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Tuesday, April 7, 2009

Il terremoto vissuto da lontano



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Questo lo scrissi all'indomani del terremoto aquilano del 6 Aprile 

Non e' un post di trivelle, quanto di un sentimento
di esilio che non se ne va.
C'e' sempre una meta' di me che e' straniera,
ovunque vada.

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Come iniziare a scrivere quel che provo? Ero fuori citta', lontana da un computer, quando ho sentito della notizia del terremoto in Abruzzo, domenica sera. Mi sono sentita sola. Mi sono sentita lontana da casa. Mi sono sentita impotente e inutile per tutti quei morti, tutte quelle chiese crollate, tutte quelle persone anziane con lo sguardo perso.

Per un po' la TV americana ha mostrato foto ed immagini di stradine piene di macerie, sotto il Gran Sasso innevato. Non sapevano pronunciare l'Aquila. Il cielo dell'alba abruzzese era limpido, le cupole rosa e giallino con le crepe, e semi-distrutte, erano ancora belle in qualche modo. Fra le lacrime silenziose che chi stava con me non poteva capire, mi veniva da vedere la bellezza dell'Abruzzo anche qui.

Avrei voluto che tutta questa attenzione per la mia terra fosse venuta per parlare delle cose belle dell'Abruzzo, di Celestino V, degli eremi, del Vinitaly, del torrone delle sorelle Nunzia, delle pecore di Anversa che si possono adottare e ti danno in cambio le calzette di lana.

Sono uscita per vedere il mare, per pensare. Attorno a me gli americani non soffrivano: per loro era un altro tsunami, un altro terremoto, un altra tragedia lontana, che anche se ti colpisce perche' facciamo tutti parte del genere umano non ti spezza il cuore in cento parti diverse perche' non hai investimenti emotivi in quelle terre lontane.

E' questo il dramma dell'emigrante, il non soffire e il non gioire come collettivita' per degli eventi che per te hanno un significato, ma per la societa' attorno a te no.

Fa tutto parte della stessa cosa. Perche' mi sono presa a cuore questa faccenda del petrolio cosi tanto?

Perche' e' giusto cosi, perche' dovunque siamo dobbiamo voler bene alla nostra terra, alla nostra gente, dobbiamo volerne la crescita, il miglioramento come persone, sia come individui che come collettivita'. Perche' sono lontana e raccontare e studiare e rompere le scatole e' l'unica cosa che posso dare.

E tutto questo si fa con amore e con intelligenza. Si fa con la passione e con il cervello. Come puo' essere che una nazione sismica ancora adesso continua ad avere un terremoto devastante ogni dieci anni senza che nessuno fa niente se non piangere DOPO che i morti sono successi? Da quando sono piccola un susseguirsi di tragedie: Gemona, Irpinia, Umbria, Molise, Abruzzo.

Il terremoto non si puo' fermare ma TUTTE le misure di prevenzione e di cautela possono e devono essere prese. Non si puo' sempre e solo adagiarsi sull'eroicita' degli uomini del soccorso alpino, della protezione civile, o dei volontari.

Perche' le strutture moderne (ospedali, case dello studente, hotel) devono crollare? Dove sono i controlli? Dove sono le norme costruttive anti-sismiche? Dove sono le esercitazioni anti-terremoto? Qui ne abbiamo fatta una in novembre, in tutta la citta'. In Giappone li fanno con ancora piu' rigore. Ogni volta che c'e' un terremoto in qualsiasi parte del mondo al telegiornale ti dicono con la solita praticita' anglosassone "Are you prepared for disaster?" e ti mandano a un sito web dove ti spiegano cosa fare e cosa non fare.

La citta' di Santa Monica ogni tanto mi manda degli opuscoli per imparare come reagire ai "disastri".

Serve, non serve? Non lo so, ma tutte queste cose messe insieme sono sempre meglio che non fare nulla.

Dopo il terremoto di Northridge nel 1994, con epicentro vicino alla mia universtia' (di grado 6.7 Richter, circa 15 volte piu' forte di quello abruzzese), moltissimi edifici anche se non danneggiati, sono stati tirati giu' e ricostruiti per meglio soddisfare le norme antiterremoto. «Un terremo­to così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto». Le pronuncia Franco Barberi, presidente della Commissione grandi ri­schi sul Corriere della Sera.

Il geologo Giampaolo Giuliani aveva dato degli avvertimenti per-terremoto e per questo e' stato denunciato da Guido Bertolaso, capo della protezione civile Italiana, per procurato allarme. Non so cosa dire. I terremoti non si possono prevedere. Forse Giuliani era veramente un ciarlatano. Ma se questo tizio da delle indicazioni e se la terra tremicchia da mesi, possibile che nessuno possa prendersi la briga di dire qualche cosa alla gente se non altro per informazione?

Non capisco, davvero. Perche' si sono messi a dare dell'imbecille a Giuliani, a perdere tempo con le denuncie invece che mettere in moto un qualche sistema di allarme, di informazione, di indagine, di precauzione?

La terra tremava da mesi.

