed era il proprietario di un terreno in contrada Feudo dove lui e sua moglie Maria avevano piantato degli ulivi appena sposati.

Il suo era un campo come tanti in Abruzzo, in collina con vista sul mare, dove gli si occhi si perdono fra le varie sfumature di verde a seconda delle stagioni, e a cui si accede da una stradina stretta,
fangosa d'inverno e dal profumo di natura in primavera.

Dopo 50 anni l'ENI aveva deciso che quell'uliveto era proprio il posto giusto per costruirci una raffineria di petrolio.  Pensavano: veni, vidi, vici.

Mai avrebbero gli uomini di Scaroni pensato che qualcuno potesse dirgli di no. E infatti, circa una dozzina di altri proprietari di vigneti ed uliveti cedettero alle lusinghe, alle pressioni e al miraggio dei soldi, vendendo la loro terra al mostro a sei zampe.

E invece ci fu qualcuno che disse no: il signor Armando Orsini e la sua confinante Maria Paolucci.

Nel dire no, le due famiglie dissero no non solo ai 200,000 euro offertigli per quegli ulivi da trasformare in fiaccole, ma dissero no alla paura, all'idea che i prepotenti debbano per forza vincere, alla rassegnazione che "tanto quel terreno se lo prendono lo stesso, meglio almeno portare a casa qualche soldo."

Una lezione di umilta' e di coraggio per tutti.

Me lo ricordo bene il signor Orsini. La sua gentilezza, l'onnipresente berretto, gli occhi schivi ma brillanti, e la parlata calma ma certa nel dire la sua semplice verita' alle telecamere di Rai Uno:

"Se quelli vengono, non avvelenano mica solo me, avvelenano tutti."

Alla fine, dopo tante proteste, dopo tanti piccoli e grandi gesti di dissenso da parte di tutti, l'ENI rinuncio' al Centro Oli di Ortona, che non e' mai stato costruito. L'uliveto e' ancora nelle mani della famiglia Orsini - speriamo per almeno altri 50 anni.

Ecco, sono passati due anni dal 10 Maggio 2013 ed e' bello ogni tanto fermarsi, ricordare ed essere grati.  Il signor Orsini ci ha lasciato un esempio che spero non vada dimenticato ma che resti invece nella memoria collettiva a darci la carica per le tante altre battaglie future.

Grazie signori Armando e Maria Orsini, grazie signora Maria Paolucci.

Questa e' l'Italia migliore.

Thursday, May 12, 2011

Armando Orsini




E' morto il signor Armando Orsini, che disse di no all'ENI. Se volete lasciare commenti dal blog, fra qualche giorno li stampo tutti e li mando alla moglie. Ecco un ricordo, da parte di Nuovo Senso Civico.

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Il signor Armando Orsini fu uno dei pochi a non cedere alle lusinghe dell’ENI nella campagna di acquisto dei terreni che sarebbero stati destinati a trasformare le campagne di contrada Feudo in una raffineria di petrolio.

Un uomo ad un tempo fiero e mite, erede della più genuina tradizione contadina abruzzese, non disposto a barattare la propria vita per quel piatto di lenticchie d’oro, da 200.000 euro, con il quale il cane a sei zampe l’aveva tentato.

Un uomo che è riuscito a non farsi piegare da un’ offerta a cui in tanti hanno ceduto, difendendosi da pressioni enormi, come ben si può immaginare, nella ferma convinzione che non si può barattare la propria storia, la propria tradizione, la propria salute per un piatto di lenticchie, siano pure d’oro.

La sua figura, adesso che non c’è più, si staglia luminosissima, indicando con maggior forza la strada a noi tutti.

Quell’uomo minuto con occhi schivi e brillanti è un esempio di rispetto per la terra che in tanti diciamo di amare ma che in pochi difendiamo con gesti concreti, anche a danno dei nostri privati interessi economici.

Vorremmo che gente col suo cuore, la sua intelligenza e il suo coraggio ci rappresentasse nei palazzi del potere: gente come Armando Orsini!

Monday, September 29, 2008

Eroi del nostro tempo


Dei dodici ettari di terra che l'ENI vorrebbe acquistare in contrada Feudo, gliene mancano due, proprio al centro. Due eroici contadini hanno infatti deciso di non vendergliele. Sono stati sottoposti a dure pressioni da parte dell'ENI, ma non hanno ceduto. Non scrivo qui i loro nomi per non causargli altri guai. Ecco pero' la lettera che gli ho mandato qualche giorno fa, tramite alcuni amici di Ortona. Se nei commenti volete lasciare loro un rigo di affetto, faro' in modo che giunga loro la nostra voce, cosi' da farli sentire meno soli e soprattutto riconoscenti per il loro gesto.

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Caro signor XXX

vorrei ringraziarla, dal profondo del cuore e credo con me tutto l'Abruzzo sano e che vuol bene alla nostra terra, per avere resistito alle pressioni dell'ENI e per avere negato la vendita delle sue terre ai petrolieri.

So che e' stato ed e' tuttora difficile, ma continui a resistere. Io non posso che dirle, dal profondo del cuore, grazie. E' lei il vero eroe di questa storia, piu' di me, piu' dei politici, piu' di chi parla e non agisce.

A differenza dei suoi confinanti, un giorno lei potra' riguardarsi indietro ed essere inorgoglito delle sue scelte perche' ha mantenuto la sua dignita', perche' ha avuto coraggio, e perche' e' stato un Uomo per davvero e non una pecora che segue i greggi.

Se dovesse avere bisogno di qualsiasi cosa, la prego di non esitare a chiamare i rappresentanti del Comitato Natura Verde. Io vivo in America, ma appena vengo in Italia le prometto che la vengo a ringraziare di persona.

Di nuovo, grazie. Lei e' un esempio per me, per gli abruzzesi e per le generazioni piu' giovani. Tenga forte e non abbia paura.

Maria Rita



per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058