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Saturday, August 18, 2012

Terremoti e trivelle - Olanda



Verde: campo di gas, Giallo: terremoto. Elementare Watson.

Questo link mi e' stato inviato dalla mia amica Randi Cecchine di New York. Thanks!





Rosso: terremoti "naturali", Giallo: terremoti "indotti" dall'industria del petrolio/gas. I campi del gas dell'Olanda sono in verde. Le linee rosse e blu sono linee lungo la quale hanno eseguito studi 
geologici approfonditi per studiare la morfologia del territorio.

Qui i dettagli sulla correlazione fra estrazione di gas (verde) e terremoti (gialli)


Il Royal Netherlands Meteorological Institute - in olandese Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut abbreviato in KNMI -  rende pubblico un catalogo di terremoti indotti causati dalla produzione di gas nel nord dell'Olanda.

Ci sono dentro ben 688 eventi, registrati dal 1986 fino al 2011, di magnitudine massima 3.5 Richter
centrati nella zona di Groningen, dove esiste un campo di gas tuttora attivo. Il nord dell'Olanda fu trivellato alla ricerca di gas all'inizio degli anni '60. I primi terremoti si sono registrati nel 1986.  Groningen e' il piu grande campo di gas d'Europa e appartiene alla Shell e alla Exxon, meta' per uno. 

I terremoti, di magnitudine medio-bassa, hanno causato danni minori come crepe nelle case ma grandi preoccupazioni alle popolazioni locali. In seguito a questi eventi, dal 2003 il governo olandese richiede studi di compatibilita' e di rischio sismico per le aree interessate da ulteriori azioni trivellative.



Il KNMI e' lo stesso istituto che ha presentato uno studio sulla possiblita' di incremento di terremoti nella zona Bergermeer - similmente nel nord dell'Olanda - in cui si parla di aumento di rischio sismico collegato allo stoccaggio di gas da parte di un consorzio guidato dalla Gazprom di Russia.

Hanno quantificato semplice semplice: con la costruzione del centro di stoccaggio ci sara' un 2% di rischio di terremoti di intensita' di magnitudine 3.9 Richer, e di probabilita' maggiore per terremoti di grado minore. Ne abbiamo parlato qui.

Infine ecco la lista di terremoti indotti, come compilata dai ricercatori olandesi Rob van Eijs, Frans Mulders, Maunel Nepveu, Cor Kenter e Berend Scheffers per l'Olanda





E in Italia?

Ci sara' mai qualcuno che si voglia sedere li a fare la lista dei terremoti indotti o scatenati dall'attivita' umana nel territorio italiano e in particolare dalle attivita' minerarie? Forse non sono riuscita a trovarli, ma se esistono sono ben nascosti.

Eppure pane ce n'e' - un territorio ballerino, trivelle e stoccaggi un po dappertutto, da nord a sud.

Oppure in Italia queste cose non succedono, perche' siamo sempre meglio di tutti?

E perche' nessuno parla piu' del terremoto dell'Emilia?


Sunday, August 12, 2012

I deliri di Passera

Caro signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.

Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.

Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.

Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.

Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.

Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia?
Ci dica.

Dove e cosa vuole bucare?
Ci dica.

I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?

Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.

Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.

Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta. E' facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.

E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai.  Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto?

Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia - all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita' - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e' il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e' di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi. Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo piu' le trivelle in mare perche' non e' questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.

Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera' nell'industria verde, si chiamano 220,000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell'ambiente e'?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira' questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.


I dispersanti nel golfo del messico, 2 anni dopo.


Dispersanti sul golfo del Messico, 2010


Gamberetti anneriti dal petrolio, Dauphin Island, Alabama, Agosto 2012


Tartaruga morta, Mississippi, Maggio 2012


Micheal Crosby, 
Mote Marine Laboratory, Sarasota, FL

Dei danni del golfo del Messico, due anni dopo, si parla poco. Eppure ogni tanto vengono fuoi studi fatti proprio sull'esperienza del golfo che dovrebbe far riflettere tutti, da Passera e Clini, che hanno abilmente risuscitato le trivelle bocciate dalla Prestigiacomo, fino ai sindaci di comunita' trivellate e trivellande.

La BP ha usato circa 1.8 milioni di galloni di dispersanti, fra cui il Corexit, bannato per la sua pericolosita' in alcune nazioni. E anche quando il governo USA gli ha intimidato di non usarlo piu, alla BP non e' importato molto, ed hanno continuato a spruzzarlo imperterriti, di notte, di giorno, a casaccio.

1.8 milioni di galloni sono circa 7 milioni di litri. Il Corexit spezzetta il petrolio disperdendolo nell'acqua, ma spezzetta anche le membrane degli esseri viventi, causando malattie e deformita'.

Ne abbiamo gia' parlato qui nell'anniversario, qui sui pesci, qui sui coralli.