Possiamo permetterci di costruire ora centrali nucleari, rigassificatori, raffinerie ed oleodotti in tutta la regione? Possiamo permetterci ora di bucare meta' dell'Abruzzo per cinque o dieci chilometri sottoterra, stravolgendo ancora di piu equilibri e dinamiche sotterranee?

Io non penso.

Per una volta, e per tutti gli altri motivi di cui parliamo su questo blog da mesi, cerchiamo di essere preventivi. I danni del petrolio sono tutti scritti, documentati, successi. Non ci servono altre tragedie.

Vorrei essere fra la mia gente.

Fonti: US Geological Survey, Corriere della Sera

Thursday, April 2, 2009

Gli inciuci dell' ENI




In questi giorni mi arrivano piu segnalazioni ed email di quanto io non possa processare. Voglio ringraziare tutti, e sperare che possiamo continuare ad essere sempre piu' numerosi. La situazione si aggrava, come riporta Prima da Noi. La piu' grande manifestazione della storia d'Abruzzo quasi sicuramente ci sara' il 16 Maggio 2009. C'e' ancora una lieve possibilita' che si svolga il 23, ma tutti cercheremo di fare del nostro meglio perche' sia il 16 Maggio a Pescara. Man mano che il tutto si delinea, ne scrivero'.

Intanto ecco cosa impariamo: Daniele Toto come spia e premio svendita dell'Abruzzo ai petrolieri diventa, quasi sicuramente il coordinatore del PdL. Ha fatto il lavoro sporco di andare a dire al governo centrale che la moratoria era anticostituzionale (secondo lui), ha fatto il suo dovere di servire i potenti ed ora gli danno il contentino. Un vero poltico che ama la gente d'Abruzzo! Se il buongiorno si vede dal mattino, il nipote di Carlo Toto "coordinera'" tutto l'Abruzzo tra le braccia delle trivelle. Il secondo classificato a questo ruole e' un tale Filippo Piccone di Celano, anche lui favorevole alle trivelle, come tutto il PdL, nonostante le parole.

Intanto, cambia la guardia anche al Corriere della Sera. Il nuovo direttore e' Ferruccio de Bortoli. Perche' questo ci interessa? Perche' il De Bortoli e' nel consiglio di amministrazione della Fondazione ENI Enrico Mattei, il fondatore dell'ENI.

Di questa fondazione fanno parte tutte le societa' petrolifere italiane nate dall'ENI stessa: l'Agip, l'ENichem, la Snam, la Saipem e la Snamprogetti, responsabili di avere inquinato mezza Italia.

Sono allora andata ad indagare chi altro siede in questo consiglio di amministrazione e trovo delle cose sconcertanti: ci sono direttori di giornali, esponenti del Vaticano, di case editrici, giornalisti, professori di economia dell'ambiente! E' incredibile! SI sono parati dappertutto! C'e' pure:

L'AMMINISTRATORE DELEGATO DELL'AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA!!!

E' tutto un inciucio! Come fara' mai a parlare di noi la stampa nazionale se sono tutti amici dell'ENI? Come fara' De Bortoli a parlare di Sarroch, di Viggiano, di noi, e tutte le altre schifezze che l'ENi fa in giro per il mondo sul Corriere se poi ci si va a sedere insieme? Una vergogna.

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Enrico Mattei e' formato da:

PAOLO SCARONI
Arrestato nel 1992 con l'accusa di aver pagato tangenti al PSI per conto della Techint, nel processo chiede di patteggiare la pena a 1 anno e 4 mesi. Processato nel 2006 come amministratore delegato dell'Enel per aver inquinato, con la Centrale di Porto Tolle, il territorio del delta del Po e condannato ad un mese di reclusione, a titolo colposo, pena che viene convertita in un'ammenda. Amministratore delegato di ENI, consigliere di amministrazione in Assicurazioni Generali.

FERRUCCIO DE BORTOLI
Come fara' mai ad essere imparziale circondato da tutta questa gente?

RAFFAELLA LEONE
Assistente Esecutivo dell'Amministratore Delegato di Eni. Presidente della Servizi Aerei S.p.A, Vice Presidente di Eni Foundation, "MEMBRO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL"AGENIZA GIORNALISTICA AGI" e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Eni Enrico Mattei. Assistente Esecutivo dell'Amministratore Delegato di Enel (dal maggio 2002 al 2005) e di Pilkington (dal 1996 al maggio 2002).

STEFANO LUCCHINI
Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione del gruppo ENI. E' docente all'ALTA SCUOLA DI GIORNALISMO presso l'UNIVERSITA' CATTOLICA DI MILANO, di cui è anche componente del Nucleo di Valutazione. Membro del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELl'AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA. Presidente della Fondazione Benedetto XVI pro Matrimonio et Familia.


LEONARDO MAGUERI
Vice Presidente delle strategie e della programmazione per l'ENI. Autore del libro: L'era del petrolio: miti, storia, e futuro della risorsa piu' controversa del pianeta. In sostanza il tizio afferma che le riseve di petrolio non stanno finendo, ma che manca la capacita' di raffinare. Il suo messaggio? Costruiamo nuove raffinerie!


