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Sunday, March 29, 2009

Gli inganni della Medoilgas Italia


Le Medoilgas e' l'ente petrolifero che ha il 100% dei diritti di trivellare nei mari antistanti Ortona. Il pozzo Ombrina Mare, a pochi chilometri dalla costa e' di loro proprieta'. In Abruzzo hanno il diritto di trivellare anche nelle localita' di San Buono, Civita, Agnone, San Basile, Castel di Lama, Settecerri, San Mauro, Villa Carbone, Corropoli, Colle dei Nidi, Villa Mazzarosa, Guardia Vomano e Sulmona, o da soli o in amicizia con l'ENI ed altre ditte affiliate.

Negli scorsi giorni il Comitato Natura Verde e Impronte hanno diffuso un comunicato dove si mettono in guardia le comunita' locali sui pericoli delle trivelle operate dalla MOG un po in tutto l'Abruzzo. Ne abbiamo parlato anche su questo blog.

La mappa delle operazioni petrolifere della MOG in Italia e' qui.

Come si puo' vedere, la ditta di Mr Sergio Morandi e' attiva anche in Basilicata - come sempre. Li ci sono le estrazioni a Serra San Bernanrdo, Masseria La Rocca, Montalbano, Scanzano, Monte Verdese, Torrente La Vella, Masseria la Vella e San Teodoro.

Come sempre, basta dare uno sguardo a quella povera terra martoriata per vedere come opera, non solo l'ENI, ma anche la MOG, prima nota come Intergas Plus Italia.

Nel Dicembre del 2007 il Corpo Forestale dello Stato di Potenza rilevava “movimenti terra illegittimi alla luce delle normative paesaggistiche" presso il pozzo petrolifero della Medoilgas Montegrosso 2, nell'area Serra San Bernardo, appena fuori Potenza. Furono sequestrati 4.000 dei 50.000 metri quadrati dell'area.

Questo pozzo si trova nella FORESTA DEMANIALE REGIONAL GRANCIA CATERINA dove vigono speciali normative paesaggistiche e vincoli idrogeologici a causa del fatto che nella zona ci sono una quarantina di sorgenti idriche ed il pericolo di inquinare la falde acquifere e' rilevante. Gia' avevano provato a bucare il terreno negli anni '90 e la ditta proprietaria dell'epoca dovette desistere a causa di una frana dovuta alla mollezza del terreno.

Il parco Grancia Caterina e' considerato uno dei più importanti parchi rurali del sud Italia, ed e' stato costruito con i soldi del contribuente pubblico italiano.

Gia dal 2007 secondo le accuse, la MOG trivellava in quella zona senza avere mai presentato procedure autorizzative o richieste di pareri ambientali dei Ministeri e degli Enti competenti. Ai cittadini che facevano domande, negavano che cattivi odori, fumi e frane provenivano dal loro pozzo. Anzi, negavano pure che il pozzo fosse in funzione.

Sono andati a trivellare in un parco senza chiedere niente a nessuno e negando tutto!

Nonostante il primo sequestro parziale, la Medoilgas e' stata recidiva e ha continuato a sventrare la terra senza regole e senza rispetto, cosi' il 14 Febbraio 2009, il Corpo Forestale dello Stato ha chiuso l'intera area estrattiva.

Tra le ipotesi formulate dalla Magistratura c'e' il fatto che oltre a estrarre petrolio senza autorizzazioni, tutti questi sconquassamenti del terreno servivano per L'OCCULTAMENTO DI RIFIUTI DI NATURA INDUSTRIALE, che sono spesso cancerogeni e tossici.

I parchi e le foreste lucane, come il nostro mare non hanno diritti.

Naturalmente la MOG, dai suoi uffici di Londra, smentisce tutto e dice "no, in quella zona non ci sono vincoli paesaggistici" e che il sito sara' sfruttato appena gli darano tutti i permessi.

Nel loro sito web lo ribadiscono sotto il titolo "Chiarezza e Trasparenza a Montegrosso". Addirittura mandano i propri emissari ad incontrare la popolazione per dirgli che non ci sono rischi sismici, di inquinamento della falde acquifere, che le loro attivita' sono compatibili con l'ambiente. Praticamente sono dei santi e promfumeranno la terra.

Non ci provassero nemmeno a venire in Abruzzo a dire tali baggianate!

Come fanno a sapere queste cose? Nessuno puo' conoscere i corsi delle falde acquifere! Se ci sono 40 ruscelli e frane, questo vuol dire che sicuramente il sottosuolo e' ricco di acqua.

E poi, se ancora aspettano i permessi, per loro stessa ammissione, perche' provavano a trivellare PRIMA che se ne accorgesse la magistratura? Dove erano i permessi per estrarre petrolio PRIMA che arrivasse il corpo forestale dello stato? Misteri.

Di questa gente, come dell'ENI, non c'e' assolutamente da fidarsi. Se hanno provato a nascondere robaccia nelle foreste lucane e a trivellare come meglio gli andava comodo, come mai potremmo accertarci di cosa faranno al nostro mare?

Salviamo la costa d'Abruzzo prima che sia troppo tardi.