Adesso, c'e' uno studio condotto da Alice Ortman della University of South Alabama, che mostra in maniera scientifica che in un esperimento controllato in laboratorio, la presenza di dispersanti porta alla morte del plankton, ma all'aumento di batteri, capovolgendo tutto il delicato equilibrio della catena alimentare.



There were lots of bacteria left but no bigger things.  
It's like the middle part of the food web is taken away.

C'erano molti batteri, ma niente di piu' grande.
E' come se la parte centrale della catena alimentare fosse stata portata via. 

I pesci non mangiano batteri. E' il plankton che mangia batteri, che poi vengono mangiati dai pesci e se togli quello che c'e' in mezzo - appunto il plankton - la catena alimentare viene interrotta.

Questo e' un risultato inaspettato, nuovo, e dalle profonde implicazioni. 

Il professor Brian Crother, del dipartimento di biologia della Southeastern Louisiana University infatti dice che il tutto e' spaventoso perche l'esperimento condotto in taniche, riproducendo al meglio che si poteva le condizioni in mare, e' durato solo cinque giorni. E se queste sono le conseguenze dopo 5 giorni, figuriamoci dopo 3 mesi!

Micheal Crosby, del Mote Marine Laboratory a Sarasota, in Florida, dice che questo significa che non abbiamo ancora visto tutto quello che c'e' da vedere nel golfo, perche' per vedere l'impatto pieno di questi stravolgimenti sulla catena alimentare occorrera' aspettare anni ancora.

Ad esempio, lo scoppio della Exxon Valdez, nel 1989 non ebbe conseguenze immediate sulla popolazione di pesci. Ci vollero quattro anni, e nel 1993 si inizio' ad asssitere ad un graduale declino della popolazione di aringhe, fino a che le aringhe sono scomparse del tutto e con queste, i pesci piu' grandi che li mangiavano.

Cordova, Alaska era un paese di pesca.

Dopo lo scoppio e la fine delle aringhe, la pesca non esiste piu.
Esistono le ditte fallite, i suicidi, la miseria e la disperazione. 

The worst is yet to come.


Aringa - un tipo di pesce azzurro




Saturday, August 11, 2012

Ombrina ed Elsa tornano? Politici e persone svegliatevi





"Contrasteremo ogni forma di trivellazione"
Gianni Chiodi, 2010



Tutto dorme in questo gentile Agosto del 2012.

Passate le paure del centro oli, e chissa' per un po di Bomba e di Ombrina, si pensa che si possa tornare alla dolce vita, in cui tutto va bene, dimenticando che invece l'attivismo, la coerenza, l'impegno personale sono per la vita e non quando si ha paura.

E questo vale che uno sia invece un semplice cittadino senza particolari ruoli pubblici, in cui le paure sono per l'orticello sotto casa, o che uno sia a capo della provincia, in cui le paure sono politiche.

Ecco allora che invece di preoccuparsi di mettere fine all'Abruzzo petrolizzato si passa ad elogiare Paolo Scaroni a parole, oppure onorandolo con la propria presenza senza fiatare, sedendosi fra il pubblico, senza infamia e senza lode, senza il coraggio di dire "guardi che qui non ce la vogliamo".

Vero Enrico di Giuseppantonio? Vero Luciano Lapenna? Vero Giovanni Legnini?

Beh, se vuoi dormite, ecco qui invece quelli della Mediterranean Oil and Gas che invece non dormono niente.

Il giorno 6 Agosto 2012 lanciano un comunicato stampa in cui dicono che sono pronti a sviluppare il loro progetto Ombrina Mare, grazie al nuovo decreto legge 83/2012 in cui tutte le concessioni fermate dal decreto 128/2010 - il cosiddetto decreto Prestigiacomo - sono state resuscitate.

Dicono che cosi' cercarenno di riottenere il permesso di trivellare Ombrina Mare, come richiesto nel 2008, e contro le quali noi abbiamo fatto osservazioni.

Il nuovo capo della MOG - Bill Higgs, visto che Sergio Morandi l'hanno cacciato - dice che

"This is very positive news and we are pleased the Italian Parliament has now approved and ratified in law Decree 83/2012. Once the full details of the Decree are published we look forward to being able to continue with the development of the Ombrina Mare field, a project that is of considerable strategic importance to the company and that will be a very positive contributor to the Italian economy."

"Queste sono notizie positive e ci compiaciamo che il parlamento italiano abbia approvato e trasformato in legge il decreto 83/2012. Appena i dettagli del decreto saranno pubblicati, siamo lieti di poter continuare ad andare avanti con lo sviluppo di Ombrina Mare, un progetto che e' di considerevole importanza strategica per la compagnia e che dara' un grande contributo positivo all'economia italiana".

Invece, tale Andrew Whittock, un "analista" dice che il finanziamento non dovrebbe essere un problema che i soldi li hanno o li possono trovare. Evviva.