ALBERTO MEOMARTINI
Dall'aprile 1983 al 1990 è stato Direttore Relazioni Esterne dell'Eni e Assistente del Presidente dell'Eni, dal 1990 fino al 1999 ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato della Snam S.p.A.,dal maggio 2000 all'aprile 2006 ha ricoperto l'incarico di Presidente di Italgas S.p.A. Dal maggio 2003 al dicembre 2005 è stato anche Vice Direttore Generale della Divisione Gas & Power dell'Eni. Presidente di Snam Rete Gas S.p.A. Presidente dell' ISTITUTO DI ECONOMIA E POLITICA DELL"ENERGIA E DELL"AMBIENTE (IEFE) presso l'Università BOCCONI, di cui era membro del Consiglio Direttivo.


JOAQUIN NAVARRO VALLS
E' stato DIRETTORE DELL'UFFICIO STAMPA DEL VATICANO
Qualcuno dovra' spiegarmi che ci azzecca il Vaticano con l'ENI? Che vergogna.


ROBERTO POLI
Dal 1966 al 1998 è stato docente di finanza aziendale alla Cattolica di Milano. Consigliere della MONDADORI, Fininvest, Merloni Termosanitari, Coesia, Maire Tecnimont e Perennius Capital Partners SGR. È stato PRESIDENTE DELLA RIZZOLI-CORRIERE DELLA SERA e di Publitalia S.p.A.


GIULIO SAPELLI
Dal 1975 al 1981 ha lavorato presso lo IAFE, il centro di formazione e di ricerca manageriale dell'ENI. E'stato, dal 1980 al 2003, DIRETTORE SCIENTIFICO DELLA CASA EDITRICE GIANGIACOMO FELTRINELLI.

DANIELA VIGLIONE
Vice Presidente dell'agenzia giornalistica AGI, ora AMMINISTRATORE DELEGATO
DELL'AGENZIA GIORNALISTICA AGI.

Non ho parole, e' sbalorditivo:

Il Consiglio di Amministrazione dell'ENI ha espresso la volontà di dedicare il massimo impegno al sostegno e allo sviluppo dell'Agi, da 50 anni storico protagonista dell'informazione primaria in Italia.



Tuesday, March 31, 2009

La fuga dei codardi



Mi sono arrivati vari email in questi giorni segnalandomi un po di novita' sulla questione Abruzzo petrolizzato.

Il Vescovo di Lanciano-Ortona, Carlo Ghidellli dice di essere ancora fortemente preoccupato della questione petrolifera.

Negli scorsi giorni un gruppo di valenti tecnici non affiliati alla politica, si era attivato per dichiarare la decadenza del permesso di ricerca "Bucchianico", situato fra il chietino ed il pescarese. I Verdi avevano abbracciato questa iniziativa.

In origine, il permesso di ricerca di idrocarburi "Bucchianico" conteneva al suo interno anche i pozzi di Miglianico, quelli che l'ENI vorrebbe trivellare su scala industriale e il cui petrolio dovrebbe andare a finire nel centro petrolifero di Ortona. Successiviamente si decise di scorporare l'area di Miglianico da quella di Bucchianico, cosi' da ottenere due zone distinte. Quella di Bucchianico (senza Miglianico) rimase zona di esplorazione petrolifera, mentre quella di Miglianico divento' zona di coltivazione, cioe' di vera e propria estrazione.

L'area di Bucchianico si estende per quasi 200 chilometri quadrati secondo il Ministero dello Sviluppo economico.

Ora, i permessi di ricerca petrolfiera non sono eterni, e ad un certo punto scadono, come quello di Bucchianico. E' tutto molto semplice. I permessi a Bucchianico vennero rilasciati nel 1996 e sono scaduti nel luglio del 2008. E' scritto qui, a pagina 49.

L'idea portata avanti da questi tecnici ed abbracciata dai Verdi era che siccome il permesso era scaduto sarebbe stato necessario da parte della giunta regionale verificare e magari darsi da fare in maniera ufficiale per dire all'ENI: cari amici miei, avete avuto 12 anni di tempo per stravolgere le vigne d'Abruzzo. Non lo avete fatto, per calcoli cattivi, per le condizioni del mercato petrolifero, perche' gli Abruzzesi non vi hanno voluto.

Qualsiasi sia il motivo, IL TEMPO E' FINITO E ORA VE NE DOVETE ANDARE.

Invece come riporta Prima da Noi, l'intero centro destra decide DI USCIRE DALL'AULA AL MOMENTO DEL VOTO. Codardi!

I disertori nemici dell'Abruzzo nella giunta regionale sono: Giovanni Chiodi, Nicola Argiro', Alfredo Castiglione, Federica Chiavaroli, Ricardo Chiavaroli, Luigi de Fanis, Antonio del Corvo, Mauro Di Dalmazio, Angelo Di Paolo, Walter di Bastiano, Giuseppe Tagliente, Luciano Terra, Emiliano di Matteo, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Carlo Masci, Giandonato Morra, Lorenzo Sospiri, Nicoletta Veri, Emilio Nasuti, Berardo Rabuffo, Luca Ricciuti, Daniela Stati, Lanfranco Venturoni, Giandonato Morra, Gianfranco Giuliante.

Questi devono solo vergognarsi di mangiare pane a tradimento.

Addirittura Mauro Febbo dice che e' meglio non parlare di petrolio in Abruzzo perche' non va bene per il turismo!! Della serie, facciamo finta di niente, cosi la gente se ne scorda. Ma crede che siamo scemi?

Me lo vedo a dire queste cose il suo tono saccente e pieno della spavalderia degli ignoranti e dei presuntuosi. Se non fosse che ricopre un ruolo importante e che il futuro dell'Abruzzo dipende anche da lui, ci sarebbe solo da ridere davanti a tanta stoltezza. Invece, incredibile ma vero, e' un uomo cosi' che ci governa, e che prende in giro l'intelligenza degli Abruzzesi.

La cosa buffa e' che invece proprio oggi in prima pagina sulla pagina web della regione Abruzzo c'e' Febbo che si dichiara molto soddisfato dei riconoscimenti dell'Abruzzo al Vinitaly. Febbo sottolinea:

"l'eccellenza oramai raggiunta dai nostri vini che, in particolare quest'anno hanno ottenuto risultati ancor più prestigiosi. I vini abruzzesi sono sempre più apprezzati e lanciati sul mercato".

Certo che ci vuole proprio una bella faccia a dire queste cose, mentre di nascosto si trama per distruggere agricoltura , vino, turismo e quanto di sano abbiamo in quetsa regione!

Al Vinitaly l'Abruzzo e' arrivata quarta, dopo Veneto, Emilia Romagna e Sicilia. Ultima la Basilicata - chissa' perche'. Le estrazioni petrolifere a larga scala sul 70% del territorio evidentemente cosi bene non gli hanno fatto alle vigne dei lucani.

Daniele Stati e' ancora muta. Chissa se dira' mai anche una parola sulla questione petrolio. Muta nelle parole, ma non nei fatti. Infatti nemmeno lei era presente in aula al momento del voto. Mi fa una gran pena questa donna perche' deve stare zitta e invece di comportarsi da persona libera, deve segure gli ordini dei "grandi".

Gli unici a restare in aula del parito di Chiodi sono stati Nazario Pagano, che era il presidente del consiglio regionale, ed Alessandra Petri che da veri Ponzio Pilato si sono astenuti, come se la questione non li riguardasse.

Riassunto: Chiodi promette a parole. Toto vuole dichiarare la moratoria anticostituzionale. Febbo fa la legge insulto. Chiodi non fa ricorso contro la proposta di salvare l'Abruzzo. L'intero PDL esce dall'aula al momento del voto, in quello che avrebbe dovuto essere un passo piccolo ma concreto per salvare l'Abruzzo.

A questo punto e' chiarissimo, nella mia mente, che il nostro governatore Chiodi e tutta la giunta del PdL, VUOLE LE PETROLIZZAZIONE DELL"ABRUZZO. Le parole se le porta il vento, i fatti restano.

Vergogna.

Sunday, March 29, 2009

Gli inganni della Medoilgas Italia


Le Medoilgas e' l'ente petrolifero che ha il 100% dei diritti di trivellare nei mari antistanti Ortona. Il pozzo Ombrina Mare, a pochi chilometri dalla costa e' di loro proprieta'. In Abruzzo hanno il diritto di trivellare anche nelle localita' di San Buono, Civita, Agnone, San Basile, Castel di Lama, Settecerri, San Mauro, Villa Carbone, Corropoli, Colle dei Nidi, Villa Mazzarosa, Guardia Vomano e Sulmona, o da soli o in amicizia con l'ENI ed altre ditte affiliate.

Negli scorsi giorni il Comitato Natura Verde e Impronte hanno diffuso un comunicato dove si mettono in guardia le comunita' locali sui pericoli delle trivelle operate dalla MOG un po in tutto l'Abruzzo. Ne abbiamo parlato anche su questo blog.

La mappa delle operazioni petrolifere della MOG in Italia e' qui.

Come si puo' vedere, la ditta di Mr Sergio Morandi e' attiva anche in Basilicata - come sempre. Li ci sono le estrazioni a Serra San Bernanrdo, Masseria La Rocca, Montalbano, Scanzano, Monte Verdese, Torrente La Vella, Masseria la Vella e San Teodoro.

Come sempre, basta dare uno sguardo a quella povera terra martoriata per vedere come opera, non solo l'ENI, ma anche la MOG, prima nota come Intergas Plus Italia.

Nel Dicembre del 2007 il Corpo Forestale dello Stato di Potenza rilevava “movimenti terra illegittimi alla luce delle normative paesaggistiche" presso il pozzo petrolifero della Medoilgas Montegrosso 2, nell'area Serra San Bernardo, appena fuori Potenza. Furono sequestrati 4.000 dei 50.000 metri quadrati dell'area.

Questo pozzo si trova nella FORESTA DEMANIALE REGIONAL GRANCIA CATERINA dove vigono speciali normative paesaggistiche e vincoli idrogeologici a causa del fatto che nella zona ci sono una quarantina di sorgenti idriche ed il pericolo di inquinare la falde acquifere e' rilevante. Gia' avevano provato a bucare il terreno negli anni '90 e la ditta proprietaria dell'epoca dovette desistere a causa di una frana dovuta alla mollezza del terreno.