Anche il capo della Petroceltic, tale Brian O'Cathain dice che e' "very pleased", molto compiaciuto della cosa e che

"We are very pleased that the decree has been approved and believe that the new law removes the existing uncertainty concerning exploration, development and production activities in Italian waters,”

“We will now commence discussions with the relevant National and Regional institutions concerning the Elsa project, which we are committed to progressing to the benefit of all stakeholders in a safe and environmentally-responsible manner."


"Siamo molto compiaciuti che il decreto sia stato approvato e crediamo che le nuove leggi rimuovano le insicurezze collegate all'esplorazione, sviluppo e alle attivita' produttive nei mari d'Italia"

"Adesso inizieremo le discussioni con le istituzioni nazionale e regionali sul progetto Elsa, che vogliamo protare avanti per il beneficio di tutti i portatori d'interessse in un modo sicuro e responsaile dal punto di vista ambientale".

Evviva. Le azioni sono salite, loro tornano a fare progetti, tutto sara' fatto in modo sicuro e responsabile.

Tuttapposto, come niente fosse.

I sindaci di San Vito, Rocca San Giovanni, Rocco Catenaro, Torino Di Sangro,  Gianni di Rito, Domeicantonio Pace hanno qualcosa da dire?  Lo stesso sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, ha qualcosa da dire? Tutti i lancianesi vanno al mare da quelle parti.

Silenzio tombale.

Possibile che non leggano la stampa nazionale o e internazionale su un tema cosi importante?

Ora, occore ricordare che questo progetto prevede un pozzi di petrolio a 5 chilometri da riva e una nave desolforatore FPSO - un mini centro oli a mare -  a 9 chilometri da riva.

Una cosa devastante: illuminata a giorno e con canna fumaria e fiamma sputa idrogeno solforato 24 ore su 24 in bella vista. Di navi FPSO non ce ne sono nemmeno in tutto il golfo del Messico!

Tante ne abbiamo fatte, dette a suo tempo. Occorre solo tornare alla lotta.

Sconfitti una volta, li sconfiggeremo di nuovo, ma questo richiedera' ancora il contributo di tutti.

Ora ci sono le elezioni regionali: il petrolio deve diventare un tormento.

Gianni Chiodi e' dato perdente da tutti, e tutti vorranno la poltrona.

E allora occorre usare questo momento in modo tale che chiunque lo seguira' si prenda l'impegno sacrosanto che Ombrina e nessun altro progetto passeranno - e questo non per convinzione, ma per calcolo politico.

Ci ho provato in tutti i modi a interessarli in maniera morale, ma non ne viene fuori niente.

Io lo so che veramente del mare, dei delfini, dei bambini che fanno il bagno nell'acqua sporca, dei pesci avvelenati, della monnezza riverstata a mare, dei possibili scoppi, non gliene importa niente a quasi nessun politico d'Abruzzo.

Senno farebbero loro questo lavoro, non io.

Vogliono solo la sedia, e allora e' questo il momento di usare il nostro potere. Rompere le scatole.

Vuoi la sedia? E allora prometti solennemente che qui i pozzi non ci saranno.

Abbiamo dei politici molli, molli, molli - non sanno usare internet, non sanno leggere l'inglese, non hanno il cervello di pensare che certe cose occorre combatterle in prima persona e non per traino, non sanno spiegare le cose alla gente, non hanno il coraggio di dire questo e' giusto, questo e' sbagliato, non sanno agire di conseguenza.

Non lo sanno fare proprio fare il loro mestiere secondo me.

Che ne e' stata della Catalogna d'Italia?

Balle, solo balle.



Tuesday, August 7, 2012

Pozzi di reiniezione e terremoti


This suggests injection-triggered earthquakes are more 
common than is generally recognized.

C. Frohlich, 
PNAS 6 Agosto 2012




Ecco qui un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulle correlazioni fra terremoti e pozzi di reiniezione negli Stati Uniti.

L'analisi e' stata effettuata presso l'Universita' del Texas, ad Austin, dal prof. Cliff Frohlich che afferma che varie dozzine di terremoti si sono succeduti nel nord del Texas negli scorsi due anni sono con molta probabiita' a causa di vari pozzi di reinizione dell'industria del gas e del petrolio. La rivista e' la prestigiosa - ma prestigiosa per davvero - PNAS, Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America.

Il prof. Cliff Frohlich ha analizzato la sequenza dei terremoti nella zona cosiddetta del Barnett Shale nel nord del Texas dal Novembre 2009 al Settembre 2011 ed ha trovato che dei 67 terremoti registrati, l'epicentro di 24 di questi era nelle strette vicinanze dei pozzi di reiniezione - 3.2 chilometri o meno -  e in cui i riversamenti medi di "fluidi" erano di 24,000 metri cubi al mese - iniettati dal 2006.

Fanno 24,000,000 = 24 milioni di litri di "fluidi" (= monnezza) al mese nel sottosuolo per 4,5 anni.

Fra questi terremoti alcuni nella zona di Clayburne e di Dallas Forth Worth, colpiti da una ondata di terremoti fra il 2008 ed il 2009, e zone del Texas del Nord dove non c'erano mai stati terremoti prima.