Il parco Grancia Caterina e' considerato uno dei più importanti parchi rurali del sud Italia, ed e' stato costruito con i soldi del contribuente pubblico italiano.

Gia dal 2007 secondo le accuse, la MOG trivellava in quella zona senza avere mai presentato procedure autorizzative o richieste di pareri ambientali dei Ministeri e degli Enti competenti. Ai cittadini che facevano domande, negavano che cattivi odori, fumi e frane provenivano dal loro pozzo. Anzi, negavano pure che il pozzo fosse in funzione.

Sono andati a trivellare in un parco senza chiedere niente a nessuno e negando tutto!

Nonostante il primo sequestro parziale, la Medoilgas e' stata recidiva e ha continuato a sventrare la terra senza regole e senza rispetto, cosi' il 14 Febbraio 2009, il Corpo Forestale dello Stato ha chiuso l'intera area estrattiva.

Tra le ipotesi formulate dalla Magistratura c'e' il fatto che oltre a estrarre petrolio senza autorizzazioni, tutti questi sconquassamenti del terreno servivano per L'OCCULTAMENTO DI RIFIUTI DI NATURA INDUSTRIALE, che sono spesso cancerogeni e tossici.

I parchi e le foreste lucane, come il nostro mare non hanno diritti.

Naturalmente la MOG, dai suoi uffici di Londra, smentisce tutto e dice "no, in quella zona non ci sono vincoli paesaggistici" e che il sito sara' sfruttato appena gli darano tutti i permessi.

Nel loro sito web lo ribadiscono sotto il titolo "Chiarezza e Trasparenza a Montegrosso". Addirittura mandano i propri emissari ad incontrare la popolazione per dirgli che non ci sono rischi sismici, di inquinamento della falde acquifere, che le loro attivita' sono compatibili con l'ambiente. Praticamente sono dei santi e promfumeranno la terra.

Non ci provassero nemmeno a venire in Abruzzo a dire tali baggianate!

Come fanno a sapere queste cose? Nessuno puo' conoscere i corsi delle falde acquifere! Se ci sono 40 ruscelli e frane, questo vuol dire che sicuramente il sottosuolo e' ricco di acqua.

E poi, se ancora aspettano i permessi, per loro stessa ammissione, perche' provavano a trivellare PRIMA che se ne accorgesse la magistratura? Dove erano i permessi per estrarre petrolio PRIMA che arrivasse il corpo forestale dello stato? Misteri.

Di questa gente, come dell'ENI, non c'e' assolutamente da fidarsi. Se hanno provato a nascondere robaccia nelle foreste lucane e a trivellare come meglio gli andava comodo, come mai potremmo accertarci di cosa faranno al nostro mare?

Salviamo la costa d'Abruzzo prima che sia troppo tardi.

Saturday, March 28, 2009

Assoturismo Abruzzo dice no al petrolio


*** L'espresso ha dedicato un post sul loro blog vinicolo alla questione petrolio in Abruzzo qui per chi volesse lasciare commenti. ***

Mi sono sempre chiesta dove fossero i gestori dell'Hotel Katia e dell'Hotel Mara del Riccio di Ortona in questa vicenda petrolifera. Questi signori avrebbero dovuto essere in prima linea contro le trivelle, visto che l'ENI vuole piantargli una raffineria di petrolio a 500 metri dai loro stabilimenti e visto che, in teoria, hanno bisogno di un ambiente sano per attirare turisti. Che io sappia, dal primo giorno fino ad oggi, non hanno fatto nulla.

Continuano pero' a sfruttare l'immagine di un Abruzzo sano sui loro siti web. L'Hotel Katia infatti promuove "vacanze direttamente in riva al mare", "parco della Majella a 30 minuti di auto" e aggiungono:

"L'albergo e' situato a qualche centinaio di metri dalla spiaggia selvaggia di baia Ferruccio paradiso dei subaquei. Gli ampi spazi, la piscina , IL MARE PULITO , la sabbia finissima, le stanze luminose ed ampie la cucina di terra e di mare ne fanno un luogo ideale per ritemprarsi."

Passiamo all' Hotel Mara:

"La Baia del Lido Riccio si trova al centro della costa adriatica abruzzese, a pochi chilometri dalla citta' di Ortona. Le scogliere del promontorio che domina il mare e l'ampia spiaggia sabbiosa costituiscono lo scenario naturale che accoglie al loro arrivo gli ospiti dell'Hotel Mara."

"Questa e' considerata una delle zone piu' affascinanti dell'intera fascia litoranea, silenziosa e ricca dei profumi del mare e della vegetazione, dei frutteti e degli oliveti. E' qui che a poca distanza nell'acqua si ergono i trabocchi originalissime costruzioni utilizzate per la pesca simili a palafitte, realizzate e sostenute con legni che il mare trasporta sulla spiagge e tra gli scogli."