I terremoti erano tutti di magnitudine bassa - al massimo di magnitudine 3.0 della scala Richter: alcuni di questi non erano stati registrati dalle liste governative ufficiali.

Sebbene ci fossero vari pozzi di reinizione nella zona, solo alcuni sono collegati alla comparsa di terremoti secondo Frohlich. Perche'? L'ipotesi che presenta l'autore e' che quelli collegati ai terremoti fossero piu' vicini di altri a faglie e zone sismicamente attive.

Spero che l'INGV legga queste cose e ne faccia tesoro.

Per ora un video veramente sconvolgente sul terremoto in Emilia e la leggerezza dei nostri governanti in merito.  In Italia non succede.












Scaroni a Vasto: Uomini senza













Foto di Hermes Pittelli, Lorenzo Luciano

"In ginocchio da te"

Qui lo storico Costantino Felice
"Scaroni ha detto delle cose inaccettabili per Vasto"

Qui Stefano Comparelli, responsabile di Fare Verdi
"La storia non si cancella"

Eccoli qui allora gli eroi del giorno che si sono presentati a fare gli onori, qualcuno anche con fascie tricolore, al condannato in via definitiva "con patteggiamento" Paolo Scaroni:

Luciano Lapenna, sindaco di Vasto
Enrico Di Giuseppantonio, presidente della provincia di Chieti
Angelo Pollutri, sindaco di Cupello
Gianni Petroro, Associaizione pro-emigranti

E' la loro presenza a Vasto che ci dice di che stoffa sono fatti questi personaggi, gente apatica, che va dove va il vento, sente senza principi, senza spina dorsale, senza morale.

Gente che magari a volte dice di essere contro il petrolio, ma a cui nei fatti non gliene importa niente.

Personalmente gia' lo sapevo - visto che per ogni azione fatta da questi personaggi ci sono state dietro la pressione popolare, la paura di perdere i voti, rincorse con le telecamere e promesse elettorali. Non certo la convinzione di base o un principio incorruttibile di difesa del territorio o di lealta' all'elettorato.

Visto che ogni azione e' stata portata avanti da altri e non da loro che sono rimasti al traino. Visto che i testi per le osservazioni, per i ricorsi al TAR glieli hanno preparati altri.  Visto che neanche lo sapevano cosa fossero un centro oli, una FPSO, l'H2S e compagnia bella. Visto che l'azione di informazione non e' venuta da nessuno di loro.

Sono uomini senza. E chiunque puo' metterci la parola che vuole - senza coraggio, senza amore, senza coerenza, senza rispetto. Sono uomini piccoli piccoli, sono uomini senza neanche la vergogna di presentarsi davanti a tutti, ad onorare un condannato in via definitiva per disastro ambientale "con patteggiamento" e che voleva distruggerlo l'Abruzzo, altro che investimenti.

Le chiacchere se le porta il vento.

Ma perche' poi ci sono andati? Io non lo so, ma credo che da buoni politici abbiano la voglia di tenere il piede in 2, 10, 34 staffe.

Scaroni e l'ENI c'hanno i soldi, sono potenti. Meglio far vedere che stiamo anche dalla loro parte e che e' colpa di quei fanatici-cattivi-esagerati ambientalisti se il centro oli non si e' fatto.

Mica e' colpa di Enrico di Giuseppantonio se il centro oli non si e' fatto. Mica e' colpa di Eugenio Caporrella che sta ancora traducendo i testi dall'italiano al dialetto lancianese se il centro oli non si e' fatto. Questo secondo me e' il messaggio che hanno voluto passare, tenersi buoni tutti, anche Paolo Scaroni perche' non si sa mai.

Ma quello che questi uomini senza non sanno e' che alla fine, perderanno tutto.

La gente ricorda, ricorda tutto, e il potere del popolo e' molto molto maggiore che i soldi sporchi di sangue dell'ENI.

E che dire dei giornalisti che non hanno saputo fare le vere domande, quelle difficili, quelle fatte a beneficio del popolo?

Perche' nessuno ha avuto il coraggio di chiedere a Scaroni: ma senti, caro, le terre ai contadini gliele vuoi ridare si o no? Ma senti caro, che ci puoi dire della tua condanna in via definitiva? Ma senti caro,
ma come to spieghi che nonostante tutte le tue balle e il tuo bel parlare elegante e raffinato, e nonostante tutti i buchi, la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia? Ma senti caro, e i tuoi figli dove e' che emigrano?

Dovreste vedere voi cari giornalisti d'Italia come si fanno le interviste - guardatela la TV americana adesso che ci sono le elezioni a Novembre e vedrete che cos'e' il giornalismo serio. Le domande che fanno o che stroncano le carriere, e il tutto nell'ineresse pubblico.

Caro Paolo Scaroni: non ce ne andiamo mica.

Lei ha avuto di fronte un mucchio di gente molliccia, inutile e senza, ma gli abruzzesi veri, gli uomini e le donne con tutte le caratteristiche sane che i nostri politici non hanno, non le daranno un centimetro del nostro territorio, stia tranquillo.

E sappia che, nonostante i suoi tentativi di confondere la parlata e l'italiano, in Abruzzo di olio buono ce n'e' uno solo: si chiama olio d'oliva, e non olio da monnezza petrolifera.

Buone tangenti, buona autoblu e buona condanna in via definitiva "con patteggiamento".

You have not seen half of what we are made of.



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PS: Come sempre, grazie a tutti gli abruzzesi e le abruzzesi vere: Assunta, Ilaria, Ines, Hermes (d'adozione), Luciano, Filippo e tutti quelli che erano li ieri.

Se ci sono altri racconti, link, esperienze o nomi che ho dimenticato, li collego volentieri.



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L'AD RICEVE ONORIFICENZA E PARLA DEL PROGETTO SFUMATO AD ABRUZZOWEB
CENTRO ENI L'AQUILA? LO VUOLE VASTO!
SCARONI: ''STRANO STOP, ERA UN DONO...''

Descrizione: http://www.abruzzoweb.it/ic.php?d=BWS0&w=68VK0&h=68RKA&i=E1GPYV3FEDHP2WKFDSMQ0VVCDHTQ8WK95SN70SR&z=0

A sinistra l'ad di Eni, Paolo Scaroni e, a destra, il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri

di Arianna Iannotti e Alberto Orsini   abruzzoweb

CUPELLO - “Trovo molto strano il fatto che in tanti anni non si sia riusciti ad avere il via libera, soprattutto visto che si era in presenza di un dono”.
Quando parla del centro di ricerca per l’Università dell’Aquila in località Casale Calore, un progetto da 12 milioni di euro finito in fumo dopo tre anni di vana melina tra Comune capoluogo e Ateneo, si vede tutta la delusione dell’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, oggi in Abruzzo, a Cupello (Chieti) per ricevere la cittadinanza onoraria.
E dire, ha sottolineato a questo giornale l’amministratore delegato, che “l’idea del centro ricerche era solo un pezzo di un programma più articolato e molto più ampio!”. Oltre ai fondi per la costruzione del centro, ma non per la sua gestione o le assunzioni del personale, c'erano infatti anche altri 8 milioni di euro in borse di studio di cui si sono perse le tracce.
La vicenda si è trascinata dal maggio 2009, subito dopo il sisma che ha distrutto L'Aquila, quando Eni e ateneo firmarono una convenzione. L'Università individuò terreni che aveva in affitto a destinazione d'uso agricola e il tempo è passato tra tentativi di riprendere quegli appezzamenti dagli affittuari, tra minacce di sfratto e accordi fin troppo svantaggiosi per l'Ateneo, infatti i revisori dei conti li hanno bocciati.
Nel frattempo a fatica il Comune rendeva edificabile un'area per complessivi 60 mila metri quadrati a fronte di 10 mila al massimo utili per il progetto, adombrando il rischio di una speculazione edilizia prontamente smentita da tutte le parti in causa.
Sul centro di ricerca ci sono state riunioni e trattative a tutto spiano, nel tentativo, poi infruttuoso, di salvare il progetto dalla furia di Scaroni, che ha risposto con lapidarie negazioni ai tentativi del rettore aquilano, Ferdinando Di Orio, di salvarlo.
Tra i tanti vertici, impossibile non citare quello "carbonaro" all'Aquila tra lo stesso Di Orio, il sindaco, Massimo Cialente, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l'ex sottosegretario Gianni Letta, che non ha più incarichi formali ma ha sempre mostrato un'attenzione particolare al progetto, e in ambito universitario viene considerato un "nume tutelare" per aver portato alla proroga triennale dell'esenzione delle tasse, giunta quasi la termine.
Intervistato a margine della cerimonia di Cupello, il potente dirigente del colosso petrolifero ha confermato ad AbruzzoWeb che il progetto è definitivamente tramontato, anche se, ha assicurato, “per le zone terremotate faremo qualcos’altro”, e alla precisazione della cronista “qualcos'altro per L’Aquila?” Scaroni ha risposto di nuovo: “per le zone terremotate”, a far capire che le ipotesi potrebbero essere diverse.
A cogliere la palla al balzo il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, che Scaroni ha ascoltato lanciare questa provocazione: “Il centro di ricerche Eni facciamolo nel Vastese! Il nostro territorio si candida ben volentieri ad accogliere e ospitare una struttura di questo tipo”.
Scaroni non ha commentato, anche se nel suo discorso ha detto di dovere tanto al territorio vastese, riferendosi in particolare all’esperienza fatta in Pilkington insieme a tanti sansalvesi che gli ha permesso di arrivare al vertice dell’Eni, e di sperare di potersi in qualche modo sdebitare.
Nel frattempo il Vastese lo ha riempito di onori: non solo Cupello gli ha dato la cittadinanza onoraria, 50 anni dopo averla offerta al fondatore dell’Eni, Enrico Mattei, ma anche Vasto lo ha premiato conferendogli il premio “Silvio Petroro 2012”, a riconoscere e onorare i passi avanti fatti a partire dal rinvenimento di uno dei più ricchi giacimenti metaniferi d’Italia.
Anche se, proprio il mettere l’accento in questo modo sul processo di petrolizzazione che ha investito l’Abruzzo ha dato il la a una serie di polemiche, intercorse soprattutto via web, da parte di chi, come Maria Rita D’Orsogna, ha sempre criticato quel modello di sviluppo.
Polemiche che avevano trovato il loro apice ai tempi della possibilità di realizzare tra Tollo (Chieti) e Ortona (Chieti) il cosiddetto Centro Oli, che adesso Scaroni ha definito “una cosa vecchia”, nel senso di un progetto ormai passato, proprio come Casale Calore.
“Abbiamo tante cose da fare - ha detto a riguardo - il Centro Oli lo faremo da un’altra parte. Certo che per l’Abruzzo quella del Centro Oli sia stata un’altra occasione sprecata”. Proprio come Casale Calore.