Vorrei vedere quante di queste cose avrebbero potuto promuovere con quattordici ciminiere sputa veleni 24 ore su 24 a poche centianaia di metri dalle loro soavi stanze. Avrebbero dovuto parlare del profumo delle uova marcie, della vista raffineria, e delle petroliere. I gestori di questi alberghi avranno i loro motivi per volersi fare i fatti loro, ma qualsiasi siano le loro scusanti, il silenzio di chi e' socialmente o economicamente avvantaggiato non e' assolutamente accettabile a mio avviso. Trovo codardo il loro tacere.

Per fortuna oggi arriva una presa di posizione forte da parte dell'associazione di categoria, l'assoturismo, come mi segnala Giosue' e anche il "Comitato abruzzese a difesa dei beni comuni", che opera nel teramano. Raramente in questi mesi mi e' capitato di leggere un documento cosi' sobrio, chiaro e che va dritto al punto, senza troppi giri di parole. Un grazie vivissimo a Daniele Zunica, presidente regionale dell'Assoturismo Abruzzo.

Dal comunicato stampa appena diffuso, le associazioni turistiche abruzzesi "chiedono alle istituzioni maggiori chiarimenti".

E hanno proprio ragione: il governatore Chiodi pronuncia A PAROLE che il "centro oli non esiste e non esistera' mai", ma NEI FATTI dice tutto il contrario. Non apre, e non ha mai aperto bocca, sul resto d'Abruzzo, non fa ricorso contro la proposta ammazza-Abruzzo di Daniele Toto e si ritiene soddisfatto della legge-insulto di Mauro Febbo. Manco a dirsi, Daniela Stati, la bella addormentata nel bosco, continua a tacere.

Circolano voci secodo le quali prima di dire il suo "no" Chiodi abbia addirittura chiesto il permesso a Roberto Poli, presidente dell'ENI il quale avrebbe dato il suo benestare, considerato lo scarso prezzo attuale del petrolio. Queste naturalmente sono voci che mi sono giunte e che non posso confermare, ma spiegherebbe come mai Chiodi nel suo discorsino aggiunga le parole "il centro oli di Ortona non e' piu' nei piani ENI".

Come faceva a saperlo?

Torniamo ad Assoturismo. Grazie Daniele per non avere avuto paura.


ASSOTURISMO ABRUZZO DICE NO AL PETROLIO

"Dopo la doverosa smentita di Gianni Chiodi in merito alla realizzazione del centro Oli di Ortona e alla conferma della costituzione tardiva come parte civile a difesa della legge 14/2008, Assoturismo Abruzzo per prevenire e contrastare i segnali negativi e le disdette nelle prenotazioni generate dall’allarmismo che si sta diffondendo anche sui mercati esteri per il petrolchimico in Abruzzo, chiede alle istituzioni regionali maggiori chiarimenti.

Chiede una posizione netta e trasparente anche contro le 4 istanze accolte dal Ministero per lo Sviluppo Economico per la ricerca e l’estrazione del petrolio in provincia di Teramo e contro la trasformazione della Regione in distretto petrolifero.

La preoccupazione cresce di giorno in giorno con il diffondersi delle informazioni sul reale stato dei fatti, come dalle ultime notizie, solo a titolo di esempio, riportate ieri dalla stampa abruzzese e dai comitati di cittadini, dello sviluppo delle nuove attività della Mediterranean Oil and Gas attraverso la piattaforma Ombrina Mare 2, in mare, tra Ortona e San Vito, il cui inizio lavori è previsto per il 2010.

Nonostante tutte le parole, ufficialmente, dal primo gennaio 2010, l'Abruzzo sarà dunque un campo aperto per i petrolieri. Quasi la metà del territorio abruzzese è interessato da attività legate alla ricerca, all'estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi. Sono coinvolti 221 comuni, di cui 52 sono interessati da concessioni di coltivazione, a rischio di trivellazione.

La situazione è già oltre il livello di allarme. C’è un provvedimento del Consiglio dei Ministri del 27 giugno che definisce l'Abruzzo territorio destinato alle attività di ricerca e di estrazione del petrolio in mare e a terra. Se non bastasse, il disegno di Legge 1441 sottrae alle regioni la valutazione di impatto ambientale per le concessioni di estrazione petrolifera escludendo i comuni da ogni possibilità di decidere in materia. Si consente, in tal modo, al governo centrale di decidere da solo, contro la volontà degli abruzzesi, se dare vita agli impianti previsti.
Il Turismo costituisce il perno dell’economia regionale.

Con grandi sforzi gli operatori stanno investendo da anni nella valorizzazione della vocazione naturalistica della Regione garantendo la qualità del mare e dei servizi, le Bandiere Blu, promuovendo la regione come la più verde d’Europa.

Il prossimo mese si terrà a Montesilvano Ecotur, la fiera del turismo natura, che giunta alla XIX edizione con grande successo, richiamerà centinaia di operatori stranieri convinti della ricchezza del patrimonio verde d’Abruzzo. Come giustificare con loro quanto è stato pianificato? Come prospettare questi cambiamenti nello sviluppo?

Mare, collina, borghi e montagne quale appeal potranno mantenere ai loro occhi?

Non ritengo che far passare sotto silenzio quanto sta accadendo possa contrastare il calo nelle prenotazioni. Perché cosa accadrebbe realmente dopo la realizzazione degli impianti?

Tutti gli sforzi e i risultati raggiunti nel corso degli anni verrebbero completamente annullati dal proseguimento degli intenti del governo centrale e delle multinazionali del petrolio, in cambio dell’ottenimento di pochi spiccioli e poche decine di impieghi garantiti, ma con la devastazione del territorio, la perdita delle produzioni di eccellenza dei prodotti tipici (non solo vini, ma anche oli, paste, farro, ecc) e mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini.

Siamo ancora e per poco tempo nella condizione di bloccare un progetto di impatto devastante che, per quanto deciso nelle stanze del potere romano, può e deve essere impedito dai nostri rappresentanti regionali e nazionali, come già accaduto in altre regioni italiane, più a nord e forse ritenute meno povere e più capaci di reagire.

In questa occasione è necessario però superare ogni interesse partitico e mettere insieme tutte le forze politiche, imprenditoriali e sociali più sane del nostro territorio e collaborare alla costituzione di un fronte compatto contro questo abuso di potere.

Vi invito tutti a riflettere su quanto sta succedendo, a chiedere incontri e chiarimenti agli amministratori locali, a contattare i comitati che si occupano di far informazione su queste vicende e a chiedere al Presidente Gianni Chiodi di adoperarsi per la revoca delle concessioni o quantomeno per una moratoria di lunghissimo periodo.

Non bastano delle rassicurazioni verbali ma servono risultati concreti per restituire la tranquillità del lavoro a tutta la cittadinanza, in un momento oltretutto già difficile per la crisi internazionale in atto.

Oggi in Abruzzo la trivella può colpire ovunque."

Daniele Zunica

Presidente Regionale Assoturismo Abruzzo

Wednesday, March 25, 2009

Petrolieri all'assalto


Mentre Chiodi continua a parlare a vanvera, i petrolieri continuano ad avanzare imperterriti.
Continuano a divorarsi quanto di piu' bello abbiamo: campi, mari, ricordi e innocenza. Il tutto nel silenzio generale della stampa, della comunita' nazionale, degli Abruzzesi stessi.

E' arrivato il tempo della ribellione.

Mi arrivano infatti nuove segnalazioni dagli impreterriti Giosue' e Lorenzo, e dagli amici di Impronte e del Comitato Natura Verde che hanno tutti scovato notizie di petrolieri che affilano le armi per venire in Abruzzo.

Questi non si fermano, nonostante le chiacchere inutili dell'altrettanto inutile goverantore Chiodi.

Nel suo sito, l'ENI continua a dire che Miglianico sara' produttivo entro il 2009. Infatti hanno distrutto le vigne.

La Mediterranean Oil and Gas nel report di fine anno per il 2008, annuncia che presto trivella' commercialmente Ombrina mare, a pochi chilometri dall'Acquabella di Ortona. L'Acquabella e' un mare pristino, pulito, sano. Questa gente si portera' via uno dei nostri mari piu' belli. Dicono di sperare che i permessi ministeriali arrivino presto. Considerata la stoltezza dei nostri politici, dalla Prestigiacomo alla Stati, da Berlusconi a Chiodi credo che glieli regaleranno quei permessi.

Nella lettera di fine anno ai propri investitori, Mr. Micheal Bonte-Friedheim, il capo della MOG, che ha uffici ad Ortona nello stesso palazzo del sindaco Fratino, scrive ai propri investitori:

"Dear Shareholder, the succesful appraisal of Ombrina Mare was a giant stride forward in the Company's aspiration to become a medium size oil and gas producer in the central Mediterraneran area. Due to its size, the Ombrina Mare field now dominates the Company's assets and focus. The Comnpany will continue to advance its full portfolio of assets but our focus will necessarily be directed towards maximizing the value form Ombrina Mare. "

E cioe' vogliono usare il nostro mare per diventare una compagnia petrolfiera piu' grande di quel che sono, e punteranno tutto su Ortona. Questo vorra dire petrolfiere, zozzerie, incidenti, vista mare petrolizzata. Benefici agli abruzzesi: zero. Grazie Fratino! Grazie Chiodi! Uno schifo.

Mi associo con tutto il cuore alle parole del comunicato stampa di Impronte e del Comitato Natura Verde:

I test effettuati dalla Mog hanno confermato che il petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2” sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente zolfo, che non potrà essere trasportata. Avrà quindi bisogno di un processo di prima raffinazione in loco, chiamata desulfurizzazione, che comporterà l’emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere.

Avremo così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona bensì in mare aperto.
Continuando ad osservare la cartina delle operazioni della Mog 2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi, se, come afferma il nostro assessore regionale all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette turistiche dall’estero e segnali negativi dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in diverse altre realtà territoriali.

Eppure, malgrado la gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non soltanto ambientali ma anche economici, a cui il “sistema Abruzzo” sta andando incontro.

Avvisiamo ancora una volta che la trasformazione della nostra Regione in Regione petrolifera graverebbe come un macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e future generazioni di Abruzzesi.

Per questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano Energetico Regionale che punti con decisione sulle energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi con forza all’avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.

Prima che sia troppo tardi.