Scaroni premiato a Vasto, Lapenna: "L'Eni investa su questo territorio"
Descrizione: Scaroni premiato a Vasto, Lapenna:
"L'Eni investa su questo territorio"
Paolo Scaroni e Gianni Petroro
VASTO - “Emigrare non è mica male. Sono un vicentino, ma non non mai lavorato a Vicenza. Mi vedete abbacchiato, triste? Ho visto tanti vastesi in tutte le parti del mondo ed erano felici”, ma nonostante la crisi economica pesantissima “non riesco a immaginare uno scenario in cui la gente di questi posti, che è così capace, non ce la faccia”.
Con un messaggio di speranza Paolo Scaroni riceve a Vasto il Premio Silvio Petroro. Il ritorno nel Vastese dell’ex numero uno della Pilkington, la multinazionale del vetro che a San Salvo ha la sua azienda più importante, è scandito da due tappe nel giro di poche ore: la cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune di Cupello, e la premiazione a Palazzo D’Avalos.
Dal piccolo palco dei giardini napoletani il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, gli rivolge un appello: “Nel settore del trasporto merci poco è stato fatto. Purtroppo, quando lei dirigeva l’allora Siv, il vostro porto era quello di Salerno. Oggi è ancora Salerno”. La cerimonia è l’occasione per “rinsaldare l’amicizia con questa parte d’Abruzzo che torna a chiedere all’Eni di non dimenticarla”.
Scaroni “non ha mai considerato i manager della Pilkington di San Salvo come dirigenti meridionali di serie B o C”, sottolinea Graziano Marcovecchio, presidente del consiglio d’amministrazione della fabbrica di Piana Sant’Angelo
Al suo arrivo, fuori da Palazzo D’Avalos lo aspetta un gruppetto di ambientalisti che si oppongono all’installazione dei pozzi di petrolio al largo della costa abruzzese. C’è Ines Palena, responsabile del Wwf Zona frentana e Costa teatina. Ci sono anche i Cobas, che si sono schierati con il Comitato cittadino per la tutela del territorio. Qualcuno, quando Scaroni esce dall’auto nel cortile interno di Palazzo D’Avalos, gli grida: “Cambia lavoro”. Sosta nei giardini.
“Andiamo a vedere il panorama”, chiede l’ad dell’Eni, dopo essere stato premiato inizia a parlare della giornata trascorsa nel Vastese. “Immeritatamente sono stato insignito della cittadinanza onoraria di Cupello, che spettava a Enrico Mattei. Qui a Vasto c’è una scuola professionale intitolata al fondatore dell’Eni”, che in città visse e si diplomò. “Le scuole professionali sono fondamentali. Se non maturiamo una classe che sa lavorare utilizzando mani e cervello, non possiamo puntare allo sviluppo” uscendo dalla crisi. L’assegno da 5mila euro del Premio Petroro “l’Eni, per festeggiare Mattei, lo moltiplica per 10: 50mila euro per due anni”.
Michele D'Annunzio - micheledannunzio@vastoweb.com

Paolo Scaroni a Cupello ringrazia il Vastese: "Gli devo molto, senza non sarei all'Eni"
Descrizione: Paolo Scaroni a Cupello ringrazia il Vastese: "Gli devo molto, senza non sarei all'Eni"
Paolo Scaroni con Angelo Pollutri e Graziano Marcovecchio
CUPELLO – L’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni ha ricevuto domenica pomeriggio la cittadinanza onoraria di Cupello, in ricordo dei 50 anni dalla scoperta del primo giacimento metanifero nella zona.

Nel corso della cerimonia è stata anche intitolata la sala multimediale del Comune a Enrico Mattei, al quale nel consiglio comunale del 2 ottobre 1961 fu conferita la cittadinanza onoraria, pochi mesi prima della sua morte. Una figura molto importante quella di Mattei per il territorio, non solo perché il padre Antonio era sottufficiale dei Carabinieri nato a Civitella Roveto, dove Enrico trascorse il periodo dell'adolescenza, ma anche perché frequentò la scuola elementare di Casalbordino, dove nel frattempo il genitore era stato trasferito e la Regia Scuola Tecnica a Vasto, città alla quale rimase legato e da presidente dell'Eni, insieme all'Iri, decise di creare nel 1962 la Siv, sfruttando proprio il metano rinvenuto nella zona di Cupello.

Anche lo stesso Scaroni è legato alla nostra zona per essere stato dirigente in Siv, la prima volta fu nel 1983, quando venne Papa Giovanni Paolo II, poi dal 1993, in quello che lui stesso definisce “il periodo più difficile della mia vita”. Più volte il suo destino si è legato a quello del nostro territorio: “Non tornavo dal 2002, la mia vita si è sempre intrecciata con il Vastese, l’Abruzzo e questa zona mi hanno dato molto – ha detto Scaroni – contribuendo alla mia carriera professionale. Oggi non sarei all’Eni senza San Salvo. Io per il Vastese non ho fatto niente, sono le persone della zona che hanno fatto tanto per me e che hanno contribuito in quegli anni a risanare l’azienda. Qui avevamo tutte le competenze che mancavano e le insegnavamo nel mondo. Questo onore spettava a Mattei che ha fatto molto più di me, ma cercherò di fare il possibile per ridare al Vastese quello che questo ha dato a me”.

A chi gli chiede della presenza futura dell’azienda nella nostra regione risponde. “Ci saremo se ci faranno estrarre, altrimenti diventa difficile" e sul Centro Oli di Ortona: “E’ una questione vecchia, se non ce lo fanno fare qui lo faremo altrove, ma per l’Abruzzo si tratta di un’occasione persa, così come non si farà il Centro di Ricerca Eni all’Aquila”.

Il sindaco Angelo Pollutri nel corso del suo intervento ha toccato vari punti, parlando anche della storia e dando piena disponibilità per il futuro: “Questa è un’opportunità importante per il nostro territorio, si corona oggi un sogno lungo 50 anni, quelli che sono passati dal ritrovamento del giacimento. Da allora si è instaurato un rapporto di fiducia con l’Eni e i cupellesi. E' stato un prezioso dono della natura e del Signore, fondamentale per il nostro progresso, che ha dato lavoro e ha invertito il processo migratorio, attivando quello inverso, permettendo il ricongiungimento delle famiglie. Grazie anche a Mattei che fece molto per tutto ciò. Adesso speriamo che nel 2062 si possa celebrare un’altra bella pagina di storia, anche se non dobbiamo attendere altri 50 anni per un’altra opportunità. Per questo dico che siamo disponibili al Centro Ricerca Eni, come un tempo abbiamo evitato la fuga delle braccia in futuro potremmo evitare quella dei cervelli. Sarebbe doveroso nei confronti della figura di Mattei, ma anche verso i nostri nonni che tanto hanno fatto per questa zona”.

Giuseppe Mancini

Sunday, August 5, 2012

I criminal proceedings dell'ENI per il 2011



Eni men and women 
have a passion for challenges, continuous 
improvement, excellence and particularly 
value people, the environment and integrity.

Rapporto ENI, 2011

Esepcially when it comes to polluting the air, 
the water, the food and the hopes of people worldwide.

Sindaco Luciano Lapenna: si vergogni,
ecco cosa avete accolto oggi a Vasto.


Come tutti gli anni, la SEC americana rende noti i profili legali e finanziari delle ditte quotate a Wall Street. Come tutti gli anni l'ENI manda il suo testo.

Visto che Scaroni arriva ora a Vasto e' bene ricordare agli abruzzesi di cosa l'ENI -- questa ditta di morte, corruzione e propaganda -- e' responsabile in giro per il mondo.

Ecco qui i principali disastri dell'ENI e delle sue consociate per cui ci sono procedimenti criminali - certificato dall'ENI stessa: sono pagine e pagine fitte fitte di schifi - e non ci sono altre parole per dirlo - incendi, imbrogli, mancati pagamenti, antitrust, bimbi nati deformi, avvelenamento di acqua e cibo, danni all'ambiente, alla bellezza, frode, tangenti, inciuci di varia natura.

Angola, Priolo, Libia, Marghera, Lago Maggiore, Pineto, Tortoreto, Falconara Marittima, Pedaso, Algeria, Iraq, Crotone, Kazakhstan, Argentina, Molfetta, Porto Torres, c'e' n'e' per tutti.

Occorre leggere per bene il file per capire la vera portata dell'impronta di morte e di anti-democrazia di questa "vera grande azienda corrotta italiana", come dice Julian Assange, di Wikileaks:


1) Causa sulla qualita' dell'acqua inquinata nel sottosuolo - Gela. raggiunta la prescrizione in un caso, ENI condannata al pagamento di costi e a risarcire le vittime.