Lettori di questo blog. E' il tempo di scendere in massa in piazza. Io sono in Europa verso la meta' di maggio. Proviamo ad organizzarci tutti per il 16 o il 23 maggio, sabato ore 11 a Pescara? Che ne pensate? Ecco, visto che c'e' questa quasi paura di proporre una data, lo faccio io. Manca un mese e mezzo, dobbiamo esserci tutti.

Il tempo e' finito.

Monday, March 23, 2009

Sono le leggi contro l'Abruzzo petrolizzato che non esistono


E allora parliamo della conferenza stampa di ieri di Chiodi. Questo e' il racconto che ne fa Prima da noi, questi sono i commenti del blog apocalisse italia e di allegria di naufragi, a cui mi associo perche' dicono tutti cose intelligenti.

La prima cosa che spicca ai miei occhi e a quello degli altri bloggers e' che si continua ad insistere con le parole centro oli e MAI si parla di Abruzzo petrolifero, come se la questione fosse limitata ad Ortona. Chiodi mio caro la meta' dell'Abruzzo e' interessata dalle trivelle.

Perche' non si parla mai delle trivelle a Teramo? Sotto la Majella? A Vasto? O vogliamo fare una conferenza stampa per ogni localita' a potenziale petrolio? Non sarebbe meglio mettersi sotto a scrivere una legge per proteggere TUTTA LA REGIONE?

E poi, quale e' lo strumento che Chiodi intendera' utilizzare per far si che i petrolieri NON vengano in abruzzo? La democrazia si basa su LEGGI e non su promesse, chiacchere o fantasmi per fini strumentali e demagogici come le definisce lui.

Chiodi dice "Ho detto che il centro oli non si fa e non si fara'". Ma le democrazia NON SI PUO" BASARE SULLE PAROLE DI UNA PERSONA anche se questa persona e' il governatore. Mica siamo in una monarchia? In una democrazia si fanno leggi chiare, pulite e a difesa del popolo. Verba volant, scripta manent.

Notare poi che Chiodi dice che, seppur tradivamente, lui vorra' presentare il supporto alla legge regionale che a causa di Daniele Toto potra' essere dichiarata anti-costituzionale. Ma se vuole proteggere quella legge per davvero, che senso ha lottare per tenerla in vita fino al 31 dicembre 2009? Cosa vogliamo fare il primo gennaio 2010?

Perche' non parla di estendere quella legge? Di nuovo, non sarebbe meglio sedersi e capire come fare per allungarla fino al 2040? Questo e' quello che gli Abruzzesi chiedono a gran voce. Una moratoria seria che ci metta al riparo dai petrolieri a lungo termine. Tutto il resto sono chiacchere.

E poi, mi sorge il dubbio: Chiodi avrebbe davvero costituito la regione in maniera ufficiale se non ci fosse stato tutto il clamore di questi giorni? Non lo sapremo mai. Di certo continueremo a vigilare.

Altro appunto, Chiodi dice che il centro oli "Non e' piu nei piani dell'ENI". Questo mi ricorda le parole soavi di Fratino che lungo le strade di Ortona a Gennaio mi disse la stessa cosa.

Ma come fanno Chiodi e Fratino a sapere queste cose? L'ENI che io sappia non ha mai rilasciato dichiarazioni a proposito e in tutti i suoi siti aziendali continua a parlare di Miglianico come a potenziale entrata in funzione a meta' del 2009.

Chi glielo ha detto che l'ENI ha abbandonato i progetti petroliferi per l'Abruzzo? Perche' queste cose non sono state dette anche alla gente? Chiodi e Fratino hanno canali privilegiati con l'ENI? Cosa altro sanno Chiodi e Fratino che gli Abruzzesi non sanno?

E' per questo motivo che Chiodi continua a dire che il centro oli di Ortona non si fara' e che non si pronuncia sul petrolio in altre localita'? E se l'ENI cambia idea? E perche' i vigneti sono tutti stati uccisi? Misteri.

Daniela Stati e' ancora missing in action. Non fa un buon servizio al genere femminile, a mio avviso.

Da ultimo, le dichiarazioni di Mauro Febbo, che in passato mi ha gia' accusato di essere khomenista e terrorista, che nega il riscaldamento globale e che vuole gli inceneritori, sul fatto che

"Ci arrivano segnalazioni dai territori di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende".

Non so se queste siano velate accuse a me, ad ogni modo, la colpa di questa eventuale perdita di immagine non e' di chi denuncia il malaffare all'estero, quanto invece di chi non si da fare in maniera sufficientemente urgente per evitare la petrolizzazione dell'Abruzzo.

L'unico modo di combattere e debellare tale immagine, caro Febbo non e' di passare le leggi dove si aumentano le royalties, mentre Toto va a far dichiarare anticonstituzionale la moratoria. Il modo vero di combattere questa immagine, ammesso che esista, e' di dare segnali chiari, e di scrivere nero su bianco, NO ALL'ABRUZZO PETROLIZZATO.

Nonostante tutte le parole, ufficialmente, il primo gennaio 2010, l'Abruzzo sara' un campo aperto per i petrolieri.

Occorrera' continuare a vigilare, e a non accontentarsi delle parole.