2) Accusa di incendio negligente - Priolo. ENI vs. Ministero Ambiente, incendio 30 Aprile e 1-2 Maggio 2006

3) Investigazione della magistratura sulla qualita' dell'acqua inquinata nel sottosuolo - Gela

4) Incidente fatale con 4 morti - Molfetta

5) Sequestro di terreno inquinati da scarti industriali collegabili alla Pertusola Sud - Cassano allo Jonio, Cerchiara di Calabria

6) Investigazione della magistratura su malattie tumorali di impiegati alla Marlane - Praia a Mare.
Manslaughter, culpable injuries, environmental disaster, negligent conduct.

7) Investigazione della magistratura su gestione illegale di rifiuti - Crotone
Environmental disaster, poisoning of substances used in the food chain

8) Investigazione della magistratura su gestione di raffineria ed inquinamento - Porto Torres
Environmental damage, poisoning of water and crops

9) Investigazione della magistatura sull'inquinamento prodotto da impianti petrolchimici - Mantova
Environmental damage

10) Investigazione della magistratura sull'inquinamento della laguna di Venezia - Porto Marghera
Environmental damage

11) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato dalla Pertusola Sud - Crotone
discariche sul lungo mare 800 milioni di euro di danni ambientali

12) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato dal DDT sul Lago Maggiore - Pieve Vergonte danni all'ambiente da 1.8 milioni di euro

13) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato da impianti petrolchimici - Avena, MAssa Carrara. Unavoidable environmental damage, 139 milioni di euro, damage to the natural beauty of this site, 80 milioni di euro, loss of profit and property, 19 milioni di euro.

14) Accusa da parte del Ministero dell'Ambiente per le forti concentrazioni di mercurio nel mare - porto di Augusta.

15) Richiesta di recupero fondi da parte di Volare Group

16) Richiesta di dati per indagare la relazione di causalita' fra inquinamento dalla raffineria di Gela e la nascita di 18 bambini nati malformati a Gela.

17) Mancato rispetto dei tempi di costruzione di linea ferroviaria da Milano a Bologna in ditte a maggioranza Saipem- ENI. Levitazione dei costi da 800 milioni di euro a 1,770 milioni di euro.

18) Contenziosi sulla costruzione di linee ferroviarie da Milano a Verona da un consorzio a maggioranza Saipem- ENI

19) Contenzioso con la ditta francese Fos Caveau - Parigi da un consorzio al 50% Saipem-ENI. 264 milioni di euro per danni. Fraudulent and serious culpable behaviors.

20) Accuse di posizione dominante della Snam per il trasporto e la distribuzione del gas in Italia. 2 milioni di euro di danni.

21) Accuse di antitrust nel settore del gas naturale per il trasporto del gas dalla Russia

22) Accuse di comportamento anti-concorrenziale nel trasporto del gas

23) Accuse di concorrenza sleale nel mercato dei prezzi del gas e dell'energia

24) Accuse di accordi anti-competitivi nel commercio di elastomeri (gomma artificiale)

25) Accuse di imborgli nel convertire i volumi reali di gas venduti dal gestore che fa capo all'ENI e poi acquistati dai cittadini - Argentina

26) Investigazione da parte dell'Authority dell Elettricita' e del Gas per non trasparenza nella gestione delle bollette per i cittadini. ENI paga 722 mila euro.

27) Investigazioni su pagamenti illeciti. 9 persons were guility for the above mentioned crimes. Payment of all damages.

28) Investigazione su ENI "managers who were allegedly bribed" in transazioni petrolifer

29) Consorzio TSKJ, indagine su tangenti date in Nigeria. 240 + 125 milioni di danni = 365 milioni di euro multa USA, in Italia non si sa. La piu' grande multa mai data dal governo USA sotto il FCPA - Foreign Corrupt Practices Act.

30) Accusa di uso improprio di strumenti per misurare il gas, pagamento e modo di mandare le bollette ai clienti. Violations pertaining to recognition and payment of the excise on natural gas amounting to 20

31) Investigazione per frode in contratti petroliferi.

32) Investigazone in Kazashstan per irregolarita' nella gestione di campi petroliferi nel progetto  Kashgan e nell'impianto Karachganack. International corruption.

33) International corruption in Algeria

34) Certain "illicit payments to Libyan officials" - paganenti illegali a ufficial del governo libico -  in violazione della stessa FCPA gia' violata in Nigeria.

35) Criminal conspiracy and corruption in Iraq con ENI Zubair.

36) Non pagamento di tasse municipali in relazione al trivellamento di piattaforam petrolifere a Pineto (Teramo). 17 milioni di euro. Simili richieste presentate da Falconara Marittina, Tortoreto e Pedaso.

37) Non pagamento di tasse in Kazakhstan. 32 milioni di euro.

38) Deduzioni fiscali improprie contro il governo dell'Angola.


Ecco cosa Vasto sta premiando.
Auguri, e buone tangenti e buon inquinamento a tutti.